cuneiforme
arti suoni scritture in provincia di cuneo
giovedì 26 marzo 2026
Leggere scrivere raccontare
mercoledì 25 marzo 2026
Artisti dello Studioerre negli anni '70
Sergio Agosti, Enzo Bersezio, Pino Bo, Antonio Carena, Nanni Cortassa, Gianni Del Bue, Francesco Franco, Albino Galvano, Duilio Gambino, Marco Gastini, Adriana Giorgis, Lea Gyarmati, Horiki Katsutomi, Enzo L’Acqua, Alessandro Lupano, Angelo Maggia, Marco Magrini, Roberto Mussapi ed Erik Bessone, Giorgio Nelva, Mimmo Ovidi, Berto Ravotti, Silvio Rosso, Filippo Scroppo, Mario Surbone
Per info:
info@montagnafutura.com | 335 8386669 | 349 5996077
Centro incontri di Rittana
Dopo la pubblicazione nel maggio 2025 del volume di Roberto Baravalle intitolato studioerre 1971 | 1981 e dedicato all’importante stagione artistica nata intorno alle iniziative multidisciplinari intraprese da una piccola associazione culturale di via Mondovì a Cuneo che faceva capo al giovane pittore Silvio Rosso, il Comune di Rittana con MUDRI, l’associazione L’era granda e il distretto culturale MONTAGNAFUTURA, è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra “ARTISTI DELLO STUDIOERRE NEGLI ANNI ‘70” presso il Centro Incontri di Rittana. La mostra intende approfondire la riflessione su una serie rappresentativa di ventiquattro opere realizzate da venticinque artisti (due di loro hanno operato in coppia), esponenti delle ricerche visuali e oggettuali operanti in quell’epoca (daN’informale all’astrazione geometrica, dalla poesia figurata e visiva al neo pop, dal minimalismo strutturale e archetipico alla nuova figurazione, dall’arte programmata alla pittura aniconica). Molte di queste opere sono già state presenti nella precedente esposizione dal titolo “studioerre 1971\1981. La mostra”, allestita in Palazzo Borelli aDemonte dal 9 agosto al 7 settembre 2025, a cura dell’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V., con scritti in catalogo di Silvio Rosso e Amelia Gardinali. Come ha ben scritto Baravalle nella prefazione del suo libro, frutto di un dialogo approfondito intrattenuto con l’artista Silvio Rosso, quella piccola galleria indipendente (anticipata dapprima dalla Saletta Arte Contemporanea) nata nello studio di Rosso, diventò nel tempo un punto di riferimento dei fermenti artistici, poetici, performativi e musicali più innovativi che stavano emergendo tra Torino, Cuneo e altre parti d’Italia negli anni Settanta - “anni di notevoli sperperi. Almeno apparenti”. In essa, si è davvero dato vita a una "esperienza di arte totale”. Certo, non si è riusciti magari a favorire “l’individuale successo e riconoscimento” di ciascun artista con cui si è entrati in contatto, ma li si è fatti “andare in giro”, stabilendo collegamenti, attirando “collaborazioni e presenze anche dai grandi capoluoghi, anche da parte di autori che, già allora, avevano una rinomanza generale”. E soprattutto, tra tutti, si è condivisa la volontà dell’impegno nel sociale e nell’ambiente urbano, cercando di perseguire un’idea di cultura ad ampio spettro, che ha attirato le menti più aperte tra i giovani cuneesi di allora, disponibili a mettersi in discussione e a rompere con le consuetudini e l’isolamento del vivere in provincia.
lunedì 23 marzo 2026
Radis a Bene Vagienna
“La Fondazione CRT crede che la cultura, quando diventa accessibile e condivisa, possa essere una radice capace di generare coesione sociale, bellezza e sviluppo per il futuro. È questo lo spirito che da sempre guida il nostro impegno nel portare l’arte e la meraviglia fuori dai luoghi tradizionali, vicino alle persone” afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi. “Il progetto Radis, promosso dalla Fondazione Arte CRT e giunto alla sua terza edizione, incarna pienamente questa visione: attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, delle scuole e la collaborazione con la Fondazione CRC, l’arte contemporanea diventa occasione di incontro, crescita e valorizzazione dei territori.”
