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Sabato 28 febbraio si inaugura la doppia personale di Enzo Bersezio "Esercizi di astrazione nella continuità sul divenire del tempo" , cuneese di origine, Enzo Bersezio si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Torino sotto la guida del maestro Sandro Cherchi.
Impegnato a lungo nella realizzazione di elementi visivi per i settori dell’opera lirica e del teatro, ha collaborato con registi quali Dario Argento, Davide Livermore e Graham Vick e ha operato anche negli ambiti della della moda e della ritrattistica, della quale tuttora si occupa.
Affianca alle attività su commissione la realizzazione di progetti personali esposti nel tempo in diverse mostre collettive e personali. Ha lavorato con il compositore Giuseppe Gavazza ad una installazione audio visiva sviluppata nell’ambito di due residenze artistiche a Longyearbyen, nelle isole Svalbard, ad una serie di esposizioni realizzate in sinergia con l’artista ed illustratrice Soojin Yang e sta lavorando con lo scrittore Gianni Farinetti ad una serie narrativa che muove a partire dalle abitazioni dimenticate dell’Alta Langa.
Svolge attività di formazione e divulgazione dei processi alternativi di stampa fotografica a contatto organizzando workshop ed incontri per scuole e privati.
Nella mostra “a rilascio prolungato” espone una serie di opere realizzate in prevalenza negli ultimi due anni collegate dal comune denominatore del concetto di rilascio prolungato di origine farmaceutica. Si spazia da stampe callitipiche e cianotipiche, ritratti di antiche piante di vite in bianco e nero, memorie di un passato familiare che riemerge e fotografie realizzate con banco ottico su carte positive dirette e pellicole istantanee. All’interno della galleria allestirà il suo studio e per tutta la durata dell’esposizione continuerà il suo lavoro in quegli spazi.
*visitabile fino al 19 luglio con i seguenti orari di apertura: giovedì, venerdì e sabato dalle ore 16.00 alle 19.00 e su appuntamento chiamando il +39.339.7889565
[dal comunicato stampa]
A Bra in contemporanea all’evento di Cheese, Il Fondaco presenta la personale di Ugo Giletta, artista poliedrico che spazia dalla realizzazione di video d’arte, alle installazioni, dalle piccole sculture in cera, ai suoi straordinari volti, principali protagonisti della sua arte figurativa e poetica. In mostra sono esposti una quarantina di ritratti che non raffigurano nessuno, ma rivelano una espressione profonda, silenziosa, in cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso, sia nelle tele, sia in quelle luminose 7 sculture in cera, ricche di atmosfera. La sua pittura è realizzata ad acquerello su carta e su tela dalle grandi e medie dimensioni, mentre la raffinatezza dei disegni sono realizzati a pastello. Ugo Giletta è nato nel 1957 a San Firmino di Revello e lavora tra Manta e il suo paese natale. Ha cominciato a esporre fin dal 1992 al Crawford Museum di Kork, in Irlanda. Ha partecipato a numerose mostre in Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Austria, Corea del Sud, Cina e Singapore. Attualmente fa parte, come artista invitato, di un ampio, progetto espositivo europeo itinerante con lo storico e critico d’arte Lóránd Hegyi. Ha esposto alla 54ª Biennale di Venezia Padiglione Regionale Italia (Museo delle scienze) a Torino e sempre nel 2011 ha realizzato una toccante e suggestiva personale nel complessa dell’Ex Ospedale Neuropsichiatrico di Racconigi dal titolo “Immagini dell’abbandono”. L’attività espositiva di Ugo Giletta è presente in tante collezioni permanenti, molte delle quali all’estero: Parkview Green Museum, Beijin (Cina) - Parkview Museum,Singapore - GAM,Videoteca,Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - Fondazione VAF. Francoforte sul Meno - Collezione La Gaia Busca (Cuneo) -Civica Galleria d'arte contemporanea "Filippo Scroppo" di Torre Pellice - Le Musée de la Corse, Corte (Francia).
Il ricco e prezioso catalogo edito da Nino Aragno Editore è un vero contenitore di informazioni non solo sulla esposizione, ma anche sull’operato dell’artista in quanto si trovano molti testi dei critici che hanno indagato il lavoro creativo di Giletta, e una ampia intervista-dialogo su cosa accade intorno al suo lavoro.
La mostra si inaugura Sabato 16 settembre alle ore 18.00, in una giornata ricca di eventi in città: molto pubblico per Cheese. Cambia la viabilità di Bra, con chiusura totale del traffico nella parte di città compresa tra la circonvallazione interna e l’area collinare. Tutti gli eventi, compresa “Una Mostra a Il Fondaco” di Ugo Giletta saranno serviti da bus navette che collegano il centro della città con le principali aree di parcheggio. Una doppia occasione per immergersi in Culture diverse sia per il corpo che per lo spirito !!
