giovedì 4 luglio 2019

Dai disegni di Leonardo “spuntano” il Mombracco, il Monviso e la quarzite bargiolina



Scoprire che si può vedere il territorio del Mombracco nei disegni di Leonardo Da Vinci. È questo il dato più interessante ad emergere dal convegno "Mombracho sopra Saluzo", la montagna di Leonardo: Il paesaggio come risorsa del territorio”, che si è svolto martedì 2 luglio nel Salone Multimediale “L. Geymonat” di Barge con una grande partecipazione di pubblico.
Che Leonardo avesse citato la quarzite bargiolina era cosa nota, dal momento che ce ne ha lasciato una testimonianza autografa. Ciò che invece è sempre stata ammantata di mistero e leggenda è l’effettiva presenza del genio toscano in questa zona.
In occasione del convegno, il professor Maurizio Gomez, curatore dell’evento e Professore Aggregato e ricercatore in Storia dei Materiali nel Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio presso il Politecnico di Torino, ha portato numerosi elementi che, per lo meno, suffragano una conoscenza approfondita del territorio da parte del genio toscano, che è possibile dedurre confrontando numerosi disegni di Leonardo con panorami e dettagli locali.
Nel codice Leicester, ad esempio, Leonardo ha disegnato una sezione geologica, forse la prima della storia: messa a confronto con quella del Mombracco la somiglianza è più che evidente. In altri schizzi invece appare chiarissima la somiglianza tra alcuni particolari rocciosi e gli affioramenti di quarzite bargiolina, minerale dalle caratteristiche geologiche uniche al mondo e pertanto inconfondibile.
Non solo. Dall’analisi attenta di altri disegni di Leonardo è spuntata anche una silhouette inconfondibile: quella del Monviso, che Gomez ha confrontato con fotografie della montagna sovrapponendo con esiti quasi perfetti i profili delle immagini.
«Che Leonardo abbia disegnato la quarzite è indubbio, viste le sue particolarità che la rendono facilmente riconoscibile. Non è sufficiente per dire che Da Vinci abbia visitato la zona del  Mombracco - sostiene con prudenza il professor Maurizio Gomez - ma è certamente un interessante punto di partenza per ulteriori approfondimenti a livello di geomorfologia, che stiamo già portando avanti. Le fonti storiche mancano, ma da oggi la suggestione che Leonardo abbia effettivamente percorso i sentieri del Mombracco ha qualche elemento di concretezza in più».
La presentazione del professor Gomez si è conclusa con un’analisi del paesaggio che fa da sfondo all’Annunciazione, dipinta da Leonardo intorno al 1473/74 e oggi conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze: anche in questo celebre lavoro emergono profili del tutto sovrapponibili a quelli del Mombracco.
 
Il convegno
Il convegno era l’ ultimo appuntamento del calendario di eventi che il Comune di Barge, con il sostegno della Regione Piemonte e in qualità di Capofila della Convenzione tra i Sei comuni del Mombracco, che comprende anche Envie, Paesana, Revello, Rifreddo e Sanfront, ha allestito a partire dallo scorso mese di marzo per ricordare Leonardo Da Vinci a cinquecento anni dalla morte.
«Si concludono gli eventi in calendario, ma non l’impegno del Comune di Barge in termini di valorizzazione del Mombracco e dell’”eredità leonardiana”: – aveva precisato alla vigilia dell’appuntamento la Sindaca di Barge, Piera Comba –stiamo progettando nuovi appuntamenti e altre attività per proseguire nella direzione tracciata in questi mesi, consapevoli che la “Montagna di Leonardo” sia una risorsa ambientale, paesaggistica, escursionistica e turistica da promuovere e valorizzare ulteriormente. Da parte mia e dell’amministrazione comunale un grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato e supportato in questi mesi: sono stati ricchi di eventi che hanno riscosso un notevole successo di pubblico. Ora il lavoro continua, sono certa, tutti insieme».
Introdotto dalla Sindaca di Barge Piera Comba, che ha sottolineato come il paesaggio sia una risorsa da tutelare e da proteggere, il convegno è stato preceduto dai saluti istituzionali dell’Assessore regionale Fabio Carosso e del presidente dell’Uncem Marco Bussone. Presenti in sala anche il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni e il professor Mauro Piccat, capo delegazione FAI di Saluzzo e neo presidente della Fondazione CR Saluzzo.

