mercoledì 11 ottobre 2017

Castello di Racconigi, un fine settimana dedicato all'arte


CASTELLO DI RACCONIGI



Piazza Carlo Alberto – via Morosini 1 
Racconigi (Cuneo)





[dal comunicato stampa]

Un intenso fine settimana al complesso reale di Racconigi che accoglie nel parco e nel castello iniziative ed eventi interessanti e curiosi:

Sabato 14 ottobre dalle ore 12.30 il castello sarà la prestigiosa cornice del RADUNO di ALFA ROMEO STORICHE

Domenica 15 ottobre doppio appuntamento con l’arte:
“I SAVOIA E IL PORTOGALLO. Una storia lunga una dinastia”, mostra a cura di Maura Aimar. In occasione del 170° anniversario della nascita di Maria Pia di Savoia Regina del Portogallo la mostra ripercorre i molteplici rapporti con la Casa Portoghese nel corso della millenaria storia di Casa Savoia, dal matrimonio di Mafalda di Savoia e Alfonso Henrique nel 1146, fino all’esilio di Umberto II all'indomani del referendum che decreta la fine della monarchia in Italia. I lunghi rapporti tra i Savoia e il Portogallo saranno raccontati attraverso l’esposizione di alcune opere simbolo del Castello di Racconigi, tra le quali lo splendido busto in marmo di Maria Pia di Santo Varni e il ritratto giovanile di Beatrice di Portogallo.
La visita alla mostra è resa possibile grazie alla gentile collaborazione con il Centro Studi Principe Oddone che effettuerà gratuitamente le visite guidate sabato e domenica alle ore 15.30 e alle ore 17.00 e in settimana su prenotazione. Per info e prenotazioni: presidenza_c.s.oddone@virgilio.it Per la visita alla mostra è necessario munirsi di biglietto castello (€ 5, salvo riduzioni o esenzioni consultabili sul sito del Polo Museale del Piemonte).
ArtSite 2017 RESIDENZE REALI, mostra a cura di Domenico M. Papa realizzata dall’Associazione Phanes. Mettendo in dialogo luoghi aulici e arte contemporanea, la mostra si sviluppa nelle residenze di Govone, Venaria Reale, Vinovo e Racconigi. In questi contesti di grande fascino, 120 opere di 45 artisti di diverse generazioni si confrontano con arredi, decorazioni e spazi aulici. Scultura, pittura, fotografia, installazione e performance si inseriscono nei percorsi museali delle residenze e, uscendo dal contesto abituale della galleria e del museo d’arte contemporanea, assumono un nuovo e suggestivo significato.
Il parco e il castello di Racconigi accoglieranno le opere di Maura Banfo, Domenico Borrelli, Francesco Campanile, Jessica Carroll, Piergiorgio Colombara, Aron Demetz, Carlo D’Oria, Raffaele Fiorella, Paolo Grassino, Monika Grycko, Mirsad Herad, Francesco Messina, Walter Moroder, Peter Simon Mühlhäußer Klaus Munch, Park Eon Youl, Alex Rane, Francesco Sena, Peter Senoner, Luisa Valentini, Bruno Walpoth.
Domenica 15 ottobre alle ore 12, preview stampa; alle ore 17 inaugurazione.
Per informazioni: associazionephanes@gmail.com
Entrambe le mostre saranno aperte al pubblico fino al 19 novembre.
Fino al 22 ottobre prosegue nelle sale espositive la mostra GOCCE DI COLORE E NATURA dedicata agli acquerelli naturalistici dell’artista Dario Cornero realizzati dal vivo nel parco del castello.
L’esposizione è visitabile dal martedì dalla domenica dalle 10.00 alle 18,30. Accesso gratuito previo pagamento del biglietto parco o castello. Per info: dario.cornero@alice.it

Fino al 5 novembre, nelle sale a chinoiseries è possibile ammirare due eleganti kimono da uomo del periodo Taishō (1912-1926) nell’ambito di un racconto dedicato al Sol Levante ed ai semai, setaioli italiani in Giappone, sviluppato in collaborazione con il MAO Museo di Arte Orientale di Torino ed il Filatoio di Caraglio che fino al 5 novembre ospita la mostra Y KIMONO NOW. I kimono provengono dalla collezione di Nancy Stetson Martin, artista e textile-designer americana che in oltre 40 anni ha raccolto quasi 800 kimono – di uso quotidiano o destinati alle cerimonie – del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo Taishō (1912-1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926-1945).



