giovedì 23 luglio 2026
Berto Ravotti : La verità è nell'ombra
lunedì 13 luglio 2026
"Buscaje", una mostra di Beppe Viada
La mostra “Buscaje” si presenta al pubblico come il ventiquattresimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.
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Le opere di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) tornano a rivivere dal 12 luglio prossimo negli spazi del Coumboscuro Centre Prouvençal, a Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall'artista nel suo cammino di arte e di fede. L’esposizione, curata da Enrico Perotto, rappresenta un omaggio a una delle figure più autentiche e significative del territorio, a un "maestro del legno" capace di liberare splendidamente la materia sotto il morso dello scalpello. Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi e dolorosi della sua esistenza. Ciascuna scultura, intagliata in essenze di tiglio, ciliegio, noce o quercia spesso recuperate lungo le rive dello Stura, riflette una storia intima e collettiva. Viada misurava i blocchi di legno con gli occhi, scorgendovi all’interno la figura da realizzare, in un gioco di modellati insieme dolci e nervosi, nitidi e sognanti, capaci di fondere il rigore della tradizione alpina con un'intensa, drammatica e trasparente spiritualità protesa verso il cielo.
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Giuseppe “Beppe” Viada nasce a Cuneo nel 1925 e trascorre l'intera esistenza nella casa-laboratorio di Basse Stura. Cresciuto a contatto con il legno grazie anche alla memoria del bisnonno materno di origini francesi Giovanni Germond, si forma ai corsi serali dell’Istituto Lattes, a bottega presso l'intagliatore Bertone e alla scuola di disegno di Giovanni Lavalle, collaborando negli anni con l'amico pittore Bernard Damiano e legandosi a storici artigiani ed ebanisti cuneesi. Nel dopoguerra avvia una fiorente attività in proprio legata al mobile d'arte barocco, ma è negli anni '60 che si consolida lo storico legame con Sergio Arneodo e con il polo culturale di Coumboscuro. Qui Viada diventa colonna portante della scuola d'arte locale, salendo in valle per insegnare ai ragazzi della frazione l'antica tradizione dell'intaglio, offrendo loro un'alternativa creativa contro la piaga dello spopolamento montano.
Nel 1974, a soli 48 anni, la vita di Beppe subisce una svolta drammatica: colpito da un grave ictus, perde la sensibilità nella parte sinistra del corpo. Obbligato a lasciare la produzione di mobili, trasforma la scultura in legno in un personalissimo e terapeutico percorso di riabilitazione fisica e psicologica, supportato costantemente dall'amatissima moglie Franca. Questo evento modifica radicalmente la sua attività scultorea, avvicinando l'antico "ateo socialista" della gioventù a una profonda e cosciente dimensione di fede. È in questa seconda fase che nasce l'iconica intuizione del "verticalismo": i corpi dei suoi Crocifissi e delle sue Madonne si fanno consunti allo spasimo, smaterializzati e slanciati verso l'alto. Dalla rabbia iniziale dei primi anni della malattia scaturiscono opere di forte tensione espressiva, come i celebri Pendù (uomini moribondi appesi ad un albero), per poi approdare a una ritrovata serenità poetica negli ultimi anni della sua produzione. Schivo per natura alle esposizioni pubbliche, ma amatissimo e stimato dalla critica e dalla comunità locale – da Michele Berra a don Gian Michele Gazzola e don Innocenzo Timossi –, Viada ha lavorato nel suo laboratorio fino a due giorni prima della morte, avvenuta il 16 aprile 2005.
Di questa condivisione intima tra l'artista e la Valle Grana resta oggi una testimonianza indelebile, come la sequenza di dodici statue “Sus li pià dal Crist – Sulle orme del Cristo” custodita nella Chiesa parrocchiale di Sancto Lucìo. Come scriveva l'amico Sergio Arneodo, l’arte di Viada si muove nel "cielo limpido della 'smaterializzazione', della liberazione dal mondo. Cielo dell’ultima trasparenza, in nome del bello estetico finalmente incrociato con la vita e la fede".
