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giovedì 16 luglio 2026

mercoledì 11 marzo 2026

Voci velate. Visioni Contemporanee dall'Iran


Un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani


En Abbas Bahrami, Afsaneh Zarnegar, Ali Ghasemi, Alireza Naseri, Aref Adili, Darius Mohammadi, Eli Farahani, Farbod Kamiab, Farideh Alboghbish, Farshid Ashgar, Fatemeh Ranjbar, Fatemeh Tajik, Ghazaleh Saidi, Hadi Moghaddam, Hedayat Saffari, Javad Zarrinpour, Khadije Naseri, Kourosh Khojir, Mahbubeh Seif, Manzar Aghdaei, Maryam Izadi, Mashid Saber Pour, Masoud Salehi, Mehdi Kazemi, Mehrdad Etemadi, Mehrdad Sanii, Mikail Kazemi, Milad Goli, Mitra Poormjib, Mohammad Ghorbani, Mohammadi Taghi Dustkuhi, Mostafa Sepahvand, Naiime Majzubi, Naser Tavakoli, Nima Jabraili, Parham Sanei, Pouria Khalili, Raha Asad Sangabi, Raha Eshraghian, Raha Haghi, Rahim Sabaghi, Reza Kardan, Reza Moghadam, Reza Tajik, Saeedeh Hadi, Saeid Anvari, Saeid Ipki, Sahar Seyyed Mohsen, Saina Farzaneh Sabet, Sara Naseri, Sara Shafiq, Shadi Khajavi, Shiva Zabolipour, Siavash Ejlali, Soraya Ejlal, Vahide Dashtipour, Zahra Mohajer, Zahra Rajestari 

a cura di Alireza Naseri e Ivana Mulatero

15 marzo - 26 maggio 2026
inaugurazione domenica 15 marzo 2026 - ore 16.00 

Con la presentazione del volume di Danilo Di Gangi, “Blu di Persia

Museo Mallé 

via Valmala 9 - Dronero (Cuneo)


Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it





"La mostra rappresenta il tredicesimo evento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, avviata nel 2025, e si inserisce nel programma del Festival Ponte del Dialogo di Dronero. L’esposizione sarà visitabile dal 15 marzo al 10 maggio 2026 negli spazi del Museo Mallé e propone una selezione inedita di opere che costruiscono un ponte di comprensione verso l’Iran, esplorandone la complessità sociale, paesaggistica e antropologica attraverso lo sguardo di artisti contemporanei".

Possibilità di visite guidate la mattina dedicate alle scuole, di aperture straordinarie infrasettimanali per singoli, gruppi su prenotazione: museo.malle@comune.dronero.cn.it

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La mostra “Voci Velate - Visioni contemporanee dall’Iran” si presenta al pubblico come il tredicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

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Dal 15 marzo al 10 maggio 2026 sarà allestita al Museo Mallé di Dronero (CN), la mostra Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran, un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, Presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, Direttrice del Museo Mallé.

Il Museo Mallé con questa mostra intende costruire un ponte di comprensione verso una nazione - l’Iran - che pochi occidentali conoscono, gravata com’è dagli stereotipi diffusi dai telegiornali dove, un tempo si vedeva l’idea che tutti gli iraniani fossero dei fondamentalisti sordamente ostili all’Occidente e che tutte le iraniane indossassero il tipico chador nero lungo fino ai piedi mentre ora, la cronaca degli ultimi mesi, ci consegna un Iran sull’orlo dell’abisso, in un ribollio di conflitti sociali e politici senza precedenti. In tale drammatico contesto, il Museo Mallé riesce a parlare ugualmente dell’Iran e a farlo grazie alla collaborazione con il Freelance Iran Photographers Group di Teheran con il quale porta a compimento, dopo un lungo periodo di gestazione e un viaggio dei curatori nel 2012 in territorio iraniano, la produzione di una mostra davvero unica, inedita e meravigliosa. 

“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è il titolo dell’esposizione che allestisce un viaggio visivo in ottanta immagini di sessanta fotografi iraniani, mai viste finora in Italia, passate al vaglio dal direttore dell’associazione fotografica teheranese, Alireza Naseri. Si tratta di una scelta che per ovvie ragioni contingenti al momento attuale, e nonostante gli ostacoli che tengono sigillato l’Iran in un vuoto pneumatico comunicativo con il resto del mondo, assume il valore di una impresa ai limiti dell’impossibile - per la difficoltà di ricevere i materiali da esporre in primis - ma che si è comunque riusciti a rendere possibile perché gli umani, anche se divisi dagli oceani, dalle montagne o da scelte politiche, possiedono nei loro cuori una rete intangibile di ponti che, attraverso una consapevolezza inconscia, forse genetica, sicuramente spirituale, li lega come creature della terra. 
L’esposizione annovera paesaggi cangianti e sfaccettati, con deserti, foreste, montagne innevate, canyon, vallate e verdi praterie coltivate a riso, o la vita nei bazar, veri labirinti di vicoli coperti, madrase e caravanserragli, dove gli iraniani continuano a fare la spesa in un’epoca, la nostra occidentale, segnata dagli ipermercati. La mostra consente di esplorare l’Iran attraverso variegate immagini di siti storici, interni di palazzi arabescati, moschee, botteghe, bagni pubblici, torri del silenzio, del vento e della libertà, parchi per la lettura a cui si aggiungono le fotografie di carattere antropologico con le numerose etnie che popolano il paese con danze, costumi tradizionali, riti e simboli del Nowruz, il capodanno iraniano. “L’Iran è un paese vastissimo, di oltre un milione e seicentocinquantamila chilometri quadrati, con un territorio grande come quello di Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Danimarca messi insieme e tocca i confini di sei stati, di un mare e di due golfi”, scrive Danilo Di Gangi nel suo ultimo volume “Blu di Persia” che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra, domenica 15 marzo 2026 alle ore 16.  

