martedì 4 agosto 2026

Appuntamenti culturali a Demonte

Presentazione di due libri di Mario Dalmasso

"A sinistra della solitudine" e "La delicatezza del silenzio"

Saranno presenti l'Autore e l'Editore (arabAFenice)

giovedì 5 agosto 2026 ore 17

Biblioteca Civica 

via Martiri n.1 - Demonte (Cuneo)


Continua la mostra postuma di Berto Ravotti nelle Sale espositive di Palazzo Borelli 

fino a domenica 30 agosto.... con i più cordiali saluti 













lunedì 3 agosto 2026

Omnia mutatur nihil mutantur (tutto cambia niente cambia)

mostra d’arte degli artisti 
Agostino Crosetto e Roberto De Siena

organizzata dall’Associazione San Sebastiano e San Giacomo di Monterosso Grana 

10-16 agosto 2026

Località Cappella di san Sebastiano (secolo XV) 
Strada Provinciale 23, n. 6 località Monterosso Grana (Cn) 

[dal comunicato stampa]

In concomitanza l’Ass.ne San Sebastiano ha da poco completato l’allestimento dell’opera in pietra “In Aurea” che è stata posta lungo il sentiero del Sarvanot, partenza dal cimitero di Monterosso Grana. (SP23, 6, 12020 Monterosso Grana CN). L’esposizione degli artisti sarà aperta da lunedì 10 a domenica 16 agosto 2026 presso la Cappella di San Sebastiano, negli orari 9,00/12,00 > 15,00/19,00 (ingresso libero) Info: Ass.ne San Sebastiano mail: ass.ss.sebagiac@gmail.com Info: Roberto 393.9685828 – mail: ghiron2@gmail.com








mercoledì 29 luglio 2026

Specchi del Giappone al Castello di Racconigi


 
Il Giappone osservato, attraversato e raccontato attraverso lo sguardo di Stefano Faravelli, tra gli autori che hanno aperto la via in Italia al genere carnet de voyage. Per la prima volta i taccuini originali, gli album, gli strumenti di viaggio e i materiali di lavoro dell’artista sono riuniti nella mostra Specchi del Giappone. Stefano Faravelli al Castello di Racconigi, in programma dal 13 settembre al 1° novembre 2026. In parallelo agli appuntamenti di settembre della rassegna culturale EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi, l’esposizione apre al pubblico il laboratorio creativo di Stefano Faravelli e ripercorre il lungo lavoro di studio, osservazione e disegno da cui è nato Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).

Realizzata con il contributo della Fondazione CRC e ospitata nell’Appartamento cinese del Castello di Racconigi, la mostra è curata da Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo, in collaborazione con EDT e con la partecipazione del Gruppo di Lettura di Carmagnola, e mette in dialogo il lavoro di Faravelli con gli ambienti che custodiscono le testimonianze del gusto per l’Oriente coltivato dalla corte sabauda. Taccuini di viaggio, acquerelli, album e strumenti dell’artista si confrontano con gli spazi che all’inizio del Novecento furono ribattezzati “Appartamento Giapponese”, dando vita a un percorso che intreccia il Giappone immaginato dall’Europa con quello conosciuto e raccontato attraverso anni di viaggi, studio e osservazione.

Pittore, scrittore e orientalista, Stefano Faravelli ha dedicato una parte significativa della propria ricerca al Giappone, esplorandone paesaggi, tradizioni e cultura attraverso il disegno dal vero e il carnet de voyage. La mostra restituisce questo percorso creativo attraverso taccuini, album, acquerelli e strumenti di viaggio, offrendo ai visitatori l’occasione di entrare nel processo di lavoro che ha accompagnato la nascita di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).
 
L’inaugurazione della mostra è in programma domenica 13 settembre alle ore 17 e si aprirà con la presentazione del volume Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante di Stefano Faravelli, pubblicato da EDT. L’incontro, ospitato nel Salone d’Ercole con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, inaugura anche la nuova edizione di Libri a Castello, il ciclo di appuntamenti dedicato ai libri e ai loro autori. Al termine della presentazione seguiranno il firmacopie e una visita alla mostra insieme all’artista e alle curatrici Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo. 