Lucio Fontana a Palazzo Salmatoris



Dal 14 ottobre 2017 a Cherasco una mostra dedicata all’artista che ha cambiato la storia dell’arte 

Cherasco (CN) dedica un’importante mostra a Lucio Fontana e ad una quarantina di altri artisti che permetteranno di documentare, per la prima volta in Piemonte, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, movimento che condusse alla rottura con i dogmi della pittura alla ricerca di una nuova libertà creativa.
L’esposizione, promossa da Regione Piemonte, Città di Cherasco e Associazione Cherasco Eventi, è curata da Cinzia Tesio con la collaborazione di Riccardo Gattolin e la direzione tecnica di Maurizio Colombo.
Cherasco dedica un’importante mostra a Lucio Fontana, celebre a livello mondiale per i suoi “Tagli” e per i “Concetti spaziali”.
L’artista, protagonista di una radicale e fondamentale innovazione artistica, si allontanò dalla tradizione pittorica precedente attraverso scelte totalmente nuove, quali l’uso del monocromo e di materiali come vetro, plexiglass e acciaio scelti per esaltare la luce, il movimento e il cambiamento nel concetto di spazio.


Ai circa venti capolavori di Fontana in esposizione si affiancheranno altre ottanta opere circa di una quarantina di artisti che permetteranno di documentare, per la prima volta in Piemonte, la straordinaria avventura artistica del Gruppo Zero, movimento nato in Germania alla fine degli anni Cinquanta del Novecento e poi diffusosi in tutto il mondo nel segno di una rottura definitiva con i dogmi della pittura, alla ricerca di una nuova libertà creativa. Le opere esposte, provenienti da collezioni private e da gallerie di respiro internazionale, consentiranno di rivivere il clima di ricerca artistica che pervase quegli anni e di coglierne in modo naturale gli assunti teorici.


Chiuderà il percorso di questa grande mostra una sezione dedicata agli esiti più recenti della “Pittura non pittura”, quasi fino al contemporaneo.

L’esposizione, promossa da Regione Piemonte, Città di Cherasco e Associazione Cherasco Eventi, è curata da Cinzia Tesio con la collaborazione di Riccardo Gattolin e la direzione tecnica di Maurizio Colombo.

In catalogo testi di Cinzia Tesio, Paolo Turati, Dario Lorenzati, Rino Tacchella, Monica Naso.



Reportage fotografico di Domenico Olivero







martedì 10 ottobre 2017

Prossimi appuntamenti a Casa Delfino




12° stagione degli Inviti di Ulisse venerdì 13 ottobre ore 17, con lo spettacolo teatrale sulla persona e l'opera di Adriano Olivetti. 

Presentazione dei corsi di recitazione: "Sipario!" e di dizione "Si sènte l'accènto?" tenuti da Riccardo Forte attore della Bottega teatrale di Vittorio Gassman, mercoledì 18 ottobre ore 18, come da locandina.
                                                                     


Fondazione Casa Delfino onlus

C.so Nizza 2, 12100 Cuneo
+39 0171 69 56 00
info@fondazionedelfino.it
www.fondazionedelfino.it









lunedì 9 ottobre 2017

Franco Marabotto e Luigi Sostegni in mostra a Cuneo

CONTRASTI 

FRANCO MARABOTTO / LUIGI SOSTEGNI 



13 ottobre - 5 novembre  2017


Galleria Arte+ 

Via Chiusa Pesio 8 - Cuneo







Reportage fotografico di Domenico Olivero










sabato 7 ottobre 2017

Aperitivo POP d'Artista con Ugo Nespolo



Giovedì 12 ottobre alle 18 ritorna "Aperitivo POP d'Artista", evento organizzato in concomitanza con la mostra "Io non amo la natura - Pop Art italiana dalle collezioni della GAM di Torino" ! Protagonista dell'incontro, all’Open Baladin di Cuneo (piazza Foro Boario), Ugo Nespolo, artista poliedrico di cui sono esposte in mostra ben quattro opere: “Questo grotesque, questo grotesque triste” (1966), “Senza Titolo” (1967), “Tavole di Pastore” (1968) e il cortometraggio “La galante avventura del cavaliere dal lieto volto” (1966/67). 
 
