da venerdì 24 luglio 2026 fino ad ottobre
Dodici fotografie realizzate con smartphone ed elaborate con l'App Snapseed
arti suoni scritture in provincia di cuneo
da venerdì 24 luglio 2026 fino ad ottobre
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Sabato 25 luglio alle 18 e alle 21, presso il Museo Diocesano di Cuneo (Contrada Mondovì, 15), è in programma “Meravigliosi sintomi | Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo”, performance teatrale inedita che reinterpreta in chiave contemporanea la storia raccontata dal patrimonio del Museo Diocesano. Lo spettacolo è un progetto di Fondazione Opere Diocesane Cuneesi e Museo Diocesano Cuneo con il coordinamento di Noau officina culturale e il finanziamento del Ministero della Cultura (Fondo per i piccoli musei).
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite (20 posti disponibili per ogni spettacolo). Per maggiori informazioni visitare il sito www.museodiocesanocuneo.it, contattare il numero 353/4261755 o scrivere a museocuneo@operecuneofossano.it. “Lo spettacolo è una performance site-specific itinerante che, attraverso un approccio contemporaneo, dà nuova voce alle storie e alle testimonianze custodite nel patrimonio del Museo Diocesano – spiegano i coordinatori di Noau -.
I partecipanti al doppio spettacolo saranno accompagnati da un ‘morbo’, impersonificazione di una malattia che affligge la nostra società, e di sala in sala grazie a personaggi tratti dalla storia, potranno fare la loro scelta, in un percorso di guarigione che li condurrà fino all’uscita, nel mondo, dopo un viaggio di cura”.
La mostra “Buscaje” si presenta al pubblico come il ventiquattresimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.
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Le opere di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) tornano a rivivere dal 12 luglio prossimo negli spazi del Coumboscuro Centre Prouvençal, a Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall'artista nel suo cammino di arte e di fede. L’esposizione, curata da Enrico Perotto, rappresenta un omaggio a una delle figure più autentiche e significative del territorio, a un "maestro del legno" capace di liberare splendidamente la materia sotto il morso dello scalpello. Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi e dolorosi della sua esistenza. Ciascuna scultura, intagliata in essenze di tiglio, ciliegio, noce o quercia spesso recuperate lungo le rive dello Stura, riflette una storia intima e collettiva. Viada misurava i blocchi di legno con gli occhi, scorgendovi all’interno la figura da realizzare, in un gioco di modellati insieme dolci e nervosi, nitidi e sognanti, capaci di fondere il rigore della tradizione alpina con un'intensa, drammatica e trasparente spiritualità protesa verso il cielo.
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Giuseppe “Beppe” Viada nasce a Cuneo nel 1925 e trascorre l'intera esistenza nella casa-laboratorio di Basse Stura. Cresciuto a contatto con il legno grazie anche alla memoria del bisnonno materno di origini francesi Giovanni Germond, si forma ai corsi serali dell’Istituto Lattes, a bottega presso l'intagliatore Bertone e alla scuola di disegno di Giovanni Lavalle, collaborando negli anni con l'amico pittore Bernard Damiano e legandosi a storici artigiani ed ebanisti cuneesi. Nel dopoguerra avvia una fiorente attività in proprio legata al mobile d'arte barocco, ma è negli anni '60 che si consolida lo storico legame con Sergio Arneodo e con il polo culturale di Coumboscuro. Qui Viada diventa colonna portante della scuola d'arte locale, salendo in valle per insegnare ai ragazzi della frazione l'antica tradizione dell'intaglio, offrendo loro un'alternativa creativa contro la piaga dello spopolamento montano.
Nel 1974, a soli 48 anni, la vita di Beppe subisce una svolta drammatica: colpito da un grave ictus, perde la sensibilità nella parte sinistra del corpo. Obbligato a lasciare la produzione di mobili, trasforma la scultura in legno in un personalissimo e terapeutico percorso di riabilitazione fisica e psicologica, supportato costantemente dall'amatissima moglie Franca. Questo evento modifica radicalmente la sua attività scultorea, avvicinando l'antico "ateo socialista" della gioventù a una profonda e cosciente dimensione di fede. È in questa seconda fase che nasce l'iconica intuizione del "verticalismo": i corpi dei suoi Crocifissi e delle sue Madonne si fanno consunti allo spasimo, smaterializzati e slanciati verso l'alto. Dalla rabbia iniziale dei primi anni della malattia scaturiscono opere di forte tensione espressiva, come i celebri Pendù (uomini moribondi appesi ad un albero), per poi approdare a una ritrovata serenità poetica negli ultimi anni della sua produzione. Schivo per natura alle esposizioni pubbliche, ma amatissimo e stimato dalla critica e dalla comunità locale – da Michele Berra a don Gian Michele Gazzola e don Innocenzo Timossi –, Viada ha lavorato nel suo laboratorio fino a due giorni prima della morte, avvenuta il 16 aprile 2005.
