domenica 28 dicembre 2025

Presso lo spazio Kora i lavori di Adalberto Maria Assenzio

Gli spazi di Kora aprono con la mostra, «Nel mezzo del cammin», dell'artista Adalberto Maria Assenzio, visibili fino a febbraio. 







martedì 23 dicembre 2025

Eventi di Gennaio per la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione



 

Anche nel mese di gennaio 2026, in occasione della mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, prosegue il ricco palinsesto di iniziative collaterali dedicate a tanti diversi pubblici, con un programma di attività educative e inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.

Inoltre, a fronte delle tante richieste pervenute, la Fondazione CRC ha deciso di ampliare l’offerta di visite guidate gratuite aggiungendo alcuni ulteriori appuntamenti, a partire già dal periodo festivosabato 27 e domenica 28 dicembre (ore 11,00 e ore 16,45), sabato 3 gennaio (ore 11,00), domenica 4 gennaio (ore 11,00 e 16,45) e martedì 6 gennaio (ore 11,00 e 16,45).
Le visite guidate e le iniziative promosse sono prenotabili dal sito www.fondazionecrc.it 


GLI EVENTI DI GENNAIO 2026

Nel mese di gennaio 2026 proseguiranno le visite tematichesabato 17 gennaio “Detective dell’arte” nello studio dello storico dell’arte indagini, confronti e ricerche storiche per scoprire le storie dei dipinti, identificare gli autori e comprendere i contesti culturali in cui le opere sono nate e venerdì 30 gennaio “A spasso con il curatore”, una visita guidata esclusiva con il curatore che svelerà le storie delle opere in mostra, come in una passeggiata a Villa Borghese.

Per il programma bambini e ragazzi si terranno due appuntamenti: domenica 4 gennaio (ore 19,30 - dai 7 agli 11 anni) Di Sonni e di Sogni”: con Elisa Dani la Galleria Borghese diventa un portale per esplorare i propri sogni, un percorso notturno per sognare ad occhi aperti oppure chiuderli per un attimo e sentirsi parte di un altro mondo; domenica 18 gennaio (ore 10,00 e ore 11 – per famiglie con bambini da 3 a 6 anni) “Come suona il mattino di Roma”, a cura di La fabbrica dei Suoni un percorso attraverso coinvolgenti attività musicali andremo alla ricerca dei suoni nascosti tra i quadri della Galleria Borghese per comprendere i contenuti della mostra e vivere un’esperienza stimolante e creativa.

Per i Venerdì dell’Arte, venerdì 16 gennaio alle ore 17,30 sarà la volta di “Potere e ricchezza, miseria e povertà nella Roma  di Caravaggio” con Chiara Mongiardino: fra amici, protettori e committenze, una città papale teatro di vicende drammatiche e scabrose, il percorso artistico ed umano dell’artista più ribelle di sempre tra gli scandali e il grande successo; venerdì 23 gennaio alle ore 17,30 “Lasciati guardare Scipione Borghese…” con Enrico Perotto, un viaggio attraverso le collezioni del cardinale Scipione Borghese per scoprire le opere giovanili di GianLorenzo Bernini.

Sempre a gennaio verranno proposti tre eventi specialivenerdì 2 gennaio, alle ore 17,30, “L’anima del capolavoro” con Lucia Polano, un’esperienza di “visione profonda” di un singolo capolavoro, per stabilire una connessione empatica e analitica con l’opera e trasformare l’osservazione in un viaggio interiore; domenica 11 gennaio, alle ore 15, “Ballo a corte - Workshop di danze rinascimentali” con i maestri Alessia Branchi e Samuele Graziani, che in splendidi abiti storici condurranno i partecipanti a passi di danza negli spazi della mostra, trasformata all’occasione in corte rinascimentale; domenica 11 gennaio, alle ore 17, nel “Ballo a corte - Spettacolo di danze rinascimentali”, a cura dell’Associazione 8Cento, i partecipanti al workshop si esibiranno insieme ai maestri per fare scoprire le danze di corte.

Infine, fuori mostra, sabato 31 gennaio, alle ore 15:00, alle Gallerie d’Italia di Torino (Piazza San Carlo 156), si terrà l’incontro “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione” con Ettore Giovanati, curatore della mostra.

Prenotazioni visite ed eventi: www.fondazionecrc.it
Per info: mostraborghese@gmail.com - tel. 351 5073495

LA MOSTRA
La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, promossa da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, con il Patrocinio del Ministero della Cultura, con il supporto organizzativo di MondoMostre e curata da Francesca Cappelletti ed Ettore Giovanati, sarà visitabile al Complesso Monumentale di San Francesco di Cuneo fino al 29 marzo 2026. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese con opere raramente esposte al pubblico di artisti come Tiziano, Jacopo Bassano, Raffaello, Battista Dossi, Cavalier d’Arpino, Lavinia Fontana, Orbetto, Guido Reni, Gian Lorenzo Bernini, il percorso della mostra restituisce la straordinaria parabola del collezionista Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633) che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO DELLA MOSTRA
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN - fondazionecrc.it
 
Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

 

sabato 20 dicembre 2025

Lo sguardo naturale di Barberis




Fino all'11 Gennaio il piano terra della Pinacoteca civica Levis Sismonda, a Racconigi, ospita gli scatti fotografici di Giorgio Barberis raccolti sotto il titolo  “Il Maira. Dimora dello sguardo”.

Un diario di immagini che in diversi anni hanno documentato le rive del fiume Maira, percepite nei cicli stagionali, con una particolare sensibilità di rispetto e amore per i luoghi. 

Nelle diverse sezioni emergono le delicate attenzioni agli eventi atmosferici che mutano le tante forme naturali dei luoghi. Così i prati diventano costellazioni di luce, lo scorrere dell'acqua si trasforma in un leggiadro tessuto dinamico, il cielo declina nelle più intese sfumature dei caldi colori del desco solare. 

Scatti che dialogano con alcuni quadri della raccolta permanente per la loro attenzione all'attimo quieto della natura, al descriverla con emozione e sensibilità. 



L'evento è stato promosso dalla Città di Racconigi, è organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio della Provincia di Cuneo e del Comune di Racconigi, ed è stato realizzato grazie ai contributi di Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A., in collaborazione con Progetto Cantoregi e SOMS, Associazione Dilettantistica Pescatori Sportivi Racconigesi, Officina Monviso, Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi.



Orari mostra:

Sabato ore 15,30 – 18,30; domenica 10,00 – 12,30 / 15,30 – 18.30

Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.



Info:

Ufficio turistico di Racconigi : visitracconigi@gmail.com – 392.0811406;

PresidiARTE : presidiarte@gmail.com;

Pinacoteca civica Levis Sismonda : pinacoteca.racconigi@gmail.com, instagram@pinacoteca_levisismonda; facebook@PinacotecaLevisSismonda.

