giovedì 20 agosto 2026

Tanchi Michelotti : Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984-2026


Mostra a cura di Enrico Perotto

30 agosto - 27 settembre 2026
inaugurazione domenica 30 agosto 2026 alle ore 11
Sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30
Da martedì a venerdì su appuntamento (33346513469)
Ingresso libero

Cappella del Ritiro della Sacra Famiglia 
piazza del Belvedere - Dogliani (Cuneo)






[dal comunicato stampa]

La mostra “Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984-2026” si presenta al pubblico come il trentunesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

**

La mostra personale intitolata “Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984 – 2026” presenta al pubblico una selezione di ventun dipinti che documentano alcuni dei temi iconografici che più caratterizzano l’espressione figurativa tipica dell’artista cebano, a partire dalla condizione estrema dell’uomo o di Cristo oltraggiato e costretto ai patimenti della morte in croce, ma anche quella altrettanto crudele e simbolica del “bove squartato”. Dunque, è ben presente il registro esistenziale contrassegnato da inquietudine e sofferenza, a cui si affianca anche l’esplicito riferimento al messaggio evangelico, testimoniato da uno studio della composizione del mosaico raffigurante la scena della Tempesta sedata, realizzata nel 1985 per la facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Mondovì Altipiano. Tra le “intenzioni pittoriche” di Tanchi, profonde e insistenti nell’arco dei suoi oltre settant’anni di attività artistica, che sono presenti nell’esposizione doglianese, insieme ai dolenti crocifissi, spiccano i temi delle mani, delle farfalle, dei gabbiani, dei cavalli, delle sirene e dei velieri, tutti elementi iconografici che alludono a una ricerca individuale che parte da una data realtà figurativa e che procede per successive sottrazioni, sovrapposizioni e cancellazioni, indirizzandosi verso un altro e diverso orizzonte di immagini, che si presentano allo sguardo limpido del pittore come nuove e sorprendenti individuazioni formali, una sorta di altrove percepito o inseguito nello svelarsi di un sogno a colori. Si tratta, come ha scritto Imo Benelli nel suo testo monografico dedicato a Tanchi Michelotti e pubblicato in Sei pittori monregalesi del 1972, di “direzioni di ricerca” che si comportano come “motivi per trovare nuove soluzioni costruttive, per riscoprire un senso plastico e soluzioni coloristiche inedite. Pochi, come Michelotti, sanno trarre dalle pennellate tante possibilità espressive, non retoriche, però, né spettacolari; pennellate vive, scorrevoli e libere, di una sostanza cromatica densa, preziosa, ma senza facili piacevolezze”. La pittura per Tanchi non può fare a meno dell’oggetto reale o dei valori illustrativi del quadro: è una costante del suo pensiero visivo che può anche fargli correre il rischio di essere considerato un pittore all’antica, ma tant’è. È una sorta di pregiudizio critico a cui non si sottrae. Per lui non ci può essere solo astrazione, perché sente impellente il bisogno di alludere a una presenza figurale.

Pertanto, egli si affida alla rassicurante riproposizione di pretesti compositivi, dando luogo ad accadimenti formali che si ripresentano ogni volta nello stesso modo e ogni volta assiste allo spettacolo dell’avverarsi di una variazione nella ripetizione. È il fascino misterioso della pittura. Si può partire da un qualsiasi tema che si accenna sulla tavola macchiata (mai iniziando da una superficie bianca) lavorata in orizzontale e poi trovarsi a girare sottosopra l’immagine e ricominciare a far nascere un altro quadro. Ciò che Tanchi persegue non è tanto la definizione oggettiva di ciò che rappresenta, quanto piuttosto il processo di germinazione delle idee coloristiche e formali che gli sono proprie e che sono il frutto di un fare e rifare, di un coprire e di uno scoprire, di un passaggio da un sistema strutturale ad un altro, per giungere ad una sempre nuova dimensione visiva delle immagini, la cui improvvisa apparizione è anelata e inseguita, fino allo svelarsi di un possibile altrove. I colori briosi della sua tavolozza, caratterizzati da tonalità accese di giallo, blu, beige, rosa, azzurro, verde, rosso, arancio e turchese, gareggiano con i segni tracciati direttamente con i tubetti, come se fossero gessetti, fatti scorrere sulle asperità dei supporti. Talvolta tra le mani di Tanchi compare una lametta da barba, utilizzata per raschiare via porzioni di colore che si trasformano in punti di luce particolarmente evocativi. Ed ecco l’opera finita: un atto di invenzione rapidissimo, una nuova realtà di figure sentite come forze vitali e intensamente poetiche.