L’evento fa parte della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del Sacro”,
con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione Crc
In collabroazione con Coumboscuro Centre Prouvençal e Festenal
La mostra sarà visitabile dal 12 luglio al 20 settembre 2026
Coumboscuro Centre Prouvençal - Frazione S. Lucia, Monterosso Grana (CN)
La mostra sarà visitabile la domenica dalle 15.00 alle 18.30 – in settimana su prenotazione
(0171.98707 - 328/.6039251 - 377.4184624 - info@coumboscuro.org)
lunedì 6 luglio 2026
Franco Sebastiano Alessandria : Il Tempo delle chiavi
lunedì 29 giugno 2026
Scene da un Mondo (ir)responsabile #4 per questo nostro tempo inquieto
A cura di Enrico Perotto
Palazzo Lucerna di Rorà
mercoledì 17 giugno 2026
Paolo Basso : De Coloribus
Mostra personale
Galleria Gagliardi e Domke
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Galleria Gagliardi e Domke.
“L’arte digitale sarà l’arte contemporanea,
sarà banalmente, semplicemente arte, sempre di più.
Togliamo la parola ‘digitale’ e parliamo di arte”
Maria Grazia MaBei
Il diciannovesimo appuntamento della rassegna "OMG - I confini del sacro", ci porta a Torino presso la Galleria Gagliardi e Domke, con la nuova mostra personale di Paolo Basso dal titolo "De Coloribus". Questa esposizione, rappresenta la terza tappa di una trilogia espositiva maturata nel tempo e preceduta nel 2024 dalle personali "Mitosi N. 20" e "AcronimoCromia", ponendo oggi il lavoro dell'artista al centro di una profonda riflessione sul rapporto tra esperienza espositiva e New Media Art. Se nella prima tappa Basso aveva proposto un'installazione video in loop con il brano "Roots Wide Web" di Max Casacci per l'album Earthphonia, trasformando il colore in un processo percettivo continuo, nella successiva "AcronimoCromia" il bianco e il nero si relazionavano in uno stato di tensione metafisica, proiettando l'osservatore ai confini di spazi interstellari in cui si incontrano i punti di collasso dello spazio-tempo, intesi come contatto non rappresentabile tra l'essere e il nulla. Con "De Coloribus", l'artista spazia tra scienza, arte e analisi sociale, richiamando sin dal titolo e dal logo della mostra venticinque secoli di teoria del colore, unendo in un unico insieme semiologico la concezione filosofica e percettiva di Aristotele - legata al trattato Perì chromàton - e l'ottica matematico-scientifica di Isaac Newton. Nel testo-manifesto che accompagna il volume d’artista, Basso svolge un’analisi delle valenze simboliche e fenomeniche di quattro specifici colori fondamentali (rosso, blu, verde e giallo) insieme al bianco e al nero, per poi contrapporre alla vitalità intensa e combinatoria dello spettro cromatico il mondo incolore della "videosfera". Il perno del percorso espositivo si fa così lucida critica sociale attraverso un'installazione immersiva che dà spazio alla furia incontrollabile e disordinata dei flussi informativi quotidiani, restituendoli rigorosamente in bianco e nero come un insieme assiepato di scarti del visivo di cui tutti facciamo parte. Come evidenzia Enrico Perotto nel suo testo critico, tali "bombe digitali" finiscono per anestetizzare le nostre capacità reattive, rendendoci sempre più dipendenti dalla "videocrazia" che ci circonda e in cui siamo intrappolati come bulimici consumatori di immagini, intenti a scrollare instancabilmente miriadi di scatti sugli schermi dei nostri smartphone. Il lavoro digitale di Paolo Basso istituisce così uno stretto dialogo tra mondo reale e virtuale, dando origine a un'idea personale di medium come luogo di accadimento di relazioni e di scambio di pensieri, capace di potenziare le proprietà dei dati digitali che l'artista definisce "staminali virtuali": una fisiologia omologa a quella biologica ma autonoma, ubiquitaria e del tutto slegata dalle dimensioni tradizionali. In questo scenario in cui la parola "digitale" tende felicemente a scomparire per farsi banalmente e semplicemente arte, secondo la felice intuizione di Maria Grazia Mattei, risuona anche la dimensione poetica di Vito M. Bonito, per cui "bianco è / il dolore / l’istante", mentre l'opera stessa si apre all'estetica della formatività di Luigi Pareyson, dove schermi e flussi digitali si manifestano come cronocromie e metafore del ciclo della vita, capaci di generare campi di stimoli in un'indissolubile armonia.
