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mercoledì 13 ottobre 2021

“Giocare a regola d’arte” dal 27 ottobre la mostra al Museo della Ceramica di Mondovì



CS
 
Il gioco è una cosa seria! La mostra “Giocare a regola d’arte”, che sarà inaugurata il 27 ottobre al Museo della Ceramica di Mondovì, ha come tema il gioco: strumento educativo, di aggregazione, ma anche opera d’arte e testimone di vita e memoria.
 
Il progetto espositivo, curato da Ermanno Tedeschi, in collaborazione con Christiana Fissore, direttrice del Museo di Mondovì, e da Pompeo Vagliani, direttore del MUSLI (Museo della Scuola e del Libro per l'Infanzia) di Torino, fa parte di un programma più ampio, partito nel 2019 da Palermo con la mostra “Bimbumbam”, che proseguirà al Mann - Museo Archeologico di Napoli, al Negev Museum di Be’er Sheva in Israele e all’Art Museum - Man di Shanghai.
 
I giocattoli, le opere d’arte, i libri, i fumetti e le fotografie esposti, dialogano con gli spazi del Momuc, coinvolgendo i visitatori in un percorso divertente e interattivo alla scoperta del “GIOCARE”, il sapere divertirsi, conservare un gioco, apprezzarlo in tutte le sue forme. 
La mostra si articola in sei sezioni:
•              il gioco come mezzo per tramandare la memoria: Matilde e l’ospedale delle bambole
•              il gioco di tornare bambini: la piazza di Mondovì e le bimbe di Margherita Grasselli
•              arte o gioco? entrambi!
•              il gioco per diventare grandi: il gioco che educa, il gioco per tornare bambini
•              il gioco semplice
•              la stanza dei giochi: il gioco degli adulti
 
e in alcuni focus specifici: Topolino, Pinocchio, il gioco degli Scacchi, il gioco d’azzardo contrapposto al gioco del risparmio.
 
Nell’ambito della mostra, una sezione speciale sarà dedicata alla storia del chiodino Quercetti che, partendo dallo storico Coloredo e passando per il classico Fantacolor, arriva fino all’ultimo nato, il Pixel Art. Il visitatore, che avrà a disposizione migliaia di chiodini colorati, sarà invitato ad inserirli in autonomia nelle tavolette traforate appese a muro, al fine di riprodurre l’immagine del gallo, simbolo di Mondovì e del Museo della Ceramica. La figura sarà composta man mano da ogni visitatore, che diverrà artefice di un’opera di Pixel Art partecipata.  Bambini e ragazzi, sotto la guida di personale qualificato, potranno partecipare ad un laboratorio in cui la creta e i famosi chiodini Quercetti saranno utilizzati per creare inediti mosaici colorati.
 
Le relazioni tra il gioco e l’arte sono evidenziate da una settantina di opere, che spaziano dalla pittura alla scultura. Particolare attenzione agli artisti che trattano il tema del gioco utilizzando la ceramica come mezzo di espressione. Si va dal raku alla terracotta, dal paper clay, alla porcellana.

La serie di “giochi di ruolo” provenienti dal Musli prende spunto da una nota e preziosa ceramica Essevi di Enrico Vacchetti (1935 circa) presente al Museo, e raffigurante la bella lavanderina.  Il pezzo più interessante è un lavatoio giocattolo italiano di fine Ottocento di produzione artigianale in legno e zinco che, in scala mignon, riproduce un lavatoio reale, perfettamente funzionante, in modo che la bimba, giocando, imparava a lavare veramente.  Non poteva mancare il collegamento tra la produzione di servizi di piatti di Mondovì e il gioco molto diffuso del “servizio di piatti” per le bambole, di cui sono esposti alla Mostra interessanti esemplari. Dal Musli provengono, poi, preziosi volumi francesi, inglesi e italiani di Otto e Novecento che raffigurano bambine intente nel gioco con le bambole.
 
Altri giochi storici giungono dal Museo Rocca de’ Baldi. Esposte anche le bambole della collezione della lucchese Renata Frediani e alcune Lenci in stoffa e in ceramica. 
Fulcro della mostra saranno le proposte didattiche, dove verranno insegnati i valori del bello, della sostenibilità e della consapevolezza delle proprie azioni. Sono previste visite animate, dove l’operatore accompagnerà i genitori e i loro bimbi in una “passeggiata fantastica”, audiovisivi informativi, giochi interattivi, laboratori.
 
