13 giugno - 25 ottobre 2026
inaugurazione 13 giugno 2026 ore 11.00
La mostara sarà visitabile
il sabato e la domenica dalle ore 15,30 alle ore 19,00
o su appuntamento
Centro Civico e Culturale di Rittana
via Roma 6 - Rittana (Cuneo)
335 8386669 | 349 5996077
Centro Civico e Culturale di Rittana
via Roma 6 - Rittana (Cuneo)
info@montagnafutura.com
[dal comunicato stampa]
Rittana inaugura sabato 13 giugno 2026, presso il Centro Civico e Culturale, all’interno di La bellezza per nuove visioni, la festa dedicata all’arte, la mostra Place of illusions di Nicola Bolla, un artista affermato e apprezzato a livello globale grazie a personali e collettive in Italia, Europa, Stati Uniti e Cina. Dopo le sue più recenti esposizioni, Rittana ospita una serie di opere tridimensionali realizzate con le carte da gioco abilmente ritagliate e assemblate in complessi formali astraenti (i mandala) o in configurazioni fantasiose di animali esotici o di teschi, oltre a una scelta esclusiva di dipinti eseguiti con pigmenti e glitter su carta e dedicati a immagini tratte dal repertorio quotidiano dei fumetti o dalla pubblicità. La mostra sarà accompagnata da un catalogo, presentato durante il periodo espositivo, che si avvarrà del testo del critico d’arte, giornalista e curatore Nicolas Ballario.
Tutti conoscono For the love of God, il teschio ricoperto di diamanti che Damien Hirst eseguì nel 2007 riscuotendo lodi e plausi in tutto il mondo. Quanti invece conoscono l’artista che con tutta probabilità lo ha ispirato? C’è da rivolgere lo sguardo verso il Piemonte, dove lavora Nicola Bolla, che col suo Skull del 1997, un teschio interamente coperto di cristalli Swarovski, ha preceduto Hirst di dieci anni esatti. Chi vorrà approfondire la sua arte, scoprirà una produzione che abbonda di scintillanti teschi, scheletri e ossa che ricordano a chi li osserva la finitezza della nostra vita terrena. [...] Le vanitas sono tra le opere più note di Nicola Bolla, che negli anni ha sperimentato i mezzi più diversi, ottenendo successo specialmente con le carte da gioco, altro materiale che incarna l’idea della fragilità, e col quale Bolla ha prodotto in continuazione teschi, animali, ipnotici mandala, introducendo nella sua arte l’idea della serialità insita nella Pop Art [...]. Anche la pittura di Bolla conserva traccia del suo pensiero sulla fuggevolezza dell’esistenza. [Federico Giannini, La pittura di Nicola Bolla, dai Pigment Paintings agli LP dipinti pubblicato il 07/05/2023 in https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/la-pittura-di-nicola-bolla]
Nicola Bolla è nato a Saluzzo (Cn) nel 1963 e attualmente vive a Torino. Figlio di Piero Bolla, noto e versatile artista saluzzese, e di Silvia Aimone, scenografa e pittrice. Dimostra da subito una grande abilità manuale che lo porta dapprima a dipingere e, in seguito, a specializzarsi nella produzione scultorea. Le sue invenzioni sono oggetti o frammenti dell’esistenza del quotidiano, che realizza con cristalli Swarovski e poi anche con carte da gioco, perfezionando una tecnica raffinatissima, inimitabile, al punto da diventare la sua riconoscibilissima cifra stilistica. Si tratta di opere che si ricollegano fondamentalmente ai concetti di vanitas, di memento mori, ovvero di finitudine della vita umana, in voga tra Rinascimento ed età barocca, ma con l’aggiunta di un guizzo ludico, ironico e dissacrante. Nella sua formazione, comunque, la pittura ha svolto un ruolo primario, assunto come contraltare rispetto alla scultura sviluppata nello spazio, a partire già dai piccoli formati. L’intento è di ricreare messaggi visivi intrisi di ironia e di forza onirica, ma anche di atmosfere liriche ricercate e sospese. Bolla è stato invitato alla Biennale di Venezia nel 1995 e nel 2009. Il suo ricco ed intenso percorso artistico lo ha condotto all’affermazione in Italia e nel contesto internazionale con varie esposizioni personali e collettive in Francia, Belgio, Stati Uniti e Cina e altri paesi. Dopo alcune importanti personali in gallerie private a Milano e New York fra il 2000 ed il 2007, anno della mostra da Sperone Westwater, a cura di Luca Beatrice, nel 2008 ha esposto alla Goss Foundation di Dallas e ha conquistato grandi collezionisti come Calvin Klein, Yoko Ono e George Michael. A Cuneo, sono da segnalare la sua personale alla Galleria Confini del 1994 e la collettiva Le spine della complessità. Arte e artisti tra globale e locale, tenutasi nel 2017 presso il Complesso Monumentale di San Francesco. Nel 2018, ha inaugurato la sua Pandora’s Box, un’originale seduta scultorea nell’ambito dell’evento Panchina d’artista di Vigone (To). Nel 2022, a Palazzo Reale di Torino, ha partecipato alla collettiva Animali a corte, e tra 2022 e 2023 a PLAY nella Reggia di Venaria. Tra le sue mostre personali più recenti, si segnalano quella organizzata al MART di Rovereto tra dicembre 2021 e febbraio 2022, seguita da Senza Titolo! alla Cavallerizza di Torino del 2022, da The Ghosts of My Friends nella Castiglia di Saluzzo (Cn) del 2023, da The Theatre nel Castello di Govone (Cn) del 2024 e da Equilibrium nella sede dei Voltoni della Scalea Barocca a Montemagno Monferrato nell’ambito di Germinale Monferrato Art Fest del 2025.

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