Terra incredibile la Persia, che così si chiamava fino al 1935, patria delle più antiche grandi civiltà del mondo celebrate nelle tragedie di Eschilo e dei classici greci i cui echi si riverberano nelle vedute di Persepolis di Soraya Ejlal le cui prestigiose rovine sono Patrimonio dell’Umanità dal 1979, o nell’imponente mausoleo di Ciro il Grande a Shiraz inquadrato da Saeedeh Hadi in un primo piano angolare con i sei imponenti gradoni. La nostra Freya Stark che aveva vissuto a Dronero ed è stata tra le più grandi esploratrici del Novecento, era rimasta impressionata dalle vette delle catene montuose iraniane che scoprì negli anni Trenta. Tra queste, la fotografa Ghazaleh Saidi coglie la cima innevata del Monte Damavand, la montagna simbolo e la più ricercata di tutte. E poi, come non andare a scoprire la Casa Tabatabaei a Kashan appartenuta a un mercante di tappeti i cui esterni tra portici colonnati, vasche d’acqua e giardini, sono colti come in un abbraccio tra architettura e natura dall’obiettivo di Reza Kardan. Sul versante etnico, si guarda il volto della bella ragazza di Ilam, città dell’altopiano del Kurdistan nell’Iran occidentale, nella foto di Khadije Naseri, per poi andare nel territorio arso e desertico di Yazd e calarsi in un oscuro laboratorio di un ramaio che Sahar Seyyed Mohsen ha immortalato il 3 marzo 2023. 

La mostra s’inserisce nelle linee strategiche del programma culturale del Museo Mallé, indirizzate a valorizzare la creatività in una ottica di osmosi con idee e esperienze nazionali ed internazionali. 


giovedì 26 febbraio 2026

Regine senza corona

Mostra fotografica di
Ornella Poetto

6-22 marzo 2026
inaugurazione venerdi' 6 marzo ore 17.00

Sala Collegio dei geometri e g.l. della prov. di Cuneo

via S. Giovanni Bosco n. 7h - Cuneo




giovedì 25 settembre 2025

Mostra fotografica di Giorgio Barberis

 Il Maira, dimora dello sguardo 

a cura di Anna Cavallera

4 ottobre - 7 dicembre 2025
inaugurazione sabato 4 ottobre - ore 17

Pinacoteca civica Levis Sismonda 

piazza Vittorio Emanuele II - Racconigi




Sabato 4 ottobre 2025 alle ore 17, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, a Racconigi, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra fotografica “Il Maira. Dimora dello sguardo”, dell’autore Giorgio Barberis.

La rassegna, promossa dalla Città di Racconigi, è organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio della Provincia di Cuneo e del Comune di Racconigi, è stata realizzata grazie ai contributi di Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A., in collaborazione con Progetto Cantoregi e SOMS, Associazione Dilettantistica Pescatori Sportivi Racconigesi, Officina Monviso, Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi.

L’esposizione rientra nell’ambito del 1° Festival del Maira, in programma dal 4 al 26 ottobre a Racconigi, un evento organizzato dal Comune in collaborazione con numerose realtà del territorio, intende coinvolgere il grande pubblico nella scoperta, ma anche nell’esplorazione ed approfondimento del fiume Maira, simbolo del territorio, grazie a tante iniziative coinvolgenti.
Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, l’esposizione presenta una cinquantina di opere fotografiche scelte, frutto di un appassionato e talentuoso lavoro di ricerca svolto dal fotografo racconigese Giorgio Barberis ed incentrato sul fiume Maira.

Suddivisa in sezioni, la mostra narra l’appassionato viaggio sulle sponde dell’affluente destro del Po, compiuto nelle diverse stagioni naturali ed esistenziali da un gentiluomo della fotografia contemporanea. Nelle sale della Pinacoteca civica Levis Sismonda, intervallato da una ricca sezione testuale di approfondimenti naturalistici e scientifici realizzati dalla famiglia Vaschetti, titolare del Centro Cicogne e Anatidi, e dalle poesie dell’indimenticato scrittore e poeta Costanzo Liprandi, sarà possibile incontrare lo sguardo sensibile di Barberis, una lente che si sofferma tra il visibile e l’invisibile, tra le nebbie che lambiscono le sponde del fiume e gli uccelli che ne solcano i cieli incontaminati.

