mercoledì 8 aprile 2026

ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero 2026


CS

 L’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero presenta la nuova edizione di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero, un programma diffuso che da maggio a novembre 2026 mette in relazione progetti artistici e territori, costruendo una narrazione condivisa della contemporaneità.

Più che un semplice cartellone di singole iniziative, ORMA si configura come coordinamento di esperienze autonome, capace di riunire, in totale, oltre 60 comuni che operano tra arte contemporanea e residenze d’artista, favorendo il dialogo tra pratiche artistiche e paesaggio culturale. Sotto il segno di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero confluiscono Creativamente Roero, Resté, Germinale Monferrato Art Fest, La collina sale sempre oltre ai Comuni di Canelli, Neviglie e Roddino, realtà che, pur mantenendo una forte identità individuale, trovano qui un quadro comune di valorizzazione e visibilità.

La progettualità di ORMA è orientata alla valorizzazione di eventi e manifestazioni nati nei diversi territori, capaci di attivare relazioni virtuose tra arte, comunità e turismo culturale, generando ricadute durature e nuove motivazioni di viaggio.

Ogni progetto mantiene il proprio radicamento territoriale: Creativamente Roero nel Roero, il Comune di Roddino alla cerniera tra la Langa del Barolo e l’Alta Langa, Resté tra Alta e Bassa Langa, il Comune di Neviglie nelle Langhe Occidentali, il Comune di Canelli tra le Langhe e l’Alto Monferrato, Germinale nel Monferrato e La collina sale sempre tra le Langhe del Barbaresco e del Moscato.

Per l’edizione 2026, ORMA si arricchisce con l’ingresso di nuovi territori e collaborazioni.

Entra il Comune di Canelli, che ospiterà da giugno 2026 un’opera di Maria Theresa Alves, realizzata in partnership con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Associazione per la tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Si aggiungono inoltre i Comuni di Neviglie e Roddino, coinvolti nel progetto transfrontaliero Prospettive / Perspectives, sviluppato con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson. Viene infine avviato un dialogo con la Fondazione San Patrignano e l’Associazione Genesi, ampliando il raggio d’azione verso il rapporto tra arte contemporanea e impegno sociale.

In qualità di coordinatore, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero amplifica le singole voci raccontando unitariamente ORMA nel contesto di Alba Capitale dell’arte contemporanea 2027.

Nel ruolo di coordinatore, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero costruisce un racconto unitario del progetto, inserendolo nel percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero si svolge con il patrocinio della Regione Piemonte.

“ORMA è un progetto che interpreta molto bene la visione della Regione Piemonte: una cultura diffusa, capace di abitare i territori, di valorizzarne l’identità e di generare nuove occasioni di crescita, partecipazione e attrattività – spiega Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte –. Mettere in relazione arte contemporanea, paesaggio, comunità e turismo significa costruire un modello culturale che non si concentra solo nei grandi centri, ma che sa riconoscere il valore dei borghi, delle colline e dei luoghi più autentici del nostro patrimonio. Iniziative come ORMA rafforzano il profilo del Piemonte come terra capace di coniugare bellezza, sperimentazione e visione, creando connessioni tra linguaggi artistici, memoria dei luoghi e nuove prospettive di sviluppo. È anche attraverso progettualità come questa che accompagniamo il percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, sostenendo una rete culturale sempre più forte, inclusiva e radicata nei territori.”

La nuova edizione di ORMA. Tracce d’artista in Langhe Monferrato Roero prosegue un percorso progettuale avviato nel 2025 e orientato alla valorizzazione di manifestazioni artistiche nate e cresciute nelle differenti aree del territorio – spiega Mariano Rabino, Presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero –. Eventi in grado di valorizzare i luoghi ospitanti e di essere una risorsa per lo sviluppo turistico e territoriale, lasciando al contempo una legacy alla comunità locale. In questo contesto, l’arte contemporanea diventa una leva strategica per ripensare i luoghi, ridefinire le identità e costruire nuove relazioni tra centro e periferia, tra memoria e futuro e tra le generazioni. Gli eventi artistici diffusi contribuiscono inoltre al recupero di beni pubblici e privati, coinvolgendo paesi e borghi meno battuti dalle principali rotte turistiche e innescando un circuito virtuoso di riqualificazione delle aree meno valorizzate. L’artista ospite entra così nei processi sociali, interrogando la realtà locale e il contesto con attenzione alla complessità delle relazioni. In questo senso, la residenzialità d’artista rappresenta uno strumento potente di co-creazione e azione collettiva, capace di favorire la connessione tra artisti e pubblico e di promuovere progetti di formazione e partecipazione attiva, per una fruizione più ampia e consapevole del processo e del prodotto artistico”.

Roberto Cava, Presidente di Alexala, aggiunge: “Come ATL della provincia di Alessandria/Terre del Sud Piemonte, siamo coinvolti nel programma di ORMA, grazie alla solida partnership con l’Ente Langhe Monferrato Roero, con la partecipazione diretta a Germinale Monferrato Art Fest che si sviluppa anche in buona parte sul nostro territorio e si inserisce nel percorso di sviluppo che stiamo portando avanti insieme agli attori locali. È un contributo mirato, coerente con il ruolo dell’ATL e con le attività che abbiamo condiviso con i nostri partner istituzionali. In modo particolare, stiamo lavorando alla definizione di un piano triennale in cui il prodotto turistico‑culturale avrà un ruolo centrale: un impegno che guarda alla valorizzazione del patrimonio, alla qualità dell’esperienza e alla costruzione di progettualità solide e condivise. In questo quadro, rassegne come Germinale rappresentano un tassello importante di un percorso più ampio che intendiamo sviluppare con metodo e visione”.

Il programma 2026

Resté
Nelle Langhe, Resté: percorsi ed esperienze d’arte contemporanea si sviluppa tra i Comuni di Diano d’Alba, Montelupo Albese, Rodello e Cerretto Langhe, mettendo in relazione patrimonio e paesaggio culturale attraverso interventi artistici permanenti e pratiche partecipative. Il progetto attiva un dialogo continuo tra arte contemporanea e territorio, in cui le opere nascono da processi condivisi tra artisti, comunità e contesto ambientale. Promosso dalla Parrocchia di San Lorenzo di Rodello, in collaborazione con la Fondazione Santi Lorenzo e Teobaldo e UnTerritorio ETS, Resté si configura come un percorso diffuso che integra arte e paesaggio, attivando nuove modalità di fruizione e conoscenza del territorio.

In piemontese Resté significa “restare” e richiama il concetto di “restanza”: un abitare consapevole fondato sulla cura, sulla relazione e sulla trasformazione dei luoghi. In questo senso, l’arte diventa dispositivo di attivazione e connessione tra comunità e territorio.
Cuore del progetto sono le residenze artistiche, realizzate in collaborazione con Farm Cultural Park, GART – Galleria d’Arte di Neive e, per il collettivo PoEM, con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Le residenze si configurano come momenti di ascolto, scambio e co-creazione che coinvolgono attivamente abitanti, studenti e realtà locali, dando forma a opere e azioni performative radicate nelle identità e nelle memorie del territorio.