Supercondominio8 - Il Bene Comune

martedì 28 luglio 2026

L'essenza spirituale della scultura

Dagli abissi del mare alle profondità della Terra

Gaetano Usciatta

8-30 agosto 2025

Forte Albertino

via Guardia alla Frontiera - Vinadio (Cuneo)








 

sabato 25 luglio 2026

Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027




Il primo appuntamento con Le fabbriche del vento.

Martedì 15 settembre il Comune di Alba e l’Associazione Le fabbriche del vento presenteranno il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027.

Una serata aperta a tutti per scoprire il progetto, le sue visioni e il percorso che attraverserà la città nel corso del 2027.

📍 Teatro Sociale “G. Busca”, Piazza Vittorio Veneto, 3, Alba
🕣 Ore 20.45

giovedì 23 luglio 2026

Miracoli silenziosi




Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30

Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)

A cura di Marzia Capannolo








[dal comunicato stampa]

La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

 “Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo. Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale sottratto all'oblio. Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi. La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono dialogare con le leggi stesse della terra. La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera. La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne. Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a contemplare l'infinito. Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli, presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera - ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e per la capacità di far risuonare il passato nel presente. Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio. “Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.



Berto Ravotti : La verità è nell'ombra


Mostra antologica a cura di Enrico Perotto

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio ore 17

Palazzo Borelli
 
via Martiri e Caduti, 1 - Demonte (Cuneo)



 

martedì 21 luglio 2026

Conversazioni sull'arte : Passato e presente di una collezione torinese


Conferenza di Enrico Zanellati
conservatore della Pinacoteca Albertina di Torino

venerdì 24 luglio - ore 17.30

Centro incontri di Rittana (Cuneo)





 

lunedì 20 luglio 2026

DIALOGHI intra et extra moenia FINISSAGE

 




Domenica 26 luglio 2026 presso la Fondazione Peano in Cuneo si terrà ilfinissage della mostra “DIALOGHI intra et extra moenia” che conclude unpercorso iniziato a Torino negli spazi del MAU -Museo Arte Urbana- sabato 11giugno; gli autori Enzo Bersezio, Luciano Cappellari, Marco Da Rold, GraziaGallo, Delia Gianti, Ugo Giletta, Romina Mandrile, Domenico Olivero, DavidePesce, Silvio Rosso, Claudio Signanini, Lino Strangis e Luisa Valentini (a Torino vierano anche lavori di Francesco Preverino e Angela Guiffrey, non presentisuccessivamente) hanno esposto un numero ridotto di opere, una preview cheha poi trovato sviluppo sabato 20 e domenica 21 giugno nel centro storico diCuneo. L'evento, promosso da PromoCuneo e ZipArt in collaborazione conUni.Vo.Ca, ha messo in relazione forze culturali cuneesi e torinesi,sottolineando un dialogo che, da sempre, esiste tra centro e periferia. Ilprogetto 'Dialoghi' e' nato tempo fa da una idea degli artisti Lino Strangis eDelia Gianti ed ha avuto una sorta di prova generale nel settembre 2025 incortili, androni e vani a piano terra del quartiere 'Vecchio Borgo Campidoglio' aTorino, in cui ha sede il Mau e dove, sulle facciate esterne di alcuni edifici, siriscontrano opere ed interventi di circa 200 artisti. E' la fruibilità diretta ilconcetto sviluppato anche nell'evento organizzato a Cuneo, giocato in questocaso sull'effimero (su qualcosa che dura poco, che appare e poi scompare), unaproposta offerta al pubblico per incontrare opere ed artisti in una due giornisingolare ed intensa: poi tutto si ricompone nell'ordine urbano e quotidiano,ma qualcosa può rimanere, una traccia che si fissa nella memoria, in unaimmagine scattata o ripresa, e che, in altra forma, può ritornare nel corso deltempo.

