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giovedì 20 agosto 2026

Tanchi Michelotti : Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984-2026


Mostra a cura di Enrico Perotto

30 agosto - 27 settembre 2026
inaugurazione domenica 30 agosto 2026 alle ore 11
Sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30
Da martedì a venerdì su appuntamento (33346513469)
Ingresso libero

Cappella del Ritiro della Sacra Famiglia 
piazza del Belvedere - Dogliani (Cuneo)






[dal comunicato stampa]

La mostra “Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984-2026” si presenta al pubblico come il trentunesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

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La mostra personale intitolata “Figurazioni. La giostra della vita. Opere 1984 – 2026” presenta al pubblico una selezione di ventun dipinti che documentano alcuni dei temi iconografici che più caratterizzano l’espressione figurativa tipica dell’artista cebano, a partire dalla condizione estrema dell’uomo o di Cristo oltraggiato e costretto ai patimenti della morte in croce, ma anche quella altrettanto crudele e simbolica del “bove squartato”. Dunque, è ben presente il registro esistenziale contrassegnato da inquietudine e sofferenza, a cui si affianca anche l’esplicito riferimento al messaggio evangelico, testimoniato da uno studio della composizione del mosaico raffigurante la scena della Tempesta sedata, realizzata nel 1985 per la facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Mondovì Altipiano. Tra le “intenzioni pittoriche” di Tanchi, profonde e insistenti nell’arco dei suoi oltre settant’anni di attività artistica, che sono presenti nell’esposizione doglianese, insieme ai dolenti crocifissi, spiccano i temi delle mani, delle farfalle, dei gabbiani, dei cavalli, delle sirene e dei velieri, tutti elementi iconografici che alludono a una ricerca individuale che parte da una data realtà figurativa e che procede per successive sottrazioni, sovrapposizioni e cancellazioni, indirizzandosi verso un altro e diverso orizzonte di immagini, che si presentano allo sguardo limpido del pittore come nuove e sorprendenti individuazioni formali, una sorta di altrove percepito o inseguito nello svelarsi di un sogno a colori. Si tratta, come ha scritto Imo Benelli nel suo testo monografico dedicato a Tanchi Michelotti e pubblicato in Sei pittori monregalesi del 1972, di “direzioni di ricerca” che si comportano come “motivi per trovare nuove soluzioni costruttive, per riscoprire un senso plastico e soluzioni coloristiche inedite. Pochi, come Michelotti, sanno trarre dalle pennellate tante possibilità espressive, non retoriche, però, né spettacolari; pennellate vive, scorrevoli e libere, di una sostanza cromatica densa, preziosa, ma senza facili piacevolezze”. La pittura per Tanchi non può fare a meno dell’oggetto reale o dei valori illustrativi del quadro: è una costante del suo pensiero visivo che può anche fargli correre il rischio di essere considerato un pittore all’antica, ma tant’è. È una sorta di pregiudizio critico a cui non si sottrae. Per lui non ci può essere solo astrazione, perché sente impellente il bisogno di alludere a una presenza figurale.

Pertanto, egli si affida alla rassicurante riproposizione di pretesti compositivi, dando luogo ad accadimenti formali che si ripresentano ogni volta nello stesso modo e ogni volta assiste allo spettacolo dell’avverarsi di una variazione nella ripetizione. È il fascino misterioso della pittura. Si può partire da un qualsiasi tema che si accenna sulla tavola macchiata (mai iniziando da una superficie bianca) lavorata in orizzontale e poi trovarsi a girare sottosopra l’immagine e ricominciare a far nascere un altro quadro. Ciò che Tanchi persegue non è tanto la definizione oggettiva di ciò che rappresenta, quanto piuttosto il processo di germinazione delle idee coloristiche e formali che gli sono proprie e che sono il frutto di un fare e rifare, di un coprire e di uno scoprire, di un passaggio da un sistema strutturale ad un altro, per giungere ad una sempre nuova dimensione visiva delle immagini, la cui improvvisa apparizione è anelata e inseguita, fino allo svelarsi di un possibile altrove. I colori briosi della sua tavolozza, caratterizzati da tonalità accese di giallo, blu, beige, rosa, azzurro, verde, rosso, arancio e turchese, gareggiano con i segni tracciati direttamente con i tubetti, come se fossero gessetti, fatti scorrere sulle asperità dei supporti. Talvolta tra le mani di Tanchi compare una lametta da barba, utilizzata per raschiare via porzioni di colore che si trasformano in punti di luce particolarmente evocativi. Ed ecco l’opera finita: un atto di invenzione rapidissimo, una nuova realtà di figure sentite come forze vitali e intensamente poetiche.