Nel 2026, Resté giunge al quarto anno consolidando il proprio ruolo di piattaforma culturale diffusa. Il programma si articola in residenze, laboratori, incontri e nuove produzioni, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Tra i principali appuntamenti: dal 21 al 27 febbraio la residenza teatrale con PoEM e Gabriele Vacis, accompagnata da incontri aperti alla comunità; il 5 aprile la Meditazione sul Vangelo di San Giovanni con la compagnia PoEM e le scenofonie di Roberto Tarasco; dal 27 aprile al 3 maggio la residenza dell’artista Sara Fratini; dal 3 al 10 giugno la residenza di Uwe Jaentsch; in ottobre le residenze con Farm Cultural Park nell’ambito del progetto Radical She; tra novembre e dicembre la mostra Dimensioni del Restare; tra dicembre 2026 e febbraio 2027 la realizzazione del padiglione Habitar con Joacquin Mora per la biennale Countless Cities.
Attraverso queste attività, Resté rafforza la propria missione: valorizzare il territorio e promuovere il coinvolgimento attivo delle comunità attraverso l’arte contemporanea, favorendo la nascita di opere pubbliche, relazioni e nuove forme di abitare i luoghi.

Prospettive / Perspectives
Dal 2023, i borghi di Roddino e Neviglie ospitano Prospettive / Perspectives, progetto promosso da Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson nell’ambito del Programma Interreg Alcotra Italia-Francia.
Curato da Tom Eccles, il progetto promuove una fruizione consapevole del territorio attraverso l’arte contemporanea, affrontando temi come cambiamento climatico, sostenibilità e tutela del paesaggio in un contesto – quello di Langhe, Roero e Monferrato – riconosciuto patrimonio UNESCO. L’intervento artistico diventa così strumento di lettura e interpretazione del territorio, capace di connettere dimensione locale e questioni globali.

Dal 22 aprile 2026 a Roddino, l’intervento murale di Liam Gillick e Hito Steyerl trasforma la facciata dell’ex scuola – ora bottega polifunzionale del paese – in un dispositivo visivo basato su dati dal titolo However many times we ran the model the results were pretty much the same; a Neviglie, la scultura The Traveler di Jean-Marie Appriou, collocata nel belvedere pubblico, evoca il paesaggio come orizzonte simbolico tra memoria e trasformazione. Le opere nascono da un processo condiviso con comunità e scuole, traducendo contenuti complessi in esperienze accessibili e radicate nei luoghi. Inoltre a testimonianza della continuità e della profondità del rapporto tra gli artisti e le comunità per il 2026, sono previste attività che riporteranno la creatività di Liam Gillick e Jean-Marie Appriou, rispettivamente, a Roddino e a Neviglie.

All’artista britannico verrà affidata la realizzazione di un manifesto d’autore per la storica manifestazione culturale roddinese Mataria d’Langa, che nel 2026 tocca la 35° edizione; in questa occasione, la casa colorata sarà protagonista di un evento letterario il 26 luglio. Allo scultore francese, invece, il compito della realizzazione dell’etichetta della prima sboccatura, vendemmia 2023, del Metodo Classico – 50% chardonnay, 50% pinot nero –  istituzionale del Comune di Neviglie.

Creativamente Roero
Due gli appuntamenti, il 16 e il 24 maggio 2026, che danno inizio all’ottava edizione di Creativamente Roero – Residenze d’Artista tra Borghi e Castelli, che avrà luogo quest’anno nei Comuni di Antignano, Castellinaldo d’Alba, Govone e San Martino Alfieri.

A cura di Patrizia Rossello, il progetto si configura come una rete di residenze per artisti italiani e internazionali, pensata per integrare offerta culturale e valorizzazione territoriale attraverso pratiche partecipative. Il lavoro si fonda su processi di relazione diretta con i luoghi e le comunità, e, grazie alla produzione di opere e installazioni site specific, ricerca artistica e contesto diventano elementi inseparabili.

L’edizione 2026, intitolata Tema libero, coinvolge Francesco Meloni, Saverio Todaro, Giuseppe Gavazza e Carlo Gloria in un percorso di studio, analisi e creazione articolato tra incontri, sopralluoghi e momenti di restituzione pubblica. Il progetto si conclude con un evento diffuso nei diversi comuni, trasformando il territorio in un sistema espositivo permanente aperto e condiviso dove i linguaggi del contemporaneo dialogano armonicamente con le tradizioni locali mettendo in risalto quegli elementi che rendono ciascun borgo unico e speciale. Ad oggi, nel susseguirsi delle edizioni, sono 28 gli artisti coinvolti e oltre 30 le installazioni che, diventate patrimonio delle comunità tramite un atto formale, danno vita a un museo diffuso a cielo aperto tra Roero e Monferrato.

Sabato 16 maggio a Govone, presso il Castello Reale, si svolgerà il convegno Arte, Cultura, Impresa e l’assegnazione del Premio Castello Reale di Govone. Domenica 24 maggio si terrà la festa itinerante di inaugurazione delle opere, con degustazioni ed eventi performativi lungo il percorso: ore 10.00 Carlo Gloria – San Martino Alfieri; ore 12.00 Francesco Meloni – Antignano; ore 15.00 Giuseppe Gavazza – Govone; ore 17.00 Saverio Todaro – Castellinaldo d’Alba.
Promosso dall’Associazione Creativamente Roero, il progetto coinvolge 25 Comuni e numerosi partner, ed è sostenuto da Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione CR Asti e Camera di Commercio di Cuneo e, per la sezione Creativamente Roero Lab, da Banca d’Alba.

La collina sale sempre
Dal 20 giugno al 5 luglio 2026 torna La collina sale sempre, festival diffuso che dal solstizio d’estate vedrà protagonisti i Comuni di Castiglione Tinella, Mango, Neive, Barbaresco, Santo Stefano Belbo e Castagnole delle Lanze.

Ideato da Ernesto Morales e curato da Marzia Capannolo, il progetto mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e comunità attraverso opere e installazioni site-specific sviluppate in dialogo con le caratteristiche storiche e culturali dei luoghi. Il festival si configura come un itinerario che attraversa architetture e spazi simbolici – chiese, torri campanarie, cantine, fienili ed edifici storici – attivando nuove modalità di fruizione del territorio e un confronto diretto tra linguaggi contemporanei e patrimonio locale.
Come suggerito dal titolo stesso del festival ispirato a un passaggio de La luna e i falò di Cesare Pavese, l’edizione di quest’anno si sviluppa attorno al tema della trasformazione, intesa come processo capace di conservare la memoria e generare nuove forme e significati. I 13 artisti coinvolti – provenienti da Italia, Lettonia, Olanda, Uruguay, Stati Uniti e Argentina – sono invitati a confrontarsi con il territorio attraverso interventi pensati in relazione alle sue stratificazioni storiche e culturali. Il programma, articolato in mostre, installazioni e momenti di incontro, è accompagnato da workshop, visite guidate e degustazioni, in collaborazione con le realtà produttive locali.

