- Comune di Alba, con il dossier Le fabbriche del vento
- Comune di Foligno, in aggregazione con il Comune di Spoleto, con il dossier Foligno-Spoleto in Contemporanea
- Comune di Pietrasanta, con il dossier Essere arte. O dell’umanità dell’arte
- Comune di Termoli, con il dossier Traiettorie contemporanee
mercoledì 16 settembre 2026
Prossimamente Alba Capitale dell’arte contemporanea
sabato 25 luglio 2026
Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027
Martedì 15 settembre il Comune di Alba e l’Associazione Le fabbriche del vento presenteranno il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027.
Una serata aperta a tutti per scoprire il progetto, le sue visioni e il percorso che attraverserà la città nel corso del 2027.
📍 Teatro Sociale “G. Busca”, Piazza Vittorio Veneto, 3, Alba
🕣 Ore 20.45
venerdì 17 ottobre 2025
Alba eletta Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027
La nostra redazione è particolarmente felice di poter comunicare che nel 2027 Alba sarà la Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, un grande risultato che porta nella nostra provincia un importante evento di portata nazionale ma non solo.
Eccovi il comunicato ufficiale del Ministero della Cultura.
Alba è la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato oggi, venerdì 17 ottobre 2025, dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.
A conquistare il titolo è stato il progetto “Le fabbriche del vento” con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:
“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.
Il piano integrato coniuga mostre, installazioni e interventi nello spazio urbano e paesaggistico, valorizzando talenti emergenti e attivando reti interistituzionali. La dimensione diffusa trasforma l’intero territorio in una piattaforma espositiva che promuove non solo la conservazione ma anche la sperimentazione. Particolarmente rilevanti sono gli interventi di rigenerazione urbana, accompagnati da percorsi formativi innovativi rivolti a giovani e a scuole con un’attenzione costante all’accessibilità e all’inclusione sociale, a testimonianza di una forte sensibilità verso le comunità locali.
Il modello di governance partecipativa, rafforzato da un partenariato pubblico-privato e dal coinvolgimento di realtà impegnate nel sociale, garantisce sostenibilità economica e continuità progettuale oltre l’anno di designazione. Il dossier aggrega esperienze già attive – residenze, festival, esposizioni – costruendo una rete policentrica sul territorio e favorendo sinergie tra amministrazioni, istituzioni culturali, associazioni e comunità. L’armonico equilibrio tra interventi di lungo periodo e iniziative specifiche per l’anno della Capitale sottolinea la visione strategica e la concretezza esecutiva dell’intero progetto”.
“Con la Capitale dell'arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
“Questa iniziativa – ha continuato il Ministro - non è soltanto una gara, ma uno strumento per incoraggiare tutti i territori a mettersi in gioco, con la loro forza ereditata attraverso la stratificazione storica. Ogni identità esprime un carattere profondo, che trova modo di interagire nel rapporto tra l'uomo e il paesaggio, secondo un canone che si eredita e si trasmette. La città riceve il titolo in quanto laboratorio aperto che ha una prospettiva. Non si riceve un premio alla carriera cittadina, si riceve un premio per ciò che si vuole fare e donare. Questo è il senso di questo riconoscimento”.
Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.
Per ulteriori approfondimenti
https://capitaleartecontemporanea.cultura.gov.it
Riportiamo anche il comunicato del Comune di Alba
È Alba la nuova Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.
L’annuncio è stato dato oggi pomeriggio dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli nel corso della cerimonia ufficiale nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, alla presenza della Giuria di valutazione e dei rappresentanti delle quattro città finaliste: Alba, Foligno–Spoleto, Pietrasanta e Termoli.
Il progetto albese, dal titolo “Le fabbriche del vento”, ha convinto la giuria all’unanimità per la sua capacità di intrecciare creatività contemporanea, partecipazione collettiva e valorizzazione del territorio, ponendo Alba e le sue colline al centro di un percorso di ricerca artistica aperto e condiviso.
