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mercoledì 16 settembre 2026

Prossimamente Alba Capitale dell’arte contemporanea




 Ieri sera presso il Teatro Sociale "G. Busca" ad Alba è stato presentato il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, che porta come titolo quello di un'opera di Pinot Gallizio "Le fabbriche del vento" da cui si sono prese le linee guida dell'iniziativa. 

Il 2027 vedrà l'avvio con una mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini intitolata "Quasi un autoritratto" diffusa in diversi spazi della cittadina fra cui il Municipio, il Teatro Sociale, il Museo Eusebio e gli spazi del gruppo Miroglio.

In primavera si svolgerà la rassegna Vigne ad Arte, curato da Costanza Vilizzi, che distribuirà arte per le vigne e le colline albesi. 

Seguirà poi in autunno la mostra "La Discoteca di Roberto Longhi" curata da Francesco Vezzoli e Arturo Galansino" alla Fondazione Ferrero.

Saranno poi realizzati eventi permanenti come una biblioteca d'arte e diverse collaborazioni col territorio nei comuni delle Langhe, Roero e Monferrato e con le scuole con speciali programmi educativi. 

sabato 25 luglio 2026

Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027




Il primo appuntamento con Le fabbriche del vento.

Martedì 15 settembre il Comune di Alba e l’Associazione Le fabbriche del vento presenteranno il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027.

Una serata aperta a tutti per scoprire il progetto, le sue visioni e il percorso che attraverserà la città nel corso del 2027.

📍 Teatro Sociale “G. Busca”, Piazza Vittorio Veneto, 3, Alba
🕣 Ore 20.45

venerdì 17 ottobre 2025

Alba eletta Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027


 La nostra redazione è particolarmente felice di poter comunicare che nel 2027 Alba sarà la Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, un grande risultato che porta nella nostra provincia un importante evento di portata nazionale ma non solo.


Eccovi il comunicato ufficiale del Ministero della Cultura. 

Alba è la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato oggi, venerdì 17 ottobre 2025, dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.

A conquistare il titolo è stato il progetto “Le fabbriche del vento” con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:

“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.

Il piano integrato coniuga mostre, installazioni e interventi nello spazio urbano e paesaggistico, valorizzando talenti emergenti e attivando reti interistituzionali. La dimensione diffusa trasforma l’intero territorio in una piattaforma espositiva che promuove non solo la conservazione ma anche la sperimentazione. Particolarmente rilevanti sono gli interventi di rigenerazione urbana, accompagnati da percorsi formativi innovativi rivolti a giovani e a scuole con un’attenzione costante all’accessibilità e all’inclusione sociale, a testimonianza di una forte sensibilità verso le comunità locali.

Il modello di governance partecipativa, rafforzato da un partenariato pubblico-privato e dal coinvolgimento di realtà impegnate nel sociale, garantisce sostenibilità economica e continuità progettuale oltre l’anno di designazione. Il dossier aggrega esperienze già attive – residenze, festival, esposizioni – costruendo una rete policentrica sul territorio e favorendo sinergie tra amministrazioni, istituzioni culturali, associazioni e comunità. L’armonico equilibrio tra interventi di lungo periodo e iniziative specifiche per l’anno della Capitale sottolinea la visione strategica e la concretezza esecutiva dell’intero progetto”.

“Con la Capitale dell'arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. 

“Questa iniziativa – ha continuato il Ministro - non è soltanto una gara, ma uno strumento per incoraggiare tutti i territori a mettersi in gioco, con la loro forza ereditata attraverso la stratificazione storica. Ogni identità esprime un carattere profondo, che trova modo di interagire nel rapporto tra l'uomo e il paesaggio, secondo un canone che si eredita e si trasmette. La città riceve il titolo in quanto laboratorio aperto che ha una prospettiva. Non si riceve un premio alla carriera cittadina, si riceve un premio per ciò che si vuole fare e donare. Questo è il senso di questo riconoscimento”.

Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.

Per ulteriori approfondimenti
https://capitaleartecontemporanea.cultura.gov.it


Riportiamo anche il comunicato del Comune di Alba 


È Alba la nuova Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.

L’annuncio è stato dato oggi pomeriggio dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli nel corso della cerimonia ufficiale nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, alla presenza della Giuria di valutazione e dei rappresentanti delle quattro città finaliste: Alba, Foligno–Spoleto, Pietrasanta e Termoli.

Il progetto albese, dal titolo “Le fabbriche del vento”, ha convinto la giuria all’unanimità per la sua capacità di intrecciare creatività contemporanea, partecipazione collettiva e valorizzazione del territorio, ponendo Alba e le sue colline al centro di un percorso di ricerca artistica aperto e condiviso.

Alla proclamazione erano presenti Alberto Gatto, sindaco di Alba, Gianluca Gioetti, capo di gabinetto del sindaco, Nicolas Ballario, critico d’arte e curatore, Valerio Berruti, artista, Elisa Giordano, giornalista, Maria Teresa Grillo, Federico Riboldazzi e Fabrizio Spucches per lo staff del Comitato Promotore.

“Questa vittoria è il frutto di un grande lavoro di squadra e di territorio – dichiara il sindaco Alberto Gatto e l’assessora alla Cultura Caterina Pasini –. Il dossier “Le fabbriche del vento” nasce dall’incontro tra artisti, professionisti del settore, istituzioni ed enti che hanno creduto nella forza propulsiva dell’arte contemporanea. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo successo, portando ognuno il suo prezioso contributo. Alba è una città da sempre capace di unire visione e radici: l’arte si affiancherà ora alla bellezza del nostro paesaggio riconosciuto Patrimonio dell’Umanità e alle eccellenze enogastronomiche che ci hanno resi celebri in tutto il mondo. Con la Biennale delle Langhe, che sarà tra i progetti centrali del programma 2027, daremo forma a un laboratorio permanente di idee e di cultura. Ci impegneremo per valorizzare al meglio questo prestigioso riconoscimento e troveremo il modo per collaborare con le altre città finaliste, perché non abbiamo vissuto questa esperienza come una competizione, ma come un contributo straordinario per lo sviluppo artistico e culturale delle nostre città".

“Quella di oggi è una giornata straordinaria da incorniciare per tutti i piemontesi. È una vittoria della squadra, di un dossier credibile come “Fabbriche del vento”, costruito da istituzioni pubbliche e private che hanno lavorato insieme. Sappiamo che ora c’è molto da fare e lo faremo insieme. Il Piemonte e Alba hanno dimostrato che la cultura è un linguaggio condiviso, e che l’arte è capace di unire energie e persone. Questo riconoscimento è un ulteriore prezioso passo per continuare a costruire un Piemonte dove l’arte non resta chiusa nei musei, ma innerva le comunità e la nutre tutti i giorni. È la conferma che investire nella bellezza e nel talento è una scelta che ripaga sempre” dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli.

La presidente del Comitato promotore Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: “Nel progetto “Le fabbriche del vento” l’arte contemporanea è come un seme: può essere seminata, diffusa, moltiplicata. In un tempo complesso, Alba sceglie l’arte come energia capace di generare comunità, senso e visione. È un onore condividere questo risultato con una squadra straordinaria e con un territorio che ha creduto nel valore del contemporaneo”.

“Abbiamo immaginato un dossier con l’ambizione di suggerire un nuovo modello per il sistema dell’arte contemporanea – commenta Nicolas Ballario che ha curato il dossier insieme a un ampio team -. Un modello che mette insieme le eccellenze del settore artistico con industrie, fondazioni, altre discipline come il teatro e la musica. Assegnazioni così importanti devono lasciare un’eredità concreta. Adesso è davvero il momento di mettersi al lavoro, perché dobbiamo attuare nel dettaglio i punti del dossier, che sono tanti e complessi”.

mercoledì 17 settembre 2025

Tutti per Alba per la futura Capitale italiana dell’arte contemporanea

 


Oggi la città di Alba è stata selezionata fra i quattro finalisti per l'assegnazione di : Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, a cui va tutto il nostro sostegno redazionale.