Attraverso il suo straordinario talento espresso mediante l’immagine, Giorgio Barberis celebra l’essenza del mondo naturale e conduce il pubblico lungo un cammino personalissimo, dando vita ad un vivace scambio dialettico tra la complessità del reale e l’evanescenza di una memoria privata e collettiva, dove l’uomo è solo spettatore.

In occasione dell’inaugurazione è previsto un rinfresco a cura dell’Associazione Semi di Baobab.
Nel corso della rassegna si prevede l’organizzazione di incontri e serate di approfondimento sui temi toccati dall’esposizione, con la partecipazione delle realtà associative del territorio, delle scuole e di personalità dell’arte e della cultura.

Orari mostra:
Sabato ore 15,30 – 18,30; domenica 10,00 – 12,30 / 15,30 – 18.30
Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.
Info:
Ufficio turistico di Racconigi : visitracconigi@gmail.com – 392.0811406;
PresidiARTE : presidiarte@gmail.com;
Pinacoteca civica Levis Sismonda : pinacoteca.racconigi@gmail.com, instagram@pinacoteca_levisismonda; facebook@PinacotecaLevisSismonda.


martedì 26 agosto 2025

"They used to..." : Mostra personale di Daria Abashkina

 


7 settembre - 26 ottobre 2025 
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.
vernissage: 5 settembre 2025, ore 17.00 5t5

Villa Belvedere (già Villa Radicati), Cuneo


[dal comunicato stampa]

L’Associazione Arte, Terra e Cielo è lieta di presentare la mostra personale di Daria Abashkina, giovane artista cuneese classe 1995, dal titolo “They used to...”, a cura della storica dell’arte Ida Isoardi. 

L’esposizione si terrà presso Villa Belvedere (già Villa Radicati) a Cuneo. Il progetto espositivo, articolato in quattro sezioni, nasce da un approfondito lavoro di urbex (urban exploration), ovvero l’esplorazione e la riscoperta di luoghi abbandonati o poco accessibili, con particolare attenzione a contesti urbani delle province di Cuneo e Livorno. Ogni sezione si concentra su un diverso utilizzo passato degli spazi fotografati: they used to study here (luoghi di studio), they used to work here (luoghi di lavoro), they used to live here (abitazioni), e they used to play here (luoghi di svago). Attraverso questo percorso, Daria Abashkina intreccia una doppia riflessione: da un lato la denuncia sociale legata al degrado urbano e al vasto fenomeno degli edifici abbandonati in Italia, dall’altro una dimensione filosofica che esplora la memoria e la nostalgia legate a questi spazi dimenticati. "L’Italia conta oltre sette milioni di edifici abbandonati, una superficie che potrebbe coprire l’intera regione Umbria", afferma l’artista. "Il mio lavoro vuole documentare questo degrado per sensibilizzare sullo spreco edilizio e territoriale, ma anche far emergere con rispetto storie e memorie spesso dimenticate". Oltre alla fotografia, Daria Abashkina è impegnata in diversi ambiti artistici. Laureata alla Scuola Holden con specializzazione in scrittura creativa, ha esperienza nella produzione televisiva e cinematografica. Tra i suoi progetti più recenti figura la sceneggiatura Nihil, un cortometraggio di circa 20 minuti in fase di finanziamento, che affronta il tema attuale dell’incontro tra malattia mentale e intelligenza artificiale. Inoltre, l’artista sta approfondendo la lavorazione del legno, ampliando così il proprio linguaggio espressivo. 

La mostra sarà visitabile dal 7 settembre al 26 ottobre 2025, con ingresso negli orari di apertura di Villa Belvedere. IAperta: domenica e festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Per informazioni: ASSOCIAZIONE ARTE, TERRA E CIELO Via San Bernardino n. 17 SALUZZO (CN) associazione.arteterracielo@gmail.com 
info@villabelvedereradicati.it 
https://www.villabelvedereradicati.it/ 
info e prenotazioni sul sito: villabelvedereradicati.it o in mail ai seguenti indirizzi:
associazione.arteterracielo@gmail.com info@villabelvedereradicati.it Tel. 351-5718472.











venerdì 25 luglio 2025

Arrivano Helmut Newton e Ferdinando Scianna




Ferdinando Scianna, Marpessa, Caltagirone 1987 © Ferdinando Scianna

 Dopo il successo dello scorso anno delle esposizioni dedicate a Robert Doisneau e Elliott Erwitt, la grande fotografia d’autore torna protagonista dell’offerta culturale autunnale in provincia di Cuneo.

Dal prossimo ottobre, il Filatoio di Caraglio e la Castiglia di Saluzzo, gioielli del patrimonio architettonico piemontese, ospitano le monografiche di due protagonisti assoluti della fotografia del Novecento: Helmut Newton (1920-2004) e Ferdinando Scianna (1943). I progetti espositivi, promossi e realizzati da Fondazione Artea, offrono un percorso originale, approfondendo aspetti inediti o poco esplorati nelle carriere dei due autori. Al tempo stesso, grazie a una stretta collaborazione curatoriale, le mostre sono concepite per dialogare tra loro, offrendo al pubblico due visioni complementari della moda, vista da Scianna come racconto della vita e da Newton come provocazione dell’immaginario.

