martedì 11 agosto 2026

CUGINƏ 2026



 CUGINƏ 2026

Edizione DUE | 5 - 16 agosto 2026

Dal 5 al 16 agosto 2026 ai Poggi San Siro torna la residenza artistica del Collettivo EFFE: dieci giorni di convivenza, ricerca e creazione condivisa tra artiste, artisti e comunità

 

Dal 5 al 16 agosto 2026 ai Poggi San Siro, frazione di Ceva (CN), torna CUGINƏ, la residenza artistica ideata dal Collettivo EFFE che mette in dialogo artiste, artisti e comunità attraverso dieci giorni di convivenza, ricerca e creazione condivisa.

La restituzione della residenza è programmata nel periodo della festa patronale di San Rocco, momento in cui la comunità si ritrova e gli spazi della frazione diventano luoghi ancora più intensi di relazione e partecipazione. In questo contesto artiste e artisti provenienti da discipline diverse abitano il territorio insieme ai residenti, attraversano boschi, cortili, campi e piazze, trasformando gli spazi della quotidianità in luoghi di ricerca, incontro e creazione condivisa.

Realizzata con il patrocinio del Comune di Ceva, il sostegno del Ministero della Cultura e il supporto di Fondazione CRC, Fondazione CRT e Banco Azzoaglio, in collaborazione con Cooperativa Proteo e Cascina all'Inverso, CUGINƏ nasce come una residenza collettiva in cui la pratica artistica si costruisce attraverso la relazione con i luoghi e con le persone che li abitano.

Il progetto intreccia memoria personale, identità collettiva e ricerca artistica, con l'obiettivo di creare un rapporto diretto tra linguaggi performativi contemporanei e una comunità che raramente entra in contatto con questo tipo di esperienze culturali. CUGINƏ non porta semplicemente spettacoli in un territorio, ma costruisce un percorso nel quale artisti e abitanti condividono tempo, spazi e processi creativi.

Il nome stesso della residenza racconta questa visione. "Siamo tuttə cuginə" è il principio che attraversa il progetto: immaginare forme di appartenenza che non dipendono dal legame di sangue, ma dalla possibilità di costruire relazioni, riconoscersi e prendersi cura di uno spazio comune. Una parentela elettiva fondata sull'ascolto reciproco, sulla convivenza e sulla condivisione.

Anche la composizione del gruppo artistico segue questa logica. Il Collettivo EFFE invita quattro artiste e artisti che, a loro volta, coinvolgono un'altra figura professionale. Una modalità di selezione costruita per affinità e relazioni, che permette alla residenza di incontrare nuove persone, ibridare pratiche differenti e aprire prospettive inattese.

CUGINƏ nasce da luoghi concreti: quelli della memoria, dell'infanzia e della vita quotidiana. La piazza di San Rocco, i boschi, i campi, i cortili, le case private e gli spazi informali della frazione diventano ambienti di lavoro, confronto e sperimentazione. La residenza invita a guardare questi luoghi con occhi nuovi: uno spazio performativo può essere un prato, un angolo nascosto, un sentiero o anche un gesto condiviso, come fermarsi insieme nella stessa direzione.

Questa relazione con i luoghi permette alla pratica artistica di intrecciarsi con la vita della comunità, suggerendo nuovi modi di attraversare e abitare lo spazio pubblico. Strade, piazze e ambienti quotidiani diventano temporaneamente luoghi di incontro e di immaginazione collettiva, dove differenze, complessità e punti di vista diversi possono trasformarsi in strumenti di crescita e confronto.

Pur nascendo dal rapporto con la comunità dei Poggi San Siro, CUGINƏ si apre anche a un pubblico più ampio grazie al lavoro continuativo del Collettivo EFFE sul territorio piemontese. La residenza diventa così occasione per far conoscere il contesto della frazione e valorizzarne il patrimonio umano e paesaggistico.

L'edizione 2026 segna un'evoluzione importante del progetto. Se la prima edizione aveva posto al centro la ricerca condivisa di un gruppo multidisciplinare di otto artisti, quest'anno la comunità diventa parte ancora più attiva nella costruzione della residenza attraverso processi di co-curatela e co-programmazione sviluppati insieme al Collettivo EFFE.

