sabato 18 aprile 2026

Start Contemporanea Saluzzo

 


Dal 09 Maggio al 17 Maggio 2026   Mostra di Arte Contemporanea – 31ª EDIZIONE 

Inaugurazione e vernissage – Sabato 9 maggio 2026 – ore 18.45

Si conferma per il quinto anno la collaborazione con Paratissima per la realizzazione della 31ª edizione della Mostra di Arte Contemporanea – Saluzzo Arte, dal 9 al 17 maggio negli spazi de IL QUARTIERE – Ex Caserma Musso di Saluzzo. La grande mostra collettiva sarà l’occasione, come nel DNA della manifestazione nata a Torino nel 2005, per conoscere il lavoro di una trentina di giovani emergenti, ma anche per incontrare artisti più noti. Saluzzo Arte sarà anche occasione per costruire azioni partecipate e sul territorio, confrontandosi quest’anno con il pubblico sul tema rencontre e comunità.
Come da tradizione gli artisti in mostra sono selezionati attraverso una call pubblica aperta fino al 27 marzo e sono già più di 70 le candidature arrivate da tutta Italia. Nel quinto anno di collaborazione fra Paratissima e Fondazione Amleto Bertoni sul tema dell’arte contemporanea hanno partecipato alle mostre collettive un totale di 174 artisti attraverso le scelte e i progetti di 3 diversi curatori.
Rincontrarsi, il tema della mostra mutuato da quello di START 2026, è qualcosa che la vita ci obbliga periodicamente a fare: ritrovare una nuova connessione con la propria interiorità, con le persone care, con i luoghi amati. È un moto dello spirito che comprende mutamento e rinascita, in cui il modo abituale di vedere le cose si rinnova profondamente. È strettamente legato al concetto di meraviglia: quella sensazione di connessione innata con il mondo capace di risvegliare curiosità ed empatia. Ci aiuta a percepire che esiste qualcosa di più grande, di cui facciamo e possiamo essere parte. È la stessa gioia che si prova nel rivedere, dopo tanto tempo, un luogo dell’infanzia o una persona amica: l’entusiasmo ritrovato in un piccolo gesto extra-ordinario. In questo senso, l’arte è per eccellenza lo strumento che apre le porte dello straordinario, mostrando nuovi modi di vedere: modi altri in cui ci si riconosce inspiegabilmente, in cui ci si sente compresi e rappresentati. Ma in che modo l’arte può diventare uno strumento per ritrovarsi? Essa crea una dimensione sospesa, diversa dal tempo ordinario — un tempo speciale e scelto — in cui è possibile ascoltare le proprie emozioni con maggiore autenticità. Interrompe l’automatismo dello sguardo e invita a leggere con occhi nuovi il presente, ma anche il passato. Spesso conduce a esplorare architetture, forme e geometrie sconosciute, a riscoprire il proprio archivio visuale e famigliare apportando altre definizioni alle immagini, a comprendere significati nascosti nelle parole, a guardare i colori con rinnovata vivacità. Insieme però può aprire il conflitto e creare una spaccatura con il passato: esprimere una separazione profonda da cui scaturisce una prospettiva che porta con sé valori, credenze e opinioni alternative. Essa riafferma con forza il senso di appartenenza e di allontanamento, segna l’inizio di un percorso.
È proprio in questa disposizione alla ricerca, in questo scarto, in questa apertura-rottura, che può avvenire il ritrovarsi: non come ritorno nostalgico a ciò che eravamo, ma come riconnessione più consapevole con ciò che siamo diventati.


Installazione Site Specific  Premio Matteo Olivero – 48ª Edizione  Powered by The Blank  

Inaugurazione Giovedì 18 Giugno – Piscina Comunale di Saluzzo

Anche la 48ª edizione del Premio Matteo Olivero porta a Saluzzo grande arte contemporanea: promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e organizzato da The Blank il premio seleziona il migliore fra i progetti presentati da una selezione di artisti per la realizzazione di un’installazione che troverà collocazione in uno spazio della Città di Saluzzo. Anni di lavoro ci hanno permesso di raggiungere due obiettivi importanti: iniziare sempre più in anticipo, andando a definire l’opera annuale l’anno precedente e, soprattutto, adoperarsi per la realizzazione di un circuito di opere d’arte nel contesto cittadino, valorizzando il territorio attraverso una collezione d’arte pubblica, favorendo il dialogo tra la comunità e l’arte contemporanea.
È Davide Sgambaro (Padova, 1989 – vive e lavora a Torino), il vincitore della 48° edizione del Premio Matteo Olivero.
Per l’edizione 2026, la Giuria, composta da Roberto Giordana (Direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (Presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (Direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale), Nicolas Ballario (giornalista e critico d’arte) ed Elena Forin (LaRete Art Projects) ha scelto di premiare all’unanimità Davide Sgambaro.
L’artista sta già svolgendo un periodo di residenza a Saluzzo funzionale alla realizzazione dell’opera che sarà installata nella primavera 2026 presso la Piscina Comunale. L’obiettivo della residenza è quello di creare un progetto che si integri con il territorio e che coinvolga attivamente la comunità locale. “La scelta nasce dalla capacità dell’artista di articolare, con un linguaggio rigoroso, una riflessione profonda sulle forme contemporanee della trasformazione, del desiderio e della resistenza emotiva. Nelle sue opere Sgambaro unisce materiali e gesti provenienti da ambiti quotidiani, sportivi o performativi, trasformandoli in dispositivi estetici che interrogano lo spettatore e ne sollecitano un coinvolgimento diretto.”
La Giuria riconosce inoltre, a Sgambaro, una rara coerenza di ricerca: ogni lavoro appare come un tassello di un pensiero in evoluzione, capace di mettere in crisi certezze comuni e di aprire spazi critici nuovi, senza mai rinunciare a una dimensione ironica e sottile. La sua pratica, sospesa tra tensione fisica e fragilità emotiva, restituisce con precisione poetica le contraddizioni del nostro tempo.
Dal 2018, con la Direzione Artistica di Stefano Raimondi, il Premio Matteo Olivero invita artisti nazionali e internazionali a realizzare delle installazioni nei luoghi più significativi della città, costruendo nel tempo un percorso culturale e turistico in continua espansione.
Il percorso comprende le installazioni permanenti di: Marcello Maloberti presso il Tribunale di Saluzzo (2025); Alice Ronchi presso il Palazzo del Comune di Saluzzo (2024); Patrick Tuttofuoco presso Il Quartiere (2023); Marinella Senatore presso il Cinema Teatro Magda Olivero (2022); Roberto Pugliese alla Casa della Musica (2021); l’intervento di Veit Laurent Kurz (2020); Santiago Reyes Villaveces negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (2019); il duo newyorkese Barrow-Parke con un’opera permanente nella Cappella Cavassa (2018).


