sabato 15 giugno 2019

GAROu - Sinestesie


GAROu

(Antonio Avena, Gianni Bretto, Costanzo M. Giordano, Gisella E. Giordano)

SINESTESIE 

a cura di Mathias I. Bulijan.


22 giugno - 7 luglio 2019
inaugurazione sabato 22 giugno ore 17


Palazzo Borelli (2° piano) 

via Martiri e Caduti n. 1 - Demonte (Cuneo)







venerdì 14 giugno 2019

Con lo sguardo di Icaro a Palazzo Samone


CON LO SGUARDO DI ICARO

mappe, geografie, percorsi

Giovanni Buoso, Alessia Clema, Christian Costa, Claudio Diatto, Claudio Durando, Tiziano Ettorre, Rebecca Forster, Elio Garis, Guido Giordano, Marco Odello, Corrado Odifreddi, Marco Porta


15 giugno - 7 luglio 2019
inaugurazione sabato 15 giugno alle ore 18.00, 

Palazzo Samone 

via Amedeo Rossi 4 - Cuneo, 






[dal comunicato stampa]

Promosso dalla associazione grandArte, in collaborazione con la casa editrice Primalpe e il settimanale La Guida, l’evento è patrocinato dalla Regione Piemonte, dalla Provincia e dalla Città di Cuneo, e si avvale del contributo della Fondazione CRC. 
La mostra è organizzata da Giacomo Doglio e Massimiliano Cavallo ed è curata da Carla Bianco. In catalogo è presente un contributo di Fulvia Giacosa. 
La mostra resterà aperta dal 15 giugno al 7 luglio 2019, con il seguente orario: venerdì, sabato e domenica dalle 16.30 alle ore 19,30.



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In un suo articolo, in occasione della mostra “Cartes et figures de la Terre” al Centre Pompidou di Parigi nel 1980, Italo Calvino scriveva: “La carta geografica, anche se statica, presuppone un’idea narrativa”. In tal senso l’arte ha spesso utilizzato immagini-mappe come configurazioni altamente simboliche, oltrepassando la funzione eminentemente rappresentativa dei cartografi. Ciò avviene in parte già nel passato, a dimostrazione  della componente intenzionale in ogni carta geografica: le tante presenti nei dipinti di Vermeer sono non solo testimonianza di un gusto diffuso tra la borghesia olandese seicentesca che amava appenderle alle pareti di casa come quadri, ma anche documento di aspirazioni politiche, tant’è che nella “Allegoria della pittura”(1666) la carta sul fondo illustra una situazione errata poiché include tra le provincie olandesi anche quelle meridionali, all’epoca ancora sotto il dominio spagnolo.

Se in Vermeer tuttavia l’inesattezza politica non inficia la precisione geografica, nell’arte più vicina a noi la mappa è sempre meno aderente ai suoi tradizionali codici rappresentativi e si fa strumento per discorsi sociali, psicologici, esistenziali.
(dal testo di Fulvia Giacosa)

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In una lettera scritta al fratello Theo nel luglio del 1888, ad Arles, Vincent Van Gogh esprime la profonda inquietudine metafisica che la contemplazione della volta celeste genera nel suo animo quando gli occhi si sollevano a scrutare il cielo e tentano di penetrare nel mistero dell’universo. Lo sguardo rivolto alle stelle, alla ricerca di un’ideale corrispondenza tra il cielo e la terra, tra il disegno degli astri e la geografia delle città, tra la dimensione terrena dell’esistenza e quella ultraterrena è l’emblema della condizione dell’artista che in ogni tempo, sin dall’antichità, osserva il mondo per comprenderne il senso.

È un terreno fecondo, quello delle relazioni tra arte e geografia, che ha generato nelle esperienze più recenti forme di dialogo dagli esiti assai interessanti e talvolta sorprendenti. L’osservazione e l’interrogazione del territorio, del cielo, del paesaggio, del suolo, delle città, degli spazi fisici, mentali e simbolici frequentati dagli artisti costituiscono un imprescindibile punto di partenza nella costruzione di una imago mundi che non è tanto - o soltanto - rappresentazione dell’evidenza, ma anche e soprattutto immagine polisemica aperta a differenti percorsi interpretativi. Creare una mappa, sia essa geografica, mentale, simbolica, emotiva, astronomica o cerebrale, è un modo per appropriarsi del mondo, per decodificarlo, è una delle tante possibilità di pensare se stessi in relazione al mondo, di rendere visibile la trama del proprio sentire. 
(dal testo di Carla Bianco)

