Questo percorso è iniziato alla fine di giugno, quando una delegazione di residenti, il Collettivo EFFE e una rappresentanza dell'Amministrazione comunale si sono incontrati per confrontarsi su un portfolio di proposte artistiche. L'incontro ha aperto un dialogo con la cittadinanza per individuare quali spettacoli e linguaggi potessero essere più significativi per il territorio durante le giornate della residenza.

Da questo confronto è nata la scelta di Funerale all'Italiana di Benedetta Parisi, un monologo dedicato al significato collettivo e individuale dei riti, a partire da quello del funerale, che sarà presentato sabato 8 agosto alle ore 19 davanti alla chiesa di San Rocco.

Il programma prosegue domenica 9 agosto con Esercizi per Scomparire di Amalia Franco, un dialogo performativo tra un corpo umano e marionette. Lo spettacolo nasce dalla scelta del Collettivo EFFE di mettere in relazione linguaggi artistici differenti con il paesaggio della frazione: il pubblico sarà accompagnato in un luogo immerso nella vegetazione, poco distante dal centro abitato, dove il contesto naturale diventa parte integrante della performance.

Sempre domenica 9 agosto la residenza accoglierà gli ospiti della comunità di Cascina Piana, gestita dalla Cooperativa Proteo, rinnovando una collaborazione già avviata nella precedente edizione. Le persone coinvolte nei percorsi di recupero promossi dalla comunità trascorreranno il pomeriggio insieme agli artisti e alle artiste, parteciperanno ai momenti di lavoro della residenza, assisteranno allo spettacolo serale e condivideranno la cena con il gruppo.

Le giornate dell'8 e 9 agosto saranno inoltre accompagnate dalla presenza di Francesca Lombardi e Alice Strazzi, professioniste nell'ambito della curatela e della critica teatrale, che svolgeranno un ruolo di mediazione e facilitazione attraverso momenti pubblici di confronto prima e dopo gli spettacoli. L'obiettivo è favorire un dialogo tra pubblico e artisti, creando uno spazio di ascolto e condivisione dell'esperienza.

Il gruppo artistico dell'edizione 2026 attraversa linguaggi differenti, dalla performance alla musica, dalla drammaturgia alla ricerca fino alle arti visive. Ne fanno parte Siro Pedrotti, attore e musicista; Giulia Cermelli, drammaturga; Nalini Vidoolah Mootoosamy, ricercatrice e drammaturga; Ludovica De Angelis, ricercatrice e performer; Marco Bertani, performer; Edoardo Mozzanega, performer; Naomi Oke, artista visiva, Isaac Ace Munn, artista circense e Flore Maille, artista circense.

Il percorso della residenza troverà una restituzione pubblica il 15 agosto con Dopo Ferragosto non è più estate, un'azione performativa site-specific a cura del Collettivo EFFE, articolata in due momenti e costruita a partire dalle relazioni e dalle esperienze maturate durante il lavoro ai Poggi San Siro.

La serata proseguirà con Gran Passato, il concerto de I Moderni, un grande medley musicale capace di attraversare epoche e generi differenti, facendo incontrare canzoni, ricordi e immaginari di pubblici diversi in un'atmosfera aperta e condivisa.

Il 16 agosto, in occasione della festa patronale di San Rocco, il Collettivo EFFE proporrà, accanto alle iniziative promosse dalla cittadinanza, un momento di animazione e un laboratorio di trampoli a cura di Lucia Fusina e Cascina all'Inverso, un'attività partecipativa rivolta in particolare alle persone più giovani della comunità.

Una parte della residenza sarà infine seguita dalla reporter e critica teatrale Nina Ambrosi, che realizzerà un reportage dedicato all'esperienza di CUGINƏ. Il racconto sarà successivamente pubblicato e diffuso dalla rivista online specializzata Theatron 2.0, contribuendo a documentare il percorso della residenza oltre i confini della frazione.

CUGINƏ torna ai Poggi San Siro come un'esperienza in cui l'arte non si limita a occupare un luogo, ma entra in relazione con esso. Una pratica fondata sull'incontro, sulla prossimità e sulla possibilità di costruire nuovi legami attraverso il tempo condiviso, facendo del territorio non uno sfondo, ma il luogo stesso in cui la creazione prende forma.

