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martedì 29 settembre 2026

14^ Edizione di CuneoVualà


La Fabbrica in tasca: il taccuino di viaggio nel mondo del lavoro

Mostra a cura di Ivana Mulatero

Nell’ambito dell’International Network of Michelin Cities 2026
Rassegna sul carnet de voyage 
in collaborazione con 
Il Faut Aller Voir di Clermont Ferrand e
Alliance Française di Cuneo
Cuneo, Fondazione Peano

4 ottobre - 15 novembre 2026
inaugurazione domenica 4 ottobre 2026 ore 17:00









[dal comunicato stampa]

L'edizione 2026 celebra un anniversario iconico per il territorio: il centoventesimo dello stabilimento Michelin di Cuneo. Sotto il titolo "La Fabbrica in tasca", la rassegna ha invitato i carnettisti a confrontarsi con l'estetica industriale, trasformando la fabbrica da luogo chiuso a campo di esplorazione artistica. Il disegnatore carnettista è divenuto "testimone oculare" della produzione in fabbrica, rincorrendo il vivere quotidiano in punta di matita con una postazione immediata davanti alla "cosa vista". L’intento è stato di catturare la "scossa della fantasia" scaturita dall'incontro tra l'artiere- disegnatore e il mondo del lavoro, documentando architetture, gestualità e innovazione. L’arte del segno lento, per intendere sinteticamente la pratica del carnet, incontra in questa edizione di CuneoVualà l’innovazione industriale per l’International Network of Michelin Cities, ospitato a Cuneo dal 5 all’8 ottobre 2026. Dopo un decennio di viaggi tematici che hanno raccontato la natura, i borghi antichi e la storia, lo sguardo del carnettista si posa quest’anno sulla tecnologia e sul lavoro umano e CuneoVualà sposta l’attenzione verso gli insediamenti industriali. Grazie alla collaborazione con la Multinazionale Michelin di Cuneo, la Fondazione Peano presenta tre inediti taccuini di viaggio realizzati da Laura Spianelli, Walter Tesio e Antonio Mascia all’interno delle sedi di Cuneo, Alessandria e Torino dell’azienda. Disegnare la fabbrica ha significato, per i tre carnettisti, catturare la dedizione e la vita quotidiana di una comunità. Un evento che connette intimamente il Comune di Cuneo e il Comune di Clermont Ferrand. La rassegna sui carnet de voyage, ideata e curata dalla storica dell’arte Ivana Mulatero, ha inteso ampliare le osservazioni, invitando molti altri autori i cui carnet esposti in mostra spaziano dai laboratori artigianali all’archeologia industriale, fino alle imponenti linee robotizzate. Tra giugno e settembre 2026 sono stati realizzati diversi incontri di sketching live di gruppo allo Stabilimento Pasta Berruto di Carmagnola, al Centro Storico Fiat di Torino, al Film Ferrania Centre, all’Erbaio della Gorra di Casalborgone.


Il mondo del lavoro viene raccontato nella 14° edizione di CuneoVualà, La Fabbrica in tasca, da: 

Ilene Alciati, Daniela Asinari, Cinzia Bascone, Riccardo Enrico Bena, Edgar Bentura, Marina Bonvicini, Marina Bozzolan, Nazarena Braidotti, Elisa Brandoni, Fabrice Brangeon, Guido Brignone, Rami Calò, Nadia Canevaro, Samantha Capaldo, Samuel Chardon, Adriana Costa Mavaracchio, Daniele Costante, Anna Cottone, Dario Cornero, Ivor D’Angelo, Julie Dall’Agnolo, Maria Giulia Escard, ETRANOI Group, Maria Elena Ferrari, Cecile Anne Fosci, Chiara Fornaro, Barbara Fruci, Beatrice Gentile, Cristina Girard, Anne Guy, Pierre Hebert, Antonella Italia, Anna Laura Laface, LaManfrina, Rosalia Leone, Ester Liquori, Rosa Maria Lo Bue, Chiara Luparello, Margherita Malavenda, Roberto Malfatti, Lamberto Maglione, Caterina Mao, Ettore Marchini, Daniela Marenco, Angela Marinelli, Antonio Mascia, Delio Meinardi, Laura Montaldi, Ester Elisa Monti, Clarissa Moretto, Simone Mostacci, Noemi Mussone, Maria Teresa Neri, Maresa Pagura, Bernardino Parisi, Giuseppina Peirone, Donatella Peli, Teresio Pirra, Juliette Plisson, Pasqualina Poggio, Cristina Pollino, Sonia Ricci, Alessandro Rogora, Francesca Russo, Marilde Saliani, Rainer Schoder, Manuela Spagnoli, Laura Spianelli, Maria Francesca Starrabba, Walter Tesio, Fulvia Testi, Cristina Trinchero, Barbara Vallero, Milena Vanoli, Alfonso Zerega.

