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mercoledì 12 agosto 2026

Fabrizio Oberti


"Contrasti di Forme"

mini personale all'interno di una collettiva
di scultura, fotografia, pittura e barberia - visita guidata al museo
nell'ambito della

58esima edizione della mostra dell'Artigianato Artistico di Mondovì

13-17 agosto 2026

Museo Della Casa

via Beccaria 21 - Mondovì

dal giovedì alla domenica 10:00 - 13:00 e 16:00 - 19:00. Ingresso libero







lunedì 29 giugno 2026

Fabrizio Oberti espone al Museo Della Casa

Museo della Casa 

Mondovì - via G.Beccaria 21

[dal comunicato stampa]

"Nella mia mini personale sono esposte una serie di opere di paesaggio, astratte e "LEGOISMO" e inoltre altre opere di pittura, fotografia, scultura di artisti contemporanei e oggetti storici di Barberia. Sarà inoltre visitabile la parte museale con visita guidata. Una vera e propria immersione nell'Arte a 360 gradi! Mostre visitabili dal giovedì alla domenica (10:00 - 13:00 e 16:00 - 19:00) e nelle aperture straordinarie in occasione dei "Doi pass" (due passi) nei mercoledì 1 - 8 - 15 - 22 luglio dalle 20:30 alle 23:30".







domenica 14 settembre 2025

Illustrada

 

Anche quest'anno a Mondovì Piazza si è svolto il bel Festival Illustrada che da anni riempie il rione di Piazza, con lo stupore e l'incanto di pagine multicolore. Dall'11 al 14 settembre 2025 torna la manifestazione dedicata alla letteratura e illustrazione per ragazzi. Per quest'anno l'ospite d'onore è l'illustratrice francese Rebecca Dautremer












Mostre al Museo della Ceramica



















mercoledì 30 luglio 2025

Corrado Ambrogio - Carlo Pellegrino : In memoria




8 - 23 agosto 2025

Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe - Mondovì (Cuneo) 

Orari:  da martedì a venerdì ore 16.00 - 19.00  
  sabato e domenica ore 10.30 - 12.00 e 16.00 - 19.00
inaugurazione: venerdì 8 agosto ore 17.30
Note al violino di Ludovica Ambrogio




 

lunedì 19 febbraio 2024

ErotiQui - 19 illustratori raccontano l'erotismo

17 febbraio - 14 aprile 2024

Qui

via Vico 9b - Mondovì Piazza (Cuneo)


[Dal comunicato stampa] 

“ErotiQUI”: 19 illustratori, fra nomi affermati ed emergenti, si confrontano su un tema comune: l'erotismo. Non vi aspettate immagini esplicite, perché l'eros si può raccontare con le armi dell'ironia, della delicatezza, della suggestione e della metafora. L'illustrazione, come la voce, serve per dire molte cose: a volte può sussurrare, a volte ci fa pure arrossire. La mostra sarà aperta dal 17 febbraio al 14 aprile il sabato dalle 15.00 alle 19.00 e in settimana su appuntamento (mogg.artist@gmail.com)"







venerdì 4 settembre 2020

Il libro dello splendore


Filippo di Sambuy

Il libro dello splendore. Monotipi e acquerelli

Sono esposti acquarelli e monotipi dell’artista, che si ispira al libro di mistica ebraica, noto anche come Zohar.


18 settembre - 5 novembre 2020

Inaugurazione giovedì 17 settembre ore 18


Museo della Ceramica

Piazza Maggiore, 1, 12084 Mondovì (Cuneo)

Il Museo è visitabile indossando la mascherina, è consigliata la prenotazione al numero 0174 330 358 – int.1 o via mail all’indirizzo turistico@comune.mondovi.cn.it 









[dal comunicato stampa]

L’inaugurazione avverrà il 17 settembre in contemporanea con la presentazione del percorso d’ingresso rinnovato e della nuova targa in ceramica, dedicata, come il Museo, a Ettore e Marco Levi. Durante l’inaugurazione della mostra sarà possibile visitare la sinagoga monregalese.

