Visualizzazione post con etichetta complesso monumentale di san francesco. Mostra tutti i post
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lunedì 5 ottobre 2026

Il Secolo del Barocco Bernini, Gentileschi, Rubens a cura di Maurizia Cicconi e Alessandro Cosma

Bernini Gian LorenzoDavid con la testa di Goliasec. XVII (1623 ca.) Olio su telaGallerie Nazionali di Arte Antica, Roma(MiC) - Bibliotheca Hertziana, 
IstitutoMax Planck per lastoria dell'arte/Enrico Fontolan

 Dal 20 novembre 2026 al 29 marzo 2027 presso il Complesso Monumentale di San Francesco, Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo presentano la mostra Il Secolo del Barocco. Bernini, Gentileschi, Rubens, un nuovo capitolo della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell’arte. Realizzata con il supporto organizzativo di MondoMostre, a cura di Maurizia Cicconi e Alessandro Cosma, la mostra ospita un’accurata selezione di 25 opere provenienti dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini –, istituzioni che conservano una delle più importanti raccolte pubbliche di arte italiana ed europea dal Duecento al Settecento.

 
Il progetto consolida e rinnova il ciclo di mostre avviato con I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese (2022), Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi. Capolavori dalla Santa Casa di Loreto (2023), Canaletto, van Wittel, Bellotto. Il Gran teatro delle città (2024) e La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione (2025), che hanno registrato complessivamente 115.500 visitatori. L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione CRC − da sempre attiva nel sostegno e nella promozione di attività culturali finalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio cuneese come centro di produzione artistica − e Intesa Sanpaolo − che con il Progetto Cultura esprime il proprio impegno per la promozione dell’arte e della cultura nel nostro Paese.
 
Il Secolo del Barocco. Bernini, Gentileschi, Rubens ricostruisce la straordinaria congiuntura artistica e culturale che, nel corso del Seicento, fece di Roma il centro propulsore del Barocco e trasformò la città in un vero e proprio crocevia internazionale di artisti, idee e linguaggi. Al centro del percorso è la figura di Maffeo Barberini, eletto papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII, definito da Alois Riegl “il più grande papa committente e mecenate del Seicento”. Già prima dell’elezione al soglio pontificio, Barberini si era distinto come raffinato cultore delle lettere e delle arti. Una volta papa, fece della cultura e della committenza artistica uno strumento fondamentale della propria politica, affidandosi ai più importanti protagonisti della scena contemporanea.
 
È in questo contesto che nascono opere destinate a diventare simboli della nuova stagione, come il monumentale baldacchino bronzeo di San Pietro di Gian Lorenzo Bernini e le spettacolari decorazioni di Pietro da Cortona per Palazzo Barberini. Nel giro di pochi decenni, lo stile promosso dalla corte papale si impose a Roma e oltre i suoi confini, influenzandone la produzione artistica e culturale.
 
Attraverso i capolavori dei maestri del Seicento – tra cui Bernini, Gentileschi, Rubens, Guercino, Guido Reni, Annibale Carracci e Domenichino –, il percorso non intende esaurire la complessità del Barocco romano, ma piuttosto restituirne la vitalità tramite i suoi protagonisti, le idee dominanti e i meccanismi di un ambizioso progetto culturale. Dai primi decenni del secolo alla piena affermazione dello stile barberiniano, fino alla sua eredità nel pontificato di Alessandro VII Chigi, il percorso racconta la progressiva trasformazione di Roma nella capitale assoluta del Barocco e la capacità di quella stagione di incidere profondamente sulla cultura artistica europea.
 
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi scientifici a cura di Maurizia Cicconi e Alessandro Cosma, con la partecipazione di numerosi studiosi ed esperti che contribuiranno con schede opere e apparati biografici del catalogo.
 
Accompagna l’esposizione un ricco programma di eventi complementari fuori e dentro la mostra: conferenze, approfondimenti, visite guidate per il pubblico, concerti, workshop, attività e laboratori per le scuole di ogni ordine e grado, oltre che per famiglie e visitatori di ogni età.
 
L’accesso alla mostra è gratuito e può essere visitata in autonomia grazie al supporto di audioguide in italiano e inglese, con un percorso dedicato ad adulti e bambini.
 
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Il Secolo del Barocco. Bernini, Gentileschi, Rubens
a cura di Maurizia Cicconi e Alessandro Cosma
20 novembre 2026 – 29 marzo 2027
 
Complesso Monumentale di San Francesco
 
Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30
Sabato e domenica: 10.00 – 19.30
Chiuso il 25 dicembre e nei lunedì non festivi

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2027.

COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN FRANCESCO
Il nuovo complesso monumentale di San Francesco, ex chiesa conventuale adiacente al Museo Civico della città, è stato aperto al pubblico nel 2011 a seguito di un ampio e articolato intervento di restauro e rigenerazione degli spazi sostenuto dalla Fondazione CRC. A partire dal 2012 è stato utilizzato per molteplici iniziative, sia espositive sia culturali a più ampio raggio, assumendo nell’immaginario collettivo cuneese il ruolo di contenitore di iniziative artistiche.
 
FONDAZIONE CRC
Fondazione CRC, una delle maggiori Fondazioni di origine bancaria italiane, opera principalmente in provincia di Cuneo attraverso erogazioni di contributi a favore di soggetti pubblici e privati non profit e attraverso progetti promossi in maniera diretta, grazie al partenariato con i soggetti attivi nei diversi campi. La Fondazione ha individuato nel proprio Piano Pluriennale 2025-28 cinque ambiti che guideranno la sua azione nei prossimi anni: Bellezza, Creatività, Cura, Futuro e Partecipazione. La promozione della cultura e dell’arte rappresenta da sempre una delle priorità d’intervento della Fondazione CRC: le manifestazioni culturali costituiscono occasioni fondamentali per mantenere viva e coesa la comunità, offrire occasioni di crescita e approfondimento aperte a tutti e generare importanti ricadute sociali ed economiche per il territorio.
 
INTESA SANPAOLO
Intesa Sanpaolo, con 419 miliardi di euro di impieghi e 1.400 miliardi di euro di attività finanziaria della clientela a fine giugno 2025, è il maggior gruppo bancario in Italia con una significativa presenza internazionale. 
È leader a livello europeo nel wealth management, con un forte orientamento al digitale e al fintech. Intesa Sanpaolo ha sviluppato un programma di Intelligenza Artificiale su larga scala, con circa 150 use case già in sviluppo, che sta generando benefici significativi per il Gruppo. 

In ambito ESG, entro il 2025, sono previsti 115 miliardi di euro di erogazioni Impact per la comunità e la transizione verde. Il programma a favore e a supporto delle persone in difficoltà è di 1,5 miliardi di euro (2023-2027). 
La rete museale della Banca, le Gallerie d’Italia, è sede espositiva del patrimonio artistico di proprietà e di progetti culturali di riconosciuto valore. 
  
MONDOMOSTRE
MondoMostre è il principale produttore a livello internazionale di mostre ed eventi legati all’arte. Offre servizi ai principali musei ed istituzioni culturali spaziando dalla consulenza alla produzione di mostre, fino alla programmazione strategica di lungo termine.
I suoi progetti, in Italia e all’estero, hanno in comune un forte aspetto educativo, declinato in termini di crescita, personale, sociale e culturale, e di diffusione della conoscenza. Hanno inoltre l’obiettivo di offrire ai visitatori strumenti di riflessione ed accrescimento, dando valore alla condivisione delle esperienze così come alla scoperta di contesti storici differenti, dove il dialogo tra culture lontane diventa fonte di arricchimento.
Sin dall’anno della fondazione nel 1999, la sua visione globale e il suo approccio internazionale le hanno permesso di raggiungere un posizionamento unico e privilegiato, rendendo MondoMostre l’unico organizzatore di mostre che opera a livello globale, con più di 290 mostre all’attivo in Europa, Stati Uniti d’America, Russia, Asia e America Latina, e con più di 38 milioni di visitatori coinvolti.

lunedì 21 settembre 2026

Coltivare la fiducia tra arte e colore


Martedì 22 settembre, ore 18

Cuneo, Complesso Monumentale di San Francesco

Ingresso gratuito e aperto a tutti

L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRC, con il patrocinio della Città di Cuneo e grazie al contributo di Lannutti, Merlo S.p.A., Cocordano Franco Vinadio, Fa.Co.


grandarte.it/coltivare-la-fiducia/



[dal comunicato stampa]

Martedì 22 settembre alle ore 18, al Complesso Monumentale di San Francesco, un incontro dedicato al rapporto tra arte, colore, emozioni e spiritualità.

Protagonisti saranno Mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, e Maura Anfossi, psicoterapeuta responsabile del servizio di psicologia dell’ospedale Santa Croce e giornalista. A moderare l’incontro sarà Massimiliano Cavallo, direttore del settimanale “La Guida”.

Il colore diventa uno strumento per esplorare la propria interiorità, entrare in contatto con le emozioni e interrogarsi sul rapporto con se stessi e con gli altri.