Nel corso della giornata si sono susseguiti diversi interventi.
Il primo è stato dedicato al paesaggio come archivio culturale del territorio: su questo aspetto si è concentrato il professor Marco Devecchi, del Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino ha analizzato il paesaggio odierno del Mombracco confrontandolo con ciò che scrisse del territorio nella prima metà dell’Ottocento Goffredo Casalis, nel suo Dizionario Geografico - Storico - Statistico - Commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, e rimarcando il ruolo e l’importanza dell’agricoltura per queste zone.
L’architetto e agronomo Aldo Molinengo ha proseguito in questo solco, ricordando un passato ancora più antico del Mombracco, frequentato da millenni dall’uomo che lo ha modellato con attenzione, che ci permette di pensare ad un concetto di paesaggio naturalmente integrato tra le varie competenze - agronomia e architettura paesaggista per dirne solamente due - che oggi lo studiano.
L’architetto Giovanni Paludi del Settore Territorio e Paesaggio della Regione Piemonte si è concentrato sull’importanza di conoscere e valorizzare il paesaggio, legando questa risorsa alle tante opere nelle quali Leonardo Da Vinci lo ha inserito come “protagonista aggiuntivo” e illustrando il Piano Paesaggistico Regionale, che la Regione Piemonte ha varato nel corso del 2017 e che proprio nel territorio del Mombracco ha visto importanti interventi di ripristino della rete sentieristica storica e di allestimento di quattro punti di belvedere. Paludi ha ricordato che lo scorso anno è stato varato anche Paesaggio Piemonte, un sito internet che la Regione ha creato per presentare le principali attività in tema paesaggistico, consapevole della grande importanza della comunicazione anche in questo ambito, poiché il paesaggio è l’elemento nel quale conduciamo la nostra vita.
Il professor Aimaro Oreglia D’Isola, Professore Emerito del Politecnico di Torino, ha proposto un approccio alla tematica del paesaggio con una sorta di confronto a distanza con Leonardo Da Vinci, attraverso una vera e propria lezione magistrale intitolata “Paesaggi di rocce e paesaggi di acque” nella quale ha affrontato i tanti stimoli leonardeschi - non solo nella scienza ma anche e soprattutto nell’arte - che hanno superato i limiti temporali del genio toscano diventando elementi significativi per gli studiosi e gli artisti dei secoli successivi, fino ai giorni nostri.
Nel pomeriggio i partecipanti ai lavori hanno visitato la Certosa di Mombracco, con gli affreschi recentemente restaurati: nella vicina sala capitolare si è svolto l’ultimo intervento del convegno: il professor Gerardo Brancucci, geologo e professore associato di geomorfologia applicata presso la Scuola Politecnica dell’Università di Genova, ha analizzato le relazioni tra paesaggio, suolo, vitigni e vino attraverso la geodiversità dei vigneti liguri.
A seguire sono stati presentati sul campo i lavori realizzati nell’ambito del Piano Paesaggistico Regionale, effettuati anche con la collaborazione del CAI, e la la vigna di Malvasia Moscata recentemente impiantata nei pressi della Certosa del Mombracco dal dott. Mauro Camusso dell’Azienda Agricola L’Autin di Barge: una piccola vigna che ricorda quella che Leonardo Da Vinci possedeva a Milano e che è simbolo integrato di valorizzazione territoriale e produzione enologica. 
La giornata si è conclusa con la visita alla mostra “Leonardo Homo Sine Tempore”, curata dal prof. Maurizio Gomez e giunta agli ultimi giorni di apertura. 
Il convegno è stato organizzato dal Comune di Barge con la collaborazione degli ordini di architetti, ingegneri, agronomi, geologi e geometri e con la curatela scientifica del prof. Maurizio Gomez del Politecnico di Torino – Facoltà di Architettura.

mercoledì 3 luglio 2019

La Granda alchemica


Ars Regia - La Granda alchemica

a cura di Enzo Biffi Gentili

5 luglio 2019 - 6 gennaio 2020
Inaugurazione venerdì 5 luglio ore 11

Palazzo Taffini

via S. Andrea 53 - Savigliano (Cuneo)








William Turner, Fuga dalla nebbia


William Turner, Fuga dalla nebbia


Venerdì 5 luglio, ore 21.00

Forte di Vinadio 

Vinadio (Cuneo)






[dal comunicato stampa]

Venerdì 5 luglio, presso il Rivellino del Forte di Vinadio, si terrà la serata di arte imperfetta "William Turner, fuga dalla nebbia" a cura di P.Arti.
L’appuntamento è parte del calendario “Persone Patrimonio d’Impresa”.


Può una serata sul pittore inglese William Turner essere definita di “arte imperfetta”? Sì, se un esperto animato dalla convinzione che l’arte debba essere alla portata di tutti e due musicisti accompagnano il pubblico a conoscere la vita e l’opera di un artista non sulla base di un copione rigido, ma lasciandosi piuttosto guidare dall’intuizione e dall’improvvisazione. Il risultato è “imperfetto” perché molto lontano dalla classica visione accademica e dalla formula della conferenza, ma senz’altro molto coinvolgente e divertente. È quanto metterà in atto il gruppo P.Arti in occasione dell’evento al Forte di Vinadio, il cui titolo – “Fuga dalla nebbia” – rimanda al famoso detto per cui prima che Turner la dipingesse, nessuno aveva mai visto la nebbia del Tamigi.