Ugo Nespolo dialogherà con Riccardo Passoni, curatore della mostra e vice direttore della GAM di Torino, una chiacchierata informale sui temi legati alla stagione POP italiana e internazionale e alla sua vicenda storica, analizzando il ruolo dell’artista, gli incontri, i dibattiti dell’epoca, il culmine e infine il superamento di quel fenomeno artistico.
 
Tutti i partecipanti avranno la possibilità di incontrare l’artista e di usufruire di uno sconto sulla consumazione. 
 
L'evento è organizzato dalla Fondazione CRC  e rientra nel programma di iniziative per festeggiare i nostri 25 anni. 
 
Ti aspettiamo!

giovedì 5 ottobre 2017

Enzo Cucchi dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea



Enzo Cucchi, Coraggio, 1998-99


Enzo Cucchi dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
a cura di Stefano Collicelli Cagol
Chiesa di San Giuseppe - Piazzetta Vernazza 6, Alba (CN)
8 ottobre – 3 dicembre 2017
Inaugurazione: domenica 8 ottobre 2017, ore 11.00

Domenica 8 ottobre alle ore 11.00, la Fondazione CRC presenta presso la Chiesa di San Giuseppe ad Alba la mostra Enzo Cucchi dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Stefano Collicelli Cagol.

Due importanti opere di Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949) - Coraggio, 1998-99, e Piogge Sante, 1987, provenienti dalle Collezioni del Museo - offrono al pubblico un’occasione di incontro con la Transavanguardia, una delle tendenze espressive più importanti degli anni Ottanta. Recuperando gli strumenti tradizionali della pittura, dopo un periodo dominato dall’arte concettuale, la Transavanguardia ha sviluppato innovative forme di espressionismo contemporaneo. Nelle opere di Enzo Cucchi, infatti, la pittura, il disegno e la scultura divengono i mezzi necessari per esprimere un personale mondo poetico tramite una scelta anche figurativa.

La rassegna Enzo Cucchi dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, promossa dalla Fondazione CRC in occasione dei 25 anni dalla nascita, rappresenta l’avvio di una serie di collaborazioni con il Castello di Rivoli destinate a promuovere nel territorio cuneese i capolavori della collezione del Museo.

“La mostra costituisce una felice occasione di dialogo tra presente e passato. Il palinsesto architettonico che compone la Chiesa di San Giuseppe, eretta sulle fondamenta di una casa privata, costruita a sua volta su persistenze romane (la cavea di un teatro) e medievali - scrive il curatore Stefano Collicelli Cagol - richiama la complessità e la ricchezza di riferimenti iconografici della ricerca di Enzo Cucchi, uno dei protagonisti del movimento artistico italiano della Transavanguardia, mentre la tradizione barocca della chiesa dialoga con la manipolazione spazio-temporale delle tele dell’artista. Le colline marchigiane, dove Cucchi è cresciuto, e i declivi delle Langhe sembrano unirsi in Coraggio, in un’atmosfera spirituale conturbante, con echi dalla Genesi (la creazione della donna) e dai Vangeli (la parabola del buon samaritano). Ferro, neon, legno e olio su tela compongono invece Piogge Sante, la cui iconografia rievoca una meridiana. I titoli delle opere creano cortocircuiti con le immagini, sprigionandone ulteriormente energie e potenzialità interpretative”.

“L’iniziativa – afferma Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli - intende promuovere la comprensione della nostra epoca contemporanea attraverso l’arte e condividere il patrimonio del nostro Museo con iniziative meritevoli nella Regione Piemonte”.

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC, commenta “Questo evento inaugura la collaborazione con il Castello di Rivoli. Si tratta di una delle partnership con riconosciute istituzioni museali che la Fondazione CRC sta sviluppando per promuovere anche in provincia di Cuneo eventi di fruizione culturale, occasioni di arricchimento per tutti i nostri concittadini ed efficace volano di promozione turistica e valorizzazione territoriale”.


Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949), vive e lavora a Roma. Nato da una famiglia di braccianti, ancora adolescente si sposta ad Ancona dove si avvicina all’arte da autodidatta, lavorando come assistente presso restauratori di libri e quadri. La sua passione per la poesia lo porta alla casa editrice Nuova Foglio di Macerata, dove conosce Gino de Dominicis, Pio Monti e Achille Bonito Oliva. Trasferitosi a Roma, entra in contatto con Sandro Chia e Francesco Clemente. Tra i protagonisti della Transavanguardia (che confluisce nel post-modernismo), la produzione di Cucchi è segnata dal ritorno al metodo e agli elementi classici dell’opera d’arte: quadri, disegni, grafiche, sculture in bronzo e ceramica. L’arte di Cucchi è prevalentemente figurativa e da molti definita visionaria. Tra le principali mostre collettive ricordiamo: Documenta 7, Museum Friedericianum, Kassel, 1982; 47° Biennale di Venezia. Padiglione Italia (Cattelan-Cucchi-Spalletti), 1997; Transavanguardia, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, 2002; Art and Arch, Triennale di Milano, 2016. Tra le personali a lui dedicate segnaliamo:E. Cucchi, The Solomon R. Guggenheim Museum, New York e Musée National d’Art Moderne Centre Georges Pompidou, Parigi, 1986; Enzo Cucchi, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, 1993; Cucchi, Sara Hildén Taidemuseo, Tampere, 1995; Madama Cucchi, Palazzo Madama, Torino, 2015; Enzo Cucchi. 50 anni di grafica d’Artista, Max Museo, Chiasso, 2017. Nel 1994 firma assieme all’architetto Mario Botta una Cappella sul Monte Tamaro.

Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978. Vive e lavora a Torino) è attualmente Curator at Large presso il Trondheim kunstmuseum, Norvegia. Nel 2003 ha iniziato il percorso curatoriale collaborando alla mostra I Moderni al Castello di Rivoli. Nel 2014 ha ottenuto il suo PhD in storia delle esposizioni al Royal College of Art di Londra. In passato ha collaborato con diverse istituzioni quali Villa Manin - Centro d’Arte Contemporanea, Passariano, Udine; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; LUX Artists’ Moving Images, London; steirischer herbst festival, Graz; Fondazione Querini Stampalia, Venezia e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino. Ha scritto per Domus e ha pubblicato diversi saggi sulla storia delle mostre in Italia nel ventesimo secolo.


Orari:
lunedì – venerdì: 10.30 – 17.00 | sabato – domenica: 10.30 - 18.30
Ingresso libero. Info: www.fondazionecrc.it - tel. 0173.293163

nctm e l'arte: Artists-in-residence X edizione



nctm e l'arte: Artists-in-residence X edizione borsa di studio Artists-in-residence nctm e l’arte è un progetto di supporto all’arte contemporanea avviato da Nctm Studio Legale. 

nctm e l’arte ha istituito una borsa di studio, a cadenza semestrale, dedicata al sostegno della mobilità degli artisti italiani nctm e l’arte: 

Artists-in-residence. nctm e l’arte: Artists-in-residence consiste in un fondo destinato a favorire l’accesso degli artisti a programmi internazionali di residenza. 

Con nctm e l’arte: Artists-in-residence si desidera incoraggiare la formazione degli artisti residenti in Italia consentendo loro di confrontarsi con situazioni inedite, di acquisire nuove esperienze e di sviluppare nuove capacità, usufruendo di possibilità di inserimento nel mondo dell’arte contemporanea internazionale. specificità del bando

 La borsa di studio è rivolta ad artisti visivi residenti in Italia che intendano partecipare, a scopo formativo, a un programma di residence qualificato e internazionalmente riconosciuto, con sede fuori dall’Italia.

 La borsa di studio è da assegnarsi a uno o più artisti ogni edizione che ne facciano richiesta dopo essere stati ammessi a programmi di residence internazionali. 

L’assegnatario o gli assegnatari saranno scelti secondo criteri di serietà in base al profilo artistico, alla chiarezza e rilevanza dei progetti, alle opportunità formative offerte dalla residenza invitante e alla qualità del progetto eventualmente proposto. scadenza 

La scadenza di questa X sessione del bando per la richiesta della borsa di studio è fissata il 26 novembre 2017. 