A Cuneo il 20 e 21 giugno le opere scultoree 'Flor de Amapola' di LuisaValentini e 'Diapason' accanto a 'il respiro delle maree' di Enzo Bersezio eranoaccolte, con forte impatto emozionale e visvo, nell'androne aulico del palazzodella Prefettura, il progress 'Nubiggiare' di Domenico Olivero era ospitato sotto il gazebo del cortile del settimanale La Guida, le 'Danze residue' di Marco da Rold apparivano, disposte a sorpresa, nel cortiletto di casa Serra in via Roma, larigorosa giustapposizione di sculture ferrose e pannelli dipinti di Davide Pesce si potevano incontrare nell'atrio della sede della Fondazione CRC, Silvio Rossoproponeva nell'androne del Municipio due lavori datati, preludio di concettiinformali che successivamente hanno trovato ampio sviluppo nel suopersonale ductus pittorico, mentre Luciano Cappellari ha proposto quattropannelli pittorici in cui e' sviluppato il concetto del 'fermarsi del tempo', operedisposte sul pavais del cortiletto dell'antico palazzo Pellegrino di Castelnuovoin via Roma. 

Sotto le arcate del chiostro del polo museale di San Francesco lefibre tessili recuperate ed interpretate da Grazia Gallo suggerivano evocazioniin bilico tra memorie vissute e odierne rivisitazioni; accanto i cinque 'volti'enigmatici di Ugo Giletta apparivano come entità altre, forse storie scomparse,ectoplasmi disturbanti sottolineati dalla voce di Jacques Brel; poi le ispirazionisindoniche di Claudio Signanini, fatte di sovrapposizioni di materiali e toniscuri, stavano ad indicare un percorso visivo animato da inquietudini; i recentilavori di Romina Mandrile, simbolicamente ispirati dal lavoro ripetitivo delleapi, si caricavano di simboli e metafore sulla fugace natura delle esistenze;chiudeva il percorso nel chiostro di San Francesco il video 'Techno-magicalritual n. 1' di Lino Strangis in cui l'autore andava a proporre una metafora di unpossibile incontro creativo tra tecnologia e natura. Nel cortile di palazzoSamone l'installazione di Delia Gianti era l'ultima tappa del percorso, un lavoroispirato dalla ricerca di personali forze vitali.Il contesto urbano del centro antico della città di Cuneo ha ospitato operecontemporanee che, per collocazione e disposizione, erano di diretta fruibilità,destinate sia a quel pubblico informato dell'evento e che pertanto andava adincontarle seguendo una mappa, sia a quelle persone che, per caso, si sonoritrovate a confrontarsi con forme, espressioni e materiali inaspettati. 

L'evento,contestualizzato nel centro storico della città di Cuneo, acquista un significatosimbolico, che potrà essere ripetuto e rivisitato con nuovi e mirati progetti incui la proposta di forme d'arte contemporanea va a sottolineare una sorta dicontinuità tra storia antica e storia in divenire.Alcune opere presentate nella due giorni hanno trovato continuità diesposizione temporanea (in accordo con alcuni autori che hanno acconsentitoad una permanenza prolungata): così una scultura di Enzo Bersezio è oracollocata nell'atrio della Camera di Commercio Industria, Artigianato eAgricoltura in via E. Filiberto, mentre l'opera di Davide Pesce è accolta presso ilMUDRI, museo diffuso di Rittana. La Fondazione Peano, nella sala ipogea, ha