Il racconto di Luca Lavagno sulla vita e l’opera di Turner sarà intervallato dagli intermezzi musicali di Paolo Montagna e Fabrizio Barale. Nel flusso di parole e musica si inseriranno alcuni sketch che, con leggerezza, aiuteranno il pubblico ad immergersi nell’atmosfera di quel periodo tra Settecento e Ottocento in cui l’artista visse e dipinse. Il tutto con toni coinvolgenti, divertenti, a tratti comici.
Racconta Luca Lavagno, ideatore della serata: “Il progetto parte da una mia ricerca focalizzata sull’atto creativo, un momento fondamentale non solo dal punto di vista artistico, ma anche da quello umano.
È in quell’istante che l’artista, possedendo una sensibilità del tutto particolare, anticipa di molto i tempi e arriva a prefigurare ciò che i suoi contemporanei non riescono ancora a percepire o a vedere, apre nuove prospettive sulla realtà e sul mondo, nel caso di Turner sulla pittura. A partire da questa visione proponiamo l’arte non come un fine, ma come un mezzo che ci permette di entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi. Ma vogliamo farlo con una formula che si distacchi dagli schemi accademici, che risulti interessante e fruibile per tutti”.


L'incontro è parte del calendario di eventi di welfare culturale del progetto “Persone Patrimonio d’Impresa. Tre luoghi della cultura si aprono al mondo delle imprese”, realizzato grazie al contributo della Fondazione CRC (Bando “Musei Aperti 2017”) dall’Associazione Castello del Roccolo, in collaborazione con il Filatoio di Caraglio e il Forte di Vinadio, con la partnership di Regione Piemonte, Fondazione Piemonte dal Vivo, Hangar Piemonte, Fondazione Artea e Comune di Vinadio, oltre al patrocinio della Città di Busca e del Comune di Caraglio.

L'iniziativa, pur essendo aperta a tutti, è rivolta in particolare agli imprenditori e ai lavoratori delle imprese del territorio, che con le loro famiglie avranno la possibilità di avvicinarsi al mondo dell’arte nella suggestiva cornice offerta dal Forte di Vinadio.

L'ingresso è libero; è consigliata la prenotazione telefonando al 349 5094696 o scrivendo a 



martedì 2 luglio 2019

Cecil Kemperink al Museo della ceramica di Mondovì


CECIL KEMPERINK E LE SUE MAGLIE IN CERAMICA
PROTAGONISTE AL MUSEO DELLA CERAMICA DI MONDOVÌ
Il 10 luglio si inaugura la personale dell’artista olandese, che espone dopo un periodo di residenza al Museo.
“A Mondovì mi sono sentita libera di vivere la mia arte"

È il raffinato connubio di arti tessili e ceramiche il filo conduttore della mostra “Rings of view”, ospitata dal 10 luglio prossimo al Museo della Ceramica di Mondovì. Sono esposte le opere dell’artista olandese Cecil Kemperink, finalista del premio “Open to Art”, indetto da Officine Saffi, Milano e di cui è partner il museo monregalese diretto da Christiana Fissore che ha scelto di ospitare l’artista per una residenza nel Museo e di curare al termine una rassegna.

Protagoniste grandi maglie di ceramica, oggetti mobili, plastici, sonori, di grande potere evocativo. “Cecil – dice Christiana Fissore - è capace di porsi come ponte fra le arti, ma anche di incarnare la tradizione, rinverdendola con un approccio completamente innovativo. Attenta a che i suoi manufatti siano esperienze totali che coinvolgono tutti i sensi, veicola la sua passione per la Moda e il Design, attingendo all’arte del tessuto, a una leggerezza e armonia di forme che tende all’impalpabile, e insieme però gioca col peso, con la matericità, con la forza e persino la crudezza di cui i materiali ceramici sono capaci”.

I contrasti e le saldature divengono caleidoscopici e le possibilità espressive delle sue sculture in movimento non fanno che amplificare il gioco di rimandi, citazioni, evocazioni.
Cecil Kemperink ha lavorato dal 19 giugno nell’ UP, l’Unità Produttiva interna al Museo, in cui è possibile realizzare il ciclo completo di lavorazione della ceramica. Il lavoro di quest’artista richiama la storia del Museo. Un esempio è quello delle sale in cui l’arte del pizzo si fonde con quella della produzione di stoviglie, là dove i merletti diventano timbri per il decoro delle ceramiche.

“Arte del filo e Arte ceramica, dunque – conclude Fissore - s’intrecciano già nella storia del nostro territorio, ma con Cecil il dialogo riprende slancio e forza vitale”.