Incontri Culturali - Natale nell’arte


Gli Incontri Culturali al Grand Bar, in corso Nizza 43 a Cuneo, si concludono per quest’anno con una serata natalizia martedì 23 Dicembre sempre alle ore 18.

 Per questo incontri si svolgerà una conferenza dal titolo “Il Natale nell’arte” un suggestivo viaggio nell’iconografia cristiana seguendo le tracce dell’arte pittorica dalle prime opere, passando poi per il presepio di San Francesco, per giungere alle forme più contemporanea della rappresentazione sulla Sacra Famiglia.

 La tradizione pittorica europea ha sempre guardato al messaggio cristiano della Natività in forme molteplici. Un tema di grande fascino e spiritualità. Il percorso prende avvio dalle prime antiche pitture murarie paleocristiane che si trasformano nel tempo nelle raffinatezze veneziane con le opere di Veronese. Attraversando poi attimi di drammaticità come nell’opera di Caravaggio e giungere nel nostro presente immergendosi nella contemporaneità con le opere di Keith Haring o Banksy.

 Come sempre la partecipazione all’incontro è gratuita, si invitano i partecipanti a fare una consumazione per ringraziare dell’ospitalità.

 

Incontri d’arte – Il Natale nell’arte
Relatore Domenico Olivero
Martedì 23 Dicembre ore 18
Grand Bar, Corso Nizza 43, Cuneo

martedì 9 dicembre 2025

Concerto della pianista Sara Francioso alla Fondazione Casa Delfino

Sabato 13 dicembre 2025, alle ore 16, con ingresso libero, presso la Fondazione Casa Delfino in corso Nizza 2, Cuneo, nell'ambito della Rassegna musicale giovanile ideata da Antonio Sartoris in memoria di Mariagrazia Ghedini, con la consulenza musicale del M° Luigi Dominici e in collaborazione con il Civico Istituto Musicale G.B. Fergusio di Savigliano, si terrà il concerto della pianista Sara Francioso che eseguirà musiche di Bach, Haydn, Chabrier, Chopin, Skrjabin






Sara Francioso, nata e cresciuta a Torino, è diplomata in pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio "G. Verdi" di Torino. Ha svolto concerti come pianista solista ed in formazioni cameristiche presso la Reggia di Venaria, la chiesa di Santa Pelagia, il Circolo degli Ufficiali e l'Oratorio di San Filippo Neri a Torino. Nel 2024 partecipa al “Musique Femmes Festival” di Bruxelles, eseguendo musiche di Cecile Chaminade. Sempre a Bruxelles prende parte ai Caleidoscoop concerts e ai concerti presso la “Concert Hall MIM”. Debutta come solista con l'orchestra nell'ottobre 2024, durante il concerto di premiazione del concorso “Wally e Nerina Peroni”, con la Menuhin string Orchestra, eseguendo il concerto K414 di Mozart. A giugno 2025 esegue il concerto di Grieg per pianoforte e orchestra con l'FVG Orchestra a Pordenone, diretta dal M. Paolo Paroni. Ha studiato con Luigi Dominici, Daniela Carapelli e Achille Lampo, attualmente si perfeziona presso l'accademia AVOS project di Roma con il M. Mario Montore. È stata finalista e vincitrice di svariati concorsi ("Giovani interpreti" - città di Torino, "International Piano Competition" - Washington DC). L'interesse ad ampliare la sua concezione musicale la conduce ad intraprendere gli studi di direzione d'orchestra, presso l'APM di Saluzzo sotto la guida del M. Donato Renzetti. In veste di direttrice d'orchestra, nel 2023 ha diretto una parte del concerto di inaugurazione dell’anno accademico dell'istituto superiore di Studi musicali “G. Briccialdi” di Terni, e ha diretto un concerto per la Fondazione “il Cedro” presso l'Educatorio della provvidenza di Torino.


lunedì 8 dicembre 2025

Collezionare a Villa Borghese





Anche quest’anno la collaborazione fra la Fondazione CRC e Intesa San Paolo porta a Cuneo un importante evento culturale. Si tratta della mostra “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione”  in cui una raffinata selezioni di opere sono state allestite in un percorso di riflessione sul fare collezionistico nell’antichità. Una rassegna che propone una serie di quadri di particolare pregio, rappresentative di un gusto ricercato e attento alle variazioni estetiche del tempo, che nello scorrere dei decenni hanno costituito l’importante nucleo di questa meravigliosa raccolta d’arte di Roma.

Dopo un immersivo video sulla storia della raccolta ci si incammina in un viaggio che dall’esterno della villa ci introduce nelle diverse tipologie di generi presenti nella raccolta. Si incontra così il famoso ritratto di Paolo V di Leone Ludovichi che rilegge la versione di Caravaggio in una chiave più ufficiosa e distaccata. Si vedono, fra i tanti magnifici lavori, la suggestione intimista di una Sacra Famiglia ideata da Lavinia Fontana, in cui le diverse parti compongono una riflessione post-conciliare. Ci si emoziona poi con la grande bellezza dei due ritratti, uno di Raffaello e l'altro di Tiziano, in cui si raffrontano approcci diversi nel riflettere e rappresentare le emozioni umane.


Un florilegio di opere che manifestano la grande varietà dell’arte italiana, le sue affascinanti trasformazioni e l’arguta attenzione dei collezionisti di casa Borghese. Come nella “Festa campestre”  di Guido Reni, rientrata recentemente in collezione, che nella sua raffinatezza ci porge una visione sociologica dei tempi antichi, fra dinamiche di potere e vita contadina.

Il cammino si conclude poi con la figura di Gian Lorenzo Bernini in cui due opere, una scultura giovanile, la  precoce Capra Amaltea, e un quadro, il noto un autoritratto, memori delle 50.000 lire, che evidenziano il legame di lunga durata fra i collezionisti e gli artisti amati.

Anche questo evento si conferma così un’occasione preziosa per poter vedere pregiate opere d’arte in una prospettiva nuova. La mostra è corredata di una serie di eventi per tutte le fasce di età, in diverse tipologie, dalla musica al disegno, consultate il sito Eventbrite della Fondazione CRC  per le prenotazioni. 



INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
 
21 novembre 2025 - 29 marzo 2026

Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

martedì 2 dicembre 2025

Valentino Tamburini : Maternità sacra e profana

a cura di Cornelio Cerato e Cesare Botto

5-23 dicembre 2026
inaugurazione venerdì 5 dicembre 2025 ore 17 
La mostra sarà visitabile dal 5 al 23 dicembre 2025
ogni venerdì, sabato e domenica, dalle 15.30 alle 19.00

Sala del Collegio dei Geometri 

via San Giovanni Bosco 7h, Cuneo

Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it 







[dal comunicato stampa]

  
La mostra “Maternità sacra e profana” si presenta al pubblico come l’undicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresenta=va di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. Dopo la precedente edizione di HELP, Humanity, Ecology, Liberty, Poli5cs, tenutasi nel 2022, si è voluto concentrare l’aHenzione su temi e considerazioni più specificamente rivolti all’ambito della spiritualità, intesa nel senso più ampio del termine, nonostante i tempi odierni dominati dalla secolarizzazione e da una conseguente e diffusa indifferenza verso le questioni che investono il mondo dell’interiorità, del rapporto con il divino e più in generale di tutto ciò che costituisce la dimensione del trascendente. “Vediamo di restare in ascolto sempre, fino all’ultimo”, scrive Sergio Givone quasi alla fine del suo saggio intitolato La ragionevole speranza. Come i filosofi hanno pensato l’aldilà (Solferino, 2025). Ed è quanto si cercherà di attuare con la nuova serie di mostre di grandArte 2025-2026: dare voce agli artisti che parteciperanno con le loro meditazioni in forma di immagini elaborate attraverso le più diverse tecniche espressive (dalla pittura alla fotografia e dalla scultura alle installazioni oggettuali).  
  
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Tambu si ripresenta al pubblico dei suoi estimatori con un determinato progetto espositivo nella sala mostre  del  Collegio  dei  Geometri  in  Cuneo,  invitandolo  a  vivere  nuovamente  un’esperienza  di  immersione nel suo mondo favolistico senza tempo, dove è tutto un succedersi continuo di pietre  naturali figurate; di manufatti in legno; di ferri battuti; di alari per camino forgiati in ferro pieno; di  ferri da cavallo con barbette; di verghe di faggio attorcigliate e intrecciate; di corde in sisal; di corde d’acciaio arrugginite e contorte; di filati di cotone; di canapa; di patchwork di stoffe; di cassette metalliche per munizioni, di proiettili di mitragliatrice e cartucce; di zappe; di chiodi antichi in ferro battuto e forgiato a mano; di bottiglie e vasi di vetro; di biglie; di palline per bocce; di pipette in ceramica della ditta Bonomelli del liquore Kambusa l’Americante; di biberon di primo Novecento in vetro soffiato con valvola al di sopra; e di altre e più diverse tipologie di materie. In  questa  determinata  occasione,  siamo  chiamati  a  confrontarci  con  un  tema  specifico dell’iconografia cristiana che sta particolarmente a cuore a Valentino, ovvero quello umanissimo della Madonna allattante (detta Galaktotrophousa in area bizantina) o Madonna del Latte (Madonna Lactans), il cui culto si diffuse nelle chiese orientali a partire dal VI e VII secolo, diventando molto popolare nell’arte italiana ed europea dal XIV secolo fino all’epoca del Concilio di Trento, che lo  ritenne sconveniente e fuorviante per i fedeli. Tamburini ci permette così di compiere un affascinante viaggio nel suo modo fantasioso di disporre nello spazio molteplici e ingegnose commistioni di prodotti di recupero, decisamente efficaci nella resa  iconica e di immediata lettura metaforica, che si richiamano ai  migliori  esempi  di  abilità combinatorie  riscontrabili  nelle  arti  della  tradizione  popolare.  In  dialogo  con  essi,  ecco  infine l’esposizione di una cospicua collezione composta da santini d’epoca, da incisioni, litografie e dipinti originari e da riproduzioni  di  opere  di  artisti  della  pittura  gotica, rinascimentale  e  barocca, che testimonia la  passione di Tambu per  l’affettuosità  dell’immagine  materna  di  Maria,  ma  più  in generale di un particolare momento dell’amore filiale che intenerisce i cuori.  

Enrico Perotto  
 
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Valentino Tamburini (Tambu) è nato nel 1945 a Cuneo. Vive e lavora tra Cuneo e Peveragno, località nella quale possiede una casa di campagna che è diventata il suo studio-laboratorio e il suo rifugio. Qui si ritrova un po’ il suo mondo fiabesco allo stato materiale, custodito con cura in ogni stanza del piano terra e del piano superiore. È stato docente di educazione fisica in istituti superiori cuneesi e animatore al  mare  d’estate. Ha  allestito  mostre  personali  a  Cuneo,  in  particolare  presso  la Fondazione Casa Delfino, e ha partecipato di recente alla collettiva organizzata a Genova da Artelier Spazio Artistico, nel cortile di Palazzo Ducale, tra ottobre 2011 e gennaio 2012, in occasione del Concorso Internazionale Dumping Art 2011. Dalla discarica al riciclo. Arte a tutela dell’ambiente, un Concorso Biennale rivolto ad artisti che si occupano di arte e riciclo arte sostenibile e solidale alla tutela dell’ambiente. In effetti, il senso del lavoro concettuale di Tamburini sta tutto nell’azione di recupero  di  determinati  utensili  in  metallo  della  civiltà  contadina  e  nella  loro  trasformazione  in composizioni totemiche o installazioni sottoposte a ritocchi pittorici e a combinazioni polimateriche a incastro (cioè, senza uso di saldature), ideate sul filo di un umorismo intelligente alla Voltaire e di  una fantasia del tutto effimera, slegata da qualsiasi intenzione di produrre oggetti che sopravvivono a se stessi e da stimare con un prezzo di vendita. Il suo unico intento è quello di suscitare curiosità e di  stimolare  l’immaginazione  delle persone di ogni età, risvegliandone il senso ludico per i calembours e i risvolti comici della vita. 

L’esposizione rientra nella rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, sostenuta dalla Fondazione CRC e realizzata in collaborazione con Eclectica e Collegio dei Geometri di Cuneo.



martedì 25 novembre 2025

Incontri Culturali - Vincent Van Gogh

 


Mercoledì 26 Novembre alle ore 18 si svolgerà una serata della rassegna Incontri Culturali con una conferenza su Vincent Van Gogh , ingresso libero presso il Gran Bar in Corso Nizza 43 a Cuneo


sabato 22 novembre 2025

Incontro tra arte, storia e cultura al Museo Mallé di Dronero


Incontro con Enrico Perotto
sul tema
"Gli ex voto in valle Maira"

e con

Simone Demaria
che presenta
"Cozie. Rivista di storia e cultura in valle Maira"

sabato 29 novembre 2025 ore 16

Museo Mallé

via Valmala 9 - Dronero (Cuneo)



 

giovedì 20 novembre 2025

Roberto Baravalle : Duilio Del Prete. Il cavaliere ardente


disponibile qui : primalpe.it  




dalla quarta di copertina : 