“Il libro dello splendore (Zohar), monotipi e acquerelli”, è il titolo della mostra promossa dalla Fondazione Museo della Ceramica di Mondovi, che inaugurerà il 17 settembre prossimo (ore 18) nelle sale del Museo della Ceramica. Vi sono esposte 18 opere fra acquerelli e monotipi, oltre a un dipinto, eseguiti dall’artista Filippo di Sambuy e scelti dalla Fondazione per una mostra in ricordo di Marco Levi, ideatore e promotore del Museo, cui ha donato la sua importante collezione di ceramiche. In occasione dell’apertura della mostra, che è stata curata da Ermanno Tedeschi, insieme al catalogo edito da Silvio Zamorani, verrà anche inaugurato il percorso di ingresso rinnovato e la nuova targa in ceramica del Museo, ideata da Ilaria Bossa con lo studio Manfredi di Mondovì, a cui è anche dovuta la concezione del portone. Targa e Museo saranno dedicati a Ettore e Marco Levi. La rassegna fa parte degli eventi del decennale del Museo e in occasione dell’inaugurazione sarà possibile visitare la piccola e preziosa sinagoga di Mondovì, tramite visite guidate per piccoli gruppi su prenotazione.

“Sono certo che la Mostra su “Il Libro dello Splendore” (Sefer ha -Zoar) avrebbe fatto particolare piacere a mio Zio Marco Levi, ideatore e fondatore della Fondazione del Museo della Ceramica, purtroppo mancato prima di vederlo nascere – scrive Guido Neppi Modona, Presidente onorario Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì –. Questa mostra dedicata a Marco Levi e istituita nel Museo a Lui intitolato suona quindi come un doveroso riconoscimento della Sua funzione, meno conosciuta ma coltivata per tutta la Sua vita, di divulgatore della cultura e della religione ebraica”.

Le opere esposte rappresentano, in modo immaginario, alcuni concetti e frasi dello Zohar (Libro dello Splendore), opera, scritta parte in ebraico, parte in aramaico, che assume la forma di un commento mistico e allegorico al Pentateuco. “Filippo Sambuy, artista eclettico e di spessore culturale – afferma Ermanno Tedeschi - da alcuni anni ha deciso di studiare la dottrina ebraica, cercando di interpretarla attraverso le sue opere nel rispetto totale della tradizione, che impone forti limiti all'uso dell'immagine".

L’artista torinese, affascinato dalla ricchezza della Qabbalah e dello Zohar, ha compiuto approfonditi studi, avvalendosi anche della consulenza di alcuni Rabbini, che hanno avuto modo di vedere e analizzare i suoi lavori. “Il percorso non è stato semplice - prosegue Tedeschi - data la delicatezza della materia e la sua non facile comprensibilità. Il rapporto tra culture diverse è da anni al centro della ricerca artistica di Filippo di Sambuy che offre una chiave pacificatrice che solo la pittura può comunicarci”.

“Gli acquerelli, le carte preparatorie e i quadri di Sambuy – conclude Tedeschi - emanano una autentica luce di splendore attraverso i colori e le forme, che riprendono concettualmente in modo delicato e ineccepibile lo spirito dello Zohar. Questa mostra è sicuramente il modo migliore per rendere omaggio a Marco Levi. Ultimo ebreo della plurisecolare comunità ebraica di Mondovì, riuscì non solo a trasformare l’importante esperienza industriale e artistica della ceramica monregalese nell'attuale prestigioso museo, ma soprattutto lasciò a Mondovì il ricordo di un imprenditore illuminato da straordinaria generosità e saggezza”.