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Tanchi (Piero) Michelotti è nato il 10 marzo 1933 a Ceva (Cn), città alla quale è legata la sua lunga carriera artistica e di insegnante e in cui si è accostato precocemente al disegno di fronte al contesto naturalistico, sviluppando uno stile espressivo personale e incisivo. Lui stesso si è autodefinito “pittore all’antica” che opera “con lo zelo del dilettante e la libertà dell’autodidatta”. Tuttavia, dopo gli anni del liceo che ha frequentato a Savona (dove ha potuto conoscere e frequentare gli artisti locali e molte presenze internazionali attive nel mondo delle ceramiche di Albissola), a partire dal 1951, ha proseguito gli studi per due anni presso la Facoltà di Architettura di Torino, seguendo i corsi di disegno dal vero tenuti dallo scultore Emilio Musso e dal pittore Teonesto Deabate, e si è poi laureato in Lettere con una tesi in Storia dell’Arte sull’architettura di Michelangelo Garove. A Roma, ha collaborato alla RAI con il critico cinematografico Fernaldo Digiammatteo, effettuando “conversazioni” radiofoniche su argomenti artistici e realizzando la copertina e i disegni dell’opuscolo pubblicato dalla ERI - EDIZIONI RAI come supplemento al “Radiocorriere TV”, n. 40, settembre 1960, con la Stagione di Prosa 1960-1961. Le grandi produzioni della TV. Nella capitale, ha incontrato anche Carlo Levi, compagno di scuola della madre e di una sua zia. A Torino, è entrato in contatto con i circoli intellettuali e gli artisti di spicco della città negli anni Cinquanta, come Enrico Paulucci, Ezio Gribaudo, Marziano Bernardi, Luigi Carluccio, Angelo Dragone e altri ancora che ne hanno riconosciuto il talento originale, continuando a praticare l’attività pittorica senza inseguire mode di nessun genere o indulgere in provocazioni e sperimentazioni fini a sé stesse. Ha stretto amicizia con Romano Reviglio, disposto ad abbandonare la carriera da avvocato per dedicarsi del tutto alla pittura. Si è rivolto a esperienze culturali sia lontane che vicine, dall’Ottocento piemontese a Picasso, Braque o a Marino Marini, Cassinari o Afro, per accennare solo ad alcune delle sue “scelte istintuali”, che in origine sconfinano pressoché nell’astrazione. Non sono mancate le puntate fisse alla Biennale di Venezia. Ha sperimentato svariate tecniche di esecuzione: dalla terracotta all’incisione (numerose le stampe xilografiche, fra cui una serie di 5 vedute di Ceva del 1969, e quelle litografiche), dalla pittura a olio (su cartone, tela o tavola) allo smalto e dalla pittura murale al mosaico, con cui nel 1985 è stato realizzato l’intervento decorativo sulla facciata della Chiesa del Sacro Cuore di Mondovì Altipiano, raffigurante la Tempesta sedata, tratta dal Vangelo di Matteo (8, 23-27; 14, 22-33), preceduta da numerosi studi a penna e a tempera. Ha conseguito diversi premi e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, a cominciare dalle Mostre Universitarie Torinesi, curate da Lucio Cabutti, dal 1954 al 1958, e quelle del Piemonte Artistico Culturale, dal 1958 al 1960. La sua prima personale presentata da Ezio Gribaudo si è tenuta nel 1958 alla Società Operaia di Ceva, località nella quale ha scelto di tornare a vivere alla fine degli anni Cinquanta, in controtendenza rispetto ai lusinghieri apprezzamenti critici ricevuti nell’ambiente torinese. Il suo linguaggio espressivo si è progressivamente allontanato dalla sensualità materica pressoché monocromatica delle opere giovanili per approdare ad un’asciuttezza di stile e ad una tavolozza accesa di colori primari e complementari a contrasto tra loro, con cui procede nell’analisi di determinati elementi della realtà: dai pupi ai cavalli, dalle bambole ai