**

Tanchi (Piero) Michelotti è nato il 10 marzo 1933 a Ceva (Cn), città alla quale è legata la sua lunga carriera artistica e di insegnante e in cui si è accostato precocemente al disegno di fronte al contesto naturalistico, sviluppando uno stile espressivo personale e incisivo. Lui stesso si è autodefinito “pittore all’antica” che opera “con lo zelo del dilettante e la libertà dell’autodidatta”. Tuttavia, dopo gli anni del liceo che ha frequentato a Savona (dove ha potuto conoscere e frequentare gli artisti locali e molte presenze internazionali attive nel mondo delle ceramiche di Albissola), a partire dal 1951, ha proseguito gli studi per due anni presso la Facoltà di Architettura di Torino, seguendo i corsi di disegno dal vero tenuti dallo scultore Emilio Musso e dal pittore Teonesto Deabate, e si è poi laureato in Lettere con una tesi in Storia dell’Arte sull’architettura di Michelangelo Garove. A Roma, ha collaborato alla RAI con il critico cinematografico Fernaldo Digiammatteo, effettuando “conversazioni” radiofoniche su argomenti artistici e realizzando la copertina e i disegni dell’opuscolo pubblicato dalla ERI - EDIZIONI RAI come supplemento al “Radiocorriere TV”, n. 40, settembre 1960, con la Stagione di Prosa 1960-1961. Le grandi produzioni della TV. Nella capitale, ha incontrato anche Carlo Levi, compagno di scuola della madre e di una sua zia. A Torino, è entrato in contatto con i circoli intellettuali e gli artisti di spicco della città negli anni Cinquanta, come Enrico Paulucci, Ezio Gribaudo, Marziano Bernardi, Luigi Carluccio, Angelo Dragone e altri ancora che ne hanno riconosciuto il talento originale, continuando a praticare l’attività pittorica senza inseguire mode di nessun genere o indulgere in provocazioni e sperimentazioni fini a sé stesse. Ha stretto amicizia con Romano Reviglio, disposto ad abbandonare la carriera da avvocato per dedicarsi del tutto alla pittura. Si è rivolto a esperienze culturali sia lontane che vicine, dall’Ottocento piemontese a Picasso, Braque o a Marino Marini, Cassinari o Afro, per accennare solo ad alcune delle sue “scelte istintuali”, che in origine sconfinano pressoché nell’astrazione. Non sono mancate le puntate fisse alla Biennale di Venezia. Ha sperimentato svariate tecniche di esecuzione: dalla terracotta all’incisione (numerose le stampe xilografiche, fra cui una serie di 5 vedute di Ceva del 1969, e quelle litografiche), dalla pittura a olio (su cartone, tela o tavola) allo smalto e dalla pittura murale al mosaico, con cui nel 1985 è stato realizzato l’intervento decorativo sulla facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Mondovì Altipiano, raffigurante la Tempesta sedata, tratta dal Vangelo di Matteo (8, 23-27; 14, 22-33), preceduta da numerosi studi a penna e a tempera. Ha conseguito diversi premi e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, a cominciare dalle Mostre Universitarie Torinesi, curate da Lucio Cabutti, dal 1954 al 1958, e quelle del Piemonte Artistico Culturale, dal 1958 al 1960. La sua prima personale presentata da Ezio Gribaudo si è tenuta nel 1958 alla Società Operaia di Ceva, località nella quale ha scelto di tornare a vivere alla fine degli anni Cinquanta, in controtendenza rispetto ai lusinghieri apprezzamenti critici ricevuti nell’ambiente torinese. Il suo linguaggio espressivo si è progressivamente allontanato dalla sensualità materica pressoché monocromatica delle opere giovanili per approdare ad un’asciuttezza di stile e ad una tavolozza accesa di colori primari e complementari a contrasto tra loro, con cui procede nell’analisi di determinati elementi della realtà: dai pupi ai cavalli, dalle bambole ai treni, dagli uccelli ai paesaggi, dalle nature morte ai velieri, dalle biciclette agli strumenti musicali, dai corpi umani alle giostre. I tratti lineari dei contorni sono eseguiti con i tubetti dei colori usati come gessetti che scorrono direttamente sulle asperità sulle superfici dei supporti con andamenti sciolti ed essenziali, guidati da un’ispirazione intimista e lirica, con cui coglie, in spazi rarefatti costruiti con rigore compositivo, il ritmo cadenzato di ciascun elemento formale, come quello impresso negli eleganti vascelli rappresentati in coppie sovrapposte, o nelle serie ripetute di farfalle dalle ali dispiegate e di cavalli sinuosi ed eleganti o ancora nell’esperienza tragica della morte di un volatile, a cui si affianca quella dell’uomo in croce. Nel 1959, ha partecipato a due collettive del gruppo “Il Crogiuolo”, la prima in febbraio al Circolo Sociale di Fossano e la seconda in marzo alle Cartiere Burgo di Verzuolo. Sempre in marzo dello stesso anno, ha allestito una personale alla Libreria Moderna di Cuneo con presentazione di Orio Gregori e Ugo Traversa. Nel 1963, è stato ospitato nel Salone Rosso di Fossano, presentato da Carlo Morra. Nel 1965, è stato invitato da Romano Reviglio nella sua Galleria del Falò ad Alba. Sono seguite, quindi, altre personali allestite a Bra, Mondovì, Cherasco, Ceva, Milano, Garessio, Genova, Alba, Cuneo, Carrù, Sale San Giovanni, Torino, Monte Carlo, che hanno documentato il procedere temporale della sua ampia e sfaccettata attività. Con Ernesto Rebaudengo ha creato e contribuito alla crescita dell’allora Inapli (Istituto nazionale per l’addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell’industria), oggi Centro di formazione professionale, dove ha insegnato a lungo, prima del concorso per dirigere il Centro di Cuneo. Si è distinto per il suo amore nei confronti del teatro e per il suo senso civico, impegnandosi come assessore in Comune a Ceva e come presidente della Commissione Cultura in Consiglio provinciale. È stato, inoltre, fra i fondatori del Gruppo Micologico Cebano. Negli ultimi decenni, si sono succedute personali allestite a Milano, Genova, Torino, Monte CarloNel settembre del 2003, il Comune di Cuneo gli ha dedicato una retrospettiva in Palazzo San Giovanni, intitolata Tanchi Michelotti. Cinquant’anni di “bonne peinture”, curata da Roberto Baravalle, Ida Isoardi e Fulvia Giacosa. Nel 2004, ha allestito una personale in Palazzo Salmatoris a Cherasco (Cn), con testo in catalogo di Martina Corgnati. Tra settembre e ottobre del 2005, ha tenuto la personale Cavalli sirene e altre cose nell’Auditoriun della Fondazione Cassa di Risparmio di Bra. Tra marzo e aprile 2006, si è svolta la personale Autoritratto per metafore nello Spazio di Santo Stefano a Mondovì (Cn), con il coordinamento di Carlo Pellegrino. Nel 2011, sono state organizzate due personali, la prima in aprile a Casa Delfino a Cuneo e la seconda tra maggio e giugno presso Il Busto Mistero di Alba (Cn), in collaborazione con l’Associazione Culturale Giors Melanotte. Nel 2012, ha esposto presso Fas, in Palazzo Cauda, a Cuneo. Nel 2013, è presente tra marzo e aprile nello spazio espositivo del Banco Azzoaglio di Ceva e tra settembre e ottobre presso la Biblioteca Civica “A. Bertrand” di Ceva. Nel 2015, una sua personale è stata ospitata nella Cantina Comunale di La Morra (Cn). Nel 2012, è stato prodotto il film Tanchi. Autoritratto, a cura dell’Associazione Culturale Geronimo Carbonò, realizzato da Alessandro Ingaria e Sandro Bozzolo, e nel 2018, presso il cinema Borsi di Ceva, è stato presentato il documentario Tanchi. Il pittore, l’uomo di Sandro Bozzolo, promosso dal Banco Azzoaglio e patrocinato dal Comune di Ceva