Un dialogo tra prospettive artistiche, psicologiche e spirituali, a partire dai libri dei due protagonisti: “Grati e fiduciosi: imparare la fiducia con l’arte” di Derio Olivero e “Emozioni a colori: piccola guida per ritrovare il sé autentico” di Maura Anfossi.

L’incontro si svolge contestualmente alla mostra “Sacrum”, dedicata al tema del sacro e alla sua dimensione antropologica ed esistenziale, e rappresenta un’anteprima della terza edizione del festival “Il territorio si racconta”.




 

lunedì 8 dicembre 2025

Collezionare a Villa Borghese





Anche quest’anno la collaborazione fra la Fondazione CRC e Intesa San Paolo porta a Cuneo un importante evento culturale. Si tratta della mostra “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione”  in cui una raffinata selezioni di opere sono state allestite in un percorso di riflessione sul fare collezionistico nell’antichità. Una rassegna che propone una serie di quadri di particolare pregio, rappresentative di un gusto ricercato e attento alle variazioni estetiche del tempo, che nello scorrere dei decenni hanno costituito l’importante nucleo di questa meravigliosa raccolta d’arte di Roma.

Dopo un immersivo video sulla storia della raccolta ci si incammina in un viaggio che dall’esterno della villa ci introduce nelle diverse tipologie di generi presenti nella raccolta. Si incontra così il famoso ritratto di Paolo V di Leone Ludovichi che rilegge la versione di Caravaggio in una chiave più ufficiosa e distaccata. Si vedono, fra i tanti magnifici lavori, la suggestione intimista di una Sacra Famiglia ideata da Lavinia Fontana, in cui le diverse parti compongono una riflessione post-conciliare. Ci si emoziona poi con la grande bellezza dei due ritratti, uno di Raffaello e l'altro di Tiziano, in cui si raffrontano approcci diversi nel riflettere e rappresentare le emozioni umane.


Un florilegio di opere che manifestano la grande varietà dell’arte italiana, le sue affascinanti trasformazioni e l’arguta attenzione dei collezionisti di casa Borghese. Come nella “Festa campestre”  di Guido Reni, rientrata recentemente in collezione, che nella sua raffinatezza ci porge una visione sociologica dei tempi antichi, fra dinamiche di potere e vita contadina.

Il cammino si conclude poi con la figura di Gian Lorenzo Bernini in cui due opere, una scultura giovanile, la  precoce Capra Amaltea, e un quadro, il noto un autoritratto, memori delle 50.000 lire, che evidenziano il legame di lunga durata fra i collezionisti e gli artisti amati.

Anche questo evento si conferma così un’occasione preziosa per poter vedere pregiate opere d’arte in una prospettiva nuova. La mostra è corredata di una serie di eventi per tutte le fasce di età, in diverse tipologie, dalla musica al disegno, consultate il sito Eventbrite della Fondazione CRC  per le prenotazioni. 



INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
 
21 novembre 2025 - 29 marzo 2026

Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

giovedì 6 novembre 2025

La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione

Guido Reni, Danza Campestre, 1601-1602 circa, olio su tela © Galleria Borghese / foto Mauro Coen


La mostra
A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), tra le personalità più significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo.

Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – raramente esposti al pubblico – il percorso restituisce la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.

«Nell’apparente disordine della collezione di Scipione Borghese – spiega il curatore Ettore Giovanati – si può riconoscere la chiave interpretativa di un insieme artistico eterogeneo, privo di un criterio unificante, ma capace di incarnare una delle più compiute espressioni del collezionismo moderno, dominato dalla bellezza che nasce dal libero dialogo tra le arti».

Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano dipinti rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo al visitatore una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco.
Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno e Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche di rilievo nella Roma di inizio Seicento.

La mostra si conclude con la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.

Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, tra le più ambiziose dell’epoca, riuniva sculture classiche e moderne, dipinti del Rinascimento e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale.

La mostra offre così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.
 

Il percorso
Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano alcuni dipinti identificativi delle diverse “scuole pittoriche”, che contraddistinguono l’arte italiana in epoca rinascimentale e barocca, frutto del collezionismo onnivoro ed eclettico di Scipione Borghese, ma soprattutto del suo giudizio critico nella scelta di opere d’arte, all’insegna della qualità e della bellezza.

La raccolta Borghese si configura come un repertorio vivo del cambiamento artistico in atto all’epoca, in cui la selezione delle opere non risponde solo al criterio estetico, ma anche al desiderio di rappresentare una visione del mondo: colta, ambiziosa, moderna.