Saluzzo Contemporanea – 18ª Edizione  A cura della FONDAZIONE GARUZZO  
Dal 16 Aprile al 10 Maggio 2026

Un PO di Storia: il paesaggio infinito in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo

Inaugurazione 16 aprile 2026 – Ore 18.00  Monastero della Stella- Saluzzo, a seguire Ala di Ferro, piazza Cavour

Un PO di Storia: il paesaggio infinito è una mostra diffusa dedicata alla memoria e all’identità di Paesana – piccolo comune delle Terre del Monviso alla base della Valle Po – organizzata da Fondazione Garuzzo, ente no profit per la promozione dell’arte italiana nel mondo, e SKART Magazine, free press di arte contemporanea. L’esposizione è nata con l’intento di preservare la memoria della Valle Po ed è allestita in quattro luoghi simbolici di Paesana: l’ala mercatale di Borgo Santa Margherita, il parco lungo il Po, il portico della chiesa di Santa Maria e l’ala mercatale di Piazza Piave.
Le immagini sono frutto della ricerca dell’autore Daniele Marzorati, che nel corso di una residenza ha attraversato la valle, da Paesana a Crissolo fino al Monviso: una piccola missione fotografica nata con l’intento di preservare memorie, micro narrazioni e radici culturali, contribuendo a promuovere il territorio. Tre le parole chiave che guidano l’intero percorso espositivo: paesaggio, memoria, acqua, temi che hanno articolato la ricerca e sono declinati in una riflessione per immagini su grandi teli sospesi al vento che raccontano l’ora e l’allora della Valle.
Il progetto fotografico, lontano dalla tradizione della veduta e della cartolina, si configura come un’indagine sul territorio, un paesaggio destinato alla continua trasformazione dove il naturale cambia progressivamente fino a coincidere con l’orizzonte urbano. Daniele Marzorati prova a testimoniare uno stato di fatto, una realtà che, pur distante da ogni estetica del pittoresco o del sublime, può ancora incantare lo sguardo.
In questa chiave Start e Saluzzo hanno deciso di offrire un luogo altrettanto simbolico, un’Ala di ferro ottocentesca, dove avviene oggi il Mercato della Terra delle vallate e della pianura, dove i ragazzi giocano a pallone, dove in estate si svolgono concerti e manifestazioni: luogo di socialità e di storia, oggi museo a porte aperte.


Dal 9 maggio al 13 Settembre 2026

18ª Edizione Saluzzo Contemporanea   TRACCIANDO IL SENTIERO  Arte, ambiente, visioni del futuro 

La Castiglia – Saluzzo

La seconda iniziativa, di respiro più ampio, è la diciottesima edizione di Saluzzo Contemporanea, intitolata “Tracciando il sentiero: Arte, ambiente, visioni del futuro”. Dal 9 maggio al 13 settembre presso La Castiglia, a cura di Fondazione Garuzzo e CRAG Gallery e in collaborazione con Trigenia Energy Company, la mostra invita una costellazione di artisti a interrogarsi sul ruolo dell’arte contemporanea come spazio di responsabilità etica e creativa. In un’epoca segnata da accelerazioni tecnologiche, crisi ecologiche e mutazioni delle forme di percezione, le opere non si limitano a una mera riflessione, ma assumono le trasformazioni del mondo come materia viva di ricerca. Attraverso linguaggi eterogenei, gli artisti esplorano il rapporto tra energia, materia e spazio, aprendo nuove prospettive su come l’umanità abita e interpreta il proprio pianeta. L’inaugurazione è fissata per sabato 9 maggio alle ore 17.30, con accesso negli orari museali di START.


Start Antiquariato Saluzzo

 


La Mostra, curata da Franco Brancaccio, dopo alcuni anni di crescendo e consolidamento del format, torna nelle sale della Castiglia, il Castello dei Marchesi di Saluzzo, e si conferma come uno dei luoghi dell’Antiquariato italiano, in quel calendario Nazionale che tocca alcune tra le Città più belle del Bel Paese.

Per l’ottava edizione consecutiva, dal 23 maggio al 2 giugno, il curatore si propone di raccontare storie di antiquariato e oggetti pregiati e antichi, proseguendo, e anzi rilanciando, la scia del successo che la storica manifestazione saluzzese, anno dopo anno, ha saputo ottenere.

Il gusto e la definizione di “bellezza” cambiano negli anni, ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici che affondano nel secolo scorso e l’attenzione all’arte antica non è mai venuta meno.

Tante le meraviglie che il pubblico potrà ammirare grazie alla selezione di case Antiquarie che ancora una volta scommettono su una manifestazione capace di consolidarsi negli anni come scrigno in grado di unire l’innovazione dell’Antiquariato di oggi alla storia che permea la città.

L’Antiquariato da giardino sarà nuovamente presente. Ispirata da Paolo Pejrone, storico del giardino e architetto, questa idea è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Silvio Armando. 

Si è così sviluppato un nuovo ambito di interesse che ha offerto uno sguardo anche sulla bellezza dell’esterno, da sempre oggetto di un vero e proprio mondo di arte antica in pietra, marmo, ferro battuto.

La Mostra Nazionale dell’Antiquariato è il fiore all’occhiello di START / Storia Arte Saluzzo, manifestazione che per un oltre un mese racconta la cultura, la storia, la bellezza di Saluzzo. Antiquariato come narrazione del bello senza tempo, del lavoro di gallerie che caparbiamente portano l’arte in tour offrendo al mondo la possibilità di ammirare, acquistare e comprendere il procedere della storia e con esso l’evoluzione dell’arte.

Anche il 2026, oltre a ospitare grandi Case d’Arte italiane e internazionali, porterà in Castiglia una Mostra collaterale dedicata alla pittura paesaggistica che va dal ‘600 al ‘700 lombardo, veneto, genovese e siciliano ma, soprattutto capace di incuriosire e sorprendere.

In concomitanza con la 49^ Mostra Nazionale dell’Antiquariato, il Castello della Manta, Bene del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, sarà nuovamente collegato al Castello della Castiglia attraverso una partnership volta a donare al pubblico un’esperienza di visita ancor più ricca e completa, un’immersione nell’antico Marchesato.

venerdì 17 aprile 2026

Liberi pensieri

Carlo Boffano / Cesare Botto / Pierfranco Cerutti / Nives Forza


24 aprile - 10 maggio 2026
inaugurazione venerdì 24 Aprile ore 17,30
ingresso libero
venerdì e sabato 15,30 /19,00, domenica 10,00/ 12,30 – 15,30 / 19,30

Palazzo Samone - Cuneo







[dal comunicato stampa]

La collaborazione nata recentemente tra questi quattro artisti, da tempo presenti sulla scena artistica cuneese e non solo, ha la caratteristica che essi sono molto diversi tra di loro per età, per formazione, per lo stile e per le tematiche che li rappresentano. Non a caso la scelta del titolo: LIBERI PENSIERI, assume quella valenza emblematica nel voler proporre al pubblico, nelle sale di Palazzo Samone (G.C.), non una mostra di tendenza omologata ad una linea comune, ma una visione particolarissima e diversificata del fare Arte. Di fatto vediamo nelle opere di Carlo Boffano, un piacere ludico nell'accostarsi al mondo della "Pop art" (in particolare a Roy Lichtenstein). Ma lungi dall'imitazione Carlo sceglie gli eroi dei fumetti che ritaglia dall'abum ed incolla su cubetti di legno di vario spessore, per poi applicarli sul supporto, ricomponendo in modo giocoso la storia dei suoi protagonisti. Cesare Botto presenta nella prima sala, una selezione di sculture eseguite in periodi che vanno dagli anni '70 ad oggi, realizzate con materiali vari, dal legno al marmo, alla pietra. Il termine scultura, dopo le rivoluzioni artistiche avvenute nel '900, (Tatlin, Schwitters ad esempio) si attribuisce anche all' assemblaggio e al riciclo di cose insolite. Alcune tele di grande formato, inoltre, sono presenti alle pareti per completare l'allestimento della mostra. L'amico Pierfranco Cerutti espone le sue coloratissime recenti opere ispirate al tema della contemporaneità. La sua percezione del mondo, ossessionato dall'invasione delle immagini, lo porta a costruire frammenti di città popolate da personaggi che sembrano appartenere ad un civiltà aliena ed eseguite con una tecnica personalissima, di grande impatto ambientale. La peculiarità di Nives Forza, invece, si esprime nella scrittura. Dopo "Nenè" e "Benvenuta Ginevra", Nives torna con una nuova storia in cui gli orsetti dell'infanzia diventano custodi di ricordi, affetti e sogni. Favole ricche di emozioni autentiche, di memoria e legami intimi. Nel nuovo libro dedicato alla piccola Sofia, la narrazione si arricchisce di suggestioni fan- tastiche e richiami storici, un'opera che celebra il valore della famiglia, dell'infanzia e dei ricordi, capace di parlare ai lettori di tutte le età, le cui donazioni saranno devolute a favore della "ADS Amico dello Sport Cuneo". Per concludere prendiamo a prestito una frase di Stefano Zecchi che recita: Credere in qualcosa che dia un valore alle proprie azioni è – per ciascuno di noi – la cosa più importante, quella che ci sottrae al qualunquismo, al nichilismo, quella che ci aiuta a fare un passo dopo l'altro in avanti, nonostante sacrifici e delusioni... info Pierfranco Cerutti 335.528 9170


giovedì 16 aprile 2026

Premio Lattes 2026




Julia Deck (Francia), Mathias Enard (Francia), Andrew Miller (Regno Unito), Andrew Porter (USA) e Clara Usón (Spagna) sono i finalisti della XVI edizione. 

