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mercoledì 6 settembre 2023

Ugo Giletta : Una mostra a "Il Fondaco"

a cura di Silvana Peira

16 settembre - 15 ottobre 2023

Il Fondaco

via Cuneo 18 - Bra (Cuneo)

Orari: Giovedì, Venerdì, Sabato: h. 16:00 /19.00

Su appuntamento gli altri giorni: +39 339 7889565


 [dal comunicato stampa]

A Bra in contemporanea all’evento di Cheese, Il Fondaco presenta la personale di Ugo Giletta, artista poliedrico che spazia dalla realizzazione di video d’arte, alle installazioni, dalle piccole sculture in cera, ai suoi straordinari volti, principali protagonisti della sua arte figurativa e poetica. In mostra sono esposti una quarantina di ritratti che non raffigurano nessuno, ma  rivelano una espressione profonda, silenziosa, in cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso, sia nelle tele, sia in quelle luminose 7 sculture in cera, ricche di atmosfera.  La sua pittura è realizzata ad acquerello su carta e su tela dalle grandi e medie dimensioni, mentre la raffinatezza dei disegni sono realizzati a pastello. Ugo Giletta è nato nel 1957 a San Firmino di Revello e lavora tra Manta e il suo paese natale. Ha cominciato a esporre fin dal 1992 al Crawford Museum di Kork, in Irlanda. Ha partecipato a numerose mostre in Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Austria, Corea del Sud, Cina e Singapore. Attualmente fa parte, come artista invitato, di un ampio, progetto espositivo europeo itinerante con lo storico e critico d’arte Lóránd Hegyi.  Ha esposto alla 54ª Biennale di Venezia Padiglione Regionale Italia (Museo delle scienze) a Torino e sempre nel 2011 ha realizzato una toccante e suggestiva personale nel complessa dell’Ex Ospedale Neuropsichiatrico di Racconigi dal titolo “Immagini dell’abbandono”. L’attività espositiva di Ugo Giletta è presente in tante collezioni permanenti, molte delle quali all’estero: Parkview Green Museum, Beijin (Cina) - Parkview Museum,Singapore - GAM,Videoteca,Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - Fondazione VAF. Francoforte sul Meno - Collezione La Gaia Busca (Cuneo) -Civica Galleria d'arte contemporanea "Filippo Scroppo" di Torre Pellice - Le Musée de la Corse, Corte (Francia).
Il ricco e prezioso catalogo edito da Nino Aragno Editore è un vero contenitore  di informazioni non solo sulla esposizione, ma anche sull’operato dell’artista in quanto si trovano molti testi dei critici che hanno indagato il lavoro creativo di Giletta, e una ampia intervista-dialogo su cosa accade intorno al suo lavoro.

La mostra si inaugura Sabato 16 settembre alle ore 18.00, in una giornata ricca di eventi in città: molto pubblico per Cheese.  Cambia la viabilità di Bra, con chiusura totale del traffico nella parte di città compresa tra la circonvallazione interna e l’area collinare. Tutti gli eventi, compresa “Una Mostra a Il Fondaco” di Ugo Giletta saranno serviti da bus navette che collegano il centro della città con le principali aree di parcheggio. Una doppia occasione per immergersi in Culture diverse sia per il corpo che per lo spirito !!




 

mercoledì 21 luglio 2021

Ugo Giletta “Approcci al concreto”



Questo interessante progetto prende avvio il 23 luglio alle ore 18, a villa Belvedere già Radicati, a Saluzzo. La mostra di Ugo Giletta Approcci al concreto” è curata dal critico e storico d’arte Lorand Hegyi. 


Il percorso della mostra si sviluppa all’interno dell’intera struttura della Villa trecentesca, a partire dalle sale del piano terreno per salire al primo e secondo piano fino alla loggetta dove è possibile inquadrare il panorama offerto dalla Villa tutt’attorno, in una veduta aperta. 

Ugo Giletta, in questo contesto, ha creato un percorso molto sensibile, attento e poco invasivo negli spazzi che ospitano le sue opere esposte. L’originalità del luogo - che trattiene ancora il sapore veramente antico – ha portato l’artista a presentare una sessantina di opere realizzate in un arco di tempo che va dal 1998 fino ad oggi senza l’intenzione di un aspetto retrospettivo. Nonostante l’intento sia quello di far dialogare i lavori esposti con l’arredo esistente, la tematica del lavoro di Ugo Giletta mantiene fortemente l’originalità della sua ricerca artistica. 

