martedì 26 maggio 2026

DIA_LOGHI - Inter et extra moenia a cura di Alessandro Abrate


A Cuneo il 20 e 21 Giugno 2026, si svolgerà un fine settimana d'arte. Dalle 10:00 alle 19:00  per due giorni si svolgeranno mostre diffuse negli androni e cortili del centro storico di Cuneo gli Artisti “occuperanno” con forme, segni, colori, gesti e ductus personali.

Il vernissage sarà alle ore 11:30 in Via Roma 28 a Cuneo, questo progetto diffuso negli androni e nei cortili nasce da un’idea di Delia Gianti e Lino Strangis, con ZipArt, UNI.VO.C.A. e Promocuneo che sono capofila di una cordata in cui altre Istituzioni, Enti, Fondazioni ed Associazioni sono coinvolti sinergicamente, fa colloquiare due città che, da sempre, hanno forti legami sviluppati nel corso del tempo e della storia: Capitale e Provincia – “la grande Provincia” del Ducato Sabaudo. Un riscontro in cui le due città si confrontano e dialogano con una serie di stimoli artistici, architettonici ed ambientali, capaci di generare nuovi sguardi, riflessioni e possibilità di azione nel rapporto tra individui, comunità e territorio.  

Sabato 20 e Domenica 21 Giugno 2026, nel centro storico di Cuneo, 15 artisti di arte contemporanea, ciascuno con il proprio linguaggio fatto di forme, segni, colori, gesti e ductus personali, occuperanno androni e cortili della città, dando vita ad un percorso espositivo diffuso ed immersivo con l'obiettivo di valorizzare la città attraverso l'arte, creando un dialogo tra le opere ed il tessuto sociale del luogo lungo un itinerario ricco di suggestioni, identità e contaminazioni creative, dove ogni spazio racconta una storia diversa.  

Le giornate indicate ricordano la data di fondazione della città - il 23 Giugno 1198 è la data in cui un atto sancì l’alleanza con Asti, della “villa nuova” definita libero comune - e la scelta del luogo, il centro antico, si carica di un significato simbolico: proporre arte contemporanea in un contesto storico raccorda il passato all'oggi. 

Si offre una “due giorni” all'insegna della cultura e dell'arte per approfondire la storia della città ammirando le installazioni artistiche, accompagnate dalla presenza degli autori: Enzo Bersezio, Luciano Cappellari, Marco Da Rold, Grazia Gallo, Delia Gianti, Ugo Giletta, Angela Guiffrey, Romina Mandrile, Domenico Olivero, Davide Pesce, Francesco Preverino, Silvio Rosso, Claudio Signanini, Lino Strangis e Luisa Valentini.   

Le opere saranno ospitate: nel Palazzo della Prefettura, nella sede del settimanale LA GUIDA, nella sede della Fondazione CRC, nel cortile di casa Serra, in via Roma 22, nel Civico Palazzo, nel Palazzo Lovera di Maria, nel Chiostro del complesso di San Francesco, nel Palazzo Samone e nel Palazzo della Biblioteca Civica. Il colloquio sarà anche con Torino  grazie alla mostra allestita al MAU - Museo di Arte Urbana, nel Borgo Vecchio Campidoglio, in cui saranno esposte opere e installazioni degli  artisti presenti a Cuneo. 

La preview sarà inaugurata Sabato 13 Giugno 2026 e si protrarrà sino al 20 Giugno. Durante il vernissage, la mostra sarà affiancata, già dal mattino, dal FAAB Festival in alcune strade del Borgo Vecchio Campidoglio. La giornata prevede la valorizzazione del  fronte delle botteghe attraverso l’allestimento di piccoli salottini. Parallelamente, verranno organizzati workshop artistici e laboratori partecipativi che animeranno le vie organizzati dagli studenti del corso di Pittura del Professore Giuseppe Leonardi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.  

Il progetto “DIA_LOGHI” ha preso forma nel quartiere Campidoglio a Torino il 27 e 28 Settembre 2025 grazie alla mostra promossa da ZipArt, IN_DIA_LOGO - DIA_IN_LOGO, dove dieci artisti contemporanei hanno presentato le loro opere nei cortili e negli androni di alcuni condomini del Borgo Campidoglio, attivando un dialogo con i circa 200 murales del MAU – Museo di Arte Urbana, ormai storicizzati, che caratterizzano l'intera zona. 

La mostra ha sviluppato un colloquio simbolico, inteso a rafforzare ulteriormente la vocazione culturale di questi spazi urbani. Gli artisti hanno partecipato ad un progetto collettivo nato per valorizzare il quartiere attraverso l’arte contemporanea. Le opere diffuse hanno creato un dialogo anche tra gli abitanti e gli artigiani del borgo.  

L’iniziativa è stata resa possibile grazie: al Sostegno di: Consiglio Regionale del Piemonte; Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, Cuneo;  Azienda Turistica Locale del Cuneese e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. al Patrocinio di: Regione Piemonte; Consiglio Regionale del Piemonte; Città metropolitana di Torino; Comune di Torino; Circoscrizione IV di Torino; Provincia di Cuneo; Comune di Cuneo e Ordine degli Architetti della provincia di Cuneo. alla Collaborazione di: FAI, delegazione di Cuneo; ACLI provinciali di Cuneo; LA GUIDA, settimanale di Cuneo; Comitato di Quartiere Centro Storico di Cuneo;  Associazione Culturale Grandarte di Cuneo; Fondazione Peano di Cuneo; Accademia di Belle Arti di Cuneo; Liceo Artistico, Musicale, Coreutico Ego Bianchi di Cuneo; MUDRI, Museo Diffuso di Rittana; A.L.A. ex allievi Liceo Artistico di Torino; Arte in ogni dove A.P.S. di Torino; Duepigrecoerre di Torino; Ecoborgo Campidoglio di Torino; MAU - Museo di Arte Urbana di Torino; Parole in circolo di Torino; Ponte per l’arte di Torino; VOL.TO - volontari E.T.S. di Torino e C.A.R.M.A. - Centro d’arti e ricerche multimediali applicate di Roma. al Coordinamento tra artisti e pubblico di Marcello Corazzini, CSA Farm Gallery Arte Contemporanea di Torino. 

Al termine della mostra, parte delle opere saranno ospitate nell’Atrio della Camera di Commercio di Cuneo, alla Fondazione Peano in Cuneo e al MUDRI - Museo diffuso di Rittana. Mostre e Catalogo a cura di Alessandro Abrate con il contributo di Giulia Monteleone.  Grafica a cura di Delia Gianti e Marwa Piano per ZipArt. 

mercoledì 20 maggio 2026

Laboratori a cielo aperto al Parco del Castello di Racconigi


 Il Parco del Castello di Racconigi (CN) apre le porte ai più piccoli con una giornata tra storie, natura e giochi all’aria aperta. Domenica 31 maggio il Parco e le Serre della Margaria diventano lo scenario di due appuntamenti dedicati alle famiglie tra laboratori, racconti e attività pensate per vivere il museo come uno spazio di scoperta e partecipazione.

La giornata inizia alle ore 10.30 con Una casa nel Parco, visita didattica con laboratorio inserita nel ciclo Ogni museo è una casa. Un’esperienza coinvolgente ed immersiva nella natura rivolta ai bambini dai 3 ai 5 anni, tra letture sul prato, racconti da condividere e una storia da costruire insieme. L’attività, curata dai Servizi Educativi del Castello, propone un modo semplice di avvicinarsi al patrimonio del Parco attraverso il gioco e l’immaginazione.

