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martedì 4 agosto 2026

Appuntamenti culturali a Demonte

Presentazione di due libri di Mario Dalmasso

"A sinistra della solitudine" e "La delicatezza del silenzio"

Saranno presenti l'Autore e l'Editore (arabAFenice)

giovedì 5 agosto 2026 ore 17

Biblioteca Civica 

via Martiri n.1 - Demonte (Cuneo)


Continua la mostra postuma di Berto Ravotti nelle Sale espositive di Palazzo Borelli 

fino a domenica 30 agosto.... con i più cordiali saluti 













martedì 28 luglio 2026

L'essenza spirituale della scultura

Dagli abissi del mare alle profondità della Terra

Gaetano Usciatta

8-30 agosto 2025

Forte Albertino

via Guardia alla Frontiera - Vinadio (Cuneo)








 

giovedì 23 luglio 2026

Miracoli silenziosi




Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30

Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)

A cura di Marzia Capannolo








[dal comunicato stampa]

La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

 “Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo. Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale sottratto all'oblio. Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi. La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono dialogare con le leggi stesse della terra. La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera. La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne. Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a contemplare l'infinito. Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli, presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera - ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e per la capacità di far risuonare il passato nel presente. Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio. “Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.



lunedì 13 luglio 2026

"Buscaje", una mostra di Beppe Viada

A cura di Enrico Perotto

12 luglio - 20 settembre 2026

Coumboscuro Centre Prouvençal 

Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)





La mostra “Buscaje” si presenta al pubblico come il ventiquattresimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

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Le opere di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) tornano a rivivere dal 12 luglio prossimo negli spazi del Coumboscuro Centre Prouvençal, a Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall'artista nel suo cammino di arte e di fede. L’esposizione, curata da Enrico Perotto, rappresenta un omaggio a una delle figure più autentiche e significative del territorio, a un "maestro del legno" capace di liberare splendidamente la materia sotto il morso dello scalpello. Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi e dolorosi della sua esistenza. Ciascuna scultura, intagliata in essenze di tiglio, ciliegio, noce o quercia spesso recuperate lungo le rive dello Stura, riflette una storia intima e collettiva. Viada misurava i blocchi di legno con gli occhi, scorgendovi all’interno la figura da realizzare, in un gioco di modellati insieme dolci e nervosi, nitidi e sognanti, capaci di fondere il rigore della tradizione alpina con un'intensa, drammatica e trasparente spiritualità protesa verso il cielo.

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Giuseppe “Beppe” Viada nasce a Cuneo nel 1925 e trascorre l'intera esistenza nella casa-laboratorio di Basse Stura. Cresciuto a contatto con il legno grazie anche alla memoria del bisnonno materno di origini francesi Giovanni Germond, si forma ai corsi serali dell’Istituto Lattes, a bottega presso l'intagliatore Bertone e alla scuola di disegno di Giovanni Lavalle, collaborando negli anni con l'amico pittore Bernard Damiano e legandosi a storici artigiani ed ebanisti cuneesi. Nel dopoguerra avvia una fiorente attività in proprio legata al mobile d'arte barocco, ma è negli anni '60 che si consolida lo storico legame con Sergio Arneodo e con il polo culturale di Coumboscuro. Qui Viada diventa colonna portante della scuola d'arte locale, salendo in valle per insegnare ai ragazzi della frazione l'antica tradizione dell'intaglio, offrendo loro un'alternativa creativa contro la piaga dello spopolamento montano.

Nel 1974, a soli 48 anni, la vita di Beppe subisce una svolta drammatica: colpito da un grave ictus, perde la sensibilità nella parte sinistra del corpo. Obbligato a lasciare la produzione di mobili, trasforma la scultura in legno in un personalissimo e terapeutico percorso di riabilitazione fisica e psicologica, supportato costantemente dall'amatissima moglie Franca. Questo evento modifica radicalmente la sua attività scultorea, avvicinando l'antico "ateo socialista" della gioventù a una profonda e cosciente dimensione di fede. È in questa seconda fase che nasce l'iconica intuizione del "verticalismo": i corpi dei suoi Crocifissi e delle sue Madonne si fanno consunti allo spasimo, smaterializzati e slanciati verso l'alto. Dalla rabbia iniziale dei primi anni della malattia scaturiscono opere di forte tensione espressiva, come i celebri Pendù (uomini moribondi appesi ad un albero), per poi approdare a una ritrovata serenità poetica negli ultimi anni della sua produzione. Schivo per natura alle esposizioni pubbliche, ma amatissimo e stimato dalla critica e dalla comunità locale – da Michele Berra a don Gian Michele Gazzola e don Innocenzo Timossi –, Viada ha lavorato nel suo laboratorio fino a due giorni prima della morte, avvenuta il 16 aprile 2005.