L’opera di Filippo di Sambuy, “Il libro dello Splendore” ­- scrive Andreina Galleani d’Agliano, Presidente, Fondazione Museo della Ceramica di Mondovi - comprende 18 opere, 9 acquerelli e 9 monotipi e costituisce, con la sua delicata, luminosa e contemporaneamente deferente interpretazione dello Zohar, uno splendido omaggio a Marco Levi, completando un itinerario già affrontato nel 2013 dalla Direttrice Christiana Fissore, che aveva voluto onorare la matrice ebraica del museo con una mostra dedicata ai candelabri a nove bracci che si accendono in occasione della festività ebraica di Hanukkah”.

La mostra, aperta negli abituali orari del Museo (venerdì e sabato: 15-18; domenica: 10-18), sarà visitabile fino al 5 novembre 2020.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Mondovì e della Regione Piemonte, promossa dalla Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì ed ha il sostegno della “Fondazione Compagnia di San Paolo” e della “Fondazione CRC”.



mercoledì 22 luglio 2020

Museo della Ceramica di Mondovì


Museo della Ceramica di Mondovì

Un catalogo riassume l'esperienza artistica del Bastione



[dal comunicato stampa]

Nell’estate dell’anno scorso 13 ragazzi provenienti da varie Accademie italiane e appartenenti al collettivo torinese Il Bastione hanno dato vita a una residenza artistica di 3 mesi nell’Unità produttiva del Museo della Ceramica di Mondovì, che si è anche concretizzata in una mostra: “Land Land Land”, realizzata in collaborazione con il Comune di Mondovì e il Rotaract di Mondovì.
Questa esperienza è ora riassunta in un bel catalogo - realizzato dal Museo della Ceramica e curato da Gianmaria Dellarossa - che è il risultato del progetto fotografico attivato durante la residenza con il desiderio di documentare e interpretare il lavoro degli artisti e del collettivo. Vi emergono le diverse tipologie espressive con cui è stata modellata, pitturata, cotta e trasformata la materia per realizzare un’opera d’arte. I differenti processi creativi danno la possibilità di osservare e catturare immagini inaspettate, che rendono questo volume una testimonianza tangibile del percorso che si nasconde dietro a un’opera d’arte prima che venga esposta negli spazi ad essa dedicati.
La residenza di tre mesi è stata una vera e propria fucina in fermento, che ha prodotto non solo opere singole e collettive, ma anche iniziative focalizzate sull’attivazione del tessuto urbano, come la mostra “Land, Land, Land” sviluppata in due edifici simbolo (Museo e Palazzo di Città) che si affacciano sulla Piazza Maggiore, elemento urbano anch’esso utilizzato come luogo per l’esposizione. Il Museo ha ospitato diversi lavori in ceramica realizzati dagli artisti durante la residenza, mentre nel Palazzo di Città una parte dell’esposizione è stata dedicata a ritrovamenti e nuove sperimentazioni. Proprio per coinvolgere la comunità, all’inizio del progetto gli artisti del collettivo hanno invitato la cittadinanza a prendere un caffè nei bar di Piazza Maggiore in alcune tazzine da loro realizzate.




La sperimentazione di Emanuele Marullo che incide lo smalto per trovare nuove forme. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




La porcellana si è dimostrata un materiale ostico da lavorare; lo scultore Mohsen Baghernejad dimostra creatività assoluta nella sua lavorazione. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione



Momenti di ordinaria collaborazione tra gli artisti del collettivo Bastione, all'interno degli spazi del Museo della ceramica. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




Lo scultore Jacopo Mandich non si limita all’utilizzo delle mani; ci mette la testa. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




L'artista Lisa Redetti affacciata alle finestre del laboratorio del Museo della ceramica. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione



venerdì 22 maggio 2020

I 10 anni del Museo della Ceramica di Mondovì


MOMUC, Museo della Ceramica di Mondovì, compie 10 anni
e si racconta con
“INFORME - introduzione a un decennale” 






[dal comunicato stampa]

In occasione del decennale il 21 novembre sarà inaugurata la mostra “MIRABILE INDUSTRIA: la Società Ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972”, dedicata ai diversi stabilimenti della più importante industria ceramica italiana. Organizzati anche il concorso intitolato “L’altra mascherina”, in partenza sabato 30 maggio, e una pubblicazione sulla storia economica e artistica del distretto monregalese e della Richard-Ginori nel XX secolo.