Nel pomeriggio, alle ore 15, appuntamento con I segreti della giardiniera Rosina, visita didattica con laboratorio e merenda dedicata ai bambini dai 6 agli 11 anni. Attraverso indizi, curiosità e piccoli enigmi, Rosina, aiuto giardiniera della corte sabauda, accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle Serre e dei Giardini della Margaria, per concludere con un laboratorio di semina in vasetti, grazie alla collaborazione con l’associazione per la Diffusione di Piante fra Amatori (ADiPA). Un percorso tra natura, storia e osservazione, ideato dai Servizi Educativi del Castello per esplorare uno degli spazi più suggestivi del complesso neogotico.  

INFORMAZIONI

Domenica 31 maggio, ore 10.30

Una casa nel Parco

Visita didattica con laboratorio

Età consigliata: 3-5 anni

Per ogni partecipante sono ammessi due adulti accompagnatori

Prezzo: intero 5 euro, gratuito 0-18 anni e aventi diritto


Domenica 31 maggio, ore 15

I segreti della giardiniera Rosina

Visita didattica con laboratorio e merenda

Età consigliata: 6-11 anni

Per ogni partecipante sono ammessi due adulti accompagnatori

Prezzo: laboratorio + merenda per bambini 5 euro, adulti biglietto Parco Effimera 5 euro


Per gli eventi è richiesto l’acquisto anticipato del biglietto esclusivamente online sul sito Musei Italiani oppure tramite APP dedicata.

Al termine dell’attività a ogni partecipante sarà distribuito un cestino con merenda. Eventuali intolleranze o allergie alimentari vanno segnalate all’indirizzo drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it. Per il consumo della merenda si consiglia di portare con sé un telo o una coperta.

L’ingresso avviene direttamente alla Margaria, dal cancello in ferro sul lato nord del muro di cinta del Parco, all’incrocio con via Migliabruna (coordinate GPS: 44°47'14.9"N 7°40'16.4"E).

Per le persone che partecipano agli eventi è disponibile un parcheggio con accesso dal cancello in ferro verso via Migliabruna (posti limitati).

Informazioni: drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.

Biglietti online su www.museiitaliani.it e tramite app Musei Italiani.


Saluzzo - 49° Mostra Nazionale dell'Antiquariato

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Carlo Pittara "La Fiera di Saluzzo"

Saluzzo celebra il bello che non invecchia mai. La 49° Mostra Nazionale dell'Antiquariato, evento di punta di START Storia e Arte a Saluzzo, che dal 23 maggio al 2 giugno trasformerà la Castiglia in uno scrigno di meraviglie antiche. 

La 49° edizione della Mostra Nazionale dell'Antiquariato si prolunga in questa edizione fino alla Festa della Repubblica: dieci giorni di immersione totale nella storia, un lungo ponte festivo che permetterà ai visitatori di perdersi tra le sale medievali della Castiglia e di ammirare pezzi unici che attraversano i secoli. 

«Il gusto e la definizione di bellezza cambiano negli anni», spiega il curatore Franco Brancaccio, all'ottavo anno consecutivo alla guida della mostra, «ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici profonde e l'attenzione all'arte antica non è mai venuta meno». La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Amleto Bertoni con il patrocinio del Comune di Saluzzo, conferma il suo ruolo nel panorama nazionale dell'antiquariato, collocandosi accanto alle più prestigiose rassegne italiane. Dopo anni di crescendo e consolidamento, la Mostra si presenta come un appuntamento imperdibile per collezionisti, appassionati e semplici curiosi.

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Venti tra le più importanti case antiquarie italiane e internazionali animeranno gli spazi aulici del Castello dei Marchesi. 
Tra queste: Ars Antiqua di Milano, Arte Torino, Galerie Saint Laurent dalla Francia, Novarino Fine Art, Antichità Fabrizio Fallavena da Cento, Antichità La Pieve da Sabbio Chiese, e molte altre provenienti da Genova, Torino, Pinerolo, fino ad Aversa. 
Una selezione accurata che garantisce qualità e varietà, capace di raccontare epoche, stili e territori diversi attraverso mobili, dipinti, ceramiche, oggetti preziosi. 

Anche nell'edizione 2026 spicca il ruolo dell'antiquariato da giardino, un'intuizione ispirata da Paolo Pejrone, storico del giardino e architetto di fama internazionale, resa possibile grazie alla collaborazione con Silvio Armando. 
Il cortile interno della Castiglia si trasformerà in uno scenario suggestivo dove pietra, marmo e ferro battuto dialogheranno con la storia del luogo, offrendo uno sguardo inedito sulla bellezza degli spazi esterni e sull'arte antica applicata al giardino. Accanto alla mostra principale, la Castiglia ospiterà una mostra collaterale dedicata alla pittura paesaggistica del Seicento e Settecento, con opere provenienti dalle scuole lombarda, veneta, genovese e siciliana. Un percorso parallelo pensato per incuriosire e sorprendere, capace di ampliare lo sguardo del visitatore oltre i confini dell'oggetto d'arredo, verso la rappresentazione della natura e del territorio.

Quest'anno la manifestazione si arricchisce di un evento storico: l'inaugurazione della nuova esposizione permanente del monumentale dipinto di Carlo Pittara "Fiera di Saluzzo" (1880), un olio su tela di dimensioni eccezionali (8,11 x 4,09 metri) che restituisce al pubblico uno spaccato vivido della vita saluzzese di fine Ottocento. 
Realizzato nel 1880 per la IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino il grande dipinto rievoca una fiera seicentesca, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, mostrando una parata con cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali a grandezza naturale.
Conservata per molti decenni nei depositi della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, l’opera è stata esposta tra il 2019 e il 2020 e ha preso corpo il progetto di concederla in comodato d’uso alla Città di Saluzzo che ne ha previsto la presentazione all’interno della Castiglia in un allestimento caratterizzato da elementi multimediali che permetteranno di approfondire i diversi aspetti artistici dell’opera e il suo contesto storico.

In questo dialogo tra opere d'arte antica si inserisce una curiosità che renderà l'edizione 2026 ancora più significativa per gli appassionati di Carlo Pittara: accanto al grande quadro "Fiera di Saluzzo", i visitatori potranno ammirare un altro Pittara portato da uno dei galleristi della Mostra, Davide Masoero di Secol-Art Torino. Si tratta del "Ritratto di giovane Signora", un pastello firmato e datato in basso a sinistra "Pittara 1887 Paris". Non si conosce l'identità della figura femminile rappresentata, ma la qualità assoluta del pastello fa pensare a una committenza prestigiosa concessa all'artista in uno dei suoi frequenti soggiorni parigini. Non di meno importante è la cornice dorata coeva dell'opera che reca a tergo l'etichetta originale dell'artigiano corniciaio, testimonianza preziosa del contesto storico e del mercato artistico dell'epoca.
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Carlo Pittara "Ritratto di giovane signora"
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Informazioni

Sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 20 | Feriali dalle ore 15 alle ore 20
Biglietti - Giornaliero: 10€, ingresso gratuito: fino a 18 anni compiuti
Ridotto 5€: gruppi di minimo 15 persone con guida (previa prenotazione); over 65; tesserati FAI;
possessori della APC GOLD CARD – Associazione Produttori Caravan e Camper
In occasione della 49ª Mostra Nazionale dell'Antiquariato, a Saluzzo dal 23 maggio al 2 giugno 2026, coloro che si presenteranno per la visita del Castello della Manta beneficeranno di una riduzione del 30% sul biglietto di ingresso a quota intera. Non sono inclusi i servizi di visita guidata o servizi attivi in quell’arco di tempo.

