sabato 12 giugno 2021

L'arte del Kintsugi alla Fondazione Delfino di Cuneo

 

Chiararte porta l'arte del Kintsugi a Fondazione Casa Delfino, in Corso Nizza 2, Cuneo con una serie di eventi e corsi dal 17 al 20 Giugno.

Laboratorio sempre attivo: sarò presente tutti i giorni dalle 9 alle 19.30 con il mio laboratorio per chiacchierare d’arte e di Kintsugi

MostraopereKintsugi Chiaraarte e due opere del mio maestro Hiroki Kyiokawa di Kyoto

Mostra fotografica FRAGILE: Ilaria di Biagio fotografa sua sorella Gioia raccontando la sua fragilità.

Corsodi Introduzioneall’arteKintsugi moderno,3ore – sabato 19 giugno 9-12

Corso di Introduzione all’arte Kintsugi tradizionale, 10 ore – giovedì 17 giugno 14-18 / venerdì 18 giugno 9-12/ 13-16

contatti 

info@chiaraarte.it

cel 349-5850059












venerdì 11 giugno 2021

Senso di direzione con Jessica Carroll a Monticello d'arte

 
Castello Roero di Monticello. Foto di Filippo Spanò 

Quest'estate le Langhe ci offrono una articolata occasione di arte con una nuova edizione di Monticello d’arte che prende avvio il prossimo 13 Giugno.
 
Torna Monticello d’Arte con le opere di Jessica Carroll che si snoderanno attraverso i luoghi storici e i sentieri di Monticello d’Alba.
 
Il Comune di Monticello d’Alba continua il suo impegno di trasformazione a luogo deputato all’arte con Senso di direzione, una grande performance articolata in 3 spazi: una mostra al Castello, un’installazione nella confraternita di San Bernardino e un’opera di arte pubblica sul poggio di San Ponzio. Un percorso poetico ed emozionante che, attraverso la raffigurazione scultorea di animali d’acqua e di terra, racconta il mistero del senso dell’orientamento, come magnifica creatività del Regno della Natura.

 
Castello Roero di Monticello - LA MOSTRA

Tra le colline del Roero, in posizione dominante, il Castello è una delle costruzioni medievali meglio conservate della zona, dal 1376 proprietà della famiglia Roero di Monticello. Da anni è meta di artisti e cultori dell’arte e propone periodicamente mostre monografiche dedicate a proposte italiane e straniere.

Grazie alla collaborazione dei proprietari con il Comune, le suggestive sale di questo antico maniero ospiteranno le opere di Jessica Carroll: api adagiate su un tappeto blu cobalto si alternano a banchi di anguille in resina trasparente, arnie di ceramica occupano il teatro e la cappella, danze di api per “allarme” o “direzione” invadono le antiche mura delle cantine.
 



Confraternita di San Bernardino – L’INSTALLAZIONE
L’opera Pavimento Verde Pisello è protagonista della secentesca chiesa dedicata a San Bernardino. In ceramica verde, l’opera riproduce con una sorta di modello matematico le sfere di un baccello di pisello, un percorso iniziatico come quei labirinti che simboleggiavano i pellegrinaggi, a riflettere sul mistero della fotosintesi sotto il cielo blu stellato del soffitto.
 


Poggio di San Ponzio – L’ARTE PUBBLICA

Sense of Direction è la scultura bronzea alta due metri creata da Jessica Carroll per il paese di Monticello, che raffigura un favo stilizzato con un’ape che lascia su di esso il segno del suo volo. Ideata e posizionata appositamente sulla sommità della collina sovrastante l’antica Pieve cimiteriale di San Ponzio, luogo del primo insediamento del paese, l’opera esprime il senso dell’orientamento come specificità naturale legata alla vita, al muoversi e al crescere in una direzione piuttosto che in un’altra. L’opera resterà anche in futuro luogo permanente di visita.
 




MONTICELLO D’ARTE
Monticello d’Arte è un progetto culturale che unisce gli stimoli dell’arte contemporanea a quelli degli edifici e delle opere di notevole interesse storico presenti nel paese.