Reale Mutua collabora a un’importante sezione distaccata della mostra, ospitata all’interno di alcune sale del Museo Storico Reale Mutua, in via Garibaldi 22 a Torino. Le opere di Margherita Grasselli, Pietro D’Angelo e Antonio Marciano e gli approfondimenti legati all’ambiente della scuola e a quelli del lavoro, in collaborazione con il vicino Musli, raccontano la stretta connessione esistente tra il mondo dell’infanzia e i concetti di protezione e prevenzione, attraverso visite gratuite e inclusive, come consuetudine del Museo Storico della Compagnia.

mercoledì 22 luglio 2020

Museo della Ceramica di Mondovì


Museo della Ceramica di Mondovì

Un catalogo riassume l'esperienza artistica del Bastione



[dal comunicato stampa]

Nell’estate dell’anno scorso 13 ragazzi provenienti da varie Accademie italiane e appartenenti al collettivo torinese Il Bastione hanno dato vita a una residenza artistica di 3 mesi nell’Unità produttiva del Museo della Ceramica di Mondovì, che si è anche concretizzata in una mostra: “Land Land Land”, realizzata in collaborazione con il Comune di Mondovì e il Rotaract di Mondovì.
Questa esperienza è ora riassunta in un bel catalogo - realizzato dal Museo della Ceramica e curato da Gianmaria Dellarossa - che è il risultato del progetto fotografico attivato durante la residenza con il desiderio di documentare e interpretare il lavoro degli artisti e del collettivo. Vi emergono le diverse tipologie espressive con cui è stata modellata, pitturata, cotta e trasformata la materia per realizzare un’opera d’arte. I differenti processi creativi danno la possibilità di osservare e catturare immagini inaspettate, che rendono questo volume una testimonianza tangibile del percorso che si nasconde dietro a un’opera d’arte prima che venga esposta negli spazi ad essa dedicati.
La residenza di tre mesi è stata una vera e propria fucina in fermento, che ha prodotto non solo opere singole e collettive, ma anche iniziative focalizzate sull’attivazione del tessuto urbano, come la mostra “Land, Land, Land” sviluppata in due edifici simbolo (Museo e Palazzo di Città) che si affacciano sulla Piazza Maggiore, elemento urbano anch’esso utilizzato come luogo per l’esposizione. Il Museo ha ospitato diversi lavori in ceramica realizzati dagli artisti durante la residenza, mentre nel Palazzo di Città una parte dell’esposizione è stata dedicata a ritrovamenti e nuove sperimentazioni. Proprio per coinvolgere la comunità, all’inizio del progetto gli artisti del collettivo hanno invitato la cittadinanza a prendere un caffè nei bar di Piazza Maggiore in alcune tazzine da loro realizzate.




La sperimentazione di Emanuele Marullo che incide lo smalto per trovare nuove forme. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




La porcellana si è dimostrata un materiale ostico da lavorare; lo scultore Mohsen Baghernejad dimostra creatività assoluta nella sua lavorazione. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione



Momenti di ordinaria collaborazione tra gli artisti del collettivo Bastione, all'interno degli spazi del Museo della ceramica. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




Lo scultore Jacopo Mandich non si limita all’utilizzo delle mani; ci mette la testa. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione




L'artista Lisa Redetti affacciata alle finestre del laboratorio del Museo della ceramica. MOMUC, Residenza artistica 2019 - il Bastione



venerdì 22 maggio 2020

I 10 anni del Museo della Ceramica di Mondovì


MOMUC, Museo della Ceramica di Mondovì, compie 10 anni
e si racconta con
“INFORME - introduzione a un decennale” 






[dal comunicato stampa]

In occasione del decennale il 21 novembre sarà inaugurata la mostra “MIRABILE INDUSTRIA: la Società Ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972”, dedicata ai diversi stabilimenti della più importante industria ceramica italiana. Organizzati anche il concorso intitolato “L’altra mascherina”, in partenza sabato 30 maggio, e una pubblicazione sulla storia economica e artistica del distretto monregalese e della Richard-Ginori nel XX secolo.