Sui “carnet leporelli” prodotti dalla Fondazione Peano, le realizzazioni originali degli studenti del Primo Liceo Artistico di Torino (docenti: Paola Albertino, Serena Colucci, Piera Fratini, Giuseppe Stassi, Antonio Zaccone) e del Liceo Artistico “Buniva” di Pinerolo (docenti: Monica Bruera, Luisa Collica, Giovanni Galuppi, Daniela Leotta, Laura Lussiana, Ester Pairona e Diego Scursatone). 

Incontri di introduzione al tema sono stati realizzati nella primavera 2026 presso le scuole con il coinvolgimento delle classi. Partecipazione straordinaria di Stefano Faravelli Nella Sala Soprana della Fondazione Peano è allestita, inoltre, la mostra personale di un importante autore professionista e maestro della particolare forma d’arte del carnet de voyage. Per questa edizione 2026, la Fondazione Peano è onorata di presentare la mostra del disegnatore e acquarellista romano Salvatore Santuccio dal titolo “Sguardi su (altri) mondi” con una selezione di carnet rappresentativi del suo girovagare in luoghi più o meno lontani, negli ultimi vent’anni. Sono testimonianze di un vissuto intenso, ricco di colori e di sentimenti che, rivisti oggi, sembrano anche intrisi di nostalgia e, in qualche caso, di drammatica tristezza come per il quaderno della Palestina o per quello di Odessa, entrambi del 2018. C’è poi un focus sui mercati e sui mercanti. SI tratta di disegni singoli, privi di sequenza narrativa, nei quali l’occhio si concentra sul colore della merce, sul caos o sulla disciplina della disposizione della merce, sul brulicare degli acquirenti che, arrivano, osservano, fuggono, scompaiono.

 Disegnare i mercati è una sfida che ha nel tempo di esecuzione il principale ingrediente: l’immagine blocca un attimo e restituisce un mondo. È il mondo di mercati celebri come la Bouqueria di Barcellona o il mercato di Colaba di Mumbai, quello di Rialto a Venezia o quello di Khan el-Khalili al Cairo, dei tanti souk del maghreb e di quelli improvvisati su strada, su tappeti, sulle barche. Quello che emerge dalla mostra è la bellezza del viaggiare come processo di conoscenza che nel disegno si sublima. Il disegno non è la foto dello smartphone, ha tempi di assimilazione, di restituzione, ha un suo metabolismo, un tempo vissuto sul posto, necessario al processo. Gli altri mondi di questa mostra si raccontano con il filtro dello sguardo curioso e attento dell’autore dei disegni, non sono mai scontati né semplificati e il pennello rincorre gli stimoli, definendo inquadrature insolite, il formato, nello sguardo, diventa protagonista. 

Il programma della 14° Edizione di CuneoVualà 2026 è così scandito: - Mostra collettiva LA FABBRICA IN TASCA | 4 ottobre/15 novembre 2026 - Mostra personale di Salvatore Santuccio. Sguardi su (altri) mondi| 4 ottobre/15 novembre 2026 SETTE entusiasmanti incontri con laboratori e presentazioni di libri e carnet organizzati dalla Fondazione Peano per accompagnare la 14° edizione della rassegna sui carnet de voyage, sono in programma nel mese di ottobre e novembre 2026. Rappresentano occasioni d’incontro formativo, di confronto e di condivisione della forma d’arte del carnet guidati da autorevoli maestri con i quali approfondire alcuni elementi specifici quali la calligrafia, la raffigurazione scorciata, la scoperta dei diversi segni del territorio. - Workshop di Salvatore Santuccio in collaborazione con gli Urban Sketchers Cuneo, “Le fornaci di Boves”, 3 ottobre 2026 h 9.30-13:00. - Workshop di Samuel Chardon, “Disegnare i personaggi in prospettiva scenografica”, Fondazione Peano, 8 ottobre 2026, h 15-18. - Presentazione di Ester Elisa Monti, “Before the journey. Illustrated reportage on Shipbuilding”, carnet pubblicato dall’autrice dell’immagine guida del manifesto di CuneoVualà 2026, Fondazione Peano, 24 ottobre 2026 - Lezione/conferenza di Stefano Faravelli, “Simbolismo delle lettere”. Spazio Calli.Gra.ture, Torino, 5 novembre 2026 - Presentazione di Cristina Girard, “L’eco delle cime“, carnet edito da Graphot con i coautori Gianni Castagneri e Marta Ferrero, Fondazione Peano, data da definire, 2026 - Laboratorio in passeggiata di Francesca Biasetton, “Passi, tracce, segni: diario visivo”, Fondazione Peano, data da definire, 2026. - Presentazione con live sketching di Simone Mostacci, “Torino Visioni Urbane”, carnet edito da Graphot, Circolo degli Artisti, Torino, 12 novembre 2026, h 18.30. 