L’insieme dei lavori suggerisce, come dalle parole di Lorand Hegyi che ha scritto il testo nel catalogo, “Una enigmaticità misteriosa ed angosciante, interrogativa e destabilizzante si manifesta nell‘opera artistica di Ugo Giletta, che lavora coerentemente e quasi esclusivamente con il volto umano, con un archetipo sensuale, arcaico, atemporale e sovversivo, dell’Uomo. Le sue figure non sono ritratti, non sono raffigurazioni di persone identificabili, non sono la «proprietà» esclusiva di un individuo concreto. La concretezza sensuale e suggestiva di questi volti enigmatici e disturbanti non è derivata da una autonoma personalità particolare, ma aspira a una identità transpersonale, a una potenzialità dell’identità. [...] Come in un eterno stato di attesa esse stanno in un non-luogo, in un vuoto indefinito, dove però in ogni attimo può verificarsi una meta- morfosi, un mutamento di stato fondamentale, drammatico, una rivalutazione radicale della loro essenza e storia.” 

A proposito dell’entità del “concreto”, che appare anche nel titolo della mostra “Approc- ci al concreto”, Lorand Hegyi scrive nel suo saggio: “Ciò che resta è il silenzio, il desiderio, l’inestinto della sostanzialità. Le teste di Ugo Giletta arrivano dal niente, esistano nel niente, partano dal niente, senza spiegazione e certificazione della loro presenza. Sono qui, con noi, come qualcuno non invitato, non conosciuto, ma evidentemente autentico. Il loro silenzio può essere angosciante ed irritante, ma irradia una oggettività indiscutibile, un testimone di un’esistenza tangibile, ma enigmatica e fuori dal tempo reale. Loro creano un istante singolare, concreto, determinante, ma non integrabile nel nostro tempo storico. Il loro vero tempo è la durevolezza della ricerca di una possibile concretizzazione, di una incarnazione, di una materializzazione della possibilità della coerenza sostanziale in un’epoca senza evidenze, senza certezze. La possibilità del con- creto resta il grande mistero”. 


Il complesso della Villa Belvedere, conosciuto anche come Villa Radicati o Villa dell’Eco, è immerso nel paesaggio collinare non distante dal centro storico di Saluzzo, sulla strada che collega il Castello Marchionale e il Castello della Manta, ed è così denominato per il panorama che si può ammirare dalla terrazza rivolta a sud-est.  La Villa nacque intorno al 1300 come avamposto di controllo. All’inizio del Quattrocento venne utilizzata dai Marchesi di Saluzzo come casina di caccia, successivamente trasformata dal marchese Ludovico II in dimora per la giovane sposa Margherita di Foix, che non riusciva ad ambientarsi nell’austera Castiglia. Verso la metà del Cinquecento divenne proprietà di Ludovico Birago, governatore di Saluzzo per la Francia, grazie al quale assunse l’aspetto attuale. All’inizio del Settecento venne acquistata dalla famiglia dei conti Radicati di Passerano e Marmorito e posseduta fino al 1977, anno in cui divenne proprietà del Comune di Saluzzo per volontà testamentaria della Contessa Anna Maria Radicati Gallotti, ultima discendente della casata.


Orario di apertura Sabato dalle15,30 alle 18,30 e la Domenica dalle 10,30 alle 18,30, gli altri giorni su appuntamento, la visita alla mostra è consentita gratuitamente col biglietto per l'accesso allo storico edificio.

sabato 1 settembre 2018

Ugo Giletta tra i partecipanti alla mostra collettiva "Intriguing Uncertainties"



Intriguing Uncertainties 
A cura di Lóránd Hegyi

Ruth  Barabash,  Radu  Belcin,  Anya  Belyat-Giunta,  Günter  Brus,  Davide  Cantoni, 
Guglielmo Castelli, Tony Cragg, Gianni Dessi, Nicolas Dieterlé, Per Dybvig, Barbara 
Eichhorn,  László  Fehér,  Andrea  Fogli,  Ugo  Giletta,  Kerstin  Grimm,  Erich  Gruber, 
Allison Hawkins, Veronika Holcová, Marine Joatton, Tibor iski Kocsis, Nina Kovacheva, 
Juul  Kraijer,  Dirk  Lange,  Denisa  Lehocká,  Iris  Levasseur,  Felice  Levini,  Christian 
Lhopital, Peter Martensen, Andrei Molodkin, Alois Mosbacher, Muntean/Rosenblum, 
Hermann Nitsch, Dennis Oppenheim, Piero Pizzi Cannella, Qiu Zhijie, László László 
Révész, Bernardí Roig, Serse, Barthélémy Toguo, Sandra Vásquez de la Horra, Tinus 
Vermeersch, Zeng Fanzhi 

