lunedì 23 agosto 2021

Re-Birth a Palazzo Samone di Cuneo

RE-BIRTH, fluidi confini e distanze relative

Mostra ed eventi a cura di Alessandro Abrate

Autori: Cinzia Bernardi, Cesare Botto, Laura Castagno, Joana Skiavini Colombo, Marco Da Rold, Grazia Gallo, Danila Ghigliano, Ugo Giletta, Bruno Giuliano, Romina Mandrile, Giulio Mosca, Silvio Rosso.


3 - 30  settembre 2021

Inaugurazione venerdì 3 settembre ore 18

Performance d’inaugurazione: Alessandra Morra, architetto, “La stanza”

Palazzo Samone - Cuneo 


Orari mostra: giovedì e venerdì dalle 16 alle 19

[dal comunicato stampa]

"La mostra presenta opere realizzate tra il 2020 e il 2021 durante il lockdown facendo dialogare i lavori di dodici autori. Espressioni che variano dalla pittura alla scultura alla fotografia all’installazione in cui sensibilità, forza espressiva, concetti e messaggi, stati d’animo si confrontano e sottolineano uno spazio di tempo drammatico e quasi surreale. Tempo sospeso, di meditazione e angosce, di paure e speranze ma anche fecondo dove creatività ed energie non si sono interrotte, con proiezioni e visioni di rinascite e resurrezioni".





















Audio-Log. Scrittura creativa tramite il suono

Sabato 4 e domenica 5 settembre a Villa Torre Acceglio a Cuneo si terranno due giornate di workshop per esplorare le possibilità del suono come mezzo espressivo e vettore di narrazioni. Guidati dal collettivo ALMARE e da Cripta747 i partecipanti si confronteranno con la progettazione e la realizzazione di un audio-log utilizzando diversi mezzi di registrazione: smartphone, registratore stereofonico e microfono a contatto. 
Nel mondo dei videogames gli audio-log sono registrazioni sonore che hanno lo scopo di fornire indizi e aiutare il giocatore nel suo percorso. Villa Torre Acceglio si trasformerà così nell’ambientazione di un mondo immaginifico e soprannaturale.

Workshop gratuito per ragazzi e ragazze a partire dai 14 anni.

Iscrizioni su Eventbrite: eventbrite.it

Presentazione pubblica delle creazioni nel corso del Festival Mirabilia Light domenica 5 settembre a partire dalle 17:30 presso Villa Torre Acceglio. 

L’attività è promossa da da Fondazione Casa Delfino Onlus e organizzata dall'associazione La Scatola Gialla con il contributo di Fondazione CRC.














venerdì 20 agosto 2021

Filippo de Pisis a Busca

 


Casa Francotto a Busca ospita fino al 22 Agosto una piacevole mostra d'arte dedicata a Filippo de Pisis.

Il progetto espositivo è stato ideato con la collaborazione del Comune di Cherasco e curato da Cinzia Tesio, Rino Tacchella con la direzione artistica di Riccardo Gattolin, che hanno selezionato quattordici olii su tela e sedici acquerelli del noto artista ferrarese.

Una selezione di opere che propone alcuni momenti dell'articolato percorso di questo significativo artista dei primi del novecento, dal gesto rapido e fragile, che qui viene evidenziato dalla sua produzione più tarda, anche se sono presenti alcuni lavori molto intensi come "Natura morta su spiaggia" del 1932 o la fresca "Gondole sulla laguna" del 1931.













Orario di apertura
Giovedì e venerdì dalle ore 20 alle ore 22,30
Sabato dalle ore 16 alle ore 19,00
Domenica dalle ore 16 alle ore 22,30

mercoledì 18 agosto 2021

La mostra Inquadriamoci - La bellezza della fragilità

Anna, ritratto di Berthe Morisot - Edouard Manet

La mostra, cinquanta fotografie di anziani della valle Varaita in posa come soggetti di dipinti famosi, sarà visitabile negli spazi esterni delle “Casermette” di Casteldelfino sabato 21 e domenica 22 agosto. L’esposizione è a cura del Consorzio Monviso Solidale nell’ambito del progetto singolo n. 5163 IncL - Bien Vieillir / Invecchiare Bene, che fa parte del Piano Integrato Territoriale PITER Terres Monviso. 