Nel primo weekend (20–21 giugno) il festival si apre tra Castiglione Tinella, Mango e Neive con mostre, installazioni site-specific e degustazioni, coinvolgendo spazi simbolici del territorio e la sede di Artefora, che ospita anche i progetti dei vincitori del Premio Luigi Candiani. Da venerdì 26 giugno la Torre di Barbaresco ospiterà la mostra Orizzonti futuri mentre durante le settimane del festival un panel di incontri e talk con gli artisti verrà ospitato a Santo Stefano Belbo nella sede della Fondazione Cesare Pavese.

Dal 27 giugno al 5 luglio il focus si sposta su Castagnole delle Lanze con Lanze in Arte, una settimana di installazioni diffuse, workshop ed eventi che trasformano il borgo in un laboratorio a cielo aperto, affiancata da un programma internazionale di residenza artistica organizzato in collaborazione con la  Great Meadows Foundation – (USA): per un mese Castagnole delle Lanze sarà il luogo di residenza e di ricerca dell’Artista Lori Larusso proveniente dal Kentucky e dell’Artista Argentina Adriana Carambia in rappresentanza del collettivo Plataforma Afluente, vincitore del premio Artefora Residency. Il programma si completa il 28 giugno con l’inaugurazione del murales pubblico Cambiante di Ernesto Morales, opera permanente che riflette sul tema della trasformazione in dialogo con il paesaggio collinare.

Germinale – Monferrato Art Fest
Dal 10 settembre al 4 ottobre 2026 torna Germinale – Monferrato Art Fest, rassegna diffusa nel Basso Monferrato che coinvolge 17 Comuni tra le province di Asti e Alessandria, coinvolgendo anche Alexala, l‘agenzia turistica locale della provincia di Alessandria.

Curata da Francesca Canfora, l’edizione 2026 – Di marne feconde, un mare – propone una lettura del territorio che indaga il sottosuolo come archivio di memoria e metafora dell’invisibile, mettendo in relazione dimensione geologica, storia e immaginario. Il progetto costruisce così una narrazione stratificata, capace di attraversare tempo e paesaggio.
Il programma riunisce circa 50 artisti tra nomi affermati e nuove generazioni, con mostre, installazioni, progetti site-specific e 10 residenze d’artista (tra senior internazionali e under 35 selezionati tramite bando).

Accanto all’esteso circuito di oltre venti sedi espositive, prosegue la costruzione del Museo Diffuso con due nuove opere permanenti a Villadeati e a Rinco (Montiglio Monferrato). Si rinnova inoltre il Selva Art Prize, premio dedicato agli artisti under 40, con mostra finale a Castagnole Monferrato.

Il Public Program anima i quattro weekend con talk, workshop e performance, offrendo un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni con il progetto Micromondi sotto i piedi: laboratori nelle scuole primarie del territorio portano alla creazione di un’opera collettiva, un “archivio fossile del futuro”, esposta durante il festival.

Garden of Pluriversal Recapturings (Il giardino delle riconquiste pluriversali)
In celebrazione del decennale della nomina a Patrimonio dell’Umanità UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’artista brasiliana Maria Thereza Alves è stata selezionata per un grande progetto di arte pubblica finanziato da Regione Piemonte e Ministero del Turismo. Esito di una collaborazione tra il Comune di Canelli, l’Associazione per i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Garden of Pluriversal Recapturings (Il giardino delle riconquiste pluriversali) 2026, di Maria Thereza Alves è un intervento specificatamente pensato per il sito de La Moncalvina a Canelli, al fine di creare un tessuto connettivo tra lo spazio umano e tutto l’ecosistema circostante. L’opera prevede un’ampia sistemazione paesaggistica a carattere ecologico del sito sviluppata in collaborazione con ecoLogicStudio. Il giorno di inaugurazione è fissato per l’11 luglio 2026. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), istituito dal Ministero del Turismo, e della Regione Piemonte con il coordinamento curatoriale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.

Nel quadro delle progettualità legate ad Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, ORMA avvia un dialogo con la Fondazione San Patrignano ETS e l’Associazione Genesi, due realtà di riferimento nel rapporto tra arte contemporanea e impegno sociale.

La Fondazione San Patrignano ETS, dal 1985, sostiene l’omonima Comunità, la più grande realtà di recupero dalla tossicodipendenza in Europa e modello di riferimento a livello mondiale. Per garantire la sostenibilità finanziaria e la sopravvivenza perpetua della struttura, la Fondazione ha dato vita a una collezione di opere d’arte donate da prestigiosi esponenti del settore attraverso atti di donazione che prevedono la vendita all’asta delle opere in caso di necessità economiche da parte della Comunità. Questo patrimonio, che oggi conta complessivamente 42 opere, è stato protagonista di un importante percorso di valorizzazione tra il 2020 e il 2024 presso il PART-Palazzi dell’Arte di Rimini, oltre a essere stato presentato in contesti d’eccellenza quali la Triennale di Milano e l’Università Bocconi attraverso mostre dedicate.

Accanto a questa esperienza, l’Associazione Genesi – fondata nel 2020 su iniziativa di Letizia Moratti – promuove attraverso la propria collezione una riflessione sui diritti umani e sulle principali urgenze del presente. Le opere, esposte in contesti internazionali come il Palais des Nations di Ginevra, Villa Panza e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, delineano un progetto che unisce arte contemporanea, educazione civica e consapevolezza sociale.

Il dossier di candidatura prevede l’arrivo nel territorio di Langhe Monferrato Roero di una selezione di opere provenienti da entrambe le collezioni, offrendo al pubblico l’opportunità di confrontarsi con lavori di artisti come Mario Schifano, William Kentridge, Michelangelo Pistoletto, Francesco Vezzoli, Anna Boghiguian, Alfredo Jaar e Shirin Neshat.

Percorso di Arte Condivisa


 Fondazione Peano ospita dal 9 al 12 aprile la mostra “Percorso di Arte Condivisa” che restituisce alla comunità i lavori realizzati dagli studenti della scuola primaria Lidia Rolfi Beccaria in collaborazione con l’artista Mauro Salvagno. La mostra, allestita all’interno della sala ipogea, propone lavori pittorici e poetici realizzati dalle dieci classi della scuola del quartiere San Paolo di Cuneo.

La mostra verrà inaugurata giovedì 9 aprile alle ore 16.30 in presenza dell’artista Mauro Salvagno e sarà aperta al pubblico fino a domenica 12 aprile con orario 16-19. Ingresso libero e gratuito.

martedì 31 marzo 2026

Immersione nella luce


Mostra personale di Franco Blandino 

4-26 aprile 2026
inaugurazione si terrà sabato 4 aprile 2026 alle ore 18.00 

Chiesa di San Giovanni 

via Garibaldi 71 - Fossano (Cuneo) 





[dal comunicato stampa]

L'evento, che prevede l'ingresso libero, sarà arricchito da un testo critico a cura di Claudio Mana. L’esposizione rappresenta il quindicesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC. Attraverso la sua ricerca artistica, Franco Blandino interroga la dimensione del sacro, utilizzando la luce non solo come fattore tecnico, ma come valore simbolico e metafora del trascendente. Il percorso espositivo invita lo spettatore a cogliere un riflesso di spiritualità anche nella realtà quotidiana, trasformando la visita in una vera e propria esperienza interiore. 