La rassegna CuneoVualà presenta ad ogni edizione il frutto di una partnership tra la Fondazione Peano con l’Associazione Il Faut Aller Voir ideatrice del “Rendez-vous du carnet de voyage” di Clermont Ferrand, l’appuntamento internazionale più prestigioso per tutti coloro che gravitano intorno al linguaggio espressivo dei carnet con uno scambio di espositori italiani e francesi e la valorizzazione con l’incontro di nuove personalità. La Fondazione Peano accoglie la proposta del Faut Aller Voir con il workshop del carnettista di Clermont Ferrand, Samuel Chardon, che si terrà giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 15:00 negli spazi della Fondazione Peano di Cuneo, con traduzione simultanea di Marilena Blua di Alliance Francaise di Cuneo, al contempo, la selezione di un autore/autrice di origine italiana proposto da CuneoVualà, è invitato/a ad esporre alla manifestazione de “Il Rendez-Vous du Carnet de Voyage” che si terrà a Clermont Ferrand nel novembre 2026. Grazie al sostegno della Fondazione CRC, della Regione Piemonte e del Comune di Cuneo. Si ringrazia: L’Azienda Michelin di Cuneo e delle sedi di Torino e Alessandria nelle persone di Noemi Cravero, Cinzia Forte e Alfio Rebuffo. Il Circolo degli Artisti di Torino e il suo direttore Davide Mabellini. Lo Stabilimento Pasta Berruto di Carmagnola e il suo proprietario Stefano Berruto. Lo Spazio Calli.Gra.Ture – Piccolo museo della scrittura manuale di Torino, e i titolari Patrizia Cianci e Fulvio Ravera. Il Vivaio Erbaio della Gorra di Casalborgone. Urban Sketchers Cuneo. La rassegna CuneoVualà rimarrà aperta fino a domenica 15 novembre 2026 con il seguente orario: da giovedì a domenica ore 15.30-18.30. Ingresso gratuito. Per info: Fondazione Peano Corso Francia, 47 – Cuneo Tel. 349.7528085 segreteria@fondazionepeano.it | www.fondazionepeano.it | F Fondazione Peano Cuneo








mercoledì 6 maggio 2026

Guido Navaretti : Emerge forma che mi interroga

9 maggio - 7 giugno 2026
inaugurazione sabato 9 maggio 2026 - ore 17

Fondazione Peano

c.so Francia 47 - Cuneo





[dal comunicato stampa]

L’inaugurazione si terrà sabato 9 maggio 2026 alle ore 17:00 presso la Fondazione Peano, nella Sala Ipogea in Corso Francia 47, a Cuneo (CN). L'evento, a ingresso libero, sarà arricchito da un approfondimento critico a cura di Ivana Mulatero. Saremmo onorati della vostra presenza. L’esposizione rappresenta il sedicesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC. Attraverso una selezione di circa sessanta opere, la mostra offre una retrospettiva che documenta oltre quarant'anni di attività dell'artista: dalle prime prove a inchiostro del 1982 fino alle recenti e innovative incisioni su metacrilato.

La ricerca di Navaretti si distingue per l’etica del bulino, uno strumento che l’artista vive come un “lento vomere” capace di sfidare la velocità contemporanea attraverso la concentrazione e il rigore del segno. Il percorso espositivo invita lo spettatore a un vero e proprio “ascolto visivo”, dove la forma emerge lentamente dalla matrice per interrogare il senso dell'esistenza.

La mostra sarà visitabile dal 9 maggio al 7 giugno 2026, dal giovedì alla domenica dalle ore 16:00 alle 19:00. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Fondazione Peano, con il patrocinio della Città di Cuneo e dell’associazione Incisori Contemporanei.