La mostra Inquadriamoci - La bellezza della fragilità, composta di circa cinquanta fotografie di anziani della valle Varaita in posa come soggetti di dipinti famosi, sarà allestita negli spazi esterni delle “Casermette” di Casteldelfino e visitabile a ingresso libero sabato 21 in orario 14.30-18 e domenica 22 in orario 10-12.30 e 14.30-18, in occasione del Mercatino del miele e delle erbe curative allestito in paese. La raccolta delle fotografie, messe a confronto con le riproduzioni dei dipinti originali, costituisce una splendida documentazione di come si possa intervenire a sostegno delle difficoltà di chi vive in montagna in modo stimolante e intelligente. 

L’esposizione, allestita a cura del Consorzio Monviso Solidale, è una delle attività di animazione territoriale portate avanti durante il periodo del lockdown della primavera 2020 nell’ambito del progetto singolo n. 5163 IncL - Bien Vieillir / Invecchiare Bene, che fa parte del Piano Integrato Territoriale PITER Terres Monviso ed è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), Programma Interreg Alcotra 2014-2020. 

L’attività è stata proposta dall’équipe di operatori socio sanitari e educatori professionali della valle Varaita ed è un vero e proprio esperimento di fusione tra il sociale e la sperimentazione artistica, un articolato intervento di rete portato avanti per incontrare gli anziani, farli tornare protagonisti degli interventi di inclusione nonostante la pandemia, facendoli sentire parte di un tutto. Sono circa cinquanta le persone che hanno deciso di mettersi in gioco e a entrare nei panni dei protagonisti di dipinti di Renoir, Caravaggio, Vermeer e tanti altri autori celebri. La ricchezza dal punto di vista aggregativo del percorso ha rappresentato, in tempo di lockdown, e rappresenta tuttora una risposta per fronteggiare l’isolamento sociale che si può vivere in territorio montano, ulteriormente aggravato dall’emergenza sanitaria.

«Il percorso è nato dall’intenzione di mobilitare le comunità locali per migliorare la qualità di vita delle persone più in difficoltà – spiegano i responsabili del progetto per il Consorzio Monviso Solidale –. Ci siamo interrogati insieme ai residenti su chi fossero e quali bisogni avessero le persone più fragili delle zone montane e cosa avremmo potuto fare tutti insieme con loro e per loro. Quindi abbiamo studiato un percorso che consentisse lo sviluppo di occasioni di incontro, di divertimento e di gioco, coinvolgendo di volta in volta attori locali, gestori di attività e amministratori, felici di collaborare alla cura del benessere dei propri concittadini. La ricchezza dal punto di vista aggregativo del percorso ha rappresentato, in tempo di lockdown, e rappresenta tuttora un’ottima risposta del territorio alle persone fragili per fronteggiare l’isolamento sociale ulteriormente aggravato dall’emergenza sanitaria».

La mostra è stata presentata al pubblico per la prima volta durante l’ottobre 2020 a Saluzzo, nella cornice della rassegna Start.


Il progetto Interreg Alcotra “Terres Monviso - IncL”

Il progetto IncL: Invecchiare Bene PITER Terres Monviso –rappresenta un’opportunità offerta dal Programma ALCOTRA, al fine di migliorare l’approccio socio-sanitario su un territorio di media e alta montagna. Questa opportunità si è concretizzata, lato italiano, grazie a un’iniziativa, basata su un progetto di legge, che intende avvicinare i servizi sociali e sanitari alla popolazione e, lato francese, grazie alla volontà degli organismi locali di compensare la lontananza dei grandi centri urbani, situati fuori dal territorio di competenza.

Il progetto si sviluppa attraverso azioni concrete che permettono di portare, in maniera durevole, i servizi socio-sanitari sul territorio; il progetto ha saputo riunire partner che per la prima volta coopereranno a livello transfrontaliero: communità di comuni e consorzi comunali (CCSP, CCVUSP, CCGQ, CMS e CSAC), enti ospedalieri (ASL CN 1 e GHT delle Alpi del Sud), società civile (CoDES 05).