treni, dagli uccelli ai paesaggi, dalle nature morte ai velieri, dalle biciclette agli strumenti musicali, dai corpi umani alle giostre. I tratti lineari dei contorni sono eseguiti con i tubetti dei colori usati come gessetti che scorrono direttamente sulle asperità sulle superfici dei supporti con andamenti sciolti ed essenziali, guidati da un’ispirazione intimista e lirica, con cui coglie, in spazi rarefatti costruiti con rigore compositivo, il ritmo cadenzato di ciascun elemento formale, come quello impresso negli eleganti vascelli rappresentati in coppie sovrapposte, o nelle serie ripetute di farfalle dalle ali dispiegate e di cavalli sinuosi ed eleganti o ancora nell’esperienza tragica della morte di un volatile, a cui si affianca quella dell’uomo in croce. Nel 1959, ha partecipato a due collettive del gruppo “Il Crogiuolo”, la prima in febbraio al Circolo Sociale di Fossano e la seconda in marzo alle Cartiere Burgo di Verzuolo. Sempre in marzo dello stesso anno, ha allestito una personale alla Libreria Moderna di Cuneo con presentazione di Orio Gregori e Ugo Traversa. Nel 1963, è stato ospitato nel Salone Rosso di Fossano, presentato da Carlo Morra. Nel 1965, è stato invitato da Romano Reviglio nella sua Galleria del Falò ad Alba. Sono seguite, quindi, altre personali allestite a Bra, Mondovì, Cherasco, Ceva, Milano, Garessio, Genova, Alba, Cuneo, Carrù, Sale San Giovanni, Torino, Monte Carlo, che hanno documentato il procedere temporale della sua ampia e sfaccettata attività. Con Ernesto Rebaudengo ha creato e contribuito alla crescita dell’allora Inapli (Istituto nazionale per l’addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell’industria), oggi Centro di formazione professionale, dove ha insegnato a lungo, prima del concorso per dirigere il Centro di Cuneo. Si è distinto per il suo amore nei confronti del teatro e per il suo senso civico, impegnandosi come assessore in Comune a Ceva e come presidente della Commissione Cultura in Consiglio provinciale. È stato, inoltre, fra i fondatori del Gruppo Micologico Cebano. Negli ultimi decenni, si sono succedute personali allestite a Milano, Genova, Torino, Monte CarloNel settembre del 2003, il Comune di Cuneo gli ha dedicato una retrospettiva in Palazzo San Giovanni, intitolata Tanchi Michelotti. Cinquant’anni di “bonne peinture”, curata da Roberto Baravalle, Ida Isoardi e Fulvia Giacosa. Nel 2004, ha allestito una personale in Palazzo Salmatoris a Cherasco (Cn), con testo in catalogo di Martina Corgnati. Tra settembre e ottobre del 2005, ha tenuto la personale Cavalli sirene e altre cose nell’Auditoriun della Fondazione Cassa di Risparmio di Bra. Tra marzo e aprile 2006, si è svolta la personale Autoritratto per metafore nello Spazio di Santo Stefano a Mondovì (Cn), con il coordinamento di Carlo Pellegrino. Nel 2011, sono state organizzate due personali, la prima in aprile a Casa Delfino a Cuneo e la seconda tra maggio e giugno presso Il Busto Mistero di Alba (Cn), in collaborazione con l’Associazione Culturale Giors Melanotte. Nel 2012, ha esposto presso Fas, in Palazzo Cauda, a Cuneo. Nel 2013, è presente tra marzo e aprile nello spazio espositivo del Banco Azzoaglio di Ceva e tra settembre e ottobre presso la Biblioteca Civica “A. Bertrand” di Ceva. Nel 2015, una sua personale è stata ospitata nella Cantina Comunale di La Morra (Cn). Nel 2012, è stato prodotto il film Tanchi. Autoritratto, a cura dell’Associazione Culturale Geronimo Carbonò, realizzato da Alessandro Ingaria e Sandro Bozzolo, e nel 2018, presso il cinema Borsi di Ceva, è stato presentato il documentario Tanchi. Il pittore, l’uomo di Sandro Bozzolo, promosso dal Banco Azzoaglio e patrocinato dal Comune di Ceva