L’esito della valutazione verrà comunicato entro il 10 dicembre 2017. requisiti del candidato e modalità di accesso 

Gli artisti interessati sono invitati a candidarsi per nctm e l’arte: Artists-in-residence solo dopo essere stati invitati a partecipare a un programma di residenza e dopo aver fissato il periodo di residenza. 

La residenza non dovrà avere inizio prima della comunicazione degli esiti del bando e dovrà essere avviata entro un anno da essa. 

La domanda di borsa di studio dovrà arrivare in formato digitale compresso e corredata di: 

• descrizione del programma all’estero a cui si intende partecipare; 
• documentazione da cui risulti l’accettazione da parte della residenza invitante; 
• indicazione del periodo di residenza; 
• ammontare del budget dei costi totali, con eventuale sottolineatura delle voci per le quali si richiede la borsa di studio; 
• curriculum artistico; 
• portfolio esaustivo; 
• copia di un documento di identità in corso di validità; 
• liberatoria per la privacy. 

Domanda di partecipazione e materiale di documentazione devono essere inviati tramite e-mail all’indirizzo: artistsinresidence@arte.nctm.it 

Eventuale ulteriore documentazione aggiuntiva dell’attività artistica (video, cataloghi, altro) può essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnata direttamente in formato cartaceo o CD/DVD (i materiali non saranno restituiti al termine del processo di selezione) all'indirizzo: Nctm Studio Legale - via Agnello, 12 - 20121 Milano all’attenzione della Dott.ssa Veronica Tamborini. 

La documentazione aggiuntiva deve pervenire entro e non oltre la data di scadenza del bando. Il candidato dovrà comunicare la spedizione dell'eventuale materiale aggiuntivo tramite e-mail all’indirizzo sopra indicato. 

Dopo una valutazione dei curricula e del materiale inviato da parte della giuria, i candidati ritenuti idonei potranno essere invitati a sostenere un colloquio. modalità di valutazione 

La valutazione dei curricula e del materiale inviato sarà condotta da una Commissione composta dalla Responsabile del progetto nctm e l’arte, Gabi Scardi, dai membri del Comitato Arte di Nctm Studio Legale Associato, da uno o più artisti assegnatari di una precedente edizione della borsa di studio e dal curatore Cecilia Guida. conferimento della borsa di studio 

Le borse di studio consistono nell’assegnazione dell’importo annuo complessivo di 10.000 (diecimila) euro, da suddividersi in diversi premi che verranno assegnati discrezionalmente dalla commissione nei tempi e nei modi previsti dal bando, secondo modalità da definirsi di volta in volta. 

Anche le modalità del conferimento potranno variare in relazione alle condizioni delle residenze di riferimento. 

La copertura della somma richiesta potrà essere totale o parziale. 

L’erogazione della borsa avverrà nell’anno corrispondente alla realizzazione della residenza. 

Al termine del periodo i borsisti saranno tenuti a presentare un breve dossier riguardante il periodo di residenza e le attività svolte. 

Nel caso di gravi e giustificati motivi, l’erogazione della borsa potrà essere sospesa. 

Per informazioni rivolgersi a: nctm e l’arte Gabi Scardi - curatrice gabi.scardi@arte.nctm.it artistsinresidence@arte.nctm.it Veronica Tamborini - coordinamento veronica.tamborini@nctm.it artistsinresidence@arte.nctm.it