La mostra sarà visitabile dal 4 al 26 aprile 2026, dal venerdì alla domenica dalle ore 17:30 alle 19:30, con l’eccezione delle festività del 5 e 6 aprile. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comitato Borgo Vecchio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fossano, la Fondazione e la Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A.. In allegato trovate il comunicato stampa completo con l'approfondimento critico e i dettagli biografici dell’artista. Ringraziandovi per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.

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Il primo evento d’arte 2026 in San Giovanni a Fossano vede il ritorno dell’artista fossanese Franco Blandino, medico di base, noto in città per la grande dedizione e professionalità. La sua pittura si colloca in una ricerca artistica che interroga la dimensione del sacro in un tempo profondamente secolarizzato. Il suo lavoro non si limita a proporre immagini devozionali in senso tradizionale, ma tenta piuttosto di restituire un sentimento più ampio di spiritualità: uno spazio interiore in cui stupore, inquietudine e tensione verso il trascendente si manifestano attraverso il linguaggio della pittura. In questa prospettiva, l’elemento centrale della sua ricerca appare essere la luce. Essa non è semplicemente un fattore tecnico o compositivo, ma assume un valore simbolico e quasi teologico. Nelle opere di Blandino la luce sembra provenire dall’alto, come una sorgente che irradia la scena e al tempo stesso attrae le figure verso di sé. Si configura così come metafora del trascendente, come segno di una tensione spirituale che attraversa lo spazio pittorico e orienta lo sguardo dello spettatore. Questa dimensione emerge con particolare evidenza in opere come “De profundis clamavi”, dove la luce diventa elemento generatore dell’immagine e principio di elevazione. Attorno a essa si organizza un caleidoscopio cromatico che non ha soltanto funzione decorativa, ma contribuisce a costruire un’atmosfera di ricerca e di attesa, quasi una soglia tra il visibile e l’invisibile. Anche nelle opere grafiche e nei fumetti, spesso realizzati in bianco e nero, l’artista dimostra una notevole consapevolezza del valore espressivo della luce. Gli spazi bianchi, i contrasti con l’inchiostro e le improvvise aperture luminose tra rami o paesaggi suggeriscono una presenza silenziosa, una traccia del sacro che affiora nel quotidiano. Ciò che caratterizza la poetica di Blandino è dunque la capacità di far emergere il sacro non tanto attraverso soggetti esplicitamente religiosi, quanto tramite un uso simbolico della luce e del colore. Il sacro diventa così esperienza percettiva e interiore: una vibrazione luminosa che attraversa le forme e invita lo spettatore a cogliere, anche nella realtà più ordinaria, un riflesso di trascendenza. Rivolgo, quindi, un invito a non perdere questa “immersione nella luce” che ci viene proposta, con la visita della mostra in Borgovecchio.

Claudio Mana



Mostra personale di Marina Falco


2-30 aprile 2026
inaugurazione giovedì 2 aprile dalle ore 17,30

Saletta “XI Comandamento” 

via Amedeo Rossi 25 - Cuneo 

















[dal comunicato stampa]

Nei dipinti di Marina Falco “Il senso della vita corre sui fili pulsanti di continue e variabili germinazioni naturali degli esseri viventi, oppure esplode dell’universo come eruzione imperiosa di forme lineari, portatrici di forza generativa, che vince ogni avversità e concede alla bellezza e all’armonia la possibilità di affermarsi nel cammino dell’esistenza di ciascuno di noi”. Enrico Perotto. 

Opere di prestigio ed indubbio effetto sensoriale, cromatico e di perfezione del tratto. Storico-Ricercatore Pierfrancesco Rolando 

La pittrice Marina Falco ha da sempre manifestato la passione per l’espressione visiva. Il suo percorso artistico contempla inizialmente l’uso dell’acquerello con cui realizza vibranti opere naturalistiche. La Natura suggerisce...la Natura sorprende... Lo spirito dell’artista legge e interpreta la bellezza. Nasce una sintonia imprevedibile e la fantasia prende a volare. Gioca con i colori e con le forme, a volte crea immagini irreali come semi cosmici portatori di vita, altre si perde a definir particolari di un mondo naturale unico nella sua perfezione. 




VeRo - Patrick Tuttofuoco a Vernante



 
Le storiche ciminiere dell'ex vetreria di Vernante, silenziose custodi della memoria industriale della Valle Vermenagna, si preparano a diventare un'icona della contemporaneità. Grazie a un'articolata operazione di messa in sicurezza strutturale e alla successiva valorizzazione artistica, il sito non sarà più il simbolo di un abbandono decennale, ma un dispositivo di relazione e di futuro.

Costruita alla fine degli anni '40, la vetreria ha rappresentato per decenni il cuore pulsante dell'economia locale. Dopo anni di degrado, l'attuale amministrazione ha avviato un piano di recupero che parte dalla salvaguardi a delle due ciminiere, alte rispettivamente 69 e 54 metri, segni inconfondibili del paesaggio.

L'iniziativa nasce dalla sinergia tra l'Amministrazione Comunale, la Fondazione CRC e il progetto europeo transfrontaliero ALCOTRA Vermenagna Roya III, promosso da Borgo San Dalmazzo. La cura scientifica dell'intervento è affidata all'associazione Art.ur e al curatore Andrea Lerda, che hanno individuato in Patrick Tuttofuoco l'artista ideale per tradurre in forme visive la complessità di questo luogo di confine.

I lavori, realizzati con il contributo di Fondazione CRC, prevedono una profonda rigenerazione delle superfici delle ciminiere attraverso la scarifica esterna, il rinforzo strutturale tramite cerchiature e cuciture con nastri fibrorinforzati, la messa in sicurezza delle fessurazioni sommitali e il ripristino estetico delle storiche scale in acciaio. Una rasatura cementizia finale permetterà infine di restituire omogeneità alle strutture, riducendone l'impatto visivo e armonizzandole con il contesto.

Grazie a una convenzione con la proprietà, l'area ai piedi delle strutture passerà al Comune di Vernante per la creazione di una nuova zona a verde pubblico. La messa in sicurezza delle ciminiere sarà il presupposto fondamentale per un intervento di valorizzazione artistica dal forte impatto visivo: le torri si trasformeranno in un punto focale capace di catturare lo sguardo lungo la strada internazionale e dai punti panoramici del paese, offrendo una nuova prospettiva sul legame tra storia e paesaggio.

L'intervento sarà un elemento importante e identitario per il nuovo itinerario VeRo che, grazie ai fondi del programma europeo Interreg ALCOTRA, sarà inaugurato in ottobre e accompagnerà turisti e cittadini attraverso la Cuneo-Ventimiglia-Nizza per scoprire l'eccezionalità di questo viaggio in treno e del territorio che attraversa, in vista del suo centenario nel 2028.