Premio Speciale Lattes Grinzane 2026 a Amitav Ghosh, che terrà una lectio magistralis ad Alba il 17 ottobre, durante la cerimonia finale.

400 studenti di tutta Italia per scegliere il romanzo vincitore della cinquina più internazionale 
nella storia del Premio.

Entra nel vivo la sedicesima edizione del Premio Lattes Grinzane con l’annuncio dei cinque autori finalisti: Julia Deck con Ann d’Inghilterra (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d’inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).
 
Nato in memoria di Mario Lattes e curato dalla Fondazione Bottari Lattes, il Premio fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed è dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno. Dal 2017, l'iniziativa è parte integrante del calendario culturale legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
 
Il Premio Speciale Lattes Grinzane di quest'anno va ad Amitav Ghosh, autore di rilievo mondiale universalmente considerato il più grande scrittore indiano vivente.
 
I romanzi finalisti e il Premio Speciale sono stati determinati dalla Giuria Tecnica, composta dalla presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all’Università di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Università degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario) e Francesca Sforza (giornalista). Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle Giurie Scolastiche a cui è affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest’anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 istituti superiori, tra cui  il Lycée René Char di Avignone, in Francia.
 
Il prossimo appuntamento con il Premio Lattes Grinzane è fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell’incontro con i cinque finalisti al Castello di Grinzane Cavour, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al Teatro Sociale Busca di Alba, Amitav Ghosh terrà una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sarà insignito del riconoscimento, dopodiché verrà scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del Premio. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della Fondazione Bottari Lattes.
 
Commenta la presidente di giuria Loredana Lipperini, spiegando la scelta dei finalisti: “La cinquina finalista della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane è costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non è in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest’anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un’affinità di fondo. In Ann d’Inghilterra, Julia Deck scardina le regole classiche dell’autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con Disertare, ci immerge nel trauma e nell’orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che è ormai alle spalle parla Andrew Miller in La terra d’inverno, scegliendo di scavare nell’inquietudine delle coppie e di una piccola comunità inglese. In La vita immaginata, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in Le belve Clara Usón affronta l’antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell’ETA, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C’è sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all’interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile”.
 
Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il Premio e la rassegna Cervo in Blu d’inchiostro. Domenica 18 ottobre, proprio all’indomani della cerimonia finale, si terrà l’appuntamento all’Oratorio di Santa Caterina di Cervo con uno dei finalisti. L’evento sarà condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.
 
Le giurie
I cinque romanzi finalisti e il vincitore del Premio Speciale sono stati scelti dalla Giuria Tecnica: presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all’Università di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Università degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario), Francesca Sforza (giornalista).
 
Le 25 scuole che costituiscono le Giurie Scolastiche 2026 sono: Liceo Scientifico Statale “Leonardo Cocito” di Alba (Cn), Istituto di Istruzione Superiore “Arimondi-Eula” di Savigliano (Cn), Liceo Classico e Linguistico “Vincenzo Gioberti” di Torino, Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Torino, Liceo Classico Statale “Gian Francesco Porporato” di Pinerolo (To), Liceo Scientifico Statale "Arturo Issel” di Finale Ligure (Sv), Istituzione Scolastica di Istruzione Liceale, Tecnica e Professionale di Verrès (Ao), Liceo Classico Statale “Cesare Beccaria”di Milano, Liceo delle Scienze Umane e Artistico “Giovanni Pascoli” di Bolzano, Liceo Statale “Corradini” di Thiene (Vi), Liceo Scientifico “Michelangelo Grigoletti” di Pordenone, Istituto di Istruzione Superiore "Primo Levi" di Vignola (Mo), Liceo Statale “Niccolò Forteguerri” di Pistoia, Liceo Classico Linguistico “Leopardi” di Macerata, Convitto Nazionale “Principe di Napoli” di Assisi (Pg), Liceo Ginnasio Statale “Virgilio” di Roma, Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale “Melchiorre Delfico” di Teramo, Liceo Artistico “Sabatini-Menna” di Salerno, Istituto di Istruzione Superiore “Alfano da Termoli” di Termoli (Cb), Liceo Classico Statale "Quinto Orazio Flacco" di Potenza, Liceo Classico “Lanza-Perugini” di Foggia, Istituto di Istruzione Superiore “Morelli-Colao” di Vibo Valentia, Istituto di Istruzione Superiore “La Farina-Basile” di Messina, Liceo Classico e Linguistico Statale “Gramsci” di Olbia, Lycée René Char di Avignone (Francia).
 
I partner del Premio
Il Premio Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di Regione Piemonte, Banca d’Alba, Az. Vitivinicola Conterno Giacomo e Banor SIM; con il patrocinio di Confindustria Cuneo, Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe - Roero e Monferrato; con il patrocinio e il sostegno di Comune di Monforte d’Alba, Città di Alba e Comune di Grinzane Cavour; in collaborazione con Ente Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Enoteca Regionale Piemontese Cavour e Teatro Sociale G. Busca di Alba; partner: Az. Vinicola Conterno e Fantino, Cantina Terre del Barolo – Armando Rivera, Antica Torroneria Piemontese, Albergo Ristorante Felicin, Associazione Turismo in Langa, Audiosystem e Comune di Cervo; partner assicurativo: Italiana Assicurazioni (Agenzia Alba Mondovì – Sciolla).
 
La Fondazione Bottari Lattes
La Fondazione Bottari Lattes è nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cn), dalla volontà di Caterina Bottari Lattes. Ha come finalità la promozione della cultura e dell’arte e l’ampliamento della conoscenza del nome di Mario Lattes (1923-2001) nella sua multiforme attività di pittore, scrittore, editore e animatore di proposte culturali. Mario Lattes è stato un testimone lucido e anticonformista, artista
di respiro internazionale, cui va il merito della diffusione in Italia di pittori e autori stranieri di grande valore. Fu direttore dell’omonima casa editrice, fondata dal nonno nel 1893, per lungo tempo punto di riferimento della scuola italiana. Tra le pubblicazioni scolastiche realizzate si ricorda l’antologia La biblioteca illustrata con i disegni di Mario Lattes per gli studenti delle scuole medie. La Fondazione Bottari Lattes non ha scopo di lucro. Porta avanti iniziative di studio e di ricerca culturale, curandole direttamente o in collaborazione con altri enti o istituzioni, e organizza progetti e appuntamenti culturali. Tra le principali attività: il Premio letterario internazionale Lattes Grinzane, il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, mostre di arte e fotografia, i progetti per le scuole come Vivolibro, i convegni. La sede della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16, Monforte d’Alba) conserva la Biblioteca Mario Lattes, l’Archivio delle carte di Mario Lattes e di altri fondi documentali in possesso della Fondazione e la pinacoteca Mario e Caterina Lattes, che fa parte nella rete degli
Istituti Culturali piemontesi. Nel 2017 la Città di Torino-Presidenza del Consiglio Comunale ha intitolato a Mario Lattes i giardini pubblici di Piazza Maria Teresa, come riconoscimento all'impulso culturale profuso da Lattes nei suoi tanti impegni e iniziative portati avanti nel capoluogo piemontese. Nel 2023, a cento anni dalla nascita di Mario Lattes, la Fondazione ha celebrato la ricorrenza con una pubblicazione, due mostre e vari incontri a lui dedicati, mettendo in luce quali e quante fossero le diverse anime dell’artista torinese. 