 

con il patrocinio di: Comune di Ceva
con il sostegno di: Ministero della Cultura, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione Azzoaglio
in collaborazione con: Cooperativa Proteo, Cascina all'inverso

sabato 8 agosto 2026

Visioni e sogni lucidi

 Sabato 8 agosto 2026 alle 15, a Cuneo, a palazzo Samone, sarà aperta al pubblico la nuova mostra personale di Emanuele Migliore, artista bovesano residente a Chiusa Pesio




Intitolata Visioni e sogni lucidi, l’esposizione, proposta dall’Associazione Centro Studi Cultura e Territorio di Dronero e patrocinata dal Comune di Cuneo, sarà composta da dipinti su tela, installazioni e da un’opera multimediale e accompagnerà il visitatore in un percorso attraverso immagini e suggestioni nate dall’esperienza interiore dell’artista.


La nuova esposizione si pone come naturale prosecuzione del percorso espositivo avviato con la mostra L’uomo al di là di Maya, tenuta a Dronero tra dicembre 2024 e gennaio 2025.




Emanuele Migliore racconta che: “L’Uomo al di là di Maya aveva come argomento principale il tema dell’illusione, ossia ciò che si cela dietro al velo di Maya, una realtà nuova che viene portata a conoscenza attraverso il viaggio di consapevolezza dell’esperienza. Visioni e sogni lucidi invece intende indagare i fondamenti di una verità svelata, ma non ancora portata a coscienza. Essi sono come un diamante grezzo che contiene già tutto, ma in forma primordiale ed arcaica, e che comunica con il campo quantico in forma diretta, senza passare per la Ragione e l’Intelletto. Dunque, parlerò di alcuni miei sogni e visioni, così come li ho visti, li metto su tela.”







Orari: sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19

Ingresso libero
Per informazioni e contatti: + 39 3409657226

Emanuele Migliore, pittore e apprezzato restauratore, da poco vive a Chiusa Pesio, dove prosegue il proprio percorso artistico e di ricerca attraverso la pittura e la sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi.



martedì 4 agosto 2026

Appuntamenti culturali a Demonte

Presentazione di due libri di Mario Dalmasso

"A sinistra della solitudine" e "La delicatezza del silenzio"

Saranno presenti l'Autore e l'Editore (arabAFenice)

giovedì 5 agosto 2026 ore 17

Biblioteca Civica 

via Martiri n.1 - Demonte (Cuneo)


Continua la mostra postuma di Berto Ravotti nelle Sale espositive di Palazzo Borelli 

fino a domenica 30 agosto.... con i più cordiali saluti 













lunedì 3 agosto 2026

Omnia mutatur nihil mutantur (tutto cambia niente cambia)

mostra d’arte degli artisti 
Agostino Crosetto e Roberto De Siena

organizzata dall’Associazione San Sebastiano e San Giacomo di Monterosso Grana 

10-16 agosto 2026

Località Cappella di san Sebastiano (secolo XV) 
Strada Provinciale 23, n. 6 località Monterosso Grana (Cn) 

[dal comunicato stampa]

In concomitanza l’Ass.ne San Sebastiano ha da poco completato l’allestimento dell’opera in pietra “In Aurea” che è stata posta lungo il sentiero del Sarvanot, partenza dal cimitero di Monterosso Grana. (SP23, 6, 12020 Monterosso Grana CN). L’esposizione degli artisti sarà aperta da lunedì 10 a domenica 16 agosto 2026 presso la Cappella di San Sebastiano, negli orari 9,00/12,00 > 15,00/19,00 (ingresso libero) Info: Ass.ne San Sebastiano mail: ass.ss.sebagiac@gmail.com Info: Roberto 393.9685828 – mail: ghiron2@gmail.com








mercoledì 29 luglio 2026

Specchi del Giappone al Castello di Racconigi


 
Il Giappone osservato, attraversato e raccontato attraverso lo sguardo di Stefano Faravelli, tra gli autori che hanno aperto la via in Italia al genere carnet de voyage. Per la prima volta i taccuini originali, gli album, gli strumenti di viaggio e i materiali di lavoro dell’artista sono riuniti nella mostra Specchi del Giappone. Stefano Faravelli al Castello di Racconigi, in programma dal 13 settembre al 1° novembre 2026. In parallelo agli appuntamenti di settembre della rassegna culturale EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi, l’esposizione apre al pubblico il laboratorio creativo di Stefano Faravelli e ripercorre il lungo lavoro di studio, osservazione e disegno da cui è nato Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).