Giardino zen 1.1 di Astrid Fremin e Lucio Maria Morra a Milano


GIARDINO ZEN 1.1

installazione ed opere di
Astrid Fremin e Lucio Maria Morra


19 - 28 giugno 2019
mercoledì 19 giugno 2019
inaugurazione dalle 18:30 alle 21:30,
performance alle 19:30,
presentazione del Maestro Tetsugen Serra


L20 Centro Zen Metropolitano

Viale Liguria, 20 - MILANO - (MM2 Romolo)
333-7737195 - cerchio@monasterozen.it


www.astridfremin.com - www.luciomariamorra.com







mercoledì 12 giugno 2019

Lunetta 11




Vicino a Mombarcaro nella borgata di Lunetta è in corso, fino al 15 Settembre, la rassegna espositiva Lunetta 11, una mostra con opere sparse fra la chiesetta di San Rocco e la viuzze dell'antico abitato.

 Camminando si incontrano opere di Francesco Pistoi, Jessica Carroll, Eva Menzio e tanti altri più o meno noti.

Borgata Lunetta 11
12070 Mombarcaro (CN)
lunetta11sas@gmail.com

https://lunetta11.com/




CS
Dal 23 giugno al 15 settembre 2019

Aperta su appuntamento il sabato e la domenica 
dalle ore 12 alle 18.30

Il progetto della mostra nasce dal desiderio di presentare il lavoro degli artisti in un contesto diverso da quello canonico delle gallerie : i luoghi di esposizione sono delle case ristrutturate di una piccola borgata, un bosco, una chiesa e le strade di un paese.

Le opere di Giulio Paolini, tra le quali le recenti « Musa » e « Cigno », sono presentate nell’ex fienile.


Nell’ufficio si possono vedere le colorate terrecotte di Mizokami Kazumasa, che espone anche una scultura nella Chiesa di San Rocco a Mombarcaro, accanto agli affreschi cinquecenteschi di Antonino Occello da Ceva.

Nel giardino/bosco si scoprono le sculture dalle forme essenziali di Salvatore Astore, che riflettono la natura circostante ; gli « uomini » di Roberto Barni che popolano una terrazza e un boschetto vicino al ruscello ; le tre lamine di ferro di Valerio Berruti che propongono una visione nuova del paesaggio attraverso le sagome vuote delle bambine; l’alveare sferico in bronzo di Jessica Carroll (Courtesy Studio G7 Bologna) che brilla al centro del “cròtin” ; e infine i fantastici animali di Luigi Mainolfi che sembrano da sempre abitare tra i castagni secolari.

Nella residenza cinque stanze sono dedicate a cinque giovani artisti : BR1 che, oltre a esporre qui una serie di quadri di piccolo formato, presenta nelle strade di Mombarcaro un lavoro specificatamente ispirato al territorio dell’Alta Langa attraverso l’affissione di manifesti di grandi dimensioni ; Alessandro Gioiello presenta una nuova serie di collages realizzata apposta per la mostra, in cui la figura umana si fonde con paesaggi agresti ; Francesco Maluta espone una selezione del suo vasto bestiario favolistico attraverso olii di piccolo e grande formato ; Caterina Silva, artista che attraverso la pittura lavora sul linguaggio con l’intenzione di scardinarne i limiti concettuali e classificatori, propone le sue ultime opere ; Mattia Sinigaglia presenta le sue rielaborazioni delle grandi opere pittoriche del passato rinascimentale su sfondi materici di forte memoria novecentesca.
Mostra organizzata con il patrocinio del Comune di Mombarcaro.




IL PAESE, LA CASA, IL PROGETTO
Lunetta è una piccola borgata nel comune di Mombarcaro risalente al XVII secolo immersa nei boschi di castagno dell’Alta Langa. Il suo nome deriva dalla disposizione delle case a forma di luna calante che si adagiano sulla piccola langa. Alcuni edifici vantano ancora gli originali muri a secco e i tetti con le “ciappe”. Tra questi la bella chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria che insieme a una vasca di fonte e alla piccola scuola oggi in disuso formano il centro della borgata.