Servizio di navetta gratuito nei giorni feriali e festivi: domenica 24 e 31 maggio e martedì 2 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 (con giri ogni 30 minuti). Percorso: Piazza Montebello - Piazza Buttini - Piazza Castello.

START – Storia Arte Saluzzo | X Edizione
11 aprile – 18 giugno 2026 | Saluzzo (CN)
startsaluzzo.it 

lunedì 18 maggio 2026

Anna Valla : Tempo periodico - 1979/2026



23 maggio - 27 giugno 2026
inaugurazione sabato 23 maggio 2026 alle ore 18,30

Il Fondaco - Via Cuneo 18, Bra

Testo critico di Toti Carpentieri




[dal comunicato stampa]

L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc In collaborazione con Il Fondaco, Provincia di Cuneo, Città di Bra La mostra sarà visitabile dal 23 maggio al 27 giugno 2026 Il Fondaco – Via Cuneo 18, Bra (CN) La mostra sarà visitabile dal giovedì al sabato dalle ore 16 alle ore 19 e su appuntamento (3397889565 - www.ilfondaco.org) Ingresso libero

La mostra “Tempo periodico – 1979/2026” si presenta al pubblico come il diciassettesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

** L’esposizione, che sarà visitabile dal 23 maggio al 27 giugno, segna un ritorno significativo dell'artista negli spazi di via Cuneo, offrendo al pubblico una riflessione profonda sulla memoria, il segno e la materia. Partendo da una solida base concettuale, la sua cifra stilistica si è evoluta nel tempo verso una pittura colta e stratificata, capace di superare il rigore intellettuale puro per abbracciare una dimensione più materica e lirica. La sua indagine artistica si concentra spesso sulla scrittura come segno visivo e sulla sovrapposizione di trame che richiamano la memoria e il trascorrere del tempo. Con una carriera che attraversa diversi decenni, Anna Valla ha esposto in numerose mostre personali e collettive, mantenendo un dialogo costante con il territorio piemontese e la scena artistica nazionale. La sua arte è un processo di scavo e di riscrittura, un esercizio di pazienza e sensibilità che trasforma la tela in un diario aperto, dove il silenzio e la parola si fondono in un’unica forma espressiva. Nelle sue opere, la stratificazione non è solo tecnica, ma filosofica: ogni segno, ogni colore e ogni trama nascondono e rivelano al contempo ciò che è avvenuto prima. Il tema del "Palinsesto" guida l'intera ricerca di questa mostra. Come le antiche pergamene riscritte, le tele di Anna Valla diventano superfici su cui si accumulano leggeri strati di colore e trame segniche. Ogni opera è un invito a decifrare ciò che il tempo ha depositato pittoricamente sulla tela, e ciò che l'artista ha saputo riportare alla luce. Nel rapporto fisico con la tela, Valla scrive questa bella citazione: “Per me dipingere è un atto di scavo; ogni strato è una parola aggiunta a un discorso mai interrotto". L'allestimento presso Il Fondaco esalta la natura ritmica dei lavori dell'artista. Le grandi e medie composizioni, sature di segni dialogano e interagiscono con la struttura architettonica specifica della galleria, creando un percorso meditativo capace di far dialogare l’arte contemporanea con un ambiente accogliente e storico. Durante il periodo della mostra sono previsti incontri esclusivi con l'artista, un'occasione unica per il pubblico, gli studenti e i collezionisti di dialogare direttamente con Anna Valla e approfondire la genesi delle sue opere. 

** Anna Valla è nata a Saluzzo, dove vive e lavora. Ha studiato all’Accademia Albertina di Torino e ha completato la sua formazione nell’ambiente culturale dell’avanguardia torinese degli anni ‘70. La sua prima personale è del 1979. Successivamente ha partecipato ad altre personali in Italia (Bologna, Napoli, Parma, alassio, Ascoli Piceno, Bra, Perugia, Genova, Omegna, Roma, Firenze, Bari, Torino) e all’estero (come a Basilea, Parigi, Dusseldorf, Melbourne e Geelong). Le sue opere sono presenti in varie Gallerie d’Arte Moderna di Gallarate, Termoli, Marradi, Torre Pellice, a Milano presso la Banca Commerciale Italiana, a Saluzzo presso la Banca Regionale Europea, e in collezioni private. Tra il 1990 e il 1996 ha realizzato sculture in ceramica nei laboratori di Albisola e anche in vetro presso una vetreria d’arte di Savona. Gli elementi Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it principali che caratterizzano le sue opere sono il colore e il segno gestuale, accomunate da un astrattismo lineare, senza però che la sua pittura si esaurisca nell’una o nell’altra, e senza che l’una prevalga sull’altra, in un rapporto di mediato equilibrio e di coerente complementarietà. Il risultato a cui perviene è quindi straordinariamente unitario : il rigore concettuale dell’astrazione geometrica viene utilizzato non per elidere ma, al contrario, per rendere viva e vibrante la carica emotiva e pulsionale espressa attraverso il colore. La realtà viene quindi filtrata da una sorta di “occhio-ombelico”, un’attenta tensione percettiva sia fisico-emotiva che intellettuale, con un’esigenza di contatto-distacco tra la realtà percepita e la sua riflessione meditata, mediata e resa finalmente nell’opera. Nelle sue creazioni prevalgono i bruni, le terre, gli ocra e i colori tenui. Le opere di Anna Valla denotano un gusto per il ritmo, l’armonia e l’equilibrio, sintetizzati in forme semplici. Un motivo costante nei suoi elaborati sono linee abbozzate e schizzate che danno dinamicità alla composizione.



Conversazioni sull'arte

Roberto Baravalle e Silvio Rosso
dialogano con Enrico Perotto su:

Arte e artisti dello STUDIOERRE negli anni '70

Rittana - Centro incontri

venerdì 29 maggio 2026 - ore 17.30






 

mercoledì 13 maggio 2026

ROSSOCUBO SENPìE




Il 30 maggio 2026, ROSSOCUBO arriva a San Pietro di Monterosso Grana con la sua prima installazione permanente “ROSSOCUBO SENPìE”

Dopo oltre vent’anni di azioni itineranti, dispositivi temporanei e interventi in contesti eterogenei, il progetto ideato da Stefano Venezia trova una nuova forma di continuità nel territorio della Valle Grana: un luogo stabile in cui il tempo personale diventa gesto creativo e memoria condivisa.

L’installazione SENPìE nasce dal desiderio di restituire tempo e spazio alle relazioni. In un mondo che corre, ROSSOCUBO invita a rallentare, ricercare l’essenziale e affermare la pluralità.

Il cubo rosso – simbolo del progetto dal 2002 – è un dispositivo da abitare. Attraverso tre domande, semplici e radicali, il pubblico è invitato a riflettere sul proprio tempo, sulla cura
delle idee e sulla disponibilità a lasciarle andare quando trovano equilibrio.