Alla proclamazione erano presenti Alberto Gatto, sindaco di Alba, Gianluca Gioetti, capo di gabinetto del sindaco, Nicolas Ballario, critico d’arte e curatore, Valerio Berruti, artista, Elisa Giordano, giornalista, Maria Teresa Grillo, Federico Riboldazzi e Fabrizio Spucches per lo staff del Comitato Promotore.
“Questa vittoria è il frutto di un grande lavoro di squadra e di territorio – dichiara il sindaco Alberto Gatto e l’assessora alla Cultura Caterina Pasini –. Il dossier “Le fabbriche del vento” nasce dall’incontro tra artisti, professionisti del settore, istituzioni ed enti che hanno creduto nella forza propulsiva dell’arte contemporanea. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo successo, portando ognuno il suo prezioso contributo. Alba è una città da sempre capace di unire visione e radici: l’arte si affiancherà ora alla bellezza del nostro paesaggio riconosciuto Patrimonio dell’Umanità e alle eccellenze enogastronomiche che ci hanno resi celebri in tutto il mondo. Con la Biennale delle Langhe, che sarà tra i progetti centrali del programma 2027, daremo forma a un laboratorio permanente di idee e di cultura. Ci impegneremo per valorizzare al meglio questo prestigioso riconoscimento e troveremo il modo per collaborare con le altre città finaliste, perché non abbiamo vissuto questa esperienza come una competizione, ma come un contributo straordinario per lo sviluppo artistico e culturale delle nostre città".
“Quella di oggi è una giornata straordinaria da incorniciare per tutti i piemontesi. È una vittoria della squadra, di un dossier credibile come “Fabbriche del vento”, costruito da istituzioni pubbliche e private che hanno lavorato insieme. Sappiamo che ora c’è molto da fare e lo faremo insieme. Il Piemonte e Alba hanno dimostrato che la cultura è un linguaggio condiviso, e che l’arte è capace di unire energie e persone. Questo riconoscimento è un ulteriore prezioso passo per continuare a costruire un Piemonte dove l’arte non resta chiusa nei musei, ma innerva le comunità e la nutre tutti i giorni. È la conferma che investire nella bellezza e nel talento è una scelta che ripaga sempre” dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli.
La presidente del Comitato promotore Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: “Nel progetto “Le fabbriche del vento” l’arte contemporanea è come un seme: può essere seminata, diffusa, moltiplicata. In un tempo complesso, Alba sceglie l’arte come energia capace di generare comunità, senso e visione. È un onore condividere questo risultato con una squadra straordinaria e con un territorio che ha creduto nel valore del contemporaneo”.
“Abbiamo immaginato un dossier con l’ambizione di suggerire un nuovo modello per il sistema dell’arte contemporanea – commenta Nicolas Ballario che ha curato il dossier insieme a un ampio team -. Un modello che mette insieme le eccellenze del settore artistico con industrie, fondazioni, altre discipline come il teatro e la musica. Assegnazioni così importanti devono lasciare un’eredità concreta. Adesso è davvero il momento di mettersi al lavoro, perché dobbiamo attuare nel dettaglio i punti del dossier, che sono tanti e complessi”.
mercoledì 17 settembre 2025
Tutti per Alba per la futura Capitale italiana dell’arte contemporanea
Oggi la città di Alba è stata selezionata fra i quattro finalisti per l'assegnazione di : Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, a cui va tutto il nostro sostegno redazionale.
Ecco Comuni finalisti
domenica 4 maggio 2025
Vivere
Materiali intensi per presenze esili. Grandi formati per attimi minuti.
Più che un percorso una serie di meditazioni, singole, presenti e forse future.
Forme che si liberano dalla materia per essere pensieri, semplici, quelli della vita.
“More Than Kids”
Fondazione Ferrero
domenica 16 febbraio 2025
Giuseppe Penone alla Fondazione Ferrero di Alba
Domenica scorsa si è conclusa la stupenda mostra su Giuseppe Penone realizzata alla Fondazione Ferrero di Alba. La mostra intitolata "impronte di luce" è stata curata da Jonas Storsve, in collaborazione con l’artista, e riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi.
Il percorso prende avvio da un bel video che ci immergen nei pensieri e nel complesso percorso creativo dell'artista, proseguendo poi nelle diverse sale con una pregiata selezione di opere storiche che ci portano nei recenti lavori, dalla forte impronta cromatica.
