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lunedì 29 giugno 2020

Prossimi eventi culturali a Demonte



mercoledì 8 luglio 2020 - ore 17
Maurizio Ovidi: "Vuoti a perdere"
la mostra rimarrà aperta fino al 19 luglio 2020 (per gli orari consultare la locandina su questa pagina)

giovedì 23 luglio 2020 - ore 17
Cristina Saimandi: "Fiori di mandorlo"
la mostra rimarrà aperta fino al 9 agosto 2020 (per gli orari consultare la locandina su questa pagina)

sabato 25 luglio 2020 - ore 21
Una serata con Johann Sebastian Bach
composizioni per chitarra classica interpretate dal musicista Siro Giri

giovedì 13 agosto 2020 - ore 17
"Creatività in valle n. 2" - esposizione degli elaborati degli "Amatori d'Arte" residenti in Valle
la mostra rimarrà aperta fino al 23 agosto 2020 (per gli orari consultare la locandina su questa pagina)

Tutti gli eventi si terranno in Palazzo Borelli (2° piano), via Martiri e Caduti per la Libertà, n. 1





















martedì 23 aprile 2019

Mostra all'Art Gallery La Luna



Lucio Fontana, Gino Gorza, Giulio Turcato e il giovane Maurizio Ovidi

Opere anni '70/'80



13 aprile - 4 maggio 2019


Art Gallery La Luna

via Roma 92, Borgo San Dalmazzo (Cuneo)









mercoledì 30 maggio 2018

Mostra | Antologiche. Opere di Massimo e Maurizio Ovidi


Venerdì 8 giugno alle 18 inaugura a Palazzo Samone (via Amedeo Rossi 4) la mostra “Antologiche – opere di Massimo e Maurizio Ovidi”. 

 La mostra mette in luce affinità e differenze di due artisti fratelli che hanno operato separatamente, dai primi anni Settanta, nella costruzione di immagini e segni, in un costante, a volte problematico, dialogo con il mondo. 

Hanno sperimentato differenti tecniche e si sono confrontati individualmente con la varietà di stili dell’arte moderna e contemporanea (figurativo, astrattismo, poesia visiva, arte concettuale…) spinti dalla necessità di esprimere in forma sincera le personali inquietudini.
In esposizione lavori dagli anni Settanta a oggi. 



Entrambi con un discreto curriculum espositivo, Massimo nasce nel 1955 a Milano e a Cuneo frequenta il Liceo Artistico. Maurizio nasce nel 1957, sempre a Cuneo, ed è autodidatta; dagli anni Settanta agli anni Novanta frequenta l’ambiente artistico torinese.



Mostra | “Antologiche – opere di Massimo e Maurizio Ovidi”
Palazzo Samone -  8 giugno/30 giugno 2018

Inaugurazione venerdì 8 giugno ore 18 
Aperture: venerdì sabato e domenica – 16/19.30 


































Reportage di D.Olivero

lunedì 21 agosto 2017

Mostra di Maurizio Ovidi a Manta


MAURIZIO OVIDI

Uso lo sguardo


a cura di Ugo Giletta

26 agosto - 17 settembre 2017
inaugurazione sabato 26 agosto, ore 18

S. Maria del Monastero 


via Rivoira, Manta (Cuneo)


orario: venerdì, sabato e domenica dalle 16,00 alle 19,00.








Dal testo critico di presentazione della mostra di Ugo Giletta

Annotazioni sul lavoro di Maurizio Ovidi.
Perché scrivere di Mimmo?
Anche se non mi compete, ho la necessità di capire a fondo il lavoro di Maurizio Ovidi.
Abbiamo iniziato assieme, non solo l’esperienza artistica ma anche quell’ avventura non voluta, non cercata che è la vita. Un minimo tempo di 20 giorni ci separa alla nascita.
Maurizio Ovidi, per i più intimi Mimmo, è un arista, a mio avviso, che ha saputo crescere coerentemente in rapporto ai condizionamenti della necessità del vivere.
Le provocazioni che la nostra società ci impone, sono contradditorie, conseguenza di una fragilità in cui l’umano si deve porre a confronto con se stesso, prima che con gli altri.
La responsabilità dell’artista allora diventa quella di segnalare quanto accade e di suggerire una soluzione al problema.
Mimmo, in una recente intervista, ha affermato che il problema è “di sguardo… uso lo sguardo per portare a casa ciò che vedo.”
Da qui il problema etico sembra essere tralasciato o volutamente mascherato.
In un testo il filosofo Emmanuel Lèvinas scrive: «Siamo circondati da esseri e da cose con i quali intratteniamo relazioni. Siamo con gli altri con la vista, con il tatto, con la simpatia, con il lavoro in comune. Io tocco un oggetto, vedo l'altro, ma non sono l'altro. Tra esseri ci si può scambiare tutto tranne l'esistere».
Il fondamento dell’esistere, della consapevolezza della propria condizione umana, non può non rapportarsi all’altro anche solo come conseguenza dello sguardo.
Nella centralità dell’opera di Ovidi c’è l’umano raffigurato, l’uomo ritratto con attorno a se gli oggetti della quotidianità. Nei suoi lavori possiamo vedere attorno alla (quasi sempre sola) figura umana numerose situazioni come in “Alba”, opera del 1995 in cui il rapporto è tra natura e segno fino a “Arrampicatore” del 2014 che ci racconta, con il richiamo materico del legno e della corda, un momento del vissuto passionale di Mimmo, oppure “Fuga” del 2015, per finire con un’opera ultima del 2016 dal titolo “Uscita”, quasi a presagire una volontà di uscire dalla scena.
Quindi oggetti rappresentativi?
Non importa con quale tecnica, sia pittorica, fotografica o scultorea è rappresentata la figura umana nei lavori di Mimmo, ciò che importa è la valenza immanente dell’ immagine stessa.
Se il ragionamento si sofferma, quindi, alla semplice comprensione dell’immagine, non rendiamo giustizia all’impegno dell’artista che verrebbe valutato con termini minimamente semplici.
Nei lavori di Mimmo, mi pare che ci sia un dialogo tra apparente immanenza delle cose e l’intuizione della trascendenza. Concetto assai più complesso!
Ma se si tratta di un gioco, Il “gioco” di Mimmo è quello di costringerci a pensare all’alterità, ad approfondire il concetto sulla rappresentatività dell’immagine che assume una valenza soggettiva che trascende la totalità.