Di questa condivisione intima tra l'artista e la Valle Grana resta oggi una testimonianza indelebile, come la sequenza di dodici statue “Sus li pià dal Crist – Sulle orme del Cristo” custodita nella Chiesa parrocchiale di Sancto Lucìo. Come scriveva l'amico Sergio Arneodo, l’arte di Viada si muove nel "cielo limpido della 'smaterializzazione', della liberazione dal mondo. Cielo dell’ultima trasparenza, in nome del bello estetico finalmente incrociato con la vita e la fede". 


Enrico Perotto

 L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”,

con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc

In collabroazione con Coumboscuro Centre Prouvençal e Festenal

La mostra sarà visitabile dal 12 luglio al 20 settembre 2026

Coumboscuro Centre Prouvençal - Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)

La mostra sarà visitabile la domenica dalle 15.00 alle 18.30 – in settimana su prenotazione

(0171.98707 - 328/.6039251 - 377.4184624 - info@coumboscuro.org)





mercoledì 6 maggio 2026

Mostra di Fabrizio Oberti alla pasticceria XI Comandamento

Frammenti di Natura

8 maggio - 3 giugno 2026
inaugurazione venerdì 8 maggio ore 17.30

Pasticceria XI Comandamento

via Amedeo Rossi 25 - Cuneo






 

[dal comunicato stampa]

Presso le prestigiose sale della pasticceria XI Comandamento in via Amedeo Rossi 25, venerdì 8 maggio alle ore 17:30, si inaugura la mostra personale dell’artista Fabrizio Oberti, dal titolo” Frammenti di Natura”. Una ventina di opere inedite e presentate in anteprima assoluta in questa occasione, in cui questi “Frammenti” sono una serie di semplici tasselli cromatici in cui viene scomposta una prospettiva naturale, sia essa un paesaggio, una fioritura o una marina....L’invito per l’osservatore è di riconoscere, nell’accostamento dei colori materici, l’elemento naturale nella sua interezza. Una serie di opere uniche ad acrilico e olio spatolato su tela dal piccolo al grande formato, che vogliono coinvolgere il pubblico non solamente dal punto di vista estetico, ma anche e soprattutto da quello sensoriale. La mostra sarà visitabile in orario negozio fino al 3 giugno con ingresso libero e gratuito.



mercoledì 25 marzo 2026

Artisti dello Studioerre negli anni '70



Sergio Agosti, Enzo Bersezio, Pino Bo, Antonio Carena, Nanni Cortassa, Gianni Del Bue, Francesco Franco, Albino Galvano, Duilio Gambino, Marco Gastini, Adriana Giorgis, Lea Gyarmati, Horiki Katsutomi, Enzo L’Acqua, Alessandro Lupano, Angelo Maggia, Marco Magrini, Roberto Mussapi ed Erik Bessone, Giorgio Nelva, Mimmo Ovidi, Berto Ravotti, Silvio Rosso, Filippo Scroppo, Mario Surbone


 28 marzo - 21 giugno 2026
inaugurazione sabato 28 marzo ore 17.30
Orario: venerdì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.00
Per info:
info@montagnafutura.com | 335 8386669 | 349 5996077

Centro incontri di Rittana


Dopo la pubblicazione nel maggio 2025 del volume di Roberto Baravalle intitolato studioerre 1971 | 1981 e dedicato all’importante stagione artistica nata intorno alle iniziative multidisciplinari intraprese da una piccola associazione culturale di via Mondovì a Cuneo che faceva capo al giovane pittore Silvio Rosso, il Comune di Rittana con MUDRI, l’associazione L’era granda e il distretto culturale MONTAGNAFUTURA, è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra “ARTISTI DELLO STUDIOERRE NEGLI ANNI ‘70” presso il Centro Incontri di Rittana. La mostra intende approfondire la riflessione su una serie rappresentativa di ventiquattro opere realizzate da venticinque artisti (due di loro hanno operato in coppia), esponenti delle ricerche visuali e oggettuali operanti in quell’epoca (daN’informale all’astrazione geometrica, dalla poesia figurata e visiva al neo pop, dal minimalismo strutturale e archetipico alla nuova figurazione, dall’arte programmata alla pittura aniconica). Molte di queste opere sono già state presenti nella precedente esposizione dal titolo “studioerre 1971\1981. La mostra”, allestita in Palazzo Borelli aDemonte dal 9 agosto al 7 settembre 2025, a cura dell’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V., con scritti in catalogo di Silvio Rosso e Amelia Gardinali. Come ha ben scritto Baravalle nella prefazione del suo libro, frutto di un dialogo approfondito intrattenuto con l’artista Silvio Rosso, quella piccola galleria indipendente (anticipata dapprima dalla Saletta Arte Contemporanea) nata nello studio di Rosso, diventò nel tempo un punto di riferimento dei fermenti artistici, poetici, performativi e musicali più innovativi che stavano emergendo tra Torino, Cuneo e altre parti d’Italia negli anni Settanta - “anni di notevoli sperperi. Almeno apparenti”. In essa, si è davvero dato vita a una "esperienza di arte totale”. Certo, non si è riusciti magari a favorire “l’individuale successo e riconoscimento” di ciascun artista con cui si è entrati in contatto, ma li si è fatti “andare in giro”, stabilendo collegamenti, attirando “collaborazioni e presenze anche dai grandi capoluoghi, anche da parte di autori che, già allora, avevano una rinomanza generale”. E soprattutto, tra tutti, si è condivisa la volontà dell’impegno nel sociale e nell’ambiente urbano, cercando di perseguire un’idea di cultura ad ampio spettro, che ha attirato le menti più aperte tra i giovani cuneesi di allora, disponibili a mettersi in discussione e a rompere con le consuetudini e l’isolamento del vivere in provincia.