Al Filatoio di Caraglio (CN), antico setificio seicentesco, tra i più importanti d’Europa, oggi polo culturale e sede del Museo del Setificio Piemontese, dal 23 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, sarà allestita la mostra “Helmut Newton. Intrecci”. L’esposizione riunisce oltre 100 fotografie, tra cui diversi scatti inediti, frutto delle prestigiose collaborazioni con brand di fama internazionale, come Yves Saint Laurent, Wolford, Ca’ del Bosco, Blumarine, Absolut Vodka e Lavazza.

La rassegna, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino, introdotta da una selezione delle fotografie che hanno consacrato Newton come uno dei più celebri fotografi di moda al mondo, restituisce l’audace sguardo di un autore capace di creare scenari onirici, ambigui e provocatori. La complicità con modelle come Monica Bellucci, Nadja Auermann, Kate Moss, Carla Bruni ed Eva Herzigová, unita alla fiducia conquistata da parte di stilisti, riviste e brand internazionali, gli ha permesso di ridefinire i canoni della fotografia patinata, trasformandola in un linguaggio teatrale ed evocativo.

È nel passaggio dalla fotografia editoriale a quella commerciale che si rivela l’eclettismo del suo sguardo. Nel corso degli anni, Newton ha infatti approcciato le grandi committenze della moda e i progetti per prestigiosi marchi del mondo produttivo, come Lavazza, esplorando attraverso di esse aspetti nuovi ma coerenti di uno stile radicale e al contempo iconico.

“Helmut Newton. Intrecci”, appositamente concepita per Il Filatoio di Caraglio, offre l’opportunità unica di vedere riunite in una sola esposizione queste serie fotografiche che raccontano l’evoluzione e l’affermazione di Newton nel panorama internazionale.

La Castiglia di Saluzzo (CN), antica fortezza e residenza marchionale, oggi spazio museale e luogo del contemporaneo, che negli ultimi due anni ha accolto progetti dedicati ai grandi maestri Magnum Photos, prosegue la sua vocazione alla narrazione fotografica ospitando, dal 24 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, la personale di Ferdinando Scianna (Bagheria, PA, 1943), primo fotografo italiano a essere annoverato tra i membri della prestigiosa agenzia internazionale.

La mostra, dal titolo “La moda, la vita”, curata da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia, esplora per la prima volta, uno dei capitoli meno noti della carriera di Scianna: la moda. Un ambito che l’autore affronta con il suo linguaggio da fotogiornalista, scardinando ogni estetica patinata a favore di una narrazione più umana. Iconica, in questo percorso, la campagna per Dolce&Gabbana con la modella Marpessa, ambientata nei paesi della Sicilia: una moda vissuta nella realtà e nella strada, più che costruita in posa, che darà vita ad una delle collaborazioni meglio riuscite nella storia della fotografia.

Il percorso espositivo presenta, attraverso oltre novanta fotografie, la produzione che Scianna ha realizzato tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi del decennio successivo, per alcune delle più importanti riviste al mondo come “Vogue”, “Vanity Fair” e “Stern”. Nei suoi scatti si fondono etica e stile, memoria e intuizione, fotografia e letteratura, un approccio che gli ha consentito di interpretare e capovolgere i modelli di rappresentazione comunemente consacrati al glamour delle passerelle, trasformando la fotografia di moda in racconto visivo, mantenendo intatto il legame tra immagine, verità e cultura.

“Helmut Newton. Intrecci” al Filatoio di Caraglio è un progetto della Fondazione Artea, realizzato in collaborazione con il Comune di Caraglio, curato da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino.

“Ferdinando Scianna. La moda, la vita” alla Castiglia di Saluzzo è un progetto del Comune di Saluzzo e Fondazione Artea, curato da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia. 

lunedì 12 maggio 2025

Ornella Rovera - Nature Primordiali in simbiosi con l'essere

a cura di Enrico Perotto

17 maggio - 15 giugno 2025
inaugurazione sabato 17 maggio ore 17.30
dal giovedì alla domenica ore 15,30-18,30
ingresso libero e gratuito

Fondazione Peano

corso Francia,  47 - Cuneo





[dal comunicato stampa]

Fondazione Peano è lieta di annunciare l'inaugurazione, sabato 17 maggio alle ore 17,30, della la nuova mostra della stagione espositiva 2025. Si tratta di “NATURE PRIMORDIALI in simbiosi con l'essere”, una personale di Ornella Rovera, - artista torinese che si caratterizza per una ricerca basata sulla contaninazione di linguaggi, in primis quello scultoreo e quello fotografico – a cura di Enrico Perotto. 

