martedì 31 maggio 2022

Mostra di Giancarlo Giordano a Racconigi

Giancarlo Giordano 

A cura di Anna Cavallera


5 giugno - 11 settembre 2022

inaugurazione domenica 5 giugno 2022 ore 18 


Pinacoteca civica Levis Sismonda

P.zza Vittorio Emanuele II - Racconigi (Cuneo)

pinacotecalevisismonda.it



[dal comunicato stampa]

Domenica 5 giugno 2022 alle ore 18, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, in piazza Vittorio Emanuele II a Racconigi, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra Personale dell’artista Giancarlo Giordano.

La rassegna, promossa dalla Città di Racconigi, è ideata e organizzata dall’Associazione culturale Carlo Sismonda APS, con il contributo di Fondazione CRT e la collaborazione di Progetto Cantoregi e SOMS.  

Curata da Anna Cavallera, l’esposizione presenta una trentina di opere scelte, sia pittoriche che plastiche, le quali intendono ripercorrere visivamente la lunga carriera dell’artista racconigese, a partire dai disegni degli anni Settanta, sino alle ultime tele del 2022.    

Giordano torna a scuotere il pubblico e le coscienze con il suo universo fatto di storie, volti ed espressioni definite a spatolate dai toni biaccosi, grigi ed azzurri, colori spenti che traducono il magma fluido di un malessere serpeggiante, quello che l'artista ha raccolto svolgendo per ventitré anni l'attività di infermiere presso il manicomio cittadino.

Accanto al ciclo pittorico dedicato ai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico, si potranno ammirare i suoi fiori, le nature morte, i lirici paesaggi e alcune significative testimonianze scultoree: dalle figure femminili in bronzo e cemento armato alla raccolta di piccole figure in terracotta smaltata, un popolo sempre più vicino ai suoi fantasmi, le cui parvenze si confondono con quelle socialmente accettate. 

In occasione dell’inaugurazione si svolgerà una performance musicale di Simona Colonna, nota musicista, cantante e docente, diplomata in flauto traverso e violoncello nei Conservatori di Cuneo e Torino. La Colonna spazia dalla musica classica al jazz al cantautorato in lingua piemontese e da sempre collega la sua anima artistica con la professione sonora. 

L’allestimento vanta la collaborazione dell’architetto e designer Paolo Cravero, al quale si deve la realizzazione di installazioni e quinte site specific e la consulenza dell’artista Marina Pepino.  


Orari Mostra :  

Sabato ore 14.30 – 18; domenica ore 10 – 18 

Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.  


Prolungamento della mostra di Luigi Mainolfi

 




sabato 28 maggio 2022

Prossimi appuntamenti a Demonte

[dal comunicato stampa]

domenica 5 giugno 2022, alle ore 17 nel Teatro Parrocchiale di Demonte: GRAN CONCERTO DI MEZZA ESTATE con l'EASY OPERA, diretta dal M.o PAOLO FIAMINGO, che metterà in scena e suonerà le" favole in musica" "Pierino e il Lupo" di Sergej Prokofiev e il "Carnevale degli Animali" di Camille Saint Saens. Spettacolo per grandi e piccini, ingresso gratuito.

giovedì 9 giugno 2022, alle ore 17, nella Sala delle Feste di Palazzo Borelli in Demonte, inaugurazione della mostra "CREATIVITA' IN VALLE N.3", terza edizione dell'esposizione collettiva che mette in evidenza la sensibilità e creatività degli "Amatori d'arte" residenti in Valle Stura. La mostra durerà fino a domenica 26 giugno, con gli orari seguenti: venerdì 16,30-18,00, sabato e domenica 10,30-12 e 16,30-18,00.


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mercoledì 25 maggio 2022

Musica in Casa Delfino


Domenica 29 Maggio ore 16.30 

Fondazione Casa Delfino

c.so Nizza 2 - Cuneo


- ingresso libero -


Maria José Palla (pianoforte): 

Robert Schumann, Studi Sinfonici op. 13 

Bela Bartok, Suite “All’aria aperta” 