mercoledì 15 aprile 2026

Concerto del pianista Tommaso Saganowski-Śreniawa

 Musiche di Beethoven, Liszt, Skrjabin e Busoni

Sabato 18 aprile 2026, alle ore 16
ingresso libero fino a esaurimento posti

Fondazione Casa Delfino in corso Nizza 2, Cuneo

Concerto della "Rassegna musicale giovanile" ideata da Antonio Sartoris in memoria di Mariagrazia Ghedini, con la consulenza musicale del M° Luigi Dominici, in collaborazione con il Civico Istituto Musicale G.B. Fergusio di Savigliano e con il patrocinio del Comune di Cuneo





Tommaso   Saganowski – Śreniawa, nato a Torino nel 2004, si avvicina inizialmente al mondo della musica con lo studio del pianoforte e del violoncello, proseguendo poi il percorso pianistico con la prof.ssa Jordis Romagnoli. Attualmente è iscritto presso il Conservatorio “G. F. Ghedini” di Cuneo, dove studia sotto la guida del M° Francesco Cipolletta. Si è esibito al Teatro Baretti di Torino per due edizioni consecutive della “Maratona Mozartiana”, al Circolo della Stampa di Torino per il Concerto di Natale, presso il Teatro San Giuseppe (Torino) e il Teatro Marenco (Ceva), ed è stato invitato a suonare all’interno della Villa Tesoriera a Torino per la rassegna “I Concerti alla Tesoriera”. Entrato in contatto con la realtà orchestrale, ha avuto occasione di esibirsi insieme all’Orchestra classica di Alessandria presso il Teatro Superga, con la Jugend Sinfonietta e con il Fiarì Ensemble al Teatro Vittoria di Torino.  Ha inoltre partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali ricevendo, tra gli altri, il diploma di primo premio alla 35esima edizione del Concorso Pianistico Nazionale “J. S. Bach” nella città di Sestri Levante, alla sesta edizione del “Maria Labia Prize” International competition di Malcesine Lago di Garda, alla XXXIII European Music Competition di Moncalieri (TO) e all’11° Rassegna internazionale “Mendelsshon” di Alassio, in occasione della quale ha  anche ottenuto il premio speciale per la migliore interpretazione di un brano dell’autore cui è dedicato il concorso. Si è inoltre distinto nelle edizioni online dell’American Music Talent Competition di Washington USA e dell’ISCART International Music Competition di Lugano, ottenendo rispettivamente la Bronze Medal e il diploma di primo premio, ha preso parte alla 7° “Vienna New Year’s Concert” International Music Competition, venendo premiato presso il Musikverein a Vienna con il diploma di “Special Jury Award”. Classificatosi secondo al “2025 Catholic University of Amrica International Piano Competition” nella città di Washington DC, si è esibito presso il Kenedy Center sempre nella capitale americana, e ha partecipato ad un joint recital tenutosi nella Manhattan School of Music di New York collaborando con gli studenti della scuola. 


mercoledì 8 aprile 2026

ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero 2026


CS

 L’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero presenta la nuova edizione di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero, un programma diffuso che da maggio a novembre 2026 mette in relazione progetti artistici e territori, costruendo una narrazione condivisa della contemporaneità.

Più che un semplice cartellone di singole iniziative, ORMA si configura come coordinamento di esperienze autonome, capace di riunire, in totale, oltre 60 comuni che operano tra arte contemporanea e residenze d’artista, favorendo il dialogo tra pratiche artistiche e paesaggio culturale. Sotto il segno di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero confluiscono Creativamente Roero, Resté, Germinale Monferrato Art Fest, La collina sale sempre oltre ai Comuni di Canelli, Neviglie e Roddino, realtà che, pur mantenendo una forte identità individuale, trovano qui un quadro comune di valorizzazione e visibilità.

La progettualità di ORMA è orientata alla valorizzazione di eventi e manifestazioni nati nei diversi territori, capaci di attivare relazioni virtuose tra arte, comunità e turismo culturale, generando ricadute durature e nuove motivazioni di viaggio.

Ogni progetto mantiene il proprio radicamento territoriale: Creativamente Roero nel Roero, il Comune di Roddino alla cerniera tra la Langa del Barolo e l’Alta Langa, Resté tra Alta e Bassa Langa, il Comune di Neviglie nelle Langhe Occidentali, il Comune di Canelli tra le Langhe e l’Alto Monferrato, Germinale nel Monferrato e La collina sale sempre tra le Langhe del Barbaresco e del Moscato.

Per l’edizione 2026, ORMA si arricchisce con l’ingresso di nuovi territori e collaborazioni.

Entra il Comune di Canelli, che ospiterà da giugno 2026 un’opera di Maria Theresa Alves, realizzata in partnership con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Associazione per la tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Si aggiungono inoltre i Comuni di Neviglie e Roddino, coinvolti nel progetto transfrontaliero Prospettive / Perspectives, sviluppato con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson. Viene infine avviato un dialogo con la Fondazione San Patrignano e l’Associazione Genesi, ampliando il raggio d’azione verso il rapporto tra arte contemporanea e impegno sociale.

In qualità di coordinatore, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero amplifica le singole voci raccontando unitariamente ORMA nel contesto di Alba Capitale dell’arte contemporanea 2027.

Nel ruolo di coordinatore, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero costruisce un racconto unitario del progetto, inserendolo nel percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte.

“ORMA è un progetto che interpreta molto bene la visione della Regione Piemonte: una cultura diffusa, capace di abitare i territori, di valorizzarne l’identità e di generare nuove occasioni di crescita, partecipazione e attrattività – spiega Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte –. Mettere in relazione arte contemporanea, paesaggio, comunità e turismo significa costruire un modello culturale che non si concentra solo nei grandi centri, ma che sa riconoscere il valore dei borghi, delle colline e dei luoghi più autentici del nostro patrimonio. Iniziative come ORMA rafforzano il profilo del Piemonte come terra capace di coniugare bellezza, sperimentazione e visione, creando connessioni tra linguaggi artistici, memoria dei luoghi e nuove prospettive di sviluppo. È anche attraverso progettualità come questa che accompagniamo il percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, sostenendo una rete culturale sempre più forte, inclusiva e radicata nei territori.”

La nuova edizione di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero prosegue un percorso progettuale avviato nel 2025 e orientato alla valorizzazione di manifestazioni artistiche nate e cresciute nelle differenti aree del territorio – spiega Mariano Rabino, Presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero –. Eventi in grado di valorizzare i luoghi ospitanti e di essere una risorsa per lo sviluppo turistico e territoriale, lasciando al contempo una legacy alla comunità locale. In questo contesto, l’arte contemporanea diventa una leva strategica per ripensare i luoghi, ridefinire le identità e costruire nuove relazioni tra centro e periferia, tra memoria e futuro e tra le generazioni. Gli eventi artistici diffusi contribuiscono inoltre al recupero di beni pubblici e privati, coinvolgendo paesi e borghi meno battuti dalle principali rotte turistiche e innescando un circuito virtuoso di riqualificazione delle aree meno valorizzate. L’artista ospite entra così nei processi sociali, interrogando la realtà locale e il contesto con attenzione alla complessità delle relazioni. In questo senso, la residenzialità d’artista rappresenta uno strumento potente di co-creazione e azione collettiva, capace di favorire la connessione tra artisti e pubblico e di promuovere progetti di formazione e partecipazione attiva, per una fruizione più ampia e consapevole del processo e del prodotto artistico”.