Associando attività di prevenzione e di cura e grazie alle nuove tecnologie, il progetto si rivolge sia alla popolazione residente che non residente (anziani, malati cronici, persone fragili).


Il Piano Integrato Territoriale Terres Monviso

Il Piter Terres Monviso coinvolge un territorio che comprende in Italia le Unioni Montane dalla Valle Stura alle Valli del Monviso e la pianura Saluzzese e in Francia le Comunità dei Comuni del Guillestrois - Queyras, Serre - Ponçon e Ubaye - Serre - Ponçon.

Si articola su cinque progetti che riguardano ambiente, sicurezza e infrastrutture, sostegno alle fasce deboli.

Oltre al progetto IncL, coordinato in Italia dal Consorzio Monviso Solidale, i progetti sono:

- T(o)UR: miglioramento del posizionamento del sistema turistico  trasfrontaliero sul mercato internazionale;

- Ris[K]: gestione associata transfrontaliera delle problematiche di sicurezza della mobilità (valanghe, sicurezza stradale, dissesto idrogeologico);

- EcO: sviluppo del patrimonio naturale e culturale del territorio attraverso la predisposizione di reti di attori, pubblici e privati per la crescita delle filiere verdi locali.

-CoCo: progetto di coordinamento e comunicazione dei 4 progetti semplici sopracitati 

mercoledì 11 agosto 2021

Lituo

 In occasione  dell’annuale  appuntamento  con  il  passaggio  dello  sciame  delle  Perseidi, l’artista  Domenico  Olivero  proporrà  al  pubblico  una performance  serale  presso  l’area  archeologica  del bosco pluviale di Sant’Anselmo (Cuneo).

Lituo (il nome della performance) è una nuova tappa di Oc-land, il progetto con cui l’artista si interroga sul significato di identità e tradizione, ma anche sul concetto di stabilità e movimento, riprendendo le antiche usanze dell’emigrazione sociale presente nella tradizione Occitana.

INFO

Per partecipare all’evento in sicurezza c’è l’obbligo di prenotazione scrivendo alla e-mail cuneoarte@libero.it

Evento: Lituo – la strada delle stelle
Data: 12 Agosto 2021
Luogo: Antico bosco di Sant’Anselmo, Cuneo.
Artista: Domenico Olivero
Curatrice: Monica Giordano

venerdì 6 agosto 2021

Paesaggi ritrovati - Le valli Maira e Stura nelle opere di Francesco Franco e Michele Pellegrino

Michele Pellegrino, Valle Maira, 2017, Fotografia

                      

“L’esposizione “Paesaggi ritrovati” fa tappa al Museo Mallé, proponendo due cartelle d’incisioni di Francesco Franco, con testi di Mario Cordero e Piero Camilla, e una serie di scatti di Michele Pellegrino.

Tre differenti modalità comunicative che si accostano ai medesimi territori - le valli Maira e Stura - quattro diverse sensibilità accomunate dalla medesima intensità di elaborazione ed amore per il proprio lavoro. 

La mostra, organizzata dalle associazioni Amici di Demonte, Espaci Occitan e L’era granda, vuol essere un omaggio alla doppia coppia di artisti e storici, che tanto si sono dedicati alla loro terra e allo stesso tempo a queste due valli, piccoli frammenti rispetto alla vastità delle aree di montagna, e allo sforzo che molte comunità alpine stanno compiendo per sopravvivere e rigenerarsi.

A metà degli anni ’70, Francesco Franco (Mondovì 1924 – Torino 2018) titolare della cattedra d’incisione all’Albertina di Torino, insieme a Piero Camilla, direttore dell’allora Biblioteca civica di Cuneo, intraprendono come novelli Dante e Virgilio un viaggio lungo la Stura. “Un fiume, una valle, una gente” sottotitola la cartella “La Stura di Demonte” edita nel 1975, risultato artistico e letterario del loro peregrinare con la matita e la penna in mano. Otto incisioni ad acquaforte ed altrettanti testi stampati su grandi e singoli fogli come le carte HahneMuhle su cui sono state impresse le lastre incise.