Qui nel 2014 una famiglia torinese, attiva nel mondo artistico e musicale, ha acquistato e ristrutturato una porzione di paese con particolare attenzione ai vincoli paesaggistici ed ecologici. Alcuni membri della famiglia hanno eletto la borgata loro residenza abitativa e lavorativa e, desiderosi di stabilire un legame con il territorio, hanno avviato il progetto di Lunetta11.

Il progetto Lunetta11 è consacrato all’arte, alla musica e all’ospitalità: una piccola galleria d’arte è attiva tutto l’anno, con mostre temporanee; diverse biblioteche (d’arte, di saggistica, di letteratura) sono aperte una volta alla settimana al pubblico; una casa, contigua alle abitazioni della famiglia, è disponibile all’affitto settimanale e mensile; un’altra casa diventerà residenza di artisti, musicisti, letterati, che vi potranno lavorare.

La mostra estiva, da giugno a settembre, oltre a presentare nella proprietà di Lunetta11 dodici artisti, coinvolge il comune di Mombarcaro, che gentilmente ha concesso il suo patrocinio, e in cui si presenteranno i lavori di due artisti: uno nella storica Cappella di San Rocco, uno nelle strade del paese.

 











giovedì 6 giugno 2019

Sottosopra


SOTTOSOPRA

Valeria Arpino, Gemma Asteggiano, Cristina Bollano, Cesare Botto, Cornelio Cerato, Mario Conte, Christian Costa, Roberto De Siena, Marina Falco, Giulio Fantone, Cristiano Fuccelli, Adriana Giorgis, Pierluigi Manzone, Franco Marabotto, Paola Meineri Gazzola, Corrado Odifreddi, Massimo Ovidi, Maurizio Ovidi, Paolo Peano, Carla Siccardi, Claudio Signanini, Luigi Sostegni

Curatore: Enrico Perotto


18 maggio - 9 giugno 2019
inaugurazione: sabato 18 maggio 2019, ore 18

eventi collaterali: sabato 25 maggio 2019 - ore 17,30
Diletta Sereno in Concerto d’Arpa
(gentilmente offerto dal Museo dell’Arpa Victor Salvi - Piasco)

Palazzo Samone 

via Amedeo Rossi, 4 - Cuneo







Il titolo individuato della 26a mostra dell’Associazione Magau gioca ironicamente con la disposizione delle sale espositive poste al piano terra e a quello superiore di Palazzo Samone, proponendo 22 proposte personali che rappresentano altrettante espressioni libere di forme, linguaggi e tecniche che documenteranno le ricerche personali e più attuali degli artisti associati, perfettamente orientati con la produzione artistica contemporanea. In concomitanza con la collettiva del Magau, si proporrà al pubblico anche un omaggio all’artista Berto Ravotti (Montaldo Mondovì, 1924 - Cuneo, 2014), con una selezione di opere di proprietà privata che documentano la sua ricerca pittorica figurativa d’intonazione informale, quella incentrata sulla raffigurazione di muri abrasi di interni domestici su cui si profilano sagome umane in forma di ombre, che sono diventate la caratteristica distintiva del suo fare arte, e le successive realizzazioni in cui le figure umane si dissolvono e al tempo stesso si moltiplicano, ottenendo un effetto visivo fotografico, che però viene annullato dalla moltiplicazione che le stesse immagini subiscono. 


Cuneo, 26 aprile 2019

                                                                                                                                         
   Il curatore
Prof. Enrico Perotto





























mercoledì 5 giugno 2019

Zooart





Mesi di progettazione e confronto tra la comunità del territorio, l'amministrazione, la Proloco, gli studenti del Politecnico di Torino, il Prof. Regis, il Tutor Olivero e il collettivo Orizzontale, hanno portato alla creazione di nuove visioni per il cuore di Madonna dell’Olmo.
8 progetti in grande scala per ripensare la grande area delle scuole e del parco.
8 nuove proposte di rigenerazione del parco di piazza della Battaglia
[mappa] aggredito dal tarlo asiatico.

Sabato 8 giugno, dalle ore 17.00, inaugurazione con la presentazione dei progetti per la frazione ideati dagli studenti del Politecnico di Torino, col nuovo riallestimento del contenitore ARCA progettato da Orizzontale e con una festa/performance per i bambini.