Franz Liszt, Parafrasi sul Miserere dal Trovatore




martedì 24 maggio 2022

Cesare Botto alla Fondazione Peano

CESARE BOTTO 

Macchine del tempo
opere anni '80

A cura di Enrico Perotto


28 maggio - 26 giugno 2022*
inaugurazione sabato 28 maggio 2022 ore 17.30

Fondazione Peano

c.so Francia 47 - Cuneo



* dal giovedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.00













Mostra di Joan Crous ad Alba

Joan Crous

Ombra

Una collaborazione tra grandArte e Circonomia

27 maggio - 26 giugno 2022*

inaugurazione venerdì 27 maggio 2022 alle ore 18 

Chiesa di San Giuseppe 

via Vernazza 6 – Alba

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*dal lunedì al venerdì 14.30-17.30

sabato e domenica 10-13 e 14.30-18.30

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­Ombra è una parola dalle tante sfaccettature di significato: poca luminosità, oscurità, contorno indistinto ma anche simulacro del corpo. «Ombra è curiosità, apertura, immaginazione… è presenza sospesa. Ma ombra è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico». È dalla riflessione sul concetto di ombra, dunque, e sul suo portato simbolico che è nata l’opera L’ombra di Joan Crous, un’installazione di grande formato realizzata in frammenti di vetro e terra. È l’ombra del Guernica di Pablo Picasso, una scelta che deriva proprio dalla volontà di riprenderne il suo messaggio ancora vivo a distanza di anni; «perché Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta – sono le parole dello stesso artista catalano –. Guernica che evoca e fa riemergere il simbolo di ciò che rappresenta».

L’ombra, un’opera simbolo del recupero e della memoria sotto diversi punti di vista, sia quello simbolico e del messaggio trasmesso, sia quello dei materiali.

“Ho lavorato a questo progetto per oltre tre anni, - dice Joan Crous - un progetto che ho voluto e deciso io, sebbene sia solito lavorare molto anche per le fondazioni o i musei. È composta da quasi due tonnellate di vetro, per un’opera di sette metri di lunghezza e quasi quattro di altezza. L’ispirazione è arrivata proprio da quanto successo in Spagna con il bombardamento di Guernica: il dipinto di Pablo Picasso, ora, è molto più di un’opera, è un simbolo. Ed è a quest’ultimo che mi sono ispirato, trattandolo con il massimo rispetto, a partire dalle grandi dimensioni. Non una briciola di vetro ho comprato per la sua realizzazione, perché è tutto vetro riciclato, che ho per così dire incontrato”.

Di origine catalana ma a Bologna dagli anni dell’università, Crous si è nel tempo specializzato nella lavorazione del vetro frequentando diverse realtà internazionali del settore e approfondendo diverse tecniche di restauro e di conservazione. In questo percorso, una tappa fondamentale è stata la messa a punto, nel 1994, di una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale, capace di sposarsi con il concetto di “fragilità dell’operare umano e di fugacità del tempo”. Ma, oltre che artista, Crous è anche co-fondatore della cooperativa sociale Eta Beta di Bologna e gestore di un angolo di città come quello di Spazio Battirame.

Inaugurata a metà maggio, con la sua prima mostra a Bologna accompagnata dalle note della musica di Pino Jodice, L’ombra viaggerà per le istituzioni e i musei di Spagna, Francia e Italia per tutto il corso del 2022. Ora è ad Alba, in occasione dell’evento dedicato all’economia circolare Circonomia e alla sua rassegna GrandArte per affrontare la sfida del cambiamento climatico attraverso la lente dell’arte. Poi si spostarsi poi alla Biennale di Venezia a Casa Goldoni. Poi andrà a Barcellona nel Museo di Archeologia e, ancora, in Francia al Museo del Vetro di Sars Poteries.

Certe cose accadono senza che nessuno se ne sia reso conto.

All’improvviso, per una coincidenza di eventi, per una distrazione, per abitudine, per non noncuranza…

Certe cose accadono di fronte ai nostri occhi, alle nostre mani, nelle nostre famiglie, ai nostri amici… e noi siamo distratti.

Perché la distrazione siamo noi con la paura di volare, di prevedere e immaginare.


L’OMBRA

Parola piena di contenuti contrapposti.Ombra è curiosità, immaginazione, è presenza sospesa… ma è anche paura, mancanza, ignoto e, soprattutto, è un pronostico.

Guernica è innanzitutto è un luogo. Guernica vive lungo la storia della penisola iberica con una popolazione basca, con una storia politica importante e significativa (parlamento Basco). Ma è anche il simbolo, dopo gli anni ‘40, della costruzione scientifica di un modello di distruzione di masse indifese con l’unico obbiettivo di ottenere terrore su uomini, donne e bambini (senza esclusione).  Guernica è una vera icona, un paesaggio che non tramonta. Guernica, ogni volta che si presenta, fa rinascere il simbolo di quello che rappresenta.