Roberto Cava, Presidente di Alexala, aggiunge: “Come ATL della provincia di Alessandria/Terre del Sud Piemonte, siamo coinvolti nel programma di ORMA, grazie alla solida partnership con l’Ente Langhe Monferrato Roero, con la partecipazione diretta a Germinale Monferrato Art Fest che si sviluppa anche in buona parte sul nostro territorio e si inserisce nel percorso di sviluppo che stiamo portando avanti insieme agli attori locali. È un contributo mirato, coerente con il ruolo dell’ATL e con le attività che abbiamo condiviso con i nostri partner istituzionali. In modo particolare, stiamo lavorando alla definizione di un piano triennale in cui il prodotto turistico‑culturale avrà un ruolo centrale: un impegno che guarda alla valorizzazione del patrimonio, alla qualità dell’esperienza e alla costruzione di progettualità solide e condivise. In questo quadro, rassegne come Germinale rappresentano un tassello importante di un percorso più ampio che intendiamo sviluppare con metodo e visione”.

Il programma 2026

Resté
Nelle Langhe, Resté: percorsi ed esperienze d’arte contemporanea si sviluppa tra i Comuni di Diano d’Alba, Montelupo Albese, Rodello e Cerretto Langhe, mettendo in relazione patrimonio e paesaggio culturale attraverso interventi artistici permanenti e pratiche partecipative. Il progetto attiva un dialogo continuo tra arte contemporanea e territorio, in cui le opere nascono da processi condivisi tra artisti, comunità e contesto ambientale. Promosso dalla Parrocchia di San Lorenzo di Rodello, in collaborazione con la Fondazione Santi Lorenzo e Teobaldo e UnTerritorio ETS, Resté si configura come un percorso diffuso che integra arte e paesaggio, attivando nuove modalità di fruizione e conoscenza del territorio.

In piemontese Resté significa “restare” e richiama il concetto di “restanza”: un abitare consapevole fondato sulla cura, sulla relazione e sulla trasformazione dei luoghi. In questo senso, l’arte diventa dispositivo di attivazione e connessione tra comunità e territorio.
Cuore del progetto sono le residenze artistiche, realizzate in collaborazione con Farm Cultural Park, GART – Galleria d’Arte di Neive e, per il collettivo PoEM, con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Le residenze si configurano come momenti di ascolto, scambio e co-creazione che coinvolgono attivamente abitanti, studenti e realtà locali, dando forma a opere e azioni performative radicate nelle identità e nelle memorie del territorio.

Nel 2026, Resté giunge al quarto anno consolidando il proprio ruolo di piattaforma culturale diffusa. Il programma si articola in residenze, laboratori, incontri e nuove produzioni, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Tra i principali appuntamenti: dal 21 al 27 febbraio la residenza teatrale con PoEM e Gabriele Vacis, accompagnata da incontri aperti alla comunità; il 5 aprile la Meditazione sul Vangelo di San Giovanni con la compagnia PoEM e le scenofonie di Roberto Tarasco; dal 27 aprile al 3 maggio la residenza dell’artista Sara Fratini; dal 3 al 10 giugno la residenza di Uwe Jaentsch; in ottobre le residenze con Farm Cultural Park nell’ambito del progetto Radical She; tra novembre e dicembre la mostra Dimensioni del Restare; tra dicembre 2026 e febbraio 2027 la realizzazione del padiglione Habitar con Joacquin Mora per la biennale Countless Cities.
Attraverso queste attività, Resté rafforza la propria missione: valorizzare il territorio e promuovere il coinvolgimento attivo delle comunità attraverso l’arte contemporanea, favorendo la nascita di opere pubbliche, relazioni e nuove forme di abitare i luoghi.

Prospettive / Perspectives
Dal 2023, i borghi di Roddino e Neviglie ospitano Prospettive / Perspectives, progetto promosso da Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson nell’ambito del Programma Interreg Alcotra Italia-Francia.
Curato da Tom Eccles, il progetto promuove una fruizione consapevole del territorio attraverso l’arte contemporanea, affrontando temi come cambiamento climatico, sostenibilità e tutela del paesaggio in un contesto – quello di Langhe, Roero e Monferrato – riconosciuto patrimonio UNESCO. L’intervento artistico diventa così strumento di lettura e interpretazione del territorio, capace di connettere dimensione locale e questioni globali.

Dal 22 aprile 2026 a Roddino, l’intervento murale di Liam Gillick e Hito Steyerl trasforma la facciata dell’ex scuola – ora bottega polifunzionale del paese – in un dispositivo visivo basato su dati dal titolo However many times we ran the model the results were pretty much the same; a Neviglie, la scultura The Traveler di Jean-Marie Appriou, collocata nel belvedere pubblico, evoca il paesaggio come orizzonte simbolico tra memoria e trasformazione. Le opere nascono da un processo condiviso con comunità e scuole, traducendo contenuti complessi in esperienze accessibili e radicate nei luoghi. Inoltre a testimonianza della continuità e della profondità del rapporto tra gli artisti e le comunità per il 2026, sono previste attività che riporteranno la creatività di Liam Gillick e Jean-Marie Appriou, rispettivamente, a Roddino e a Neviglie.

All’artista britannico verrà affidata la realizzazione di un manifesto d’autore per la storica manifestazione culturale roddinese Mataria d’Langa, che nel 2026 tocca la 35° edizione; in questa occasione, la casa colorata sarà protagonista di un evento letterario il 26 luglio. Allo scultore francese, invece, il compito della realizzazione dell’etichetta della prima sboccatura, vendemmia 2023, del Metodo Classico – 50% chardonnay, 50% pinot nero –  istituzionale del Comune di Neviglie.

Creativamente Roero
Due gli appuntamenti, il 16 e il 24 maggio 2026, che danno inizio all’ottava edizione di Creativamente Roero – Residenze d’Artista tra Borghi e Castelli, che avrà luogo quest’anno nei Comuni di Antignano, Castellinaldo d’Alba, Govone e San Martino Alfieri.

A cura di Patrizia Rossello, il progetto si configura come una rete di residenze per artisti italiani e internazionali, pensata per integrare offerta culturale e valorizzazione territoriale attraverso pratiche partecipative. Il lavoro si fonda su processi di relazione diretta con i luoghi e le comunità, e, grazie alla produzione di opere e installazioni site specific, ricerca artistica e contesto diventano elementi inseparabili.

L’edizione 2026, intitolata Tema libero, coinvolge Francesco Meloni, Saverio Todaro, Giuseppe Gavazza e Carlo Gloria in un percorso di studio, analisi e creazione articolato tra incontri, sopralluoghi e momenti di restituzione pubblica. Il progetto si conclude con un evento diffuso nei diversi comuni, trasformando il territorio in un sistema espositivo permanente aperto e condiviso dove i linguaggi del contemporaneo dialogano armonicamente con le tradizioni locali mettendo in risalto quegli elementi che rendono ciascun borgo unico e speciale. Ad oggi, nel susseguirsi delle edizioni, sono 28 gli artisti coinvolti e oltre 30 le installazioni che, diventate patrimonio delle comunità tramite un atto formale, danno vita a un museo diffuso a cielo aperto tra Roero e Monferrato.

