Mostra personale di Franco Blandino
4-26 aprile 2026
inaugurazione si terrà sabato 4 aprile 2026 alle ore 18.00
Chiesa di San Giovanni
via Garibaldi 71 - Fossano (Cuneo)
[dal comunicato stampa]
L'evento, che prevede l'ingresso libero, sarà arricchito da un testo critico a cura di Claudio Mana. L’esposizione rappresenta il quindicesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC. Attraverso la sua ricerca artistica, Franco Blandino interroga la dimensione del sacro, utilizzando la luce non solo come fattore tecnico, ma come valore simbolico e metafora del trascendente. Il percorso espositivo invita lo spettatore a cogliere un riflesso di spiritualità anche nella realtà quotidiana, trasformando la visita in una vera e propria esperienza interiore.
La mostra sarà visitabile dal 4 al 26 aprile 2026, dal venerdì alla domenica dalle ore 17:30 alle 19:30, con l’eccezione delle festività del 5 e 6 aprile. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comitato Borgo Vecchio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fossano, la Fondazione e la Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A..
In allegato trovate il comunicato stampa completo con l'approfondimento critico e i dettagli biografici dell’artista.
Ringraziandovi per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.
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Il primo evento d’arte 2026 in San Giovanni a Fossano vede il ritorno dell’artista fossanese Franco Blandino,
medico di base, noto in città per la grande dedizione e professionalità.
La sua pittura si colloca in una ricerca artistica che interroga la dimensione del sacro in un tempo
profondamente secolarizzato. Il suo lavoro non si limita a proporre immagini devozionali in senso
tradizionale, ma tenta piuttosto di restituire un sentimento più ampio di spiritualità: uno spazio interiore in
cui stupore, inquietudine e tensione verso il trascendente si manifestano attraverso il linguaggio della
pittura.
In questa prospettiva, l’elemento centrale della sua ricerca appare essere la luce. Essa non è
semplicemente un fattore tecnico o compositivo, ma assume un valore simbolico e quasi teologico. Nelle
opere di Blandino la luce sembra provenire dall’alto, come una sorgente che irradia la scena e al tempo
stesso attrae le figure verso di sé. Si configura così come metafora del trascendente, come segno di una
tensione spirituale che attraversa lo spazio pittorico e orienta lo sguardo dello spettatore.
Questa dimensione emerge con particolare evidenza in opere come “De profundis clamavi”, dove la luce
diventa elemento generatore dell’immagine e principio di elevazione. Attorno a essa si organizza un
caleidoscopio cromatico che non ha soltanto funzione decorativa, ma contribuisce a costruire un’atmosfera
di ricerca e di attesa, quasi una soglia tra il visibile e l’invisibile.
Anche nelle opere grafiche e nei fumetti, spesso realizzati in bianco e nero, l’artista dimostra una notevole
consapevolezza del valore espressivo della luce. Gli spazi bianchi, i contrasti con l’inchiostro e le improvvise
aperture luminose tra rami o paesaggi suggeriscono una presenza silenziosa, una traccia del sacro che
affiora nel quotidiano.
Ciò che caratterizza la poetica di Blandino è dunque la capacità di far emergere il sacro non tanto attraverso
soggetti esplicitamente religiosi, quanto tramite un uso simbolico della luce e del colore. Il sacro diventa
così esperienza percettiva e interiore: una vibrazione luminosa che attraversa le forme e invita lo spettatore
a cogliere, anche nella realtà più ordinaria, un riflesso di trascendenza.
Rivolgo, quindi, un invito a non perdere questa “immersione nella luce” che ci viene proposta, con la visita
della mostra in Borgovecchio.
Claudio Mana

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