CECIL KEMPERINK

Cecil Kemperink è nata ad Almelo (Olanda) nel 1963 e lavora e vive sull’isola di Texel (Olanda). Dopo il diploma si è dedicata all’arte del tornio, cominciando così un percorso di approfondimento conoscitivo accompagnato da quella che l’artista definisce “l’urgenza di parlare attraverso la creta”. Da quei primi giri della ruota del tornio, l’universo creativo dell’artista ha preso le mosse e si è andato sempre più espandendo, prima con piccoli lavori di decorazione e presto con installazioni di grandi dimensioni e la produzione di oggetti d’arte
Le opera di Cecil Kemperink sono espressione delle sue molte passioni: i tessuti, l’argilla, la danza, la moda e la scultura. L’artista ha prodotto istallazioni, performance, sfilate. I suoi lavori sono stati accolti oltreché in Italia, in Korea del Sud (ROK), in Giappone (Mino), in Francia (Biennale di Vallauris) e in svariati musei e gallerie internazionali.

Alcune opere sono entrare in collezioni permanenti, ad esempio nella Korea Ceramic Foundation (KOCEF collection), nel CODA Museum (Paesi Bassi), nel The Foundation for Contemporary Ceramic Arts Kecskemét (Ungheria), ma anche in collezioni private.

Della sua esperienza monregalese dice: “Lavorare in questo museo è stato emozionante, anche perchè ho potuto conoscere i suoi splendidi dintorni. Durante questa residenza ho realizzato sculture con colori e strutture appositamente per Mondovì. Il Museo è come un ponte tra lo storico e il contemporaneo. La vista magnifica e il silenzio consentono di concentrarsi interamente sul proprio lavoro, di abbandonarsi e creare. La mia fonte artistica e quella creativa hanno potuto scorrere in abbondanza. Mi sono sentita libera di vivere la mia arte”.







Prossimi appuntamenti organizzati dalla Fondazione Artea






Torino + Cuneo, Saluzzo, Acceglio e Rore di Sampeyre
Fino al 29 settembre 

Aperta alla Pinacoteca Albertina di Torino e in altre significative sedi del cuneese la mostra monografica dedicata a Matteo Olivero, il pittore divisionista originario di Acceglio riconosciuto a livello internazionale. A cura di Antonio Musiari con la collaborazione di Giuliana Godio.
Saluzzo, Fondazione Amleto Bertoni
Lunedì 8 luglio - ore 21.30

Carmen Consoli è l’artista clou di Occit’amo 2019, quinta edizione del Festival delle Terre del Monviso. Mancava, tra i grandi ospiti internazionali di questi 5 anni, una donna. Eccola. Un mix di rock e folk, attenzione alla cultura popolare e suggestioni letterarie. 
Cuneo - Complesso Monumentale di San Francesco
Sabato 20 luglio - dalle 15.30

Rassegna estiva di attività artistiche per bambini e ragazzi, evento collaterale della mostra Fausto Coppi 9h19'55" - l'uomo, la tappa, il mito. Sulla falsariga delle Macchine Inutili di Bruno Munari meccanismi e rotelle saranno al servizio delle fantasie più stravaganti.


PER IL PROGRAMMA COMPLETO:





lunedì 1 luglio 2019

La magia del colore


La magia del colore

Carlo dannier - Fabrizio Oberti - Lidiano Pini


8 - 18 luglio 2019
inaugurazione lunedì 8 luglio alle ore 18

Sala Mostre della Provincia di Cuneo

corso Nizza 21 (angolo corso Dante) - Cuneo




Fabrizio Oberti

[dal comunicato stampa]

Cuneo. Presso la sala mostre della Provincia, in Corso Nizza 21, angolo Corso Dante, dal 8 luglio (inaugurazione ore 18:00), al 18 luglio, mostra “LA MAGIA DEL COLORE” degli artisti Carlo Dannier, Fabrizio Oberti e Lidiano Pini. La mostra, presentata all’inaugurazione dall’esperto d’arte Valerio Santi e con la partecipazione dell’attrice Cinzia Mattei, raccoglie una serie di opere prime degli artisti, sulla tematica del colore, inteso come fonte di energia vitale e aspetto fondamentale per il nutrimento spirituale del nostro essere. Carlo Dannier, paesaggista e pittore figurativo, presenterà opere legate al tema del mare e del deserto al tempo stesso, mettendo in evidenza opposti colori che intrinsecamente si fondono originando ambientazioni talvolta sognanti e connotate da un realismo magico. I quadri di Dannier, rappresentano una raffinata ed accurata ricercatezza nel cogliere le atmosfere dei luoghi da lui rappresentati e gli sguardi intensamente profondi e catturanti delle figure umane e dei volti dipinti. Fabrizio Oberti, artista che con l’occasione di questa mostra, festeggia i suoi primi vent’anni di pittura e di ricerca artistica, presenta al pubblico l’opera più grande da lui realizzata di 200x300 cm incentrata sulla tematica del mare e una serie di opere recenti inedite sul tema delle sterminate fioriture postimpressioniste, realizzate con la tecnica ad olio materico spatolato di getto su vari supporti con l’utilizzo di colori ad olio puri e di intense tonalità cromatiche . In mostra anche altri temi affrontati negli anni, quali ad esempio: le alberature, le marine e i fari, i giardini policromi…tutte opere punteggiate dal consueto “omino solitario” che rappresenta la piccolezza umana nel rapporto fisico e concettuale con la vastità sterminata della natura. Lidiano Pini, artista che fonde artigianalità e arte, in un connubbio che lo porta a recuperare vecchi oggetti come tavolini, comodini…e donar loro nuova vita attraverso il colore che dona una nota di artisticità senza togliere la funzionalità all’oggetto stesso. Inoltre saranno anche esposti dei tavoli e pannelli di design, da lui realizzati dal nuovo, con la tecnica dell’intarsio ligneo policromo. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:30 con ingresso libero e con la presenza degli artisti, che saranno ben lieti di poter colloquiare con il pubblico. 