Patrick Tuttofuoco è uno degli artisti italiani più stimati a livello internazionale. La sua ricerca è un'esplorazione continua del corpo, della relazione tra individuo e spazio pubblico e della capacità dell'arte di generare comunità attraverso l'uso della luce e di forme geometriche primarie.

lunedì 30 marzo 2026

EFFIMERA al Parco del Castello di Racconigi



 EFFIMERA è il modo in cui il Parco del Castello di Racconigi torna a vivere: un progetto delle Residenze reali sabaude, realizzato con il contributo di Fondazione CRC e in collaborazione con la Città di Racconigi.  Il Complesso della Margaria nel Parco apre al pubblico, con una rassegna che, da aprile ad ottobre, alterna aperture straordinarie, spettacoli, cinema all’aperto, visite naturalistiche, laboratori e attività per famiglie.

Il titolo EFFIMERA richiama la natura stessa della rassegna: ogni appuntamento è un evento unico, pensato in relazione al Parco e al suo continuo mutare nel corso delle stagioni. Il sottotitolo Vivere il Parco del Castello di Racconigi è un invito a frequentare il Parco e a viverlo non solo come luogo di visita, ma come ambiente da attraversare e abitare in diversi momenti dell’anno. Da questa idea nasce un calendario di giornate in cui, accanto alle attività, sarà possibile visitare il Complesso della Margaria, le Serre reali e il Giardino dei Principini, normalmente non aperti al pubblico.

La rassegna nasce dopo una prima stagione di iniziative realizzata lo scorso anno e rappresenta un ulteriore passo nel percorso di riapertura e valorizzazione della Margaria, uno dei gioielli architettonici del Parco del Castello di Racconigi e uno dei più importanti esempi di architettura neogotica in ambito europeo. In questi anni la riapertura è avvenuta progressivamente, attraverso visite, aperture straordinarie e attività. Oggi la rassegna diventa lo strumento per rendere questi spazi nuovamente frequentati e vissuti.
 
Il programma si articola in 22 giornate, tra aprile e ottobre, alternando e intrecciando linguaggi e pubblici diversi. Performing arts nel Parco e negli spazi della Margaria, con lo spettacolo di circo contemporaneo al femminile Non m’indosso del Collettivo Binario Zero che esplora l’equilibrio tra attrici e personaggi, partendo dalle musiche di Giacomo Puccini e dalle protagoniste al centro delle sue opere (domenica 24 maggio e domenica 13 settembre, ore 17.30); lo spettacolo teatrale Il sogno di Bottom a cura di Onda Larsen, spin off di uno dei più divertenti personaggi di Shakespeare (domenica 28 giugno, ore 16.30) e il reading Ma piantala lì! con Alessandro Barbaglia che racconta storie di semi e alberi, storie sintetiche e non di sintesi, bensì di fotosintesi (domenica 30 agosto, ore 16.30). 

Cinema all’aperto con aperitivo nel cortile delle Serre reali, con le proiezioni curate dall’Associazione Cinedehors, di The Artist, il film vincitore di 5 premi Oscar nel 2012, tra cui Miglior Film, scritto e diretto in bianco e nero da Michel Hazanavicius e ambientato durante il passaggio dal cinema muto a quello sonoro (sabato 13 giugno, ore 19), e Le regole del caos, uscito nel 2014 e diretto da Alan Rickman con Kate Winslet, sull’architetto paesaggista André Le Nôtre a cui venne affidato l’ambito incarico di progettare e realizzare i giardini di Versailles (sabato 11 luglio, ore 19). Visite naturalistiche con pic-nic nel Giardino dei Principini per conoscere, con l’agronomo delle Residenze reali sabaude, storie di giardini e delle figure che nel tempo lo hanno curato: i giardinieri (domenica 24 maggio, domenica 14 giugno, domenica 16 agosto e sabato 26 settembre, ore 10.30). Osservazione del cielo con aperitivo, a cura di Infini.To - Planetario di Torino: guidati da un astronomo sarà possibile osservare il cielo sia a occhio nudo, sia con l’ausilio di telescopi (sabato 20 giugno, ore 19.30).

Visite didattiche e attività per bambini di differenti fasce d’età, a cura dei Servizi educativi del Castello: “Una casa nel Parco”, dai 3 ai 5 anni, si ispira all’albo Un giardino straordinario di Sam Boughton per un’esperienza immersiva e coinvolgente tra letture sul prato, racconti da condividere e una storia da costruire insieme (domenica 26 aprile e domenica 31 maggio, ore 10.30); “I segreti della giardiniera Rosina”, dai 6 agli 11 anni, porterà i partecipanti attraverso indizi e curiosità, guidati dall’aiuto giardiniera della corte sabauda, alla scoperta delle Serre e dei giardini della Margaria (domenica 26 aprile e domenica 31 maggio, ore 16; domenica 11 ottobre, ore 15); “Nel mondo di Lele lo stalliere”, dai 6 agli 11 anni, in cui Lele accompagnerà i visitatori alla scoperta di stalle e scuderie (domenica 13 settembre, ore 10.30 e 15) e una “Caccia al tesoro alla scoperta della Margaria”, dai 6 agli 11 anni, con la guida del margaro Tunin che aiuterà i partecipanti a intercettare appunti, disegni e indizi per una caccia tra arte, natura e storia (domenica 27 settembre, ore 10.30 e 15). 

Laboratori di animazione con marionette: “Protagonisti in scena”, dove i bambini non sono solo spettatori, ma diventano attori e autori mettendo in scena un micro-spettacolo dal vivo, a cura della Fondazione Marionette Grilli (lunedì 6 aprile e domenica 10 maggio, ore 10.30 e 15) e “Gianduja e il fantasma del Castello di Racconigi” in cui si sperimenterà la costruzione di un burattino (domenica 11 ottobre, ore 10.30). Appuntamenti musicali e sonori, infine, come il concerto Musica delle piante e jazz ispirato dalla natura della band Zigola Jazz & Plant Musica, in occasione della Festa della Musica (domenica 21 giugno, ore 17.30).
 
La rassegna si inserisce in un più ampio programma di tutela, manutenzione e valorizzazione del Parco e delle sue architetture: sono in corso interventi sul patrimonio architettonico e sul paesaggio storico, attività di restauro, progetti di ricerca e indagini conoscitive, insieme al progressivo ampliamento delle aree del Parco accessibili al pubblico. 

Il programma completo, sempre aggiornato, è disponibile sul sito web:

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

venerdì 27 marzo 2026

Palazzo Samone mostra di pittura


Mostra di pittura, scultura, digital art, porcellane, ceramiche e tanto altro. Venerdì 27/03 alle ore 16,00 apertura straordinaria per dimostrazione di pittura ad acquerello dell'artista Luciana Audisio Ingresso libero e gratuito.