Joan Crous

Joan Crous è un artista di origine catalano ma vive e lavora da oltre 25 anni tra Barcellona e Bologna. Ha una formazione pluridisciplinare: laureato in storia frequenta contemporaneamente l’Accademia d’Arte Massana a Barcellona. Si specializza nel campo del vetro visitando realtà internazionali (Strasburgo, Praga, Montreal, Stati Uniti…) e approfondendo tecniche diverse, tra le quali conservazione e restauro presso Romont, Svizzera e a Milano. Dal 1999 fonda, insieme alla moglie, una cooperativa sociale che lavora in collaborazione con l’Ausl e si occupa di interventi socio riabilitativi attraverso l’arte e l’artigianato. Il momento fondamentale della sua traiettoria artistica si ha nel 1994 quando mette a punto una tecnica di lavorazione del vetro del tutto personale. L’innovazione tecnica si sposa perfettamente ad un concetto di fragilità dell’operare umano e di fugacità temporale. Realizza quindi diversi progetti, esposti in varie parti del mondo. Il Progetto Cenae, iniziato nel 1996 è la testimonianza poetica del momento conviviale del pasto. Si avvale di un dialogo costante con diverse istituzioni culturali e con cuochi stellati (Joan Roca in particolare ma anche lo stesso Enrico Crippa), Dal 1996 al 2018 espone Cenae prima alla biennale internazionale del vetro di Veneziaì poi nel 2011, alla biennale presso il Palazzo Ducale di Murano. Poi gira tutto il mondo a Montreal presso l’Università del Vetro, poi al Corning Glass negli Stati Uniti. Lavora spesso in Francia, a Strasbourg, a Sars Poteries presso il Musée du Verre che espone in modo permanente Cenae 7, a Rouen nel museo Départemental del Antiquités, al Centre Tignous d’art contemporain de Montreuil, Paris.  Grazie al progetto Cenae nel 2014 riceve il prestigioso Premio Internazionale GLASS IN VENICE dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti in collaborazione con la Fondazione Musei civici di Venezia. Contemporaneamente sviluppa il progetto artistico Relictae che si pone come specchio della civiltà contemporanea attraverso la testimonianza dei resti lasciati in eredità ai posteri. Espone quindi alla Fondazione Würth in Germania, alla Fondazione Vila Casas a Barcellona. Ispirato a Giorgio Morandi, pittore bolognese, dedica un ciclo di opere Omaggio a Morandi esposte in diverse città: a Pavia presso il Palazzo Visconteo, a Bologna nel Palazzo Pepoli e presso la Fondazione Zucchelli con la personale “…a un millimetro forse meno dalla luce”. Molte opere di questo ciclo sono presenti presso fondazioni, istituti e collezionisti.

lunedì 23 maggio 2022

Fabrizio Oberti

Fabrizio Oberti

Paesaggi impressionisti

a cura di Mauro Sereno

27 maggio - 12 giugno
inaugurazione venerdì 27 maggio alle ore 18

Galleria Arte +

via Chiusa Pesio 8 - Cuneo


[dal comunicato stampa]
Dal 27 maggio al 12 giugno (inaugurazione venerdì 27 maggio ore 18:00), presso la “Galleria Arte +” di via Chiusa Pesio 8 a Cuneo, l’artista Fabrizio Oberti presenterà oltre trenta opere prime assolutamente inedite e mai esposte prima, realizzate appositamente per questa mostra dal titolo “Paesaggi Impressionisti”, ideata e curata dal gallerista Mauro Sereno. In mostra tutte le tematiche che da anni Oberti affronta per esaltare la natura nei confronti di un’umanità piccola e solitaria rispetto alla potenza della forza degli eventi naturali. Le opere esposte toccheranno quindi il tema delle campagne fiorite, dei campi temporaleschi, delle marine, degli alberi, delle nevicate, degli scorci montani.....con diversi riferimenti ai luoghi del territorio locale. La tecnica è quella che ormai caratterizza la pittura dell’artista da molti anni e cioè l’olio materico spatolato su tavola con colori squillanti e pastosi, con chiari riferimenti alla pittura impressionista soprattutto nella stesura rapida del colore, fatto di una serie di accostamenti cromatici che poi rendono all’occhio dell’osservatore il risultato di un paesaggio compiuto, ma in realtà strutturato da molti “tasselli” di materia pittorica. Altra particolarità di questi nuovi lavori, è il desiderio del pittore di dipingere la luce, infatti in tutte le opere vi è una costante ricerca di luminosità ottenuta in particolare proprio dalle varie mescolanze istintive e gestuali dei colori. Infine, altra curiosità di questa esposizione, riguarda il fatto che i dipinti saranno presentati con cornici antiche, che vanno a creare un esclusivo e deciso contrasto fra i dipinti contemporanei e il classicismo di cornici d’altri tempi, cornici che creano un tutt’uno con il dipinto e ne diventano parte integrante. La mostra sarà visitabile dal venerdì alla domenica dalle 15:30 alle 19:00. Ingresso libero.











domenica 22 maggio 2022

Meccaniche dell’esistenza

 


Sabato 28 maggio 2022 verrà inaugurata la mostra Meccaniche dell’esistenza degli artisti Carlo D’Oria, Gabriele Garbolino Rù, Elio Garis a cura di Roberto Mastroianni .