accolto dipinti, sculture e lavori di Cappellari, Da Rold, Gallo, Giletta, Mandrile,Olivero, Pesce, Rosso, Signanini, Strangis. E qui, domenica 12 luglio si è tenutoun laboratorio a cura di Domenico Olivero dal titolo 'Stelle Innamorate'. Ilfinissage si terrà domenica 26 luglio alle ore 17, 30.A sottolineare il 'senso effimero' della mostra ho trovato ispirazionedall'incisione di Giovenale Boetto -riferibile ai primi anni quaranta del XVIIsecolo- che illustra, con grande attenzione ai dettagli, l'ingresso di MadamaReale Cristina di Francia in Cuneo, dopo la riappacificazione con i Principicognati. Archi di trionfo, luminarie, fuochi di gioia, musica e cortei con grandepartecipazione di popolo per festeggiare l'arrivo, il passaggio e la sosta ducaledella Reggente e del piccolo erede. Un grande lavoro di allestimento e apparatidestinato a durare un giorno, celebrativo, come era uso nel tempo barocco, peronorare personaggi importanti, apparati che poi venivano smantellati edispersi. 


Tutto durava poche ore ma restava nella memoria.La mostra e gli eventi ad essa collegati hanno ottenuto il patrocinio di RegionePiemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Torino Metropoli, Provincia diCuneo, Città di Cuneo, Città di Torino, ATL azienda turistica del Cuneese,Circoscrizione IV -San Donato Campidoglio Parella- della Città di Torino; ilsostegno economico di Fondazione CRC, Camera di Commercio Cuneo,Consiglio Regionale del Piemonte, ATL Cuneo; la collaborazione dellaFondazione Peano, del settimanale La Guida, di GrandArte, del MUDRI Rittana,dell'ACLI Cuneo, del Quartiere Cuneo Centro, del FAI delegazione di Cuneo,dell'Istituto Scolastico Bianchi Virginio Cn, dell'Accademia Belle Arti Cuneo, delMAU Museo Arte Urbana Torino, di VOL.TO volontariato Torino ETS, diECOBORGO Campidoglio Torino, Ponte per l'Arte To, Arte in ogni Dove,dell'associazione Ala e CSA Farm Gallery, Torino.Un particolare ringraziamento va a tutte quelle persone, e sono tante, chehanno collaborato all'evento; a Virginia Ghibaudo e Roberto Punzi dellaPromocuneo; a Marcello Corrazzini di Farm Gallery per il coordinamento traartisti e pubblico; a Grazia Gallo per i contatti (e la formazione) con gli IstitutiScolastici cuneeesi in particolare il Bianchi Virginio; agli allievi del BianchiVirginio che hanno accompagnato il pubblico intervenuto; a Enrico Perotto perla visita guidata; a Maria Luisa Reviglio della Venaria Presidente UNIVOCA; a Michelangelo Giraudo, ad Alberto Garino del Mau, a Silvia Carbotti p.r., a CarlaBarovetti p.r., a Giulia Monteleone, Marwa Piano, Carlo Zanella.A conclusione della mostra, come curatore, mi preme sottolineare che ilprogetto, nonostante numerose difficoltà, si è sviluppato coralmente ed haavuto una buona risposta di pubblico, dunque un buon successo. 

Onestamentedevo però anche puntualizzare che alcuni difetti a livello organizzativo si sono verificati; in particolare l'edizione del piccolo catalogo ha subito numerosi intoppi e defezioni in quanto, chiaramente, contiene errori, refusi, riduzione ditesti e alcune immagini hanno resa e taglio non corretti. Qualcuno dirà 'puo'succedere' ma...'se non succede è meglio!' mi permetto aggiungere! Il mio rincrescimento per quanto riguarda difetti ed errori presenti in catalogo è rivolto soprattutto ai vari artisti coinvolti, in seconda battutta al pubblico; e questa non vuole essere una giustificazione bensì una semplice osservazioneche, per correttezza e onestà intellettuale, andava precisata.