“Il progetto Radis interpreta perfettamente quell’idea di patrimonio diffuso che da 25 anni orienta l’impegno e l’azione culturale della nostra istituzione”, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Arte CRT. “L’opera che Iván Argote ha già cominciato a immaginare per Bene Vagienna porterà alla luce la memoria antica della città, intrecciandola alla vita presente della sua comunità. Si congiungerà idealmente alle installazioni di Giulia Cenci a Rittana e di Petrit Halilaj a Dogliani, ampliando la mappa di
Radis, un itinerario di viaggio che attraversa il territorio, promuovendone la conoscenza e la
visibilità”.
“La comunanza d’intenti e la grande collaborazione tra Fondazione Arte CRT, Fondazione CRT e Fondazione CRC, che hanno contraddistinto i primi due anni del percorso di Radis, trovano conferma nella nuova edizione, che quest’anno si terrà a Bene Vagienna” commenta Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “La notorietà internazionale dell’artista scelto e le
modalità con cui si realizzerà l’opera, che prevedono un forte coinvolgimento delle scuole e di
tutta la comunità, confermano il valore di questa operazione culturale: l’arte pubblica diventa leva strategica per valorizzare i territori e per rafforzare i legami comunitari”.
Iván Argote (Bogotà, Colombia, 1983) lavora con scultura, installazioni pubbliche, cinema, pittura e performance. Le sue opere immaginano nuovi modi di fruire e intendere lo spazio pubblico, intrecciando la critica alle ingiustizie storiche e sociali con momenti di tenerezza, umorismo e di ribellione poetica. Argote mette in discussione le narrazioni dominanti invitando il pubblico a ripensare le relazioni tra le persone, il potere e il territorio.
Ha esposto presso importanti istituzioni, tra cui il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo, la Berlinische Galerie, il Dortmunder Kunstverein, il Museo MALBA, il Museo MAPS, lo SCAD
Museum of Art e l'ASU Art Museum. Ha inoltre realizzato installazioni pubbliche presso la High Line (New York), il MASP (San Paolo), Desert X (Coachella Valley), oltre a sculture permanenti per l'Università della Sorbona (Parigi), la città di Anversa e Douala. Le sue opere sono state presentate, tra le altre, alla 60ª Biennale di Venezia (2024), alla 30ª Biennale di San Paolo (2012), alla Biennale di Lione (2024), alla Biennale di Cuenca (2023) e a quella di Salonicco (2015).
Per la terza edizione di Radis, Argote realizzerà un’opera capace di celebrare la storia e le tradizioni di Bene Vagienna, e al tempo stesso creare un nuovo spazio pubblico in città.
“La terza edizione di Radis prende vita tra le mura dell’antica città di Bene Vagienna grazie all’intervento di Iván Argote, artista capace di reinterpretare lo spazio pubblico con grande sensibilità e di offrire a chi lo attraversa una visione nuova e sorprendente” dichiara la
curatrice Marta Papini. “Ho invitato l’artista a concepire un’opera che possa diventare allo stesso tempo un luogo di incontro per le abitanti e gli abitanti di Bene e un punto di riferimento per chi visita la città. Un nuovo monumento e un nuovo spazio che possa appartenere a tutte e tutti.”
“Bene Vagienna è uno di quei luoghi magici in cui le placche tettoniche della storia si rivelano
e si mescolano, creando convergenze e storie che si alimentano a vicenda. La rovina, il sacro
e il magico giocano con i nomi delle strade, rivelando un luogo che sembra anche il frutto di
un romanzo vivente. L’affetto degli abitanti di Bene Vagienna per le loro storie è la fonte di
ispirazione di questo progetto, che cerca di creare un punto di incontro attraverso un’opera
monumentale che ci parli del divino e dell’umano, che possa essere ammirata e utilizzata, e
che allo stesso tempo serva da punto di riferimento e da segno distintivo nella città” dichiara
l’artista Iván Argote.