lunedì 17 agosto 2026

Riccardo Balestra : Dentro ai tuoi occhi


Mostra personale

22 Agosto - 6 Settembre 2026,
aperture  mostra  sabato e domenica, 10/12,30-14/18,30

Chiesa della Caserma Carlo Alberto, Forte di Vinadio
via Guardia alla Frontiera 2 - Vinadio (Cuneo)

info: Ufficio Turistico Forte di Vinadio, 0171-959151 -
info@fortedivinadio.com
-riccardo.balestra@alice.it - 3208290816


Agata Comadè: "Il linguaggio dell'arte, è un linguaggio unico che coinvolge gran parte delle nostre sensazioni e che giunge al cuore, alla pancia ed alla mente. Un linguaggio che parla a tutti indistintamente, non bisogna essere dei critici esperti per apprezzare il flusso emotivo di un opera; lo può fare chiunque. Il messaggio delle opere, del colore, del gesto, della composizione, supera ogni barriera diventando comprensibile anche a chi non ha gli strumenti per farlo a livello razionale". Finalmente una porta si è aperta, ed ecco una nuova esplosione di vita, di emozioni e di colori, in una personale che non sarà esaustiva di venti anni di lavoro, tra pittura esposizioni e cornici, ma seguirà un percorso di crescita e di trasformazione mai interrotto, alla ricerca di un compromesso tra ciò che si vede e si sente, e ciò che puoi solo immaginare o sentire dentro di te. Un percorso tra un paesaggio che si trasforma e tende all'astratto, ed una figura quasi sempre femminile, vista sempre più da vicino, studiata in profondità, partendo come sempre dallo sguardo per arrivare al cuore, passando per la mente che a volte gestisce a stento le emozioni. Tutto questo rappreso in varie Collane, dove le opere considerate pop-art, risultano uniche e riconoscibili. R. Balestra