venerdì 13 marzo 2026

Cuneo Bricks Exhibition III^ Edizione

[dal comunicato stampa]

I mattoncini approdano a Cuneo per un’esposizione! Grande ritorno della “Cuneo Bricks Exhibition” con la sua terza edizione presso le sale del Collegio dei Geometri della Provincia di Cuneo in via San Giovanni Bosco 7H, sabato 28 e domenica 29 marzo. Vi attendono due giorni da non perdere nel mondo dei mattoncini dove la creatività e la fantasia di grandi e piccini prende forma, un fine settimana ricco ed immerso in varie tematiche e creazioni personali. Una mostra che coinvolge espositori di tutte le fasce d’età dove l’obbiettivo principale è sempre stato, dalla prima edizione ad oggi, la condivisione della passione per i famosi mattoncini danesi conosciuti in tutto il mondo. Oltre agli espositori presenti con le loro creazioni o collezioni, alla mostra sarà presente l’artista Fabrizio Oberti. Vi aspettiamo numerosi! Ingresso a OFFERTA LIBERA con i seguenti orari per entrambi i giorni: 10:00-12:30 e 14:30-19:00.










mercoledì 11 marzo 2026

Voci velate. Visioni Contemporanee dall'Iran


Un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani


En Abbas Bahrami, Afsaneh Zarnegar, Ali Ghasemi, Alireza Naseri, Aref Adili, Darius Mohammadi, Eli Farahani, Farbod Kamiab, Farideh Alboghbish, Farshid Ashgar, Fatemeh Ranjbar, Fatemeh Tajik, Ghazaleh Saidi, Hadi Moghaddam, Hedayat Saffari, Javad Zarrinpour, Khadije Naseri, Kourosh Khojir, Mahbubeh Seif, Manzar Aghdaei, Maryam Izadi, Mashid Saber Pour, Masoud Salehi, Mehdi Kazemi, Mehrdad Etemadi, Mehrdad Sanii, Mikail Kazemi, Milad Goli, Mitra Poormjib, Mohammad Ghorbani, Mohammadi Taghi Dustkuhi, Mostafa Sepahvand, Naiime Majzubi, Naser Tavakoli, Nima Jabraili, Parham Sanei, Pouria Khalili, Raha Asad Sangabi, Raha Eshraghian, Raha Haghi, Rahim Sabaghi, Reza Kardan, Reza Moghadam, Reza Tajik, Saeedeh Hadi, Saeid Anvari, Saeid Ipki, Sahar Seyyed Mohsen, Saina Farzaneh Sabet, Sara Naseri, Sara Shafiq, Shadi Khajavi, Shiva Zabolipour, Siavash Ejlali, Soraya Ejlal, Vahide Dashtipour, Zahra Mohajer, Zahra Rajestari 

a cura di Alireza Naseri e Ivana Mulatero

15 marzo - 26 maggio 2026
inaugurazione domenica 15 marzo 2026 - ore 16.00 

Con la presentazione del volume di Danilo Di Gangi, “Blu di Persia

Museo Mallé 

via Valmala 9 - Dronero (Cuneo)


Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it





"La mostra rappresenta il tredicesimo evento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, avviata nel 2025, e si inserisce nel programma del Festival Ponte del Dialogo di Dronero. L’esposizione sarà visitabile dal 15 marzo al 10 maggio 2026 negli spazi del Museo Mallé e propone una selezione inedita di opere che costruiscono un ponte di comprensione verso l’Iran, esplorandone la complessità sociale, paesaggistica e antropologica attraverso lo sguardo di artisti contemporanei".

Possibilità di visite guidate la mattina dedicate alle scuole, di aperture straordinarie infrasettimanali per singoli, gruppi su prenotazione: museo.malle@comune.dronero.cn.it

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La mostra “Voci Velate - Visioni contemporanee dall’Iran” si presenta al pubblico come il tredicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

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Dal 15 marzo al 10 maggio 2026 sarà allestita al Museo Mallé di Dronero (CN), la mostra Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran, un viaggio in ottanta immagini scattate da sessanta fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, Presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, Direttrice del Museo Mallé.