Ecco Comuni finalisti

  • Comune di Alba, con il dossier Le fabbriche del vento
  • Comune di Foligno, in aggregazione con il Comune di Spoleto, con il dossier Foligno-Spoleto in Contemporanea
  • Comune di Pietrasanta, con il dossier Essere arte. O dell’umanità dell’arte
  • Comune di Termoli, con il dossier Traiettorie contemporanee

La Giuria per la selezione della “Capitale italiana dell’Arte Contemporanea” per il 2027 ha portato a termine la prima fase dei lavori, individuando i quattro progetti finalisti che si contenderanno il titolo. Tutte le città candidate hanno presentato proposte di grande originalità e articolazione, impegnandosi a promuovere il valore dell’arte contempo9ranea e ad elaborare idee innovative capaci di sostenere lo sviluppo culturale e sociale dei territori coinvolti.
I Comuni selezionati per la fase finale (elencati in ordine alfabetico), sono:

Le città finaliste avranno ora la possibilità di presentare i propri progetti direttamente alla Giuria durante le audizioni pubbliche, che si terranno in presenza il 16 ottobre 2025 a Roma, presso il Ministero della Cultura, a partire dalle ore 9:30.

Le audizioni avranno una durata complessiva di 60 minuti per ogni Comune finalista: 30 minuti dedicati alla presentazione del dossier e 30 minuti riservati alle domande, ai chiarimenti e agli approfondimenti della Giuria.

Ulteriori indicazioni tecniche e organizzative sulle modalità di svolgimento delle audizioni saranno comunicate nei prossimi giorni.

domenica 4 maggio 2025

Vivere





La prima volta che avevo visto un lavoro di Valerio Berruti era in una chiesetta, la sua, un'opera realizzata con un'altro artista dedicata agli abitanti di Verduno. Trattava il tema della fine della vita, alcuni anni dopo ho scoperto che il suo sguardo si era spostato e indagava l'inizio della vita, l'essere fanciullo, in quella fase in cui tutto è possibile e in divenire. 




Ora trovo in questa mostra, presso gli spazi della Fondazione Ferrero ad Alba alcune tracce di un lungo percorso che a breve sfocerà in una grande mostra a Milano presso Palazzo Reale, ma che esprimono molta quiete, forse la vita. 




Figure infantili che manifestano una situazione di stasi, di sospensione. 

Materiali intensi per presenze esili. Grandi formati per attimi minuti. 

Più che un percorso una serie di meditazioni, singole, presenti e forse future. 



Una tendenza all'evanescenza sia nei colori che nelle forme, che paiono svanire. 

Forme che si liberano dalla materia per essere pensieri, semplici, quelli della vita.








“More Than Kids”
Fino al 4 Luglio 2025
Fondazione Ferrero
Via Vivaro, 49  - Alba

domenica 16 febbraio 2025

Giuseppe Penone alla Fondazione Ferrero di Alba

 


Domenica scorsa si è conclusa la stupenda mostra su Giuseppe Penone realizzata alla Fondazione Ferrero di Alba. La mostra intitolata "impronte di luce" è stata curata da Jonas Storsve, in collaborazione con l’artista, e riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi.



Il percorso prende avvio da un bel video che ci immergen nei pensieri e nel complesso percorso creativo dell'artista, proseguendo poi nelle diverse sale con una pregiata selezione di opere storiche che ci portano nei recenti lavori, dalla forte impronta cromatica.



Filo rosso della mostra è il tema dell’impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell’artista, che si ritrova in tutto l’arco temporale della sua produzione: dall’opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022 – 2023) che viene presentata per la prima volta in Italia proprio in questo contesto.