3 / 8 giugno
Cantiere di autocostruzione
con gli studenti del Politecnico e la comunità.
Il contenitore ARCA, progettato da Orizzontale, sbarca a Madonna dell'Olmo e si trasforma in uno spazio di relazione per i fruitori del parco.

8 giugno ore 17.00
Presentazione dell’esposizione dei progetti realizzati dagli studenti del Politecnico, Workshop ARCA 2019.
Inaugurazione con le autorità.
Festa di fine scuola con animazione e merenda.

8 giugno / 9 settembre
L’ARCA resterà nel parco per tutta l’estate
 come contenitore espositivo e come spazio relax.

organizzato e promosso da Associazione Art.ur
con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Città di CuneoCittà di Alba
con il contributo di Fondazione CRT, Fondazione CRC
con la partnership di Politecnico di Torino (Workshop ZOOART ARCA 2018/2019 - prof. Daniele Regis e assistente Roberto Olivero), Collettivo Orizzontale, Proloco Madonna dell'Olmo
sponsor tecnici Linea Verde Viaggi by Bus Company, Roagna Vivai Cuneo, I Goliardi, Market Compensati





Tesori alpini dell'età del Bronzo




Nella teca al centro della sala nella sezione archeologica dell’Avena è esposto il ripostiglio, (trèsor) di Moriez (Haute Vallée de l’Asse) scoperto casualmente nel 1996 durante l’esecuzione di lavori in località Jas de Bernard a 1150 metri di quota. Il “trèsor” è composto di un centinaio di pezzi per un peso complessivo di circa 2,5 kg costituenti gli elementi di un corredo femminile, ad eccezione di un coltello. Si osservano: spillone, pendente con catenelle, torques, bracciali, appliques, falere, pendenti… associazione di oggetti che costituisce il tipico assemblaggio di un ripostiglio di ornamenti della fine dell’età del Bronzo nelle Alpi occidentali.

Si tratta di un prestito del Comune di Moriez e del Musée de Préhistoire des Gorges du Verdon, tra i più importanti di Francia (80.000 visitatori l’anno), che nello stesso periodo accoglie temporaneamente il ripostiglio del Monte Cavanero di Chiusa di Pesio.

Per l'archeologo, il "ripostiglio" è una concentrazione di oggetti di vario tipo (armi, utensili, ornamenti, vasi), per lo più in metallo, interi o frammentati, che sono stati sepolti intenzionalmente, tutti in una volta o a più riprese, in luoghi generalmente lontani dagli insediamenti e delle aree funerarie. Fin dai primi studi del XIX secolo, questi “ripostigli" hanno sempre incuriosito gli studiosi, che hanno proposto diverse e molteplici interpretazioni: si trattava di riserve di metallo destinato ad essere nuovamente fuso dagli artigiani? O nascosto da mercanti per poi essere venduto? Oppure un bottino frutto di saccheggi o furti? O una riserva di materiale pregiato e beni preziosi nascosti in tempi di incertezza? O ancora di un insieme di oggetti religiosi o commemorativi (costumi da cerimonia, panoplie di guerra, beni di lusso) deposti come offerte votive? Certamente, si tratta di un fenomeno caratteristico dell'età del Bronzo che persiste fino all'inizio dell'età del Ferro (2.200-800 a.C.) e che è destinato a perdere poi il suo significato originario. In particolare, l’area alpina più occidentale ha restituito numerosi di questi interessanti contesti, nonché le tracce di un complesso minerario, contemporaneo a quei reperti, a Saint-Véran (Hautes-Alpes) e, grazie a recenti studi, si stanno riconsiderando le diverse interpretazioni.

L’esposizione Tesori alpini dell'età del Bronzo, è stata curata dalle Aree Protette Alpi Marittime con la progettazione e il coordinamento scientifico della Soprintendenza SABAP-AL e del Musée de Préhistoire des Gorges du Verdon (Quinson) per la valorizzazione del patrimonio. La mostra presenta al pubblico i primi risultati di nuove ricerche sui ripostigli, confrontandone diversi nelle loro differenze e analogie cronologiche e compositive, per cercare di individuare quale sia stata la finalità specifica del seppellimento.