Il Museo Mallé con questa mostra intende costruire un ponte di comprensione verso una nazione - l’Iran - che pochi occidentali conoscono, gravata com’è dagli stereotipi diffusi dai telegiornali dove, un tempo si vedeva l’idea che tutti gli iraniani fossero dei fondamentalisti sordamente ostili all’Occidente e che tutte le iraniane indossassero il tipico chador nero lungo fino ai piedi mentre ora, la cronaca degli ultimi mesi, ci consegna un Iran sull’orlo dell’abisso, in un ribollio di conflitti sociali e politici senza precedenti. In tale drammatico contesto, il Museo Mallé riesce a parlare ugualmente dell’Iran e a farlo grazie alla collaborazione con il Freelance Iran Photographers Group di Teheran con il quale porta a compimento, dopo un lungo periodo di gestazione e un viaggio dei curatori nel 2012 in territorio iraniano, la produzione di una mostra davvero unica, inedita e meravigliosa. 

“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è il titolo dell’esposizione che allestisce un viaggio visivo in ottanta immagini di sessanta fotografi iraniani, mai viste finora in Italia, passate al vaglio dal direttore dell’associazione fotografica teheranese, Alireza Naseri. Si tratta di una scelta che per ovvie ragioni contingenti al momento attuale, e nonostante gli ostacoli che tengono sigillato l’Iran in un vuoto pneumatico comunicativo con il resto del mondo, assume il valore di una impresa ai limiti dell’impossibile - per la difficoltà di ricevere i materiali da esporre in primis - ma che si è comunque riusciti a rendere possibile perché gli umani, anche se divisi dagli oceani, dalle montagne o da scelte politiche, possiedono nei loro cuori una rete intangibile di ponti che, attraverso una consapevolezza inconscia, forse genetica, sicuramente spirituale, li lega come creature della terra. 
L’esposizione annovera paesaggi cangianti e sfaccettati, con deserti, foreste, montagne innevate, canyon, vallate e verdi praterie coltivate a riso, o la vita nei bazar, veri labirinti di vicoli coperti, madrase e caravanserragli, dove gli iraniani continuano a fare la spesa in un’epoca, la nostra occidentale, segnata dagli ipermercati. La mostra consente di esplorare l’Iran attraverso variegate immagini di siti storici, interni di palazzi arabescati, moschee, botteghe, bagni pubblici, torri del silenzio, del vento e della libertà, parchi per la lettura a cui si aggiungono le fotografie di carattere antropologico con le numerose etnie che popolano il paese con danze, costumi tradizionali, riti e simboli del Nowruz, il capodanno iraniano. “L’Iran è un paese vastissimo, di oltre un milione e seicentocinquantamila chilometri quadrati, con un territorio grande come quello di Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Danimarca messi insieme e tocca i confini di sei stati, di un mare e di due golfi”, scrive Danilo Di Gangi nel suo ultimo volume “Blu di Persia” che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra, domenica 15 marzo 2026 alle ore 16.  

Terra incredibile la Persia, che così si chiamava fino al 1935, patria delle più antiche grandi civiltà del mondo celebrate nelle tragedie di Eschilo e dei classici greci i cui echi si riverberano nelle vedute di Persepolis di Soraya Ejlal le cui prestigiose rovine sono Patrimonio dell’Umanità dal 1979, o nell’imponente mausoleo di Ciro il Grande a Shiraz inquadrato da Saeedeh Hadi in un primo piano angolare con i sei imponenti gradoni. La nostra Freya Stark che aveva vissuto a Dronero ed è stata tra le più grandi esploratrici del Novecento, era rimasta impressionata dalle vette delle catene montuose iraniane che scoprì negli anni Trenta. Tra queste, la fotografa Ghazaleh Saidi coglie la cima innevata del Monte Damavand, la montagna simbolo e la più ricercata di tutte. E poi, come non andare a scoprire la Casa Tabatabaei a Kashan appartenuta a un mercante di tappeti i cui esterni tra portici colonnati, vasche d’acqua e giardini, sono colti come in un abbraccio tra architettura e natura dall’obiettivo di Reza Kardan. Sul versante etnico, si guarda il volto della bella ragazza di Ilam, città dell’altopiano del Kurdistan nell’Iran occidentale, nella foto di Khadije Naseri, per poi andare nel territorio arso e desertico di Yazd e calarsi in un oscuro laboratorio di un ramaio che Sahar Seyyed Mohsen ha immortalato il 3 marzo 2023. 

La mostra s’inserisce nelle linee strategiche del programma culturale del Museo Mallé, indirizzate a valorizzare la creatività in una ottica di osmosi con idee e esperienze nazionali ed internazionali. 


giovedì 8 gennaio 2026

Basso Sciarretta: Il tempo della carta. Opere 1993-2002

Sabato 17 gennaio 2026, alle ore 16, con ingresso libero, presso la Fondazione Casa Delfino in corso Nizza 2, Cuneo, verrà inaugurata la mostra di Basso Sciarretta "Il tempo della carta" in cui verranno presentate opere realizzate dall'artista cuneese con impasti di carta tra il 1993 e il 2002. 