venerdì 28 giugno 2019

Prossimi appuntamenti a Demonte


- mercoledì 3 luglio: alle ore 21, nella Sala delle Feste di Palazzo Borelli: 1° INCONTRO GUIDATO CON LA MUSICA  - "Canta che ti passa"- canti, proiezione di spezzoni di film , ecc, a cura di MARISA FRANCESCHI,

- lunedì 8 luglio: alle ore 21, nella Sala delle feste di Palazzo Borelli:  2° INCONTRO GUIDATO CON LA MUSICA: "GIOACCHINO ROSSINI- Il sole d'Italia" -vita, brani, opere- , a cura di MARISA FRANCESCHI

- giovedì 11 luglio, alle ore 21, nella Sala delle Feste di Palazzo Borelli: 3° INCONTRO GUIDATO con la MUSICA- "RICHARD WAGNER – La tetralogia”, (analisi della musica e vita del grande compositore- 1^ parte), a cura di MARISA FRANCESCHI.

- sabato 13 luglio, alle ore 17,00 nelle Sale espositive di Palazzo Borelli in Demonte: inaugurazione della mostra "SIMULTANEA" con ANDRéS AVRE' e EDOARDO VAIRA, la mostra rimarrà aperta fino a domenica 25 luglio 2019.










giovedì 27 giugno 2019

Underwater


~ UNDER WATER ~

Una mostra sull'acqua tra arte contemporanea, scienza e collezioni del Museomontagna di Torino

In mostra opere di: Andreco, Georges-Louis Arlaud, Pablo Balbontin, Olivo Barbieri, Walter Bonatti, Calori&Maillard, Mircea Cantor, Carolina Caycedo, Nuno da Luz, Marjolijn Dijkman & Toril Johannessen, Simon Faithfull, Mario Fantin, Bepi Ghiotti, Cesare Giulio, Jeppe Hein, Frank Hurley, Invernomuto, William Henry Jackson, Adam Jeppesen, Peter Matthews, Elena Mazzi, Arno Rafael Minkkinen, Ryts Monet, Pennacchio Argentato, Laura Pugno, Ernesto Samaritani, Studio Negri, Silvano Tessarollo, Helen Mayer Harrison & Newton Harrison, Gaston Tissandier, Julius von Bismarck, Thomas Wrede.



29 giugno - 29 settembre 2019
Opening Venerdì 28 giugno ore 18


Filatoio di Caraglio

Via Matteotti 30, Caraglio (Cuneo)






Il Museo Nazionale della Montagna di Torino presenta, negli spazi del Filatoio di Caraglio (Cuneo), la mostra Under Water, a cura di Daniela Berta e Andrea Lerda.

L’esposizione - realizzata con il sostegno della Fondazione CRC, in collaborazione con Fondazione Artea, Fondazione Filatoio Rosso e Comune di Caraglio - si pone come continuum del progetto Post-Water, presentato al Museomontagna nei mesi scorsi.

Un percorso sul tema dell’acqua, articolato attraverso video, fotografia, pittura, disegno, scultura e installazione, con le opere di venti artisti internazionali in relazione con le collezioni del Museomontagna, del CAI - Sezione di Torino e della Biblioteca Nazionale Club Alpino Italiano.

Inserito nell’ambito di un dibattito globale che vede protagonista il più essenziale elemento naturale che genera e garantisce il mantenimento della vita – l’acqua –, l’allestimento di Caraglio è occasione per sottolineare il profondo legame tra il tema della mostra e le finalità di Acquaviva, progetto finanziato dalla Fondazione CRC nell’ambito del bando “Interventi Faro” e di prossima realizzazione nell’area dell’ex Polveriera di Bottonasco a Caraglio.