«Materie e immagini fotografiche associate tra loro come elementi portatori di energia vitale, presenza di elementi oggettuali considerati come metafore delle ere primordiali della Terra e come simbologie del corpo femminile e della sua condizione esistenziale: queste sono le principali linee guida del lavoro artistico di Ornella Rovera, in cui si riscontrano una tendenza concettuale alla contaminazione di più linguaggi espressivi e una personale volontà di sondare le potenzialità comunicative degli elementi fisici utilizzati, attraverso l’ideazione di suggestioni ottiche e segniche, oltre che di metafore visive e costruzioni di forme tridimensionali elementari, che nel loro insieme evocano immaginari intrecci tra vita umana e vita della natura, considerata attraverso i suoi elementi costitutivi: terra - acqua - fuoco - aria. Rovera svolge una vera e propria ricerca sulla memoria di un tempo passato impressa nella materia e nel corpo vivo di ciascuno di noi, permettendo all’osservatore delle sue opere di percepire il lato spirituale del nostro essere e di intuire i luoghi possibili dell’incontro con le nostre origini primigenie». Dal testo di critico di Enrico Perotto 

Ornella Rovera, scultrice e fotografa, è docente presso l’Accademia Albertina di Torino. Il dialogo fra i diversi linguaggi artistici, in particolare tra la fotografia e la scultura e la sperimentazione dei materiali come strumenti evocativi, sono fra gli aspetti che caratterizzano la sua ricerca. L’autrice, nelle sue opere, indaga dal punto di vista poetico ed emozionale la struttura nelle sue varie declinazioni. Si lascia ispirare da immagini fotografiche che lei stessa scatta e il cui potere evocativo è fonte di stimolo per l’inizio di ogni suo lavoro. La mostra, ad ingresso libero e gratuito, sarà visitabile fino al 15 giugno dal giovedì alla domenica ore 15,30- 18,30 o su appuntamento per scolaresche e gruppi.

















lunedì 3 giugno 2024

Cristina Andries - Aldo Galliano

Tra sogno e realtà

scultura e fotografia

8-30 giugno 2024
inaugurazione sabato ore 17.30

Collegio dei Geometri a Cuneo 

via San Giovanni Bosco 7/h portici Agorà - Cuneo

[dal comunicato stampa]

La mostra “Tra sogno e realtà” che si inaugura sabato 8 giugno negli spazi espositivi del Collegio dei Geometri a Cuneo in via San Giovanni Bosco 7/h portici Agorà, chiude il ciclo di eventi dedicati al sogno e l’inconscio, (il sogno Parigino a casa Francotto a Busca, Sinfonia nella natura a palazzo Borelli a Demonte). “Tra sogno e realtà”vuole, attraverso la scultura di Cristina Andries, trasmettere una dimensione erotica e sensuale che la materia sa sprigionare e lo fa senza mai essere troppo gridata ma magistralmente svelata. La fotografia di Aldo Galliano vuole mostrare pensieri onirici e sensazioni inconsce e lo fa attraverso le immagini. Un armonia tra due importanti sensi: il tatto e la vista.

Aldo Galliano





lunedì 29 aprile 2024

Il sogno parigino di Aldo Galliano

Presentazione dell'opera fotografica donata al Museo Mallé da Aldo Galliano 

Intervengono Sergio Brocchiero e Ivana Mulatero

Conduce Vanna Pescatori

domenica 21 aprile 2024 - ore 17

Museo Mallé

via Valmala 9 - Dronero (Cuneo)








“Immagini da ascoltare”

(Il sogno Parigino)

Il racconto è alla base della cultura umana

Questo progetto, come un pò tutte le mie ricerche artistiche, segue un processo narrativo e creativo. Per creativo intendo la ricerca personale per realizzare materialmente le scene, azione quest’ultima che non da subito mi porta ad avere chiara la narrazione, il filo conduttore del progetto, anche se di fatto alla base esiste già un idea di narrazione. In questo mio lavoro “work in progress” mi sono ispirato a come io immagino potessero essere, nel bene e nel male, le notti Parigine negli anni venti del secolo 900, in particolare i vicoli di Montparnas con i suoi bistrot frequentati in quegli anni da scrittori come Hemingway ed artisti del calibro di Modigliani, Boldini, Brancusi, senza dimenticare la straordinaria figura di Kiki la “Regina di Montparnasse”, modella attrice e scrittrice Francese, e naturalmente molti altri. Parigi allora era al centro dell’arte internazionale e non solo, questo non deve essere dimenticato.

Il 1920 fu un periodo storico che diede alla luce fenomeni culturali come “La belle époque,” di cui Parigi fu cuore pulsante e la celebrò con un incredibile mostra all’interno della quale vennero esposte le più recenti innovazioni, questo straordinario evento fù l’ Esposition universale.

Sempre in quegli anni a Parigi prese vita un movimento artistico letterario d’avanguardia che al suo interno coinvolse tutte le arti la letteratura, la pittura ed il cinema, il suo principale teorico fu Andrè Breton ed il movimento era il Surrealismo.

Breton fu influenzato dalla lettura de: “l’interpretazione dei sogni” di Freud, dopo averlo letto, arrivò alla conclusione che fosse inaccettabile il fatto che il sogno e l’inconscio avessero avuto così poco spazio nella civiltà moderna. Il teorico, per questo motivo, volle che nel surrealismo avessero un ruolo fondamentale, perché fin dall’inizio dei tempi, i sogni sono considerati un mezzo capace di metterci in contatto con la nostra anima.