Realizzata con il contributo della Fondazione CRC e ospitata nell’Appartamento cinese del Castello di Racconigi, la mostra è curata da Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo, in collaborazione con EDT e con la partecipazione del Gruppo di Lettura di Carmagnola, e mette in dialogo il lavoro di Faravelli con gli ambienti che custodiscono le testimonianze del gusto per l’Oriente coltivato dalla corte sabauda. Taccuini di viaggio, acquerelli, album e strumenti dell’artista si confrontano con gli spazi che all’inizio del Novecento furono ribattezzati “Appartamento Giapponese”, dando vita a un percorso che intreccia il Giappone immaginato dall’Europa con quello conosciuto e raccontato attraverso anni di viaggi, studio e osservazione.

Pittore, scrittore e orientalista, Stefano Faravelli ha dedicato una parte significativa della propria ricerca al Giappone, esplorandone paesaggi, tradizioni e cultura attraverso il disegno dal vero e il carnet de voyage. La mostra restituisce questo percorso creativo attraverso taccuini, album, acquerelli e strumenti di viaggio, offrendo ai visitatori l’occasione di entrare nel processo di lavoro che ha accompagnato la nascita di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).
 
L’inaugurazione della mostra è in programma domenica 13 settembre alle ore 17 e si aprirà con la presentazione del volume Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante di Stefano Faravelli, pubblicato da EDT. L’incontro, ospitato nel Salone d’Ercole con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, inaugura anche la nuova edizione di Libri a Castello, il ciclo di appuntamenti dedicato ai libri e ai loro autori. Al termine della presentazione seguiranno il firmacopie e una visita alla mostra insieme all’artista e alle curatrici Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo. 

Supercondominio8 - Il Bene Comune

martedì 28 luglio 2026

L'essenza spirituale della scultura

Dagli abissi del mare alle profondità della Terra

Gaetano Usciatta

8-30 agosto 2025

Forte Albertino

via Guardia alla Frontiera - Vinadio (Cuneo)








 

sabato 25 luglio 2026

Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027




Il primo appuntamento con Le fabbriche del vento.

Martedì 15 settembre il Comune di Alba e l’Associazione Le fabbriche del vento presenteranno il programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027.

Una serata aperta a tutti per scoprire il progetto, le sue visioni e il percorso che attraverserà la città nel corso del 2027.

📍 Teatro Sociale “G. Busca”, Piazza Vittorio Veneto, 3, Alba
🕣 Ore 20.45

giovedì 23 luglio 2026

Miracoli silenziosi




Ernesto Morales, Mirco Marchelli, Daniela Madeleine Guggisberg,
Samir (Benjis) Aletti, Daniele Aletti

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio 2026 alle ore 17.30

Camoroni Arte
via Camoroni, 3 - Sale San Giovanni (Cuneo)

A cura di Marzia Capannolo








[dal comunicato stampa]

La mostra “Miracoli silenziosi” si presenta al pubblico come il ventiseiesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. 