L’apertura della mostra, che accompagna l’inaugurazione del parco Parri all’interno del quale si prolunga con alcune opere monumentali, avverrà in due momenti: alle ore 17.30 presso Palazzo F5 in via Dante Livio Bianco 12 – Cuneo e successivamente alle ore 19.00 presso il Parco stesso al momento ufficiale del taglio del nastro

Si tratta della decima mostra della rassegna provinciale grandArte 2022 – HELP - humanity, ecology, liberty, politics e sarà visitabile fino al 25.09.2022 venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00 o su appuntamento scrivendo a info@grandarte.it

Meccaniche dell’esistenza Apriranno con l’inaugurazione del grande Parco Parri il 28 maggio e dureranno fino al 25 settembre le mostre dal titolo “Meccaniche dell’esistenza”. Si tratta in realtà di una mostra unica in due sedi: una monumentale nel Parco Parri e una nel Palazzo dell’F5. Espongono Carlo D’Oria, Gabriele Garbolino Rù ed Elio Garis. 

D’Oria esplora in tutta la sua produzione il tema della fragile e precaria condizione umana che affronta nella polarità tra individualità e moltitudine. Il suo universo è popolato di figure stilizzate ed essenziali, di corpi condotti alla loro estrema e rarefatta geometria, che concorrono a dare vita a un universo popolato di tracce della presenza umana. Il disegno, anch’esso asciugato fino a diventare una linea, fa da contrappunto alla pesantezza della materia. I Titani rappresentano le forze primordiali e danno vita alla natura stessa. Sono
metafora della forza che offre il senso di appartenenza a una comunità e si collocano in contatto con il mondo circostante attraverso il linguaggio del loro corpo.

Tutta la scultura di Gabriele Garbolino Rù si gioca su equilibri interni, interiori, intimi, mostrandosi in una continua metamorfosi di volti e di corpi che parlano. La sua opera esplora i legami che intercorrono tra uomo, natura e cultura, richiamandoci alla responsabilità delle nostre azioni nei confronti dell'ambiente in cui viviamo, ed è incentrata, come ha scritto Alfonso Panzetta, sulla “singolare ricerca sul volto e sulla figura, tendenzialmente frammentate o ingigantite in scala monumentale, realizzate in marmo, bronzo, ma sempre
più spesso in algido alluminio, in ghisa pesante o in ferro acidato", tendendo "a trasfigurare i soggetti in una dimensione “altra”, parallela e simbolica, fortemente suggestiva, ma allo stesso tempo elegantemente destabilizzante”.

Elio Garis dal 1989 ha realizzato numerose opere pubbliche usando materiali diversi: bronzo, marmo, cemento, acciaio inox, acciaio corten, ghisa e legno, molte di grandi dimensioni, alternando forme dall’inconfondibile segno aereo ad altre di impianto più figurativo. A Cuneo, presenterà due opere realizzate in vetroresina: Cresta dell’onda ed Elissoide 2, di grande impatto visivo, che segnano du importanti momenti della sua straordinaria capacità creativa, in cui si coglie un costante intento di sondare le potenzialità infinite dei materiali, ricercando i rapporti di connessione o di contrapposizione fra opposte realtà fisiche, cioè tra lucentezza e opacità, tra pesantezza e leggerezza e tra terra e cielo. In Garis, le forme plastiche svelano tensioni dinamiche interne e sviluppano impulsi vitali, assumendo l'aspetto di corpi d'aria materializzata, plasmati come da onde fluide di un vento vivificatore.





mercoledì 11 maggio 2022

Musica in Casa Delfino

Concerto con aperitivo 

sabato 14 maggio 2022 - ore 11 

Fondazione Casa Delfino 

c.so Nizza 2 - Cuneo

- ingresso libero -

Matteo Fabi e Umberto Ruboni eseguiranno musiche di Beethoven, Bruch e Rachmaninov. Il concerto fa parte della rassegna "Musica in Casa Delfino" che comprende anche altri appuntamenti concertistici che si terranno fino a giugno 2022.





lunedì 9 maggio 2022

Emozioni geometriche a Casa Francotto Busca

 


Energie in tensione che dinamizzano lo spazio, fra forme che si sviluppano fra interni ed esterni.