"Il cinquantesimo anniversario dell’uscita nella sale di Amici miei ha portato una qualche attenzione alla figura di Duilio Del Prete che, com’è noto, vi interpretò il personaggio del barista Necchi. Sarebbe però riduttivo delimitare l’attività di Duilio nel recinto di una cinematografia certamente vasta, ancorché discontinua nei suoi esiti artistici, comunque condotta sovente sotto la direzione di registi illustri, italiani e stranieri: due film con Bogdanovich non sono di certo un’avventura alla portata di tutti. Duilio fu un ottimo attore di teatro, che visse di teatro, arrivando anche ad essere capocomico, con compagnia sua. In teatro interpretò ruoli importanti, con grandi registi come Ronconi, calcando le tavole dei palcoscenici più importanti d’Italia: dal Piccolo di Milano a quei teatri di provincia che formavano un tempo l’ossatura della cultura teatrale nel nostro paese. Duilio aveva una grande passione per la canzone d’autore, in specie francese. A lui si deve la traduzione delle opere complete di Jacques Brel. Fu egli stesso autore prolifico di canzoni, sempre in contesti cruciali: dall’esperienza di Cantacronache, all’esperienza della canzone d’autore, a quella politica, al musical. Padroneggiava il francese e l’inglese. Era in grado di recitare nelle due lingue. Ballava come un professionista, era brillante, simpatico, bello. Ardeva per le sue passioni, incluso un impegno sociale e politico mai sottaciuto, anzi sottolineato ad ogni occasione. Uno di quegli attori, di una scuola forse riconducibile a un De Sica – è stato detto –, che formarono a lungo l’ossatura del cinema italiano. Questo libro tenta di focalizzarne la biografia umana e artistica, dalla riposta Cuneo, dove nacque nel 1938, alla “grande” Roma dove, prematuramente, morì nel 1998. Tra queste due date, vi è l’intensa cavalcata di un personaggio non secondario nella cultura e nell’arte del nostro Paese".




sabato 15 novembre 2025

Mostro parlante, performance di Flaminia Veronesi a Cuneo

Sabato 15 novembre a Cuneo, in Corso Dante, slargo Corso Nizza, dalle ore 15 l’artista Flaminia Veronesi coinvolgerà i passanti nella realizzazione corale dell’opera performativa “Mostro parlante”, in collaborazione con l’associazione culturale Art.ur.

Con un gioco di associazioni di parole, immagini e pensieri, i passanti contribuiranno alla creazione dell’opera mediante stimoli e riflessioni nati dai progetti che partecipano al bando, in uno scambio a distanza di pensieri.


L’artista sarà presente anche nelle piazze di Alba, Bra e Mondovì.
Fondazione CRC promuove, con il bando Il Mito della Scrittura, la riscoperta e l’utilizzo della scrittura come strumento di indagine di sé e di dialogo empatico mediante percorsi di scrittura creativa e azioni pubbliche.
La partecipazione è libera e gratuita.





giovedì 13 novembre 2025

Ferdinando Scianna a Saluzzo


Presso la Castiglia di Saluzzo la Fondazione Artea ci invita in un viaggio nella storia degli scatti di Ferdinando Scianna che inizia nella sua amata Sicilia, ampliando lo sguardo sul sud del mondo, con una intima sensibilità e bellezza che pervade la quotidianità. 


Da questi attimi ci si incammina nel suo percorso nell'universa della moda con la sezione dedicata a Marpessa, scatti di una semplice e immediata raffinatezza giocata sui chiaroscuri. 


Ombre che sono la cifra più significativa del suo creare  intense emozioni  Ma si approfondisci con questa apertura anche tutto il suo lavoro nell'ambito della moda, come la seconda sezione in cui i modelli, più che farli posare, cerca di farli vivere, essere reali, coinvolgendo emotivamente lo  sugardo dello spettatore. Si proseguire con leggiadri scatti dei suoi viaggi per giungere nella sezione dell'America in cui compaiono anche immagini a colori. Il percorso poi si chiude, quasi in un gioco circolare, con la sezionen della memoria del Sud.


La mostra, ideata dalla Fondazione Artea, con la curatela da Denis Curti sarà fruibile fino  al 1 Marzo 2026, presso La Castiglia a Saluzzo col seguente orario:

ORARI
Venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 19.00
Chiusura biglietteria ore 18.00

Biglietteria presso La Castiglia (piazza Castello 1) o su ticket.it


BIGLIETTI 
intero: € 12,00 (esclusi i diritti di prevendita)
ridotto: € 9,00 (esclusi i diritti di prevendita)
riservato a: bambini/ragazzi 7- 19 anni, studenti universitari fino a 25 anni, adulti over 65, insegnanti con certificazione, soci ACLI, soci FAI, possessori di biglietto di ingresso alla mostra Helmut Newton. Intrecci (Il Filatoio, Caraglio), possessori del voucher segnalibro ricevuto alla Festa del Libro Medievale di Saluzzo (ed. 2025).
ridotto gruppi (min 10, max 20 persone): € 6,00
ridotto scuole (15-25 persone): € 3,00

ingresso gratuito: bambini fino ai 6 anni, soci ICOM, persone con disabilità + 1 accompagnatore; possessori di “Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta” o di “Abbonamento Musei Formula Extra”; guide turistiche abilitate del territorio piemontese; giornalisti (con tesserino); residenti in Saluzzo soltanto la domenica mattina.

Ogni domenica e festivi visite guidate alle ore 15 e 16.30.
Biglietto visita guidata: € 13 [ingresso ridotto gruppi + guida]  |  € 7 per i possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte e Valle d’Aosta o dell’Abbonamento Musei Formula Extra

Biglietteria presso La Castiglia (Piazza Castello 1, Saluzzo – chiusura ore 18.00) o su ticket.it


martedì 11 novembre 2025

Join - Francesco Segreti

 



Alchimia, contaminazione di materiali e colori restituiscono una personale analisi del rapporto uomo-natura. L'artista Francesco Segreti si ispira al lavoro di Cocteau, Mondrian, Sol Lewitt, Rothko.

Movimento Artistico Antidoto ringrazia per l'occasione di esporre a Monforte d'Alba

giovedì 6 novembre 2025

Public Programme per Helmut Newton e Ferdinando Scianna

A sinistra: Helmut Newton. Self-Portrait at home, Monte Carlo 1993 © Helmut Newton Foundation. A destra: Ferdinando Scianna, 1998 © Ferdinando Scianna

Sabato 15 novembre, alle 18, al Filatoio primo appuntamento che contestualizza il lavoro dei due celebri fotografi al centro delle esposizioni in corso nell’antico setificio e alla Castiglia di Saluzzo

Con l’apertura dei due grandi progetti espositivi Helmut Newton. Intrecci al Filatoio di Caraglio e Ferdinando Scianna. La moda, la vita alla Castiglia di Saluzzo, prende il via il programma di incontri pubblici Oltre la moda, curato da Monica Poggi e Fondazione Artea, per accompagnare i visitatori alla scoperta di due dei più grandi protagonisti della fotografia del Novecento, approfondendo il modo in cui moda e fotografia dialogano tra loro e si sono evolute nella storia.