La mostra personale di Guido Navaretti (Torino, 1952) dal titolo “Emerge forma che mi interroga”, a cura di Ivana Mulatero, offre una retrospettiva profonda e rigorosa che documenta oltre quarant'anni di attività dell'artista, dalle prime prove a inchiostro del 1982 fino alle più recenti incisioni su metacrilato datate 2026.
L’etica del bulino e il “lento vomere”. Formatosi all'Accademia Albertina di Belle Arti sotto la guida dei maestri Mario Calandri e Francesco Franco, Navaretti ha sviluppato un linguaggio autonomo incentrato sull'uso del bulino. Per l'artista, questo strumento non è un semplice attrezzo, ma un “lento vomere” capace di educare all’etica e alla concentrazione, sfidando apertamente la velocità e l’approssimazione della società contemporanea. L'atto dell'incidere diventa così una registrazione del tempo vissuto, dove la matrice agisce come un sismografo dell’esistenza, accumulando settimane di riflessione in ogni millimetro di scavo.
Il “cambio di emisfero”: dal metallo al plexiglas. Un punto focale della mostra è il racconto del cosiddetto “cambio di emisfero” avvenuto nel 1999: il passaggio dalla calcografia tradizionale alla stampa alta (xilografia) su matrici di plexiglas (metacrilatografia). In questo “nuovo mondo”, Navaretti affronta il dominio assoluto del nero, una superficie sorda che deve essere infranta per estrarne la luce. Il segno inciso si trasforma in “segno risparmiato”: un raggio di luce bianca che emerge dal buio tipografico, domando la natura aliena della superficie scura attraverso una rete infinita di microincisioni.
La genesi dell’opera: una forma che interroga. Il titolo della mostra personale sottolinea la particolare poetica di Navaretti, il quale non lavora su bozzetti predefiniti ma opera per “successive attribuzioni”. L'immagine viene conquistata giorno dopo giorno; l'artista attende che tra le infinite possibilità emerga una forma dotata di forza maggiore, capace di interrogarlo e di trovare il filo di un pensiero immaginifico. Il titolo dell’opera sorge solo alla fine del processo, come un consuntivo di un’esperienza vissuta che dà senso all’abbandono della matrice per ricominciare altrove.
Un percorso di resistenza artistica. Le circa sessanta opere in mostra invitano lo spettatore a un esercizio di “ascolto visivo”. Dalle opere su zinco del 2001 ai vasti scenari su metacrilato, il segno di Navaretti si configura come una “preghiera recitata a bassa voce”, una notazione corporea che rifiuta la resa illusionistica o fotografica per ritrovare l’onestà della tradizione incisoria.
Guido Navaretti, le cui stampe sono conservate in prestigiose istituzioni internazionali come il Victoria and Albert Museum di Londra e il China Printmaking Museum di Guanlan, conferma con questa rassegna la sua posizione di rilievo nel panorama della grafica contemporanea.

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Nato a Torino nel 1952. Ha frequentato il Liceo Artistico e, nel 1975, si è diplomato in Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti ottenendo il Premio Dino Uberti, come miglior licenziato del Corso di Pittura ed il Premio Vittorio Avondo, come miglior licenziato di tutti i Corsi. Allievo al corso di incisione dei professori Mario Calandri e Francesco Franco. Dal 1976 al 2011 docente di Discipline Pittoriche nei Licei Artistici di Milano, Novara e Torino.
Dal 1986 il rapporto con quella che, nel 1989, diverrà la “Franco Masoero Edizioni d’Arte”, con la personale alla Stamperia del Borgo Po. Nello stesso anno inizia la produzione calcografica a bulino.
Nel 1999 inizia la produzione a bulino di matrici xilografiche e la pubblicazione sulla rivista Smens, edita da “Nuova Xilografia”, oltreché la partecipazione alle sue iniziative editoriali.









mercoledì 8 aprile 2026

Percorso di Arte Condivisa


 Fondazione Peano ospita dal 9 al 12 aprile la mostra “Percorso di Arte Condivisa” che restituisce alla comunità i lavori realizzati dagli studenti della scuola primaria Lidia Rolfi Beccaria in collaborazione con l’artista Mauro Salvagno. La mostra, allestita all’interno della sala ipogea, propone lavori pittorici e poetici realizzati dalle dieci classi della scuola del quartiere San Paolo di Cuneo.

La mostra verrà inaugurata giovedì 9 aprile alle ore 16.30 in presenza dell’artista Mauro Salvagno e sarà aperta al pubblico fino a domenica 12 aprile con orario 16-19. Ingresso libero e gratuito.

martedì 14 ottobre 2025

13^ Edizione di CuneoVualà

IL TACCUINO DEI BORGHI Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati

Rassegna sul carnet de voyage 

in collaborazione con Il Faut Aller Voir di Clermont Ferrand e Alliance Française di Cuneo

Mostra a cura di Ivana Mulatero

18 ottobre - 16 novembre 2025
Inaugurazione Sabato 18 ottobre 2025 ore 17:00

Fondazione Peano

Sala Ipogea e Sala Soprana

c.so Francia 47 - Cuneo









[dal comunicato stampa]

Nella tredicesima edizione di CuneoVualà, organizzata dalla Fondazione Peano di Cuneo, emergono carnet de voyage mai esposti, o poco conosciuti al pubblico, di straordinari disegni realizzati sul tema Il Taccuino dei Borghi. Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati. Una esposizione di sketch, illustrazioni, pagine e tavole dedicata a tutti quei taccuini realizzati nei territori del margine, luoghi lontanissimi dagli standard estetici del turismo ma importanti per le persone che li vivono, anche se “brutti”. Un policentrismo di luoghi vissuti con alcune particolari caratteristiche: l’abbandono per spopolamento o per cause di varia natura come ad esempio i terremoti. Ci sono poi altre condizioni che rendono i luoghi del mondo preda dell’abbandono, quando smettono di essere sicuri e allora si trasformano in abitati perduti perché martoriati dai conflitti che li allontanano da qualunque rotta di conoscenza. Ma perduti lo sono anche quei paesi abitati nell’infanzia e mai più rivisti e, infine, vi possono essere molti luoghi solo immaginati e mai realmente vissuti.