Strutture che si liberano dalla massa per dare trasformazioni alle forme primarie.



 Forse anche astronavi di materia che attraversano il tempo creativo. 

Le opere di Pier Giuseppe Imberti si offrono sempre piacevolmente allo sguardo per la loro libertà di essere altro. 











https://casafrancotto.it/

sabato 7 maggio 2022

Soffiantino. Tra oggetto e indefinito


La Fondazione Ferrero di Alba presenta da sabato 7 maggio a giovedì 30 giugno 2022 un nuovo progetto espositivo dedicato al pittore e incisore torinese Giacomo Soffiantino (1929-2013): Soffiantino. Tra oggetto e indefinito, a cura di Luca Beatrice, Michele Bramante e Adriano Olivieri.

La mostra, ideata dai curatori con un ritmo biografico e tematico, costituisce la più ampia ed esaustiva ricognizione storico-espositiva mai dedicata all’opera e alla vita di Giacomo Soffiantino.

Il percorso espositivo si articola in sette sezioni che ricostruiscono doviziosamente l'agire artistico di Soffiantino attraverso una selezione di oltre 50 opere. Un percorso in tappe che conduce il visitatore alla scoperta del lavoro dell’artista a partire dagli esordi,

caratterizzati da un approccio aniconico-informale nutrito da influenze internazionali, passando poi per la sensibilità "naturalistica" delle opere mature sino agli esiti più recenti degli anni Dieci del Duemila.

Fondazione Ferrero
Strada di mezzo, 44 - Alba (CN)

mercoledì 4 maggio 2022

Toccando l'invisibile

Daniele Aletti
Daniela Madeleine Guggisberg

30 Aprile-26 Giugno

Opening 7 Maggio alle ore 18*

Gart Arte Contemporanea

Via Rocca 31, Via De Maria 2, Neive, Centro Storico (CN)














[dal comunicato stampa]


È difficile immaginare quel che non si vede,

il vuoto, il tempo, l’amore,

che forma hanno?

La scultura è un modo per toccare l’invisibile,

percepire la possibilità dell’infinito.”



Daniela Madeleine Guggisberg e Daniele Aletti sono una coppia di artisti scultori che dal 1994 hanno scelto di trasferirsi tra le silenziose colline dell’Alta Langa, nel paese di Sale San Giovanni. Qui hanno trovato il luogo ideale per dar vita alla loro casa-atelier, scavata nel tufo vicino alle grandi distese di lavanda, completamente a contatto con la natura. Il loro lavoro è strettamente coinvolto dalla loro vita, improntata sulla famiglia, sulla cura della natura, sulla pratica dello yoga e la meditazione.

La pratica del Vuoto, tramite l’esercizio della meditazione, diventa componente fondamentale della loro opera. - Il vuoto è essenziale per la definizione della materia - dice Aletti - Il vuoto è anche l’unica cosa assoluta nella vita, tutto il resto credo sia relativo. Il vuoto è l’origine, svuotare la propria mente porta a non mettere continuamente i propri pensieri al centro dell’attenzione, e questo è essenziale per uno scultore di marmo e di pietre. È un lavoro che si basa sul togliere, quindi sul generare vuoto.-

Le loro sculture hanno origine da una continua indagine sulla sintesi dei volumi, la ricerca dell’essenzialità e dell’energia interiore della materia. La loro sensibilità permette di tradurre il sentimento in tridimensione: superfici levigate, purezza delle forme, irreali tenerezze dei materiali.

In questa mostra si presenta una selezione di opere create da pietre di variegata origine. Sfilano i neri di Ormea, i marmi Rosa del Portogallo, la pietra Onice di Toirano e i Portoro firmati Guggisberg; i neri Marquinia, Marmi di Palissandro, e i diversi legni di pioppo o di castagno firmati Aletti.

Il lento materializzarsi della forma nello spazio viene messo in luce soprattutto nelle opere di Daniela M. Guggisberg, lasciare l’identità e la traccia della pietra originaria permette di evidenziare come il lavoro dello scultore sia necessario per esternarne la bellezza e l’energia interiore. La pietra è materia di cui è fatta la terra -anch’essa una pietra nel vuoto- la cui età può variare da 20 milioni ai 200 milioni di anni. Viene estratta da enormi giacimenti, trasportata sotto forma di grandi blocchi, tagliata in pezzature minori ed infine scolpita: ciò che resta è il risultato del vuoto generato.

Emblematica è l’opera Vongola, una scultura in cui risaltano i tre stadi della scultura: la naturalità della pietra, una prima lavorazione, e la levigatura accurata. Questa pietra, Portoro, dalle mille venature rossastre su corpo nero, sprigiona la sua più intima e naturale bellezza grazie alla mano Guggisberg.