MOMUC, Museo della Ceramica di Mondovì, compie 10 anni e celebra questo traguardo con una mostra sulla Richard-Ginori e con una pubblicazione, che ripercorre storie inedite della ceramica italiana del XX secolo, di cui una parte importante si è proprio svolta a Mondovì, e con un concorso, “L’altra mascherina”, in partenza sabato 30 maggio 2020, che vuole essere un omaggio all’impegno nella lotta al Coronavirus. La mostra ha come titolo “MIRABILE INDUSTRIA: la Società Ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972” e dovrebbe esser inaugurata il 21 novembre prossimo. Novità anche per quanto riguarda la comunicazione: il MOMUC si racconta con “INFORME. Introduzione a un decennale”, un viaggio che ne ripercorre la storia e anticipa gli eventi dedicati all’anniversario, attraverso testimonianze, appuntamenti e iniziative previste per celebrare la ricorrenza, e una serie di contenuti pubblicati sui social con l’hashtag #DECIMOMUC.

Nato dalla generosa volontà di un imprenditore illuminato, Marco Levi e di suo nipote Guido Neppi Modona, oggi Presidente Onorario della Fondazione, il Museo è stato inaugurato a dicembre 2010 grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. “Marco Levi, fondatore del Museo della Ceramica di Mondovì è una figura simbolo della rinascita dopo la guerra. – dice Andreina d’Agliano, Presidente del Museo – La sua storia e il suo impegno sono oggi più che mai attuali, come esempio e ispirazione per la ripresa”. La collezione personale di Marco Levi, rappresentativa di quasi due secoli di produzione ceramica monregalese, arricchisce il Piemonte e l’Italia di un importante patrimonio ceramico.

“MIRABILE INDUSTRIA: LA SOCIETA’ CERAMICA RICHARD-GINORI DAL 1896 AL 1972” E PUBBLICAZIONE SULLA STORIA DELLA CERAMICA ITALIANA DEL XX SECOLO

Nata da un’idea di Christiana Fissore, Direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì in collaborazione con Oliva Rucellai, già Direttrice del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, per la prima volta in modo originale e innovativo si propone di scoprire, documentare e mettere a confronto le relazioni tra i diversi stabilimenti italiani della Richard-Ginori durante quasi un secolo di storia. Le varie tipologie ceramiche (terraglia forte, terraglia dolce, maiolica, porcellana, porcellana elettrotecnica fino ai nuovi impasti brevettati Pirofila, Ariston e Vetrochina) verranno presentate unitamente al destino dei loro centri produttivi, per poi sviluppare un racconto cronologico circoscritto agli stabilimenti di maggiore interesse artistico, cioè Doccia (Sesto Fiorentino), S. Cristoforo e Mondovì, evidenziando anche il contributo di designer di rilievo come Luigi Tazzini, Giuseppe Sciolli, Giovanni Gariboldi e naturalmente Gio Ponti.

L’importante anniversario – raggiunto e celebrato grazie al sostegno continuativo di sponsor e collaboratori – vedrà anche la pubblicazione di un volume sulla storia della ceramica italiana del XX secolo, che indagherà un caso significativo della storia industriale italiana, ben rappresentata nel Museo della Ceramica dalla produzione monregalese.

UN CONCORSO DEDICATO A COLORO CHE COMBATTONO IL CORONAVIRUS

ISCRIZIONI DAL 30 MAGGIO AL 10 LUGLIO 2020

In occasione del decennale, il Museo della Ceramica ha in programma un concorso, “L’altra mascherina”, che vuole essere un omaggio all’impegno generoso del personale sanitario nella lotta al Coronavirus e a tutti coloro che con le loro mani hanno curato, accudito e nutrito in questo 2020 terribilis le persone che si sono ammalate. La parola mascherina è oggi il simbolo degli uomini e delle donne in prima linea contro la pandemia, ma era anche la definizione di una tecnica manuale e seriale utilizzata sin dal 1737 nella fiorentina manifattura Ginori di Doccia, poi adottata nell’Ottocento dall‘industria ceramica di Mondovì. Cos’era la mascherina usata nelle fabbriche monregalesi? Null’altro che un cartoncino, o stoffa con un disegno traforato, attraverso cui veniva applicato sul corpo ceramico il colore che dava luogo a un motivo decorativo che costituiva la decorazione del vasellame.