La mostra, a cura di Franco Carena, resterà aperta il sabato e la domenica dalle 15.30 alle 19 fino all'8 marzo 2026

Per informazioni: info@fondazionedelfino.it / Renata Sciarretta 3480702384











martedì 14 ottobre 2025

13^ Edizione di CuneoVualà

IL TACCUINO DEI BORGHI Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati

Rassegna sul carnet de voyage 

in collaborazione con Il Faut Aller Voir di Clermont Ferrand e Alliance Française di Cuneo

Mostra a cura di Ivana Mulatero

18 ottobre - 16 novembre 2025
Inaugurazione Sabato 18 ottobre 2025 ore 17:00

Fondazione Peano

Sala Ipogea e Sala Soprana

c.so Francia 47 - Cuneo









[dal comunicato stampa]

Nella tredicesima edizione di CuneoVualà, organizzata dalla Fondazione Peano di Cuneo, emergono carnet de voyage mai esposti, o poco conosciuti al pubblico, di straordinari disegni realizzati sul tema Il Taccuino dei Borghi. Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati. Una esposizione di sketch, illustrazioni, pagine e tavole dedicata a tutti quei taccuini realizzati nei territori del margine, luoghi lontanissimi dagli standard estetici del turismo ma importanti per le persone che li vivono, anche se “brutti”. Un policentrismo di luoghi vissuti con alcune particolari caratteristiche: l’abbandono per spopolamento o per cause di varia natura come ad esempio i terremoti. Ci sono poi altre condizioni che rendono i luoghi del mondo preda dell’abbandono, quando smettono di essere sicuri e allora si trasformano in abitati perduti perché martoriati dai conflitti che li allontanano da qualunque rotta di conoscenza. Ma perduti lo sono anche quei paesi abitati nell’infanzia e mai più rivisti e, infine, vi possono essere molti luoghi solo immaginati e mai realmente vissuti.

La rassegna sui carnet de voyage, ideata e curata dalla storica dell’arte Ivana Mulatero, intende proporre e seguire, tra le tante traiettorie possibili, una consonanza decisiva: scrivere e disegnare un carnet dei borghi perduti risponde a un bisogno profondo, una fame di luoghi e di spazi dove sentirsi attraversati dalla scossa della fantasia. Come scrive il poeta e paesologo Franco Arminio «Noi siamo geografia, siamo terra scritta, e su questa terra passano i pensieri come passa l’ombra di una nuvola su un prato». La presenza lieve del carnettista in quei luoghi serve a mostrare il mondo e a vedere le cose in modo avventuroso perché è l’unico modo in cui amano essere viste.

I carnet esposti ripercorrono, con lo stile proprio di ogni carnettista, i tantissimi luoghi con le case ormai inutilizzate, i piccoli aggregati tra rovine e rinascite, i paesi rinsecchiti di anime per mancanza di modernità dei servizi, i borghi di montagna riabitati dalla natura e persino i villaggi nel cuore della foresta equatoriale, presto abbandonati perché nessuno vi moriva o nasceva e ciò non rientrava nel ciclo naturale della vita. Ad esempio, si ritrovano tra le pagine dei carnet i luoghi famosi di Bussana Vecchia, delle Marche dopo il terremoto, oppure i villaggi perduti del Trentino e quelli rinati della Valle D’Aosta. Vi sono poi molti borghi rurali siciliani creati tra le due guerre come Borgo Fazio, Borgo Bassi e Borgo Riena. Ancora, sul territorio italiano, i paesi fantasma della Brianza e della lunigiana. Sul versante internazionale, si trovano raffigurati i villaggi bretoni e quelli ormai scomparsi dell’area boema della Repubblica Ceca e quelli in rovina dei paesi turchi. Ci sono, inoltre, i villaggi africani del Congo, e quelli altrettanti misteriosi della Contea di San Bernardino in California.

Nella Sala Soprana della Fondazione Peano è allestita, inoltre, la mostra personale di un importante autore professionista e maestro della particolare forma d’arte del carnet de voyage con i pennini e le chine. Per questa edizione 2025, la Fondazione Peano è onorata di presentare il carnettista veneziano Barnaba Salvador dal titolo “Jet Lag”, con un inedito allestimento che metterà in relazione visiva i tanti taccuini realizzati nel continente africano con le gigantografie e le singole pagine di carnet i cui dettagli sulle persone incontrate, gli animali e le cose saranno posti a distanza molto ravvicinata per creare suggestioni e nuove meraviglie.

Veneziano di nascita e globetrotter involontario fin da bambino al seguito della famiglia, Barnaba Salvador si innamora del continente africano, con cui condivide il disordine colorato. Inizia così una lunga storia di viaggi in cui alterna il lavoro di grafico a quello di tour leader, unendo le sue due grandi passioni nei carnet de voyage. L’acquerello è la tecnica che caratterizza i suoi carnet, e il suo modo di dipingere è probabilmente influenzato dall'abitudine al plein air e allo sketch dal vero. Lavora quasi sempre su carta asciutta e con poca acqua, cercando un tratto di pennello rapido e netto. Ciò che ama è esplorare contrasti forti e giochi di luce, dove le ombre svolgono il ruolo principale. Da qualche anno, dopo aver abbandonato gli altri lavori, vive della sua arte, tenendo stage e corsi d’acquerello tra Italia e Francia e partecipando ad alcuni tra i più importanti festival internazionali di carnet de voyage e acquerello.