Accanto a opere di maestri della scuola veneta, come Tiziano, di cui è esposto il Ritratto di frate domenicano espressione dello stile più tardo dell’artista, e Jacopo Bassano con Autunno e Primavera, si trovano capolavori della scuola dell’Italia centrale, caratterizzata da rigore disegnativo e costruzione prospettica, esemplificata dal Ritratto di uomo (1500 ca.) di Raffaello. Espressione dei principi pittorici della scuola ferrarese è la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli (1535-1542 ca.) di Battista Dossi, che unisce lirismo e invenzione.

La transizione verso il Seicento è documentata da un artista come il Cavalier d’Arpino, autore dell’olio su rame raffigurante la Fuga in Egitto (1595 ca.). Di particolare rilievo è il Sonno di Gesù (1591) di Lavinia Fontana. Artista di incredibile talento, è stata la prima donna a ricevere commissioni pubbliche: in seguito al trasferimento a Roma, dall’aprile del 1604 lavora per i più importanti mecenati romani tra cui proprio papa Paolo V e il nipote Scipione Borghese.

Lungo il percorso si incontra Orbetto con un’opera di estrema raffinatezza eseguita su lavagna, esempio di sperimentazione tecnica tanto apprezzata dal cardinale Scipione. La mostra si conclude con alcune opere dei più grandi maestri e massimi esponenti del Barocco, come Guido Reni, presente con la tela Danza campestre che immortala in un paesaggio collinare un gruppo di contadini, dame e signori del luogo intenti a seguire il suono del liuto e della viola.
Accanto al maestro bolognese fa il suo ingresso in mostra Gian Lorenzo Bernini con Autoritratto in età matura, una delle più significative rappresentazioni che l’autore produsse di sé stesso. Di Bernini è esposta anche la Capra Amaltea (1615), che si pensa possa essere una delle prime opere in marmo eseguite dall’artista. Insieme testimoniano la sua versatilità e padronanza nell’arte della pittura e della scultura.

Il progetto di allestimento, ideato appositamente per la ex chiesa di San Francesco, riutilizza e adatta le strutture create per le precedenti esposizioni, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di riduzione dell’impatto degli eventi culturali promossi dalla Fondazione CRC.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi scientifici a cura di Ettore Giovanati, con la partecipazione di Lucia Calzona e Antonio Iommelli.
 

Laboratorio Cuneo: un nuovo triennio tra bellezza e partecipazione

Le iniziative espositive che si susseguiranno nel corso del prossimo triennio al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo si ispirano ai principi di bellezza e partecipazione, di accessibilità e sostenibilità, dando così forma concreta alla definizione di bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”.  

Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla società contemporanea e ai pubblici più diversi, con un programma di attività educative e inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa. 

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
 
21 novembre 2025 - 29 marzo 2026

Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

lunedì 20 ottobre 2025

La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini



Anche quest'anno la Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, con il supporto organizzativo di MondoMostre, proporranno una importante mostra d'arte a Cuneo. 

Sarà intitolata "La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione" e si svolgerà dal 22 novembre 2025 al 29 marzo 2026 come sempre presso il Complesso Monumentale di San Francesco di Cuneo.

Con la mostra "La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione", Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo inaugurano un nuovo capitolo della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell’arte. L’esposizione, a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, sarà visitabile al Complesso Monumentale di San Francesco dal 22 novembre 2025 al 29 marzo 2026, con il supporto organizzativo di MondoMostre.

Il progetto consolida e rinnova – proiettandolo in un nuovo triennio – il ciclo di mostre avviato con "I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese" (2022), "Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi. Capolavori dalla Santa Casa di Loreto" (2023) e "Canaletto, van Wittel, Bellotto. Il Gran teatro delle città" (2024) grazie alla collaborazione tra Fondazione CRC − da sempre attiva nel sostegno e nella promozione di attività culturali finalizzate ad accrescere il ruolo e la riconoscibilità del territorio cuneese come centro di produzione artistica − e Intesa Sanpaolo − che con il Progetto Cultura esprime il proprio impegno per la promozione dell’arte e della cultura nel nostro Paese.

La mostra racconta la straordinaria parabola collezionistica del cardinale Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), figura centrale della Roma del Seicento e protagonista assoluto della scena artistica barocca. Mecenate visionario e collezionista instancabile, Scipione seppe dare forma a un modello moderno di collezionismo, fondato su criteri di qualità e coerenza estetica, capace di coniugare gusto personale e legittimazione dinastica.

Nipote di papa Paolo V, il cardinale si affermò come uno dei principali promotori culturali della sua epoca: sostenne ambiziose imprese architettoniche, fece di Villa Borghese un museo ideale concepito per accogliere e valorizzare la sua raccolta, e costruì, con metodi spesso audaci, una collezione destinata a diventare una delle più celebri d’Europa. La sua passione spaziava dalle antichità ai maestri del Rinascimento, fino alla più avanzata arte barocca.