venerdì 28 febbraio 2025

Paesaggi immortali : omaggio a Matteo Giovenale

7-23 marzo 2025
(venerdì, sabato e domenica) con orario 15,30 / 19,00
inaugurazione venerdì 7 marzo ore 17,30

Galleria d'arte ARTE+
via Chiusa Pesio 8 - Cuneo.

[dal comunicato stampa]
Matteo Giovenale nasce a Revello nel 1915. Si trasferisce presto a Savigliano dove vive, lavora, dipinge ed espone con successo le sue opere in numerose personali. L'evento vuole ricordare l'arte del maestro a 110 anni dalla nascita e a 17 anni dalla scomparsa avvenuta nel 2008 a Savigliano. Nella mostra saranno presentate opere inedite degli anni 1970/90 : paesaggi, marine e scorci della provincia eseguiti dal vero. L'artista ha fermato il tempo sulle tele, ha reso immortali i paesaggi che coglieva "en plein air".

























mercoledì 2 ottobre 2024

Armonia del paesaggio

Dipinti di artisti italiani dell’800 e ‘900

L. AJMONE, G. BOETTO, M. CALDERINI, R. GARRONE, G. GROSSO, G. GUARLOTTI, M. LATTES, G. A. LEVIS, A. LUPO, C. MAGGI, G. Di MONTEZEMOLO, M. OLIVERO, L. RODA, G. ROVERO, A. ROLLA, G. SACHERI, A. TAVERNIER, E. e F. VACCHETTI

4-27 ottobre 2024
inaugurazione venerdì 4 ottobre ore 17,30 
orario: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15.00 alle 19.00 

Galleria Arte+

via Chiusa Pesio 8 - Cuneo





















mercoledì 14 agosto 2024

Riccardo Balestra : Fascino e suggestione

Il fascino delle forme e la suggestione dei colori

mostra personale

22 agosto - 1 settembre 2024*

Festa di San Bartolomeo

Boves - presso la Confraternita di Santa Croce in via Roma 4


Ci sono cose che non si possono raccontare, altre la cui narrazione non renderebbe giustizia al pensiero, quello che hai dentro rischia di implodere con una forza che non conoscevi e che controlli a fatica. Cose che non avvengono per caso, ma nascono con forza dentro di te, poi tutto diventa più chiaro, pennellata dopo pennellata l’idea prende forma e colore. Come in una composizione musicale, le vibrazioni del colore, le trasparenze, le sfumature prendono forma, destando sentimenti ed emozioni che partendo da uno sguardo o da una idea, cercano di arrivare all'anima. La stampa, la pubblicità, la moda, le migliaia di immagini a portata di click, costituiscono una fonte diretta di nuove suggestioni, ispirazioni, nella composizione delle inquadrature, privilegiando i primi piani, i tagli a mezzo busto, con un ottica particolare per il viso e gli occhi, oppure giocando con l’immaginazione rasentando l’astratto, cercando cosi di catturare nell'osservatore un sottile turbamento emotivo, che interpella e stimola a non restare indifferente.

R. Balestra

*Aperture ed orari Agosto 2024,
giorno - 22, 23, 26 - ore 16 /22,30
giorno - 24, 25 (sab. e dom.) 9,30/12,30 - 16/22,30
giorno - 31, 1 Settembre - 15,30/19,30












domenica 30 giugno 2024

Mostra di Fabrizio Oberti a Bene Vagienna

7 luglio - 29 settembre 2024
inaugurazione 7 luglio ore 10:00

Chiesa dei Disciplinati Bianchi
via Roma 16 - Bene Vagienna (Cuneo)










[dal comunicato stampa]

Dal 7 luglio (inaugurazione ore 10:00) al 29 settembre, nella splendida cornice della chiesa dei Disciplinati Bianchi, in via Roma 16, mostra personale dell’artista Fabrizio Oberti dal titolo “Matericismi Cromatici”, in occasione dei 25 anni di pittura. Oltre trenta opere provenienti in gran parte dalle principali collezioni private in un percorso cronologico che mette in luce l’evoluzione pittorica dell’artista dai primi dipinti ad olio tradizionale alle sperimentazioni ad olio materico spatolato su vari supporti. Colori intensi e matericità pittorica che vengono plasmati con la spatola in modo istintivo e diretto senza ausilio di bozza preparatoria e tavolozza. In mostra paesaggi legati alle varie tematiche quali le campagne fiorite, gli alberi, le marine, i campi di grano, le nevicate, i ritratti etc. I visitatori potranno ammirare anche alcune opere inedite ed alcune sperimentazioni astratte, informali e pitto-sculture in cui, nonostante si esca dal campo del figurativo, colore e materia la fanno costantemente da padrone. Negli anni Oberti ha tenuto varie mostre personali e partecipato a molteplici collettive ottenendo premi e positivi riscontri da parte della critica e del pubblico. La descrizione di questo percorso artistico prende forma in un video prodotto e curato da Cinzia Mattei e in un catalogo che verranno presentati il giorno stesso dell’inaugurazione. La mostra sarà visitabile tutte le domeniche dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Ingresso libero Info. 3805309383