Di questa condivisione intima tra l'artista e la Valle Grana resta oggi una testimonianza indelebile, come la sequenza di dodici statue “Sus li pià dal Crist – Sulle orme del Cristo” custodita nella Chiesa parrocchiale di Sancto Lucìo. Come scriveva l'amico Sergio Arneodo, l’arte di Viada si muove nel "cielo limpido della 'smaterializzazione', della liberazione dal mondo. Cielo dell’ultima trasparenza, in nome del bello estetico finalmente incrociato con la vita e la fede".
L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”,
con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc
In collabroazione con Coumboscuro Centre Prouvençal e Festenal
La mostra sarà visitabile dal 12 luglio al 20 settembre 2026
Coumboscuro Centre Prouvençal - Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)
La mostra sarà visitabile la domenica dalle 15.00 alle 18.30 – in settimana su prenotazione
(0171.98707 - 328/.6039251 - 377.4184624 - info@coumboscuro.org)
giovedì 16 luglio 2026 alle ore 17
Biblioteca di Demonte
via Martiri n.1, Palazzo Borelli
Sarà presente l'autore
Alla Pinacoteca civica Levis Sismonda si inaugura la Mostra «Tesserò un filo che sfidi il vento», la prima rassegna antologica dedicata all’artista Alejandra Alarcón Aránguiz (Talagante - Cile, 1970).
Vernice venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, in Piazza Vittorio Emanuele II, a Racconigi (CN).
L’esposizione, organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio del Consolato Generale del Cile di Milano, del Consolato Onorario del Cile a Torino, del Comune di Racconigi, della Consulta Pari Opportunità di Racconigi, dell’ANPI Racconigi, dell’Associazione Terre dei Savoia, del collettivo Bordando Dignidad y Memoria (Collettivo ricamando dignità e memoria), in collaborazione con Progetto Cantoregi, SOMS, Nuova Cooperativa Neuro, Mandacarù Onlus - Cooperativa Sociale per un commercio equo e solidale, Associazione Fatto-a-mano, Associazione Culturale Italo Cilena “El Caleuche", dell’Associazione Penelope APS di Saluzzo, Associazione Culturale "Cattleya", Associazione Mai più sole di Savigliano e la rete Donne in cammino per la pace di Cuneo.
Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, l’esposizione presenta una quarantina di opere scelte grafiche, pittoriche, tessili e plastiche, frutto del talentuoso lavoro espressivo di Alejandra Alarcón Aránguiz.
Due gli appuntamenti di ORMA a luglio. Continua fino al 5 luglio La Collina Sale Sempre, festival diffuso con la possibilità di ammirare opere site specific e mostre temporanee tra Mango, Neive, Barbaresco, Castagnole delle Lanze, Castiglione Tinella e Santo Stefano Belbo.
Dall’11 luglio, invece, sarà svelata a Canelli l’opera di Maria Thereza Alves "Garden of Pluriversal Recapturings (Il giardino delle riconquiste pluriversali)", novità 20206 di Orma. Concepita per il sito de la Moncalvina, poco fuori il centro, l’opera, nata dalla collaborazione tra il Comune di Canelli, l'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea è stata pensata per creare nuove connessioni tra il paesaggio antropizzato e l'ecosistema che lo circonda.
“Carte da decifrare” torna a Busca con un doppio appuntamento. Ospiti gli scrittori Donatella Di Pietrantonio e Nicola Lagioia
Domenica 12 luglio, la Collezione La Gaia ospiterà il reading musicale della vincitrice del Premio Strega 2024 accompagnata da Teho Teardo. Sabato 18, nel Parco Museo dell’Ingenio, si terrà una riflessione sull’imparare dello scrittore Lagioia, con musiche di Enrico Gabrielli in duo con Alessandro Grazian
In alto: Donatella Di Pietrantonio e Teho Teardo. In basso: Nicola Lagioia, Enrico Gabrielli e Alessandro Grazian
Domenica 12 luglio e sabato 18 luglio, torna a Busca “Carte da decifrare”, la rassegna di letteratura e musica dal vivo tra arte e natura, con reading, nuove esperienze musicali e visite guidate per portare gli spettatori a scoprire con occhi nuovi le meraviglie del territorio. Saranno gli scrittori Donatella Di Pietrantonio e Nicola Lagioia e i musicisti Teho Teardo, Enrico Gabrielli e Alessandro Grazian gli ospiti dei due appuntamenti organizzati da Fondazione Artea, in collaborazione con il Comune di Busca e il Salone Internazionale del Libro di Torino. Per il primo reading è confermata la location della collezione di arte moderna e contemporanea La Gaia mentre, novità di questa nona edizione, il centro culturale Parco Museo dell’Ingenio ospiterà il secondo appuntamento della kermesse, in omaggio al profondo legame del complesso con la tradizione francescana, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Domenica 12 luglio, alle 18, presso la Collezione La Gaia, Donatella Di Pietrantonio proporrà “Le età fragili” un reading di grande intensità emotiva tratto dalla sua opera L’età fragile (Einaudi), vincitrice del Premio Strega 2024, accompagnata dalle musiche del compositore, musicista e sound designer Teho Teardo. L’esperienza include una breve visita guidata alla collezione d’arte contemporanea. Il pubblico verrà suddiviso in due gruppi che partiranno con navetta da piazza F.lli Mariano a Busca, alle 16.45 e alle 17.30.