Attraverso una selezione di capolavori di artisti come Tiziano, Jacopo Bassano e Guido Reni, provenienti dalla Galleria Borghese ed ospitati nel complesso Monumentale di San Francesco, la mostra ripercorre le scelte artistiche del cardinale e dei suoi discendenti. Le opere testimoniano la capacità di Scipione di orientare il gusto artistico e di raccogliere esempi rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane, restituendo la varietà e l’unicità di una collezione senza eguali.

Il progetto di allestimento, ideato appositamente per lo spazio della ex chiesa di San Francesco, riutilizza e adatta le strutture create per le precedenti mostre, con l’obiettivo di abbattere l’impatto ambientale degli eventi espositivi promossi nel corso degli anni.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi scientifici a cura di Ettore Giovanati, con la partecipazione di Lucia Calzona e Antonio Iommelli. 

Come le scorse edizioni, l’esposizione sarà arricchita da un ricco programma di eventi complementari fuori e dentro la mostra, conferenze e momenti di approfondimento, visite guidate per il pubblico, attività e laboratori per le scuole di ogni ordine e grado, per le famiglie e i visitatori di ogni età. 

Sarà inoltre possibile visitare la mostra in autonomia grazie alle audioguide gratuite in italiano e inglese, con un percorso dedicato agli adulti e uno ai bambini. Nell’ottica dell’accessibilità, i contenuti saranno integrati inoltre da materiali audio-video, disponibili anche in lingua LIS.


INFORMAZIONI AL PUBBLICO

Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it

Orari:

Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso:

Libero e gratuito. I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

venerdì 23 agosto 2024

Luigi Stoisa : La grande sete

Presentazione del catalogo in occasione della chiusura della mostra curata da Roberto Mastroianni e organizzata dall'Associazione GrandArte

sabato 31 agosto 2024, ore 17.00

La mostra sarà visitabile fino a domenica 1 settembre

Complesso Monumentale di San Francesco

via Santa Maria 10, Cuneo





venerdì 7 giugno 2024

Luigi Stoisa - La grande sete

Mostra personale a cura di Roberto Mastroianni

14 giugno - 25 agosto 2024
dal martedì alla domenica dalle ore 15.30 alle ore 18.30 con ingresso libero
Inaugurazione venerdì 14 giugno ore 17,30
con la presenza dell'artista Luigi Stoisa, del curatore Roberto Mastroianni 
e del dott. Mario Turetta, Segretario Generale del Ministero della Cultura

Complesso Monumentale di San Francesco / Palazzo Santa Croce

via Santa Maria 6 e 10, Cuneo

PER INFORMAZIONI

Complesso Monumentale di San Francesco, Cuneo - telefono 0171 634175 

Ufficio Stampa: info@grandarte.it | telefono 3440637508





La grande sete

 

La grande sete di poter dire, fare liberamente.

Quello che il nostro sapere ci annaffia quotidianamente.

La grande sete:

Un grande tetto, un tempo sacro,

ospita idee, disegni, dipinti,

sculture che muoiono di sete di cultura, amore.

Con un desiderio di passare

Esaudito.

 

Luigi Stoisa, Selvaggio maggio 2024

 

 

 

L’Associazione Culturale GrandArte è lieta di presentare la mostra personale di Luigi Stoisa a cura di Roberto Mastroianni. 

La mostra, dislocata in due sedi, presenterà opere realizzate dall’artista contemporaneo Luigi Stoisa a partire dalla fine degli anni ’70: nel complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo opere storiche e polimateriche animeranno le diverse cappelle e completeranno la navata centrale raccontando della “Grande sete”. Nel Palazzo di Santa Croce invece, una moltitudine di progetti, sanguigne, sculture e video, racconteranno la genesi del lavoro e riporteranno il pubblico alla fonte di tutto.

La mostra sarà visitabile dal 14 giugno 2024, giorno dell’inaugurazione, che si svolgerà alle 17:30, e a seguire fino al 25 agosto, dal martedì alla domenica dalle ore 15.30 alle ore 18.30 con ingresso libero. Durante l’evento inaugurale saranno presenti l’artista Luigi Stoisa, il curatore Roberto Mastroianni e il Segretario Generale del Ministero della Cultura, il dott. Mario Turetta.

 

L’evento, parte del progetto “GrandArte, esperienze d’arte collettiva che possono generare comunità”, è sostenuto dalla Regione Piemonte con il contributo di Fondazione CRT, Fondazione CRC e con il Patrocinio del Ministero della Cultura e della Città di Cuneo. Grazie al sostegno della Cartiera Pirinoli s.c. verranno realizzate delle installazioni ad hoc per la mostra.