Note biografiche 

Fabrizio Oberti Nato nel 1978, diplomato Geometra e laureato in Architettura presso il Politecnico di Torino, docente di materie tecniche e professionali presso scuole secondarie di primo e secondo grado, si avvicina all’Arte nel 1999, realizzando una serie di opere a tempera su carta per passare all’utilizzo dell’olio tradizionale per giungere poi nel 2005 a lavorare a spatola su vari supporti quali la tela, la tavola, la carta, la ceramica a freddo…..Negli ultimi anni si concentra sulla ricerca materica sempre con l’ausilio della spatola con cui realizza paesaggi senza alcun tipo di bozza a matita e tavolozza. Il quadro è la sua tavolozza dove stende i colori in modo istintivo e diretto, facendo vibrare colori intensi e pastosi. Oltre ai paesaggi (campagne fiorite anche di grandi dimensioni, fari marini, marine, alberi….) punteggiati da un “omino solitario”, che rappresenta la piccolezza dell’umanità all’interno dello spazio naturale che risulta immenso e potente, l’artista sperimenta negli anni vari filoni di pensiero tra cui: “l’Astracolorismo” (termine coniato da Oberti per definire una pittura che trae spunto dalla natura, che viene filtrata con un colorismo astratto), “I moduli cromatici” (opere realizzate spesso ad occhi chiusi in cui l’artista dà sfogo alla rappresentazione della propria interiorità istintiva, utilizzando materiali di vario genere),“I paesaggi dell’anima” (ciclo di opere in cui il colore quasi monocromo vuole rappresentare gli stati d’animo dell’essere umano), “I flussi” (ciclo di opere su alluminio in cui flussi materici rappresentano i dinamismi interiori del nostro essere), “I paesaggi informali” (opere in cui i paesaggi vengono scomposti in tasselli di colore informale), “I matericismi informali” (opere a tecnica mista su alluminio in cui campi geometrici ben definiti, presentano spazi di colore informale) ed infine di recente esecuzione le opere legate al ciclo del “Naturalismo astratto” (una fusione dell’Astracolorismo e pittura Informale) ed al ciclo del “Legoismo” (opere realizzate in parte con i mattoncini LEGO, integrati con una parte di pittura informale, il tutto racchiuso da una teca per voler combinare scultura, pittura e design). Per un breve periodo, Oberti si è anche dedicato alla scultura metallica, incentrata sulla tematica delle forze con equilibrante. Le sue opere sono esposte in permanenza presso il Centro ARCHIART di Madonna dell’Olmo in via Valle Po 95 e sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia ed all’estero (Germania, Svizzera, Stati Uniti, Australia….). Negli anni l’artista ha partecipato a molteplici mostre collettive ed ha allestito svariate personali e il suo operato è stato pubblicato su cataloghi ed annuari d’Arte tra cui “L’Elite”, “Avanguardie Artistiche”, “ARTE MONDADORI”….. Hanno scritto di lui: Salvatore Perdicaro, Mariarosaria Belgiovine, Paolo Levi, Ivo Vigna, Cinzia Mattei, Valerio Santi……. 

Fabrizio Oberti 
Cell. 3805309383 
Mail: archiart78@gmail.com 
Sito web: www.fabrizio-oberti.it


venerdì 2 dicembre 2022

Verso Caravaggio

La luce del tormento

Il San Giovanni Battista giacente

a cura di Roberta Lampucci

26 novembre 2022 - 29 gennaio 2023

Chiesa di San Domenico - Alba






[dal comunicato stampa]

Nella Chiesa di San Domenico esposto il “San Giovannino Giacente” una delle ultime opere di Caravaggio che sarà fulcro centrale della mostra che si inaugura sabato 26 novembre. Un percorso che fa rivivere le tappe fondamentali della vita tormentata di Michelangelo Merisi.