Sabato 16 maggio a Govone, presso il Castello Reale, si svolgerà il convegno Arte, Cultura, Impresa e l’assegnazione del Premio Castello Reale di Govone. Domenica 24 maggio si terrà la festa itinerante di inaugurazione delle opere, con degustazioni ed eventi performativi lungo il percorso: ore 10.00 Carlo Gloria – San Martino Alfieri; ore 12.00 Francesco Meloni – Antignano; ore 15.00 Giuseppe Gavazza – Govone; ore 17.00 Saverio Todaro – Castellinaldo d’Alba.
Promosso dall’Associazione Creativamente Roero, il progetto coinvolge 25 Comuni e numerosi partner, ed è sostenuto da Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione CR Asti e Camera di Commercio di Cuneo e, per la sezione Creativamente Roero Lab, da Banca d’Alba.

La collina sale sempre
Dal 20 giugno al 5 luglio 2026 torna La collina sale sempre, festival diffuso che dal solstizio d’estate vedrà protagonisti i Comuni di Castiglione Tinella, Mango, Neive, Barbaresco, Santo Stefano Belbo e Castagnole delle Lanze.

Ideato da Ernesto Morales e curato da Marzia Capannolo, il progetto mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e comunità attraverso opere e installazioni site-specific sviluppate in dialogo con le caratteristiche storiche e culturali dei luoghi. Il festival si configura come un itinerario che attraversa architetture e spazi simbolici – chiese, torri campanarie, cantine, fienili ed edifici storici – attivando nuove modalità di fruizione del territorio e un confronto diretto tra linguaggi contemporanei e patrimonio locale.
Come suggerito dal titolo stesso del festival ispirato a un passaggio de La luna e i falò di Cesare Pavese, l’edizione di quest’anno si sviluppa attorno al tema della trasformazione, intesa come processo capace di conservare la memoria e generare nuove forme e significati. I 13 artisti coinvolti – provenienti da Italia, Lettonia, Olanda, Uruguay, Stati Uniti e Argentina – sono invitati a confrontarsi con il territorio attraverso interventi pensati in relazione alle sue stratificazioni storiche e culturali. Il programma, articolato in mostre, installazioni e momenti di incontro, è accompagnato da workshop, visite guidate e degustazioni, in collaborazione con le realtà produttive locali.

Nel primo weekend (20–21 giugno) il festival si apre tra Castiglione Tinella, Mango e Neive con mostre, installazioni site-specific e degustazioni, coinvolgendo spazi simbolici del territorio e la sede di Artefora, che ospita anche i progetti dei vincitori del Premio Luigi Candiani. Da venerdì 26 giugno la Torre di Barbaresco ospiterà la mostra Orizzonti futuri mentre durante le settimane del festival un panel di incontri e talk con gli artisti verrà ospitato a Santo Stefano Belbo nella sede della Fondazione Cesare Pavese.

Dal 27 giugno al 5 luglio il focus si sposta su Castagnole delle Lanze con Lanze in Arte, una settimana di installazioni diffuse, workshop ed eventi che trasformano il borgo in un laboratorio a cielo aperto, affiancata da un programma internazionale di residenza artistica organizzato in collaborazione con la  Great Meadows Foundation – (USA): per un mese Castagnole delle Lanze sarà il luogo di residenza e di ricerca dell’Artista Lori Larusso proveniente dal Kentucky e dell’Artista Argentina Adriana Carambia in rappresentanza del collettivo Plataforma Afluente, vincitore del premio Artefora Residency. Il programma si completa il 28 giugno con l’inaugurazione del murales pubblico Cambiante di Ernesto Morales, opera permanente che riflette sul tema della trasformazione in dialogo con il paesaggio collinare.

Germinale – Monferrato Art Fest
Dal 10 settembre al 4 ottobre 2026 torna Germinale – Monferrato Art Fest, rassegna diffusa nel Basso Monferrato che coinvolge 17 Comuni tra le province di Asti e Alessandria, coinvolgendo anche Alexala, l‘agenzia turistica locale della provincia di Alessandria.

Curata da Francesca Canfora, l’edizione 2026 – Di marne feconde, un mare – propone una lettura del territorio che indaga il sottosuolo come archivio di memoria e metafora dell’invisibile, mettendo in relazione dimensione geologica, storia e immaginario. Il progetto costruisce così una narrazione stratificata, capace di attraversare tempo e paesaggio.
Il programma riunisce circa 50 artisti tra nomi affermati e nuove generazioni, con mostre, installazioni, progetti site-specific e 10 residenze d’artista (tra senior internazionali e under 35 selezionati tramite bando).

Accanto all’esteso circuito di oltre venti sedi espositive, prosegue la costruzione del Museo Diffuso con due nuove opere permanenti a Villadeati e a Rinco (Montiglio Monferrato). Si rinnova inoltre il Selva Art Prize, premio dedicato agli artisti under 40, con mostra finale a Castagnole Monferrato.

Il Public Program anima i quattro weekend con talk, workshop e performance, offrendo un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni con il progetto Micromondi sotto i piedi: laboratori nelle scuole primarie del territorio portano alla creazione di un’opera collettiva, un “archivio fossile del futuro”, esposta durante il festival.

Garden of Pluriversal Recapturings (Il giardino delle riconquiste pluriversali)
In celebrazione del decennale della nomina a Patrimonio dell’Umanità UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’artista brasiliana Maria Thereza Alves è stata selezionata per un grande progetto di arte pubblica finanziato da Regione Piemonte e Ministero del Turismo. Esito di una collaborazione tra il Comune di Canelli, l’Associazione per i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Garden of Pluriversal Recapturings (Il giardino delle riconquiste pluriversali) 2026, di Maria Thereza Alves è un intervento specificatamente pensato per il sito de La Moncalvina a Canelli, al fine di creare un tessuto connettivo tra lo spazio umano e tutto l’ecosistema circostante. L’opera prevede un’ampia sistemazione paesaggistica a carattere ecologico del sito sviluppata in collaborazione con ecoLogicStudio. Il giorno di inaugurazione è fissato per l’11 luglio 2026. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), istituito dal Ministero del Turismo, e della Regione Piemonte con il coordinamento curatoriale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.

Nel quadro delle progettualità legate ad Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, ORMA avvia un dialogo con la Fondazione San Patrignano ETS e l’Associazione Genesi, due realtà di riferimento nel rapporto tra arte contemporanea e impegno sociale.

La Fondazione San Patrignano ETS, dal 1985, sostiene l’omonima Comunità, la più grande realtà di recupero dalla tossicodipendenza in Europa e modello di riferimento a livello mondiale. Per garantire la sostenibilità finanziaria e la sopravvivenza perpetua della struttura, la Fondazione ha dato vita a una collezione di opere d’arte donate da prestigiosi esponenti del settore attraverso atti di donazione che prevedono la vendita all’asta delle opere in caso di necessità economiche da parte della Comunità. Questo patrimonio, che oggi conta complessivamente 42 opere, è stato protagonista di un importante percorso di valorizzazione tra il 2020 e il 2024 presso il PART-Palazzi dell’Arte di Rimini, oltre a essere stato presentato in contesti d’eccellenza quali la Triennale di Milano e l’Università Bocconi attraverso mostre dedicate.

Accanto a questa esperienza, l’Associazione Genesi – fondata nel 2020 su iniziativa di Letizia Moratti – promuove attraverso la propria collezione una riflessione sui diritti umani e sulle principali urgenze del presente. Le opere, esposte in contesti internazionali come il Palais des Nations di Ginevra, Villa Panza e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, delineano un progetto che unisce arte contemporanea, educazione civica e consapevolezza sociale.

