Sergio Agosti, Enzo Bersezio, Pino Bo, Antonio Carena, Nanni Cortassa, Gianni Del Bue, Francesco Franco, Albino Galvano, Duilio Gambino, Marco Gastini, Adriana Giorgis, Lea Gyarmati, Horiki Katsutomi, Enzo L’Acqua, Alessandro Lupano, Angelo Maggia, Marco Magrini, Roberto Mussapi ed Erik Bessone, Giorgio Nelva, Mimmo Ovidi, Berto Ravotti, Silvio Rosso, Filippo Scroppo, Mario Surbone
Per info:
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Centro incontri di Rittana
Dopo la pubblicazione nel maggio 2025 del volume di Roberto Baravalle intitolato studioerre 1971 | 1981 e dedicato all’importante stagione artistica nata intorno alle iniziative multidisciplinari intraprese da una piccola associazione culturale di via Mondovì a Cuneo che faceva capo al giovane pittore Silvio Rosso, il Comune di Rittana con MUDRI, l’associazione L’era granda e il distretto culturale MONTAGNAFUTURA, è lieto di annunciare l’inaugurazione della mostra “ARTISTI DELLO STUDIOERRE NEGLI ANNI ‘70” presso il Centro Incontri di Rittana. La mostra intende approfondire la riflessione su una serie rappresentativa di ventiquattro opere realizzate da venticinque artisti (due di loro hanno operato in coppia), esponenti delle ricerche visuali e oggettuali operanti in quell’epoca (daN’informale all’astrazione geometrica, dalla poesia figurata e visiva al neo pop, dal minimalismo strutturale e archetipico alla nuova figurazione, dall’arte programmata alla pittura aniconica). Molte di queste opere sono già state presenti nella precedente esposizione dal titolo “studioerre 1971\1981. La mostra”, allestita in Palazzo Borelli aDemonte dal 9 agosto al 7 settembre 2025, a cura dell’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V., con scritti in catalogo di Silvio Rosso e Amelia Gardinali. Come ha ben scritto Baravalle nella prefazione del suo libro, frutto di un dialogo approfondito intrattenuto con l’artista Silvio Rosso, quella piccola galleria indipendente (anticipata dapprima dalla Saletta Arte Contemporanea) nata nello studio di Rosso, diventò nel tempo un punto di riferimento dei fermenti artistici, poetici, performativi e musicali più innovativi che stavano emergendo tra Torino, Cuneo e altre parti d’Italia negli anni Settanta - “anni di notevoli sperperi. Almeno apparenti”. In essa, si è davvero dato vita a una "esperienza di arte totale”. Certo, non si è riusciti magari a favorire “l’individuale successo e riconoscimento” di ciascun artista con cui si è entrati in contatto, ma li si è fatti “andare in giro”, stabilendo collegamenti, attirando “collaborazioni e presenze anche dai grandi capoluoghi, anche da parte di autori che, già allora, avevano una rinomanza generale”. E soprattutto, tra tutti, si è condivisa la volontà dell’impegno nel sociale e nell’ambiente urbano, cercando di perseguire un’idea di cultura ad ampio spettro, che ha attirato le menti più aperte tra i giovani cuneesi di allora, disponibili a mettersi in discussione e a rompere con le consuetudini e l’isolamento del vivere in provincia.
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