Un viaggio per conoscere il Caravaggio partendo dalla fine della tormentata vita di Michelangelo Merisi.  E’  la mostra “Verso   Caravaggio.   La   luce   del tormento” che ruota intorno all’esposizione del “San Giovannino Giacente”. Organizzata  da  Piemonte  Musei  e  curata  da  Roberta  Lapucci,  storica   dell’arte   e   restauratrice  fiorentina,   l’iniziativa   è   stata   realizzata  grazie     al     sostegno  dell’Associazione  Be    Local,    presieduta    dall’imprenditore    Gerogers Mikhael.  Alla realizzazione hanno  collaborato anche L’Associazione Insieme e  l’Ordine dei Cavalieri delle Langhe. 



Orari di apertura.

Aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00

Sabato e Domenica e Festivi dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il Lunedì

Aperture straordinarie: 8, 26 dicembre 2022

(orario festivo dalle 10.00 alle 18.00); 31 dicembre 2022

(orario festivo dalle 10.00 alle 18.00) 6 gennaio 2023 (orario festivo dalle 10.00 alle 18.00)

Chiusure programmate:

25 dicembre 2022 - 1 gennaio 2023

Prezziario Biglietti

Prevendita online a cura di Ticketone.it

OPEN 12 euro,

INTERO 10 euro,

RIDOTTO* 8 euro.






Fabrizio Oberti

Per tutto il mese di dicembre nella vetrina al pilastro di Piazza Europa 15, l’artista Fabrizio Oberti espone una serie di opere uniche ad olio materico spatolato su tavola sul tema del paesaggio invernale e non solo. Inoltre la mostra prosegue nell’esposizione permanente di Madonna dell’Olmo visitabile tutti i sabati di dicembre dalle ore 16:00 alle 19:30. Ingresso libero. Fuori orario, domeniche e festivi su appuntamento telefonico al 3805309383







venerdì 25 novembre 2022

Del navegar pittoresco: workshop per adulti di pittura a olio


Una intera giornata per immergersi nell’atmosfera di bottega

Sabato 3 dicembre dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 17:00 una intera giornata per immergersi nell’atmosfera di bottega, conoscere e sperimentare i passaggi principali dell’esecuzione tecnica della pittura ad olio su tela. Per pittori, appassionati e curiosi. Il laboratorio per adulti verrà tenuto da Giorgio Giordano ed Enrico Perotto.

PER INFORMAZIONI: mostraicoloridellafede@gmail.com – Tel. 388.11.62.067

Link eventbrite.it

EVENTO COLLATERALE ALLA MOSTRA

L'iniziativa fa parte degli eventi collaterali alla mostra "I colori della fede a Venezia" realizzata dalla Fondazione CRC in collaborazione con Intesa Sanpaolo. La mostra a ingresso gratuito sarà visitabile fino al 5 marzo dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30 (al mattino apertura solo su prenotazione per scuole e gruppi), mentre il sabato e la domenica seguirà un orario continuato dalle 10 alle 19.30 con visite guidate a partire dalle 15.30



mercoledì 29 giugno 2022

Simone Aimetta : Perseo e Andromeda / P_E7601

https://simoneaimetta.blogspot.com/


Perseo e Andromeda (inchiostri, smalto industriale e gesso su tavola incisa)



P_E7601 (inchiostri, smalto industriale e gesso su tavola incisa)







martedì 19 ottobre 2021

Dipinti dell'800 e '900 a Cuneo


ARMONIA DEL PAESAGGIO

DIPINTI DELL'800 E '900

Artisti presenti in mostra:

Lidio AJMONE, Giulio BENZI, Claudio BERLIA, Giulio BOETTO, Marco CALDERINI, Mario LISA, Lorenzo DELLEANI, Giovanni GUARLOTTI, Alessando LUPO, Giuseppe MANZONE, Mario MICHELETTI, Giuseppe SACHERI, Italo MUS, Luigi PASTEGA, Andrea TAVERNIER, Filippo VACCHETTI.


22 ottobre - 11 dicembre 2021

Orari: ven-sab 15.30-19.30 o su appuntamento (338.47.71.798)

(ingresso con green pass)


Galleria    ARTE+        

via Chiusa Pesio, 8 – Cuneo