Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti
25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30
Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)
A cura di Marzia Capannolo
La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento
organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I
confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in
numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.
“Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come
una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La
mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e
laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove
l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette
in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo.
Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un
invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La
meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di
attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la
meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere
evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale
sottratto all'oblio.
Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci
di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi.
La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di
marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello
sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua
forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per
cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono
dialogare con le leggi stesse della terra.
La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione
della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che
trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la
sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia
un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la
tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera.
La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui
presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo
per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a
stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne.
Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a
contemplare l'infinito.
Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it
Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli,
presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare
frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera -
ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e
concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno
poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e
per la capacità di far risuonare il passato nel presente.
Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli
di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso
industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza
dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro
originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di
archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il
silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio.
“Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura
e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per
riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.

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