 Una escursione analoga si ripete nel 1989, questa volta in valle Maira, con Mario Cordero a contrappuntare i singoli capitoli del viaggio di riscoperta dei luoghi filtrati nel segno inciso da Franco che si fa aderente ai pretesti figurali. Il bianco e nero dei paesaggi ritrovati nelle due cartelle calcografiche ha il suo contraltare nelle fotografie di Michele Pellegrino (Chiusa di Pesio, 1934). In oltre cinquant’anni di attività, il paesaggio delle valli Maira e Stura rappresenta un capitolo importante del suo lavoro fotografico di cui sono in mostra un nucleo selezionato di scatti, realizzati dal 1968 al 2017, provenienti dal patrimonio della Fondazione CRC.


L’allestimento del Museo Mallé lascia liberi i fogli incisi e testuali di flottare come drappi o stendardi sulle pareti mentre mantiene serrate in cornici le vedute fotografiche, e ad ogni specifico sia di luogo che di linguaggio, è dedicato uno spazio a sé. S’incomincia con le storie catturate con l’obiettivo di Pellegrino in corsa con la mutevolezza delle nebbie scese a rendere tenebroso lo skyline delle cime valmairesi e si prosegue con le tavole incise sui medesimi soggetti da Franco, in un ritmo binario tra punti di vista differenti che si ripete con i soggetti della valle Stura.

Un filtro mentale presiede lo sguardo dei due artisti sul mondo che popola le valli - quel prometeico “mondo di rupi” evocato da Cesare Pavese - teso non a rispecchiarlo tal quale ma a ricrearlo sulla base di una misura personale che possa mediare di volta in volta la figuratività dei soggetti e l’astrazione delle forme. La luce, elemento peculiare dell’attività fotografica di Pellegrino, parimenti sostanzia i segni incisi e deposti sui fogli bianchi di Franco che restituiscono lame taglienti di oscurità, brevissime fessure che lasciano scorrere quanto l’occhio dell’incisore ha traguardato e prescelto. La scrittura di Camilla porta in luce le gesta delle genti di montagna, mentre quella di Cordero rilancia a una memoria a fior di labbra, redigendo per ogni luogo attraversato una cronaca puntuale.

Le valli Maira e Stura ricevono dagli strumenti incisori, fotografici e testuali un indice di conoscenza che le eleva dal grado di documentazione ordinaria a un livello astorico, attraverso i segni essenziali di Franco e le forme trasfigurate e inquadrate dall’obiettivo di Pellegrino. Alla fine del percorso espositivo scopriamo che le opere possono essere assimiliate a una serie di ritratti (e autoritratti in certi scatti fotografici) di un mondo miniaturizzato aggrappato a montagne piene di luce, altre volte cupe e minacciose come l’animo umano” (estratto dal testo in catalogo di Ivana Mulatero).


La mostra dal titolo Paesaggi ritrovati offre al pubblico una selezione di circa sedici incisioni originali di Francesco Franco realizzate ad acquaforte e tirate con torchio calcografico a mano; sedici fogli con testi tipografici su carta da incisione firmati da Piero Camilla e Mario Cordero; sedici fotografie scattate da Michele Pellegrino provenienti dall’archivio a lui intitolato e conservato presso la Fondazione CRC.


L’iniziativa è realizzata dai promotori: Comune di Demonte, Comune di Dronero, Comune di Rittana, Associazione Amici di Demonte, Espaci Occitan e L’era granda, ed è sostenuta dal contributo della Fondazione CRC e della Regione Piemonte con il patrocinio della Provincia di Cuneo, Unione Montana Valle Stura, Unione Montana Valle Maira.

Media Partners: Primalpe, La Guida, Il Dragone

Catalogo della mostra edito da Primalpe con testi di Piero Camilla, Mario Cordero, Ivana Mulatero.