Il primo appuntamento del Public Programme, dal titolo Helmut Newton e Ferdinando Scianna: sovvertire le regole, sarà sabato 15 novembre, alle 18, al Filatoio di Caraglio con Monica Poggi, storica della fotografia. L’incontro contestualizzerà il lavoro di Newton e Scianna all’interno di un panorama culturale più ampio. Ripercorrendo le tappe più rilevanti dello sviluppo del linguaggio della fotografia di moda, il discorso evidenzierà le rispettive peculiarità e la capacità espressa da entrambi di ridefinire i canoni della rappresentazione di questo genere.

I momenti di approfondimento previsti dal Public Programme proseguiranno fino a febbraio 2026 e proporranno incontri e dialoghi con esperti di fotografia, moda e cultura visiva, anche fuori dalla provincia. Un’occasione per leggere e contestualizzare il lavoro dei due grandi autori, e per riflettere sulle intersezioni fra fotografia, produzione, collezionismo e società contemporanea.

La partecipazione agli appuntamenti è libera e gratuita, fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite (link).

Qui di seguito, i successivi due incontri pubblici che si svolgeranno al Filatoio di Caraglio e all’antico Palazzo Comunale di Saluzzo nel corso del 2025.

 

Sabato 29 novembre – ore 18

Il Filatoio, Caraglio

Nuovi sguardi. La rappresentazione dei corpi femminili oggi

L’incontro racconterà il modo in cui oggi, in rottura rispetto al passato, l’editoria di moda cerchi di guardare a corpi considerati non conformi. Particolare attenzione sarà rivolta alle riviste e ai fotografi che stanno contribuendo a ridefinire i canoni della rappresentazione, in un’ottica di sempre maggiore inclusività e riconoscimento delle diversità.

Relatrici: Chiara Bardelli Nonino, photo editor Harper’s Bazaar, e Monica Poggi, storica della fotografia.

 

Venerdì 12 dicembre – ore 18

Antico Palazzo Comunale, Saluzzo

Incontri che cambiano la vita. Amicizie nel mondo della fotografia

Attraverso il coinvolgimento di importanti storici della fotografia, l’incontro racconterà quanto il confine fra reportage e moda sia stato labile negli anni. Con esempi celebri come quelli di Robert Capa e Ferdinando Scianna, gli ospiti evidenzieranno quanto grandi autori del passato e del presente siano stati in grado di non farsi definire da un unico genere fotografico

Relatori: Ferdinando Scianna, fotografo, Gabriel Bauret, curatore, Monica Poggi, storica della fotografia, e Davide De Luca, direttore Fondazione Artea.

 

La mostra Helmut Newton. Intrecci al Filatoio di Caraglio (via Matteotti 40) è promossa e organizzata da Fondazione Artea e curata da Matthias Harder. È realizzata in collaborazione con la Helmut Newton Foundation e il Comune di Caraglio, grazie al contributo della Fondazione CRT, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRC, con il supporto del Museo Lavazza e di Confindustria Cuneo, e con il patrocinio della Provincia di Cuneo. È visitabile fino al 1° marzo 2026, il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Il progetto Ferdinando Scianna. La moda, la vita alla Castiglia di Saluzzo (piazza Castello, 1), curato da Denis Curti, è promosso e organizzato dal Comune di Saluzzo e della Fondazione Artea ed è reso possibile, oltre alle collaborazioni con la Fondazione Torino Musei, la GAM di Torino e la Fondazione Arte CRT, anche grazie al supporto del Museo Lavazza, di Confindustria Cuneo, della Fondazione Amleto Bertoni con Terres Monviso, e con il contributo dell’ATL del Cuneese e il patrocinio della Provincia di Cuneo. Accoglierà i visitatori fino al 1° marzo 2026, il venerdì dalle 15 alle 19 e sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Le due mostre in dialogo tra loro approfondiscono aspetti inediti o poco esplorati nelle carriere dei due autori, offrendo al pubblico due visioni complementari della moda, vista da Helmut Newton come provocazione dell’immaginario e da Ferdinando Scianna come racconto della vita.

Per biglietti e informazioni visitare il sito www.fondazioneartea.org.

La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione

Guido Reni, Danza Campestre, 1601-1602 circa, olio su tela © Galleria Borghese / foto Mauro Coen


La mostra
A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577–1633), tra le personalità più significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra racconta la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo.

Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese – raramente esposti al pubblico – il percorso restituisce la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza.

«Nell’apparente disordine della collezione di Scipione Borghese – spiega il curatore Ettore Giovanati – si può riconoscere la chiave interpretativa di un insieme artistico eterogeneo, privo di un criterio unificante, ma capace di incarnare una delle più compiute espressioni del collezionismo moderno, dominato dalla bellezza che nasce dal libero dialogo tra le arti».

Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano dipinti rappresentativi delle diverse scuole pittoriche italiane tra Cinquecento e Seicento, offrendo al visitatore una panoramica sulle trasformazioni che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco.
Tra le opere esposte figurano il Ritratto di frate domenicano di Tiziano Vecellio, Autunno Primavera di Jacopo Bassano, il Ritratto di uomo attribuito a Raffaello, la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli di Battista Dossi, la Fuga in Egitto del Cavalier d’Arpino, e il Sonno di Gesù di Lavinia Fontana, prima donna a ricevere commissioni pubbliche di rilievo nella Roma di inizio Seicento.

La mostra si conclude con la sezione dedicata ai grandi maestri del Barocco: la Danza campestre di Guido Reni, l’Autoritratto in età matura e la Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini, emblemi della sua prodigiosa versatilità tra pittura e scultura.

Discendente di una famiglia senese affermatasi a Roma nel tardo Cinquecento, Scipione Borghese fu nominato cardinale nel 1605, anno dell’elezione al soglio pontificio di suo zio Camillo Borghese, papa Paolo V. La sua raccolta, tra le più ambiziose dell’epoca, riuniva sculture classiche e moderne, dipinti del Rinascimento e opere contemporanee, riflettendo un gusto colto e internazionale.

La mostra offre così una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l’arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.
 

Il percorso
Gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco ospitano alcuni dipinti identificativi delle diverse “scuole pittoriche”, che contraddistinguono l’arte italiana in epoca rinascimentale e barocca, frutto del collezionismo onnivoro ed eclettico di Scipione Borghese, ma soprattutto del suo giudizio critico nella scelta di opere d’arte, all’insegna della qualità e della bellezza.