giovedì 28 maggio 2026
La verità è nell’ombra : Omaggio a Berto Ravotti 1924-2014
a cura di
Enrico Perotto e Silvio Rosso
Palazzo Samone
via Amedeo Rossi 4 - Cuneo
L'evento fa parte della rassegna "grandArte 2025-2026 | I confini del Sacro"
La mostra “La verità è nell’ombra – Omaggio a Berto Ravotti 1924-2014” si presenta al pubblico come il diciottesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”. L’inaugurazione avrà luogo sabato 6 giugno 2026 alle 17,30. Ingresso libero.
L’esposizione rappresenta il diciottesimo appuntamento della rassegna “OMG – grandArte 2025–2026 | I confini del Sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC.
Attraverso una selezione di circa sessanta opere provenienti da collezioni private cuneesi, la mostra offre un percorso ordinato cronologicamente che documenta la sua originale creatività artistica tra gli anni Sessanta e Settanta: dalle prime esperienze legate a un modo brutale di plasmare il colore in senso materico, fino alle celebri raffigurazioni di interni e muri urbani su cui si profilano ombre anonime. La ricerca di Ravotti si distingue proprio per queste "proiezioni umbratili", capaci di farlo riconoscere dalla critica nazionale e internazionale, a cui sono seguite le successive evoluzioni geometriche e optical incentrate sulla serialità e la dissolvenza di silhouette femminili. Il percorso espositivo invita lo spettatore a un itinerario che unisce la forte dedizione alla ricerca tecnica a un profondo ricordo della sua figura, da sempre attenta ai valori umani di libertà, giustizia e rispetto per l’ambiente.
La mostra sarà visitabile dal 6 giugno al 19 luglio 2026, il sabato e la domenica dalle ore 15:00 alle 18:00 e su appuntamento. L’iniziativa è curata da Enrico Perotto e Silvio Rosso, con il patrocinio del Comune di Cuneo.
sabato 22 novembre 2025
Incontro tra arte, storia e cultura al Museo Mallé di Dronero
Incontro con Enrico Perotto
sul tema
"Gli ex voto in valle Maira"
Simone Demaria
che presenta
"Cozie. Rivista di storia e cultura in valle Maira"
Museo Mallé
domenica 2 novembre 2025
Luoghi dismessi
Mostra personale di Gianni Martia Tessari
Centro Civico e Culturale
sabato 7 settembre 2024
Parergon
Presso la Fondazione Peano di Cuneo, c.so Francia 47, Venerdì 13 Settembre, alle ore 18 inaugura, PARERGON mostra antologica di Mario Mondino a cura di Enrico Perotto. L'evento inaugurale sarà accompagnato dal dj set di JUDICI che omaggerà alcune delle opere esposte in una playlist dedicata.
La mostra, come sempre ad ingresso libero e gratuito, è visitabile dal giovedì alla domenica ore 16-19 fino al 13 ottobre 2024.
La mostra, come sempre ad ingresso libero e gratuito, è visitabile dal giovedì alla domenica ore 16-19 fino al 13 ottobre 2024.