Bene Vagienna si trova nell’area ai piedi delle Alpi Marittime, nell’alta pianura cuneese, tra i fiumi Stura di Demonte e Tanaro, caratterizzata da un suggestivo paesaggio di falesie fluviali e aree pianeggianti coltivate. Il cuore geografico e storico è la frazione Roncaglia, dove sorge l’area archeologica dell'antica città romana di Augusta Bagiennorum. La conformazione naturale alterna boschi ripariali a zone agricole d'eccellenza, offrendo un ecosistema che integra perfettamente storia millenaria e biodiversità cuneese.
"Siamo onorati ed entusiasti di essere stati prescelti per questo importante progetto", dichiara il sindaco di Bene Vagienna, Claudio Ambrogio. "Bene Vagienna, data la sua storia, la sua cultura e la sua posizione strategica, saprà valorizzare con tutti i turisti che fruiscono le bellezze della nostra città, quest'opera di Iván Argote. Siamo convinti che questo progetto sarà un importante contributo per la valorizzazione del nostro territorio e per l'attrazione di nuovi visitatori e che la sua creazione sarà un importante arricchimento per la nostra città.”
Il progetto Radis, dal piemontese radis (radice), nasce per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico esteso e interviene in contesti non convenzionali. Radis si articola in diverse azioni: la commissione opere di arte pubblica permanente, il programma educativo per le scuole, il public program e una mostra con opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, garantendo una proposta culturale ricca e aperta a ogni tipo di
pubblico. Anche per questa terza edizione, l’artista selezionato dalla curatrice produrrà un’opera site-specific che resterà di proprietà della Fondazione Arte CRT, ma in comodato permanente al Comune di Bene Vagienna.
La prima edizione, tenutasi nel 2024, ha visto intervenire nella radura del Chiot Rosa – nel comune di Rittana (CN) – l’artista Giulia Cenci, che ha realizzato l’opera le masche. La seconda edizione, nuovamente affidata alla curatela di Marta Papini, ha coinvolto invece
l’artista kosovaro Petrit Halilaj, che ha realizzato l’opera Abetare (un giorno a scuola), 2025.
Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani nella Borgata Valdibà.
Proprio ieri si è concluso il percorso del programma educativo per le scuole del territorio di
Dogliani, curato da Felìz Impresa Culturale e Creativa: 180 studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo “Luigi Einaudi” di Dogliani hanno preso parte alla realizzazione delle opere Nascere come un fiore e Incredibile habitat, nate dall’incontro con la poetica di Petrit Halilaj e presentate presso il Centro Polifunzionale.
Il percorso si è sviluppato in quattro momenti: il primo teorico, di conoscenza dell’arte negli spazi pubblici e soprattutto quelle nella provincia di Cuneo; il secondo ha visto gli alunni
stessi vestire i panni dell’artista per provare a immaginare una propria opera per Valdibà; in autunno hanno potuto visitare l’opera e la mostra Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che
cambi, ti cambia, inaugurata a Dogliani insieme all’opera di Halilaj, con opere provenienti dalle collezioni di Fondazione CRT e Fondazione CRC; infine, ispirati dall’opera dell’artista, che per la seconda edizione di Radis ha ritrovato e riattualizzato le incisioni lasciate dai vecchi alunni sui banchi di una scuola di Dogliani, bambine e bambini della primaria di Dogliani e di Piozzo hanno lavorato per realizzare i petali dei loro fiori, tutti nati da un segno differente; le classi della scuola secondaria inferiore di Dogliani hanno invece lavorato sull’idea di casa, di nido, di habitat. Entrambe le opere saranno esposte sabato 21 e domenica 22 marzo sotto l’Ala coperta in Piazza della Confraternita a Dogliani.
L’appuntamento al Centro Polifunzionale è stato anche occasione per lanciare il documentario dedicato alla seconda edizione del progetto, realizzato da TIWI e Cucù Milano che verrà trasmesso da Sky Arte il 29 marzo alle 20:15.
Per informazioni: www.radis-crt.it
La Fondazione Arte CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT e principalmente attiva sul territorio regionale e locale, da oltre venticinque anni opera a sostegno all'arte contemporanea. Dalla nascita, nel 2000, la Fondazione mette in campo azioni concrete volte a valorizzare talenti e ad arricchire il patrimonio culturale, e alimenta un’estesa collezione di opere d’arte contemporanea, diventata nel tempo tra le più prestigiose a livello nazionale e internazionale: quasi 1000 opere realizzate da circa 380 artisti, per un investimento complessivo di oltre 43 milioni di euro.