Filo rosso della mostra è il tema dell’impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell’artista, che si ritrova in tutto l’arco temporale della sua produzione: dall’opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022 – 2023) che viene presentata per la prima volta in Italia proprio in questo contesto.
Il percorso espositivo approfondisce il tema dell’impronta spaziando dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all’intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall’artista. Il motivo dell’impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall’essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra.
Completa il progetto espositivo il catalogo illustrato edito da Skira, che riunisce le immagini di tutte le opere in mostra e vi affianca i saggi a firma dell’artista e del curatore, assieme ai contributi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Carlo Ossola e Francesco Guzzetti, responsabile del coordinamento scientifico della mostra.
giovedì 19 dicembre 2024
Indistinti confini Conversazioni su arte, architettura e musica, intorno a Giuseppe Penone
lunedì 29 luglio 2024
Giuseppe Penone alla Fondazione Ferrero
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venerdì 2 dicembre 2022
Verso Caravaggio
La luce del tormento
Il San Giovanni Battista giacente
Chiesa di San Domenico - Alba
giovedì 29 settembre 2022
Alba di Valero Berruti
E' stata installata Alba l'opera di Valerio Berruti, donata alla città dalla famiglia Ferrero, nelle Piazza intitolata a Michele Ferrero.
sabato 24 settembre 2022
Gianmarco Maraviglia
Il pianto delle sirene
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo
23 settembre - 22 ottobre 2022
Chiesa di San Giuseppe
via Vernazza 6 - Alba (Cuneo)
martedì 24 maggio 2022
Mostra di Joan Crous ad Alba
Joan Crous
Ombra
Una collaborazione tra grandArte e Circonomia
27 maggio - 26 giugno 2022*
inaugurazione venerdì 27 maggio 2022 alle ore 18
Chiesa di San Giuseppe
via Vernazza 6 – Alba
*dal lunedì al venerdì 14.30-17.30
sabato e domenica 10-13 e 14.30-18.30
Ombra è una parola dalle tante sfaccettature di significato: poca luminosità, oscurità, contorno indistinto ma anche simulacro del corpo. «Ombra è curiosità, apertura, immaginazione… è presenza sospesa. Ma ombra è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico». È dalla riflessione sul concetto di ombra, dunque, e sul suo portato simbolico che è nata l’opera L’ombra di Joan Crous, un’installazione di grande formato realizzata in frammenti di vetro e terra. È l’ombra del Guernica di Pablo Picasso, una scelta che deriva proprio dalla volontà di riprenderne il suo messaggio ancora vivo a distanza di anni; «perché Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta – sono le parole dello stesso artista catalano –. Guernica che evoca e fa riemergere il simbolo di ciò che rappresenta».
L’ombra, un’opera simbolo del recupero e della memoria sotto diversi punti di vista, sia quello simbolico e del messaggio trasmesso, sia quello dei materiali.
“Ho lavorato a questo progetto per oltre tre anni, - dice Joan Crous - un progetto che ho voluto e deciso io, sebbene sia solito lavorare molto anche per le fondazioni o i musei. È composta da quasi due tonnellate di vetro, per un’opera di sette metri di lunghezza e quasi quattro di altezza. L’ispirazione è arrivata proprio da quanto successo in Spagna con il bombardamento di Guernica: il dipinto di Pablo Picasso, ora, è molto più di un’opera, è un simbolo. Ed è a quest’ultimo che mi sono ispirato, trattandolo con il massimo rispetto, a partire dalle grandi dimensioni. Non una briciola di vetro ho comprato per la sua realizzazione, perché è tutto vetro riciclato, che ho per così dire incontrato”.
Di origine catalana ma a Bologna dagli anni dell’università, Crous si è nel tempo specializzato nella lavorazione del vetro frequentando diverse realtà internazionali del settore e approfondendo diverse tecniche di restauro e di conservazione. In questo percorso, una tappa fondamentale è stata la messa a punto, nel 1994, di una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale, capace di sposarsi con il concetto di “fragilità dell’operare umano e di fugacità del tempo”. Ma, oltre che artista, Crous è anche co-fondatore della cooperativa sociale Eta Beta di Bologna e gestore di un angolo di città come quello di Spazio Battirame.