INAUGURAZIONE UFFICIALE CON PRESENTAZIONE EVENTO SABATO 28/03 ALLE ORE 17,00 






Paradisi, meditazione e inferni - eventi collaterali alla mostra STAdiME

 


Presso la Fondazione Casa Delfino si terrà il ciclo di incontri “Paradisi, meditazione e inferni”, dedicato alla spiritualità mistica e alla riflessione interiore. La rassegna nasce come corollario alla mostra STAdiME, progetto artistico di Domenico Olivero, visitabile presso gli spazi della Fondazione Casa Delfino in Corso Nizza 2 a Cuneo fino al 12 aprile.


Il programma propone momenti di dialogo gratuiti e aperti al pubblico su temi universali: il senso dell’esistenza, il mistero della morte e la ricerca di un equilibrio personale. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle ore 18:00, all’interno dello spazio veranda della mostra.


PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

- Domenica 22 marzo ore 18    “Che cos’è la meditazione?”

Una serata dedicata alla natura della pratica meditativa: significati, approcci e i più comuni fraintendimenti. Un momento divulgativo per esplorare le basi di un percorso interiore alla portata di tutti.

- Sabato 28 marzo ore 18  “Mindfulness per il corpo e la mente”

Un approfondimento sui benefici delle pratiche meditative sul benessere psicofisico, supportato dalle recenti ricerche neuroscientifiche che evidenziano come la costanza migliori consapevolezza e presenza.

- Domenica 29 marzo ore 18   “Essere o non essere, perdersi o trovarsi?”

Dialogo aperto sull'essenza dell'individuo, per indagare cosa significhi "esistere" al di là della dimensione fisica e materiale.

- Sabato 4 aprile ore 18   “Oltre la morte… il Paradiso?”

Confronto sulle principali visioni metafisiche dell’aldilà attraverso differenti tradizioni religiose e spirituali, riflettendo su uno dei temi più profondi della storia dell’umanità.

- Sabato 11 aprile ore 18    “Spiriti, energie e… le forze che ci circondano”

Incontro dedicato al rapporto tra l’essere umano e le "forze sottili", secondo prospettive antiche e contemporanee: un’analisi che spazia dalla biochimica al concetto di prana.

- Domenica 12 aprile ore   FINISSAGE | “Tutti all’inferno”

Evento di chiusura e momento conviviale per salutare il pubblico. La serata conclude il percorso avviato il 21 marzo nell'ambito del progetto Pay, con cui Domenico Olivero indaga da anni una forma di espressività spirituale e agnostica.


Informazioni:

Tutti gli incontri sono a ingresso libero.

Sede: Fondazione Casa Delfino – Corso Nizza 2, Cuneo.


Contatti:

📧 cuneoarte@libero.it

🌐 domenicooliverocv.blogspot.com


giovedì 26 marzo 2026

Leggere scrivere raccontare


Sono aperte le iscrizioni GRATUITE al laboratorio di
SCRITTURA CREATIVA

LEGGERE, SCRIVERE, RACCONTARE

coordinato da: Roberto Baravalle
insegnante, scrittore e critico d'arte 

sono previsti una decina di incontri, di circa due ore l'uno, in parte sino a fine maggio e in parte da fine settembre in poi, aperto a tutti, dai 15 ai 90 anni di età, a chi ha già fatto esperienze di scrittura e a chi ne è privo

SEDE DEGLI INCONTRI: RONDO' DEI TALENTI (g.c.) 
Cuneo - Via Luigi Gallo 1
Primo incontro, durante il quale si fisserà anche il calendario: SABATO 11 APRILE alle ore 10,30

per informazioni e iscrizioni, corredate dalle proprie coordinate e dall'età:
[WhatsApp 333.9469305 / robertobaravalle1@gmail.com]







mercoledì 25 marzo 2026

Artisti dello Studioerre negli anni '70



Sergio Agosti, Enzo Bersezio, Pino Bo, Antonio Carena, Nanni Cortassa, Gianni Del Bue, Francesco Franco, Albino Galvano, Duilio Gambino, Marco Gastini, Adriana Giorgis, Lea Gyarmati, Horiki Katsutomi, Enzo L’Acqua, Alessandro Lupano, Angelo Maggia, Marco Magrini, Roberto Mussapi ed Erik Bessone, Giorgio Nelva, Mimmo Ovidi, Berto Ravotti, Silvio Rosso, Filippo Scroppo, Mario Surbone


 28 marzo - 21 giugno 2026
inaugurazione sabato 28 marzo ore 17.30
Orario: venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.00
Per info:
info@montagnafutura.com | 335 8386669 | 349 5996077

Centro incontri di Rittana


Dopo la pubblicazione nel maggio 2025 del volume di Roberto Baravalle intitolato studioerre 1971 | 1981 e dedicato all’importante stagione artistica nata intorno alle iniziative multidisciplinari intraprese da una piccola associazione culturale di via Mondovì a Cuneo che faceva capo al giovane pittore Silvio Rosso, il Comune di Rittana con MUDRI, l’associazione L’era granda e il distretto culturale MONTAGNAFUTURA, è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra “ARTISTI DELLO STUDIOERRE NEGLI ANNI ‘70” presso il Centro Incontri di Rittana. La mostra intende approfondire la riflessione su una serie rappresentativa di ventiquattro opere realizzate da venticinque artisti (due di loro hanno operato in coppia), esponenti delle ricerche visuali e oggettuali operanti in quell’epoca (daN’informale all’astrazione geometrica, dalla poesia figurata e visiva al neo pop, dal minimalismo strutturale e archetipico alla nuova figurazione, dall’arte programmata alla pittura aniconica). Molte di queste opere sono già state presenti nella precedente esposizione dal titolo “studioerre 1971\1981. La mostra”, allestita in Palazzo Borelli aDemonte dal 9 agosto al 7 settembre 2025, a cura dell’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V., con scritti in catalogo di Silvio Rosso e Amelia Gardinali. Come ha ben scritto Baravalle nella prefazione del suo libro, frutto di un dialogo approfondito intrattenuto con l’artista Silvio Rosso, quella piccola galleria indipendente (anticipata dapprima dalla Saletta Arte Contemporanea) nata nello studio di Rosso, diventò nel tempo un punto di riferimento dei fermenti artistici, poetici, performativi e musicali più innovativi che stavano emergendo tra Torino, Cuneo e altre parti d’Italia negli anni Settanta - “anni di notevoli sperperi. Almeno apparenti”. In essa, si è davvero dato vita a una "esperienza di arte totale”. Certo, non si è riusciti magari a favorire “l’individuale successo e riconoscimento” di ciascun artista con cui si è entrati in contatto, ma li si è fatti “andare in giro”, stabilendo collegamenti, attirando “collaborazioni e presenze anche dai grandi capoluoghi, anche da parte di autori che, già allora, avevano una rinomanza generale”. E soprattutto, tra tutti, si è condivisa la volontà dell’impegno nel sociale e nell’ambiente urbano, cercando di perseguire un’idea di cultura ad ampio spettro, che ha attirato le menti più aperte tra i giovani cuneesi di allora, disponibili a mettersi in discussione e a rompere con le consuetudini e l’isolamento del vivere in provincia.



lunedì 23 marzo 2026

Radis a Bene Vagienna


Marta Papini e Iván Argote
  Ph: Margherita Borsano

Torna Radis, il progetto di arte nello spazio pubblico ideato e sostenuto dalla Fondazione Arte CRT, ente art oriented della Fondazione CRT, in collaborazione con la Fondazione CRC. La terza edizione del progetto quadriennale nato per trasformare in azioni concrete l’idea di patrimonio diffuso, affidata nuovamente alla curatela di Marta Papini, vedrà l’artista colombiano Iván Argote realizzare un’opera site specific a Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, che verrà inaugurata nell’ottobre 2026 insieme a una mostra collettiva con opere della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, a cura di Marta Papini. 