Bartolo Dutto alla Provincia












giovedì 28 settembre 2017

Artisti cinesi in mostra a Cuneo


NELL'IO

Hu Yu - Liang Jiazheng - Yao Pengyu



29 settembre - 28 ottobre 2017
inaugurazione venerdì 29 settembre ore 18:00


Officina delle arti

C.so Giovanni XXIII n.24 - 12100 Cuneo

officinadellearticuneo@gmail.com




[dal comunicato stampa]
L’Officina delle Arti Cuneo apre la nuova stagione espositiva presentando una mostra collettiva di pittura di HU YU, LIANG JIAZHENG e YAO PENGYU. I tre giovani artisti provenienti dalla Cina, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Cuneo, cercano nella pittura un mezzo di comunicazione per esporre le loro riflessioni, le loro insicurezze, i loro esami di coscienza.
“I tre giovani artisti indagano su quale possa essere il loro ruolo all’interno di una società che non rispecchia le loro tradizioni e le loro abitudini, ma stimola in loro una necessità di immergersi nell’IO più intimo ed introspettivo alla ricerca di risposte e conferme.
HU YU si raffigura privo di indumenti immerso in uno sfondo piatto che rappresenta il vuoto più assoluto ma dalle calde tonalità di colore, come fosse alla ricerca di una comodità in un luogo non confortevole. LIANG JIAZHENG si avvolge nel fumo nebbioso che ricorda lontanamente il mantello che dona la capacità di essere invisibile nella fantasia dei bambini, come a proteggersi dalle paure dell’ignoto futuro. YAO PENGYU si ritrae come in una continua ricerca di una posizione agiata, il suo corpo diventa studio sulla propria emotività, un’immersione nella sua figura femminile in un susseguirsi di movenze e posizioni raccolte. ”
Inaugurazione Venerdì 29 Settembre alle ore 18:00, in tale occasione saranno presenti anche gli artisti espositori.

La mostra sarà visitabile da Venerdì 29 Settembre a Sabato 28 Ottobre, orario negozio, chiuso il Mercoledì mattina e Sabato pomeriggio. Per informazioni tel. 0171988127 – officinadellearticuneo@gmail.com



Comprensioni - Incomprensioni


Comprensioni - Incomprensioni

Walter Accigliaro, Daniele Aletti, Rodolfo Allasia, Enzo Bersezio, Alessia Clema, Claudio Diatto, Guido Giordano, Daniela M. Guggisberg, Pier Giuseppe Imberti, Mario Mondino, Claudio Salvagno, Fiorenzo Sasia, Michelangelo Tallone, Gaetano Usciatta

6 - 29 ottobre 2017
inaugurazione venerdì 6 ottobre - ore 18

Palazzo Samone

via Amedeo Rossi 4 - Cuneo



[dal comunicato stampa]
La mostra, curata da Roberto Baravalle con Massimiliano Cavallo e Giacomo Doglio, è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Cuneo e resterà aperta dal 6 al 29 ottobre 2017 con il seguente orario: giovedì e venerdì dalle 17,00 alle 19,30, sabato e domenica dalle 15,30 alle 19,30.

La rassegna grandArte 2016/2107 prevede la vendita delle opere in mostra per contribuire al progetto sociale delle Case del Cuore sostenuto dalla associazione Amici delle Case del Cuore.



Dal testo critico di presentazione della mostra di Roberto Baravalle

Le migrazioni attualmente in corso attraverso il mondo sollecitano anche individualmente le persone a prendere posizione, a riflettere, ad accettare o a respingere. Sovente, anche solo il tentativo di capire, di comprendere costituisce uno sforzo e un impegno. La complessità e la contraddittorietà dei fatti e degli eventi dei quali siamo diretti testimoni influiscono sulle persone in termini di incremento dell'ansia, dell'incertezza sul proprio ruolo e sulla propria personalità. E' un sociale che si fa individuale, personale.

Comprendere significa accogliere? Comprendere significa includere?
Sul versante opposto, non comprendere genera incertezza sul nostro stesso ruolo? Su chi siamo e dove stiamo andando? Potremmo dire che sugli eterni interrogativi dell'esistenza gravano, oggi, incertezze maggiori. Anche nuove paure e inquietudini, forse.
Gli artisti sono persone normalmente dotate di “antenne” assai sensibili. Del resto, sovente, la loro stessa arte viene definita “difficile da comprendere”. Quindi, per loro dovrebbe essere più agevole muoversi all'interno dei moderni labirinti, accettando e fronteggiando le nuove sfide.
L'artista, però, dispone spesso di un suo mondo, fatto di costruzioni linguistiche, che talvolta guarda al passato, talvolta anticipa il futuro. L'artista può accettare ma anche sfuggire il confronto perché si sente e, in un certo senso, è entità autonoma e auto-referenziale.