1 settembre 2018 - 5 gennaio 2019

The Parkview Museum - Singapore 
Parkview Square 600 North Bridge Road Level 3 
Singapore 188778 








lunedì 4 giugno 2018

Ugo Giletta


VOLTO

Radu Belcin / Anya Belyat-Giunta / Aron Gàbor /
Ugo Giletta / Eric Gruber / Marine Joatton

A cura di Lorand Hegyi 


9 giugno - 19 luglio 2018
inaugurazione sabato 09.06.2018 ore 18:00 - 21:00
Apertura: 09.06.2018, 18:00 - 21:00
Esposizione: dal 09.06.2018 al 19.07.2018


Galerie Martin Mertens 

Linienstraße 148 - 10115  Berlin



     

Ugo Giletta - Volto, 2014




[dal comunicato stampa]

La mostra "VOLTO" presenta diverse visioni estetiche e metodi artistici all'interno del disegno contemporaneo, nel contesto dell'interrogatorio sul motivo del volto e le sue connotazioni evocative. Il disegno è diventato negli ultimi anni una disciplina molto frequentata nella prassi artistica contemporanea perché la sua natura personale, intima, sottile, fragile, così come la sua estremamente ricca atmosfera evocativa. Disegnare, come la scrittura, consente improvvisazioni spontanee, la modellazione non definitiva. l'immaginazione liberata e la fantasia radicale aprono dimensioni in diversi territori di esperienze delle realtà. Il disegno si è liberato da ogni obbligo pubblico di creare formazioni definitive, da qualsiasi richiesta istituzionale di monumentalità e solidità materiale, da qualsiasi convenzionale sistema gerarchico. Mentre plasma le figure dal nostro universo interno più intimo e nascosto, il disegno mantiene un dinamismo quasi anarchico, incontrollabile, spontaneo, un'incertezza alquanto inquietante e una magica fluidità delle immagini.

L'intimità sovversiva e un certo carattere autobiografico, anche se latente, del disegno contemporaneo consentono all'artista di rimanere nel suo studio nascosto, di essere altamente personale, segreto, privato e non istituzionale, di lavorare in prima persona, di scrivere - o disegnare - il suo "giornale intimo" senza accettare gli standard moralmente obbligatori. Consente all'artista di trovare la prima forma di un nuovo concetto personale, mai spiegato, lasciarlo entrare liberamente nello spazio incontrollato e nei sogni, seguire percorsi ossessivi di forze interiori, catturare evocazioni enigmatiche e misteriose. La freschezza innocente e provocatoria del disegno, la bellezza della sensibilità immateriale e intelligibile, il potere enigmatico della competenza empatica delle linee creano la forza suggestiva della debolezza, l'efficacia sovversiva della fragilità e dell'incertezza. Il disegno è la celebrazione della sensualità e dell'intensità evocativa nella dimensione piccola, anti-monumentale, anti-gerarchica; la rivelazione dei terreni nascosti dell'anima.

La mostra "VOLTO" è dedicata ad un soggetto vecchio, grande, al tempo stesso familiare ed enigmatico: il volto. Dato il carattere unico, significativamente personale, principalmente singolare, irripetibile, insostituibile, in-scambiabile del volto, è quasi inevitabilmente identificato con l'aspetto esteriore di una persona, con l'immagine di un individuo. L'interrogatorio del significato e del messaggio del volto come motivo centrale di ogni narrativa personale, l'interrogativo dell'enigma della parte visibile, sensuale, fisica, tangibile, vivente del corpo umano o dell'esperienza dell'invisibile. La finzione metafisica e intelligibile dell'immagine umana, come gli aspetti ossessivi, psicologici e patologici del tema dell'Altro sono temi delle opere dei sei artisti invitati di questa mostra. Tutti e sei gli artisti invitati sono consapevoli della complessità della materia, come il pesante contesto storico culturale. Allo stesso tempo, lavorano con questo motivo in un modo completamente sovrano, che apre nuovi territori alla fantasia radicale e attiva connessioni nuove, vivide e non convenzionali tra diversi campi di esperienze. Il loro lavoro è convincente a causa della suggestiva intensità poetica e della complessità intellettuale.



lunedì 4 dicembre 2017

Ugo Giletta in mostra a Singapore



THE ARTIST'S VOICE

A CONTEMPORARY ART EXHIBITION


curated by Lorand Hegyi




17 novembre 2017 - 18 marzo 2018




The Parkview Museum

Singapore








[dal comunicato stampa]

The Parkview Museum Singapore is pleased to announce the contemporary art exhibition, The Artist’s Voice, the first show in a series of thematic exhibitions presented by The Parkview Museum aimed at exploring the complexity of our historical time through the narrative language of contemporary art. The Artist’s Voice will be inaugarated on 17 November 2017 (open to the public on 18 November 2017) and will run until 18 March 2018. The Parkview Museum Singapore will be the first stop for this exhibition.

The exhibition, curated by the internationally acclaimed curator and art historian Lorand Hegyi, features 34 contemporary artists from various countries and across different generations. These works suggest a strong belief in the ethical character and powerful mission of contemporary art to convey visual metaphors about human existence, through strong expressive language which reinforces and highlights the emotional, passionate and human character of contemporary art.

This exhibition focuses on the capacity and competence of contemporary art to transfer essential messages and existential revelations about life, truth, historical visions, ethical values, anthropological constellations. In a historical period dominated by a sense of crisis, disillusionment, instability and disorientation, the artist has the power and the responsibility to send their messages about human perspectives, creating new connections between different fields and experiences and providing multiple systems of interpreting the complexity of contemporary reality.

“When Claude Levi-Strauss presented different models of different cultures, he opened up the grounds for concentrating on the concrete, human experience, and not simply on a general evolutionary ideology. That was the very important basis for the seventies and eighties. Contemporary art began in this period,” explains Hegyi, who is also the Artistic Director of The Parkview Museum. “So our exhibition is part of this process of rethinking existing narratives—and that forms the title of this exhibition, The Artist’s Voice. It is simply about what the artist says. They do not merely paint a beautiful picture or make a sculpture; they say something with that. There is a strong message, there is something personal, something very much engaged on a personal participation of the real life.”

The contemporary "speaking artist" – using the expression chosen by the great artists Gilbert & George while addressing the duty and competence of the artist – is ready to take responsibility for the very message, the simple, clear, understandable narrative, the powerful transmission of their vision, the suggestive, sensual, effective visualization of their view on recent realities, on the chance of the artist to participate in making realities more conscious, more clear, more evident.

In the process of selecting artworks in accordance with the theme and the subject matter of The Artist’s Voice, the autonomy of each work of art in relation to their use or misuse within the context of the thematic exhibition as a total work of art has been taken into account. A work of art does not serve as illustration, but rather generates meanings, creates new associations, and sensitizes our relation to the sphere of human experience it incorporates.

Hegyi adds, “As the title of Sejla Kameric’s work Basic suggests, this exhibition speaks about the very basic human experience in very different forms. While the audience may observe various styles and expressive forms throughout the exhibition, the works are all connected through this narrative the basic emotions and orientation of the life.”

The exhibition showcases artworks from internationally renowned artists including Andrei Molodkin, Anne & Patrick Poirier, Arnulf Rainer, Barthélémy Toguo, Bernardi Roig, Bill Viola, Chun Sungmyung, Davide Cantoni, Dennis Oppenheim, Gianni Dessi, Gilbert & George, Gloria Friedmann, Günter Brus, Hermann Nitsch, Jan Fabre, Jannis Kounellis, László Feher, Liu Xiaodong, Luigi Ontani, Marina Abramović, Maurizio Nannucci, Michelangelo Pistoletto, Miguel Angel Rios, Motti Mizrachi, Muntean/Rosenblum, Paolo Grassino, Qiu Anxiong, Roberto Barni, Sándor Pinczcehelyi, Sandra Vásquez de la Horra, Šejla Kamerić, Ugo Giletta, Urs Lüthi and Wang Luyan.

Some of the works showcased in the exhibition are also part of The Parkview Museum permanent collection. The collection includes works of art by artists from both Europe and Asia reflecting the fundamental concept of George Wong’s activity as collector and founder of The Parkview Museum – the belief in the emotional, imaginary, and evocative power of art, in the power of radical fantasy, which creates poetic metaphors of existence.

The Artist’s Voice offers a complex, rich, deep, suggestive and perhaps somewhat disturbing, moving vision about the basic existential questioning of human orientation, through the power of the singular, unique, imaginary worlds created by the artists of our time.