 

venerdì 14 agosto 2026

Mirabilia “On the Road” a Vernante 21/23 agosto e Chiusa Pesio 29/30 agosto


 
Dal 21 al 23 agosto a Vernante e dal 29 al 30 agosto a Chiusa di Pesio, Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival riprende il suo cammino con Mirabilia On the Road, il progetto itinerante che porta il circo contemporaneo, il teatro urbano, la musica e le arti performative nei borghi delle Alpi Marittime. Due nuove tappe che precedono il grande appuntamento conclusivo di Mirabilia "The Festival", in programma a Cuneo dal 2 al 6 settembre 2026.

"Caminante, no hay camino, se hace camino al andar." Il celebre verso di Antonio Machado accompagna la XX edizione di Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival, ideata e organizzata dall'Associazione IdeAgorà con la direzione artistica di Fabrizio Gavosto. Un'immagine che sintetizza il senso di un Festival capace, da vent'anni, di costruire relazioni tra artisti, territori e pubblico attraverso il circo contemporaneo, la danza, il teatro urbano e le arti performative.

Questa visione trova la sua espressione in Mirabilia On the Road, il percorso che dal 2 luglio al 30 agosto attraversa il territorio cuneese trasformando piazze, strade e spazi della quotidianità in luoghi di spettacolo e di incontro. Dopo le tappe a Busca, a Roccasparvera, al Rondò dei Talenti, a Savigliano, Pontechianale e Alba, il viaggio arriva a Vernante e poi a Chiusa di Pesio, confermando la capacità di Mirabilia di intrecciare il linguaggio delle arti performative con l'identità dei territori, coinvolgendo comunità e pubblici in un'esperienza condivisa.

A Vernante, il percorso si intreccia con il paese dei murales di Pinocchio, dove vicoli e piazze diventano naturalmente scenografie per il circo contemporaneo e il teatro urbano.

A Chiusa di Pesio, gli spettacoli si intersecano quest’anno con gli eventi della festa patronale di Sant’Antonino nel tessuto del borgo, dialogando con gli spazi pubblici, il paesaggio e la vita della comunità, in un rapporto che da sempre caratterizza il progetto di Mirabilia.

Il programma di Vernante prende il via venerdì 21 agosto alle ore 21.00 in Piazza de L’Ala con Artemakia e On the Road, spettacolo di circo contemporaneo liberamente ispirato al romanzo di Jack Kerouac. Cinque personaggi, oppressi dalla realtà che li circonda, scelgono il viaggio come possibilità di cambiamento e ricerca personale. Tra acrobazie, equilibrio, poesia e umorismo, lo spettacolo trasforma il percorso verso un altrove in una riflessione sulla libertà, sull’identità e sulla possibilità di reinventarsi.

Sabato 22 agosto il pubblico incontra La Fabiola con Attenti a quei due, in programma alle ore 16.00 e alle ore 18.15 in Vicolo Castello. Due marionette straordinarie prendono vita in uno spettacolo delicato, di teatro di figura contemporaneo, dove la tecnica di animazione scompare dietro l’illusione della realtà. Complicità, rivalità, comicità e momenti poetici costruiscono una storia universale sul rapporto con l’altro.

Alle ore 17.00, nelle vie del paese, la musica di Prismabanda anima lo spazio urbano con una street performance itinerante fatta di ottoni, tamburi, ritmo e movimento. Un’esplosione di energia e colori che attraversa funk, rock, ska, jazz e contaminazioni internazionali trasformando il paese in una festa condivisa.

La giornata prosegue alle ore 20.00 in Piazza de L’Ala con Babydance di Prismadanza e alle ore 21.30, sempre in Piazza de L’Ala, con Gambe in Spalla Teatro e Loco-Motiv, preceduto da un intervento itinerante 30 minuti prima dello spettacolo. Una locomotiva improbabile attraversa piazze e strade trasportando sogni, nuvole e desideri di volare: bolle di sapone, aquiloni, aeroplani di carta, fumo e invenzioni poetiche accompagnano il pubblico in un viaggio tra fantasia, comicità e poesia visuale.
 
Domenica 23 agosto torna protagonista Prismabanda con due momenti itineranti alle ore 17.00 e alle ore 19.00. Alle ore 16.00 e alle ore 18.15 in Vicolo Castello spazio a Bingo con A un metro da te, spettacolo che trasforma gli oggetti quotidiani in strumenti di immaginazione. Un metro pieghevole in legno, un diabolo e semplici elementi della realtà diventano il punto di partenza per un universo di giocoleria, clown, improvvisazione e poesia.
 