  Mostra Tesori alpini dell'età del Bronzo | Trèsor alpins de l'âge du Bronze


Sino al 30 novembre nel Museo Avena a Chiusa di Pesio

 Tesori alpini è un’iniziativa per favorire la cooperazione, la conoscenza relative l’archeologia dell’area transfrontaliera e lo sviluppo di un turismo culturale e sostenibile promossa dal programma Interreg V-A 2014-2010 progetto Alcotra TRA[ce]S -Trasmettere Ricerca Archeologica nelle Alpi del Sud.

Complesso Museale G. Avena: via Cavour 13, Chiusa di Pesio.

Orari di visita: sino al 15 settembre, dal martedì al sabato 9.30 - 12 e 15.30 - 17.30; la domenica 9.30 - 12 e 15 - 18. Dal 16 settembre al 30 novembre: dal martedì al sabato 9.30 - 12 e 15.30 - 17.30. Ingresso gratuito.

Informazioni: tel. 0171 734990 – valle.pesio@gmail.com

sabato 1 giugno 2019

Lændemic Art






Percorso naturalistico e artistico che dalla Certosa di Pesio sale al Pian delle Gorre, esplorando il concetto di Land Art immerso nella bellezza delle nostre valli.

Direzione artistica: Cristina Saimandi (Cristinasaimandiartist)
Responsabile del Progetto: Bruno Gallino

L’appuntamento per l’inaugurazione è sabati 1 giugno alle ore 16, presso il piazzale della Certosa di Pesio da dove si camminerà (necessarie calzature adatte) fino al Pian delle Gorre in compagnia degli studenti e artisti che illustreranno le installazioni sulle note di chitarra classica di Siro Giri.

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Il 1° giugno inaugurazione in musica, con SirSiro Giri, dell’itinerario allestito da artisti e studenti Lændemic Art: sentiero tra Certosa e Pian delle Gorre accompagnati da opere d’arte
Sabato 1° giugno, alle ore 16, in alta Valle Pesio, sarà inaugurato il Lændemic Art, percorso artistico tra la Certosa di Pesio e il Pian delle Gorre (Ritrovo presso il piazzale della Certosa).
Lungo l’itinerario, finché la natura se le riprenderà, si osserveranno installazioni di Land Art, realizzate con materiali prevalentemente reperiti in loco (rami, cortecce, pietre…). Con questa iniziativa, programmata con il progetto Jardinalp, le Aree Protette Alpi Marittime (Parco Naturale Alpi Marittime\ Giardini botanici delle Aree Protette Alpi Marittime) intendono avviare una valorizzazione del paesaggio e delle risorse ambientali e territoriali promuovendo una riflessione su pratiche artistiche che interagiscono sull’ambiente naturale nel reciproco rispetto. Creatività e natura potranno così dialogare, intrecciando spazi, linguaggi, azioni.
Autori delle opere d’arte sono studenti dei licei artistici della Granda (Alba, Cuneo e Saluzzo) e delle Accademie di Belle arti di Torino e Cuneo e dagli artisti: Letizia Coglitore, Maia Barroero, Nicoletta Viale, Romina Bruno, Giulio Davico, Andrea Pettiti, Marina Pepino, Cristina Saimandi.

Gli otto artisti con 20 giovani, dal 27 maggio al 1° giugno, daranno vita a un workshop residenziale inedito con il fine di scaturire un reciproco dialogo aperto verso il futuro. Sarà un’occasione di formazione e azione per i ragazzi con i quali gli artisti avranno un dialogo continuo, allargando le competenze da essi acquisite in differenti ambiti artistici. Gli studenti potranno apprendere nuove tecniche e contenuti da utilizzare nell’approccio artistico in contatto con l’ambiente naturale e la suggestiva atmosfera della Certosa di Pesio che li ospiterà. A tutto ciò si unirà l’opportunità di lavorare a fianco di guardiaparco e tecnici dell’area protetta e di stabilire un contatto “vero”, di conoscenza e rispetto del territorio ospitante.
“Il workshop si vuole identificare con un'azione profondamente legata alla natura e al paesaggio, dove l’azione dell’uomo si intreccia con l'ambiente senza protagonismi e prevaricazioni” spiega la curatrice artistica Cristina Saimandi e prosegue “Attraverso il medium dell’arte, con la consapevolezza che l’uomo è tanto artificio quanto natura, intende suggerire una via percorribile alla ricerca di armonia, equilibrio e sostenibilità con la nostra terra madre. Un binomio applicabile anche nella direzione site-specific, dove, dice Germano Celant, L'arte crea uno spazio ambientale, nella stessa misura in cui l'ambiente crea l'arte”.
Per partecipare all’inaugurazione l’appuntamento è alle ore 16, presso il piazzale della Certosa di Pesio da dove si camminerà (necessarie calzature adatte) sul sentiero in compagnia degli studenti e artisti che illustreranno le installazioni sulle note di chitarra classica del musicista Siro Giri.
Lændemic Art prevede un altro appuntamento, a settembre, a Terme di Valdieri lungo il percorso di collegamento tra il Centro visita del Parco Alpi Marittime e il giardino botanico alpino Valderia.
Gli eventi di Laendemic Art sono cofinanziati dai Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR) Programma di Cooperazione INTERREG V-A Italia – Francia 2014 -2020 ALCOTRA Progetto Jardinalp - Giardini delle Alpi.