 “Miracoli silenziosi”, è un progetto espositivo a cura di Marzia Capannolo che si configura come una profonda meditazione visiva sulle capacità dell'arte di farsi custode e rivelatrice di assoluto. La mostra trova un ideale teatro di risonanze all'interno dell'antica borgata dei Camoroni, dimora e laboratorio creativo degli scultori Daniele Aletti e Daniela Guggisberg. In questo luogo, dove l'architettura storica si fonde con la natura incontaminata dell'Alta Langa, il fare artistico si mette in ascolto degli echi segreti che rivela la geologia del luogo. Il titolo stesso della mostra, “Miracoli silenziosi”, agisce come un preciso manifesto curatoriale: un invito intimo a recuperare la meraviglia in un'epoca dominata dal rumore e dalla velocità. La meraviglia, qui, non è intesa come stupore effimero o spettacolare, ma come un esercizio di attenzione, un atto di resistenza poetica che si compie nel silenzio e nella meditazione. È la meraviglia che scaturisce dall'incontro con una forma pura, dalla vibrazione della luce, dal potere evocativo della memoria, dalla metamorfosi della materia o dalla riscoperta di un sito industriale sottratto all'oblio. Il percorso espositivo si articola attraverso le ricerche specifiche dei cinque artisti in mostra, capaci di declinare questo nucleo concettuale secondo i propri personalissimi media espressivi. La sfida alla pietra è il principio che ispira le opere scultoree di Daniele Aletti; ogni porzione di marmo levigato porta in dote il suo alter ego ruvido che si innesta nello sguardo dell'osservatore come invito al tatto, all'esperienza della materia nella sua forma primigenia. La sua scultura si distingue per un rigore evocativo che scava il volume per cercare l'equilibrio tra pesi e tensioni spaziali, traducendo la pietra in strutture che appaiono dialogare con le leggi stesse della terra. La ricerca di Daniela Guggisberg si concentra sull’annullamento della porosità e sulla rivelazione della sensualità della materia; le sue superfici si aprono al vuoto, si raccolgono in grembi che trattengono la luce e raccontano il tempo del gesto, in una sottrazione formale che esalta la sacralità insita nella natura stessa del blocco scultoreo. La sua pratica fa della gravità della materia un'occasione di riscossa in cui il registro della forma e della sua ideale perfezione si misura con la tentazione di ricondurre l'Arte alla sua natura più intima e leggera. La meraviglia si fa pura rivelazione atmosferica ed emozionale nella pittura di Ernesto Morales, qui presente con le opere della sua serie “Luce”. Morales spoglia la tela da qualsiasi intento descrittivo per concentrarsi sulla resa cromatica dello spettro luminoso. Attraverso una raffinata tecnica a stratificazioni e velature sottili, la luce emerge dall'oscurità come un bagliore spirituale e perenne. Le sue tele diventano così soglie meditative, spazi in cui la sospensione temporale invita a contemplare l'infinito. Per informazioni: info@grandarte.it – www.grandarte.it Il potere della memoria e la stratificazione del vissuto guidano la ricerca di Mirco Marchelli, presente in mostra con lavori di piccole e medie dimensioni. Marchelli è un maestro nel nobilitare frammenti storici e materiali quotidiani - tessuti antichi, carte, legni, patine di cera - ricomponendoli all'interno di una personalissima partitura visiva. Nelle dimensioni intime e concentrate dei lavori selezionati, la materia usurpa la sua vecchia funzione per farsi puro segno poetico. L'opera diventa un piccolo teatro della memoria che affascina per il rigore compositivo e per la capacità di far risuonare il passato nel presente. Infine, la meraviglia si accende davanti alla risignificazione del paesaggio antropico negli acquerelli di Samir Aletti. Al centro della sua produzione vi è la rappresentazione dell'ex complesso industriale del Follone a Mondovì. Attraverso la trasparenza, la fluidità e la delicatezza dell'acquerello, le strutture ferrose e le cattedrali di mattoni del sito industriale perdono la loro originaria pesantezza legata alla fatica e alla produzione. Samir Aletti ne immortala lo stato di archeologica sospensione, trasformando un luogo di archeologia locale in uno spazio lirico, dove il silenzio del vuoto industriale si fa poesia visiva e memoria storica del territorio. “Miracoli silenziosi” si offre dunque come un cammino sinestetico e condiviso: tra pittura, scultura e grafica, i cinque artisti invitano lo spettatore a varcare la soglia dello Spazio Camoroni per riscoprire il valore del tempo rallentato e dell’attesa, attraverso il sentimento della meraviglia.



Berto Ravotti : La verità è nell'ombra


Mostra antologica a cura di Enrico Perotto

25 luglio - 30 agosto 2026
inaugurazione sabato 25 luglio ore 17

Palazzo Borelli
 
via Martiri e Caduti, 1 - Demonte (Cuneo)