Alle ore 20.45 in Piazza de L’Ala torna Babydance di Prismadanza, mentre alle ore 21.15 in Piazza de L’Ala la giornata si conclude con Gianni Risola e Otto Panzer, spettacolo di teatro urbano costruito sul rapporto diretto con gli spettatori. Nei panni di un improbabile direttore di circo, Otto Panzer coinvolge il pubblico in un susseguirsi di gag, improvvisazioni e situazioni imprevedibili.
 
Il percorso di Mirabilia prosegue a Chiusa di Pesio, dove il 29 e 30 agosto il Festival porta nuovi appuntamenti tra le vie e gli spazi del paese.

Sabato 29 agosto alle ore 18.30, al via da Piazza Oreglia, la musica itinerante di Prismabanda accompagna il pubblico con il suo linguaggio festoso e coinvolgente.
 
Alle ore 21.00, nello stesso luogo, Los Nadies Circo presenta in Prima Europea La Artista, la nuova creazione della compagnia che intreccia circo contemporaneo, danza e teatro fisico in un intenso viaggio dedicato al mistero della creazione artistica. Ambientato all'interno dell'atelier di una pittrice, lo spettacolo accompagna il pubblico in un universo dove tele, carta, colori e visioni dissolvono il confine tra realtà e immaginazione. Tra slanci creativi, ossessioni, cadute e rinascite, La Artista trasforma il palcoscenico in un quadro vivente in continua metamorfosi, dando vita a un'esperienza poetica e di grande forza evocativa.
 
Domenica 30 agosto alle ore 15.30 e alle 17:30 in Piazza Oreglia è protagonista Django con Jump-in’ A-round, spettacolo comico di strada che parte dalla giocoleria e costruisce un crescendo di ritmo e divertimento attraverso palline, clave, hula hoop, verticali e acrobazie. Un omaggio allo spirito dei saltimbanchi, capace di coinvolgere direttamente il pubblico fino a un finale spettacolare.
 
Alle ore 15:00 sempre da Piazza Oreglia torna Prismabanda, mentre alle ore 16:30 in la programmazione di Chiusa di Pesio propone Mistral con Fidati di me. Una performance che mette al centro la fiducia attraverso il coinvolgimento diretto degli spettatori, chiamati a partecipare alla costruzione della struttura che sostiene il palo cinese. Tra equilibrio, acrobazia, comicità e suspense, lo spettacolo trasforma la collaborazione tra artista e pubblico nel cuore stesso della scena.
 
A completare entrambe le tappe è Microcirco con La Piazza dei Balocchi, uno spazio dedicato ai bambini e alle famiglie presente in tutto il percorso di Mirabilia On the Road. A Vernante l’appuntamento è in Piazza Mandulera il 22 e 23 agosto dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00; a Chiusa di Pesio nel Cortile della biblioteca il 29 e 30 agosto negli stessi orari. Più che un'area gioco, una vera installazione artistica dove bambini e adulti potranno condividere il piacere del gioco attraverso giostre d'altri tempi, cavalli di legno, bolle di sapone giganti, giochi tradizionali, laboratori creativi e strumenti musicali meccanici. Uno spazio pensato per favorire l'incontro tra generazioni e restituire al gioco il suo valore culturale e relazionale, in pieno spirito Mirabilia.
 
Dopo Vernante e Chiusa di Pesio, il cammino di Mirabilia approda a Cuneo dal 2 al 6 settembre con Mirabilia “The Festival”, il cuore della XX edizione: cinque giorni in cui la città diventa il punto di incontro internazionale del circo contemporaneo e delle arti performative, celebrando vent’anni di visioni, ricerca e spettacolo dal vivo.

Il viaggio di Mirabilia On the Road continua poi con le tappe di Dogliani (11-13 settembre) e Carrù (18-20 settembre), proseguendo il dialogo tra artisti, territori e comunità che da sempre accompagna il Festival.
 
INFO E BIGLIETTI: Come sempre il Festival affiancherà spettacoli a biglietto a tantissime proposte gratuite per il pubblico.