Tutte le informazioni sul concorso “L’altra mascherina” saranno disponibili dal 30 maggio sulla pagina Facebook del museo, @MuseoCeramicaMondovì.

Gli hashtag delle celebrazioni per il decennale sono #DECIMOMUC #MOMUC10 #INFORMEMOMUC.

Le attività del Museo della Ceramica di Mondovì sono promosse dalla Fondazione Museo della Ceramica e dal Comune di Mondovì, con il sostegno della Regione Piemonte, della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Sostegno all’Attività Istituzionale, della Fondazione CRC e della Fondazione CRT.











venerdì 6 dicembre 2019

Antonio Marras al Museo della ceramica di Mondovì


Antonio Marras

Memorie dal sottosuolo...

mostra a cura di Francesca Alfano Miglietti


15 dicembre 2019 - 15 marzo 2020
Inaugurazione e apertura straordinaria: sabato 14 dicembre 2019, ore 18


Museo della Ceramica di Mondovì

piazza Maggiore 1 - Mondovì (Cuneo)





[dal comunicato stampa]

Sabato 14 dicembre 2019, alle ore 18.00 inaugura al Museo della Ceramica di Mondovì, in provincia di Cuneo, la mostra Antonio Marras: memorie dal sottosuolo…, a cura di Francesca Alfano Miglietti.

Il titolo della mostra richiama immediatamente alla mente l’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij. Nell’intreccio del racconto, un uomo si aggira in una piccola stanza spiegando i motivi che lo hanno spinto alla decisione di scrivere le proprie memorie, e anche quelli che dovrebbero trattenerlo dal farlo. È prepotente quando rivendica il bisogno di essere libero e fuori da ogni convenzione, e poi fa tenerezza, quasi, quando mostra tutti i difetti, che abbondano e si manifestano sia nell’accettazione delle cose, sia nei tentativi di cambiarne il corso.

In mostra la nuova serie di opere site specific – sculture, installazioni e ambientazioni, disseminate lungo tutto il primo piano del Museo – di Antonio Marras che restituiscono il clima del romanzo di Dostoevskij. Realizzate tutte a Mondovì, le opere sono nate direttamente dalle stanze del Museo della Ceramica di Mondovì, dai sottoscala e dai depositi polverosi che conservano forme e stampi, dai frammenti di progetti, dai fogli degli archivi, dai laboratori e dagli incontri fatti nella zona.

Antonio Marras si serve della ceramica e guarda ai classici della raccolta del museo: a muoverlo è il desiderio di rappresentare qualcosa di meraviglioso. Per Marras la ceramica diventa una forma di paziente indagine sul mondo, capace di stabilire nessi, dare risposte, individuare relazioni. Un modo per dare e darsi forma, per contenere la sua confusione, per aprire orizzonti che scavino dentro la vita, senza mai la pretesa di chiudere il discorso.

Scrive Francesca Alfano Miglietti, che cura la mostra: La caratteristica prima di Antonio Marras è lo stupore: di fronte alla collezione di ceramiche di Mondovì, di fronte ai vecchi stampi, ai vecchi depositi, nell'incontro con gli artigiani del posto, nello studio delle forme e degli elementi caratteristici del luogo, nel dialogo ininterrotto con la direttrice del museo, ha iniziato a esplorare molti dei luoghi in cui la storia della ceramica di Mondovì si è costruita ed ha avuto una sua caratteristica, e ha raccolto e scelto gli elementi su cui ha modulato il suo progetto espositivo. Installazioni, opere, sculture, assemblaggi, objet trouvè, reperti, disegni, ancora una volta le opere di Antonio Marras sono essenziali ed eccessive, potenti e poetiche, ingombranti ed eteree, sembra che vogliano capovolge e rivoltare l’ordine delle cose e immettere gli spettatori in uno spazio in cui forma, colore, mito, materiali, silenzio, vento, assenza, preparano un “viaggio” che vuole coinvolgerci fisicamente.