La rassegna sui carnet de voyage, ideata e curata dalla storica dell’arte Ivana Mulatero, intende proporre e seguire, tra le tante traiettorie possibili, una consonanza decisiva: scrivere e disegnare un carnet dei borghi perduti risponde a un bisogno profondo, una fame di luoghi e di spazi dove sentirsi attraversati dalla scossa della fantasia. Come scrive il poeta e paesologo Franco Arminio «Noi siamo geografia, siamo terra scritta, e su questa terra passano i pensieri come passa l’ombra di una nuvola su un prato». La presenza lieve del carnettista in quei luoghi serve a mostrare il mondo e a vedere le cose in modo avventuroso perché è l’unico modo in cui amano essere viste.

I carnet esposti ripercorrono, con lo stile proprio di ogni carnettista, i tantissimi luoghi con le case ormai inutilizzate, i piccoli aggregati tra rovine e rinascite, i paesi rinsecchiti di anime per mancanza di modernità dei servizi, i borghi di montagna riabitati dalla natura e persino i villaggi nel cuore della foresta equatoriale, presto abbandonati perché nessuno vi moriva o nasceva e ciò non rientrava nel ciclo naturale della vita. Ad esempio, si ritrovano tra le pagine dei carnet i luoghi famosi di Bussana Vecchia, delle Marche dopo il terremoto, oppure i villaggi perduti del Trentino e quelli rinati della Valle D’Aosta. Vi sono poi molti borghi rurali siciliani creati tra le due guerre come Borgo Fazio, Borgo Bassi e Borgo Riena. Ancora, sul territorio italiano, i paesi fantasma della Brianza e della lunigiana. Sul versante internazionale, si trovano raffigurati i villaggi bretoni e quelli ormai scomparsi dell’area boema della Repubblica Ceca e quelli in rovina dei paesi turchi. Ci sono, inoltre, i villaggi africani del Congo, e quelli altrettanti misteriosi della Contea di San Bernardino in California.

Nella Sala Soprana della Fondazione Peano è allestita, inoltre, la mostra personale di un importante autore professionista e maestro della particolare forma d’arte del carnet de voyage con i pennini e le chine. Per questa edizione 2025, la Fondazione Peano è onorata di presentare il carnettista veneziano Barnaba Salvador dal titolo “Jet Lag”, con un inedito allestimento che metterà in relazione visiva i tanti taccuini realizzati nel continente africano con le gigantografie e le singole pagine di carnet i cui dettagli sulle persone incontrate, gli animali e le cose saranno posti a distanza molto ravvicinata per creare suggestioni e nuove meraviglie.

Veneziano di nascita e globetrotter involontario fin da bambino al seguito della famiglia, Barnaba Salvador si innamora del continente africano, con cui condivide il disordine colorato. Inizia così una lunga storia di viaggi in cui alterna il lavoro di grafico a quello di tour leader, unendo le sue due grandi passioni nei carnet de voyage. L’acquerello è la tecnica che caratterizza i suoi carnet, e il suo modo di dipingere è probabilmente influenzato dall'abitudine al plein air e allo sketch dal vero. Lavora quasi sempre su carta asciutta e con poca acqua, cercando un tratto di pennello rapido e netto. Ciò che ama è esplorare contrasti forti e giochi di luce, dove le ombre svolgono il ruolo principale. Da qualche anno, dopo aver abbandonato gli altri lavori, vive della sua arte, tenendo stage e corsi d’acquerello tra Italia e Francia e partecipando ad alcuni tra i più importanti festival internazionali di carnet de voyage e acquerello.

IL TACCUINO DEI BORGHI Perduti, abbandonati, mai abitati e immaginati Mostra collettiva con:

Osvaldo Alberti, Daniela Asinari, Nuray Aysun Dagasan, Cinzia Bascone, Elena Beatrice, Leonardo Berton, Cendrine Bonami-Redler, Marina Bozzolan, Nazarena Braidotti, Rami Calò, Dario Cornero, Adriana Costa Maravacchio, Anna Cottone, Julie Dall’Agnolo, Ivo D’Angelo, Jenny De Hooghe, Caroline Didier, Coline Eberhard, Etranoi, Maria Elena Ferrari, Chiara Fornaro, Barbara Fruci, Liuba Gabriele, Beatrice Gentile, Valérie Guitter-Orsat, Antonella Italia, Marisa Laura Levra Levron, Ester Liquori, Davide Mabellini, Margherita Malavenda, Isabella Manfrini, Angela Marinelli, Delio Meinardi, Claudio Monaco, Renzo Musso, Maria Teresa Neri, Sabina Noto, Maresa Pagura, Ester Pairona, Giuseppina Peirone, Pasqualina Poggio, Marcella Pralormo, Teresio Pirra, Alessandro Rogora, Laura Ruccolo, Angela Maria Russo, Franca Santagiuliana, Laura Saturnino, Saverio Scarpino, Renata Seccatore, Alessandra Sensi, Diego Scursatone, Maria Francesca Starrabba, Walter Tesio, Cristina Trinchero, Luciana Vannulli, Virginie Verlynde, Alfonso Zerega.

Sui “carnet leporelli” prodotti dalla Fondazione Peano, le realizzazioni originali degli studenti del Primo Liceo Artistico di Torino (docenti: Paola Albertino, Serena Colucci, Piera Fratini, Federico Nota, Assunta Pellegrino, Giuseppe Stassi, Antonio Zaccone) e del Liceo Artistico “Buniva” di Pinerolo (docenti: Monica Bruera, Luisa Collica, Giovanni Galuppi, Daniela Leotta, Laura Lussiana, Ester Pairona e Diego Scursatone)

Partecipazione straordinaria di Stefano Faravelli

Il programma della rassegna 13° Edizione di CuneoVualà 2025 è così scandito:


Mostra collettiva IL TACCUINO DEI BORGHI | 18 ottobre/16 novembre 2025


Mostra personale di Barnaba Salvador. Jet Lag. In viaggio con i disegni di Barnaba Salvador | 18 ottobre/16 novembre 2025


CINQUE entusiasmanti workshop gratuiti organizzati dalla Fondazione Peano per andare incontro alla 13° edizione della rassegna sui carnet de voyage, sono in programma nel mese di ottobre 2025. Rappresentano occasioni d’incontro formativo, di confronto e di condivisione della pratica dello “schecciare in gruppo” guidato da autorevoli maestri della speciale forma d’arte, che permette di approfondire il tema lanciato per la tredicesima edizione di CuneoVualà, rinverdendo una consueta pratica del carnet live. Una sezione espositiva, inserita nella Sala Ipogea, documenta gli esiti dei workshop.


Workshop di Walter Tesio, “Dal carnettista all’urban sketcher. Il disegno en plein air per racccontare il giardino botanico della Fondazione Peano.” Fondazione Peano | 11 ottobre 2025


Workshop di Barnaba Salvador, “A spasso con il carnet alla Fiera del Marrone di Cuneo” | 18 ottobre 2025


Workshop di Laura Ruccolo, “Dalla natura all’architettura”. Fondazione Peano | 23 ottobre 2025


Workshop di Valérie Guitter-Orsat, “La mia tecnica dall’A alla Z!”. Fondazione Peano | 27 ottobre 2025


Workshop di Cendrine Bonami-Redler, “Giochiamo con le facce”. Fondazione Peano | 30 ottobre 2025


La rassegna CuneoVualà presenta ad ogni edizione il frutto di una partnership tra la Fondazione Peano con l’Associazione Il Faut Aller Voir ideatrice del “Rendez-vous du carnet de voyage” di Clermont Ferrand, l’appuntamento internazionale più prestigioso per tutti coloro che gravitano intorno al linguaggio espressivo dei carnet, con tre eventi importanti. Il primo è il workshop della paesaggista francese poliglotta e carnettista viaggiatrice residente a Monaco, Laura Ruccolo, “Dalla natura all’architettura”, che si terrà giovedì 23 ottobre 2025 e il secondo atelier della urban sketcher francese Valérie Guitter-Orsat il lunedì 27 ottobre 2025 negli spazi della Fondazione Peano di Cuneo, con traduzione simultanea di Marilena Blua di Alliance Francaise di Cuneo e, inoltre, la selezione di un autore di origine italiana e partecipante a CuneoVualà, che sarà invitato ad esporre alla manifestazione de “Il Rendez-Vous du Carnet de Voyage” che si terrà a Clermont Ferrand nel novembre 2025.

Grazie al sostegno della Fondazione CRC, della Regione Piemonte e del Comune di Cuneo.

Si ringrazia il Circolo degli Artisti di Torino.

La rassegna CuneoVualà rimarrà aperta fino a domenica 16 novembre 2025 con il seguente orario:

da giovedì a domenica ore 15.30-18.30. Ingresso gratuito.