18 febbraio - 19 marzo 2023
via Cuneo 18 - Bra (Cuneo)
Enzo Esposito nasce a Benevento nel 1946, dal 1980 vive e lavora a Milano. Dopo una fase di maturazione in un clima di arte concettuale e di rigore formale, è uno tra i primi artisti a intuire, alla fine degli anni ’70, il ritorno alla pittura attraverso gli “ambienti”. Al 1977 risalgono le prime installazioni, pitture eseguite direttamente sulle pareti delle gallerie, dove l’imponenza del colore crea forti coinvolgimenti emozionali. In quegli anni il suo lavoro viene notato da Renato Barilli che inserisce Esposito nel gruppo dei “Nuovi Nuovi”, coi quali negli anni ’80 parteciperà a numerose esposizioni collettive nei più importanti musei internazionali. Il periodo successivo è segnato da un espressionismo astratto fatto di accese luminosità e campiture sempre più ampie e dilaganti. Le dimensioni quasi sempre monumentali delle sue opere, con coraggiose fuoriuscite dalla superficie della tela, servono all’artista per sottolineare il valore oggettivo della pittura come esperienza impegnativa e totalizzante, tanto per chi la crea quanto per chi la osserva.
Esposito è un esponente di spicco dei “Nuovi Nuovi”, gruppo fondato da Renato Barilli insieme ai collaboratori Francesca Alinovi e Roberto Daolio agli inizi degli anni ’80, ed è un movimento artistico italiano così denominato in occasione di una mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nella primavera del 1980.
Il battesimo ufficiale del gruppo fu quasi contemporaneo alla nascita del movimento della “Transavanguardia”, termine coniato l'anno precedente dal critico Achille Bonito Oliva, di quello dell’”Anacronismo", di Maurizio Calvesi , e di quello tedesco dei “Nuovi selvaggi” ( Neuen Wilden) tutti nell'ambito del Postmodernismo.
Vi parteciparono gli artisti Enrico Barbera, Luciano Bartolini, Bruno Benuzzi, Enzo Esposito , Antonio Faggiani, Marcello Jori, Felice Levini, Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Luigi Ontani, Giorgio Pagano, Pino Salvatori (Giuseppe), Salvo (Salvatore Mangione), Aldo Spoldi , Wal (Walter Guidobaldi).
Dagli anni ’90 a oggi sono state allestite numerosissime sue mostre personali, in gallerie italiane e straniere (Milano, Verona, Venezia, Francoforte, Hong Kong) e presso importanti sedi istituzionali (per esempio il Palazzo Reale di Caserta, l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, il MAC di Santiago del Cile).
Ha inoltre partecipato a prestigiose collettive, tra cui “I Nuovi Nuovi: nascita e sviluppo di una situazione postmoderna”, a cura di Renato Barilli alla Galleria Civica di Torino (’95), “Arte italiana ultimi quarant’anni: la “pittura aniconica”, curata da Danilo Eccher alla GAM di Bologna (’98) e “Analogie del presente” al Danubiana Meulensteen Art Museum di Bratislava (2001).
Nel 2005 allestisce tre mostre personali: alla galleria Arte y Naturaleza di Madrid, alla Spirale Arte di Verona, alla Trentasette di Palermo.
Esposito nel 2014 è protagonista insieme a Graziano Marini e Juan Segura, nella terza edizione per la rassegna “Altare Vetro Arte con opere di sorprendente versatilità creativa con l’uso del vetro.
Gli artisti hanno sviluppato un percorso di ricerca che se da un lato riflette l’impianto formale e compositivo della loro individuale esperienza pittorica, dall’altro risulta arricchito dalle trasparenze e dalla luminosità del vetro.
Il percorso artistico di Esposito trova un’ampio e approfondito apprezzamento nelle numerose esposizioni personali e collettive, ma anche in spazi istituzionali e Musei. Ad esempio nel 2006 Enzo Esposito è invitato alla rassegna “La traccia invisibile del reale” e per l’occasione allestisce al Museo della Permanente di Milano un’importante e significativa mostra antologica curata da Alberto Fiz.
Al centro dell’operato di Esposito si pone sempre la pittura, come materia di lavoro, come strumento esistenziale, possessore del colore e del segno l’artista trova la sua gestualità espressionistica nei grandi formati tridimensionali, dalle geometrie irregolari ricche di cromatiche pennellate, distribuite con andamento verticale dall’alto al basso della tela.
In mostra sono presenti una ventina di opere su carta e su tela di medi formati e due lavori di grandi dimensioni (235x183 e 202x195) che affascinano per la forza dei blu profondi e dei gialli carichi d’incanto.