La raccolta Borghese si configura come un repertorio vivo del cambiamento artistico in atto all’epoca, in cui la selezione delle opere non risponde solo al criterio estetico, ma anche al desiderio di rappresentare una visione del mondo: colta, ambiziosa, moderna.

Accanto a opere di maestri della scuola veneta, come Tiziano, di cui è esposto il Ritratto di frate domenicano espressione dello stile più tardo dell’artista, e Jacopo Bassano con Autunno Primavera, si trovano capolavori della scuola dell’Italia centrale, caratterizzata da rigore disegnativo e costruzione prospettica, esemplificata dal Ritratto di uomo (1500 ca.) di Raffaello. Espressione dei principi pittorici della scuola ferrarese è la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e angeli (1535-1542 ca.) di Battista Dossi, che unisce lirismo e invenzione.

La transizione verso il Seicento è documentata da un artista come il Cavalier d’Arpino, autore dell’olio su rame raffigurante la Fuga in Egitto (1595 ca.). Di particolare rilievo è il Sonno di Gesù (1591) di Lavinia Fontana. Artista di incredibile talento, è stata la prima donna a ricevere commissioni pubbliche: in seguito al trasferimento a Roma, dall’aprile del 1604 lavora per i più importanti mecenati romani tra cui proprio papa Paolo V e il nipote Scipione Borghese.

Lungo il percorso si incontra Orbetto con un’opera di estrema raffinatezza eseguita su lavagna, esempio di sperimentazione tecnica tanto apprezzata dal cardinale Scipione. La mostra si conclude con alcune opere dei più grandi maestri e massimi esponenti del Barocco, come Guido Reni, presente con la tela Danza campestre che immortala in un paesaggio collinare un gruppo di contadini, dame e signori del luogo intenti a seguire il suono del liuto e della viola.
Accanto al maestro bolognese fa il suo ingresso in mostra Gian Lorenzo Bernini con Autoritratto in età matura, una delle più significative rappresentazioni che l’autore produsse di sé stesso. Di Bernini è esposta anche la Capra Amaltea (1615), che si pensa possa essere una delle prime opere in marmo eseguite dall’artista. Insieme testimoniano la sua versatilità e padronanza nell’arte della pittura e della scultura.

Il progetto di allestimento, ideato appositamente per la ex chiesa di San Francesco, riutilizza e adatta le strutture create per le precedenti esposizioni, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di riduzione dell’impatto degli eventi culturali promossi dalla Fondazione CRC.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi scientifici a cura di Ettore Giovanati, con la partecipazione di Lucia Calzona e Antonio Iommelli.
 

Laboratorio Cuneo: un nuovo triennio tra bellezza e partecipazione

Le iniziative espositive che si susseguiranno nel corso del prossimo triennio al Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo si ispirano ai principi di bellezza e partecipazione, di accessibilità e sostenibilità, dando così forma concreta alla definizione di bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”.  

Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla società contemporanea e ai pubblici più diversi, con un programma di attività educative e inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa. 

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Complesso Monumentale di San Francesco
Via Santa Maria, 10, 12100 Cuneo CN
fondazionecrc.it
 
21 novembre 2025 - 29 marzo 2026

Orari
Martedì – venerdì: 15.30 – 19.30 (al mattino aperto su prenotazione per scuole e gruppi);
Sabato – domenica: 10 – 19.30 con orario continuato.

Ingresso
Libero e gratuito
I possessori del biglietto di ingresso alla mostra avranno diritto ad accedere con tariffa ridotta alle Gallerie d’Italia di Torino, Milano, Vicenza e Napoli, fino al 30 giugno 2026.

Presentazione di Quanto - il diario



Sabato 29 novembre 2025, alle ore 17, l’autore e artista Stefano Venezia presenta “Quanto – il diario” alla libreria Belgravia in via Vicoforte 14/d, a Torino; il libro, pubblicato dalla casa editrice e associazione La Cevitou, racconta un viaggio lento in bicicletta da Cuneo a Venezia, dove ogni tappa ha generato un piccolo happening sul tema del tempo. Le tre domande chiave del progetto itinerante, formulate anche in lingua occitana, vi accompagneranno nella lettura, stimolandoriflessione e libera espressione.

L’ingresso all’happening è libero, con prenotazione consigliata al cell. 347-5977883.
L’autore Stefano Venezia fonda la sua ricerca sui valori della diversità e dell’espressività di ogni persona, pilastri di un percorso che unisce arte, natura e territorio. QUANTO – il diario nasce da questa visione e si propone come esperienza collettiva, dove ogni partecipante è protagonista.

La presentazione del libro è concepita come un intervento artistico partecipativo, in cui il pubblico è coinvolto attivamente attraverso un gesto semplice ma potente: scrivere sul retro di una cartolina rossa, rispondendo alla domanda di una tela dipinta, simbolo del progetto. Le cartoline compongono un’opera collettiva effimera, visibile nello spazio della libreria Belgravia.

QUANTO è più di un libro, è un invito a esserci davvero, senza giudizio. Per chi sente il bisogno di ritrovare il proprio tempo, per chi cerca spazi dove poter essere sé stesso e dare valore alle proprie scelte, per chi desidera connessione con gli altri e con il territorio.

Al termine dell’incontro, una vetrofania rossa viene rilasciata allo spazio ospitante, come segno visibile del passaggio e dell’accoglienza.

L’happening è parte del progetto ROSSOCUBO © che dal 2002 attiva esperienze relazionali centrate sul tempo personale, l’ascolto e la consapevolezza. Le azioni intrecciano arti visive, happening e pratiche partecipative, dove ogni persona è co-creatrice dell’opera.

La Cevitou è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 e radicata in Valle Grana, valle occitana del Cuneese. Con sede a San Pietro, Monterosso Grana (CN), opera per tutelare, valorizzare e innovare il patrimonio culturale, sociale e ambientale delle aree interne, in rete con enti e comunità del territorio.

È ente gestore dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno, un sistema diffuso di luoghi, percorsi e progetti che mettono in relazione memoria, paesaggi e vita quotidiana della valle.

Dal 2020 La Cevitou è anche casa editrice: Edizioni La Cevitou pubblica libri che danno voce ai saperi collettivi e alla “bellezza marginale”, mettendo in dialogo comunità, paesaggi e persone.