L’installazione diventa così un luogo in cui respirare, ascoltare, riconoscersi: uno spazio che accoglie l’impermanenza e la trasforma in forma condivisa. 

Per l’inaugurazione è previsto un happening partecipativo, parte integrante del metodo ROSSOCUBO: un momento di co-creazione in cui arte e quotidiano si incontrano, generando tracce che resteranno nel dispositivo e nella memoria del territorio.

La realizzazione è resa possibile anche grazie alla collaborazione con Ferrino Spa, partner tecnico che sostiene la ricerca di forme essenziali, leggere e capaci di abitare il paesaggio con rispetto. 

L’appuntamento di sabato 30 maggio, gratuito, si terrà nei pressi del Museo Terra del Castelmagno (Via Mistral 89, San Pietro di Monterosso Grana), dalle ore 15 alle ore 18.

E’ gradita la prenotazione al +39 3294286890 o a expa.terradelcastelmagno@gmail.com.

La Cevitou è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 in Valle Grana. 

Con sede a San Pietro, Monterosso Grana (CN), opera per tutelare, valorizzare e innovare il patrimonio culturale, sociale e ambientale delle aree interne ed è ente gestore dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno che da anni porta avanti una serie di iniziative in ambito artistico, tra cui la produzione partecipata di opere di land art, installazioni e altre forme di contributo  artistico che concorrano ad arricchire il territorio, attraverso uno sguardo nuovo e condiviso.

Per sapere di più delle iniziative dell’Ecomuseo - Associazione La Cevitou: 
https://www.terradelcastelmagno.it/expa-esperienze-per-persone-appassionate/

mercoledì 6 maggio 2026

Guido Navaretti : Emerge forma che mi interroga

9 maggio - 7 giugno 2026
inaugurazione sabato 9 maggio 2026 - ore 17

Fondazione Peano

c.so Francia 47 - Cuneo





[dal comunicato stampa]

L’inaugurazione si terrà sabato 9 maggio 2026 alle ore 17:00 presso la Fondazione Peano, nella Sala Ipogea in Corso Francia 47, a Cuneo (CN). L'evento, a ingresso libero, sarà arricchito da un approfondimento critico a cura di Ivana Mulatero. Saremmo onorati della vostra presenza. L’esposizione rappresenta il sedicesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC. Attraverso una selezione di circa sessanta opere, la mostra offre una retrospettiva che documenta oltre quarant'anni di attività dell'artista: dalle prime prove a inchiostro del 1982 fino alle recenti e innovative incisioni su metacrilato.

La ricerca di Navaretti si distingue per l’etica del bulino, uno strumento che l’artista vive come un “lento vomere” capace di sfidare la velocità contemporanea attraverso la concentrazione e il rigore del segno. Il percorso espositivo invita lo spettatore a un vero e proprio “ascolto visivo”, dove la forma emerge lentamente dalla matrice per interrogare il senso dell'esistenza.

La mostra sarà visitabile dal 9 maggio al 7 giugno 2026, dal giovedì alla domenica dalle ore 16:00 alle 19:00. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Fondazione Peano, con il patrocinio della Città di Cuneo e dell’associazione Incisori Contemporanei.

La mostra personale di Guido Navaretti (Torino, 1952) dal titolo “Emerge forma che mi interroga”, a cura di Ivana Mulatero, offre una retrospettiva profonda e rigorosa che documenta oltre quarant'anni di attività dell'artista, dalle prime prove a inchiostro del 1982 fino alle più recenti incisioni su metacrilato datate 2026.
L’etica del bulino e il “lento vomere”. Formatosi all'Accademia Albertina di Belle Arti sotto la guida dei maestri Mario Calandri e Francesco Franco, Navaretti ha sviluppato un linguaggio autonomo incentrato sull'uso del bulino. Per l'artista, questo strumento non è un semplice attrezzo, ma un “lento vomere” capace di educare all’etica e alla concentrazione, sfidando apertamente la velocità e l’approssimazione della società contemporanea. L'atto dell'incidere diventa così una registrazione del tempo vissuto, dove la matrice agisce come un sismografo dell’esistenza, accumulando settimane di riflessione in ogni millimetro di scavo.
Il “cambio di emisfero”: dal metallo al plexiglas. Un punto focale della mostra è il racconto del cosiddetto “cambio di emisfero” avvenuto nel 1999: il passaggio dalla calcografia tradizionale alla stampa alta (xilografia) su matrici di plexiglas (metacrilatografia). In questo “nuovo mondo”, Navaretti affronta il dominio assoluto del nero, una superficie sorda che deve essere infranta per estrarne la luce. Il segno inciso si trasforma in “segno risparmiato”: un raggio di luce bianca che emerge dal buio tipografico, domando la natura aliena della superficie scura attraverso una rete infinita di microincisioni.
La genesi dell’opera: una forma che interroga. Il titolo della mostra personale sottolinea la particolare poetica di Navaretti, il quale non lavora su bozzetti predefiniti ma opera per “successive attribuzioni”. L'immagine viene conquistata giorno dopo giorno; l'artista attende che tra le infinite possibilità emerga una forma dotata di forza maggiore, capace di interrogarlo e di trovare il filo di un pensiero immaginifico. Il titolo dell’opera sorge solo alla fine del processo, come un consuntivo di un’esperienza vissuta che dà senso all’abbandono della matrice per ricominciare altrove.
Un percorso di resistenza artistica. Le circa sessanta opere in mostra invitano lo spettatore a un esercizio di “ascolto visivo”. Dalle opere su zinco del 2001 ai vasti scenari su metacrilato, il segno di Navaretti si configura come una “preghiera recitata a bassa voce”, una notazione corporea che rifiuta la resa illusionistica o fotografica per ritrovare l’onestà della tradizione incisoria.
Guido Navaretti, le cui stampe sono conservate in prestigiose istituzioni internazionali come il Victoria and Albert Museum di Londra e il China Printmaking Museum di Guanlan, conferma con questa rassegna la sua posizione di rilievo nel panorama della grafica contemporanea.

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Nato a Torino nel 1952. Ha frequentato il Liceo Artistico e, nel 1975, si è diplomato in Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti ottenendo il Premio Dino Uberti, come miglior licenziato del Corso di Pittura ed il Premio Vittorio Avondo, come miglior licenziato di tutti i Corsi. Allievo al corso di incisione dei professori Mario Calandri e Francesco Franco. Dal 1976 al 2011 docente di Discipline Pittoriche nei Licei Artistici di Milano, Novara e Torino.
Dal 1986 il rapporto con quella che, nel 1989, diverrà la “Franco Masoero Edizioni d’Arte”, con la personale alla Stamperia del Borgo Po. Nello stesso anno inizia la produzione calcografica a bulino.
Nel 1999 inizia la produzione a bulino di matrici xilografiche e la pubblicazione sulla rivista Smens, edita da “Nuova Xilografia”, oltreché la partecipazione alle sue iniziative editoriali.