Il dossier di candidatura prevede l’arrivo nel territorio di Langhe Monferrato Roero di una selezione di opere provenienti da entrambe le collezioni, offrendo al pubblico l’opportunità di confrontarsi con lavori di artisti come Mario Schifano, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Francesco Vezzoli, Anna Boghiguian, Alfredo Jaar e Shirin Neshat.

Percorso di Arte Condivisa


 Fondazione Peano ospita dal 9 al 12 aprile la mostra “Percorso di Arte Condivisa” che restituisce alla comunità i lavori realizzati dagli studenti della scuola primaria Lidia Rolfi Beccaria in collaborazione con l’artista Mauro Salvagno. La mostra, allestita all’interno della sala ipogea, propone lavori pittorici e poetici realizzati dalle dieci classi della scuola del quartiere San Paolo di Cuneo.

La mostra verrà inaugurata giovedì 9 aprile alle ore 16.30 in presenza dell’artista Mauro Salvagno e sarà aperta al pubblico fino a domenica 12 aprile con orario 16-19. Ingresso libero e gratuito.

martedì 31 marzo 2026

Immersione nella luce


Mostra personale di Franco Blandino 

4-26 aprile 2026
inaugurazione si terrà sabato 4 aprile 2026 alle ore 18.00 

Chiesa di San Giovanni 

via Garibaldi 71 - Fossano (Cuneo) 





[dal comunicato stampa]

L'evento, che prevede l'ingresso libero, sarà arricchito da un testo critico a cura di Claudio Mana. L’esposizione rappresenta il quindicesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC. Attraverso la sua ricerca artistica, Franco Blandino interroga la dimensione del sacro, utilizzando la luce non solo come fattore tecnico, ma come valore simbolico e metafora del trascendente. Il percorso espositivo invita lo spettatore a cogliere un riflesso di spiritualità anche nella realtà quotidiana, trasformando la visita in una vera e propria esperienza interiore. 

La mostra sarà visitabile dal 4 al 26 aprile 2026, dal venerdì alla domenica dalle ore 17:30 alle 19:30, con l’eccezione delle festività del 5 e 6 aprile. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comitato Borgo Vecchio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fossano, la Fondazione e la Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A.. In allegato trovate il comunicato stampa completo con l'approfondimento critico e i dettagli biografici dell’artista. Ringraziandovi per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.

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Il primo evento d’arte 2026 in San Giovanni a Fossano vede il ritorno dell’artista fossanese Franco Blandino, medico di base, noto in città per la grande dedizione e professionalità. La sua pittura si colloca in una ricerca artistica che interroga la dimensione del sacro in un tempo profondamente secolarizzato. Il suo lavoro non si limita a proporre immagini devozionali in senso tradizionale, ma tenta piuttosto di restituire un sentimento più ampio di spiritualità: uno spazio interiore in cui stupore, inquietudine e tensione verso il trascendente si manifestano attraverso il linguaggio della pittura. In questa prospettiva, l’elemento centrale della sua ricerca appare essere la luce. Essa non è semplicemente un fattore tecnico o compositivo, ma assume un valore simbolico e quasi teologico. Nelle opere di Blandino la luce sembra provenire dall’alto, come una sorgente che irradia la scena e al tempo stesso attrae le figure verso di sé. Si configura così come metafora del trascendente, come segno di una tensione spirituale che attraversa lo spazio pittorico e orienta lo sguardo dello spettatore. Questa dimensione emerge con particolare evidenza in opere come “De profundis clamavi”, dove la luce diventa elemento generatore dell’immagine e principio di elevazione. Attorno a essa si organizza un caleidoscopio cromatico che non ha soltanto funzione decorativa, ma contribuisce a costruire un’atmosfera di ricerca e di attesa, quasi una soglia tra il visibile e l’invisibile. Anche nelle opere grafiche e nei fumetti, spesso realizzati in bianco e nero, l’artista dimostra una notevole consapevolezza del valore espressivo della luce. Gli spazi bianchi, i contrasti con l’inchiostro e le improvvise aperture luminose tra rami o paesaggi suggeriscono una presenza silenziosa, una traccia del sacro che affiora nel quotidiano. Ciò che caratterizza la poetica di Blandino è dunque la capacità di far emergere il sacro non tanto attraverso soggetti esplicitamente religiosi, quanto tramite un uso simbolico della luce e del colore. Il sacro diventa così esperienza percettiva e interiore: una vibrazione luminosa che attraversa le forme e invita lo spettatore a cogliere, anche nella realtà più ordinaria, un riflesso di trascendenza. Rivolgo, quindi, un invito a non perdere questa “immersione nella luce” che ci viene proposta, con la visita della mostra in Borgovecchio.

Claudio Mana



Mostra personale di Marina Falco


2-30 aprile 2026
inaugurazione giovedì 2 aprile dalle ore 17,30

Saletta “XI Comandamento” 

via Amedeo Rossi 25 - Cuneo 

















[dal comunicato stampa]

Nei dipinti di Marina Falco “Il senso della vita corre sui fili pulsanti di continue e variabili germinazioni naturali degli esseri viventi, oppure esplode dell’universo come eruzione imperiosa di forme lineari, portatrici di forza generativa, che vince ogni avversità e concede alla bellezza e all’armonia la possibilità di affermarsi nel cammino dell’esistenza di ciascuno di noi”. Enrico Perotto. 

Opere di prestigio ed indubbio effetto sensoriale, cromatico e di perfezione del tratto. Storico-Ricercatore Pierfrancesco Rolando 

La pittrice Marina Falco ha da sempre manifestato la passione per l’espressione visiva. Il suo percorso artistico contempla inizialmente l’uso dell’acquerello con cui realizza vibranti opere naturalistiche. La Natura suggerisce...la Natura sorprende... Lo spirito dell’artista legge e interpreta la bellezza. Nasce una sintonia imprevedibile e la fantasia prende a volare. Gioca con i colori e con le forme, a volte crea immagini irreali come semi cosmici portatori di vita, altre si perde a definir particolari di un mondo naturale unico nella sua perfezione. 




VeRo - Patrick Tuttofuoco a Vernante



 
Le storiche ciminiere dell'ex vetreria di Vernante, silenziose custodi della memoria industriale della Valle Vermenagna, si preparano a diventare un'icona della contemporaneità. Grazie a un'articolata operazione di messa in sicurezza strutturale e alla successiva valorizzazione artistica, il sito non sarà più il simbolo di un abbandono decennale, ma un dispositivo di relazione e di futuro.

Costruita alla fine degli anni '40, la vetreria ha rappresentato per decenni il cuore pulsante dell'economia locale. Dopo anni di degrado, l'attuale amministrazione ha avviato un piano di recupero che parte dalla salvaguardi a delle due ciminiere, alte rispettivamente 69 e 54 metri, segni inconfondibili del paesaggio.

L'iniziativa nasce dalla sinergia tra l'Amministrazione Comunale, la Fondazione CRC e il progetto europeo transfrontaliero ALCOTRA Vermenagna Roya III, promosso da Borgo San Dalmazzo. La cura scientifica dell'intervento è affidata all'associazione Art.ur e al curatore Andrea Lerda, che hanno individuato in Patrick Tuttofuoco l'artista ideale per tradurre in forme visive la complessità di questo luogo di confine.

I lavori, realizzati con il contributo di Fondazione CRC, prevedono una profonda rigenerazione delle superfici delle ciminiere attraverso la scarifica esterna, il rinforzo strutturale tramite cerchiature e cuciture con nastri fibrorinforzati, la messa in sicurezza delle fessurazioni sommitali e il ripristino estetico delle storiche scale in acciaio. Una rasatura cementizia finale permetterà infine di restituire omogeneità alle strutture, riducendone l'impatto visivo e armonizzandole con il contesto.