L’ispirazione tratta dai soggetti della natura è fonte di riflessione interiore, così come le opere Ondulate, che richiamano la naturalezza del ricorrersi delle onde del mare, un collegamento alla ricorrenza degli alti e i bassi che fanno parte della vita di ognuno di noi, ma che è caratterizzata dal tornare e riassumere sempre una linea di equilibrio. Come infatti suggerisce Guggisberg “Queste sono vibrazioni che non alterano la nostra essenza, siamo solo noi che tendiamo ad identificarci con la superficie.”

La rivisitazione di questo pensiero, viene evoluto nella serie delle Barche di Aletti, esposte nella sede Storica della galleria. Da qui scaturiscono dialoghi tra spazio e tempo, lunghezza e cavità, tra forma e pesantezza, tra l’elemento dell’aria e dell’acqua: tutti percorsi di mediazioni, una flotta di barche in partenza per un viaggio. In mostra viene esposta anche la più giovane componente relazionale con la bidimensione di Aletti, che ha dato vita alla serie dei Micro macro, acrilici su carta, su cui fluttuano, come indirizzati da un vento, una moltitudine di micro particelle, insieme di petali, semi, branchi di pesci in transito su fondi monocromi, che introducono alla creazione dinamica degli eventi, delle cose materiali ed immateriali.

Nella GART Storica sono esposti anche gli ultimi lavori prodotti Guggisberg, una serie di opere che si susseguono evolvendosi in forma ed altezza, tutte legate però da due componenti sempre presenti, il vuoto, rappresentato da una cavità, e la pietra di origine. “Distanziati” è infatti il titolo di questo lavoro nato nel periodo post-pandemico. “State insieme ma distanziati” ci dicevano, così Daniela ha frazionato da un unico blocco di pietra di Onice di Toirano, 5 blocchi più piccoli che stanno sì distanziati, ma solo insieme mantengono un filo conduttore, l’idea di unione e di origine. Il numero 5 inoltre è un chiaro riferimento ai 5 principi del taoismo: Armonia, Unità, Mutamento, Spontaneità, Non-interferenza.

Daniela Madelein Guggisberg è una scultrice svizzera nata a Zurigo nel 1963, Daniele Aletti è uno scultore italiano nato a Olten, nel 1962. 



*Giorni di apertura: giovedì, venerdì, sabato, domenica, lunedì

Orari di apertura: 10-12 /14-18

+39 3805174332 Annalisa Ghella

+39 3473877343 Francesca Carbone

www.contemporarygart.com

info@contemporarygart.com

Instagram: gart_contemporary


Musica in Casa Delfino

Concerto con aperitivo 

sabato 7 maggio 2022 - ore 11 

Fondazione Casa Delfino 

c.so Nizza 2 - Cuneo

- ingresso libero -

Sei giovani musicisti del Conservatorio di Torino eseguiranno musiche di C. Franck, F. Schubert e G. Fauré. Il concerto fa parte della rassegna "Musica in Casa Delfino" che comprende altri appuntamenti che vi segnaleremo nelle prossime settimane.








 

Città in note

La musica dei luoghi Cuneo 

13-14-15 maggio 2022





[dal comunicato stampa]

Sta per tornare a Cuneo Città in note. La musica dei luoghi, la rassegna che nasce per valorizzare il patrimonio storico-artistico, architettonico e naturale cittadino attraverso la musica e riscoprire la bellezza dei beni comuni.

Musei, chiese, teatri, biblioteche, ma anche parchi, vie e piazze del capoluogo piemontese per tre giorni diventano cornice di imperdibili concerti, spettacoli, talk, incursioni ed installazioni sonore.

Dal 13 al 15 maggio, 41 appuntamenti in 11 location, con la partecipazione di 12 enti partner tra scuole, istituti e realtà musicali del territorio e oltre un centinaio di performer, con artisti di fama nazionale e internazionale.

Un programma eterogeneo e multidisciplinare che darà vita a momenti di condivisione, scoperta, incontro e gioco. Esplorando sonorità e spazi di luoghi meravigliosi, Città in note vi permetterà di coniugare la bellezza architettonica con la poesia della musica, in una visione globale rispettosa e consapevole dell’ambiente e dell’arte.