“La Fondazione CRT crede che la cultura, quando diventa accessibile e condivisa, possa essere una radice capace di generare coesione sociale, bellezza e sviluppo per il futuro.  È questo lo spirito che da sempre guida il nostro impegno nel portare l’arte e la meraviglia fuori dai luoghi tradizionali, vicino alle persone” afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi. “Il progetto Radis, promosso dalla Fondazione Arte CRT e giunto alla sua terza edizione, incarna pienamente questa visione: attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, delle scuole e la collaborazione con la Fondazione CRC, l’arte contemporanea diventa occasione di incontro, crescita e valorizzazione dei territori.”

“Il progetto Radis interpreta perfettamente quell’idea di patrimonio diffuso che da 25 anni orienta l’impegno e l’azione culturale della nostra istituzione”, afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Arte CRT. “L’opera che Iván Argote ha già cominciato a immaginare per Bene Vagienna porterà alla luce la memoria antica della città, intrecciandola alla vita presente della sua comunità. Si congiungerà idealmente alle installazioni di Giulia Cenci a Rittana e di Petrit Halilaj a Dogliani, ampliando la mappa di
Radis, un itinerario di viaggio che attraversa il territorio, promuovendone la conoscenza e la
visibilità”.

“La comunanza d’intenti e la grande collaborazione tra Fondazione Arte CRT, Fondazione CRT e Fondazione CRC, che hanno contraddistinto i primi due anni del percorso di Radis, trovano conferma nella nuova edizione, che quest’anno si terrà a Bene Vagienna” commenta Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “La notorietà internazionale dell’artista scelto e le
modalità con cui si realizzerà l’opera, che prevedono un forte coinvolgimento delle scuole e di
tutta la comunità, confermano il valore di questa operazione culturale: l’arte pubblica diventa leva strategica per valorizzare i territori e per rafforzare i legami comunitari”.

Iván Argote (Bogotà, Colombia, 1983) lavora con scultura, installazioni pubbliche, cinema, pittura e performance. Le sue opere immaginano nuovi modi di fruire e intendere lo spazio pubblico, intrecciando la critica alle ingiustizie storiche e sociali con momenti di  tenerezza, umorismo e di ribellione poetica. Argote mette in discussione le narrazioni dominanti invitando il pubblico a ripensare le relazioni tra le persone, il potere e il territorio.

Ha esposto presso importanti istituzioni, tra cui il Centre Pompidou, il Palais de Tokyo, la Berlinische Galerie, il Dortmunder Kunstverein, il Museo MALBA, il Museo MAPS, lo SCAD 
Museum of Art e l'ASU Art Museum. Ha inoltre realizzato installazioni pubbliche presso la High Line (New York), il MASP (San Paolo), Desert X (Coachella Valley), oltre a sculture permanenti per l'Università della Sorbona (Parigi), la città di Anversa e Douala. Le sue opere sono state presentate, tra le altre, alla 60ª Biennale di Venezia (2024), alla 30ª Biennale di San Paolo (2012), alla Biennale di Lione (2024), alla Biennale di Cuenca (2023) e a quella di Salonicco (2015).

Per la terza edizione di Radis, Argote realizzerà un’opera capace di celebrare la storia e le tradizioni di Bene Vagienna, e al tempo stesso creare un nuovo spazio pubblico in città.
“La terza edizione di Radis prende vita tra le mura dell’antica città di Bene Vagienna grazie all’intervento di Iván Argote, artista capace di reinterpretare lo spazio pubblico con grande sensibilità e di offrire a chi lo attraversa una visione nuova e sorprendente” dichiara la
curatrice Marta Papini. “Ho invitato l’artista a concepire un’opera che possa diventare allo stesso tempo un luogo di incontro per le abitanti e gli abitanti di Bene e un punto di riferimento per chi visita la città. Un nuovo monumento e un nuovo spazio che possa appartenere a tutte e tutti.”

“Bene Vagienna è uno di quei luoghi magici in cui le placche tettoniche della storia si rivelano
e si mescolano, creando convergenze e storie che si alimentano a vicenda. La rovina, il sacro
e il magico giocano con i nomi delle strade, rivelando un luogo che sembra anche il frutto di
un romanzo vivente. L’affetto degli abitanti di Bene Vagienna per le loro storie è la fonte di
ispirazione di questo progetto, che cerca di creare un punto di incontro attraverso un’opera
monumentale che ci parli del divino e dell’umano, che possa essere ammirata e utilizzata, e
che allo stesso tempo serva da punto di riferimento e da segno distintivo nella città” dichiara
l’artista Iván Argote.

Bene Vagienna si trova nell’area ai piedi delle Alpi Marittime, nell’alta pianura cuneese, tra i fiumi Stura di Demonte e Tanaro, caratterizzata da un suggestivo paesaggio di falesie fluviali e aree pianeggianti coltivate. Il cuore geografico e storico è la frazione Roncaglia, dove sorge l’area archeologica dell'antica città romana di Augusta Bagiennorum. La conformazione naturale alterna boschi ripariali a zone agricole d'eccellenza, offrendo un ecosistema che integra perfettamente storia millenaria e biodiversità cuneese.

"Siamo onorati ed entusiasti di essere stati prescelti per questo importante progetto", dichiara il sindaco di Bene Vagienna, Claudio Ambrogio. "Bene Vagienna, data la sua storia, la sua cultura e la sua posizione strategica, saprà valorizzare con tutti i turisti che fruiscono le bellezze della nostra città, quest'opera di Iván Argote. Siamo convinti che questo progetto sarà un importante contributo per la valorizzazione del nostro territorio e per l'attrazione di nuovi visitatori e che la sua creazione sarà un importante arricchimento per la nostra città.”

Il progetto Radis, dal piemontese radis (radice), nasce per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico esteso e interviene in contesti non convenzionali. Radis si articola in diverse azioni: la commissione opere di arte pubblica permanente, il programma educativo per le scuole, il public program e una mostra con opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, garantendo una proposta culturale ricca e aperta a ogni tipo di
pubblico. Anche per questa terza edizione, l’artista selezionato dalla curatrice produrrà un’opera site-specific che resterà di proprietà della Fondazione Arte CRT, ma in comodato permanente al Comune di Bene Vagienna.