Testo a cura di Alessandro Abrate

giovedì 16 luglio 2026

mercoledì 15 luglio 2026

Rivelazioni e Confronti : Sassoferrato


Nelle diverse missioni della cuneese Fondazione Giandomenico Genta, spicca il progetto "Rivelazioni e Confronti". Questa iniziativa prende forma grazie a una proposta avanzata all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con l'intento di riscoprire e valorizzare opere d’arte raramente esposte al pubblico, creando occasioni di dialogo tra dipinti, artisti e percorsi collezionistici.
La collaborazione tra le due istituzioni si fonda sull’idea che il patrimonio artistico custodito nei depositi, negli archivi e nelle collezioni meno accessibili rappresenti un insieme di autentici “tesori nascosti”, capaci ancora oggi di raccontare la storia, la cultura e la sensibilità del loro tempo.
Focus della mostra è il Sassoferrato coll prezioso dipinto seicentesco è l’ospite d’onore della Pinacoteca. L'opera viene messa a confronto con un’altra significativa tela dello stesso autore di proprietà dell’Albertina. Sono poi presentiopere di Gandini del Grano, con una rara tela del grande interprete della pittura a Parma nel primo Cinquecento. Nicolas Lagneau, di cui sono  visibili i preziosissimi disegni seicenteschi, dono del re Carlo Alberto alla sua Accademia, l'evento è fruibile fino all'8 Novembre 2026.
L'evento offre al pubblico l'opportunità di scoprire l’esito di nuovi importanti restauri, svelando dipinti e disegni solitamente inaccessibili.
Collaborazioni Internazionali e Comitato Scientifico
Il progetto dedicato al Sassoferrato si avvale inoltre del supporto della Steven and Natalie Maksin Family Collection di Las Vegas (Nevada, USA), realtà impegnata nella promozione e nella conservazione del patrimonio artistico internazionale. Il contributo scientifico è affidato allo storico dell’arte Andrea Donati, curatore dell’approfondimento storico-critico e del dialogo tra le opere. 
L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni culturali, collezionismo privato e ricerca storico-artistica, accomunati dall’obiettivo condiviso di rendere l'arte un bene accessibile a tutti e di valorizzare la memoria culturale del territorio.




d.o) + I.a)

martedì 14 luglio 2026

Meravigliosi sintomi | Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo

 


Sabato 25 luglio alle 18 e alle 21, presso il Museo Diocesano di Cuneo (Contrada Mondovì, 15), è in programma “Meravigliosi sintomi | Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo”, performance teatrale inedita che reinterpreta in chiave contemporanea la storia raccontata dal patrimonio del Museo Diocesano. Lo spettacolo è un progetto di Fondazione Opere Diocesane Cuneesi e Museo Diocesano Cuneo con il coordinamento di Noau officina culturale e il finanziamento del Ministero della Cultura (Fondo per i piccoli musei). 

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite (20 posti disponibili per ogni spettacolo). Per maggiori informazioni visitare il sito www.museodiocesanocuneo.it, contattare il numero 353/4261755 o scrivere a museocuneo@operecuneofossano.it. “Lo spettacolo è una performance site-specific itinerante che, attraverso un approccio contemporaneo, dà nuova voce alle storie e alle testimonianze custodite nel patrimonio del Museo Diocesano – spiegano i coordinatori di Noau -. 

I partecipanti al doppio spettacolo saranno accompagnati da un ‘morbo’, impersonificazione di una malattia che affligge la nostra società, e di sala in sala grazie a personaggi tratti dalla storia, potranno fare la loro scelta, in un percorso di guarigione che li condurrà fino all’uscita, nel mondo, dopo un viaggio di cura”.

lunedì 13 luglio 2026

"Buscaje", una mostra di Beppe Viada

A cura di Enrico Perotto

12 luglio - 20 settembre 2026

Coumboscuro Centre Prouvençal 

Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)





La mostra Buscaje” si presenta al pubblico come il ventiquattresimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

**

Le opere di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) tornano a rivivere dal 12 luglio prossimo negli spazi del Coumboscuro Centre Prouvençal, a Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall'artista nel suo cammino di arte e di fede. L’esposizione, curata da Enrico Perotto, rappresenta un omaggio a una delle figure più autentiche e significative del territorio, a un "maestro del legno" capace di liberare splendidamente la materia sotto il morso dello scalpello. Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi e dolorosi della sua esistenza. Ciascuna scultura, intagliata in essenze di tiglio, ciliegio, noce o quercia spesso recuperate lungo le rive dello Stura, riflette una storia intima e collettiva. Viada misurava i blocchi di legno con gli occhi, scorgendovi all’interno la figura da realizzare, in un gioco di modellati insieme dolci e nervosi, nitidi e sognanti, capaci di fondere il rigore della tradizione alpina con un'intensa, drammatica e trasparente spiritualità protesa verso il cielo.