Salvo dove espressamente indicato, l'ingresso agli eventi è libero fino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione.

programma completo: fondazioneartea.org

per acquistare i bigliettiticket.it



martedì 3 maggio 2022

Concerti di maggio a Demonte (e altro)

[dal comunicato stampa]

sabato 7 maggio: alle ore 20.45: “GRAN CONCERTO DI PRIMAVERA” con musiche di W.A. Mozart, L.Van Beethoven, J. Haydn, con l’orchestra OSAI, diretta dal M°. Paolo Fiamingo, nella Chiesa Parrocchiale di San Donato in Demonte

giovedì 12 maggio: alle ore 20,45: “NOSTRA SIGNORA DI FATIMA… ci fa in-cantare” – canti e musiche e canti mariani ed altro con il gruppo musicale dei “FLARPINOS”:  Valeria Arpino (voce e chitarra),  Alessia Musso (Arpa), Eugenia Ruggeri (flauto), nella Chiesa di San Giovanni decollato o della Misericordia

L’Associazione AMICI DI DEMONTE continua l’opera di divulgazione culturale con due concerti organizzati per il mese di maggio 2022, ai quali ne seguiranno altri distribuiti in tutta l’estate e l’autunno del 2022, insieme ad altri eventi:

Il primo è un concerto di musica classica (Mozart, Beethoven, Haydn) in cui l’Orchestra Sinfonica Amatoriale Italiana (OSAI) si esibirà diretta dal M°. Paolo Fiamingo per celebrare l’arrivo della primavera e, speriamo, la fine della pandemia. Il M° Paolo Fiamingo e l’orchestra OSAI sono ormai degli abituali frequentatori di Demonte in cui si sono esibiti in questi anni per ben 23 volte, segno di un feeling tra l’Associazione Amici di Demonte, l’OSAI, il M°. Paolo Fiamingo e  Demonte che ormai ha legato questi protagonisti della vita culturale di Demonte in modo indissolubile… Il concerto si terrà nell’antica Chiesa Parrocchiale di San Donato in Demonte.

Il secondo concerto vedrà l’esibizione del gruppo musicale “da camera” FLARPINOS, composto da Valeria Arpino, Alessia Musso ed Eugenia Ruggeri, in musiche sacre di ispirazione “mariana”. Questo gruppo si presenta al pubblico demontese per la prima volta in questa formazione. La presenza di un’arpa e di un flauto, oltre alla voce famosa e di sicuro pregio di Valeria Arpino, (vantano, tutte e tre, curricula di un certo peso) sono garanzia di un grande concerto. Esso si terrà in quella che viene considerata la più bella chiesa (barocca) di Demonte: San Giovanni decollato o della Misericordia, di inizio seicento…

Si approfitta di questo breve annuncio per informare e divulgare i seguenti eventi:

Il primo:  “CREATIVITA’ IN VALLE N.3”, mostra che si terrà dal 9/6 al 26/6/2022, vuole andare alla scoperta di “spiriti artistici” che in valle –senza aver pretese di “fare arte”-, si dedicano alla creazione di oggetti (ricami, pittura, scultura, fotografia, cose di fantasia,  ecc…)  più disparate, traendone opere, come si è notato nelle prime due edizioni della mostra, di indubbio valore artistico. Il nostro vuole essere un appello nei confronti di coloro che –zitti, zitti- se ne stanno rintanati nelle loro abitazioni per METTERE IN MOSTRA –SENZA RITROSIE O PATEMI- le loro opere “amatoriali”. Nessuno le giudicherà!!!! ma anzi ne trarrà un positivo segnale e cioè quello che, nonostante la vita possa essere grama e difficile, vi è gente che si dedica a creare e a superare in questo modo molte difficoltà. Per info, rivolgersi a Silvio Rosso 338.2086992

Il secondo:  “CONCORSO DI PITTURA ESTEMPORANEA – DEMONTE IN… QUADRO” si terrà in Demonte DOMENICA 31 LUGLIO 2022. Il concorso che si vuole organizzare verrà realizzato con il supporto della PRO LOCO di Demonte. Anche questo è un appello rivolto a tutti i pittori “en plein air” di partecipare (più si è, meglio è): il primo premio è di €. 1.000,00, il secondo di €. 750,00, il terzo di €. 650.00, il quarto di €. 500,00. I premi sono da considerarsi “premi acquisto”. I partecipanti potranno portare anche tre quadri di loro “creazione” che verranno esposti, fuori concorso,  sotto i portici di Demonte per tutta la giornata del 31 luglio 2022. Gli elaborati verranno giudicati da apposita giuria di esperti…  Per info, rivolgersi a Silvio Rosso 338.2086992.




