L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 29 settembre, dal giovedì al sabato dalle ore 14 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19.


domenica 23 giugno 2019

Migliorarte















Memoria dell’impermanenza, Ernesto Morales alla Fondazione Peano


CS

Sabato 22 giugno, alle ore 18.00, presso la Fondazione Peano di Cuneo, inaugura “Memoria dell’impermanenza” la mostra dell’artista argentino Ernesto Morales curata da Nicola Davide Angerame. La mostra si colloca in continuità con la riflessione che la Fondazione Peano porta avanti, fin dalla sua istituzione, sul rapporto tra arte e natura. Natura che in questa mostra va in scena attraverso la rappresentazione delle nuvole che sono da intendersi, come spiega l’artista, come rappresentazione del ciclo dell’acqua: “la nuvola diventa fiume, mare, oceano e magari torna nuvola dall’altra parte del mondo. La nuvola è sempre diversa ma è sempre la stessa, attraversando il tempo. La nuvola diventa simbolo di tutto ciò che si rigenera, si trasforma, la nuvola ci indica che tutto è interconnesso”. 

Le nuvole hanno dapprima attratto l’attenzione di Morales nella sconfinata Pampa argentina, paesaggio in cui è cresciuto e hanno confermato la loro centralità nella ricerca dell’artista in modo continuativo e sistematico dal 2001, quando inizia il progetto dell’Atlante delle nuvole costituito da centinaia e centinaia di fotografie scattate in tutto il mondo e poi rielaborate per la serie pittorica Clouds qui presentata e le cui prime opere risalgono al 2012. Come ci spiega il curatore Nicola Davide Angerame, le nuvole di Morales mostrano significativi elementi di discontinuità rispetto alla classica iconografia delle nuvole, esse“vanno intese in un’ottica di trascrizione pittorica di una metafisica delle nuvole tesa a costruire con esse tanto un complesso simbolico ricorrente quanto un gesto pittorico iniziatico, volto alla concentrazione, dentro un campo visivo, di una pratica il cui senso esonda l’alveo della rappresentazione per occupare la pianura immensa e sconfinata di un paesaggio ulteriore: quello dello spirito, della mente, della psiche e di quella verità di cui ogni cosa è partecipe”.


Oltre alle nuvole, i visitatori della mostra scopriranno la rivendicata centralità della pittura stessa, co-protagonista indiscussa delle opere. L’artista, infatti, lascia volutamente un segno tangibile della creazione pittorica e del gesto lasciando visibili le colature delle pennellate affinché la pittura essa stessa possa contribuire a raccontare quella trasformazione, perché la pittura non sia soltanto rappresentazione di qualcosa ma sia anche rappresentazione della pittura stessa. La pittura, in fondo, come le nuvole è mutevole e si trasforma, è una proiezione mentale del nostro pensiero fluido.



La mostra, che ha ottenuto anche il patrocinio del Consolato Generale Argentino di Milano, e il cui catalogo verrà presentato, a dicembre anche a New York in occasione della prossima mostra dell’artista, inaugura sabato 22 alle ore 18 presso la sede della Fondazione Peano in C.so Francia 47 a Cuneo e sarà visitabile dal giovedì alla domenica ore 16-19 fino al 21 luglio.











venerdì 21 giugno 2019

Matteo Olivero - La formazione, i temi, la fortuna




CS 


Matteo Olivero - La formazione, i temi, la fortuna  Mostra monografica


La mostra monografica Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna, a cura di Antonio Musiari con la collaborazione di Giuliana Godio, sarà visitabile alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina da venerdì28 giugno 2019 e resterà aperta fino a domenica 29 settembre 2019.

Dopo le inaugurazioni in date distinte, l’iniziativa proseguirà contemporaneamente in sei sedi:

- Pinacoteca dell’Accademia Albertina, Torino;
- Museo Casa Galimberti, Cuneo;
- Pinacoteca Matteo Olivero e Castiglia, Saluzzo; 
- Museo di Arte Sacra dell’Alta Val Maira, Acceglio;
- Associazione culturale “Lu Cunvent”, Rore di Sampeyre.


Date delle inaugurazioni:

Pinacoteca dell’Accademia Albertina          giovedì 27 giugno, conferenza stampa h. 11.00
inaugurazione h. 18.00;
Cuneo, Museo Casa Galimberti                   venerdì 28 giugno h. 17.30;
Saluzzo, Castiglia e Pinacoteca Matteo Oliverosabato 29 giugno h. 11.00;
Rore di Sampeyre, “Lu Cunvent”                 sabato 6 luglio h.16.00;
Acceglio, Museo di Arte Sacra dell’Alta Val Mairadomenica 7luglio dalle h. 10.00.


Tutte le mostre resteranno aperte fino al 29 settembre.