Il percorso espositivo approfondisce il tema dell’impronta spaziando dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all’intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall’artista. Il motivo dell’impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall’essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra.



Completa il progetto espositivo il catalogo illustrato edito da Skira, che riunisce le immagini di tutte le opere in mostra e vi affianca i saggi a firma dell’artista e del curatore, assieme ai contributi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Carlo Ossola e Francesco Guzzetti, responsabile del coordinamento scientifico della mostra.





















giovedì 19 dicembre 2024

Indistinti confini Conversazioni su arte, architettura e musica, intorno a Giuseppe Penone



 CS

Tre speciali appuntamenti curati e moderati da Cristiana Perrella che vedranno l’artista confrontarsi con grandi protagonisti della scena contemporanea e un concerto straordinario di Ludovico Einaudi. 
 
Venerdì 10 gennaio 2025, ore 18.30 – Il bosco sacro di La Tourette
Con Frère Marc Chauveau, in dialogo con Giuseppe Penone
 
Martedì 28 gennaio 2025, ore 18.00 – L’impronta “ecologica”
Con Hala Wardé e Stefano Boeri, in dialogo con Giuseppe Penone
 
Giovedì 13 febbraio 2025 - Finissage
ore 18.30 – Trecento milioni di anni
Con Carolyn Christov Bakargiev, in dialogo con Giuseppe Penone
ore 19.30 – Concerto di Ludovico Einaudi
 
Con la moderazione di Cristiana Perrella
 
Public program della mostra
Giuseppe Penone. Impronte di luce
a cura di Jonas Storsve
in corso fino al 16 febbraio 2025
 
la Fondazione Ferrero di Alba presenta Indistinti Confini, un calendario di conversazioni aperte al pubblico moderate da Cristiana Perrella. Gli incontri verteranno su arte, architettura e musica, come occasioni di approfondimento della poetica del grande artista italiano conosciuto in tutto il mondo, che si confronterà con personalità internazionali della scena culturale contemporanea. L’esposizione Giuseppe Penone. Impronte di luce proseguirà fino a domenica 16 febbraio 2025, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire il film Memoria dei fluidi, con la regia di Giampaolo Penco.

A dare avvio alla serie, venerdì 10 gennaio 2025 alle ore 18.30, l’incontro Il bosco sacro di La Tourette con Giuseppe Penone e Frère Marc Chauveau. Padre domenicano e storico dell'arte, recentemente coinvolto in diversi comitati artistici dedicati alla ristrutturazione degli arredi interni a Notre-Dame di Parigi, Frère Marc Chauveau ha vissuto per vent'anni nel convento di Santa Maria de La Tourette nella regione di Lione in Francia, edificio progettato da Le Corbusier a partire dalla metà degli anni Cinquanta. Dal 2009 Chauveau cura mostre d'arte contemporanea, invitando gli artisti, tra cui anche Giuseppe Penone nel 2022, a stabilire un dialogo tra le proprie opere e l’architettura di Le Corbusier. La lezione di Le Corbusier e in particolare il suo Modulor sono infatti alla base della serie Impronte di luce.
 
Si prosegue martedì 28 gennaio 2025, sempre alle 18.00, con L’impronta “ecologica” che vede la partecipazione degli architetti Hala Wardé e Stefano Boeri. Wardé è la fondatrice di HW architecture, studio di architettura che ha collaborato negli anni con diversi artisti contemporanei. In occasione della progettazione del Louvre Abu Dhabi, Wardé ha invitato Giuseppe Penone a realizzare l’installazione site-specific Germination (2017). Stefano Boeri, architetto, urbanista, teorico dell’architettura e Presidente di Triennale Milano, ha dato vita allo studio Stefano Boeri Architetti la cui pratica progettuale, come accade nell’opera di Giuseppe Penone, integra la natura vivente, imponendosi come un punto di riferimento per l’architettura sostenibile e lo sviluppo urbano strategico, sia in Italia che a livello internazionale.
 