La prima edizione, tenutasi nel 2024, ha visto intervenire nella radura del Chiot Rosa – nel comune di Rittana (CN) – l’artista Giulia Cenci, che ha realizzato l’opera le masche. La seconda edizione, nuovamente affidata alla curatela di Marta Papini, ha coinvolto invece
l’artista kosovaro Petrit Halilaj, che ha realizzato l’opera Abetare (un giorno a scuola), 2025. 
Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani nella Borgata Valdibà.

Proprio ieri si è concluso il percorso del programma educativo per le scuole del territorio di
Dogliani, curato da Felìz Impresa Culturale e Creativa: 180 studentesse e studenti dell’Istituto Comprensivo “Luigi Einaudi” di Dogliani hanno preso parte alla realizzazione delle opere Nascere come un fiore e Incredibile habitat, nate dall’incontro con la poetica di Petrit Halilaj e presentate presso il Centro Polifunzionale.

Il percorso si è sviluppato in quattro momenti: il primo teorico, di conoscenza dell’arte negli spazi pubblici e soprattutto quelle nella provincia di Cuneo; il secondo ha visto gli alunni 
stessi vestire i panni dell’artista per provare a immaginare una propria opera per Valdibà; in autunno hanno potuto visitare l’opera e la mostra Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che
cambi, ti cambia, inaugurata a Dogliani insieme all’opera di Halilaj, con opere provenienti dalle collezioni di Fondazione CRT e Fondazione CRC; infine, ispirati dall’opera dell’artista, che per la seconda edizione di Radis ha ritrovato e riattualizzato le incisioni lasciate dai vecchi alunni sui banchi di una scuola di Dogliani, bambine e bambini della primaria di Dogliani e di Piozzo hanno lavorato per realizzare i petali dei loro fiori, tutti nati da un segno differente; le classi della scuola secondaria inferiore di Dogliani hanno invece lavorato sull’idea di casa, di nido, di habitat. Entrambe le opere saranno esposte sabato 21 e domenica 22 marzo sotto l’Ala coperta in Piazza della Confraternita a Dogliani.

L’appuntamento al Centro Polifunzionale è stato anche occasione per lanciare il documentario dedicato alla seconda edizione del progetto, realizzato da TIWI e Cucù Milano che verrà trasmesso da Sky Arte il 29 marzo alle 20:15.

Per informazioni: www.radis-crt.it

La Fondazione Arte CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT e principalmente attiva sul territorio regionale e locale, da oltre venticinque anni opera a sostegno all'arte contemporanea. Dalla nascita, nel 2000, la Fondazione mette in campo azioni concrete volte a valorizzare talenti e ad arricchire il patrimonio culturale, e alimenta un’estesa collezione di opere d’arte contemporanea, diventata nel tempo tra le più prestigiose a livello  nazionale e internazionale: quasi 1000 opere realizzate da circa 380 artisti, per un investimento complessivo di oltre 43 milioni di euro.

La Fondazione CRT, nata nel 1991, è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio. Da più di trent’anni è a fianco delle comunità del Piemonte e della Valle d’Aosta perché crede nella cura, nella crescita e nella meraviglia delle persone e del territorio. Sino ad oggi ha destinato al Nord Ovest oltre 2 miliardi di euro, rendendo possibili più di 45.000 progetti per sostenere i giovani talenti, valorizzare il patrimonio artistico e culturale, promuovere la ricerca, la formazione e il welfare, proteggere l’ambiente, stimolare l’innovazione, investire in progetti che generano valore economico, sociale e ambientale misurabile. Con una missione chiara: promuovere uno sviluppo sostenibile e  inclusivo, per un futuro equo e responsabile. Tra i progetti più significativi figura la riqualificazione delle OGR Torino, trasformate da officine ferroviarie in laboratorio permanente di innovazione, cultura e futuro.

La Fondazione CRC, una delle maggiori Fondazioni di origine bancaria italiane, opera principalmente in provincia di Cuneo attraverso erogazioni di contributi a favore di soggetti pubblici e privati non profit e attraverso progetti promossi in maniera diretta, grazie al partenariato con i soggetti attivi nei diversi campi. L’arte e la cultura rappresentano da sempre settori strategici per la sua azione: tra le iniziative promosse si segnalano, per l’arte pubblica, il progetto A Cielo Aperto, realizzato nel 2022 per celebrare i 30 anni di vita, e il Bando Distruzione. In parallelo, a partire dal 2017 la Fondazione ha incrementato la propria collezione d’arte anche grazie al progetto Coltivarte, che ha previsto l'acquisizione di opere contemporanee e la creazione di occasioni di fruizione pubblica.  

giovedì 19 marzo 2026

La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione - Prorogata fino a domenica 12 aprile 2026

 Grande successo per la mostra

La Galleria Borghese.
Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione
a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati
 
Prorogata fino a domenica 12 aprile 2026
 
Complesso Monumentale di San Francesco
Cuneo, Via Santa Maria, 10

La mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, alla luce del successo e dell’apprezzamento del pubblico, viene prorogata sino a domenica 12 aprile 2026. A cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, il progetto espositivo rivela la storia di una delle raccolte d’arte moderna più vaste e preziose del patrimonio artistico italiano voluta da Scipione Borghese.
 
Proseguono per tutti i sabati e le domeniche, fino alla chiusura della mostra, le visite guidate gratuite in programma alle ore 15.30 e alle ore 18.
 
Inaugurata il 22 novembre, la mostra è presentata da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo nell’ambito della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell’arte. Il progetto si avvale del Patrocinio del Ministero della Cultura, ed è stato realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.
 
L’unicità dell’esposizione, che riunisce a Cuneo da Roma una selezione di capolavori della collezione di Galleria Borghese, ha fatto sì che dopo circa tre mesi dall’apertura il museo raggiungesse i 20mila visitatori, italiani e stranieri. Per il pubblico francese in particolare, distante un centinaio di chilometri dalla cittadina piemontese, la mostra è un’occasione imperdibile per incontrare da vicino le opere scelte da Scipione Borghese per la sua raccolta di capolavori del rinascimento. 

La mostra
A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), tra le personalità più significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo.
Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – raramente esposti al pubblico – il percorso restituisce la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.
 
Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano dipinti rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo al visitatore una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco.
Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche di rilievo nella Roma di inizio Seicento.
La mostra si conclude con la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.
 
Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, tra le più ambiziose dell’epoca, riuniva sculture classiche e moderne, dipinti del Rinascimento e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale.
 
La mostra offre così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.
 
Laboratorio Cuneo: un nuovo triennio tra bellezza e partecipazione
Le iniziative espositive che si susseguiranno nel corso del prossimo triennio al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo si ispirano ai principi di bellezza e partecipazione, di accessibilità e sostenibilità, dando così forma concreta alla definizione di bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”.  
 
Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla società contemporanea e ai pubblici più diversi, con un programma di attività educative e inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.
 
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
mostraborghese@gmail.com | 3515073495
 
Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.