Sabato 18 luglio alle 20.30, invece, presso il Parco Museo dell’Ingenio, l’autore Nicola Lagioia offrirà al pubblico una lezione su “Come si diventa ciò che non si è” e sull’imparare a fare le cose, con le musiche originali di Enrico Gabrielli, fondatore dei Calibro 35, in duo con Alessandro Grazian. Biglietti su www.ticket.it oppure presso la biglietteria del Parco Museo dell’Ingenio, la sera dello spettacolo, dalle ore 19.30, salvo esaurimento posti. Biglietto intero 18 euro, under 19 e persone con disabilità 12 euro, under 10 e accompagnatori delle persone con disabilità gratuito con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti, scrivendo a info@fondazioneartea.org. È possibile acquistare il carnet delle due giornate di rassegna al costo di 28 euro, solo su www.ticket.it (salvo esaurimento posti). La rassegna “Carte da decifrare”, ideata e organizzata dalla Fondazione Artea, in collaborazione con il Comune di Busca, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Collezione La Gaia e l’associazione Ingenium APS – ETS, è realizzata con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione CRC e della Fondazione CRT. Tutte le informazioni su fondazioneartea.org.
Domenica 12 luglio, una navetta in partenza da piazza Fratelli Mariano a Busca con due turni, uno alle 16.45 e uno alle 17.30, condurrà il pubblico in visita all’esclusiva Collezione La Gaia e ad assistere al reading musicale Le età fragili ispirato al romanzo L’età fragile (Einaudi) della pluripremiata Donatella Di Pietrantonio. La protagonista è Amanda che torna improvvisamente nel paese d’origine, vicino a Pescara, dopo aver lasciato Milano. Sua madre Lucia comprende subito che qualcosa l’ha profondamente segnata e, mentre cerca di proteggerla, riaffiorano i ricordi di un tragico evento avvenuto trent’anni prima ai piedi del Dente del Lupo, dove tre ragazze scomparvero e Lucia si salvò per un caso. In un intreccio di passato e presente, tra segreti familiari, ferite che attraversano le generazioni e il difficile rapporto tra madri e figlie, L’età fragile racconta la vulnerabilità che accompagna ogni età della vita e il confronto con un passato che non smette di chiedere ascolto. Un romanzo intenso, sulla paura, sulla memoria e sulla possibilità di ricostruirsi quando si è più esposti al mondo, vincitore del Premio Strega 2024, che prenderà vita in un reading di grande intensità emotiva grazie alle musiche originali di Teho Teardo, compositore, musicista e sound designer tra i più eclettici e visionari della scena musicale contemporanea. Prima e dopo il reading è prevista una visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia. L’evento ha una durata complessiva di circa 2,5 ore ed è garantito anche in caso di maltempo. L’accesso è consentito solo con servizio navetta con partenze da Piazza Fratelli Mariano.
Sabato 18 luglio, alle 20.30, il Parco Museo dell’Ingenio, immerso negli spazi dell’antico Convento dei Frati Cappuccini, ospiterà Nicola Lagioia, uno fra i più importanti scrittori e animatori culturali italiani, che inviterà il pubblico a riflettere su Come si diventa ciò che non si è. Una lezione sull’imparare a fare le cose. Nessuno racconta con facilità come ha imparato a fare ciò di cui è capace. Nasciamo sprovvisti di tutto, l’apprendistato è lungo, pieno di ostacoli, frustrazioni, episodi ridicoli. È difficile capire cosa accade di preciso tra il momento in cui non siamo capaci di fare qualcosa e l’attimo trascorso il quale quella medesima cosa cessa di essere per noi un problema. Si attraversa un confine invisibile, una commessura, oltre il quale non siamo più noi stessi. In certi casi, racconta Nicola Lagioia, l’arte – e persino il mondo che si muove intorno ai libri – in questo processo di trasformazione può svolgere un ruolo davvero imprevisto. Ad accompagnare la lezione d’autore le musiche originali di Enrico Gabrielli, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore discografico, noto soprattutto per essere membro nonché fondatore dei Calibro 35, in duo con Alessandro Grazian. In caso di maltempo l’evento si svolgerà all’interno della tensostruttura presente nel parco.