Il progetto europeo vuole aumentare la conoscenza e la consapevolezza del valore della flora e la diversità dei paesaggi presenti su tutto l’arco alpino anche attraverso la visita ai giardini botanici e promuovendo iniziative di vario genere per avvicinare il pubblico al mondo naturale.
Con questa finalità oltre a Lændemic Art, nell'estate 2019, sono in programma anche due concerti presso i giardini botanici delle Aree Protette Alpi Marittime. Il primo è quello dei Birikin tree, il 23 giugno, presso Valderia, a Terme di Valdieri, seguito dall'esibizione dei Mishkalè, il 20 luglio, presso la stazione botanica Clarence Bicknell (rifugio Garelli).

mercoledì 29 maggio 2019

Presentazione del libro di Luca Occelli


Presentazione del libro di Luca Occelli "Quattro storie in croce"


Giovedì 6 giugno 2019 ore 20.45
Ingresso libero

Palazzo Borelli - Sala delle feste

Demonte (Cuneo)





martedì 28 maggio 2019

La voce femminile nella musica pop contemporanea


La voce femminile nella musica pop contemporanea

Da Norah Jones ad Alicia Keys

Iena Duo:
Francesca Lecca, voce
Bruno Fabrizio Sorba, elettronica


Sabato 1° giugno 2019, ore 17
Ingresso libero


Fondazione Casa Delfino
c.so Nizza 2, Cuneo







lunedì 27 maggio 2019

Giornata dell'arte a Rittana



Domenica 2 giugno 2019 a Rittana
giornata dedicata all’arte e agli artisti 


Domenica 2 giugno, in occasione della inaugurazione della stagione artistica 2019, il Comune di Rittana, in collaborazione con le associazioni grandArte, L’era granda, la casa editrice Primalpe e il settimanale La Guida, dedica la giornata all’arte e agli artisti: una grande festa che sarà contemporaneamente festa per il paese e per tutti gli amici che vorranno partecipare. Una bella occasione di incontro e di amicizia.  
  
La stagione artistica 2019 di Rittana è caratterizzata da tre mostre allestite contemporaneamente nei locali della ex Canonica e che saranno visitabili fino al 22 settembre: 

-     PIERO  GILARDI.  Etica  ed  estetica  della  natura.  Una  personale  del  Maestro  noto  a  livello 
internazionale,  con  una  significativa  documentazione  di  una  attività  che  accomuna  in  modo 
inscindibile arte e impegno sociale a favore dell’ambiente. 
-     MOUNTAGNES.  Il  paesaggio  alpino  dei  pittori  cuneesi  del  ‘900.  Una  mostra  con  ventotto  artisti 
cuneesi che hanno animato la scena provinciale della seconda metà del secolo scorso. Una stagione 
che merita di essere ricordata e raccontata. 
-     XX · XX – Venti per venti – Collezione permanente arte contemporanea. Una mostra che presenta 
tutte le prime 110 opere generosamente donate da singoli artisti a Rittana e che costituiranno la 
“pinacoteca” pubblica del paese. 


Programma 
 
-    dalle ore 16.00, accoglienza degli artisti;
-    alle ore 17.00, concerto del gruppo corale “La Baita” diretta dal M.tro G. Maltagliati;
-    alle ore 18,15, breve cerimonia di inaugurazione delle mostre;
-    alle ore 18.30, buffet per tutti.