Attraverso i sogni è possibile far emergere parti della nostra coscienza che sono sepolti in noi: stranezza, desiderio e bisogni. Il sogno è parte di noi e non dobbiamo mai sottovalutarlo, attraverso di esso riceviamo messaggi che potrebbero far la differenza nella nostra vita.

In buona sostanza Breton voleva che l’inconscio che emerge durante i sogni, emergesse anche quando siamo svegli e ci permettesse di associare libere parole - pensieri ed immagini, azioni che sono molto semplici durante il sogno lo divenissero anche ad occhi aperti, senza pregiudizi e freni inibitori.

Ed è quello che un pò è successo a me, scavando nel mio inconscio, ricco di sentimenti, non solo ho sognato, ma ho immaginato ad occhi aperti sensualità, erotismo, importanti letture, grandi innovazioni e dolce vita.

Aldo Galliano










venerdì 23 febbraio 2024

Orizzonti - Sguardi & Percorsi

Fotografie a cura di Andrea Migliore


Galleria Senesi Arte

Via XX Settembre 60 - Cuneo

https://senesiarte.it/


[dal comunicato stampa]

Il Vernissage avrà luogo il 24 FEBBRAIO a partire dalle ore 17:30, sarà un momento di raccoglimento con il fine di visionare le opere di Migliore, dialogare del progetto e perché no, acquistare le serigrafie o le opere uniche dedicate all'asta.

Un progetto a scopo benefico promosso dall'Associazione "La Cura Nello Sguardo"

L'Associazione, offre la possibilità di acquistare le stampe limitate, direttamente sul loro sito (LINK) l'intero importo viene direttamente corrisposto a La Cura nello sguardo.

Progetto

Orizzonti è la collezione dell’artista Andrea Migliore, che ha deciso di mettere la sua arte al servizio di una nobile causa: sostenere l’associazione La Cura nello Sguardo, che si occupa di promuovere e diffondere dal punto di vista culturale e scientifico le Cure Palliative.

Orizzonti è un progetto che nasce con l’intento di coniugare l’arte e la solidarietà, due linguaggi universali che possono comunicare emozioni e valori.

La fotografia è una delle arti universali, fruibile da tutti perché è in grado di trasmettere emozioni, messaggi e storie in modo immediato e diretto, senza bisogno di decodifica.

Tema

Le immagini di Orizzonti rappresentano due grandi temi: gli sguardi e i percorsi. Le opere, raccontano storie di vita, che si intrecciano e si confrontano con la realtà ricca di speranza e di resilienza. Le opere di Andrea Migliore sono caratterizzate da una forte espressività e da una sensibilità particolare verso le persone. Le sue immagini sono un invito a guardare oltre l’orizzonte, a scoprire nuove prospettive e a condividere un’esperienza capace di emozionare.

Gli sguardi sono ritratti di persone che l’artista ha incontrato nelle sue esperienze di vita, che trasmettono emozioni, storie e personalità.

I percorsi sono paesaggi che l’artista ha immortalato nei suoi viaggi, che invitano a scoprire nuovi luoghi, culture e orizzonti, ma anche a cambiare punto di vista.

Esposizione

Le opere di Orizzonti saranno esposte in due momenti diversi, presso i reparti di oncologia degli ospedali SS Annunziata di Savigliano e Regina Montis Regalis di Mondovì, per tutto l’anno 2024.

In questo modo, l’artista vuole portare un messaggio di speranza e di bellezza ai pazienti e ai loro familiari, offrendo loro la possibilità di cambiare punto di vista e di aprire la mente e il cuore a nuove prospettive. L’arte diventa così strumento di benessere grazie al suo potenziale rigenerante ed entra a far parte integrante della strategia di intervento delle Cure Palliative intese come strategia multidisciplinare che ha l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, offrendo loro risposte ai bisogni clinici, emotivi, relazionali ed esistenziali. Con Orizzonti si offre l’opportunità di soddisfare la voglia di bellezza e intensità dell’anima attraverso l’arte, restituendo un’umanità che nei reparti di oncologia rischia di restare offuscata.

L’arte al servizio della solidarietà

L’associazione La Cura nello Sguardo crede nel potere rigenerante dell’arte e nella sua capacità di trasmettere emozioni e valori. Una fotografia può essere l’occasione per cambiare punto di vista, per proiettarsi al di fuori del reparto e riaprirsi al mondo con uno sguardo nuovo. È questo quello che l’associazione La Cura nello Sguardo si prefigge di fare con le sue attività. Ora affida questo obiettivo alla prorompente energia del linguaggio artistico grazie alla collaborazione con l’artista Andrea Migliore che ha donato la sua collezione Orizzonti a fini benefici. L’esposizione propone un viaggio emozionante per andare oltre, alla ricerca di nuovi orizzonti.