giovedì 6 giugno 2024
Lezione del prof. Enrico Perotto all'Unitre di Cuneo
Oltre l’impressionismo. I quattro padri del ‘900: Seurat, Gauguin, Van Gogh, Cézanne
venerdì 15 dicembre 2023
Prossimi appuntamenti nell'ambito della mostra su Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi
I venerdì del Rinascimento
Cinque incontri in mostra per approfondire le tante sfaccettature del Rinascimento
ingresso gratuito - per prenotazioni: eventbrite.it
lunedì 12 giugno 2023
Montagne sacre
Illustrazioni di Marianna Bruno
a cura di Enrico Perotto
24-25 giugno - 1-2 luglio 202315:30-18:30
Sala Olivetti
via Gauberti 17 - Beinette (Cuneo)L’esposizione, curata di Enrico Perotto, è incentrata sulle tavole e i disegni realizzati da Marianna Bruno per la stampa in preparazione presso Ideestortepaper del suo libro illustrato intitolato Recherche. Storie di montagne sacre. Si tratta di un libro, come ha scritto l’autrice nell’introduzione, che “parla di montagna, o forse non ne parla affatto. Parla soprattutto delle cose che amo esplorare. I miti, le religioni, il folklore, le tradizioni, la spiritualità. Sono sempre stata convinta che sulle montagne qualcosa sia rimasto immutato, così come doveva essere quando tutto è cominciato. Questo qualcosa, magico e indefinito, ci mette in contatto con l’Altro, la dimensione dell’inconoscibile, della spiritualità più profonda e del mistero divino.
Delle cose sacre si dice che non si possano descrivere, ma soltanto suggerire. Ecco perché questo libro non ha mai voluto essere un punto d’arrivo. È un inizio, per me così come lo sarà per il lettore, un invito a cercare nelle suggestioni la spinta a indagare l’Altro, cosa significa per ognuno di noi, quale spazio può trovare nelle vite”.
La sua tecnica figurativa introduce il lettore in un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, in cui si
incontrano testimonianze di civiltà e di fede millenaria al confine tra oriente e occidente, tra nord e sud del nostro pianeta, immergendoci in rivisitazioni suggestive dei culti e dei misteri che la sapienza antica ha espresso in relazione ai diversi significati metaforici che circondano la montagna come luogo fantastico, quello stesso che per Dino Buzzati, riferendosi alle sue Dolomiti bellunesi, diventa “remoto e arcano”, dove tutto è silenzio e dove è possibile percepire “il senso della vita che passa, che è passata per sempre”.
Biografia
Marianna Bruno è nata a Cuneo nel 1999 e risiede a Beinette (Cn). Ha studiato pittura e illustrazione alla Libera Accademia d’Arte Novalia di Alba (Cn), dove si è laureata nel 2021. Successivamente, ha frequentato il Corso Avanzato in tecniche di incisione e stampa d’arte alla Fondazione Il Bisonte di Firenze. È stata selezionata per diversi premi legati all’illustrazione (tra cui Inchiostro Festival, Premio Nuvolosa, Ludicomix e Notte di Fiaba), progetti legati alle arti visive (BeicaBen) e residenze d’artista (Casa Walser). È illustratrice e autrice di libri illustrati e collabora con il Museo Civico della Stampa di Mondovì. Ha pubblicato in Italia con Ideestorte Paper (Palermo) e in Francia con Éditions Grandir (Nîmes). Le sue illustrazioni si ispirano soprattutto al folklore, alle tradizioni popolari e a tutto ciò che è arcaico e primitivo, oltre che all’elemento naturale e alle relazioni tra uomo, natura e cultura.
giovedì 8 settembre 2022
Livio Politano
Figure / Paesaggi
Castelli / Cittadelle
...sognando un posto sicuro tra le nuvole
a cura di Enrico Perotto
16 settembre - 16 ottobre 2022
inaugurazione 16 settembre - ore 17
orario di visita: sabato e domenica 15.00 - 19.00
l’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto Parco €2, nel rispetto della normativa anticovid.