Il pittore Matteo Olivero, nato nel 1879 ad Acceglio nella Val Macra occitana, formatosi a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti,vissuto a Saluzzo dal 1905e ivi scomparso nel 1932, si annovera anche tra gli esponenti della seconda fase del Divisionismo italiano.
Olivero frequentò l’Accademia Albertina dal 1896 al 1902, allievo dapprima del corso preparatorio triennale e in seguito, maturata l’opzione per la pittura, di Giacomo Grosso, Paolo Gaidano, Pier Celestino Gilardi e Andrea Tavernier. Tra i suoi compagni nella formazione e nella giovanile vita di bohème si contano altri artisti al centro di ricerche recenti, condotte e confluite in mostre per iniziativa della stessa Accademia Albertina, quali Venanzio Zolla, Cesare Ferro, Augusto Cesare Ferrari e altri da riconsiderare, quali Filippo Vacchetti e Filippo Omegna. Grazie alle Collezioni Civiche e all’Archivio Storico della Città di Saluzzo le prove giovanili tornano, per questa esposizione temporanea, dove Matteo Olivero le realizzò in anni costruttivi accanto a compagni di studio che seppero lasciare una traccia nella storia dell’arte.
Dopo aver presentato nel 1900 alla Promotrice torineseil busto in gessoReietto, l'anno seguente Olivero esordì nella pittura con la grande telaUltime capanne. In seguito, egli partecipò a molte esposizioni della Società Promotrice e adaltre collettive torinesi. Artista riconosciuto a livello internazionale fin da questiinizi, egli svolse la propria attività di ritrattista e paesaggista a Torino, Saluzzo e Cuneo. Un viaggio in Svizzera gli fece scoprire il fascino della pittura di Giovanni Segantini e soggiorni a Parigi contribuirono avolgere il suo pensiero a nuove istanze estetiche. Alle relazioni intrecciate nella capitale francese si lega la collaborazione come critico alla rivista LesTendancesNouvelles con lo pseudonimo Léonardo.
Animo inquieto e tormentato, presto abbandonò la tradizione accademica per seguire il divisionismo, del quale divenne convinto assertore, rafforzando la propria adesione a tale tecnica nei brevi ed intensi anni del carteggio con Giuseppe Pellizza da Volpedo. Affascinato dal sole, dalla luce, dalla natura nelle sue espressioni più elevate e solenni, l’artista preferì questi soggetti alla figura, che tuttavia introdusse come elemento accessorio e indagò nei ritratti richiesti da un’ampia committenza.

La Fondazione Acceglio ha suggerito la ripresa delle ricerche intorno a questo concittadino che seppe onorare le proprie origini. La ricorrenza del ventennale dell’inaugurazione del Museo d’Arte Sacra dell’Alta Val Maira, che ospita sette opere di Olivero, partecipa a sollecitare l’interesse del pubblico verso questa tappa dell’esposizione su più sedi. Il pittore che, fin dalle radici familiari, ignorò il concetto di confine ripropone con il suo esempio, a centoquaranta anni dalla nascita, il valore alla base dell’identità europea della condivisione della differenza di lingua, cultura e territorio in un orizzonte aperto.
Il Comune di Cuneo, che vanta presso il Museo Casa Galimbertii dipinti di Olivero commissionati dal senatore Tancredi Galimberti e dalla moglie Alice Schanzer, esibisce per la prima volta uno studio a olio e tre disegni preparatori per il dipinto Pace vespertina(1909). A sancire una vocazione culturale a tutto campo, va ricordato che tra i prestatori si annovera con tre dipinti la Fondazione NutoRevelli, nel centenario della nascita del grande intellettuale così giustamente onorato nella sua città e già figlioccio di Matteo Olivero, amico fraterno di suo padre Ermete. Casa Galimberti, oltre a valorizzare le proprie raccolte e la piccola raccolta Revelli, ospita la sezione Il senso del sacro, percorso visivo che testimonia l’intensa e sofferta spiritualità di Olivero.
Il Comune di Saluzzo ha aderito mettendo a disposizione le sale della Castiglia per sezioni della mostra dedicate ancora alla formazione accademica e a ritratti quasi tutti inediti con opere sia conservate nei depositi delle Collezioni Civiche, sia private. L’occasione va anche a rinforzare la percezione dell’importanza del patrimonio di proprietà della stessa Città di Saluzzo.Grazie ad una previdente e generosa iniziativa di mecenati e degli amici dell’artista conserva nel luogo da lui scelto come sede definitiva l’intero contenuto dello studio, come risultava dopo la sua improvvisa scomparsa. A valorizzare questo straordinario aspetto di un lascito,insieme, creativo e concreto contribuisce in misura determinante la seconda sede saluzzese, vale a dire la Pinacoteca Matteo Olivero sistemata dalla compianta Rosanna Maggio Serra.
L’Associazione culturale “Lu Cunvent” di Roredi Sampeyre offriràun’altra sezione della mostradedicataal patrimonio paesaggistico della Val Varaita, a sua volta carissimo ad Olivero.
Nel complesso, queste mostre mettono a confronto più di 200 opere,tra le quali disegni e olî inediti.