**

Giuseppe “Beppe” Viada nasce a Cuneo nel 1925 e trascorre l'intera esistenza nella casa-laboratorio di Basse Stura. Cresciuto a contatto con il legno grazie anche alla memoria del bisnonno materno di origini francesi Giovanni Germond, si forma ai corsi serali dell’Istituto Lattes, a bottega presso l'intagliatore Bertone e alla scuola di disegno di Giovanni Lavalle, collaborando negli anni con l'amico pittore Bernard Damiano e legandosi a storici artigiani ed ebanisti cuneesi. Nel dopoguerra avvia una fiorente attività in proprio legata al mobile d'arte barocco, ma è negli anni '60 che si consolida lo storico legame con Sergio Arneodo e con il polo culturale di Coumboscuro. Qui Viada diventa colonna portante della scuola d'arte locale, salendo in valle per insegnare ai ragazzi della frazione l'antica tradizione dell'intaglio, offrendo loro un'alternativa creativa contro la piaga dello spopolamento montano.

Nel 1974, a soli 48 anni, la vita di Beppe subisce una svolta drammatica: colpito da un grave ictus, perde la sensibilità nella parte sinistra del corpo. Obbligato a lasciare la produzione di mobili, trasforma la scultura in legno in un personalissimo e terapeutico percorso di riabilitazione fisica e psicologica, supportato costantemente dall'amatissima moglie Franca. Questo evento modifica radicalmente la sua attività scultorea, avvicinando l'antico "ateo socialista" della gioventù a una profonda e cosciente dimensione di fede. È in questa seconda fase che nasce l'iconica intuizione del "verticalismo": i corpi dei suoi Crocifissi e delle sue Madonne si fanno consunti allo spasimo, smaterializzati e slanciati verso l'alto. Dalla rabbia iniziale dei primi anni della malattia scaturiscono opere di forte tensione espressiva, come i celebri Pendù (uomini moribondi appesi ad un albero), per poi approdare a una ritrovata serenità poetica negli ultimi anni della sua produzione. Schivo per natura alle esposizioni pubbliche, ma amatissimo e stimato dalla critica e dalla comunità locale – da Michele Berra a don Gian Michele Gazzola e don Innocenzo Timossi –, Viada ha lavorato nel suo laboratorio fino a due giorni prima della morte, avvenuta il 16 aprile 2005.

Di questa condivisione intima tra l'artista e la Valle Grana resta oggi una testimonianza indelebile, come la sequenza di dodici statue “Sus li pià dal Crist – Sulle orme del Cristo” custodita nella Chiesa parrocchiale di Sancto Lucìo. Come scriveva l'amico Sergio Arneodo, l’arte di Viada si muove nel "cielo limpido della 'smaterializzazione', della liberazione dal mondo. Cielo dell’ultima trasparenza, in nome del bello estetico finalmente incrociato con la vita e la fede". 


Enrico Perotto

 L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”,

con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc

In collabroazione con Coumboscuro Centre Prouvençal e Festenal

La mostra sarà visitabile dal 12 luglio al 20 settembre 2026

Coumboscuro Centre Prouvençal - Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)

La mostra sarà visitabile la domenica dalle 15.00 alle 18.30 – in settimana su prenotazione

(0171.98707 - 328/.6039251 - 377.4184624 - info@coumboscuro.org)





Presentazione del libro "Iacopo da Cessole. Il saio e la scacchiera", di Maurizio Molan

giovedì 16 luglio 2026 alle ore 17

Biblioteca di Demonte 

via Martiri n.1, Palazzo Borelli 

Sarà presente l'autore