Castello di Racconigi
via Francesco Morosini, 3 - Racconigi (Cuneo)
[dal comunicato stampa]
Finalità del progetto espositivo:
Dopo le ultime due mostre personali di Livio Politano, ospitate dapprima presso la Sala Comunale Olivetti del Comune di Beinette e quindi nell’ex chiesa di San Giovanni Battista in Borgo Vecchio a Fossano, ecco tornare all’attenzione del pubblico la figura di Livio Politano (Beinette/Cn, 1937), con una mostra antologica allestita nelle sale espositive del Castello di Racconigi, grazie alla cortese disponibilità della direttrice della residenza dottoressa Alessandra Giovannini Luca e che presenta ai suoi estimatori e non solo una significativa rappresentanza del suo percorso artistico, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso fino agli anni più recenti. L’esposizione antologica di circa sessanta opere ripercorre l’attività complessiva di oltre sessant’anni di vita artistica di Politano, che si è articolata nel tempo tra importanti frequentazioni intellettuali, intrattenute a Torino, Roma, Firenze, Vicenza e altre località nazionali e internazionali, in costante impegno creativo, e che è legata in particolare alle tecniche del disegno a pastello e alla pittura a olio e ad acrilico, con basi preparate a strati di calce del Brenta, oltre che alla scultura in legno dipinto. Il visitatore, quindi, potrà riflettere su alcuni dei temi iconografici che più sono stati al centro della ricerca espressiva dell’artista beinettese, dalla raffigurazione della figura umana e della natura morta in chiave di scomposizione neocubista, secondo gli stilemi assimilati alla scuola torinese di Filippo Scroppo, al paesaggio neoespressionista rivisitato in forma di pagine rivoltate o stracciate come di un diario intimo della realtà, dalle figurazioni simboliche delle mani rosse a quelle in aspetto nastriforme d’impronta neobarocca dall’invenzione caratteristica delle cittadelle, segmentate e turrite rappresentazioni metafisiche di un mondo urbano rispettoso dell’ambiente naturale, alle successive oniriche proiezioni spaziali, dove lo sguardo si perde tra le nuvole, rapito da un sogno di unione armonica tra uomo, città e natura, oggi più che mai da considerare come un’urgenza decisiva per la difesa della nostra fragile esistenza umana.
ASSOCIAZIONE CULTURALE ANTIBO TERRE DEI BAGIENNI ODV
Via Angela Maria Cordero di Montezemolo, 10 - 12040 Morozzo (Cn)
tel. 389 2662093 • info@antiboterredeibagienni.it • www.antiboterredeibagienni.it
Catalogo in mostra, a cura di Enrico Perotto e Livio Politano, con testimonianze di Giorgetto Giugiaro e Angelo Mistrangelo.
sabato 6 agosto 2022
Matteo Olivero, il pittore della Valle Maira
Inaugurazione venerdì 12 agosto ore 16
Parrocchiale di Prazzo Inferiore (Cuneo)
sabato 30 luglio 2022
The Bounty KillArt
Come una scimmia in un bosco
a cura di Enrico Perotto
5 agosto - 25 settembre 2022*
inaugurazione venerdì 5 agosto 2022 alle ore 17.30
Camere da sparo del Forte Albertino
piazza Vittorio Veneto, 8 - Vinadio (Cuneo)
*La mostra allestita nelle Camere da sparo del Forte Albertino di Vinadio sarà visitabile dal 5 agosto al 25 settembre 2022, il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 15,30 alle 18, con ingresso libero, nel rispetto della normativa anti Covid.
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Si tratta della ventunesima mostra della rassegna provinciale
grandArte 2022 – HELP - humanity, ecology, liberty, politics
organizzata in collaborazione con Casa Francotto del Comune di Busca, che si avvale di patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e della Città di Cuneo; contributo di Comune di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT; e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, ATL del Cuneese, La Guida, Lannutti logistica e trasporti, ACDA, Armando Group, Wedge Power, Confartigianato Cuneo, Generali assicurazioni Cuneo, Limone Riserva Bianca, Marcopolo, Paneco Ambiente
venerdì 10 giugno 2022
Nicola Di Girolamo
Let's find some beautiful place to get lost
Centro visita del Parco a Terme di Valdieri
martedì 24 maggio 2022
Cesare Botto alla Fondazione Peano
CESARE BOTTO
Macchine del tempo
opere anni '80
Fondazione Peano
martedì 3 maggio 2022
Mostra di Roberto De Siena al Collegio dei geometri di Cuneo