La programmazione si conclude giovedì 13 febbraio con un doppio appuntamento che saluta la mostra Impronte di luce. Alle 18.30, Giuseppe Penone dialoga con Carolyn Christov Bakargiev, nell’ambito dell’incontro Trecento milioni di anni. Curatrice italo-americana di fama internazionale, in precedenza direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, si è recentemente occupata della curatela della grande mostra dedicata all’Arte Povera presso la Bourse de Commerce – Pinault Collection di Parigi, che racconta lo storico movimento teorizzato da Germano Celant, di cui Giuseppe Penone è ancora oggi uno dei più celebri esponenti.
A seguire, dalle 19.30, il palco dell’auditorium della Fondazione Ferrero ospita un concerto esclusivo del compositore e pianista italiano apprezzato in tutto il mondo Ludovico Einaudi.
 
Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Ferrero e sul canale streaming del sito www.fondazioneferrero.it.

lunedì 29 luglio 2024

Giuseppe Penone alla Fondazione Ferrero

 

La Fondazione Ferrero di Alba presenta, da sabato 26 ottobre 2024 a domenica 16 febbraio 2025, la mostra Giuseppe Penone. Impronte di luce, ampia antologica dedicata al lavoro di uno dei più grandi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, pensata appositamente per gli spazi della Fondazione.
Giuseppe Penone, "Impronte di luce", 2023. Courtesy Archivio Penone / SIAE 2024

L’esposizione, a cura di Jonas Storsve, in collaborazione con l’artista, riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi.
Filo rosso della mostra è il tema dell’impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell’artista, che si ritrova in tutto l’arco temporale della sua produzione: dall’opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022 – 2023) che viene presentata per la prima volta in Italia proprio in questo contesto.
 
Il percorso espositivo approfondisce il tema dell’impronta spaziando dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all’intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall’artista. Il motivo dell’impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall’essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra.
 
Completa il progetto espositivo il catalogo illustrato edito da Skira, che riunisce le immagini di tutte le opere in mostra e vi affianca i saggi a firma dell’artista e del curatore, assieme ai contributi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Carlo Ossola e Francesco Guzzetti, responsabile del coordinamento scientifico della mostra.

venerdì 2 dicembre 2022

Verso Caravaggio

La luce del tormento

Il San Giovanni Battista giacente

a cura di Roberta Lampucci

26 novembre 2022 - 29 gennaio 2023

Chiesa di San Domenico - Alba






[dal comunicato stampa]

Nella Chiesa di San Domenico esposto il “San Giovannino Giacente” una delle ultime opere di Caravaggio che sarà fulcro centrale della mostra che si inaugura sabato 26 novembre. Un percorso che fa rivivere le tappe fondamentali della vita tormentata di Michelangelo Merisi.

Un viaggio per conoscere il Caravaggio partendo dalla fine della tormentata vita di Michelangelo Merisi.  E’  la mostra “Verso   Caravaggio.   La   luce   del tormento” che ruota intorno all’esposizione del “San Giovannino Giacente”. Organizzata  da  Piemonte  Musei  e  curata  da  Roberta  Lapucci,  storica   dell’arte   e   restauratrice  fiorentina,   l’iniziativa   è   stata   realizzata  grazie     al     sostegno  dell’Associazione  Be    Local,    presieduta    dall’imprenditore    Gerogers Mikhael.  Alla realizzazione hanno  collaborato anche L’Associazione Insieme e  l’Ordine dei Cavalieri delle Langhe. 



Orari di apertura.

Aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00

Sabato e Domenica e Festivi dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il Lunedì

Aperture straordinarie: 8, 26 dicembre 2022

(orario festivo dalle 10.00 alle 18.00); 31 dicembre 2022

(orario festivo dalle 10.00 alle 18.00) 6 gennaio 2023 (orario festivo dalle 10.00 alle 18.00)

Chiusure programmate:

25 dicembre 2022 - 1 gennaio 2023

Prezziario Biglietti

Prevendita online a cura di Ticketone.it

OPEN 12 euro,

INTERO 10 euro,

RIDOTTO* 8 euro.






giovedì 29 settembre 2022

Alba di Valero Berruti



E' stata installata Alba l'opera di Valerio Berruti, donata alla città dalla famiglia Ferrero, nelle Piazza intitolata a Michele Ferrero.








sabato 24 settembre 2022

Gianmarco Maraviglia

Il pianto delle sirene 

a cura di Chiara Oggioni Tiepolo

23 settembre - 22 ottobre 2022

Chiesa di San Giuseppe

via Vernazza 6 - Alba (Cuneo)






martedì 24 maggio 2022

Mostra di Joan Crous ad Alba

Joan Crous

Ombra

Una collaborazione tra grandArte e Circonomia

27 maggio - 26 giugno 2022*

inaugurazione venerdì 27 maggio 2022 alle ore 18 

Chiesa di San Giuseppe 

via Vernazza 6 – Alba

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*dal lunedì al venerdì 14.30-17.30

sabato e domenica 10-13 e 14.30-18.30

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­Ombra è una parola dalle tante sfaccettature di significato: poca luminosità, oscurità, contorno indistinto ma anche simulacro del corpo. «Ombra è curiosità, apertura, immaginazione… è presenza sospesa. Ma ombra è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico». È dalla riflessione sul concetto di ombra, dunque, e sul suo portato simbolico che è nata l’opera L’ombra di Joan Crous, un’installazione di grande formato realizzata in frammenti di vetro e terra. È l’ombra del Guernica di Pablo Picasso, una scelta che deriva proprio dalla volontà di riprenderne il suo messaggio ancora vivo a distanza di anni; «perché Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta – sono le parole dello stesso artista catalano –. Guernica che evoca e fa riemergere il simbolo di ciò che rappresenta».

L’ombra, un’opera simbolo del recupero e della memoria sotto diversi punti di vista, sia quello simbolico e del messaggio trasmesso, sia quello dei materiali.

“Ho lavorato a questo progetto per oltre tre anni, - dice Joan Crous - un progetto che ho voluto e deciso io, sebbene sia solito lavorare molto anche per le fondazioni o i musei. È composta da quasi due tonnellate di vetro, per un’opera di sette metri di lunghezza e quasi quattro di altezza. L’ispirazione è arrivata proprio da quanto successo in Spagna con il bombardamento di Guernica: il dipinto di Pablo Picasso, ora, è molto più di un’opera, è un simbolo. Ed è a quest’ultimo che mi sono ispirato, trattandolo con il massimo rispetto, a partire dalle grandi dimensioni. Non una briciola di vetro ho comprato per la sua realizzazione, perché è tutto vetro riciclato, che ho per così dire incontrato”.

Di origine catalana ma a Bologna dagli anni dell’università, Crous si è nel tempo specializzato nella lavorazione del vetro frequentando diverse realtà internazionali del settore e approfondendo diverse tecniche di restauro e di conservazione. In questo percorso, una tappa fondamentale è stata la messa a punto, nel 1994, di una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale, capace di sposarsi con il concetto di “fragilità dell’operare umano e di fugacità del tempo”. Ma, oltre che artista, Crous è anche co-fondatore della cooperativa sociale Eta Beta di Bologna e gestore di un angolo di città come quello di Spazio Battirame.

Inaugurata a metà maggio, con la sua prima mostra a Bologna accompagnata dalle note della musica di Pino Jodice, L’ombra viaggerà per le istituzioni e i musei di Spagna, Francia e Italia per tutto il corso del 2022. Ora è ad Alba, in occasione dell’evento dedicato all’economia circolare Circonomia e alla sua rassegna GrandArte per affrontare la sfida del cambiamento climatico attraverso la lente dell’arte. Poi si spostarsi poi alla Biennale di Venezia a Casa Goldoni. Poi andrà a Barcellona nel Museo di Archeologia e, ancora, in Francia al Museo del Vetro di Sars Poteries.