IL TACCUINO DEI BORGHI Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati Mostra collettiva con:

Osvaldo Alberti, Daniela Asinari, Nuray Aysun Dagasan, Cinzia Bascone, Elena Beatrice, Leonardo Berton, Cendrine Bonami-Redler, Marina Bozzolan, Nazarena Braidotti, Rami Calò, Dario Cornero, Adriana Costa Maravacchio, Anna Cottone, Julie Dall’Agnolo, Ivo D’Angelo, Jenny De Hooghe, Caroline Didier, Coline Eberhard, Etranoi, Maria Elena Ferrari, Chiara Fornaro, Barbara Fruci, Liuba Gabriele, Beatrice Gentile, Valérie Guitter-Orsat, Antonella Italia, Marisa Laura Levra Levron, Ester Liquori, Davide Mabellini, Margherita Malavenda, Isabella Manfrini, Angela Marinelli, Delio Meinardi, Claudio Monaco, Renzo Musso, Maria Teresa Neri, Sabina Noto, Maresa Pagura, Ester Pairona, Giuseppina Peirone, Pasqualina Poggio, Marcella Pralormo, Teresio Pirra, Alessandro Rogora, Laura Ruccolo, Angela Maria Russo, Franca Santagiuliana, Laura Saturnino, Saverio Scarpino, Renata Seccatore, Alessandra Sensi, Diego Scursatone, Maria Francesca Starrabba, Walter Tesio, Cristina Trinchero, Luciana Vannulli, Virginie Verlynde, Alfonso Zerega.

Sui “carnet leporelli” prodotti dalla Fondazione Peano, le realizzazioni originali degli studenti del Primo Liceo Artistico di Torino (docenti: Paola Albertino, Serena Colucci, Piera Fratini, Federico Nota, Assunta Pellegrino, Giuseppe Stassi, Antonio Zaccone) e del Liceo Artistico “Buniva” di Pinerolo (docenti: Monica Bruera, Luisa Collica, Giovanni Galuppi, Daniela Leotta, Laura Lussiana, Ester Pairona e Diego Scursatone)

Partecipazione straordinaria di Stefano Faravelli

Il programma della rassegna 13° Edizione di CuneoVualà 2025 è così scandito:


Mostra collettiva IL TACCUINO DEI BORGHI | 18 ottobre/16 novembre 2025


Mostra personale di Barnaba Salvador. Jet Lag. In viaggio con i disegni di Barnaba Salvador | 18 ottobre/16 novembre 2025


CINQUE entusiasmanti workshop gratuiti organizzati dalla Fondazione Peano per andare incontro alla 13° edizione della rassegna sui carnet de voyage, sono in programma nel mese di ottobre 2025. Rappresentano occasioni d’incontro formativo, di confronto e di condivisione della pratica dello “schecciare in gruppo” guidato da autorevoli maestri della speciale forma d’arte, che permette di approfondire il tema lanciato per la tredicesima edizione di CuneoVualà, rinverdendo una consueta pratica del carnet live. Una sezione espositiva, inserita nella Sala Ipogea, documenta gli esiti dei workshop.


Workshop di Walter Tesio, “Dal carnettista all’urban sketcher. Il disegno en plein air per racccontare il giardino botanico della Fondazione Peano.” Fondazione Peano | 11 ottobre 2025


Workshop di Barnaba Salvador, “A spasso con il carnet alla Fiera del Marrone di Cuneo” | 18 ottobre 2025


Workshop di Laura Ruccolo, “Dalla natura all’architettura”. Fondazione Peano | 23 ottobre 2025


Workshop di Valérie Guitter-Orsat, “La mia tecnica dall’A alla Z!”. Fondazione Peano | 27 ottobre 2025


Workshop di Cendrine Bonami-Redler, “Giochiamo con le facce”. Fondazione Peano | 30 ottobre 2025


La rassegna CuneoVualà presenta ad ogni edizione il frutto di una partnership tra la Fondazione Peano con l’Associazione Il Faut Aller Voir ideatrice del “Rendez-vous du carnet de voyage” di Clermont Ferrand, l’appuntamento internazionale più prestigioso per tutti coloro che gravitano intorno al linguaggio espressivo dei carnet, con tre eventi importanti. Il primo è il workshop della paesaggista francese poliglotta e carnettista viaggiatrice residente a Monaco, Laura Ruccolo, “Dalla natura all’architettura”, che si terrà giovedì 23 ottobre 2025 e il secondo atelier della urban sketcher francese Valérie Guitter-Orsat il lunedì 27 ottobre 2025 negli spazi della Fondazione Peano di Cuneo, con traduzione simultanea di Marilena Blua di Alliance Francaise di Cuneo e, inoltre, la selezione di un autore di origine italiana e partecipante a CuneoVualà, che sarà invitato ad esporre alla manifestazione de “Il Rendez-Vous du Carnet de Voyage” che si terrà a Clermont Ferrand nel novembre 2025.