 

***

 


“Vi è una dimensione filosofica e spirituale che caratterizza l’arte di tutti i tempi e di tutti i luoghi e vi sono alcuni artisti, come Luigi Stoisa, che sono in grado di accedere in maniera profonda e istintuale a questa dimensione fondante e sotterranea dell’estetico. Quando ciò accade siamo in presenza di una ricerca esistenziale, che prende la forma più o meno esplicita di un misticismo laico e che si esprime in peculiari e personali filosofie dell’arte, che innervano e guidano la produzione artistica, permettendo la connessione con quella specie di “anima del mondo” da cui emergono il senso e il significato che danno forma alla nostra stessa esistenza. 

 

[…] le diverse forme e iconografie della tradizione vengono assunte e interpretate per essere rese attraverso i linguaggi del contemporaneo e le forze e la natura dei materiali, tematizzando uno spazio di senso in cui lo stesso concetto di arte e il ruolo dell’artista vengono sottoposti a verifica e ripensati. Questo è lo spazio di un’apertura al passato e al futuro, in cui l’umano trova collocazione nel presente della creazione artistica e della fruizione dell’opera d’arte, che permette l’instaurarsi di un regime dello sguardo e dell’esperienza estetica che si caratterizza come rammemorazione dell’essere, dell’esistenza e dell’umano.

Questo è uno spazio in cui la materia incontra lo spirito.”

 

Roberto Mastroianni, testo tratto da Luigi Stoisa. Lo spirituale nell’arte tra forma e materia, 2024

 

***

 

 


Biografia
Luigi Stoisa è nato nel 1958. Diplomatosi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, attualmente vive e lavora a Selvaggio di Giaveno (Torino). 

Ha collaborato con le maggiori gallerie italiane ed europee. Le sue opere sono state acquisite dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino, dal Museo di Arte Contemporanea “L. Pecci” di Prato e dalla Galleria di Arte Moderna di Milano. Ha esposto in numerosi musei europei, tra i quali la Neue Nationalgalerie di Berlino, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Nizza, la De Appel Foundation di Amsterdam, la Fundaciòn Joan Mirò di Barcellona, la Abbaye Royale de Fontevraud (Francia). Vincitore del Premio “Umberto Mastroianni” con la sua scultura Dal vecchio al nuovo, ha inoltre realizzato opere di scultura urbana per la città di Torino e per la Regione Piemonte.















 



mercoledì 19 ottobre 2022

Dario Ghibaudo : Museo di Storia Innaturale : Presentazione del catalogo della mostra

A cura di Luigi De Ambrogi e Carlo Cinque

Testo in Catalogo di Achille Bonito Oliva

Venerdì 21 ottobre alle ore 17.30

Complesso Monumentale di San Francesco

via Santa Maria 10 - Cuneo






 


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martedì 11 ottobre 2022

Marrit Veenstra : Contemporary textile art

14-16 ottobre 2022

Complesso Monumentale di San Francesco

Via Santa Maria 10 - Cuneo








[dal comunicato stampa]­

Il risultato di uno scambio culturale e artistico tra Cuneo e Clermont Ferrand organizzato dall'ufficio Europe Direct Cuneo Piemonte area sud ovest in collaborazione con l'associazione culturale grandArte va ad arricchire la personale di Dario Ghibaudo allestita nel Complesso di San Francesco.

Clermont Ferrand ha ospitato a maggio per tre giorni un artista cuneese, Corrado Odifreddi, in occasione del festival che unisce la città francese con Beaumont e Chamalières aprendo per più di 150 artisti locali i loro laboratori e far scoprire le opere al pubblico.

Un appuntamento che si ripete da 27 anni e che quest'anno tramite Europe Direct ha avuto la possibilità di ospitare un cuneese. Ora grandArte all'interno della rassegna "Grandarte Help 2022 Humanituy, Ecology, Liberty e Politcs" ospita durante la Fiera del Marrone per tre giorni un'artista francese d'adozione che vive nel cuore del Livradois-Forez in Auvergne, ma olandese di nascita. 

Si tratta di Marrit Veenstra, ricamatrice, grafica e architetto, che ricama lana su lana o altri materiali naturali come lino o meticcio. Sempre in un processo di riciclo, associa il ricamo dei suoi fili di lana e delle sue perle di vetro ad una tecnica di stampa artigianale su tessuto che è quella del linoleum. Esplora il bianco e nero, la poesia, le linee e i punti, i tratteggi e le lettere, un'armonia con limiti chiari, una composizione in equilibrio o meno.