Mostra di Fabrizio Oberti alla pasticceria XI Comandamento

Frammenti di Natura

8 maggio - 3 giugno 2026
inaugurazione venerdì 8 maggio ore 17.30

Pasticceria XI Comandamento

via Amedeo Rossi 25 - Cuneo






 

[dal comunicato stampa]

Presso le prestigiose sale della pasticceria XI Comandamento in via Amedeo Rossi 25, venerdì 8 maggio alle ore 17:30, si inaugura la mostra personale dell’artista Fabrizio Oberti, dal titolo” Frammenti di Natura”. Una ventina di opere inedite e presentate in anteprima assoluta in questa occasione, in cui questi “Frammenti” sono una serie di semplici tasselli cromatici in cui viene scomposta una prospettiva naturale, sia essa un paesaggio, una fioritura o una marina....L’invito per l’osservatore è di riconoscere, nell’accostamento dei colori materici, l’elemento naturale nella sua interezza. Una serie di opere uniche ad acrilico e olio spatolato su tela dal piccolo al grande formato, che vogliono coinvolgere il pubblico non solamente dal punto di vista estetico, ma anche e soprattutto da quello sensoriale. La mostra sarà visitabile in orario negozio fino al 3 giugno con ingresso libero e gratuito.



venerdì 1 maggio 2026

Effimera Margaria


Non uno spettacolo, ma un processo: ideazione, costruzione e messa in scena passano nelle mani dei bambini. Domenica 10 maggio il Complesso della Margaria del Castello di Racconigi (CN) ospita Protagonisti in scena, laboratorio di animazione con marionette per bambini dai 6 anni.

A cura della Fondazione Marionette Grilli, l’appuntamento – in programma alle ore 10.30 e 15 – è costruito come un’attività operativa: si lavora sulle figure, so costruisce una breve trama e si arriva alla messa in scena di un micro-spettacolo dal vivo. Il teatro di figura viene utilizzato come linguaggio, per sviluppare creatività e inclusione, con un’attenzione al fare e alla dimensione collettiva.

Il laboratorio si inserisce nel calendario di EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi, il progetto che fino ad ottobre riapre e mette in uso il Complesso della Margaria insieme alle Serre reali e al Giardino dei Principini, alternando attività e aperture in uno spazio normalmente non accessibile. 

Durante tutte le giornate della rassegna, il Parco è aperto dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.00) e il percorso include il Complesso della Margaria, le Serre reali e il Giardino dei Principini.  




INFORMAZIONI

EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi

Fino all’11 ottobre 2026 presso  la  Margaria del Castello di Racconigi

 

Domenica 10 maggio 2026, ore 10.30 e 15

Protagonisti in scena

Laboratorio di animazione con marionette

Età consigliata: dai 6 anni

Prezzo: intero 10 euro, ridotto 5 euro

I biglietti per gli eventi includono l’accesso giornaliero al Parco con visita libera. 

Per gli eventi è richiesto l’acquisto anticipato del biglietto esclusivamente online sul sito Musei Italiani oppure tramite APP dedicata.

L’ingresso avviene direttamente alla Margaria, dal cancello in ferro sul lato nord del muro di cinta del Parco, all’incrocio con via Migliabruna (coordinate GPS: 44°47'14.9"N 7°40'16.4"E).

Per le persone che partecipano agli eventi è disponibile un parcheggio con accesso dal cancello in ferro verso via Migliabruna (posti limitati).

Informazioni: drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.

Biglietti online su www.museiitaliani.it e tramite app Musei Italiani.

Tariffe e modalità di accesso al Parco durante la rassegna

Per la visita libera al Parco – comprensiva del Complesso della Margaria, delle Serre reali e del Giardino dei Principini – è previsto un biglietto di 5 euro da acquistare nella biglietteria del Castello:


Visitatori singoli: ingresso senza prenotazione dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo ingresso 17.00).

Gruppi e scuole: ingresso dalle 10.00 alle 16.00, con partenze ogni 15 minuti; sono richieste la presenza di una guida turistica abilitata e la prenotazione obbligatoria: https://t.ly/6O2QO.


Biglietto Parco Effimera: intero 5 euro; ridotto 2 euro persone di età compresa tra 18 e 25 anni; gratuito per persone di età compresa tra 0 e 18 anni; persone in possesso di Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; persone con disabilità e relativi accompagnatori; ulteriori gratuità in base a disposizioni di legge e convenzioni.


domenica 19 aprile 2026

Alex Occelli allo spazio Ottica48 con " Non Dove",

 


Alas, poor Yorick! I knew him, Horatio: a fellow

of infinite jest, of most excellent fancy

(Amleto/Wallance)



riflessi tanti, forse troppi o mai abbastanza!


Si fugge, si cerca, si trova, e così la forma tenta di fermare quell'attimo che la tecnologia a volte lo fa sembrare eterno. 


Gira, si ricarica si forma, condivide, ma forse non c'è nulla.


Così il tempo umano che si trasforma come la materia pittorica che da plastica diventa rigida, si ferma per raccontarci il vissuto dell'artista. 


Un vissuto presente, immerso, ma distante. Percettivo e sensibile a quel flusso magmatico della modernità, apparente interattività, anche se perplesso e dubbioso su quanto questo fiume sia realmente adatto al nostro presente. 



Una serie di frame che ricaricano paesaggi, cellulari preistorici, non luoghi trovati, un viaggio fra l'attimo reale e l'infinità del tecnologico virtuale. 


Ognuno scelga dove essere, l'importante che sia.




sabato 18 aprile 2026

Start Contemporanea Saluzzo

 


Dal 09 Maggio al 17 Maggio 2026   Mostra di Arte Contemporanea – 31ª EDIZIONE 

Inaugurazione e vernissage – Sabato 9 maggio 2026 – ore 18.45

Si conferma per il quinto anno la collaborazione con Paratissima per la realizzazione della 31ª edizione della Mostra di Arte Contemporanea – Saluzzo Arte, dal 9 al 17 maggio negli spazi de IL QUARTIERE – Ex Caserma Musso di Saluzzo. La grande mostra collettiva sarà l’occasione, come nel DNA della manifestazione nata a Torino nel 2005, per conoscere il lavoro di una trentina di giovani emergenti, ma anche per incontrare artisti più noti. Saluzzo Arte sarà anche occasione per costruire azioni partecipate e sul territorio, confrontandosi quest’anno con il pubblico sul tema rencontre e comunità.
Come da tradizione gli artisti in mostra sono selezionati attraverso una call pubblica aperta fino al 27 marzo e sono già più di 70 le candidature arrivate da tutta Italia. Nel quinto anno di collaborazione fra Paratissima e Fondazione Amleto Bertoni sul tema dell’arte contemporanea hanno partecipato alle mostre collettive un totale di 174 artisti attraverso le scelte e i progetti di 3 diversi curatori.
Rincontrarsi, il tema della mostra mutuato da quello di START 2026, è qualcosa che la vita ci obbliga periodicamente a fare: ritrovare una nuova connessione con la propria interiorità, con le persone care, con i luoghi amati. È un moto dello spirito che comprende mutamento e rinascita, in cui il modo abituale di vedere le cose si rinnova profondamente. È strettamente legato al concetto di meraviglia: quella sensazione di connessione innata con il mondo capace di risvegliare curiosità ed empatia. Ci aiuta a percepire che esiste qualcosa di più grande, di cui facciamo e possiamo essere parte. È la stessa gioia che si prova nel rivedere, dopo tanto tempo, un luogo dell’infanzia o una persona amica: l’entusiasmo ritrovato in un piccolo gesto extra-ordinario. In questo senso, l’arte è per eccellenza lo strumento che apre le porte dello straordinario, mostrando nuovi modi di vedere: modi altri in cui ci si riconosce inspiegabilmente, in cui ci si sente compresi e rappresentati. Ma in che modo l’arte può diventare uno strumento per ritrovarsi? Essa crea una dimensione sospesa, diversa dal tempo ordinario — un tempo speciale e scelto — in cui è possibile ascoltare le proprie emozioni con maggiore autenticità. Interrompe l’automatismo dello sguardo e invita a leggere con occhi nuovi il presente, ma anche il passato. Spesso conduce a esplorare architetture, forme e geometrie sconosciute, a riscoprire il proprio archivio visuale e famigliare apportando altre definizioni alle immagini, a comprendere significati nascosti nelle parole, a guardare i colori con rinnovata vivacità. Insieme però può aprire il conflitto e creare una spaccatura con il passato: esprimere una separazione profonda da cui scaturisce una prospettiva che porta con sé valori, credenze e opinioni alternative. Essa riafferma con forza il senso di appartenenza e di allontanamento, segna l’inizio di un percorso.
È proprio in questa disposizione alla ricerca, in questo scarto, in questa apertura-rottura, che può avvenire il ritrovarsi: non come ritorno nostalgico a ciò che eravamo, ma come riconnessione più consapevole con ciò che siamo diventati.