I biglietti sono acquistabili nelle biglietterie fisiche in loco, su www.festivalmirabilia.it e su https://www.ticket.it/festival/mirabilia.aspx 

mercoledì 12 agosto 2026

Fabrizio Oberti


"Contrasti di Forme"

mini personale all'interno di una collettiva
di scultura, fotografia, pittura e barberia - visita guidata al museo
nell'ambito della

58esima edizione della mostra dell'Artigianato Artistico di Mondovì

13-17 agosto 2026

Museo Della Casa

via Beccaria 21 - Mondovì

dal giovedì alla domenica 10:00 - 13:00 e 16:00 - 19:00. Ingresso libero







martedì 11 agosto 2026

CUGINƏ 2026



 CUGINƏ 2026

Edizione DUE | 5 - 16 agosto 2026

Dal 5 al 16 agosto 2026 ai Poggi San Siro torna la residenza artistica del Collettivo EFFE: dieci giorni di convivenza, ricerca e creazione condivisa tra artiste, artisti e comunità

 

Dal 5 al 16 agosto 2026 ai Poggi San Siro, frazione di Ceva (CN), torna CUGINƏ, la residenza artistica ideata dal Collettivo EFFE che mette in dialogo artiste, artisti e comunità attraverso dieci giorni di convivenza, ricerca e creazione condivisa.

La restituzione della residenza è programmata nel periodo della festa patronale di San Rocco, momento in cui la comunità si ritrova e gli spazi della frazione diventano luoghi ancora più intensi di relazione e partecipazione. In questo contesto artiste e artisti provenienti da discipline diverse abitano il territorio insieme ai residenti, attraversano boschi, cortili, campi e piazze, trasformando gli spazi della quotidianità in luoghi di ricerca, incontro e creazione condivisa.

Realizzata con il patrocinio del Comune di Ceva, il sostegno del Ministero della Cultura e il supporto di Fondazione CRC, Fondazione CRT e Banco Azzoaglio, in collaborazione con Cooperativa Proteo e Cascina all'Inverso, CUGINƏ nasce come una residenza collettiva in cui la pratica artistica si costruisce attraverso la relazione con i luoghi e con le persone che li abitano.

Il progetto intreccia memoria personale, identità collettiva e ricerca artistica, con l'obiettivo di creare un rapporto diretto tra linguaggi performativi contemporanei e una comunità che raramente entra in contatto con questo tipo di esperienze culturali. CUGINƏ non porta semplicemente spettacoli in un territorio, ma costruisce un percorso nel quale artisti e abitanti condividono tempo, spazi e processi creativi.

Il nome stesso della residenza racconta questa visione. "Siamo tuttə cuginə" è il principio che attraversa il progetto: immaginare forme di appartenenza che non dipendono dal legame di sangue, ma dalla possibilità di costruire relazioni, riconoscersi e prendersi cura di uno spazio comune. Una parentela elettiva fondata sull'ascolto reciproco, sulla convivenza e sulla condivisione.

Anche la composizione del gruppo artistico segue questa logica. Il Collettivo EFFE invita quattro artiste e artisti che, a loro volta, coinvolgono un'altra figura professionale. Una modalità di selezione costruita per affinità e relazioni, che permette alla residenza di incontrare nuove persone, ibridare pratiche differenti e aprire prospettive inattese.

CUGINƏ nasce da luoghi concreti: quelli della memoria, dell'infanzia e della vita quotidiana. La piazza di San Rocco, i boschi, i campi, i cortili, le case private e gli spazi informali della frazione diventano ambienti di lavoro, confronto e sperimentazione. La residenza invita a guardare questi luoghi con occhi nuovi: uno spazio performativo può essere un prato, un angolo nascosto, un sentiero o anche un gesto condiviso, come fermarsi insieme nella stessa direzione.

Questa relazione con i luoghi permette alla pratica artistica di intrecciarsi con la vita della comunità, suggerendo nuovi modi di attraversare e abitare lo spazio pubblico. Strade, piazze e ambienti quotidiani diventano temporaneamente luoghi di incontro e di immaginazione collettiva, dove differenze, complessità e punti di vista diversi possono trasformarsi in strumenti di crescita e confronto.

Pur nascendo dal rapporto con la comunità dei Poggi San Siro, CUGINƏ si apre anche a un pubblico più ampio grazie al lavoro continuativo del Collettivo EFFE sul territorio piemontese. La residenza diventa così occasione per far conoscere il contesto della frazione e valorizzarne il patrimonio umano e paesaggistico.

L'edizione 2026 segna un'evoluzione importante del progetto. Se la prima edizione aveva posto al centro la ricerca condivisa di un gruppo multidisciplinare di otto artisti, quest'anno la comunità diventa parte ancora più attiva nella costruzione della residenza attraverso processi di co-curatela e co-programmazione sviluppati insieme al Collettivo EFFE.

Questo percorso è iniziato alla fine di giugno, quando una delegazione di residenti, il Collettivo EFFE e una rappresentanza dell'Amministrazione comunale si sono incontrati per confrontarsi su un portfolio di proposte artistiche. L'incontro ha aperto un dialogo con la cittadinanza per individuare quali spettacoli e linguaggi potessero essere più significativi per il territorio durante le giornate della residenza.