Per info: Fondazione Peano Corso Francia, 47 – Cuneo Tel. 349.7528085

segreteria@fondazionepeano.it | www.fondazionepeano.it | F Fondazione Peano Cuneo










martedì 17 giugno 2025

Elena Monaco : Radicamento

dal tronco della famiglia Vacchetti 

opere di Emilio, Filippo, Sandro e Marco Vacchetti 

a cura di Ivana Mulatero 

21 giugno - 20 luglio 2025
inaugurazione sabato 21 giugno ore 17.30
dal giovedì alla domenica ore 15,30-18,30 ingresso libero e gratuito

Fondazione Peano

corso Francia 47 - Cuneo  








[dal comunicato stampa]

Fondazione Peano è lieta di annunciare l'inaugurazione, sabato 21 giugno alle ore 17.30, della mostra RADICAMENTO che vede, nella sala ipogea una personale di Elena Monaco e, in quella apogea, una collettiva degli artisti Filippo, Emilio, Sandro e Marco Vacchetti rispettivamente nonno (Filippo), prozii (Sandro ed Emilio) e cugino (Marco) della stessa Monaco. L'Arch. Ezio Ingaramo, Vicepresidente della Fondazione Peano, spiega: «erano alcuni anni che progettavamo una personale di Elena Monaco di cui conoscevamo le opere di grande qualità e bellezza, composizioni create con un’abilità straordinaria e una paziente cura del dettaglio. Oggi finalmente è arrivato il momento dell’esposizione delle sue opere più recenti, realizzate in prospettiva della mostra stessa, quasi tutte con la tecnica preferita della grafite su cartoncino o carta e alcune in acrilico». 

La curatrice della mostra, Ivana Mulatero, nel testo critico di apertura catalogo spiega che «nel mondo creativo di Elena Monaco si trovano elementi sorprendenti che vale la pena riportare in luce. Innanzitutto la sua genealogia creativa presenta alcuni dati intriganti: la figura del nonno Filippo Vacchetti, un abile pittore della Torino inizio secolo che formò con i fratelli Sandro ed Emilio un trio artistico, quasi una factory in senso attuale, ognuno dei quali ha lasciato prove indiscutibili del suo talento. Sandro ideatore delle ceramiche modellate e dipinte della Lenci, Emilio con le pitture di fiori e Filippo, la cui arte si caratterizza per una tenuità e schiettezza di visione applicata al paesaggio e in special modo alle nature morte, compongono il background familiare, e in senso reale e metaforico rappresentano il tronco su cui si radica il dna creativo di Elena Monaco e di suo cugino Marco Vacchetti». 

La personale di Elena Monaco allestita nella sala ipogea e dedicata alle opere più recenti «corpi e radici» è rappresentazione della ricerca artistica di Elena Monaco «rivolta da molti anni a una riconsiderazione della procedura, tecnica e mentale, del disegnare» e che si manifesta in chi osserva come «un'offerta smodata di segni, micro solcature di grafite deposte con pazienza certosina sulla carezzevole superficie di un foglio, a volte intinto nel caffè». Radici, tronchi e particolari anatomici che emergono sulla carta come veri e propri corpi plasmati dalla grafite. Nella sala apogea, opere scelte degli artisti Filippo, Emilio, Sandro e Marco Vacchetti, permettono di ripercorrere il viaggio a ritroso nelle radici di Elena Monaco che nata a Carrù, paese dei suoi avi e non poteva che avere un destino tracciato con matite e pennelli. La mostra, ad ingresso libero e gratuito, sarà visitabile fino al 20 luglio dal giovedì alla domenica ore 15,30-18,30. Possibilità di apertura su appuntamento per gruppi.




















mercoledì 4 giugno 2025

Scoprimento di una nuova "Scultura da Vivere" al quartiere Donatello di Cuneo




[dal comunicato stampa]

Sabato 7 giugno alle ore 17.30 presso l’area verde della Casa del Quartiere Donatello verrà inaugurata una nuova Scultura da Vivere.

Si tratta di “Donna e Terra” di Alisia Atturio, studentessa dell' Accademia di Belle Arti di Catania, che - seguita dal prof. Riccardo Cristina - ha vinto nel 2023 la 27° edizione del Concorso Scultura da Vivere di Fondazione Peano.