Info: Comune di Rittana 0171-72991 | Giacomo 335 83 86 669 



Il corpo disegnato

Il corpo disegnato 

Artiste a confronto con il gesto tracciato e vissuto, diventato opera

AZAB Alessia Zuccarello e Alessandra Barilla, Barbara Bonfilio e Moira Franco

a cura di Emanuela Genesio e Silvana Peira


Inaugurazione sabato 1 Giugno 2019 alle 18,30 

Associazione Il  Fondaco 

via Cuneo 18, Bra (Cuneo)




[dal comunicato stampa]
E’ una  mostra  che  mette  a  confronto le artiste le quali dialogheranno con le loro opere pensate specificatamente per lo spazio, attraverso differenti stili e  linguaggi  adottati. 
Quattro artiste: AZAB Alessia Zuccarello e Alessandra Barilla Barbara Bonfilio e Moira Franco
AZAB - dalla collaborazione di Alessia Zuccarello e Alessandra Barilla nascono opere che fanno intersecare fotografia, videoarte e performance, tutto quanto unito dalla danza e dalla musica.
Alessia Zuccarello, videoartista e fotografa. Vive  aTorino.
Collabora con gruppi musicali, di teatro, danza e performer di vario genere.
Nei video e nelle sue fotografie le figure umane o i frammenti di corpo vengono ripresi nell’atemporalità di uno spazio nero, immersi in una zona d’ombra che nasconde l’identità del volto, focalizzando l’interesse su gesti semplici e ordinari, così ricchi di interiorità ed emozione, simbolo di ogni singolo istante vissuto.
Alessandra Barilla - danzatrice, danzaterapeuta, performer, sensibile a tutte le possibilità creative dell’espressione corporea. Dopo un percorso accademico di stampo classico con i più importanti maestri della scena nazionale e internazionale, intraprende con entusiasmo il percorso della sperimentazione artistica che unisce danza, teatro, video e poesia in progetti all’avanguardia in cui trova spazio anche l’esperienza maturata negli ultimi anni come danzaterapeuta e riabilitatore psichiatrico.

Negli spazi del Fondaco di Bra il 1 giugno, AZAB presenterà una performance dove mostrerà al pubblico il suo processo creativo dal quale nasceranno nuove opere che verranno proposte nei giorni successivi, affiancate a diverse fotografie e due proiezioni video.

Barbara Bonfilio e Moira Franco.  Le due artiste presentano una serie di lavori realizzati a quattro mani in un dialogo che si è svolto a distanza tramite mail e comunicazioni postali, tra due città: Cosenza città della Bonfilio e Franco durante la residenza artistica a New York.
Ma in mostra le due artiste portano lavori nuovi e personali. 
Barbara Bonfilio diplomata all’Accademia Albertina di Torino, inizia molto presto ad intraprende un percorso di ricerca artistica, in particolare quella realistica figurativa, in cui compaiono frasi o simboli.
La sua  è una pittura dalle tinte piatte e monocrome di tessuti con inserti in rilievo realizzati con materiali plastici e colle viniliche. Vive e lavora tra S. Agata di Esaro nel Parco Nazionale del Pollino e Torino.

Moira Franco - vive e lavora in Valle Po.
La sua ricerca artistica è indirizzata a trasmettere, attraverso disegni e ritratti, eseguiti a biro, acrilico e bitume su carta, il senso profondo dell’umanità che appartiene a ciascuno di noi e a creare un incontro silenzioso e intimo con lo spettatore. I grandi volti dipinti di Moira, ha scritto Ida Isoardi nella presentazione della personale del 2012 al Fondaco di Bra, “configurano una particolare scrittura (che è storia) dei personaggi, penetrati nelle loro più intime vibrazioni emotive e caratteriali sdoppiando la composizione in un ambiguo dualismo corpo/psiche, in un’avvertita esigenza di attraversare l’invisibile”.

Il Fondaco Via Cuneo, 18 Bra
Domenica 14 Aprile / 12 Maggio  2019 
Orario: giovedì. venerdì, sabato 16.00/19.00 e su appuntamento 
 il.fondaco.bra@gmail.com / www.ilfondaco.org  +39 339 7889565


Con questa mostra si rinnova la collaborazione con le sei artiste presentate nella decima edizione della “Via del sale” terminata a Ottobre nel 2018.