Nel merito di questa rassegna, direi che è lungo tempo che Walter Accigliaro ha scelto di raffreddare gli impulsi esterni, pittoricamente espressionisti, il colorismo, lo scontro, per approdare a una sorta di serenità algida, quasi distaccata: una pittura mentale, filosofica, con il conflitto che si sviluppa interamente all'interno dell'opera.

Ho già scritto in passato qualche pagina forse non banale sullo stato di tensione che è alla base delle opere di Pier Giuseppe Imberti, artista che da sempre accetta la lotta, vivendo quasi di conflitto. Tentativi di sistemazione formale più composta mi sembrano transitori perché sempre allo stato di tensione, il Nostro ritorna.

Sul versante opposto, Rodolfo Allasia ripropone una modalità figurativa, secondo lui imprescindibile, che ancora sembra fornirgli gli strumenti e gli utensili per confrontarsi con la realtà contemporanea.

Guido Giordano è un alchimista la cui pietra filosofale, cercata e ogni volta ritrovata nell'opera, è lo stupore di fronte alla scrittura ignota, addirittura inventata e inesistente, quasi che nella babele dei linguaggi attuali tutto sia legittimo, compreso un meccanismo “tu non mi capisci perché tu ed io non vogliamo farci capire”, e l'unica luce che si intravvede nella moderna caverna di Platone sia una sorta di bellezza formale, di arzigogolo conquistato quotidianamente a dura pena.

La sensibilità femminile di Alessia Clema ci ha a lungo ricordato che l'immagine di ognuno è superficie, specchio illusorio se non è corredata dei portati e degli arredi che ci accompagnano. Il senso della sua moderna forma di ritratto sembra stare oltre l'evidenza, ridotta a persona, strumento per la voce, amplificazione che ci permette di cogliere l'essenza di ognuno. In questa mostra propone una forma diafana di paesaggio, una nebulosa, all’interno della quale è arduo trovare un percorso.
Più cerebrale e neo-avanguardista l'approccio di Claudio Diatto, attestato sul versante di una neo – avanguardia (quella del Novecento secondo futurista) che nei suoi lavori trova il risultato dell'eleganza formale e le ragioni stesse della sua sussistenza.

Totale e apocalittico è l'approccio di quel grande poeta di lingua occitana che è Claudio Salvagno: passione per il manufatto barbaro, rivisitazione di un'antichità universale, fiducia nella valenza simbolica, fede in una tradizione che non è mai riuscita a diventare accademia, perché minoritaria e non di rado perseguitata.

La grande tradizione della pittura ottocentesca di sapore orientalista sembra rivivere nel virtuosismo di Fiorenzo Sasia: la realtà esterna (estera si potrebbe anche dire) va conosciuta e amata in loco e deve essere presentata in forma oggettiva ma è essenziale che essa sia oggetto di amore, di culto: condivisione adorata di quelle giungle, di quei volti, di quei soli e di quelle pietre.
Discorso a parte meriterebbero gli scultori.

La scultura, oggi, e anche le opere qui in mostra lo testimoniano, appare tutt'altro che una lingua morta come ebbe a definirla il grande Arturo Martini, ai margini di un'Italia distrutta dalla guerra e sfinita dal compromesso, per non dire dalla complicità, di tanta intellettualità italiana con il Regime morente. Nei decenni del dopoguerra, anzi, a testimonianza che la Storia, come la vita, non ha mai fine, la scultura ha ripreso vigore e senso dell'essere. Qui si presenta un bel campionario: dall'ironia e dalla passione artigiana di Enzo Bersezio, alla scabra monumentalità di Gaetano Usciatta, passando attraverso la raffinata politezza dei marmi e delle pietre della coppia Guggisberg-Aletti, fino alla salda presenza di Mario Mondino che affronta i marosi contemporanei con una pluralità di opzioni e di soluzioni formali che vogliono anche includere, oggi, uno sconfinamento nella pittura. L'universo acuminato di Michelangelo Tallone sembra fare intuire l'asperità di un cammino, le difficoltà di salita e di risalita verso un universo accettabile. Tutto questo mentre la dicotomia comprensione-incomprensione sembra dover restare a lungo una cifra non episodica del nostro esistere.


Reportage fotografico di Domenico Olivero
















martedì 26 settembre 2017