Il tema per la ventisettesima edizione del concorso “LA TERRA – madre della biodiversità e del paesaggio” prendeva l'avvio dal trentennale della nascita della Fondazione per volontà di Roberto Peano che ha posto la sua sede su una parte dei terreni della famiglia, dove il padre Giuseppe aveva svolto l’attività di vivaista, attività della quale è stata conservata memoria nel giardino museale della Fondazione in cui numerose opere artistiche dialogano con oltre 65 specie botaniche classificate. Proprio per ricordare questo legame della Fondazione con l’arte e con la terra, e della terra con la biodiversità, si era pensato di riproporre per il Concorso Scultura il tema che era già stato del concorso del 2000 “La Terra” in una chiave rinnovata e attuale, intendendo la terra come generatrice del mondo vegetale e della sua biodiversità.
La commissione, allora composta da Cristina Clerico, Assessora alla Cultura del Comune di Cuneo; Ivana Mulatero, Curatrice del Museo Civico Luigi Mallé di Dronero; Cristina Saimandi, docente di discipline plastiche del Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo; Manuela Vico, Direttrice Alliance Française di Cuneo ed Ezio Ingaramo, Vicepresidente della Fondazione Peano avevano premiato il bozzetto della studentessa dell'Accademia di Catania in quanto rappresenta in maniera sinteticamente eloquente il legame esistente tra due entità intese nei valori di assoluto – la Donna e la Terra – entrambe madri supreme della rinascita. La giuria aveva apprezzato il nucleo germinativo dì idee da cui si è sviluppata la proposta, con l’interessante bozzetto grafico nel quale si coglie nella sua pienezza il senso dell’opera. Si tratta di un corpo femminile inarcato verso il cielo le cui estremità sono unite da un fascio di corde che, fuoriuscite dalla terra, si raggruppano al centro e attraversano il ventre, sul quale è posata una sfera irregolare avvolta e trattenuta dai molti “cordoni ombelicali”. La composizione, da un primigenio impeto maggiormente didascalico, è stata in seguito depurata e semplificata attraverso una sintesi degli elementi coinvolti, al fine di offrire un maggiore risalto al solo corpo modellato come un arco/ponte che unisce nella essenzialità formale le due entità. L’accento al simbolismo della figura scolpita nel marmo e nella pietra bianca è dato, inoltre, dall’essere collocata direttamente a terra, in modo che il binomio dell’opera – Donna e Terra – possa agire nella sua completezza semantica e formale.

L’opera, realizzata dalla ditta Fratelli Cinquini di Viareggio, ha una struttura interna in ferro e poliestere sagomato, rivestito di fibra coassiale con rifiniture e rivestimento in resina acrilica addensata con polvere di marmo.



lunedì 12 maggio 2025

Ornella Rovera - Nature Primordiali in simbiosi con l'essere

a cura di Enrico Perotto

17 maggio - 15 giugno 2025
inaugurazione sabato 17 maggio ore 17.30
dal giovedì alla domenica ore 15,30-18,30
ingresso libero e gratuito

Fondazione Peano

corso Francia,  47 - Cuneo





[dal comunicato stampa]

Fondazione Peano è lieta di annunciare l'inaugurazione, sabato 17 maggio alle ore 17,30, della la nuova mostra della stagione espositiva 2025. Si tratta di “NATURE PRIMORDIALI in simbiosi con l'essere”, una personale di Ornella Rovera, - artista torinese che si caratterizza per una ricerca basata sulla contaninazione di linguaggi, in primis quello scultoreo e quello fotografico – a cura di Enrico Perotto. 

«Materie e immagini fotografiche associate tra loro come elementi portatori di energia vitale, presenza di elementi oggettuali considerati come metafore delle ere primordiali della Terra e come simbologie del corpo femminile e della sua condizione esistenziale: queste sono le principali linee guida del lavoro artistico di Ornella Rovera, in cui si riscontrano una tendenza concettuale alla contaminazione di più linguaggi espressivi e una personale volontà di sondare le potenzialità comunicative degli elementi fisici utilizzati, attraverso l’ideazione di suggestioni ottiche e segniche, oltre che di metafore visive e costruzioni di forme tridimensionali elementari, che nel loro insieme evocano immaginari intrecci tra vita umana e vita della natura, considerata attraverso i suoi elementi costitutivi: terra - acqua - fuoco - aria. Rovera svolge una vera e propria ricerca sulla memoria di un tempo passato impressa nella materia e nel corpo vivo di ciascuno di noi, permettendo all’osservatore delle sue opere di percepire il lato spirituale del nostro essere e di intuire i luoghi possibili dell’incontro con le nostre origini primigenie». Dal testo di critico di Enrico Perotto 

Ornella Rovera, scultrice e fotografa, è docente presso l’Accademia Albertina di Torino. Il dialogo fra i diversi linguaggi artistici, in particolare tra la fotografia e la scultura e la sperimentazione dei materiali come strumenti evocativi, sono fra gli aspetti che caratterizzano la sua ricerca. L’autrice, nelle sue opere, indaga dal punto di vista poetico ed emozionale la struttura nelle sue varie declinazioni. Si lascia ispirare da immagini fotografiche che lei stessa scatta e il cui potere evocativo è fonte di stimolo per l’inizio di ogni suo lavoro. La mostra, ad ingresso libero e gratuito, sarà visitabile fino al 15 giugno dal giovedì alla domenica ore 15,30- 18,30 o su appuntamento per scolaresche e gruppi.