Mostra di Roberto De Siena al Collegio dei geometri di Cuneo

6 - 29 maggio 2022

inaugurazione venerdì 6 maggio 2022 dalle ore 18 alle 20

Orari di visita: il venerdì e il sabato dalle 16 alle 19

La domenica 10/12,30 – 15,30/19,30

Sala mostre del Collegio dei Geometri

via San Giovanni Bosco 7h a Cuneo







TRASMIGRAZIONI

una nuova vita… una nuova bellezza

Roberto De Siena è un fabbro alchimista dei bagliori metallici, un artista in possesso dell’idea platonica della metallosità. Se, come scrive il filosofo Emanuele Coccia, noi siamo rocce animate in continua metamorfosi, nei disegni a carboncino e nei dipinti a olio di De Siena, elaborati con dovuta lentezza e sapientemente rifiniti a sprazzi di vernice lucida, l’osservatore è proiettato in abissi silenziosi ripieni di vegetali ferrosi, animali transgenici, bulbi ruotanti, sospesi o in movimento nello spazio, portatori nel loro nucleo di nuove sorgenti di energia dinamica, o si ritrova immerso in atmosfere cangianti e numinose. Le tenebre notturne sono attraversate da labirinti di strutture materiali luminescenti, dall’aspetto di quintessenze della civiltà delle macchine, trasformatesi in memoria di meccanismi in disuso, che ritrovano però nuova vita, trasmigrando in apparenze di morfismi meccanici translucidi, talvolta sfavillanti, che creano mondi di sogno animati da nature oggettuali transeunti, metamorfiche, che s’impossessano degli anfratti interiori di ogni materia vivente, umana, animale, vegetale e minerale.

La natura silvana più intricata rinasce nel rosso del rame ardente o affonda le sue radici nel freddo grigio metallizzato. Gli alberi spogli, osservati di sottinsù, innalzano al cielo le loro puntute ramificazioni come scarnificate braccia di oranti inascoltati e i tronchi solitari si mostrano (vivi)sezionati in porzioni lamellari: ogni cosa si manifesta come abitata da vortici di materia in movimento, da stratificazioni rilucenti di meccanici coaguli cristallizzati che trascolorano dal giallo al verde e dal blu all’arancio.

I corpi arcani di donne (come fate o maghe) sono quelli di neo-veneri post-tecnologiche e sui loro volti si riverberano aurei riflessi che svelano il dardeggiare di sguardi seminascosti, che ci scrutano con inquietudine.

Gli elementi originariamente forgiati in primordiali officine metallurgiche, in seguito abbandonati, sono stati infine riutilizzati in una sorta di anastilosi dei prospetti scheletrici delle strutture urbane, sospese tra cielo e terra, che appaiono avvolte dal silenzio della notte e intrise di malia, scaturita dai riflessi aureo-argentei che si rifrangono sulle superfici irregolari delle loro architetture affastellate e riecheggianti vagamente lo stile tardogotico senza tempo dalla fredda e grumosa inabitabilità. In esse, si scoprono luoghi urbani disabitati, assemblati fantasiosamente con strutture metalliche rugginose, inserite in luoghi intermedi, ancora capaci di suscitare meraviglia per la loro configurazione in bilico tra realtà e astrazione, tra pars destruens e pars costruens, tra elementi in disgregazione e altrettanti elementi in riaggregazione vitale e armonica.

Privilegiando dapprima gli ispessimenti materici preziosi dei colori, De Siena è approdato, di recente, ad una raffinata tecnica di finitura della superficie pittorica, con sfumature delicate che si estendono tra il giallo oro e il blu verde acqua. Le pennellate rilasciano labili impronte di pezzi residuali dell’industria pesante, in cui si possono annidare misteriose presenze vitali o vagheggiamenti di figure mitiche benigne. Talvolta, si ha l’impressione di essere immersi in oscure profondità marine, in cui sopravvivono relitti di epoche trascorse della storia dell’umanità o si nascondono fantastici animali acquatici. In ogni situazione adombrata dall’artista, siamo comunque in presenza di una dimensione di calma positiva, di silenzio, di ritrovata pace esistenziale, in cui tutto si trasforma, si ibrida, si intreccia, rinascendo in corpi figurali nuovi, che non seguono più le regole nefaste dell’attuale meccanica industriale predatoria, ma si affidano piuttosto all’immaginazione e alla sua forza di prefigurare il superamento dell’impulso distruttivo dell’uomo, attraverso la rigenerazione fantasiosa e propiziatoria delle sue radici ancestrali.


Enrico Perotto






Info: Roberto De Siena Lab Via Roma 195, Caraglio

Tel: 393.968 58 28 – mail: ghiron2@gmail.com

Sito web: www.robertodesiena.it

Il testo critico e la presentazione sono a cura del Prof. Enrico Perotto

All’interno della mostra una ricerca fotografica di Cornelio Cerato

Video e musiche di Carlo Cerato