Asta

A dicembre 2024, le opere di Orizzonti saranno messe all’asta e il ricavato sarà devoluto interamente all’Associazione La Cura nello Sguardo.

venerdì 24 novembre 2023

Diego Beltramo : Il carattere di Cuneo

Mostra fotografica

1-23 dicembre 2023
inaugurazione venerdì 1 dicembre ore 18

Cuneo Foto Gallery

via Bassignano 29, Cuneo

cuneofotogallery.com
Instagram: cuneofotogallery






[dal comunicato stampa]

Nasce una nuova galleria d’arte a Cuneo dedicata alla fotografia: si tratta di Cuneo Foto Gallery che inaugurerà il 1 dicembre ore 18:00 con “Il carattere di Cuneo” la mostra del fotografo Diego Beltramo.

Cuneo Foto Gallery propone mostre legate al mondo della fotografia adottando in oltre una formula interessante che porta gli artisti ad “esporsi” in prima persona con il pubblico.

Cuneo Foto Gallery chiede infatti ai fotografi che espongono in galleria di organizzare - a fine mostra - brevi corsi, workshop e mettere a disposizione la propria arte a chi volesse approfittarne per realizzare un servizio direttamente con loro.
Il carattere della città rivelato attraverso i volti di chi la vive. Una serie di ritratti realizzati nel corso dell’ultimo anno dal fotografo Diego Beltramo.

Sono molteplici le interpretazioni fotografiche possibili quando si racconta una persona in un ritratto. Il sentire è uno solo, ma la tavolozza tecnico/interpretativa a cui ogni fotografo può attingere è ampia.

Nel caso di Beltramo, Il carattere di Cuneo è libero dai suggerimenti editoriali a cui è solito nella sua professione; è un progetto personale nel quale stilisticamente tutto è possibile.

Un caleidoscopio di tecniche fotografiche e approcci stilistici. Fotograficamente parlando, una “passeggiata libera” tra la gente della sua città.
















lunedì 6 novembre 2023

Incontro con Elena Perlino. Fotografia d'autore

sabato 11 novembre ore 17 

Pinacoteca civica Levis Sismonda

piazza Vittorio Emanuele II - Racconigi (Cuneo)


[dal comunicato stampa]

Primo appuntamento collaterale alla Mostra “Margini", dell'artista Elena Perlino. Nel corso dell'incontro la fotografa racconterà la propria esperienza professionale e come nascono i suoi scatti esposti in mostra.

 


martedì 31 ottobre 2023

Hielo Argentino. Fotografie di Mario Bertone (1912-2009)

montañista y investigador experto en glaciares

Mostra a cura di Pierluigi Manzone e Dora Damiano

7 novembre – 2 dicembre 2023
Ingresso libero
La mostra è visitabile nell’orario di apertura della biblioteca
Per informazioni: 0171.444640 | biblioteca@comune.cuneo.it

Biblioteca civica di Cuneo (salone primo piano)

via Cacciatori delle Alpi 9 - Cuneo







[dal comunicato stampa]

Pioniere nell’esplorazione dei ghiacciai Mario Bertone fu figura chiave nello studio dei ghiacciai argentini creando le basi della glaciologia andina, basi che permisero al mondo di conoscere l'importanza del ghiaccio continentale della Patagonia, lo Hielo Continental Patagónico o Campo de Hielo Patagónico Sur, la terza calotta glaciale del pianeta. Mario Bertone nasce il 22 dicembre del 1912 a Maciel, a un centinaio di chilometri dalla città di Santa Fe, in una famiglia di immigrati italiani di origini cuneesi. Verso i sette anni di età torna, con tutta la famiglia, a Cuneo dove vi trascorrerà l’infanzia e l’adolescenza. Affascinato dall’ambiente alpino che circonda la città inizia un’intensa attività alpinistica che lo vedrà partecipe di numerose ascensioni con Gianni Ellena, Luigi Giuliano, Aldo Quaranta, Edoardo Soria, Dante Livio Bianco, Riccardo Nervo e Matteo Campia, con cui stringe una forte e duratura amicizia. Frequenta il Regio Politecnico di Torino laureandosi in ingegneria civile. Nel 1937 rientra definitivamente in Argentina stabilendosi a Mendoza. Dal 1943 al 1946 compie le prime ricerche di glaciologia per conto della Dirección General de Meteorología, Geofísica e Hidrología de la Nación, effettuando ricognizioni a Mendoza, San Juan, Neuquén e Río Negro. Nel 1952, per Decreto Presidencial numero 10.348, 23 de mayo de 1952, Mario Bertone e Emiliano Huerta fondano l’Instituto Nacional del Hielo Continental Patagonico (INHCP), di cui Bertone fu il primo coordinatore. Bertone fu un grande conoscitore e studioso di tutti i luoghi selvaggi che visitò, la sua passione per l’alpinismo non si limitò mai alla sola attività sportiva, si concretizzò molto nella diffusione della cultura di montagna, che in Argentina, ai suoi tempi, ancora non era presente e radicata, oltre all’enorme lavoro scientifico svolto sui ghiacciai patagonici. Egli viaggiò sempre accompagnato dalla sua fotocamera, con la quale riusciva a catturare l'essenza dei paesaggi che vedeva per rifletterla nelle sue fotografie, da lui stesso sviluppate e stampate, che creano un immenso e spettacolare archivio fotografico praticamente inedito. Questa mostra presenta una selezione di immagini scattate tra il 1960 e il 1974 durante le sue spedizioni in Patagonia.









mercoledì 26 luglio 2023

Alberto Selvestrel : Discensione

4 agosto - 17 settembre 2023

GART Arte Contemporanea

via Rocca 31 - Neive (Cuneo)

www.contemporarygart.com


[dal comunicato stampa]

GART Arte Contemporanea è lieta di annunciare la rappresentazione del giovane fotografo Alberto Selvestrel con l’apertura della mostra “Discensione”, visitabile dal 4 agosto al 17 settembre 2023.