6 - 29 maggio 2022
inaugurazione venerdì 6 maggio 2022 dalle ore 18 alle 20
Orari di visita: il venerdì e il sabato dalle 16 alle 19
La domenica 10/12,30 – 15,30/19,30
Sala mostre del Collegio dei Geometri
via San Giovanni Bosco 7h a Cuneo
TRASMIGRAZIONI
una nuova vita… una nuova bellezza
Roberto De Siena è un fabbro alchimista dei bagliori metallici, un artista in possesso dell’idea platonica della metallosità. Se, come scrive il filosofo Emanuele Coccia, noi siamo rocce animate in continua metamorfosi, nei disegni a carboncino e nei dipinti a olio di De Siena, elaborati con dovuta lentezza e sapientemente rifiniti a sprazzi di vernice lucida, l’osservatore è proiettato in abissi silenziosi ripieni di vegetali ferrosi, animali transgenici, bulbi ruotanti, sospesi o in movimento nello spazio, portatori nel loro nucleo di nuove sorgenti di energia dinamica, o si ritrova immerso in atmosfere cangianti e numinose. Le tenebre notturne sono attraversate da labirinti di strutture materiali luminescenti, dall’aspetto di quintessenze della civiltà delle macchine, trasformatesi in memoria di meccanismi in disuso, che ritrovano però nuova vita, trasmigrando in apparenze di morfismi meccanici translucidi, talvolta sfavillanti, che creano mondi di sogno animati da nature oggettuali transeunti, metamorfiche, che s’impossessano degli anfratti interiori di ogni materia vivente, umana, animale, vegetale e minerale.
La natura silvana più intricata rinasce nel rosso del rame ardente o affonda le sue radici nel freddo grigio metallizzato. Gli alberi spogli, osservati di sottinsù, innalzano al cielo le loro puntute ramificazioni come scarnificate braccia di oranti inascoltati e i tronchi solitari si mostrano (vivi)sezionati in porzioni lamellari: ogni cosa si manifesta come abitata da vortici di materia in movimento, da stratificazioni rilucenti di meccanici coaguli cristallizzati che trascolorano dal giallo al verde e dal blu all’arancio.
I corpi arcani di donne (come fate o maghe) sono quelli di neo-veneri post-tecnologiche e sui loro volti si riverberano aurei riflessi che svelano il dardeggiare di sguardi seminascosti, che ci scrutano con inquietudine.
Gli elementi originariamente forgiati in primordiali officine metallurgiche, in seguito abbandonati, sono stati infine riutilizzati in una sorta di anastilosi dei prospetti scheletrici delle strutture urbane, sospese tra cielo e terra, che appaiono avvolte dal silenzio della notte e intrise di malia, scaturita dai riflessi aureo-argentei che si rifrangono sulle superfici irregolari delle loro architetture affastellate e riecheggianti vagamente lo stile tardogotico senza tempo dalla fredda e grumosa inabitabilità. In esse, si scoprono luoghi urbani disabitati, assemblati fantasiosamente con strutture metalliche rugginose, inserite in luoghi intermedi, ancora capaci di suscitare meraviglia per la loro configurazione in bilico tra realtà e astrazione, tra pars destruens e pars costruens, tra elementi in disgregazione e altrettanti elementi in riaggregazione vitale e armonica.
Privilegiando dapprima gli ispessimenti materici preziosi dei colori, De Siena è approdato, di recente, ad una raffinata tecnica di finitura della superficie pittorica, con sfumature delicate che si estendono tra il giallo oro e il blu verde acqua. Le pennellate rilasciano labili impronte di pezzi residuali dell’industria pesante, in cui si possono annidare misteriose presenze vitali o vagheggiamenti di figure mitiche benigne. Talvolta, si ha l’impressione di essere immersi in oscure profondità marine, in cui sopravvivono relitti di epoche trascorse della storia dell’umanità o si nascondono fantastici animali acquatici. In ogni situazione adombrata dall’artista, siamo comunque in presenza di una dimensione di calma positiva, di silenzio, di ritrovata pace esistenziale, in cui tutto si trasforma, si ibrida, si intreccia, rinascendo in corpi figurali nuovi, che non seguono più le regole nefaste dell’attuale meccanica industriale predatoria, ma si affidano piuttosto all’immaginazione e alla sua forza di prefigurare il superamento dell’impulso distruttivo dell’uomo, attraverso la rigenerazione fantasiosa e propiziatoria delle sue radici ancestrali.