Info:
https://www.terradelcastelmagno.it/casa-editrice/
https://www.facebook.com/libreria.belgravia/

mercoledì 5 novembre 2025

Concerto del pianista Massimiliano Genot alla Fondazione Casa Delfino di Cuneo

Risorgimenti Musicali: Il pianismo italiano del periodo post unitario"

Con musiche di Giuseppe Unia, Carlo Rossaro, Alessandro Longo

Sabato 15 novembre 2025, alle ore 16

ingresso libero

Fondazione Casa Delfino 

c.so Nizza 2, Cuneo









domenica 2 novembre 2025

Luoghi dismessi

Mostra personale di Gianni Martia Tessari 

a cura di Enrico Perotto

8 novembre 2025 - 15 marzo 2026
inaugurazione sabato 8 novembre 2025 alle ore 17,00
visitabile venerdì, sabato e domenica dalle ore 15,00 alle ore 17,00

 Centro Civico e Culturale 

via Roma 6 - Rittana 

[dal comunicato stampa ]

Dopo aver esposto in due diverse sedi a Torino alcune opere del medesimo ciclo, Rittana ospita il corpo completo della attuale produzione di Gianni Maria Tessari dedicata ai Luoghi dismessi. Sono lavori costruiti «pittoricamente su immagini fotografiche rettificate» dove l’artista introduce «quei suoi ben riconoscibili glifi, un tipo di scrittura criptica, priva di significato verbale, ma con forti connotazioni simboliche» e ci mostra, come sottolinea nel testo critico del catalogo della mostra Enrico Perotto, «il lato poetico nascosto delle cose abbandonate, lasciate cadere nel disfacimento progressivo e sottoposte all’azione di rioccupazione dell’area da parte dell’ambiente naturale circostante»: luoghi urbani disabitati, vecchi siti industriali, fabbriche dismesse…». «Le opere pittoriche di Tessari si ispirano al concetto della dismissione come un "bivio silenzioso" che segna il passaggio da ciò che è stato a ciò che potrebbe essere. Attraverso le sue creazioni, l'artista esplora come il lasciar andare un oggetto, un'idea o una relazione sia in realtà un processo di purificazione e liberazione, un movimento verso l'evoluzione che fa spazio al nuovo. (…) Come suggerisce l'artista, ogni fine porta con sé i semi di un nuovo inizio. Le opere in mostra sono una celebrazione di questo ciclo infinito, un promemoria visivo che anche nelle perdite più dolorose, c'è sempre l'opportunità di ricominciare» (Marcello Corazzini, testo di presentazione della mostra “Luoghi dismessi – altri” di Gianni Maria Tessari, presso la CSA Farm Gallery, 2025 – Torino). «E proprio questa lettura, per il particolare contesto che qui stiamo vivendo, non può non suggerirmi ancora nuove similitudini: i “luoghi dismessi” sono le case e i borghi ormai senza vita, l’abbandono di un intero territorio montano, lo spopolamento che ha svuotato di tante energie vitali intere comunità, un mondo dal destino incerto e per taluni segnato irreversibilmente. Su queste condizioni di abbandono con tutte le sue innegabili fragilità e debolezze si stanno tuttavia innestando nuovi segni che vanno in direzione contraria. Alcuni ritorni, nuove presenze, inedite attività contrastano il processo in atto. Una rinnovata resilienza riscopre i valori di antiche comunità che non vogliono cedere, guardano ad un proprio futuro possibile e creano nuove “opportunità di ricominciare”. Questa è dunque una mostra non solo da vedere ma uno stimolo per pensare e trovare nuove dinamiche di crescita» (G. Doglio nel testo di presentazione della mostra). *** Gianni Maria Tessari (1949) vive tra Torino e Bassano del Grappa. Musicista dal 1961 fino al 1977, in seguito si dedica pienamente all’arte visiva interessandosi allo studio della psicologia della percezione. Lavora essenzialmente su progetti: “Vie Oscure”, “Fabbriche e Cieli”, “Appunti sulla Libertà” e “Luoghi dismessi” sono tra gli ultimi. In molte sue esposizioni si è avvalso della collaborazione di altri artisti, di poeti e musicisti. Ha creato una serie di libri d’artista e ha esposto con il Presidio del Libro e del Libro D’Artista “Verbamanent” di Sannicola (Le). È presente in alcuni Musei e Istituzioni in Italia e all’estero, in particolare nel Majdanek State Museum di Lublin (Polonia). È stato ospitato in numerose gallerie d’arte e altri spazi espositivi sia italiani che stranieri, come a Nova Goriça (Slovenia), Osaka (Japan), Kanazawa (Japan), Tokyo (Japan), Osaka (Japan), Madrid (Spagna), Berlino (Germania), Lublin (Polonia) e Pola (Croazia).




sabato 1 novembre 2025

Fausto Balbo


 Le sale ottocentesche di Palazzo Samone a Cuneo si trasformano in un paesaggio sonoro inedito con SonicWunderkammer, la personale di Fausto Balbo organizzata dall’Associazione Culturale Origami nell’ambito della rassegna Fonorama.

La mostra propone un’immersione nelle sculture sonore dell’artista di Garessio, che abitano gli spazi come presenze vive: dialogano, si contaminano e si attivano al passaggio del visitatore. Ne nasce un ambiente eterogeneo e intimo, una vera e propria “camera delle meraviglie del suono”, dove ascolto e percezione diventano esperienze profonde e multisensoriali.

SonicWunderkammer nasce dal desiderio di partire dal suono per attivare nuove forme di ascolto e di relazione con lo spazio. Le opere di Balbo intrecciano memoria, materia e tecnologia, rivelando una poetica personale in cui la macchina non è più semplice strumento, ma organismo vivo capace di generare emozioni e riflessioni. Il percorso, articolato tra le opere più recenti, invita il visitatore a scoprire il suono nella sua dimensione più intensa e immediata, offrendo uno sguardo originale e poetico sulla tecnologia e sul tempo che scorre.

Fausto Balbo (Garessio, CN, 1970) è un artista che realizza sculture sonore autonome, in cui il suono si manifesta attraverso il movimento di elementi sensibili a forze invisibili. Dopo anni di sperimentazione nella costruzione di strumenti musicali, ha sviluppato una ricerca che unisce arte, tecnologia e materia, dando vita a opere in cui il performer scompare e il suono nasce da processi autonomi. Utilizza materiali di riciclo e retrotecnologia, reinterpretandone la funzione per esplorare ciò che agisce nell’invisibile: vibrazioni, suoni, campi elettromagnetici e impulsi che mettono in moto la scultura. Le sue opere rendono percepibile l’impercettibile, trasformando l’insondabile in esperienza sensoriale e invitando lo spettatore a riflettere sull’equilibrio imperfetto e probabilistico che regola la realtà del tutto.


Ingresso libero

Con il patrocinio del Comune di Cuneo

Con il contributo della Fondazione CRC

Jean Gaumy Baìo e Montagna

Dal 15 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 sarà allestita al Museo Mallé di Dronero (CN) la mostra “JEAN GAUMY. Baìo e Montagna”, che propone 44 fotografie donate da Jean Gaumy (Pontaillac, 1948), noto fotografo francese membro dell’Agenzia Magnum e dell’Institut de France (Académie des Beaux Arts).
 