In mostra sculture, installazioni e ambientazioni, tutte realizzate all’interno di UP, unità produttiva del Museo della Ceramica di Mondovì. Sarà realizzato un catalogo in cui le foto di Daniela Zedda riprodurranno l’ambientazione e la mostra installata.


























mercoledì 25 settembre 2019

Una domenica al Museo della Ceramica di Mondovì


UNA DOMENICA AL MUSEO



domenica 29 settembre 2019 il Museo della Ceramica di Mondovì aprirà gratuitamente al pubblico. Dalle ore 10 alle 18 sarà possibile visitare le sale del museo e la mostra Rings of view dell’artista Cecil Kemperink


[dal comunicato stampa]

Un’occasione unica ed imperdibile per scoprire le opere realizzate da Cecil Kemperink e incontrare l’artista: domenica 29 settembre dalle ore 10 alle ore 18 il Museo della Ceramica di Mondovì aprirà le porte al pubblico per visite gratuite alle sale del Museo e all’esposizione delle opere dell’artista olandese. Per tutta la giornata Cecil Kemperink sarà inoltre a disposizione del pubblico per raccontare la sua esperienza di residenza artistica e illustrare le opere.

La mostra “Rings of view” nasce dalla residenza artistica svolta nel mese di giugno scorso, durante la quale Cecil Kemperink ha lavorato nell’Unità Produttiva del Museo. Il filo conduttore dell’esposizione è un raffinato connubio di arti tessili e ceramiche con grandi maglie di ceramica, oggetti mobili, plastici, sonori, di grande potere evocativo, con opere che richiamano la storia del Museo. Un esempio è quello delle sale in cui l’arte del pizzo si fonde con quella della produzione di stoviglie, là dove i merletti diventano timbri per il decoro delle ceramiche. La mostra è visitabile fino al 29 settembre 2019.









venerdì 30 agosto 2019

Land, Land, Land




Il Collettivo IL BASTIONE debutterà al Museo della Ceramica di Mondovì il 7 Settembre 2019.



L'intero progetto è stato ideato e realizzato nella nostra Unità di Produzione (UP), un luogo fortemente voluto da Compagnia di San Paolo e sostenuto da Fondazione CRC, e che negli anni è diventato non solo fucina creativa, ma luogo di incontro e dialogo fra Mondovì e la scena artistica internazionale.

Grazie a UP, il Museo della Ceramica di Mondovì diventa più che luogo della memoria, ma anche laboratorio di costruzione di nuove identità, di linguaggi inediti, spazio in cui il potenziale creativo delle nuove generazioni d'arte può rivelarsi, e inverarsi nella materia ceramica.




Gli artisti:
Donato Mariano
Emanuele Marullo
Francesca Bicego
Gianmaria Dellarossa
Giulia Fresca
Giulia Rebonato
Jacopo Mandich
Lisa Redetti
Mara Jvonne Raia
Marco Mattana
Michele Rava
Mohsen Baghenejad M.
Silvia Cioni

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The artistic collective IL BASTIONE will debut a special exhibition at the Museo della Ceramica di Mondovì on 7 September 2019.

The entire project was conceived and realized in our Production Unit (UP), a place strongly desired by Compagnia di San Paolo and supported by Fondazione CRC, and which through the years has become not only a creative forge, but a place where Mondovì can meet the international art scene.

Thanks to UP, the Museo della Ceramica di Mondovì has become an artistic laboratory for the construction of new identities, creating new languages, and allowing new generations to express themselves in the field of ceramics.



The artists:
Donato Mariano
Emanuele Marullo
Francesca Bicego
Gianmaria Dellarossa
Giulia Fresca
Giulia Rebonato
Jacopo Mandich
Lisa Redetti
Mara Jvonne Raia
Marco Mattana
Michele Rava
Mohsen Baghenejad M.
Silvia Cioni

sabato 17 agosto 2019

Cecil Kemperink al Museo della Ceramica di Mondovì



Presso il Museo della Ceramica di Mondovì è in corso fino al 29 Settembre la mostra dell'artista olandese Cecil Kemperink, che presenta una serie di opere realizzate dopo una residenza di tre settimane.

Il lavoro, fatto nell’Unità Produttiva interna al Museo, ispirato alle stanze del museo, prende il nome di "Diario" ed è stato ideato miscelando i diversi colori che l'artista ha percepito in questo antico palazzo. 

Il progetto è stato promosso dalla Fondazione del Museo della Ceramica, ‘Artist in Residence’ in collaborazione con Officine Saffi Milano - Open to Art, col sostegno della Compagnia di San Paolo e Fondazione CRC e il patrocinio della Città di Mondovì.