Da questo confronto è nata la scelta di Funerale all'Italiana di Benedetta Parisi, un monologo dedicato al significato collettivo e individuale dei riti, a partire da quello del funerale, che sarà presentato sabato 8 agosto alle ore 19 davanti alla chiesa di San Rocco.

Il programma prosegue domenica 9 agosto con Esercizi per Scomparire di Amalia Franco, un dialogo performativo tra un corpo umano e marionette. Lo spettacolo nasce dalla scelta del Collettivo EFFE di mettere in relazione linguaggi artistici differenti con il paesaggio della frazione: il pubblico sarà accompagnato in un luogo immerso nella vegetazione, poco distante dal centro abitato, dove il contesto naturale diventa parte integrante della performance.

Sempre domenica 9 agosto la residenza accoglierà gli ospiti della comunità di Cascina Piana, gestita dalla Cooperativa Proteo, rinnovando una collaborazione già avviata nella precedente edizione. Le persone coinvolte nei percorsi di recupero promossi dalla comunità trascorreranno il pomeriggio insieme agli artisti e alle artiste, parteciperanno ai momenti di lavoro della residenza, assisteranno allo spettacolo serale e condivideranno la cena con il gruppo.

Le giornate dell'8 e 9 agosto saranno inoltre accompagnate dalla presenza di Francesca Lombardi e Alice Strazzi, professioniste nell'ambito della curatela e della critica teatrale, che svolgeranno un ruolo di mediazione e facilitazione attraverso momenti pubblici di confronto prima e dopo gli spettacoli. L'obiettivo è favorire un dialogo tra pubblico e artisti, creando uno spazio di ascolto e condivisione dell'esperienza.

Il gruppo artistico dell'edizione 2026 attraversa linguaggi differenti, dalla performance alla musica, dalla drammaturgia alla ricerca fino alle arti visive. Ne fanno parte Siro Pedrotti, attore e musicista; Giulia Cermelli, drammaturga; Nalini Vidoolah Mootoosamy, ricercatrice e drammaturga; Ludovica De Angelis, ricercatrice e performer; Marco Bertani, performer; Edoardo Mozzanega, performer; Naomi Oke, artista visiva, Isaac Ace Munn, artista circense e Flore Maille, artista circense.

Il percorso della residenza troverà una restituzione pubblica il 15 agosto con Dopo Ferragosto non è più estate, un'azione performativa site-specific a cura del Collettivo EFFE, articolata in due momenti e costruita a partire dalle relazioni e dalle esperienze maturate durante il lavoro ai Poggi San Siro.

La serata proseguirà con Gran Passato, il concerto de I Moderni, un grande medley musicale capace di attraversare epoche e generi differenti, facendo incontrare canzoni, ricordi e immaginari di pubblici diversi in un'atmosfera aperta e condivisa.

Il 16 agosto, in occasione della festa patronale di San Rocco, il Collettivo EFFE proporrà, accanto alle iniziative promosse dalla cittadinanza, un momento di animazione e un laboratorio di trampoli a cura di Lucia Fusina e Cascina all'Inverso, un'attività partecipativa rivolta in particolare alle persone più giovani della comunità.

Una parte della residenza sarà infine seguita dalla reporter e critica teatrale Nina Ambrosi, che realizzerà un reportage dedicato all'esperienza di CUGINƏ. Il racconto sarà successivamente pubblicato e diffuso dalla rivista online specializzata Theatron 2.0, contribuendo a documentare il percorso della residenza oltre i confini della frazione.

CUGINƏ torna ai Poggi San Siro come un'esperienza in cui l'arte non si limita a occupare un luogo, ma entra in relazione con esso. Una pratica fondata sull'incontro, sulla prossimità e sulla possibilità di costruire nuovi legami attraverso il tempo condiviso, facendo del territorio non uno sfondo, ma il luogo stesso in cui la creazione prende forma.

 

con il patrocinio di: Comune di Ceva
con il sostegno di: Ministero della Cultura, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione Azzoaglio
in collaborazione con: Cooperativa Proteo, Cascina all'inverso

martedì 4 agosto 2026

Appuntamenti culturali a Demonte

Presentazione di due libri di Mario Dalmasso

"A sinistra della solitudine" e "La delicatezza del silenzio"

Saranno presenti l'Autore e l'Editore (arabAFenice)

giovedì 5 agosto 2026 ore 17

Biblioteca Civica 

via Martiri n.1 - Demonte (Cuneo)