Enrico Perotto
Info: Roberto De Siena Lab Via Roma 195, Caraglio
Tel: 393.968 58 28 – mail: ghiron2@gmail.com
Sito web: www.robertodesiena.it
Il testo critico e la presentazione sono a cura del Prof. Enrico Perotto
All’interno della mostra una ricerca fotografica di Cornelio Cerato
Video e musiche di Carlo Cerato
mercoledì 20 aprile 2022
martedì 8 marzo 2022
D-ARTE
Aldo Galliano
D-ARTE
a cura di Enrico Perotto
12 marzo - 10 aprile 2022
Inaugurazione sabato 12 marzo ore 17
Fondazione Peano
c.so Francia 47 - Cuneo
[dal comunicato stampa]
Fondazione Peano apre la stagione espositiva 2022 sabato 12 marzo alle ore 17 con D-ARTE, la seconda parte del progetto artistico del fotografo saluzzese Aldo Galliano, questa volta dedicato interamente alla creatività artistica femminile. La mostra, curata dallo stesso Galliano con Enrico Perotto, propone 48 ritratti fotografici di altrettante artiste che operano sul territorio cuneese e su cui sono intervenute pittoricamente o graficamente in un ricercato gioco di sovrapposizione di linguaggi e particolari.
A differenza di quanto era avvenuto nella prima parte del progetto RE-INCONTRI – proposto negli spazi espositivi di Fondazione Peano a settembre 2021 e dedicato agli amici artisti di Galliano – qui le artiste non sono state fotografate tutte nella stessa posa. Ciascuna ha scelto dove e come presentarsi e, soprattutto, se essere la protagonista indiscussa dello scatto oppure condividere la scena con altri elementi, quali la natura o l’arte stessa. Come anticipa il Vicepresidente della Fondazione Ach. Ezio Ingaramo, «il risultato è un panorama ampio di interpretazioni delle loro immagini, molto interessante e certamente con un fil rouge impalpabile, difficile da percepire, che misteriosamente le unisce pur nella varietà delle tendenze pittoriche di ciascuna artista: la femminilità, che non va intesa come un marchio di diversità dal maschile, ma come una marcia in più che consente originali accelerazioni della fantasia.»
Le artiste che hanno aderito al progetto sono: Lorella Alessandria, Valeria Arpino, Gemma Asteggiano, Roberta Astegiano, Cristina Bollano, Micaela Calliero, Tegi Canfari, Chiara Cinquemani, Lidia Cirillo, Alessia Clema, Serena de Gier, Irene Durbano, Germana Eucalipto, Marina Falco, Moira Franco, Astrid Fremin, Grazia Gallo, Lidia Gallo, Danila Ghigliano, Adriana Giorgis, Sara Giraudo, Daniela Madeleine Guggisberg, Angela Guiffrey, Paola Malato, Romina Mandrile, Licia Martini, Lorena Massa, Paola Meineri Gazzola, Fabiana Mosca, Cristina Pedratscher, Carole Peia, Rosanna Pellegrino “Rosarino”, Luna Potenziere, Chiara Quaglia, Serena Racca, Cristina Saimandi, Anna Salomone, Valentina Salvatico, Marina Sasso, Giusy Sculli, Monica Sepe, Cristina Tallone, Fulvia Testi, Evelina Tirrito, Valeria Vagliano, Anna Valla, Barbara Villosio, Viola Virdis
Aldo Galliano nasce a Cuneo nel 1965, vive e lavora a Costigliole Saluzzo. Da oltre vent’anni l’arte fa parte della sua vita. Si è avvicinato ad essa da autodidatta, inizialmente come pittore, ma poi dopo qualche anno il suo grande amore – la fotografia – è diventata la sua unica forma espressiva. In particolare la fotografia di strada ed il ritratto.
La mostra, allestita nelle due sale espositive di Corso Francia 47, sarà visitabile dal giovedì alla domenica dalle 15.30 alle 18.30 ad ingresso libero e gratuito.
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