Era il 2017 quando GART inaugurava la prima mostra nella sua prima sede, attualmente divenuta quella storica. La mostra presentava tre artisti diversi che sperimentavano in modo differente la fotografia. Uno tra questi era Alberto Selvestrel, appena ventenne.

Le sue fotografie dimostravano già la personale attitudine a ricercare perfetti equilibri tra paesaggi naturali e antropici. L’osservazione del mondo e le molteplici linee guida che questo suggeriva lo hanno portato nel tempo ad interrogarsi sul rapporto tra frammentazione e unità.

Con studi di matrice filosofica ed una continua, quanto spontanea, propensione alla fotografia, Alberto Selvestrel ha iniziato la sua carriera espositiva tra Milano, Londra e Bruxelles. Successivamente a diversi riconoscimenti, nel 2020 Automobili Lamborghini gli ha affidato la realizzazione del progetto fotografico “With Italy, For Italy”. L’anno successivo viene selezionato da Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua, per il progetto nazionale “Una boccata d’Arte”, e parallelamente diventa ufficialmente Fujifilm Ambassador.

Ora, con grande entusiasmo la direttrice della galleria GART Arte Contemporanea, Francesca Carbone, conferma la rappresentanza di Alberto Selvestrel in occasione dell’apertura della mostra personale del fotografo, dal titolo “Discensione”, focalizzata su un nuovo ed inedito progetto di ricerca.

La ricerca di Alberto Selvestrel muove i suoi passi dalla riflessione filosofica ed è focalizzata sull'analisi del rapporto tra l'uomo e il mondo. Struttura il suo lavoro attraverso insiemi di fotografie che ritraggono diverse tipologie di soggetti, che relazionandosi come tessere di un mosaico restituiscono l’immagine di un mondo dove artificiale e naturale dialogano senza sosta rivisitando continuamente i propri confini.

Selvestrel pone l'attenzione sul risultato dell'agire umano nei confronti del mondo e lo relaziona con il comportamento degli ecosistemi naturali.

 

Testo Critico

 Autrice: Francesca Carbone

 

“Discensione” è un progetto esteso, attraverso cui Alberto Selvestrel ci trasporta all’interno di una dilatazione temporale per esplorare la continua e silenziosa relazione tra le cose del mondo.

Collega pulsioni che non per forza sono state vissute vicine, ed associandole in un secondo momento, ridimensiona gli orizzonti estendendo la realtà rispetto al nostro usuale modo di concepirla.

Si immerge nelle situazioni ponendosi al pari delle cose e coglie impulsi non convenzionali fotografando soggetti in situazioni di estraneità e dipendenza.

Cattura la forza della natura, facendocene percepire l’immensa grandezza come l’improvvisa fragilità. Suggestioni che non si esauriscono mai nella loro ambiguità.

Osservando gli scalini lisi di un edificio e le onde del mare si ritrova un legame tra immobilità e movimento, solidità e fluidità, caducità e nascita; situazioni coordinate al di fuori delle categorie in cui siamo soliti a leggerle.


Attendere una suggestione, per trovarne un’altra e ricavarne una ulteriore e superiore rispetto alla sola somma delle precedenti: questo è quello che ho provato osservando il nuovo progetto di Selvestrel. La relazione tra una fotografia ed una seconda, implica un terzo significato, ed un quarto ancora.

L’inesauribilità delle possibilità di trovare significati credo sia il potere libero dell’arte. Delle fotografie di Alberto Selvestrel.

La mostra permette di portare questa possibilità nella contingenza, facendo iniziare il processo in quel territorio iperselvaggio chiamato “capacità di pensare”.


L’allestimento della mostra è stato pensato appositamente per far percepire questa dilatazione, per rendere a dimensione propria ogni singolo scatto, e far vivere durante l’esperienza di visita una più vicina e fedele sensazione di scoperta delle relazioni, tra lo spazio, il tempo e le situazioni a cui ci si ritrova davanti.

Lo stesso processo di creazione di questo progetto viene così restituito allo spettatore, che può continuare a tessere a sua volta l’inesauribile rete dei significati.

Francesca Carbone

Informazioni e orari di apertura


La mostra sarà visitabile dal 4 agosto al 17 settembre 2023 nella sede di Neive, Via Rocca 31.

La galleria è aperta il lunedì, giovedì, venerdì, sabato, domenica, dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00.

Per informazioni e appuntamenti:

www.contemporarygart.com

info@contemporarygart.com

+ 39 3473877343

Via Rocca 31, Neive, 12052, CN