Continua la mostra postuma di Berto Ravotti nelle Sale espositive di Palazzo Borelli 

fino a domenica 30 agosto.... con i più cordiali saluti 













lunedì 3 agosto 2026

Omnia mutatur nihil mutantur (tutto cambia niente cambia)

mostra d’arte degli artisti 
Agostino Crosetto e Roberto De Siena

organizzata dall’Associazione San Sebastiano e San Giacomo di Monterosso Grana 

10-16 agosto 2026

Località Cappella di san Sebastiano (secolo XV) 
Strada Provinciale 23, n. 6 località Monterosso Grana (Cn) 

[dal comunicato stampa]

In concomitanza l’Ass.ne San Sebastiano ha da poco completato l’allestimento dell’opera in pietra “In Aurea” che è stata posta lungo il sentiero del Sarvanot, partenza dal cimitero di Monterosso Grana. (SP23, 6, 12020 Monterosso Grana CN). L’esposizione degli artisti sarà aperta da lunedì 10 a domenica 16 agosto 2026 presso la Cappella di San Sebastiano, negli orari 9,00/12,00 > 15,00/19,00 (ingresso libero) Info: Ass.ne San Sebastiano mail: ass.ss.sebagiac@gmail.com Info: Roberto 393.9685828 – mail: ghiron2@gmail.com








mercoledì 29 luglio 2026

Specchi del Giappone al Castello di Racconigi


 
Il Giappone osservato, attraversato e raccontato attraverso lo sguardo di Stefano Faravelli, tra gli autori che hanno aperto la via in Italia al genere carnet de voyage. Per la prima volta i taccuini originali, gli album, gli strumenti di viaggio e i materiali di lavoro dell’artista sono riuniti nella mostra Specchi del Giappone. Stefano Faravelli al Castello di Racconigi, in programma dal 13 settembre al 1° novembre 2026. In parallelo agli appuntamenti di settembre della rassegna culturale EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi, l’esposizione apre al pubblico il laboratorio creativo di Stefano Faravelli e ripercorre il lungo lavoro di studio, osservazione e disegno da cui è nato Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).

Realizzata con il contributo della Fondazione CRC e ospitata nell’Appartamento cinese del Castello di Racconigi, la mostra è curata da Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo, in collaborazione con EDT e con la partecipazione del Gruppo di Lettura di Carmagnola, e mette in dialogo il lavoro di Faravelli con gli ambienti che custodiscono le testimonianze del gusto per l’Oriente coltivato dalla corte sabauda. Taccuini di viaggio, acquerelli, album e strumenti dell’artista si confrontano con gli spazi che all’inizio del Novecento furono ribattezzati “Appartamento Giapponese”, dando vita a un percorso che intreccia il Giappone immaginato dall’Europa con quello conosciuto e raccontato attraverso anni di viaggi, studio e osservazione.

Pittore, scrittore e orientalista, Stefano Faravelli ha dedicato una parte significativa della propria ricerca al Giappone, esplorandone paesaggi, tradizioni e cultura attraverso il disegno dal vero e il carnet de voyage. La mostra restituisce questo percorso creativo attraverso taccuini, album, acquerelli e strumenti di viaggio, offrendo ai visitatori l’occasione di entrare nel processo di lavoro che ha accompagnato la nascita di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).
 
L’inaugurazione della mostra è in programma domenica 13 settembre alle ore 17 e si aprirà con la presentazione del volume Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante di Stefano Faravelli, pubblicato da EDT. L’incontro, ospitato nel Salone d’Ercole con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, inaugura anche la nuova edizione di Libri a Castello, il ciclo di appuntamenti dedicato ai libri e ai loro autori. Al termine della presentazione seguiranno il firmacopie e una visita alla mostra insieme all’artista e alle curatrici Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo. 

Supercondominio8 - Il Bene Comune

martedì 28 luglio 2026

L'essenza spirituale della scultura

Dagli abissi del mare alle profondità della Terra

Gaetano Usciatta

8-30 agosto 2025

Forte Albertino

via Guardia alla Frontiera - Vinadio (Cuneo)








 

sabato 25 luglio 2026

Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027




Il primo appuntamento con Le fabbriche del vento.

Martedì 15 settembre il Comune di Alba e l’Associazione Le fabbriche del vento presenteranno il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027.

Una serata aperta a tutti per scoprire il progetto, le sue visioni e il percorso che attraverserà la città nel corso del 2027.

📍 Teatro Sociale “G. Busca”, Piazza Vittorio Veneto, 3, Alba
🕣 Ore 20.45

giovedì 23 luglio 2026

Miracoli silenziosi




Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30

Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)

A cura di Marzia Capannolo








[dal comunicato stampa]

La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

 “Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo. Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale sottratto all'oblio. Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi. La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono dialogare con le leggi stesse della terra. La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera. La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne. Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a contemplare l'infinito. Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli, presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera - ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e per la capacità di far risuonare il passato nel presente. Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio. “Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.