“La scelta del Parco Museo dell’Ingenio come una delle sedi di Carte da decifrare rappresenta una significativa novità per la rassegna. La storia e l’identità di questo luogo si inseriscono con naturalezza nello spirito del progetto, che nasce dall’incontro tra luoghi, comunità e narrazioni. Essere ospiti di questo spazio, in un anno particolarmente significativo per la sua storia, significa valorizzarne il patrimonio culturale e creare nuove occasioni di dialogo tra passato e presente – dichiara Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea –. Giunta alla sua nona edizione, la rassegna conferma la propria vocazione a creare esperienze culturali originali, capaci di valorizzare la ricchezza e la pluralità del patrimonio attraverso il contributo di autori e musicisti tra i più autorevoli del panorama italiano. Personalità che, con linguaggi diversi ma complementari, interpretano l’identità dei luoghi, trasformandoli in spazi di incontro, riflessione e condivisione”.
“Anche quest’anno il Comune di Busca è orgoglioso di accogliere Carte da decifrare, una rassegna che nel tempo si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più qualificanti e attesi dell’estate buschese. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento alla Fondazione Artea e al Salone Internazionale del Libro di Torino per una collaborazione preziosa e consolidata, capace di portare in città proposte di alto profilo e di far crescere, edizione dopo edizione, un progetto che unisce letteratura, musica e valorizzazione del territorio – dichiara Ezio Donadio, Sindaco di Busca -. L’edizione 2026 conferma pienamente questa vocazione con due appuntamenti di grande prestigio alla Collezione La Gaia e al Parco Museo dell’Ingenio che rappresentano un’occasione importante non solo per il valore degli ospiti coinvolti, ma anche per la capacità di questi eventi di accendere i riflettori su luoghi straordinari della nostra città. Carte da decifrare è per Busca molto più di una rassegna: è un progetto che contribuisce a rafforzare l’identità culturale della città, a renderla sempre più attrattiva e a promuovere una fruizione del patrimonio che mette in dialogo bellezza, pensiero e paesaggio”.
“Carte da decifrare, a cura di Fondazione Artea in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino, è una delle esperienze che meglio raccontano la visione culturale che il Comune di Busca porta avanti: una proposta di qualità, capace di coniugare il valore degli autori e degli artisti ospitati con la scoperta di luoghi fortemente identitari del nostro territorio – aggiunge Lucia Rosso, assessora alla Cultura del Comune di Busca -. L’edizione 2026 è particolarmente significativa perché mette al centro due appuntamenti di grande intensità artistica e culturale, con autori e artisti accolti nei meravigliosi spazi della Collezione La Gaia e del Parco Museo dell’Ingenio. Due eventi che confermano il profilo alto della rassegna e la sua capacità di trasformare ogni appuntamento in un’esperienza immersiva, in cui la forza della parola e della musica si intreccia con il fascino dei luoghi. È proprio questa la cifra distintiva di Carte da decifrare: valorizzare spazi di grande suggestione attraverso linguaggi contemporanei e contribuire, anno dopo anno, a consolidare l’immagine di Busca come città di cultura, bellezza e accoglienza”.
“Con Carte da decifrare, in scenari di pura magia, le parole si accendono di musica e le note si fanno racconto – commenta Marco Pautasso, Segretario generale del Salone Internazionale del Libro –. Da questa sinergia, da questa coalizione virtuosa nasce un percorso d’ascolto e lettura capace di suscitare profonde emozioni e stimolare riflessioni inedite”.
Torna Mirabilia con la sua ricca messe di eventi, e si espande sempre più sul territorio cuneese. Si inizia dal 2 al 5 luglio 2026 a Busca per una stupenda inaugurazione della XX edizione di Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival.
Il progetto ideato e organizzato dall’Associazione IdeAgorà con la direzione artistica di Fabrizio Gavosto, propone da vent’anni nel cuneese, un intreccio di circo contemporaneo, danza, teatro urbano e arti performative in un sistema diffuso di creazione, ricerca e relazione aperte col pubblico.
Qui trovate il programma buschese.
Ma eccovi in anteprima la lista degli eventi principali che si svilupperanno durante l'anno:
ANTEPRIME