Inaugurata a metà maggio, con la sua prima mostra a Bologna accompagnata dalle note della musica di Pino Jodice, L’ombra viaggerà per le istituzioni e i musei di Spagna, Francia e Italia per tutto il corso del 2022. Ora è ad Alba, in occasione dell’evento dedicato all’economia circolare Circonomia e alla sua rassegna GrandArte per affrontare la sfida del cambiamento climatico attraverso la lente dell’arte. Poi si spostarsi poi alla Biennale di Venezia a Casa Goldoni. Poi andrà a Barcellona nel Museo di Archeologia e, ancora, in Francia al Museo del Vetro di Sars Poteries.
Certe cose accadono senza che nessuno se ne sia reso conto.
All’improvviso, per una coincidenza di eventi, per una distrazione, per abitudine, per non noncuranza…
Certe cose accadono di fronte ai nostri occhi, alle nostre mani, nelle nostre famiglie, ai nostri amici… e noi siamo distratti.
Perché la distrazione siamo noi con la paura di volare, di prevedere e immaginare.
L’OMBRA
Parola piena di contenuti contrapposti.Ombra è curiosità, immaginazione, è presenza sospesa… ma è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico.
Guernica è innanzitutto è un luogo. Guernica vive lungo la storia della penisola iberica con una popolazione basca, con una storia politica importante e significativa (parlamento Basco). Ma è anche il simbolo, dopo gli anni ‘40, della costruzione scientifica di un modello di distruzione di masse indifese con l’unico obbiettivo di ottenere terrore su uomini, donne e bambini (senza esclusione). Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta. Guernica, ogni volta che si presenta, fa rinascere il simbolo di quello che rappresenta.
Joan Crous
Joan Crous è un artista di origine catalano ma vive e lavora da oltre 25 anni tra Barcellona e Bologna. Ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona. Si specializza nel campo del vetro visitando realtà internazionali (Strasburgo, Praga, Montreal, Stati Uniti…) e approfondendo tecniche diverse, tra le quali conservazione e restauro presso Romont, Svizzera e a Milano. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie, una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’Ausl e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale. Realizza quindi diversi progetti, esposti in varie parti del mondo. Il Progetto Cenae, iniziato nel 1996 è la testimonianza poetica del momento conviviale del pasto. Si avvale di un dialogo costante con diverse istituzioni culturali e con cuochi stellati (Joan Roca in particolare ma anche lo stesso Enrico Crippa), Dal 1996 al 2018 espone Cenae prima alla biennale internazionale del vetro di Veneziaì poi nel 2011, alla biennale presso il Palazzo Ducale di Murano. Poi gira tutto il mondo a Montreal presso l’Università del Vetro, poi al Corning Glass negli Stati Uniti. Lavora spesso in Francia, a Strasbourg, a Sars Poteries presso il Musée du Verre che espone in modo permanente Cenae 7, a Rouen nel museo Départemental del Antiquités, al Centre Tignous d’art contemporain de Montreuil, Paris. Grazie al progetto Cenae nel 2014 riceve il prestigioso Premio Internazionale GLASS IN VENICE dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti in collaborazione con la Fondazione Musei civici di Venezia. Contemporaneamente sviluppa il progetto artistico Relictae che si pone come specchio della civiltà contemporanea attraverso la testimonianza dei resti lasciati in eredità ai posteri. Espone quindi alla Fondazione Würth in Germania, alla Fondazione Vila Casas a Barcellona. Ispirato a Giorgio Morandi, pittore bolognese, dedica un ciclo di opere Omaggio a Morandi esposte in diverse città: a Pavia presso il Palazzo Visconteo, a Bologna nel Palazzo Pepoli e presso la Fondazione Zucchelli con la personale “…a un millimetro forse meno dalla luce”. Molte opere di questo ciclo sono presenti presso fondazioni, istituti e collezionisti.




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