"Dopo gli studi e 8 anni di lavoro come architetto - racconta - tra i Paesi Bassi e la Francia, sono tornata 'alle origini'. Nel 2015 mi sono trasferita sulle montagne francesi per creare i miei progetti, su una scala diversa, in una dimensione diversa, con materiali diversi e al mio ritmo. Dopo un breve periodo di sperimentazione con la linoprint su tessuto ho incontrato Elisabeth Bois che mi ha mostrato come ricamare. Da quel momento mi sono completamente innamorata della lentezza di questa tecnica, del tessuto, delle fibre, della semplicità dei movimenti e dell'unico strumento necessario per ricamare, l'ago. Ho capito in quel momento che il mondo degli architetti, dove ogni linea, spessore, lunghezza, superficie o volume è giustificato, mi ha impedito di 'lasciarmi andare e giocare'. Il ricamo ha liberato la mia mente e ha cambiato completamente la mia visione della vita. Oggi lavoro essenzialmente con i tessuti, solo tessuti di seconda mano vecchi e usati e sempre materiali naturali come cotone, lino o lana. A volte uso metallo arrugginito e fili per creare oggetti tridimensionali, assemblati mescolando materiali duri e morbidi. Lavorando sempre a mano, il mio strumento preferito resta l'ago".

Marrit Veenstra sarà ospite di Cuneo con le sue opere che saranno esposte in San Francesco, a fianco di quelle di Ghibaudo, da venerdì 14 a domenica 16 ottobre. 

La mostra Museo di Storia Innaturale è visitabile fino al 30 ottobre dal martedì alla domenica dalle 15,30 alle 18.30 con ingresso libero.

martedì 31 maggio 2022

Prolungamento della mostra di Luigi Mainolfi

 




domenica 27 marzo 2022

Mainolfi al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo

 


Sabato 2 Aprile alle ore 17,30 si apre la grande mostra antologica su Mainolfi nel Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo.


“Per Mainolfi l’essenza profonda, primaria, animistica della natura nella prospettiva dell’esperienza umana è ancora oggi legata ai territori che affondano le loro radici in una dimensione spazio-temporale di straniante fantastico incanto: dimensione elaborata dall’uomo per esorcizzare le sue paure dell’ignoto e per dare figure e senso alle meraviglie inquietanti del mondo in cui è inesorabilmente immerso.

È proprio attingendo a questo straordinario serbatoio di suggestioni che Mainolfi (a partire dalla fine degli anni ’70) ha fondato i presupposti fondamentali del suo linguaggio espressivo caricandolo di nuove energie e tensioni plastiche, riscoprendo un’attitudine figurativa che sembrava ormai senza futuro, e rimettendo in gioco con una incredibile freschezza formale materiali classici, come la terracotta, la pietra e il bronzo considerati come esauriti dal punto di vista delle potenzialità espressive. E ci è riuscito mettendo in atto un originale cortocircuito estetico e culturale (postmoderno ma niente affatto citazionistico) fra echi mitici e ancestrali e continua sperimentazione di stretta sensibilità contemporanea.

I suoi lavori fin dall’inizio hanno abbandonato i tradizionali piedestalli per abitare liberi nell’ambiente: si installano e proliferano sui pavimenti e sulle pareti; si sviluppano come fantastici organismi biomorfici e crescono come stalagmiti, colonne o pilastri, anche fino al soffitto; si concretizzano in oggetti (anche sonori) su tavoli; si gonfiano come sfere e si distendono come paesaggi sulle superfici di pannelli a muro.

La sua scultura si configura come una narrazione di un mondo favoloso animato da bestie e personaggi gioiosamente mostruosi (orchi, orchesse, apesse, elefantesse, fauni, pseudo-gazzelle e altri); da paesaggi onirici, da alberi e vulcani e montagne; da soli giganteschi e pianeti; da proliferanti città, da strani oggetti, campanacci e battacchi e cozze…

Per molti versi si può considerare l’insieme dell’opera dell’artista come una grande variegata espressione organica unitaria che cresce senza interruzione; articolandosi e diversificandosi attraverso un continuo processo metamorfico che prende corpo nei materiali più diversi, dalla terracotta al bronzo, dalla pietra al legno, dal rame al ferro. Le forme (che sono impregnate di valenze fantastiche, di riferimenti a leggende e favole popolari che affondano nella notte dei tempi) sembrano nascere e concretizzarsi in modo quasi spontaneo, autogenerativo, lontane dalla fissità di ogni modello esistente. Per Mainolfi, ‘la scultura nasce, si espande, si gonfia, si agita: vuole diventare un’onda, un vento, un vulcano, qualcosa di animato’. 

In questa ampia mostra antologica, allestita nel complesso monumentale dell’ex-chiesa di San Francesco a Cuneo, le opere che documentano esemplarmente i principali aspetti della ricerca plastica di Mainolfi, dagli anni Ottanta a oggi, sono state installate con studiata attenzione, dando vita a una narrazione visiva che si sviluppa con grande respiro unitario all’interno degli articolati spazi dell’architettura gotica. I lavori sono messi in scena, senza criteri cronologici, in ordine sparso nella navata centrale, e si insediano con equilibrio e giusta tensione estetica nell’abside e nelle sette cappelle laterali” (Francesco Poli).

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Luigi Mainolfi è nato a Rotondi (Avellino) nel 1948. Vive e lavora a Torino. Noto a livello internazionale, Mainolfi è uno dei principali rappresentanti della cosiddetta scultura post-concettuale, impostasi al principio degli anni Ottanta. Sin dagli esordi, ha elaborato sculture utilizzando materiali poveri e naturali come terracotta, gesso, legno, pietra lavica e fusioni in bronzo. Dopo gli studi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli è attratto dal panorama artistico e culturale torinese e nel 1973 vi si trasferisce. I primi lavori, compiuti fra il 1972-76, indagano il corpo e il gesto: nelle prime esposizioni e performance, ha presentato calchi del proprio corpo in gesso che lascia consumare nell’acqua facendo sì che la scultura si trasformi e si degradi o li fa precipitare dall’alto al suolo. Tra il 1979 e 1980, ha realizzato la Campana alla galleria Tucci Russo di Torino e La sovrana inattualità al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 1982. Nel decennio che segue, ha proposto grandi terrecotte, con paesaggi e soggetti di ispirazione fiabesca. Ha partecipato alla Biennale di Sao Paulo nel 1981 e ha esposto Alle forche caudine a “Documenta 7 di Kassel” nel 1982. Sempre nel 1982, è presente alla Biennale de Paris con Le basi del cielo (1981-82) e alla Biennale di Venezia nel 1986 con il bronzo Trionfo. È il disegno ad accompagnare tutta la produzione di Mainolfi. Nel 1987, ha vinto il “Superior prixe” al 5th Henry Moore G.P. in Giappone, con il grande bronzo Città gigante nel 1986 e ha ottenuto il premio Michelangelo per la scultura nel 2007, conferitogli dalla città di Carrara. Nel 1990, gli è stata assegnata una sala personale alla Biennale di Venezia, dove ha installato Sole nero (acqua, cera, legno, 1988-89). Negli anni successivi, fra le sue principali personali e retrospettive si ricordano: 1992, Galleria d’Arte Contemporanea, Rimini; 1994, Villa delle Rose, Galleria Civica d’Arte Moderna, Bologna, e Galerie Hlavniho mèsta Prahy, Praga; 1995, Hotel de Galliffet, Paris; 1995, Promotrice di Belle Arti, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino; 1996-97, Museo Civico di Castelnuovo, Maschio Angioino e Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, Napoli. Nel 2001, l’artista è stato scelto come rappresentante dell’Italia per uno scambio tra il nostro paese e il Giappone. È approdato al Museo d’Arte Contemporanea di Sapporo, dove ha realizza per il parco Mainolfi Swims in the water of Hokkaido e Colonne di Sapporo. A conferma dell’interesse della critica nei confronti del suo percorso artistico, ha ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali, come la nomina a membro dell’Accademia Nazionale di San Luca nel 2007. In occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Palazzo Madama di Torino ha ospitato da aprile a novembre 2011, nell’Atrio Juvarriano, una grande installazione dell’artista dal titolo Torino che guarda il mare.

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“Percepisco il respiro delle montagne dove l'uomo ha trovato sempre, nella sua pelle, una caverna in cui pensare e sognare... e mi avvolgo nella scultura dell'aria e mi lascio andare. Mi lascio andare nei venti, nel mare e nel fuoco dell'arte…” (Luigi Mainolfi, 1987).
 
La mostra sarà visitabile dal 2 aprile al 29 maggio 2 022, dal martedì alla Domenica dalle ore 15.30 ore 18.30  con ingresso libero, nel rispetto della normativa anti Covid.

La rassegna si avvale del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e della Città di Cuneo; del contributo di Comune di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT; del sostegno di ATL, La Guida, Lannutti, ACDA, Armando Group, Limone Riserva Bianca, Wedge Power, Confartigianato Cuneo, Marcopolo Environmental Group, Paneco Ambiente Srl