Installazione Site Specific  Premio Matteo Olivero – 48ª Edizione  Powered by The Blank  

Inaugurazione Giovedì 18 Giugno – Piscina Comunale di Saluzzo

Anche la 48ª edizione del Premio Matteo Olivero porta a Saluzzo grande arte contemporanea: promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e organizzato da The Blank il premio seleziona il migliore fra i progetti presentati da una selezione di artisti per la realizzazione di un’installazione che troverà collocazione in uno spazio della Città di Saluzzo. Anni di lavoro ci hanno permesso di raggiungere due obiettivi importanti: iniziare sempre più in anticipo, andando a definire l’opera annuale l’anno precedente e, soprattutto, adoperarsi per la realizzazione di un circuito di opere d’arte nel contesto cittadino, valorizzando il territorio attraverso una collezione d’arte pubblica, favorendo il dialogo tra la comunità e l’arte contemporanea.
È Davide Sgambaro (Padova, 1989 – vive e lavora a Torino), il vincitore della 48° edizione del Premio Matteo Olivero.
Per l’edizione 2026, la Giuria, composta da Roberto Giordana (Direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (Presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (Direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale), Nicolas Ballario (giornalista e critico d’arte) ed Elena Forin (LaRete Art Projects) ha scelto di premiare all’unanimità Davide Sgambaro.
L’artista sta già svolgendo un periodo di residenza a Saluzzo funzionale alla realizzazione dell’opera che sarà installata nella primavera 2026 presso la Piscina Comunale. L’obiettivo della residenza è quello di creare un progetto che si integri con il territorio e che coinvolga attivamente la comunità locale. “La scelta nasce dalla capacità dell’artista di articolare, con un linguaggio rigoroso, una riflessione profonda sulle forme contemporanee della trasformazione, del desiderio e della resistenza emotiva. Nelle sue opere Sgambaro unisce materiali e gesti provenienti da ambiti quotidiani, sportivi o performativi, trasformandoli in dispositivi estetici che interrogano lo spettatore e ne sollecitano un coinvolgimento diretto.”
La Giuria riconosce inoltre, a Sgambaro, una rara coerenza di ricerca: ogni lavoro appare come un tassello di un pensiero in evoluzione, capace di mettere in crisi certezze comuni e di aprire spazi critici nuovi, senza mai rinunciare a una dimensione ironica e sottile. La sua pratica, sospesa tra tensione fisica e fragilità emotiva, restituisce con precisione poetica le contraddizioni del nostro tempo.
Dal 2018, con la Direzione Artistica di Stefano Raimondi, il Premio Matteo Olivero invita artisti nazionali e internazionali a realizzare delle installazioni nei luoghi più significativi della città, costruendo nel tempo un percorso culturale e turistico in continua espansione.
Il percorso comprende le installazioni permanenti di: Marcello Maloberti presso il Tribunale di Saluzzo (2025); Alice Ronchi presso il Palazzo del Comune di Saluzzo (2024); Patrick Tuttofuoco presso Il Quartiere (2023); Marinella Senatore presso il Cinema Teatro Magda Olivero (2022); Roberto Pugliese alla Casa della Musica (2021); l’intervento di Veit Laurent Kurz (2020); Santiago Reyes Villaveces negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (2019); il duo newyorkese Barrow-Parke con un’opera permanente nella Cappella Cavassa (2018).


Saluzzo Contemporanea – 18ª Edizione  A cura della FONDAZIONE GARUZZO  
Dal 16 Aprile al 10 Maggio 2026

Un PO di Storia: il paesaggio infinito in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo

Inaugurazione 16 aprile 2026 – Ore 18.00  Monastero della Stella- Saluzzo, a seguire Ala di Ferro, piazza Cavour

Un PO di Storia: il paesaggio infinito è una mostra diffusa dedicata alla memoria e all’identità di Paesana – piccolo comune delle Terre del Monviso alla base della Valle Po – organizzata da Fondazione Garuzzo, ente no profit per la promozione dell’arte italiana nel mondo, e SKART Magazine, free press di arte contemporanea. L’esposizione è nata con l’intento di preservare la memoria della Valle Po ed è allestita in quattro luoghi simbolici di Paesana: l’ala mercatale di Borgo Santa Margherita, il parco lungo il Po, il portico della chiesa di Santa Maria e l’ala mercatale di Piazza Piave.
Le immagini sono frutto della ricerca dell’autore Daniele Marzorati, che nel corso di una residenza ha attraversato la valle, da Paesana a Crissolo fino al Monviso: una piccola missione fotografica nata con l’intento di preservare memorie, micro narrazioni e radici culturali, contribuendo a promuovere il territorio. Tre le parole chiave che guidano l’intero percorso espositivo: paesaggio, memoria, acqua, temi che hanno articolato la ricerca e sono declinati in una riflessione per immagini su grandi teli sospesi al vento che raccontano l’ora e l’allora della Valle.
Il progetto fotografico, lontano dalla tradizione della veduta e della cartolina, si configura come un’indagine sul territorio, un paesaggio destinato alla continua trasformazione dove il naturale cambia progressivamente fino a coincidere con l’orizzonte urbano. Daniele Marzorati prova a testimoniare uno stato di fatto, una realtà che, pur distante da ogni estetica del pittoresco o del sublime, può ancora incantare lo sguardo.
In questa chiave Start e Saluzzo hanno deciso di offrire un luogo altrettanto simbolico, un’Ala di ferro ottocentesca, dove avviene oggi il Mercato della Terra delle vallate e della pianura, dove i ragazzi giocano a pallone, dove in estate si svolgono concerti e manifestazioni: luogo di socialità e di storia, oggi museo a porte aperte.