La Fondazione CRT, nata nel 1991, è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio. Da più di trent’anni è a fianco delle comunità del Piemonte e della Valle d’Aosta perché crede nella cura, nella crescita e nella meraviglia delle persone e del territorio. Sino ad oggi ha destinato al Nord Ovest oltre 2 miliardi di euro, rendendo possibili più di 45.000 progetti per sostenere i giovani talenti, valorizzare il patrimonio artistico e culturale, promuovere la ricerca, la formazione e il welfare, proteggere l’ambiente, stimolare l’innovazione, investire in progetti che generano valore economico, sociale e ambientale misurabile. Con una missione chiara: promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo, per un futuro equo e responsabile. Tra i progetti più significativi figura la riqualificazione delle OGR Torino, trasformate da officine ferroviarie in laboratorio permanente di innovazione, cultura e futuro.
La Fondazione CRC, una delle maggiori Fondazioni di origine bancaria italiane, opera principalmente in provincia di Cuneo attraverso erogazioni di contributi a favore di soggetti pubblici e privati non profit e attraverso progetti promossi in maniera diretta, grazie al partenariato con i soggetti attivi nei diversi campi. L’arte e la cultura rappresentano da sempre settori strategici per la sua azione: tra le iniziative promosse si segnalano, per l’arte pubblica, il progetto A Cielo Aperto, realizzato nel 2022 per celebrare i 30 anni di vita, e il Bando Distruzione. In parallelo, a partire dal 2017 la Fondazione ha incrementato la propria collezione d’arte anche grazie al progetto Coltivarte, che ha previsto l'acquisizione di opere contemporanee e la creazione di occasioni di fruizione pubblica.
giovedì 19 marzo 2026
La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione - Prorogata fino a domenica 12 aprile 2026
Grande successo per la mostra
Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione
a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati
Cuneo, Via Santa Maria, 10
Proseguono per tutti i sabati e le domeniche, fino alla chiusura della mostra, le visite guidate gratuite in programma alle ore 15.30 e alle ore 18.
Inaugurata il 22 novembre, la mostra è presentata da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo nell’ambito della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell’arte. Il progetto si avvale del Patrocinio del Ministero della Cultura, ed è stato realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.
L’unicità dell’esposizione, che riunisce a Cuneo da Roma una selezione di capolavori della collezione di Galleria Borghese, ha fatto sì che dopo circa tre mesi dall’apertura il museo raggiungesse i 20mila visitatori, italiani e stranieri. Per il pubblico francese in particolare, distante un centinaio di chilometri dalla cittadina piemontese, la mostra è un’occasione imperdibile per incontrare da vicino le opere scelte da Scipione Borghese per la sua raccolta di capolavori del rinascimento.
La mostra
A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), tra le personalità più significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo.
Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – raramente esposti al pubblico – il percorso restituisce la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.
Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano dipinti rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo al visitatore una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco.
Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno e Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche di rilievo nella Roma di inizio Seicento.
La mostra si conclude con la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.
Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, tra le più ambiziose dell’epoca, riuniva sculture classiche e moderne, dipinti del Rinascimento e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale.
La mostra offre così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.
Laboratorio Cuneo: un nuovo triennio tra bellezza e partecipazione
Le iniziative espositive che si susseguiranno nel corso del prossimo triennio al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo si ispirano ai principi di bellezza e partecipazione, di accessibilità e sostenibilità, dando così forma concreta alla definizione di bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”.
Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla società contemporanea e ai pubblici più diversi, con un programma di attività educative e inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
mostraborghese@gmail.com | 3515073495
Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.
Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.
lunedì 16 marzo 2026
Stadime - Grandarte - Fondazione Casa Delfino Cuneo
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La mostra “STADIME - STAnza DI MEditazione” si presenta al pubblico come il quattordicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.