MOMUC, Museo della Ceramica di Mondovì, compie 10 anni e celebra questo traguardo con una mostra sulla Richard-Ginori e con una pubblicazione, che ripercorre storie inedite della ceramica italiana del XX secolo, di cui una parte importante si è proprio svolta a Mondovì, e con un concorso, “L’altra mascherina”, in partenza sabato 30 maggio 2020, che vuole essere un omaggio all’impegno nella lotta al Coronavirus. La mostra ha come titolo “MIRABILE INDUSTRIA: la Società Ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972” e dovrebbe esser inaugurata il 21 novembre prossimo. Novità anche per quanto riguarda la comunicazione: il MOMUC si racconta con “INFORME. Introduzione a un decennale”, un viaggio che ne ripercorre la storia e anticipa gli eventi dedicati all’anniversario, attraverso testimonianze, appuntamenti e iniziative previste per celebrare la ricorrenza, e una serie di contenuti pubblicati sui social con l’hashtag #DECIMOMUC.

Nato dalla generosa volontà di un imprenditore illuminato, Marco Levi e di suo nipote Guido Neppi Modona, oggi Presidente Onorario della Fondazione, il Museo è stato inaugurato a dicembre 2010 grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. “Marco Levi, fondatore del Museo della Ceramica di Mondovì è una figura simbolo della rinascita dopo la guerra. – dice Andreina d’Agliano, Presidente del Museo – La sua storia e il suo impegno sono oggi più che mai attuali, come esempio e ispirazione per la ripresa”. La collezione personale di Marco Levi, rappresentativa di quasi due secoli di produzione ceramica monregalese, arricchisce il Piemonte e l’Italia di un importante patrimonio ceramico.

“MIRABILE INDUSTRIA: LA SOCIETA’ CERAMICA RICHARD-GINORI DAL 1896 AL 1972” E PUBBLICAZIONE SULLA STORIA DELLA CERAMICA ITALIANA DEL XX SECOLO

Nata da un’idea di Christiana Fissore, Direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì in collaborazione con Oliva Rucellai, già Direttrice del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, per la prima volta in modo originale e innovativo si propone di scoprire, documentare e mettere a confronto le relazioni tra i diversi stabilimenti italiani della Richard-Ginori durante quasi un secolo di storia. Le varie tipologie ceramiche (terraglia forte, terraglia dolce, maiolica, porcellana, porcellana elettrotecnica fino ai nuovi impasti brevettati Pirofila, Ariston e Vetrochina) verranno presentate unitamente al destino dei loro centri produttivi, per poi sviluppare un racconto cronologico circoscritto agli stabilimenti di maggiore interesse artistico, cioè Doccia (Sesto Fiorentino), S. Cristoforo e Mondovì, evidenziando anche il contributo di designer di rilievo come Luigi Tazzini, Giuseppe Sciolli, Giovanni Gariboldi e naturalmente Gio Ponti.

L’importante anniversario – raggiunto e celebrato grazie al sostegno continuativo di sponsor e collaboratori – vedrà anche la pubblicazione di un volume sulla storia della ceramica italiana del XX secolo, che indagherà un caso significativo della storia industriale italiana, ben rappresentata nel Museo della Ceramica dalla produzione monregalese.

