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giovedì 23 luglio 2026

Miracoli silenziosi




Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30

Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)

A cura di Marzia Capannolo








[dal comunicato stampa]

La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

 “Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo. Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale sottratto all'oblio. Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi. La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono dialogare con le leggi stesse della terra. La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera. La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne. Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a contemplare l'infinito. Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli, presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera - ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e per la capacità di far risuonare il passato nel presente. Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio. “Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.



mercoledì 4 maggio 2022

Toccando l'invisibile

Daniele Aletti
Daniela Madeleine Guggisberg

30 Aprile-26 Giugno

Opening 7 Maggio alle ore 18*

Gart Arte Contemporanea

Via Rocca 31, Via De Maria 2, Neive, Centro Storico (CN)














[dal comunicato stampa]


È difficile immaginare quel che non si vede,

il vuoto, il tempo, l’amore,

che forma hanno?

La scultura è un modo per toccare l’invisibile,

percepire la possibilità dell’infinito.”



Daniela Madeleine Guggisberg e Daniele Aletti sono una coppia di artisti scultori che dal 1994 hanno scelto di trasferirsi tra le silenziose colline dell’Alta Langa, nel paese di Sale San Giovanni. Qui hanno trovato il luogo ideale per dar vita alla loro casa-atelier, scavata nel tufo vicino alle grandi distese di lavanda, completamente a contatto con la natura. Il loro lavoro è strettamente coinvolto dalla loro vita, improntata sulla famiglia, sulla cura della natura, sulla pratica dello yoga e la meditazione.

La pratica del Vuoto, tramite l’esercizio della meditazione, diventa componente fondamentale della loro opera. - Il vuoto è essenziale per la definizione della materia - dice Aletti - Il vuoto è anche l’unica cosa assoluta nella vita, tutto il resto credo sia relativo. Il vuoto è l’origine, svuotare la propria mente porta a non mettere continuamente i propri pensieri al centro dell’attenzione, e questo è essenziale per uno scultore di marmo e di pietre. È un lavoro che si basa sul togliere, quindi sul generare vuoto.-

Le loro sculture hanno origine da una continua indagine sulla sintesi dei volumi, la ricerca dell’essenzialità e dell’energia interiore della materia. La loro sensibilità permette di tradurre il sentimento in tridimensione: superfici levigate, purezza delle forme, irreali tenerezze dei materiali.

In questa mostra si presenta una selezione di opere create da pietre di variegata origine. Sfilano i neri di Ormea, i marmi Rosa del Portogallo, la pietra Onice di Toirano e i Portoro firmati Guggisberg; i neri Marquinia, Marmi di Palissandro, e i diversi legni di pioppo o di castagno firmati Aletti.

Il lento materializzarsi della forma nello spazio viene messo in luce soprattutto nelle opere di Daniela M. Guggisberg, lasciare l’identità e la traccia della pietra originaria permette di evidenziare come il lavoro dello scultore sia necessario per esternarne la bellezza e l’energia interiore. La pietra è materia di cui è fatta la terra -anch’essa una pietra nel vuoto- la cui età può variare da 20 milioni ai 200 milioni di anni. Viene estratta da enormi giacimenti, trasportata sotto forma di grandi blocchi, tagliata in pezzature minori ed infine scolpita: ciò che resta è il risultato del vuoto generato.

Emblematica è l’opera Vongola, una scultura in cui risaltano i tre stadi della scultura: la naturalità della pietra, una prima lavorazione, e la levigatura accurata. Questa pietra, Portoro, dalle mille venature rossastre su corpo nero, sprigiona la sua più intima e naturale bellezza grazie alla mano Guggisberg.

L’ispirazione tratta dai soggetti della natura è fonte di riflessione interiore, così come le opere Ondulate, che richiamano la naturalezza del ricorrersi delle onde del mare, un collegamento alla ricorrenza degli alti e i bassi che fanno parte della vita di ognuno di noi, ma che è caratterizzata dal tornare e riassumere sempre una linea di equilibrio. Come infatti suggerisce Guggisberg “Queste sono vibrazioni che non alterano la nostra essenza, siamo solo noi che tendiamo ad identificarci con la superficie.”

La rivisitazione di questo pensiero, viene evoluto nella serie delle Barche di Aletti, esposte nella sede Storica della galleria. Da qui scaturiscono dialoghi tra spazio e tempo, lunghezza e cavità, tra forma e pesantezza, tra l’elemento dell’aria e dell’acqua: tutti percorsi di mediazioni, una flotta di barche in partenza per un viaggio. In mostra viene esposta anche la più giovane componente relazionale con la bidimensione di Aletti, che ha dato vita alla serie dei Micro macro, acrilici su carta, su cui fluttuano, come indirizzati da un vento, una moltitudine di micro particelle, insieme di petali, semi, branchi di pesci in transito su fondi monocromi, che introducono alla creazione dinamica degli eventi, delle cose materiali ed immateriali.

Nella GART Storica sono esposti anche gli ultimi lavori prodotti Guggisberg, una serie di opere che si susseguono evolvendosi in forma ed altezza, tutte legate però da due componenti sempre presenti, il vuoto, rappresentato da una cavità, e la pietra di origine. “Distanziati” è infatti il titolo di questo lavoro nato nel periodo post-pandemico. “State insieme ma distanziati” ci dicevano, così Daniela ha frazionato da un unico blocco di pietra di Onice di Toirano, 5 blocchi più piccoli che stanno sì distanziati, ma solo insieme mantengono un filo conduttore, l’idea di unione e di origine. Il numero 5 inoltre è un chiaro riferimento ai 5 principi del taoismo: Armonia, Unità, Mutamento, Spontaneità, Non-interferenza.

Daniela Madelein Guggisberg è una scultrice svizzera nata a Zurigo nel 1963, Daniele Aletti è uno scultore italiano nato a Olten, nel 1962. 



*Giorni di apertura: giovedì, venerdì, sabato, domenica, lunedì

Orari di apertura: 10-12 /14-18

+39 3805174332 Annalisa Ghella

+39 3473877343 Francesca Carbone

www.contemporarygart.com

info@contemporarygart.com

Instagram: gart_contemporary


giovedì 27 luglio 2017

Daniele Aletti e Daniela Madeleine Guggisberg in mostra ad Andora


Daniele Aletti 

Quando la Scultura inaugura uno Spazio


Daniela Madeleine Guggisberg 

Vitalità Creativa del Vuoto


3 agosto - 15 ottobre 2017
Inaugurazione giovedì 3 agosto ore 21.00


MUSEO MINERALOGICO LUCIANO DABROI
Palazzo Tagliaferro 

Largo Milano - Andora (SV)