Partners
Comune di Acceglio
Comune di Cuneo – Assessorato alla Cultura
Comune di Saluzzo – Assessorato alla Cultura
Fondazione Acceglio
Associazione culturale Lu Cunvent. Centro documentazione tradizione e storia del territorio, Rore di Sampeyre


con il patrocinio di
Regione Piemonte
Diocesi di Saluzzo
Comune di Torino
Comune di Bra



La progettazione grafica della mostra e del catalogo è curata dal Prof. Stefano W. Pasquini e di un gruppo di studenti del corso di Elementi di Grafica editoriale dell’Accademia Albertina.

Il catalogo, a cura di Antonio Musiari, è pubblicato da Albertina Press con il Centro Studi Piemontesi.  Il catalogo illustra le esposizioni con l’apporto di studi condotti su materiali d’archivio, in modo da portare nuova luce sui contenuti enunciati dal sottotitolo: formazione, temi, fortuna.

Le mostre sono state realizzate contributo della Reale Mutua Assicurazioni, per la copertura assicurativa in tutte le sedi, e della Banca di Caraglio.


Sezioni della mostra

Torino
-        Formazione accademica
-        Neve, acque e luce
-        Luoghi della vita
-        Volti di Matteo Olivero

Cuneo
-        Matteo Olivero a Casa Galimberti
-        Il senso del sacro
-        “I quadri suoi che erano in casa mia” Il sodalizio con Ermete Revelli

Saluzzo
-        Formazione accademica
-        Matteo Olivero nella sua Pinacoteca
-        Esperimenti e varianti
-        Ritratti

Acceglio
-        Olivero al Museo. Ragioni di una scelta

Rore di Sampeyre
-        Cultura e luoghi della Val Varaita nell’esperienza di Matteo Olivero

mercoledì 19 giugno 2019

Il tavolo degli avanzi


Al Museo della Ceramica di Mondovì

IL TAVOLO DEGLI AVANZI

Un progetto di HILARIO ISOLA


Domenica 23 giugno dalle ore 11.30 in Piazza Maggiore


La Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì ha il piacere di presentare “Il Tavolo degli Avanzi”, progetto performativo ed espositivo ideato da Hilario Isola che, dopo essere stato presentato alla Konzerthaus di Vienna e alla Friche di Marsiglia, approda nella Piazza Maggiore di Mondovì. Il progetto prende le mosse dalle potenzialità pittoriche dei pigmenti contenuti in diverse qualità di frutta specialmente quando colta in stato avanzato di maturazione. Il Tavolo degli Avanzi parte dalla raccolta e dalla selezione di frutta e verdura scartata e abbandonata dai commercianti dei mercati all’aperto. Enormi quantità di frutta e verdura vengono ogni girono buttate in tutto il mondo occidentale perché invendute o considerate invendibili.

La performance si svolge sotto forma di un banchetto in cui alcuni noti artisti, che operano nel territorio piemontese, sono invitati a sperimentare gusti e colori degli avanzi dei mercati cittadini lasciando tracce, segni e disegni su piatti di ceramica e porcellana non verniciati creati da Hilario Isola per la performance.

I piatti, personalizzati da ciascun invitato, saranno infine riuniti ed esposti, accompagnati da un video che documenta la performance nel Museo a partire dal 14 agosto.

Il progetto La cena degli Avanzi vuole aprire una riflessione sul consumismo contemporaneo e su problematiche ambientali connesse alla sovra-produzione nell’agricoltura intensiva e al contempo riattivare oggetti e tradizioni antiche, capaci di mettere in atto un’operazione virtuosa di riciclo sia materiale che culturale.

Alla performance/mostra prenderanno parte:

Valerio Berruti, Lula Broglio, Andrea Caretto, Fabio Di Camillo, Sara Enrico, Cleo Fariselli, Andrea Massaioli, Edoardo Piermattei, Michele Rava, Alice Reina, Andrea Respino, Piergiorgio Robino, Alessandro Sciaraffa, Francesco Snote, Rafaella Spagna, Pieter Vermeersch.

HILARIO ISOLA

Hilario Isola è un artista visivo che utilizza principalmente l’installazione, il disegno e la scultura quali mezzi espressivi. Laureato in Storia dell’Arte e Museologia, Isola è interessato alla storia dell’arte, all’architettura e all’ambiente. L’artista predilige sviluppare installazioni delicate, visivamente leggere capaci di dialogare con lo spazio espositivo e con lo specifico contesto geo-culturale di riferimento. In ogni opera, rivela le innate qualità scultoree dei materiali naturali e le proprietà culturali dei soggetti per esporre profondi modelli di crescita e di relazione con la vita e il tempo.

Isola ha esposto i propri lavori in Italia e all’estero, in prestigiosi spazi espositivi pubblici e privati, fra cui si annoverano il NMNM Nouveau Musée National de Monaco (Montecarlo); l’Art in General, NY; lo Sculpture Center, NY; il CCA, Canadian Centre for Architecture, Montreal; il Museion, Bozen; la David Roberts Art Foundation London; la Fondazione Bevilacqua la Masa Venezia; la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Torino, Fraeme di Marsiglia, Maxxi di Roma.