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Nel 1918 Bertrand Russel é autore di uno scritto che, fin dal titolo 'Misticismo e Logica' asserisce, con grande lucidità, che 'i più grandi filosofi hanno sentito il bisogno sia della scienza sia della mistica' e prosegue precisando che 'la mistica è, in sostanza, poco più di una certa intensità e profondità di sentimento nei riguardi di ciò che si pensa a proposito dell’universo». La mistica, a ben vedere, con la sua originale grammatica mobile, ha sovente conquistato personaggi a prima vista ostici nei confronti della religione, come André Gide, in continuo duello con la sua matrice ugonotta: ne 'Il ritorno del figlio prodigo, Se il grano non muore, La porta stretta, Saul, Numquid et tu?, L’immoralista' si trovano continui rimandi biblici, una attenta esplorazione dei segreti contraddittori dell’anima tesa a perforare i veli dell’ipocrisia puritana.
E si può allargare di molto il ventaglio degli agnostici tentati-affascinati dalla mistica, a partire dallo straordinario sguardo “dall’occhio chiuso” (applicato al mago Balaam) di Borges, per passare a Voltaire, ammiratore dell’'Imitazione di Cristo', uno dei classici della spiritualità, le cui «parole sono come fuoco nascosto nella pietra», e giungere a Roland Barthes che riteneva gli 'Esercizi Spirituali' di Sant’Ignazio di Loyola un eccezionale palinsesto dell’anima, per cui «non occorre essere né cattolici né cristiani né credenti né umanisti per essere interessati a quest’opera». A questo punto ci si può chiedere quale sia la calamita che attrae persone distanti dalla pratica religiosa e persino individui apatici rispetto a temi religiosi, pronti però, sovente, a pendere dalle labbra di un esotico guru misticheggiante?
'Ascesi' in greco significa 'esercizio' un qualcosa che rende naturali le esperienze e le figure somatiche più ardue, capaci di tentare la sfida con la legge di gravità, come accade nella danza classica, nell’atletica, nell’acrobazia. La mistica è, quindi, mistero e diafania, trascendenza e fisicità, miracolo e realismo. E la via dell’amore, dello stesso eros, della bellezza, del «Tu e io liberi da noi stessi, uniti nell’estasi, pieni di gioia e senza vane parole» – citazione da Rûmî, XIII sec., il maestro dei dervisci danzanti e dei sufi– si associa a un’altra dominante, conseguente alla logica d’amore, quella della corporeità trasfigurata.
È, questo, un fil rouge della tradizione mistica che tocca ogni latitudine. In Occidente, ad esempio, il grande e spesso indecifrabile Meister Eckhart, contemporaneo di Dante, ammoniva che «bisogna pregare con tanto fervore da tener avvinte le membra e le facoltà umane, orecchi, occhi, bocca, cuore e ogni senso, e non cessare finché non si sente di essere uno con Colui che preghiamo». Un santo vescovo ortodosso russo del ’700, Tikhon di Zadonsk, era ancor più didascalico: «Dammi, o Signore, cuore per amarti, occhi per vederti, orecchi per udire la tua voce, labbra per parlare di te, gusto per assaporarti, olfatto per sentire il tuo profumo, mani per toccarti, piedi per seguirti!». E un filosofo intriso di mistica come Rosmini elencava minuziosamente tutti i verbi dell’intimità con Dio: “conversare, parlare, soddisfare, ricordarsi, volere, intendere, conoscere, innamorarsi, pensare, operare, sperare, piacere, patire, ecc.”
Dopo queste premesse -e potrebbero tornare utili altri numerosi riferimenti- è possibile accedere al pensiero-progetto-installazione di Domenico Olivero che, con STADIME - Stanza DI Meditazione - propone un 'luogo altro' incentrato su un percorso fatto di segni, di suoni, di invito alla concentrazione, sostenuto da quel bisogno di spiritualità -che può volgere in astrazione- verso cui è attratta la natura umana, pur agnostica. Occorre fisicamente entrare nella prima stanza -concetto di accoglienza- in cui due grandi piante verdi di foglie sono addobbate con pendagli e foglietti, legati da fili colorati e perline, che recano scritte suggerite da parole di religioni, culture, tradizioni diverse, uno sguardo sul mondo ispirato dalla spiritualità. Questa stanza, piena di luce, accoglie a parete sette pannelli su cui Olivero ha concentrato una summa semplificata delle religioni del mondo, dalle più antiche ad altre più recenti, attraverso segni, simboli, disegni che possiedono più livelli di interpretazione, mentali, emotivi, energetici. Rimandi, luoghi, climi, tradizioni del mondo, in dialogo; attingendo dall'inconscio collettivo, dall'archetipo, dalla memoria dell'umanità i simboli possiedono una diretta profondità intuitiva, e comunicano o suggeriscono domande possibili. I simboli sono come ponti che non spiegano il mistero ma lo rendono percepibile e presente per dare senso all'esistenza, sono possibili connessioni tra il visibile e l'invisibile. Tracce su cui sostare con l'occhio che trasferisce alla mente messaggi che possono condurre a interrogativi, curiosità, interpretazioni, un gioco di rimandi e citazioni che incoraggiano una possibile ricerca personale così come l'auto-trasformazione.