“Paesaggi ritrovati nelle valli Maira e Stura | Opere di Francesco Franco e Michele Pellegrino
A cura di Ivana Mulatero, Silvio Rosso e Giacomo Doglio
7 agosto – 26 settembre 2021
Museo Luigi Mallé
Via Valmala 9, Dronero (Cuneo) - www.museomalle.org
Orari di apertura: sabato e domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00
Ingresso gratuito
Info: Espaci Occitan 0171 904075 – Museo Mallé 0171 291014
segreteria@espaci-occitan.org - museo.malle@comune.dronero.cn.it; Facebook: @museomalle - Istagram: museomalleofficial

giovedì 5 agosto 2021

Sebastião Salgado ”TERRA” al Filatoio di Caraglio



 Dal 7 agosto al 26 settembre, il Filatoio accoglierà una toccante selezione fotografica di Sebastião Salgado:”TERRA”.

La mostra raccoglie 50 scatti in bianco e nero, un crudo e appassionato reportage sulle condizioni di vita, sui tormenti, sulle lotte e sulle conquiste dei contadini “Senza Terra” del Brasile. Sono state realizzate fra il 1980 e il 1996 e, da quell’anno, insieme all’omonimo libro “Terra”, girano il mondo per focalizzare l’attenzione sull’opera del “Movimento dei Senza Terra” (“MST”).

Sebastião Salgado iniziò ad interessarsi alla fotografia nei primi anni ‘70, mentre lavorava per l’Organizzazione Mondiale del Caffè. Da passione amatoriale, in breve tempo la fotografia diventò una vocazione e un progetto di vita, documentando come i cambiamenti ambientali, economici e politici condizionino la vita dell’essere umano. La sua opera più famosa rimane probabilmente “La mano dell’uomo”, un colossale progetto realizzato in 6 anni attraverso 26 paesi, una delle più importanti opere fotografiche del dopoguerra.

A metà degli anni ‘90, profondamente toccato dalla crudezza delle scene viste durante il genocidio in Ruanda, Salgado decise di dedicarsi ad un progetto ambientale presso l’hacienda di famiglia in Brasile. Contemporaneamente, spostò la sua attenzione di fotografo sulle tematiche ambientali, ed iniziò a lavorare al progetto “Genesis” che lo porterà a realizzare un colossale omaggio al Pianeta, rappresentando animali e paesaggi non ancora contaminati dal progresso umano. Questa trasformazione nella sua carriera, è raccontata splendidamente nel film-documentario “Il sale della Terra”, di Wim Wenders.

La mostra “TERRA”, itinerante, è curata dall’Associazione “Gruppo ’89” di San Giovanni al Natisone (Udine), che la custodisce per conto delle organizzazioni non governative “Frères des hommes Europe” e “Fundació pels drets col·lectius dels pobles”.

Sebastião Salgado ha concesso l’uso gratuito delle immagini per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della distribuzione della terra in Brasile e per favorire la raccolta di fondi a sostegno del Movimento dei Senza Terra (MST). I fondi finora raccolti sono stati destinati alla costruzione di una scuola per la formazione professionale dei contadini senza terra.

Mostra a pagamento (5€)

Per informazioni: https://www.filatoiocaraglio.it/info-visita/

mercoledì 4 agosto 2021

Prossimamente Ana

 


Di mostre d'arte la fame non manca e la proposta e talvolta soddisfacente, ma... Oggi abbiamo l'opportunità di esplorare un esordiente!
L'evento ospiterà varie opere di Pastaacolazione in una location super suggestiva e con un intermediario concettuale innovativo: il gioco di ruolo!
ANA è pensata per far giocare gli invitati, interpretare le opere individualmente ed interfacciarsi in modo sveglio e consapevole all'arte.
Ma non spaventatevi! è studiato per essere semplice e divertente e soprattutto STUPEFACENTE!
- L'evento è a offerta libera e verranno lasciati variopinti segnalibri ai partecipanti per ricordare chi si è stati per una sera.


lunedì 2 agosto 2021

Ugo Giletta a Villa Radicati Belvedere di Saluzzo


 Il percorso artistico di Ugo Giletta trova in questi giorni un momento di riflessione presso l'accogliente Villa Radicati Belvedere a Saluzzo con la mostra «Approcci al concreto» . 