Dal 9 maggio al 13 Settembre 2026

18ª Edizione Saluzzo Contemporanea   TRACCIANDO IL SENTIERO  Arte, ambiente, visioni del futuro 

La Castiglia – Saluzzo

La seconda iniziativa, di respiro più ampio, è la diciottesima edizione di Saluzzo Contemporanea, intitolata “Tracciando il sentiero: Arte, ambiente, visioni del futuro”. Dal 9 maggio al 13 settembre presso La Castiglia, a cura di Fondazione Garuzzo e CRAG Gallery e in collaborazione con Trigenia Energy Company, la mostra invita una costellazione di artisti a interrogarsi sul ruolo dell’arte contemporanea come spazio di responsabilità etica e creativa. In un’epoca segnata da accelerazioni tecnologiche, crisi ecologiche e mutazioni delle forme di percezione, le opere non si limitano a una mera riflessione, ma assumono le trasformazioni del mondo come materia viva di ricerca. Attraverso linguaggi eterogenei, gli artisti esplorano il rapporto tra energia, materia e spazio, aprendo nuove prospettive su come l’umanità abita e interpreta il proprio pianeta. L’inaugurazione è fissata per sabato 9 maggio alle ore 17.30, con accesso negli orari museali di START.


Start Antiquariato Saluzzo

 


La Mostra, curata da Franco Brancaccio, dopo alcuni anni di crescendo e consolidamento del format, torna nelle sale della Castiglia, il Castello dei Marchesi di Saluzzo, e si conferma come uno dei luoghi dell’Antiquariato italiano, in quel calendario Nazionale che tocca alcune tra le Città più belle del Bel Paese.

Per l’ottava edizione consecutiva, dal 23 maggio al 2 giugno, il curatore si propone di raccontare storie di antiquariato e oggetti pregiati e antichi, proseguendo, e anzi rilanciando, la scia del successo che la storica manifestazione saluzzese, anno dopo anno, ha saputo ottenere.

Il gusto e la definizione di “bellezza” cambiano negli anni, ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici che affondano nel secolo scorso e l’attenzione all’arte antica non è mai venuta meno.

Tante le meraviglie che il pubblico potrà ammirare grazie alla selezione di case Antiquarie che ancora una volta scommettono su una manifestazione capace di consolidarsi negli anni come scrigno in grado di unire l’innovazione dell’Antiquariato di oggi alla storia che permea la città.

L’Antiquariato da giardino sarà nuovamente presente. Ispirata da Paolo Pejrone, storico del giardino e architetto, questa idea è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Silvio Armando. 

Si è così sviluppato un nuovo ambito di interesse che ha offerto uno sguardo anche sulla bellezza dell’esterno, da sempre oggetto di un vero e proprio mondo di arte antica in pietra, marmo, ferro battuto.

La Mostra Nazionale dell’Antiquariato è il fiore all’occhiello di START / Storia Arte Saluzzo, manifestazione che per un oltre un mese racconta la cultura, la storia, la bellezza di Saluzzo. Antiquariato come narrazione del bello senza tempo, del lavoro di gallerie che caparbiamente portano l’arte in tour offrendo al mondo la possibilità di ammirare, acquistare e comprendere il procedere della storia e con esso l’evoluzione dell’arte.

Anche il 2026, oltre a ospitare grandi Case d’Arte italiane e internazionali, porterà in Castiglia una Mostra collaterale dedicata alla pittura paesaggistica che va dal ‘600 al ‘700 lombardo, veneto, genovese e siciliano ma, soprattutto capace di incuriosire e sorprendere.

In concomitanza con la 49^ Mostra Nazionale dell’Antiquariato, il Castello della Manta, Bene del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, sarà nuovamente collegato al Castello della Castiglia attraverso una partnership volta a donare al pubblico un’esperienza di visita ancor più ricca e completa, un’immersione nell’antico Marchesato.

venerdì 17 aprile 2026

Liberi pensieri

Carlo Boffano / Cesare Botto / Pierfranco Cerutti / Nives Forza


24 aprile - 10 maggio 2026
inaugurazione venerdì 24 Aprile ore 17,30
ingresso libero
venerdì e sabato 15,30 /19,00, domenica 10,00/ 12,30 – 15,30 / 19,30

Palazzo Samone - Cuneo







[dal comunicato stampa]

La collaborazione nata recentemente tra questi quattro artisti, da tempo presenti sulla scena artistica cuneese e non solo, ha la caratteristica che essi sono molto diversi tra di loro per età, per formazione, per lo stile e per le tematiche che li rappresentano. Non a caso la scelta del titolo: LIBERI PENSIERI, assume quella valenza emblematica nel voler proporre al pubblico, nelle sale di Palazzo Samone (G.C.), non una mostra di tendenza omologata ad una linea comune, ma una visione particolarissima e diversificata del fare Arte. Di fatto vediamo nelle opere di Carlo Boffano, un piacere ludico nell'accostarsi al mondo della "Pop art" (in particolare a Roy Lichtenstein). Ma lungi dall'imitazione Carlo sceglie gli eroi dei fumetti che ritaglia dall'abum ed incolla su cubetti di legno di vario spessore, per poi applicarli sul supporto, ricomponendo in modo giocoso la storia dei suoi protagonisti. Cesare Botto presenta nella prima sala, una selezione di sculture eseguite in periodi che vanno dagli anni '70 ad oggi, realizzate con materiali vari, dal legno al marmo, alla pietra. Il termine scultura, dopo le rivoluzioni artistiche avvenute nel '900, (Tatlin, Schwitters ad esempio) si attribuisce anche all' assemblaggio e al riciclo di cose insolite. Alcune tele di grande formato, inoltre, sono presenti alle pareti per completare l'allestimento della mostra. L'amico Pierfranco Cerutti espone le sue coloratissime recenti opere ispirate al tema della contemporaneità. La sua percezione del mondo, ossessionato dall'invasione delle immagini, lo porta a costruire frammenti di città popolate da personaggi che sembrano appartenere ad un civiltà aliena ed eseguite con una tecnica personalissima, di grande impatto ambientale. La peculiarità di Nives Forza, invece, si esprime nella scrittura. Dopo "Nenè" e "Benvenuta Ginevra", Nives torna con una nuova storia in cui gli orsetti dell'infanzia diventano custodi di ricordi, affetti e sogni. Favole ricche di emozioni autentiche, di memoria e legami intimi. Nel nuovo libro dedicato alla piccola Sofia, la narrazione si arricchisce di suggestioni fan- tastiche e richiami storici, un'opera che celebra il valore della famiglia, dell'infanzia e dei ricordi, capace di parlare ai lettori di tutte le età, le cui donazioni saranno devolute a favore della "ADS Amico dello Sport Cuneo". Per concludere prendiamo a prestito una frase di Stefano Zecchi che recita: Credere in qualcosa che dia un valore alle proprie azioni è – per ciascuno di noi – la cosa più importante, quella che ci sottrae al qualunquismo, al nichilismo, quella che ci aiuta a fare un passo dopo l'altro in avanti, nonostante sacrifici e delusioni... info Pierfranco Cerutti 335.528 9170


giovedì 16 aprile 2026

Premio Lattes 2026




Julia Deck (Francia), Mathias Enard (Francia), Andrew Miller (Regno Unito), Andrew Porter (USA) e Clara Usón (Spagna) sono i finalisti della XVI edizione. 

Premio Speciale Lattes Grinzane 2026 a Amitav Ghosh, che terrà una lectio magistralis ad Alba il 17 ottobre, durante la cerimonia finale.