Nella seconda stanza, che a contrasto della prima è semibuia, avviene la sosta, un'immersione, un invito alla meditazione sottolineata da un suono persistente - musica di Francesco Cesario, dal titolo 'Onde'- che avvolge la persona ospite la quale, per meglio entrare in sintonia con l'ambiente che lo accoglie, è invitato a porsi al centro, seduto su cuscini posati su un tappeto che, non a caso, è una coperta termica. A parete quattro pannelli di carta dorata, mentre, a terra, sono posati cinque specchi tondi, evocazione dei cinque continenti, dei cinque sensi e anche numero allegorico indicato per rappresentare l'equilibrio tra il cielo e la terra: un gioco di rimandi e interferenze, di riflessi e di sosta, un luogo di sospensione, di un eventuale invito alla concentrazione, di attesa, di memoria? C'è una tradizione orientale che suggerisce che noi nasciamo perchè apparentemente abbiamo perduto un filo d'oro; e questo filo lo andiamo cercando nelle cose, nelle persone, nella famiglia, negli incontri, nel denaro, nel successo, anche nella spiritualità, senza renderci conto che niente di tutto ciò è quello che stiamo davvero cercando: in realtà siamo noi quel filo d'oro inseguito, siamo il percorso e la meta. E allora la stanza che ci accoglie forse non è altro che un luogo in cui astrasi, dove accantonare per un breve spazio di tempo la quotidianità e volgere il pensiero altrove: lasciarsi andare, per poi, forse, ritrovarsi.
Alessandro Abrate
Domenico Olivero è un artista italiano che da diversi decenni realizza opere artistiche declinate spesso in azioni sociali o culturali.
Opera principalmente in ambito concettuale con opere che cercano il dialogo con il fruitore, sviluppando tematiche personali, sui temi dell'identità e della società.
I suoi lavori prendono forma attraverso diversi media che possono essere i disegni, quadri, sculture, fotografie, video, performance e installazioni realizzate sempre con uno spirito di ricerca e innovazione, applicandosi anche alle nuove tecnologie come la stampa 3D e il mondo virtuale.
La sua attività si amplia all'azione di operatore culturale con conferenze, lezioni e incontri d'arte, laboratori per adulti e bambini, visite guidate per mostre o spazi culturali, workshop e consulenze sul mercato dell'arte contemporanea.
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La mostra sarà visitabile dal 21 marzo al 12 aprile 2026 (escluse le festività del 5 e 6 aprile)
il sabato e la domenica dalle 16:30 alle 19:00 oppure su prenotazione per lo svolgimento di attività di meditazione scrivendo alla e-mail: cuneoarte@libero.it
Fondazione Casa Delfino - Corso Nizza, 2 - 12100 Cuneo (CN)
Ingresso libero
STADIME - STAnza DI MEditazione
Domenico Olivero
Inaugurazione : Sabato 21 marzo 2026 alle ore 18
Fondazione Casa Delfino – Corso Nizza, 2 – 12100 Cuneo (CN)
Testo critico di Alessandro Abrate
Intervento sonoro di Francesco Cesario
L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”,con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc
domenica 15 marzo 2026
Musica da camera con l'Orchestra Bruni
sabato 21 marzo 2026 - ore 16
Fondazione Casa Delfino
c.so Nizza 2 - Cuneo
ingresso libero fino a esaurimento posti
musiche di W. A. Mozart e L. van Beethoven
venerdì 13 marzo 2026
Aperto il contest nazionale “Connessioni di Luce” fino al 31 maggio 2026...