Grazie al sostegno della Fondazione CRC, della Regione Piemonte e del Comune di Cuneo.

Si ringrazia il Circolo degli Artisti di Torino.

La rassegna CuneoVualà rimarrà aperta fino a domenica 16 novembre 2025 con il seguente orario:

da giovedì a domenica ore 15.30-18.30. Ingresso gratuito.

Per info: Fondazione Peano Corso Francia, 47 – Cuneo Tel. 349.7528085

segreteria@fondazionepeano.it | www.fondazionepeano.it | F Fondazione Peano Cuneo










giovedì 25 settembre 2025

Mostra fotografica di Giorgio Barberis

 Il Maira, dimora dello sguardo 

a cura di Anna Cavallera

4 ottobre - 7 dicembre 2025
inaugurazione sabato 4 ottobre - ore 17

Pinacoteca civica Levis Sismonda 

piazza Vittorio Emanuele II - Racconigi




Sabato 4 ottobre 2025 alle ore 17, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, a Racconigi, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra fotografica “Il Maira. Dimora dello sguardo”, dell’autore Giorgio Barberis.

La rassegna, promossa dalla Città di Racconigi, è organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio della Provincia di Cuneo e del Comune di Racconigi, è stata realizzata grazie ai contributi di Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A., in collaborazione con Progetto Cantoregi e SOMS, Associazione Dilettantistica Pescatori Sportivi Racconigesi, Officina Monviso, Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi.

L’esposizione rientra nell’ambito del 1° Festival del Maira, in programma dal 4 al 26 ottobre a Racconigi, un evento organizzato dal Comune in collaborazione con numerose realtà del territorio, intende coinvolgere il grande pubblico nella scoperta, ma anche nell’esplorazione ed approfondimento del fiume Maira, simbolo del territorio, grazie a tante iniziative coinvolgenti.
Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, l’esposizione presenta una cinquantina di opere fotografiche scelte, frutto di un appassionato e talentuoso lavoro di ricerca svolto dal fotografo racconigese Giorgio Barberis ed incentrato sul fiume Maira.

Suddivisa in sezioni, la mostra narra l’appassionato viaggio sulle sponde dell’affluente destro del Po, compiuto nelle diverse stagioni naturali ed esistenziali da un gentiluomo della fotografia contemporanea. Nelle sale della Pinacoteca civica Levis Sismonda, intervallato da una ricca sezione testuale di approfondimenti naturalistici e scientifici realizzati dalla famiglia Vaschetti, titolare del Centro Cicogne e Anatidi, e dalle poesie dell’indimenticato scrittore e poeta Costanzo Liprandi, sarà possibile incontrare lo sguardo sensibile di Barberis, una lente che si sofferma tra il visibile e l’invisibile, tra le nebbie che lambiscono le sponde del fiume e gli uccelli che ne solcano i cieli incontaminati.

Attraverso il suo straordinario talento espresso mediante l’immagine, Giorgio Barberis celebra l’essenza del mondo naturale e conduce il pubblico lungo un cammino personalissimo, dando vita ad un vivace scambio dialettico tra la complessità del reale e l’evanescenza di una memoria privata e collettiva, dove l’uomo è solo spettatore.

In occasione dell’inaugurazione è previsto un rinfresco a cura dell’Associazione Semi di Baobab.
Nel corso della rassegna si prevede l’organizzazione di incontri e serate di approfondimento sui temi toccati dall’esposizione, con la partecipazione delle realtà associative del territorio, delle scuole e di personalità dell’arte e della cultura.

Orari mostra:
Sabato ore 15,30 – 18,30; domenica 10,00 – 12,30 / 15,30 – 18.30
Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.
Info:
Ufficio turistico di Racconigi : visitracconigi@gmail.com – 392.0811406;
PresidiARTE : presidiarte@gmail.com;
Pinacoteca civica Levis Sismonda : pinacoteca.racconigi@gmail.com, instagram@pinacoteca_levisismonda; facebook@PinacotecaLevisSismonda.


lunedì 1 settembre 2025

Quadrilogia


Mostra collettiva degli artisti

Marco Cuttica / Michele De Vita / Enzo Mastrangelo / Beppe Pepe

a cura di Sandra Aliotta

5-28 settembre 2025
inaugurazione venerdì 5 settembre 2025 ore 17.30 
visitabile fino al 28 settembre 2025, il sabato e la domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00
ingresso libero

Palazzo Santa Croce

via Santa Croce 6, Cuneo.