UN CONCORSO DEDICATO A COLORO CHE COMBATTONO IL CORONAVIRUS

ISCRIZIONI DAL 30 MAGGIO AL 10 LUGLIO 2020

In occasione del decennale, il Museo della Ceramica ha in programma un concorso, “L’altra mascherina”, che vuole essere un omaggio all’impegno generoso del personale sanitario nella lotta al Coronavirus e a tutti coloro che con le loro mani hanno curato, accudito e nutrito in questo 2020 terribilis le persone che si sono ammalate. La parola mascherina è oggi il simbolo degli uomini e delle donne in prima linea contro la pandemia, ma era anche la definizione di una tecnica manuale e seriale utilizzata sin dal 1737 nella fiorentina manifattura Ginori di Doccia, poi adottata nell’Ottocento dall‘industria ceramica di Mondovì. Cos’era la mascherina usata nelle fabbriche monregalesi? Null’altro che un cartoncino, o stoffa con un disegno traforato, attraverso cui veniva applicato sul corpo ceramico il colore che dava luogo a un motivo decorativo che costituiva la decorazione del vasellame.

Tutte le informazioni sul concorso “L’altra mascherina” saranno disponibili dal 30 maggio sulla pagina Facebook del museo, @MuseoCeramicaMondovì.

Gli hashtag delle celebrazioni per il decennale sono #DECIMOMUC #MOMUC10 #INFORMEMOMUC.

Le attività del Museo della Ceramica di Mondovì sono promosse dalla Fondazione Museo della Ceramica e dal Comune di Mondovì, con il sostegno della Regione Piemonte, della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Sostegno all’Attività Istituzionale, della Fondazione CRC e della Fondazione CRT.











domenica 22 dicembre 2019

"Le trame di Raffaello" in mostra a Mondovì


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Presso il Museo della Ceramica di Mondovì (Palazzo Fauzone di Germagnano, Piazza Maggiore 1), è in corso la mostra “Le trame di Raffaello. Il restauro dell’arazzo Madonna del Divino Amore del Museo Pontificio di Loreto”. Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CRC, il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", il Museo Pontificio Santa Casa di Loreto, il Museo della Ceramica e il Comune di Mondovì. 
Protagonista dell’esposizione è l’arazzo “Madonna del Divino Amore”, realizzato ad inizio Cinquecento dalla raffinata manifattura di Bruxelles su cartone derivante da un’opera di Raffaello Sanzio. Prima di essere esposta a Mondovì, l’opera è stata oggetto di un accurato restauro condotto dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. 
L’iniziativa, che anticipa le celebrazioni per i 500 anni dalla morte dell’artista, propone un percorso affascinante dentro la materia e la tecnica che caratterizza un arazzo antico, portate in evidenza dal recente intervento di restauro. La mostra costituisce inoltre un’importante occasione per approfondire la produzione raffaellesca attraverso la declinazione dei suoi disegni su cartoni preparatori nelle diverse arti. L’arazzo traduce, con filati preziosi, una delle immagini più note della produzione pittorica del maestro, che ebbe grande fortuna critica, soprattutto nel XIX secolo, quando venne denominata “Madonna del Divino Amore”. Vi sono raffigurati la Madonna con Bambino, Sant’Anna (o Santa Elisabetta) e San Giovannino. L’opera era parte di una serie tessuta su modello raffaellesco raffigurante episodi della vita della Vergine, commissionata dal potente vescovo di Liegi Érard de la Marck. Nel XVII secolo divenne proprietà di papa Alessandro VIII Ottoboni e nel 1723 il nipote, il cardinale Pietro Ottoboni, ne fece dono al Santuario di Loreto.
Il percorso espositivo, allestito al piano terreno del Museo della Ceramica, porta subito ad un’immersione e ad una visione ravvicinata del manufatto. La mostra sarà visitabile fino a domenica 15 marzo, il giovedì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18. 
Durante il periodo di apertura sarà promosso un ricco programma di laboratori didattici per le scuole, a cura del Museo della Ceramica. Per maggiori informazioni è possibile telefonare allo 0174/40389 e al 0174/559365.