Sabato 15 novembre, alle ore 15.30, Jean Gaumy sarà in mostra per un dialogo sulle fotografie esposte con esperti e rappresentati della Baìo, accompagnati da intermezzi musicali. Nel periodo di apertura della mostra sono previsti inoltre alcuni appuntamenti collaterali.
 
La mostra è promossa da Fondazione CRC e dal Museo Mallé di Dronero - con il patrocinio del Comune di Dronero, del Museo Etnografico di Sampeyre, della Provincia di Cuneo e della Regione Piemonte - nell’ambito del Progetto “Donare”, con il quale la Fondazione accoglie donazioni da parte di privati e le valorizza attivando collaborazioni con istituzioni del territorio. Grazie a testi critici di Fredo Valla, la mostra restituisce e racconta in modo originale il lavoro svolto da Jean Gaumy con alcuni reportage fotografici nelle vallate alpine cuneesi tra il 2003 e il 2017.
 
Nella prima sala sarà possibile ammirare 14 fotografie in bianco e nero delle vallate alpine, mentre nella seconda e nella terza sala saranno esposte 30 fotografie a colori della Baìo con alcuni costumi e video gentilmente concessi dal Museo Storico-Etnografico di Sampeyre.
 
“Per me è una questione di istinto. La fotografia mi porta a scoprire ciò che in fondo non so, ciò che cerco inconsciamente. È un atto immersivo e solitario” dichiara Jean Gaumy“I miei strumenti: l’obbiettivo, l’ascolto, l’osservazione, gli appunti sul taccuino. Spesso la solitudine davanti al vuoto”.
 
“Con questa iniziativa, che nasce nell’ambito del progetto Donare, il prezioso corpus di fotografie di Jean Gaumy viene valorizzato e messo a disposizione della nostra comunità grazie ad una collocazione stabile presso il Museo Mallè di Dronero” aggiunge Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Una mostra che diventa occasione per riflettere, attraverso questi scatti, sul valore e sull’eredità culturale e ambientale dei territori montani, che rappresentano un tratto distintivo della nostra provincia”.
 
Il corpus di opere firmate dal fotografo Jean Gaumy, che viene donato in comodato d’uso gratuito al Museo Mallé, trova una coerente e naturale storia su cui depositarsi. Come racconta la direttrice del Museo Mallé, Ivana Mulatero“Le famiglie Mallé-Demichelis e Giordano, nonni di Luigi Mallé, fondatore del museo, amavano, come d’altronde nella moda del tempo, farsi fotografare, e ci hanno lasciato un insieme di documenti di qualità, come sottolinea il repertorio con centinaia di fotografie datate dal 1868 al 1940, conservato nei depositi. Il credito verso il nuovo linguaggio fotografico attesta la precoce consuetudine dei Mallé con quel nuovo mezzo di comunicazione e nel contempo ne rivela il valore e l’importanza da essi accordata alla funzione rappresentativa delle immagini. L’attenzione per il linguaggio della fotografia consolida una identità familiare per immagini, ma, per estensione, rilancia all’intero patrimonio raccolto da Luigi Mallé e donato alla comunità dronerese”.
 
La Baìo è una festa tradizionale che si svolge solitamente ogni cinque anni (la prossima edizione è prevista per il 2028) nel comune di Sampeyre, in Valle Varaita, nella provincia di Cuneo, nelle prime settimane di febbraio. È una delle più importanti e antiche feste tradizionali delle Alpi italiane.
 
Sulla festa del Baìo di Sampeyre Fredo Valla scrive: “Tra le feste popolari dell’arco alpino, la Baìo di Sampeyre, in val Varaita, gode di un’ampia documentazione fotografica. Ogni Baìo nel proprio territorio è sovrana, con propri capi (gli Alum) e i costumi sono simili ma diversi, così come simile, ma diverso, è il cerimoniale del processo al Tesoriere, che chiude la Baìo il giovedì grasso. È interessante tanto per chi vi partecipa, come per chi la osserva da spettatore, scoprire nella Baìo un caleidoscopio di epoche e vicende remote. Il Museo Etnografico di Sampeyre possiede una ricca collezione di foto e cartoline della Baìo a partire dai primi anni del Novecento, e a questi materiali e ad altri di valenti fotografi si aggiungono ora le fotografie di Jean Gaumy,  una selezione delle quali è ora patrimonio del Museo Mallé”.

Jean Gaumy è un noto fotografo nato nell’agosto 1948 a Pontaillac (Charente-Maritime) in Francia. Gaumy studia a Tolosa e Aurillac, prima di intraprendere la scuola di specializzazione in lettere a Rouen.
Dopo aver lavorato per un breve periodo presso l’agenzia Viva, entra a far parte dell’agenzia francese Gamma nel 1973. Nel 1975 riceve un permesso speciale per fotografare liberamente i reparti di un ospedale franceseDa questa lunga esperienza nasce il suo primo libro: “L’Hôpital”L’anno seguente diventa il primo fotoreporter ad essere ammesso nelle carceri francesi.
Entrato in Magnum nel 1977, viaggia per il mondo raccontando attraverso i suoi reportage l’Europa, gli Stati Uniti, l’Africa e il Medio Oriente. Nel 1984 gira il suo primo film documentario, “La Boucane”nominato nel 1986 ai César come miglior documentario, al quale seguono “Jean-Jacques” (1987), “Marcel, Prêtre”(1994) e “Sous-Marin” (2006). Ma è soprattutto grazie ai due libri “Le livre des tempêtes” (Premio Nadar nel 2001) e “Pleine Mer” (Mare Aperto) che Jean Gaumy raggiunge la notorietà internazionale e viene soprannominato il ”fotografo del mare”.
Nel 2016 viene eletto membro dell’Académie des Beaux-Arts dell’Institut de France.
Con “D’après nature”Premio Nadar 2010, il fotografo francese esplora e interpreta dettagli di natura di vari luoghi del pianetadal Circolo Polare Artico alle terre contaminate di Chernobyl , passando infine per le spopolate valli del Piemonte.
 
Jean Gaumy Baìo e Montagna - Al Museo Mallé di Dronero (CN) 44 scatti del fotografo francese membro di Magnum e Institut de France


INFORMAZIONI AL PUBBLICO

 15 Novembre 2025 – 25 Gennaio 2026
Museo Mallé - Dronero (CN)
Via IV Novembre, n. 54
 
Inaugurazione: venerdì 14 novembre, ore 17,30
 
Ingresso libero e gratuito
Giorni di apertura della mostra: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19
Visite guidate la mattina dedicate alle scuole su prenotazione: museo.malle@comune.dronero.cn.it