L’esposizione fa parte della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, con il patrocinio del Comune di Cuneo e il sostegno della Fondazione CRC


















mercoledì 30 luglio 2025

Corrado Ambrogio - Carlo Pellegrino : In memoria




8 - 23 agosto 2025

Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe - Mondovì (Cuneo) 

Orari:  da martedì a venerdì ore 16.00 - 19.00  
  sabato e domenica ore 10.30 - 12.00 e 16.00 - 19.00
inaugurazione: venerdì 8 agosto ore 17.30
Note al violino di Ludovica Ambrogio




 

venerdì 25 luglio 2025

Arrivano Helmut Newton e Ferdinando Scianna




Ferdinando Scianna, Marpessa, Caltagirone 1987 © Ferdinando Scianna

 Dopo il successo dello scorso anno delle esposizioni dedicate a Robert Doisneau e Elliott Erwitt, la grande fotografia d’autore torna protagonista dell’offerta culturale autunnale in provincia di Cuneo.

Dal prossimo ottobre, il Filatoio di Caraglio e la Castiglia di Saluzzo, gioielli del patrimonio architettonico piemontese, ospitano le monografiche di due protagonisti assoluti della fotografia del Novecento: Helmut Newton (1920-2004) e Ferdinando Scianna (1943). I progetti espositivi, promossi e realizzati da Fondazione Artea, offrono un percorso originale, approfondendo aspetti inediti o poco esplorati nelle carriere dei due autori. Al tempo stesso, grazie a una stretta collaborazione curatoriale, le mostre sono concepite per dialogare tra loro, offrendo al pubblico due visioni complementari della moda, vista da Scianna come racconto della vita e da Newton come provocazione dell’immaginario.

Al Filatoio di Caraglio (CN), antico setificio seicentesco, tra i più importanti d’Europa, oggi polo culturale e sede del Museo del Setificio Piemontese, dal 23 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, sarà allestita la mostra “Helmut Newton. Intrecci”. L’esposizione riunisce oltre 100 fotografie, tra cui diversi scatti inediti, frutto delle prestigiose collaborazioni con brand di fama internazionale, come Yves Saint Laurent, Wolford, Ca’ del Bosco, Blumarine, Absolut Vodka e Lavazza.

La rassegna, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino, introdotta da una selezione delle fotografie che hanno consacrato Newton come uno dei più celebri fotografi di moda al mondo, restituisce l’audace sguardo di un autore capace di creare scenari onirici, ambigui e provocatori. La complicità con modelle come Monica Bellucci, Nadja Auermann, Kate Moss, Carla Bruni ed Eva Herzigová, unita alla fiducia conquistata da parte di stilisti, riviste e brand internazionali, gli ha permesso di ridefinire i canoni della fotografia patinata, trasformandola in un linguaggio teatrale ed evocativo.

È nel passaggio dalla fotografia editoriale a quella commerciale che si rivela l’eclettismo del suo sguardo. Nel corso degli anni, Newton ha infatti approcciato le grandi committenze della moda e i progetti per prestigiosi marchi del mondo produttivo, come Lavazza, esplorando attraverso di esse aspetti nuovi ma coerenti di uno stile radicale e al contempo iconico.

“Helmut Newton. Intrecci”, appositamente concepita per Il Filatoio di Caraglio, offre l’opportunità unica di vedere riunite in una sola esposizione queste serie fotografiche che raccontano l’evoluzione e l’affermazione di Newton nel panorama internazionale.

La Castiglia di Saluzzo (CN), antica fortezza e residenza marchionale, oggi spazio museale e luogo del contemporaneo, che negli ultimi due anni ha accolto progetti dedicati ai grandi maestri Magnum Photos, prosegue la sua vocazione alla narrazione fotografica ospitando, dal 24 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, la personale di Ferdinando Scianna (Bagheria, PA, 1943), primo fotografo italiano a essere annoverato tra i membri della prestigiosa agenzia internazionale.

La mostra, dal titolo “La moda, la vita”, curata da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia, esplora per la prima volta, uno dei capitoli meno noti della carriera di Scianna: la moda. Un ambito che l’autore affronta con il suo linguaggio da fotogiornalista, scardinando ogni estetica patinata a favore di una narrazione più umana. Iconica, in questo percorso, la campagna per Dolce&Gabbana con la modella Marpessa, ambientata nei paesi della Sicilia: una moda vissuta nella realtà e nella strada, più che costruita in posa, che darà vita ad una delle collaborazioni meglio riuscite nella storia della fotografia.

Il percorso espositivo presenta, attraverso oltre novanta fotografie, la produzione che Scianna ha realizzato tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi del decennio successivo, per alcune delle più importanti riviste al mondo come “Vogue”, “Vanity Fair” e “Stern”. Nei suoi scatti si fondono etica e stile, memoria e intuizione, fotografia e letteratura, un approccio che gli ha consentito di interpretare e capovolgere i modelli di rappresentazione comunemente consacrati al glamour delle passerelle, trasformando la fotografia di moda in racconto visivo, mantenendo intatto il legame tra immagine, verità e cultura.

“Helmut Newton. Intrecci” al Filatoio di Caraglio è un progetto della Fondazione Artea, realizzato in collaborazione con il Comune di Caraglio, curato da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino.

“Ferdinando Scianna. La moda, la vita” alla Castiglia di Saluzzo è un progetto del Comune di Saluzzo e Fondazione Artea, curato da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia.