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martedì 7 luglio 2020

Innesti


INNESTI

Street Art al Museo a Cielo Aperto di Camo

Artisti:
RefreshInk, Max Petrone e Nice and The Fox, Mr Fijodor e Fabio Petani, Ale Puro e Diego Pomarico

A cura di Claudio Lorenzoni | museoacieloapertodicamo.it 

9-25 luglio 2020

Spazi civici
Camo, S. Stefano Belbo (Cuneo)







[dal comunicato stampa]

"In questi ultimi anni le residenze artistiche del Museo di Camo hanno avuto come base l’idea che sfidare la consueta percezione del fare Arte, integrandola nella vita quotidiana, attraverso scenari non convenzionali in grado di introdurre nuove idee nella sfera pubblica poteva essere l’unica via percorribile. La residenza è stata concepita come un rigenerante luogo d’incontro interculturale, di scambio sociale, d’integrazione territoriale. La residenza è stata un’opportunità per gli artisti di confrontarsi con nuove idee o di sperimentare il loro lavoro nel particolare territorio di Langa. Ci siamo proposti di incoraggiarli nel prestare attenzione all’ambiente antropico e naturale, trovando eventualmente nuove forme di interazione tra arte, territorio e società.

Il progetto per il 2020 
Quest’anno è stato difficile per i motivi che tutti sappiamo. Ci siamo fermati per un po’ ma era doveroso ripartire, anche perché, parafrasando Cesare Pavese (quest’anno sarà il 70° anniversario della morte dello scrittore) “Vivere è (ri) cominciare”.  Quindi sì, dobbiamo ricominciare. Dal punto esatto in cui ci siamo fermati.  Ritornare a vivere con le debite precauzioni. Ricominciare a produrre arte, con il giusto distaccamento: solo quello fisico, non “sociale”. Il progetto previsto per il mese di luglio sarà un progetto legato alla street art, di azioni performative, di semplici gesti pittorici, di attività di semina, di ascolto, di costruzione, di relazioni. Sarà il tentativo di superare l’antinomia tra individuo e massa, e comprendere il gesto individuale e collettivo come tramite del senso d’identità e di appartenenza alla comunità, al territorio. Un orizzonte, guardando il quale, indagare la nozione di contemporaneo. 

Il progetto, battezzato INNESTI, vedrà all’opera, in ordine di arrivo: RefreshInk (9 luglio) Mr Fijodor e Fabio Petani (10/11 luglio) Max Petrone e Nice and The Fox (15 luglio), Ale Puro (18 luglio) e Diego Pomarico (20 luglio)"


lunedì 19 agosto 2019

Eduardo "Mono" Carrasco a Camo


Museo di Camo 29/30/31 agosto 2019
Santo Stefano Belbo (CN)


In occasione del closing del progetto #costruzioni2019 Artisti in Residenza, il più noto muralista cileno vivente Eduardo MONO Carrasco risiederà a Camo, sede del Museo a a cielo Aperto, per un restyling dell’opera realizzata nel 2014.

Sabato 31 alle ore 15, presentazione dell’artista, del suo progetto sociale e visita guidata al Museo.
A seguire aperitivo.

A cura di: Claudio Lorenzoni 

Bio:
Eduardo “Mono” Carrasco, nome clandestino e provvisorio, cui vero nome è Héctor Carrasco, (Santiago del Cile, 1954), grafico, muralista, promotore culturale, fondatore della Brigada Ramona Parra (gruppo muralista cileno), vive e lavora in Italia dal 1974, anno in cui è arrivato dal suo paese come rifugiato politico, dopo l’avvento della dittatura di Augusto Pinochet.
 
Nel 1971 in un quartiere popolare di Santiago dipinge, con il famoso artista Roberto Sebastian Matta , un’importante opera murale, coperta più volte negli anni dalla dittatura, oggi restaurata e resa Patrimonio Culturale del paese.
 
In Italia e in Europa dipinge centinaia di murales: nelle piazze, sui muri delle città, nei teatri, nelle scuole e nelle palestre di grandi e piccoli paesi. Ha creato numerosi gruppi di pittura collettiva con i giovani, in diverse città, realizzando opere che oggi rimangono come testimonianza visiva del suo percorso nell’arte popolare collettiva della pittura murale.

 Operatore culturale, curatore di mostre tematiche e realizzatore di progetti per grandi eventi come fiere di settore e mostre multimediali, nel Luglio del 2004 l’Ambasciata del Cile a Roma gli conferisce la Medaglia Pablo Neruda, onorificenza governativa promossa dalla Fundación Pablo Neruda.

Rappresentante in Italia del gruppo musicale Inti Illimani Histórico.
 
Libri pubblicati: Il ragazzo che colorava i muri, Edizioni Punto Rosso, Milano, 1998; Il sogno dipinto, Hobby&Works, 2003; Cile, 11 settembre, 2003. Franco Angeli Editore, Milano; Inti Illimani, Storia e mito, Ricordi di un muralista, Il Margine, Trento, 2010







lunedì 8 aprile 2019

PrimaVeraRegia2019


PrimaVeraRegia2019

Arte Poesia Suoni Performance 



13-14 aprile 2019


Museo a cielo aperto di Camo 

Camo (Cuneo)








[dal comunicato stampa]

La primavera è per antonomasia la stagione della poesia. Nel primo giorno di primavera infatti, dal 2000, si celebra l’arte poetica come trasmissione fondante della memoria.
La primaVera riconosce, quindi, all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
Il Museo di Camo, che ha alla base tutti questi principi, ha voluto allargare il concetto di poesia e traducendolo come atto generico di “creazione” in questo lustro si è fatto mediatore di incontri tra le diverse forme della creatività.
Per la Giornata Mondiale di quest’anno, il Museo a Cielo Aperto di Camo, il 13 e 14 aprile, torna con la V° edizione della rassegna PrimaVeraRegia nella quale artisti e poeti ci racconteranno, ciascuno con la propria arte, una storia, una poesia.

Il programma 
sabato 13 aprile 2019
H. 10 Centro Storico:
Inizio lavori street art con Ale Puro / Diego Pomarico / Samir Aletti  / Lodovica Paschetta 
H. 18 Salone Polifunzionale 
VXA in concerto. Performance acustica della Rock Band composta da Max Conterio, Davide Salemi, Lorenzo Pinto, Daniele Musto e Gigi Parretta
a seguire 
“Offerta Speciale” 
Poesia, suoni e performance con Carla Bertola e Alberto Vitacchio, Enrico Maria Lazzarin, Valentina Perucca, Max Ponte, Enrica Merlo, Marty Merlo Drawings, Om Bosser, Eliana Littarru, Cigar Box Guitar di Roberto Matteacci 

Apericena a cura della Proloco di Camo

domenica 14 aprile 2019
H. 9 Piazza Municipio 
Colazione a Cielo Aperto 
H. 10.00 Pinacoteca Civica e Piazza Municipio 
Inaugurazione mostra collettiva e laboratori d’arte per bambini
H. 10.30 Ex infermeria
Inaugurazione del progetto “Anna” di Luca Giordana
H.11.00 Piazza Municipio
Concerto dell’orchestra Batti e Ribatti. Ensemble di tamburi e batterie diretto dal maestro Gianluca Fuiano 
H. 13 Buffet a Cielo Aperto

Storyteller Fotografico: Armando De Sario 



lunedì 30 luglio 2018

Presentazione del libro "LEI. Vivian Maier" di Cinzia Ghigliano


Presentazione del libro

"LEI. Vivian Maier", di Cinzia Ghigliano



domenica 5 agosto 2018 alle ore 11


Pinacoteca Civica di Camo

Piazza Municipio 1 - Camo (Cuneo)


Per informazioni: tel. 0141840100 - 3493389360 / comune.camo@libero.it






[dal comunicato stampa]

Domenica 5 agosto h. 11 presso la Pinacoteca Civica di Camo (CN) presentazione del libro “LEI. Vivian Maier” di Cinzia Ghigliano più l’esposizione di 16 tavole illustrate per il pictures book omonimo, pubblicato da Orecchio Acerbo e vincitore nel 2016 del premio Andersen, dedicato alla figura misteriosa e affascinante di Vivian Maier.
Tata di professione e fotografa per vocazione, Vivian Maier non ha lasciato parole dietro di sé.
Ha lasciato immagini. Non ci sono taccuini o diari nei suoi scatoloni ma solo pochi appunti, bigliettini, titoli di viaggio, qualche indirizzo.
Oggetto negli ultimi anni di un lavoro di riscoperta che ne ha portato alla luce l’immenso archivio di scatti Vivian Maier è oggi riconosciuta come una delle massime esponenti della cosiddetta “street photography”.
Era una donna enigmatica, «portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry, camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo».
Pare avesse scelto di fare la bambinaia proprio per lavorare spesso all’aperto e avere tempo libero da dedicare alla sua passione- ossessione. Attratta com’era dalla vita di strada, spesso si avventurava con i bambini che aveva in carico nei sobborghi della Grande Mela: la comunità afroamericana, le nuove architetture che prendevano il posto di quelle vecchie, mani di innamorati intrecciate dolcemente, poliziotti, ragazzi, fanciulli e senzatetto sono tra i soggetti che sceglieva tentando di catturare l’intensità dell’attimo fuggente e, contemporaneamente, l’enorme cambiamento in atto nella società americana del tempo.

Cinzia Ghigliano nei disegni non riproduce le foto di Vivian Maier, le interpreta; scompone e monta in modo nuovo, facendo incontrare sui fogli bambini che non erano nella stessa foto, passanti che non si erano incrociati, una suora bianca e un ragazzo nero a cavallo. A tenerli legati non c’è l’attimo reale in cui è stata scattata la foto ma lo sguardo di Vivian Maier su di loro. A quello sguardo, inquieto e indulgente, Cinzia Ghigliano dedica il suo bellissimo racconto.

Tra le poche fumettiste italiane - madre delle indimenticabili Nora e Solange - Cinzia Ghigliano ha collaborato con importanti testate, da “Linus” a “Il corriere dei piccoli”, esplorando però sia l’illustrazione, in particolare nell’editoria per ragazzi, sia la pittura, sempre con grande successo, testimoniato dal premio “Yellow Kid” al Lucca Comics, il premio “Andersen” per la divulgazione scientifica, e più di recente dai premi “Gigante delle Langhe” e “Caran D’Ache”. Oltre al premio “Andersen 2016” per il miglior libro fatto ad arte "Lei. Vivian Maier" si è aggiudicato il il premio “Leggimi forte” assegnato dai ragazzi di varie scuole italiane.

Quando non disegna o dipinge, insegna illustrazione e fumetto presso l’Accademia Pictor di Torino.
Le tavole della mostra sono tratte dal libro “Lei. Vivian Maier” pubblicato da Orecchio Acerbo.



venerdì 27 luglio 2018

Costruzioni 2018


COSTRUZIONI 2018

a cura di Claudio Lorenzoni 


3-6 agosto 2018

Spazi Civici Museo a Cielo Aperto di Camo 

Camo (Cuneo)


ingresso libero




[dal comunicato stampa]

Con il progetto #COSTRUZIONI Artisti in Residenza il Museo di Camo in questi ultimi cinque anni ha voluto sviluppare una nuova modalità di intendere la relazione tra artista e territorio. Il progetto è scaturito dall’esigenza di porre l’artista al centro dell’attività museale, sostenendolo in tutte le sue fasi, da quella creativa a quella espositiva, con l’obiettivo poi di favorire lo scambio di esperienze tra artisti che operano nel contesto nazionale/internazionale e le realtà locali. Per l’edizione di quest’anno (3-4-5-6 agosto) sono stati invitati il designer Alberto QUAZZO che oltre ad esporre le sue ultime creazioni realizzerà un concept site specific, il fotografo Paolo VERGNANO che inaugurerà la rassegna con la sua personale fotografica in Pinacoteca (Le stanze delle Meraviglie sabato 4 h. 18 in Pinacoteca) Francesca DONDOGLIO che dipingerà open air su lamiera, gli scultori Daniele ALETTI e Daniela M. GUGGISBERG che esporranno open air presso il Giardino dell’arte le loro opere, l’illustratrice Cinzia GHIGLIANO che presenterà il graphic novel dedicato alla fotografa Vivian Maier oltre ad esporre le 16 tavole originali del libro (Lei. Vivian Maier domenica 5 h. 11 Pinacoteca) e Tiziana MENEGAZZO che realizzerà le installazioni “Take care” presso il Bricco delle Allodole e “Solo il vento lo sa” (domenica 5 dalle h.9 in Piazza Municipio). 









venerdì 20 aprile 2018

The Wall - Artisti in Residenza


The Wall 

Artisti in Residenza

Alessandra Carloni / Pao / Mr Fijodor


19-22 aprile 2018 

Museo a Cielo Aperto di Camo 

Centro Storico di Camo (Cuneo) 










Il piccolo comune di Camo, in provincia di Cuneo, ospita in occasione del 5° compleanno del Museo a Cielo Aperto il progetto The Wall, una residenza per street artist italiani e internazionali. Il progetto ha chiamato a raccolta nella cittadina cuneese dall’estate 2017 artisti da tutta Italia per realizzare interventi di street art su strutture urbane.

Da cinque anni Camo si è trasformato in un cantiere di creatività urbana esponendo a Cielo Aperto più di 50 opere.

Domenica 22 aprile la grande festa e per l’occasione saranno presentate al pubblico le opere realizzate in questa settimana. Verranno acquisite in permanenza sui muri del centro storico i lavori della romana Alessandra Carloni, del milanese PAO e del torinese Mr Fijodor.

Il progetto è ideato da Claudio Lorenzoni (ideatore e curatore del Museo) in collaborazione con la Proloco di Camo.

A conclusione del progetto di residenza sarà inoltre realizzata e distribuita una mappa di Camo per orientarsi tra i luoghi degli interventi diffusi nella cittadina.




martedì 17 aprile 2018

5° anniversario del Museo a Cielo aperto di Camo


HAPPY 5 BIRTH MUSEO A CIELO APERTO DI CAMO 

Residenza Creativa al Museo di Camo 



domenica 22 aprile 2018


Spazi civici di Camo (Cuneo)









Il 22 aprile il Museo di Camo festeggerà il suo V* compleanno. Cinque anni di attività intensa che hanno portato in questi anni più di un centinaio di artisti a collaborare con il piccolo paese della Langa spaziando dall’arte visiva alle performances, dalla musica classica alla scultura.

In cinque anni il Museo ha acquisito più di settanta opere di artisti contemporanei esposte in permanenza, ha fatto risuonare cultura con festival letture e convegni, ha animato le strade con musica dal Djset ai concerti, ha portato la cucina creativa sui bricchi e con il walking ha promosso il turismo paesaggistico.
E per questi primi cinque anni di vita il museo ha deciso di regalarci una festa indimenticabile. Il 22 aprile ci saranno azioni pittoriche dal vivo con gli street artists Alessandra Carloni (Roma) Mr Fijodor (Torino) Pao (Milano) e Perla Giraudo (progetto New Generation). Verranno presentate le nuove acquisizioni museali di Alberto Brusa, Angelo Morelli, Domenica De Maio e Silvia Musumarra. Per le vie del centro storico suoneranno i Blue Fairy e presso la Pinacoteca civica verrà presentata la collettiva Fotografica “Un giorno Perfetto” con Ellis Palmer (Parma) Egle Picozzi (Oristano) Fabio Moscatelli (Roma) Vanessa Casaretti (Cuneo) Gisella Molino (Torino) Simona Muzzeddu (Gallarate). I performers saranno il trio Roccioletti/Ferrero/Tasca in “ex Corpore” e super novità di quest’anno l’inaugurazione dei nuovi spazi volti all’arte: la foresteria atelier e il giardino delle sculture.  
Il visual storyteller sarà Edmond Kaceli. 

Per il programma della giornata: www.museoacieloapertodicamo.it






lunedì 16 aprile 2018

Un giorno perfetto, collettiva fotografica a Camo


Un giorno perfetto

Collettiva Fotografica 

Vanessa Casaretti, Gisella Molino, Fabio Moscatelli, 
Ellis Palmer, Simona Muzzeddu, Egle Picozzi

a cura di Claudio Lorenzoni 


20 aprile - 20 maggio 2018

Pinacoteca Civica 

Camo (Cuneo) 





Ellis Palmer



[dal comunicato stampa]

Un giorno, perfetto a suo modo, interpretato da 6 fotografi attraversando ore, luoghi e stati d'animo. Il risveglio, il lavoro, il viaggio, il piacere, il dolore, il gioco, il silenzio, il sonno, persone e luoghi speciali.
Il giorno perfetto che noi tutti inseguiamo non è altro che il quotidiano vissuto. 
Come carta adesiva, il reale che ricopre e plasma la perfezione sognata. 
La perfezione che si respira è l'assenza del conflitto, l'immanenza di un giorno comune che nella sua semplicità non è inerte. 
Ogni scatto racconta il tempo: un tempo presente e un tempo passato. Un tempo continuo e condiviso ma anche un tempo interno e lontano, un tempo inconscio, che si esplicita in immagini che ti fanno dimenticare te stesso, che ti fanno resistere.



domenica 30 luglio 2017

Costruzioni2017 - residenza creativa al museo di Camo


#COSTRUZIONI2017


Residenza Creativa al Museo di Camo



Artisti: Alberto BRUSA – Domenico DE MAIO – Giuliana GARAVINI – Giuseppe PANARIELLO – Giovanni “reFRESHink” Magnoli


a cura di  Claudio Lorenzoni




5-7 agosto 2017
apertura il 5 agosto ore 18

- ingresso libero -



SPAZI CIVICI DI CAMO (Cuneo)

















[dal comunicato stampa]

Con il progetto #COSTRUZIONI Artisti in Residenza il Museo di Camo in questi ultimi quattro anni ha voluto sviluppare una nuova modalità di intendere la relazione tra artista e territorio. Il progetto è scaturito dall’esigenza di porre l’artista al centro dell’attività museale, sostenendolo in tutte le sue fasi, dalla fase creativa a quella espositiva con l’obiettivo poi di favorire lo scambio di esperienze tra artisti che operano nel contesto nazionale/internazionale e le realtà locali.

In questi quattro anni con #Costruzioni sono state create relazioni tra il paese/territorio di Langa e gli artisti ospitati e, grazie a loro, consolidato il circuito di luoghi e iniziative per promuovere l’arte contemporanea.

Per l’edizione di quest’anno (5-6-7 agosto 2017) sono stati invitati il designer Alberto BRUSA che presenterà alcune sue ultime creazioni e poi ne studierà una site specific per Camo, lo scenografo/fotografo Domenico DE MAIO che realizzerà, coinvolgendo le donne locali, il progetto fotografico CAMO/FACE, la performer/danzatrice Giuliana GARAVINI che realizzerà un progetto di teatro/danza con l’intera cittadinanza dal titolo “Chi è Giulietta?” , lo street artist Giovanni “reFRESHink” che realizzerà un’opera 200×200 cm che verrà poi inserita nella collezione dal museo.

In Pinacoteca poi ci sarà la mostra curata dal Prof. Giuseppe PANARIELLO che presenterà le opere dei ragazzi del MU14 Museo Under 14 di Villaricca (NA) e terrà la domenica mattina un laboratorio artistico in piazza del Municipio.

Ricordiamo poi che parallelamente al lavoro di residenza all’interno degli spazi del MCA, saranno organizzati diversi momenti di attività, incontro/confronto, laboratori per adulti e bambini, visite guidate, musica e stand gastronomici.

Tutti gli eventi artistici sono gratuiti






lunedì 20 marzo 2017

Collettiva fotografica a Camo


SIG.RA KRUNZ LA SMETTA 

DI GIOCARE CON QUEI FIORI

Collettiva fotografica


a cura di Claudio Lorenzoni  
testo: Francesca Marica 


25 marzo - 25 aprile 2017
Inaugurazione 25 marzo 2017 h. 17.30 


Pinacoteca Civica di Camo (Cuneo)




comune.camo@libero.it








[comunicato stampa]



Sono una donna
e celebro ogni piega del mio corpo
ogni piccolo atomo che mi forma
dove navigano i miei dubbi e le mie speranze
Tutte le contraddizioni sono meravigliose
perché mi appartengono
Sono una donna e accolgo con favore ogni arteria
dove imprigiono i segreti della mia stirpe
e tutte le parole degli uomini sono nella mia bocca
e tutta la saggezza delle donne è nella mia saliva.

[Mikeas Sànchez, Uno, da Mojk’jäyä-Mokaya]


Ho intonacato i quattro muri in bianco
attorno ci ho messo uno schianto
di fiori, un sussurro di piante.
All’interno velluti
odore arso di arance.
E, appena finita la casa,
ne sono sgusciata da un fianco.

[Daria Menicanti, Casalinga, Ma, da Poesie per un passante]


Il mio potere di donna consiste nel definire me stessa e non farmi definire dall’esterno – Audre Lorde [così rispondeva ad una giornalista che le chiedeva di definirsi].
[…] Non mostratemi rane e serpenti
Aspettandovi che io urli
Se mi spavento
Lo faccio solo nei miei sogni
Ho un incantesimo
Nascosto nella manica,
Posso camminare sul fondo del mare
Senza bisogno di respirare
La vita non mi spaventa per niente
Per niente. Per niente
La vita non mi spaventa per niente

[Maya Angelou, da La vita non mi spaventa per niente]



Una premessa poetica per introdurre questa collettiva tutta al femminile. I versi delle quattro poetesse scelte si legano in qualche modo alla sensibilità delle artiste esposte. Alla poesia l’arduo compito di introdurre dunque il progetto, raccontando sì, ma, senza svelare troppo. Perché la poesia è sempre una buona bussola per orientarsi nel mondo. E dentro le mura di questo progetto fotografico la poesia respira profondamente e prende dimora in ogni singolo scatto.


Comincio col dire che è un progetto fotografico a cui non si può rimanere indifferenti questo. È un progetto che smuove, che si infiltra, che si appropria di ogni anelito. È un progetto che parla.


Non aspettatevi nessun manuale di istruzioni per l’uso, però. Non sarei in grado di elaborarne uno credibile e valido. Non credo di essere la persona giusta per quel tipo di compito. Non aspettatevi nessun manuale per orientarvi tra gli scatti delle otto artiste selezionate. L’orientamento del resto non è neanche detto che in casi come questo serva. Sono convinta che l’arte non vada spiegata ma respirata, percepita, sedimentata, introitata. E ognuno lo deve fare con i suoi tempi, i suoi modi, la sua sensibilità, la sua consapevolezza. Niente istruzioni quindi ma solo qualche spunto di partenza su cui riflettere insieme.

Come in un allestimento teatrale minimo e essenziale, in questa collettiva, al centro di un ideale palcoscenico, si collocano otto donne che coraggiosamente hanno accettato la sfida di raccontare e raccontarsi, scavandosi dentro, talvolta anche dolorosamente, fino a vomitare fuori la loro essenza più vera. Otto donne, e cioè: Federica, Anna, Trish, Elisabetta, Irene, Nicoletta, Birgit e Francesca.

8 donne diverse per età e ricerca visiva.
8 donne anche geograficamente distanti.
8 donne con un bagaglio di vita non necessariamente simile ma con una stessa attitudine, uno stesso sguardo sul mondo, uno stesso modo di sentire.
8 volti. 8 metamorfosi. 8 mondi.
8 sublimazioni.
8 sogni.
8 cuori che hanno usato la fotografia per disegnare la geografia del loro (e del nostro) presente, rivisitando il passato e guardando al futuro.
8 storie fatte di scambi, appartenenze, bivi e incroci.
8 partenze, 8 ritorni e 8 flashback.
8 caratteri (artistici) incondizionati. 8 vite [e ognuna con una precisa cifra dello stare nel mondo].
8 temi e nessun tema.
8 orizzonti designati. 8 temperamenti.
8 immaginari in prospettiva. 8 mondi in divenire.

Otto donne. Ma farne una questione (solo) di genere sarebbe troppo semplice, troppo riduttivo e anche troppo (e profondamente) ingiusto.

In principio, doveva essere l'importanza delle piccole cose. La collettiva fotografica doveva parlare di quello.
Poi un incontro casuale del curatore con il libro di Leonetta Bentivoglio su Pippo Delbono e i suoi corpi senza menzogna. I/corpi/senza/menzogna: ovvero, un amore e una folgorazione a prima vista. E in un attimo, tutte le carte in tavola sono state scompaginate e il pensiero ha rincorso un’ideale signora Krunz ([…] sig.ra Krunz/ la smetta di giocare/ con quei fiori […]).

Come spesso accade, ciò che doveva essere non è stato ma si è evoluto, trasformato, arricchito. L’importanza delle contaminazioni e delle folgorazioni guidate dal caso – direbbe qualcuno.

Alle otto artiste invitate al progetto fotografico è stato quindi chiesto, non senza una dose di spregiudicata imprudenza, di mettersi a nudo. Di spogliarsi e raccontarsi mettendo al centro del loro monologo, il proprio corpo.
Un corpo il più possibile destrutturato: non sorretto da maschere, non alimentato da pudori, non ingabbiato dentro inutili e anacronistiche ipocrisie. Alle artiste è stato chiesto di essere quanto di più lontano possibile dalla signora Krunz, insomma. Alle artiste è stato chiesto di prestare orecchio per potersi ascoltare meglio. E loro lo hanno fatto. Indubitabilmente.

Il corpo, è l’Io narrante di questa mostra.
Come un moderno Virgilio, il corpo di ciascuna delle otto artiste, ci prende per mano fino a mostrarci dove la carne finisce per incontrare lo spirito. Otto artiste. Otto corpi. Otto storie.

Negli scatti non troverete mai due volte lo stesso corpo. Ci sono corpi che danzano. Corpi che ammutoliscono, e talvolta restano immobili. Corpi che gemono. Corpi feriti, morti ma inaspettatamente resuscitati. Corpi ribelli che scalpitano ma non si piegano. Corpi che pongono domande e spesso non sanno rispondere se non attraverso i perchè. Corpi alienati. Corpi abusati. Corpi rifugio. Corpi che abbracciano. Corpi che accarezzano. Corpi che seducono. Corpi erotici. Corpi delusi. Corpi oltraggiati. Corpi (di)svelati.

Ognuna delle otto artiste ha portato in scena il proprio mondo.

Federica, la più giovane delle artiste selezionate, a dispetto dell’età tradisce una maturità non comune. Le piace Vivian Maier, la bambinaia fotografa a sua insaputa. E come Vivian, lei è accuditiva e pronta a farsi carico del benessere di chi la circonda, proteggendo chi ama. Un rapporto speciale con gli specchi il suo. E un amore incondizionato per la sorella e il nonno, spesso protagonisti delle sue inquadrature.

Anna, è passione e dolore. Puro travaglio interiore. Tutto diventa quasi votivo e sacrificale nei suoi scatti. Spesso si rimane spiazzati davanti alla evidente commistione tra sacro e profano con cui si fa portatrice di una critica aspra e pungente verso una società sorda al dolore dei più indifesi. Lei vuole scuotere, e anche scandalizzare se questo può essere utile per aprire il velo di indifferenza delle nostre addormentate coscienze. Il corpo, il mare, le bambole: la sua narrazione spesso si articola attraverso questi tre elementi solo all’apparenza distanti e disomogenei.

Trish, è femmina che seduce. Ha un viso da bambola, una dolcezza antica nei lineamenti e una luce che arriva da lontano. C’è un dolore in lei. E le persone che portano addosso un dolore vanno avvicinate con prudenza come scriveva l’adorata Emily Dickinson in uno dei suoi più noti sonetti “Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l'arduo privilegio d'avere altrettanto sofferto”.

Elisabetta ha occhi che sanno scrutare a fondo. Specializzata in ritratti, è nell’incontro con l’altro che riesce a dare il meglio di sé.
Teatrale, scenica. I suoi scatti mi hanno fatto pensare a una frase del grande Jeanloup Sieff, sono fotogeniche le persone abitate, quelle vuote non lo sono (e lei questo segreto del grande Maestro lo deve aver compreso già da molto tempo). Presenta un progetto in cui la natura e l’uomo non hanno un rapporto di potere/dominazione ma interagiscono in armonia con forme e intensità poetiche. I suoi sono scatti analogici senza alcun ritocco digitale, che segnano un ritorno all’essenziale, alla purezza.

Irene è femmina di denuncia sociale, capace di imbastire la tela di un racconto partendo da un attento sguardo sulla sofferenza del mondo. Attenta ai dettagli, alle fessure tra le cose, agli spazi apparentemente vuoti e dimenticati. Lei sa che esiste una bellezza particolare nella polvere che il tempo disperde. Perché il tempo può anche sfuggire ma il segno del tempo rimane. Sempre.
La sua ricerca è rivolta principalmente al tema dell’identità e i suoi progetti seguono spesso lunghi processi d’indagine anche attraverso progetti comunitari sul territorio (Sri Lanka, Senegal e Bosnia tra le altri).

Nicoletta, l’artista anagraficamente più matura, è pura potenza espressiva. Passione che scalpita. A tratti metafisica, essenziale asciutta. A tratti sontuosa e quasi barocca. Racconta all’interno di questo progetto un momento particolare della propria vita e testimonia col proprio lavoro che spesso è proprio dalle crepe dell’esistenza che riesce a filtrare una nuova luce che tutto illumina. Brandendo nell’aria il dito indice sembra volerci ammonire: Mettetevelo bene in testa, un nuovo inizio, una nuova consapevolezza sono sempre possibili.

Birgit, è femmina di rottura. Divisa tra fotografia e pittura, si presenta onirica e gotica insieme. Sfugge alle catalogazioni. Apparentemente schiva, anche negli scatti si lascia avvicinare con riserva. Scrive con le immagini la propria autobiografia, affrontando temi considerati cari al genere femminile. Ma lo fa in maniera mai banale, sposando un punto di vista insolito e inconsueto ma sempre coraggioso e coerente con le premesse da cui muove.

E poi c’è Francesca che ama la fotografia in modo alternativo: ovvero la taglia, la spezzetta, la assembla fino a crearne collage. Lei presenta un progetto dedicato al mondo dei Giovani Adulti (The Young Adult). Un progetto molto intimo e femminile, che narra la rappresentazione di sogni e l’appartenenza a mondi, scambi, volti. Al centro della sua narrazione: la memoria. Attraverso il recupero di vecchie fotografie di quando aveva vent’anni (e voleva fare la fotografa), l’artista ci introduce nell’affascinante mondo dei Giovani/che stanno per diventare/Adulti illustrandoci la complessità e la bellezza di quell’età di cambiamento e confine.

Otto donne e otto mondi quindi. Otto percezioni. Otto sentimenti. Otto storie da ascoltare e fare proprie.

Ringraziare le artiste per il lavoro e il tempo dedicato al progetto è un atto dovuto. Ma anche fortemente VOLUTO.
Sono state capaci di dare vita ad un progetto sincero, schietto, intellettualmente e artisticamente onesto. Un progetto forse non sempre rassicurante, è vero, ma un progetto che è andato al di là di ogni possibile previsione e per questo si presenta ancora più emozionante e affascinante.

Non abbiate paura di farvi prendere per mano e perdervi, dunque.

Non sono brava a concludere ma visto che sono obbligata a farlo, vi lascio con un consiglio che ha la forma e le sembianze di un augurio: Siate capaci di abbandonarVi alla vita, alla scoperta, al gioco. Sempre. Nella peggiore delle ipotesi conserverete in Voi il ricordo di un bellissimo viaggio contromano. Ad maiora.