Qui una sessantina di lavori, soprattutto dipinti, alcune opere in cera e un video, ci offrono un  punto di riflessione sul suo articolato lavoro; un lungo percorso nato in un segno astratto che nel tempo si è evoluto in una astrazione figurativa. 



Le stupende sale di questa villa saluzzese ospitano una belle selezione dell'articolato lavoro dell'artista che, da diversi anni, sviluppa una personale attenzione alla trasparenza, alla leggerezza dell'attimo. I suoi volti paiono tracce di un rapido sguardo che annulla il dettaglio ma assorbe una presenza. Un'emotività che Ugo Giletta trasmette nel suo incessante tentativo di fermare il suo bisogno di ricerca, che non può mai avere una soluzione finale ma che si evolve continuamente, una persistente somma di presenze che nella clessidra della vita segnano il tempo che ci rende comunità umana. 




Temporalità quotidiana che l'ambiente domestico rafforza nel suo essere luogo di vita, che dal passato assodato giunge al nostro presente inquieto. 






Musica e colori a villa Torre Acceglio


La Fondazione Casa Delfino invita a visitare la Fantasyland e ad ascoltare il concerto di Sara Bondi (Flauto) e Giovanni Damiano (pianoforte) "Buonasera, Signor Bach! - Scambi e influenze fra Bach e l'Italia", con musiche di Bach, Vivaldi, Locatelli, Casella e Santucci. 

Sabato 7 agosto 2021, ore 16.30 
ingresso libero

Villa Torre Acceglio 
via Torre Acceglio n.59, Cuneo, fraz. Madonna delle Grazie




 



domenica 1 agosto 2021

Letizia Cariello e antiche trame al Filatoio di Caraglio



 Oggi ho visitato il Filatoio di Caraglio per godere delle due interessanti mostre che sono proposte in queste settimane estive. Si tratta dell'antologica su Letizia Cariello intitolata "Il tuo cielo è verde" curata da Olga Gambari e del progetto "MATER materia" proposto da Inquarto - Studio Creazioni Artistiche. 

Due progetti molto diversi per intenti ed estetiche che sono accomunati dal tema del filo, elemento storico di queste antiche mura piemontesi, famose per la pregiata seta.



Ma entriamo in questo stupendo edificio e già subito nel cortile d'ingresso ci accoglie una gabbia dorata con dei fili rossi che ci anticipano alcune emozioni dell'artista Cariello, questa scultura è stata prodotta in collaborazione con la Galleria Massimo Minini, da Om Project di Torino, e si intitola Thinkerbell. Un grande lavoro che sa di esoterico e nasce da un'ispirazione musicale, l’Aria iniziale delle Variazioni Goldberg di Bach, che sarà eseguita dal vivo nel giorno del finissage, il prossimo 12 Settembre, dal pianista Gile Bae.



Salendo al piano espositivo si offre allo sguardo una grande installazione che scorre su un caldo tappetto rosso, una serie di ceramiche legate a coppie da un filo purpureo. Con spirito materno l'artista unisce antichi manufatti in coppie di "Fratellini e Sorelline|Red thread" rigenerando un'idea di legame materico ed estetico. 

Si prosegue con una camera condivisa fra "Velluti" (realizzati con i preziosi tessuti della celebre azienda veneziana Rubelli), elaborazioni di gioco fra forma e astrazioni, e una quadreria di "Fotografie Ricamate" percezioni personali in punti di ricamo rossi.



Molto intensa la stanza dei "Gates" e dei "Calendari" in cui il bisogno di elencare diventa quasi un esercizio meditativo.



Conclude il percorso una recente serie di recenti lavori, una gruppo di telai realizzati  recuperando vecchie finestre e un video emotivo legato ai giorni di isolamento pandemico. 



Le proposte del Filatoio proseguono poi col progetto "MATER materia" una serie di manufatti creativi, assemblaggi narrativi di antiche passamanerie della tradizione piemontese.



Vi ricordo che è possibile visitare la sezione del Museo del Setificio Piemontese, solo con visite guidate, dove è proposta la delicata opera d'arte "Unfildivoce" di Silvia Beccaria.