Grazie a una convenzione con la proprietà, l'area ai piedi delle strutture passerà al Comune di Vernante per la creazione di una nuova zona a verde pubblico. La messa in sicurezza delle ciminiere sarà il presupposto fondamentale per un intervento di valorizzazione artistica dal forte impatto visivo: le torri si trasformeranno in un punto focale capace di catturare lo sguardo lungo la strada internazionale e dai punti panoramici del paese, offrendo una nuova prospettiva sul legame tra storia e paesaggio.

L'intervento sarà un elemento importante e identitario per il nuovo itinerario VeRo che, grazie ai fondi del programma europeo Interreg ALCOTRA, sarà inaugurato in ottobre e accompagnerà turisti e cittadini attraverso la Cuneo-Ventimiglia-Nizza per scoprire l'eccezionalità di questo viaggio in treno e del territorio che attraversa, in vista del suo centenario nel 2028.

Patrick Tuttofuoco è uno degli artisti italiani più stimati a livello internazionale. La sua ricerca è un'esplorazione continua del corpo, della relazione tra individuo e spazio pubblico e della capacità dell'arte di generare comunità attraverso l'uso della luce e di forme geometriche primarie.

lunedì 30 marzo 2026

EFFIMERA al Parco del Castello di Racconigi



 EFFIMERA è il modo in cui il Parco del Castello di Racconigi torna a vivere: un progetto delle Residenze reali sabaude, realizzato con il contributo di Fondazione CRC e in collaborazione con la Città di Racconigi.  Il Complesso della Margaria nel Parco apre al pubblico, con una rassegna che, da aprile ad ottobre, alterna aperture straordinarie, spettacoli, cinema all’aperto, visite naturalistiche, laboratori e attività per famiglie.

Il titolo EFFIMERA richiama la natura stessa della rassegna: ogni appuntamento è un evento unico, pensato in relazione al Parco e al suo continuo mutare nel corso delle stagioni. Il sottotitolo Vivere il Parco del Castello di Racconigi è un invito a frequentare il Parco e a viverlo non solo come luogo di visita, ma come ambiente da attraversare e abitare in diversi momenti dell’anno. Da questa idea nasce un calendario di giornate in cui, accanto alle attività, sarà possibile visitare il Complesso della Margaria, le Serre reali e il Giardino dei Principini, normalmente non aperti al pubblico.

La rassegna nasce dopo una prima stagione di iniziative realizzata lo scorso anno e rappresenta un ulteriore passo nel percorso di riapertura e valorizzazione della Margaria, uno dei gioielli architettonici del Parco del Castello di Racconigi e uno dei più importanti esempi di architettura neogotica in ambito europeo. In questi anni la riapertura è avvenuta progressivamente, attraverso visite, aperture straordinarie e attività. Oggi la rassegna diventa lo strumento per rendere questi spazi nuovamente frequentati e vissuti.
 
Il programma si articola in 22 giornate, tra aprile e ottobre, alternando e intrecciando linguaggi e pubblici diversi. Performing arts nel Parco e negli spazi della Margaria, con lo spettacolo di circo contemporaneo al femminile Non m’indosso del Collettivo Binario Zero che esplora l’equilibrio tra attrici e personaggi, partendo dalle musiche di Giacomo Puccini e dalle protagoniste al centro delle sue opere (domenica 24 maggio e domenica 13 settembre, ore 17.30); lo spettacolo teatrale Il sogno di Bottom a cura di Onda Larsen, spin off di uno dei più divertenti personaggi di Shakespeare (domenica 28 giugno, ore 16.30) e il reading Ma piantala lì! con Alessandro Barbaglia che racconta storie di semi e alberi, storie sintetiche e non di sintesi, bensì di fotosintesi (domenica 30 agosto, ore 16.30). 

Cinema all’aperto con aperitivo nel cortile delle Serre reali, con le proiezioni curate dall’Associazione Cinedehors, di The Artist, il film vincitore di 5 premi Oscar nel 2012, tra cui Miglior Film, scritto e diretto in bianco e nero da Michel Hazanavicius e ambientato durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro (sabato 13 giugno, ore 19), e Le regole del caos, uscito nel 2014 e diretto da Alan Rickman con Kate Winslet, sull’architetto paesaggista André Le Nôtre a cui venne affidato l’ambito incarico di progettare e realizzare i giardini di Versailles (sabato 11 luglio, ore 19). Visite naturalistiche con pic-nic nel Giardino dei Principini per conoscere, con l’agronomo delle Residenze reali sabaude, storie di giardini e delle figure che nel tempo lo hanno curato: i giardinieri (domenica 24 maggio, domenica 14 giugno, domenica 16 agosto e sabato 26 settembre, ore 10.30). Osservazione del cielo con aperitivo, a cura di Infini.To - Planetario di Torino: guidati da un astronomo sarà possibile osservare il cielo sia a occhio nudo, sia con l’ausilio di telescopi (sabato 20 giugno, ore 19.30).

Visite didattiche e attività per bambini di differenti fasce d’età, a cura dei Servizi educativi del Castello: “Una casa nel Parco”, dai 3 ai 5 anni, si ispira all’albo Un giardino straordinario di Sam Boughton per un’esperienza immersiva e coinvolgente tra letture sul prato, racconti da condividere e una storia da costruire insieme (domenica 26 aprile e domenica 31 maggio, ore 10.30); “I segreti della giardiniera Rosina”, dai 6 agli 11 anni, porterà i partecipanti attraverso indizi e curiosità, guidati dall’aiuto giardiniera della corte sabauda, alla scoperta delle Serre e dei giardini della Margaria (domenica 26 aprile e domenica 31 maggio, ore 16; domenica 11 ottobre, ore 15); “Nel mondo di Lele lo stalliere”, dai 6 agli 11 anni, in cui Lele accompagnerà i visitatori alla scoperta di stalle e scuderie (domenica 13 settembre, ore 10.30 e 15) e una “Caccia al tesoro alla scoperta della Margaria”, dai 6 agli 11 anni, con la guida del margaro Tunin che aiuterà i partecipanti a intercettare appunti, disegni e indizi per una caccia tra arte, natura e storia (domenica 27 settembre, ore 10.30 e 15). 

Laboratori di animazione con marionette: “Protagonisti in scena”, dove i bambini non sono solo spettatori, ma diventano attori e autori mettendo in scena un micro-spettacolo dal vivo, a cura della Fondazione Marionette Grilli (lunedì 6 aprile e domenica 10 maggio, ore 10.30 e 15) e “Gianduja e il fantasma del Castello di Racconigi” in cui si sperimenterà la costruzione di un burattino (domenica 11 ottobre, ore 10.30). Appuntamenti musicali e sonori, infine, come il concerto Musica delle piante e jazz ispirato dalla natura della band Zigola Jazz & Plant Musica, in occasione della Festa della Musica (domenica 21 giugno, ore 17.30).
 
La rassegna si inserisce in un più ampio programma di tutela, manutenzione e valorizzazione del Parco e delle sue architetture: sono in corso interventi sul patrimonio architettonico e sul paesaggio storico, attività di restauro, progetti di ricerca e indagini conoscitive, insieme al progressivo ampliamento delle aree del Parco accessibili al pubblico. 

Il programma completo, sempre aggiornato, è disponibile sul sito web:

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

venerdì 27 marzo 2026

Palazzo Samone mostra di pittura


Mostra di pittura, scultura, digital art, porcellane, ceramiche e tanto altro. Venerdì 27/03 alle ore 16,00 apertura straordinaria per dimostrazione di pittura ad acquerello dell'artista Luciana Audisio Ingresso libero e gratuito.

INAUGURAZIONE UFFICIALE CON PRESENTAZIONE EVENTO SABATO 28/03 ALLE ORE 17,00