Certe cose accadono senza che nessuno se ne sia reso conto.

All’improvviso, per una coincidenza di eventi, per una distrazione, per abitudine, per non noncuranza…

Certe cose accadono di fronte ai nostri occhi, alle nostre mani, nelle nostre famiglie, ai nostri amici… e noi siamo distratti.

Perché la distrazione siamo noi con la paura di volare, di prevedere e immaginare.


L’OMBRA

Parola piena di contenuti contrapposti.Ombra è curiosità, immaginazione, è presenza sospesa… ma è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico.

Guernica è innanzitutto è un luogo. Guernica vive lungo la storia della penisola iberica con una popolazione basca, con una storia politica importante e significativa (parlamento Basco). Ma è anche il simbolo, dopo gli anni ‘40, della costruzione scientifica di un modello di distruzione di masse indifese con l’unico obbiettivo di ottenere terrore su uomini, donne e bambini (senza esclusione).  Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta. Guernica, ogni volta che si presenta, fa rinascere il simbolo di quello che rappresenta.


Joan Crous

Joan Crous è un artista di origine catalano ma vive e lavora da oltre 25 anni tra Barcellona e Bologna. Ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona. Si specializza nel campo del vetro visitando realtà internazionali (Strasburgo, Praga, Montreal, Stati Uniti…) e approfondendo tecniche diverse, tra le quali conservazione e restauro presso Romont, Svizzera e a Milano. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie, una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’Ausl e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale. Realizza quindi diversi progetti, esposti in varie parti del mondo. Il Progetto Cenae, iniziato nel 1996 è la testimonianza poetica del momento conviviale del pasto. Si avvale di un dialogo costante con diverse istituzioni culturali e con cuochi stellati (Joan Roca in particolare ma anche lo stesso Enrico Crippa), Dal 1996 al 2018 espone Cenae prima alla biennale internazionale del vetro di Veneziaì poi nel 2011, alla biennale presso il Palazzo Ducale di Murano. Poi gira tutto il mondo a Montreal presso l’Università del Vetro, poi al Corning Glass negli Stati Uniti. Lavora spesso in Francia, a Strasbourg, a Sars Poteries presso il Musée du Verre che espone in modo permanente Cenae 7, a Rouen nel museo Départemental del Antiquités, al Centre Tignous d’art contemporain de Montreuil, Paris.  Grazie al progetto Cenae nel 2014 riceve il prestigioso Premio Internazionale GLASS IN VENICE dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti in collaborazione con la Fondazione Musei civici di Venezia. Contemporaneamente sviluppa il progetto artistico Relictae che si pone come specchio della civiltà contemporanea attraverso la testimonianza dei resti lasciati in eredità ai posteri. Espone quindi alla Fondazione Würth in Germania, alla Fondazione Vila Casas a Barcellona. Ispirato a Giorgio Morandi, pittore bolognese, dedica un ciclo di opere Omaggio a Morandi esposte in diverse città: a Pavia presso il Palazzo Visconteo, a Bologna nel Palazzo Pepoli e presso la Fondazione Zucchelli con la personale “…a un millimetro forse meno dalla luce”. Molte opere di questo ciclo sono presenti presso fondazioni, istituti e collezionisti.

giovedì 10 giugno 2021

Alberto Burri alla Fondazione Ferrero di Alba



 Per il prossimo autunno la Fondazione Ferrero proporrà la mostra «Burri. La poesia della materia».

L'evento si svolgerà dal 9 ottobre al 30 gennaio 2022, una grande mostra sull'artista Alberto Burri (1915-1995), fra le figure più note del panorama mondiale dell'arte moderna. 





Il progetto è realizzato con la collaborazione di Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini «Collezione Burri» di Città di Castello.

A questo link la presentazione svoltasi lo scorso 9/06/2021