400 studenti di tutta Italia per scegliere il romanzo vincitore della cinquina più internazionale 
nella storia del Premio.

Entra nel vivo la sedicesima edizione del Premio Lattes Grinzane con l’annuncio dei cinque autori finalisti: Julia Deck con Ann d’Inghilterra (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d’inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).
 
Nato in memoria di Mario Lattes e curato dalla Fondazione Bottari Lattes, il Premio fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed è dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell’ultimo anno. Dal 2017, l'iniziativa è parte integrante del calendario culturale legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
 
Il Premio Speciale Lattes Grinzane di quest'anno va ad Amitav Ghosh, autore di rilievo mondiale universalmente considerato il più grande scrittore indiano vivente.
 
I romanzi finalisti e il Premio Speciale sono stati determinati dalla Giuria Tecnica, composta dalla presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all’Università di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Università degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario) e Francesca Sforza (giornalista). Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle Giurie Scolastiche a cui è affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest’anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 istituti superiori, tra cui  il Lycée René Char di Avignone, in Francia.
 
Il prossimo appuntamento con il Premio Lattes Grinzane è fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell’incontro con i cinque finalisti al Castello di Grinzane Cavour, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al Teatro Sociale Busca di Alba, Amitav Ghosh terrà una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sarà insignito del riconoscimento, dopodiché verrà scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del Premio. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della Fondazione Bottari Lattes.
 
Commenta la presidente di giuria Loredana Lipperini, spiegando la scelta dei finalisti: “La cinquina finalista della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane è costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non è in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest’anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un’affinità di fondo. In Ann d’Inghilterra, Julia Deck scardina le regole classiche dell’autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con Disertare, ci immerge nel trauma e nell’orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che è ormai alle spalle parla Andrew Miller in La terra d’inverno, scegliendo di scavare nell’inquietudine delle coppie e di una piccola comunità inglese. In La vita immaginata, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in Le belve Clara Usón affronta l’antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell’ETA, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C’è sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all’interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile”.
 
Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il Premio e la rassegna Cervo in Blu d’inchiostro. Domenica 18 ottobre, proprio all’indomani della cerimonia finale, si terrà l’appuntamento all’Oratorio di Santa Caterina di Cervo con uno dei finalisti. L’evento sarà condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.
 
Le giurie
I cinque romanzi finalisti e il vincitore del Premio Speciale sono stati scelti dalla Giuria Tecnica: presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all’Università di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Università degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario), Francesca Sforza (giornalista).
 
Le 25 scuole che costituiscono le Giurie Scolastiche 2026 sono: Liceo Scientifico Statale “Leonardo Cocito” di Alba (Cn), Istituto di Istruzione Superiore “Arimondi-Eula” di Savigliano (Cn), Liceo Classico e Linguistico “Vincenzo Gioberti” di Torino, Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Torino, Liceo Classico Statale “Gian Francesco Porporato” di Pinerolo (To), Liceo Scientifico Statale "Arturo Issel” di Finale Ligure (Sv), Istituzione Scolastica di Istruzione Liceale, Tecnica e Professionale di Verrès (Ao), Liceo Classico Statale “Cesare Beccaria”di Milano, Liceo delle Scienze Umane e Artistico “Giovanni Pascoli” di Bolzano, Liceo Statale “Corradini” di Thiene (Vi), Liceo Scientifico “Michelangelo Grigoletti” di Pordenone, Istituto di Istruzione Superiore "Primo Levi" di Vignola (Mo), Liceo Statale “Niccolò Forteguerri” di Pistoia, Liceo Classico Linguistico “Leopardi” di Macerata, Convitto Nazionale “Principe di Napoli” di Assisi (Pg), Liceo Ginnasio Statale “Virgilio” di Roma, Liceo Scientifico annesso al Convitto Nazionale “Melchiorre Delfico” di Teramo, Liceo Artistico “Sabatini-Menna” di Salerno, Istituto di Istruzione Superiore “Alfano da Termoli” di Termoli (Cb), Liceo Classico Statale "Quinto Orazio Flacco" di Potenza, Liceo Classico “Lanza-Perugini” di Foggia, Istituto di Istruzione Superiore “Morelli-Colao” di Vibo Valentia, Istituto di Istruzione Superiore “La Farina-Basile” di Messina, Liceo Classico e Linguistico Statale “Gramsci” di Olbia, Lycée René Char di Avignone (Francia).
 
I partner del Premio
Il Premio Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di Regione Piemonte, Banca d’Alba, Az. Vitivinicola Conterno Giacomo e Banor SIM; con il patrocinio di Confindustria Cuneo, Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe - Roero e Monferrato; con il patrocinio e il sostegno di Comune di Monforte d’Alba, Città di Alba e Comune di Grinzane Cavour; in collaborazione con Ente Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Enoteca Regionale Piemontese Cavour e Teatro Sociale G. Busca di Alba; partner: Az. Vinicola Conterno e Fantino, Cantina Terre del Barolo – Armando Rivera, Antica Torroneria Piemontese, Albergo Ristorante Felicin, Associazione Turismo in Langa, Audiosystem e Comune di Cervo; partner assicurativo: Italiana Assicurazioni (Agenzia Alba Mondovì – Sciolla).
 
La Fondazione Bottari Lattes
La Fondazione Bottari Lattes è nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cn), dalla volontà di Caterina Bottari Lattes. Ha come finalità la promozione della cultura e dell’arte e l’ampliamento della conoscenza del nome di Mario Lattes (1923-2001) nella sua multiforme attività di pittore, scrittore, editore e animatore di proposte culturali. Mario Lattes è stato un testimone lucido e anticonformista, artista
di respiro internazionale, cui va il merito della diffusione in Italia di pittori e autori stranieri di grande valore. Fu direttore dell’omonima casa editrice, fondata dal nonno nel 1893, per lungo tempo punto di riferimento della scuola italiana. Tra le pubblicazioni scolastiche realizzate si ricorda l’antologia La biblioteca illustrata con i disegni di Mario Lattes per gli studenti delle scuole medie. La Fondazione Bottari Lattes non ha scopo di lucro. Porta avanti iniziative di studio e di ricerca culturale, curandole direttamente o in collaborazione con altri enti o istituzioni, e organizza progetti e appuntamenti culturali. Tra le principali attività: il Premio letterario internazionale Lattes Grinzane, il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, mostre di arte e fotografia, i progetti per le scuole come Vivolibro, i convegni. La sede della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16, Monforte d’Alba) conserva la Biblioteca Mario Lattes, l’Archivio delle carte di Mario Lattes e di altri fondi documentali in possesso della Fondazione e la pinacoteca Mario e Caterina Lattes, che fa parte nella rete degli
Istituti Culturali piemontesi. Nel 2017 la Città di Torino-Presidenza del Consiglio Comunale ha intitolato a Mario Lattes i giardini pubblici di Piazza Maria Teresa, come riconoscimento all'impulso culturale profuso da Lattes nei suoi tanti impegni e iniziative portati avanti nel capoluogo piemontese. Nel 2023, a cento anni dalla nascita di Mario Lattes, la Fondazione ha celebrato la ricorrenza con una pubblicazione, due mostre e vari incontri a lui dedicati, mettendo in luce quali e quante fossero le diverse anime dell’artista torinese.