Giovani artisti chiamati a illuminare Torino
[dal comunicato stampa]
Torino, 11.03.26
C’è una luce che non serve solo a illuminare, ma a mettere in relazione.
È da questa idea che nasce “Connessioni di Luce”, il nuovo contest promosso dall’agenzia Bussolino Sitcap Advertising & Direct che, per celebrare 70 anni di esperienza nella comunicazione invita i giovani creativi a immaginare un’installazione luminosa temporanea, pensata per essere accesa nel periodo natalizio e inserirsi nel racconto di luci che, ogni anno, accompagna Torino durante le festività.
Dal 20 febbraio al 31 maggio 2026, artisti, studenti e creativi tra i 18 e i 35 anni, provenienti da tutta Europa, sono invitati a immaginare un’opera luminosa capace di interpretare il tema della connessione come dialogo, relazione e costruzione di comunità. Il bando è gratuito e aperto sia a professionisti dell’arte, del design e della progettazione, sia ad appassionati che desiderino mettersi in gioco, individualmente o in gruppo.
L’opera vincitrice verrà installata e accesa nell’autunno 2026 sul balcone al primo piano della sede storica dell’agenzia, in via San Francesco da Paola 18 a Torino, proprio nei giorni in cui la città si illumina con le Luci d’Artista. I primi dieci finalisti prenderanno parte a una mostra inaugurale dedicata, mentre entro il 20 giugno 2026 la giuria proclamerà i tre vincitori, che riceveranno un riconoscimento ufficiale.
«Il tema invita a interpretare la luce come medium artistico e strumento progettuale capace di generare relazioni tra architettura, spazio urbano e persone, attivando nuove narrazioni del paesaggio costruito. L’installazione dovrà dialogare con il palazzo che la ospita, riconoscendone memoria e caratteri architettonici, contribuendo alla qualità estetica e simbolica del contesto urbano. Non elemento decorativo, ma linguaggio espressivo attivo, capace di evocare immaginari e generare nuove relazioni, in una visione contemporanea del ruolo della luce nello spazio pubblico», dichiara Paolo Bussolino, CEO di Bussolino Sitcap.
Bussolino Sitcap, con un’esperienza che risale al 1956, ha attraversato decenni di trasformazioni della comunicazione italiana, costruendo campagne, relazioni e comunità molto prima che il concetto di “community” diventasse centrale nel lessico contemporaneo. Dalle collaborazioni con grandi gruppi editoriali come Gruppo Mondadori, RCS MediaGroup e Il Sole 24 Ore, fino ai progetti per il Terzo Settore, firmando oggi campagne per organizzazioni come Lega del Filo d’Oro, AISM, Fondazione Progetto Arca e Fondazione Telethon, l’agenzia ha sempre messo al centro un’idea semplice e potente: la comunicazione come architettura di relazione.
“Connessioni di Luce” diventa così un gesto simbolico e concreto insieme: un’opera che illumina uno spazio urbano ma soprattutto un passaggio generazionale, un ponte tra memoria e futuro, tra esperienza e visione. Un modo per ribadire, ancora una volta, la vocazione dell’agenzia: accendere relazioni, ieri come oggi."
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Cuneo Bricks Exhibition III^ Edizione
«Parole ed immagini» di Mellana di Boves, edizione 2026, XXXV
mercoledì 11 marzo 2026
Voci velate. Visioni Contemporanee dall'Iran
Un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani
Museo Mallé
Concerto pianistico alla Fondazione Casa Delfino di Cuneo
Sabato 14 marzo 2026, alle ore 16
ingresso libero
Nell'ambito della Rassegna musicale giovanile ideata da Antonio Sartoris in memoria di Mariagrazia Ghedini, con la consulenza musicale del M° Luigi Dominici, in collaborazione con il Civico Istituto Musicale G.B. Fergusio di Savigliano e con il patrocinio del Comune di Cuneo, si terrà il concerto del pianista Alfredo Rizzo che eseguirà musiche di Chopin, Schumann, Ravel


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