La prima tappa di Monticello d’Arte è stata nel 2018 la mostra Happiness, curata da Carla Testore, che ha permesso di rilevare l’attenzione dei visitatori e dei residenti nei confronti di eventi d’arte “non usuali”.

La monumentale Frammenti di Valerio Berruti (realizzata con il bando Distruzione di Fondazione CRC) e Il bosco delicato di Sabrina Oppo (artista in residenza di Creativamente Roero) sono state le prime opere di arte pubblica nel 2019 che hanno consolidato la vocazione del paese per l’attenzione all’arte come patrimonio di tutti.
Nell’autunno del 2020, la mostra Outside-Inside, dentro la natura del Roero, anch’essa curata da Carla Testore, ha portato le fotografie di Ivano Piva al Castello con il contributo dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Castello Roero di Monticello. Foto di Filippo Spanò
 
L’evento “Senso di direzione” è realizzato grazie al sostegno della Fondazione CRT e della Fondazione CRC.

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JESSICA CARROLL
Senso di Direzione
13 giugno – 29 agosto 2021
 
Inaugurazione a inviti sabato 12 giugno 2021
 
A cura di Carla Testore
Un evento di Comune di Monticello d’Alba
Con il supporto di Castello Roero di Monticello
Con il sostegno di Fondazione CRT e Fondazione CRC
Con il patrocinio di Associazione Valorizzazione Roero, Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero, Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato
 
Monticello d’arte è ideato da Elisa Roero di Monticello, ambasciatrice per la Valorizzazione del Roero, con Piccolo Festival della Felicità

Ingresso libero
Orari Castello e confraternita di San Bernardino:
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18
lunedì, martedì, giovedì e venerdì su prenotazione
Prenotazioni e informazioni su www.roerodimonticello.it
 
 Castello di Monticello d’Alba piazza san Ponzio 2
 Confraternita di San Bernardino  piazza Guglielmo Marconi
 Poggio di San Ponzio via Serra 
  12066 Monticello d’Alba (Cn)

A Saluzzo arte!



 E' in corso a Saluzzo, fino al 27 Giugno, la storica rassegna di arte che unisce la pregiata mostra antiquaria a una serie di importanti eventi d'arte contemporanea.

Si tratta della quinta edizione di START SToria e ARte a Saluzzo, una delle prime manifestazioni completamente "in presenza" del territorio piemontese e della prima in Italia nel settore dell'antiquariato.

Molto positivo il riscontro del pubblico che ha premiato con entusiasmo l'iniziativa, con 7.181 passaggi registrati nel fine settimana del 5 e 6 giugno nei diversi spazi della manifestazione: Casa Cavassa la mostra "Fare Luce" di Andrea Nisbet e la Mostra Nazionale dell'Artigianato, l'invasione dei 45 artigiani con il loro saper fare nel riscoperto ex Convento delle Orsoline, nei laboratori riaperti della Salita al Castello e in Via San Giovanni. Tantissimo, l'entusiasmo per la 44° Mostra Nazionale Antiquariato di Saluzzo che ha riportato, dopo un anno di interruzione, i migliori esperti italiani e i loro oggetti negli spazi della Castiglia.

Proprio la Mostra Nazionale dell'Antiquariato sarà protagonista del fine settimana saluzzese con la proposta di un vero e proprio viaggio tra le scuole della tradizione italiana tra ‘400 e ‘700 grazie alla partecipazione di 22 straordinari espositori, con molti fra i nomi più prestigiosi del settore. Al piano terreno della residenza fortificata dei Marchesi di Slauzzo una mostra collaterale accompagna il pubblico in un ideale tour attraverso l’Italia e le sue scuole pittoriche regionali. “Le 100 Maddalene dalla collezione Rubiola” è un percorso fra raffigurazioni di Maria di artisti veneziani, lombardi, piemontesi, liguri, emiliani, toscani, romani e napoletani, oltre che da fiamminghi, olandesi, francesi, spagnoli e tedeschi.  In mostra anche la Maddalena di Matteo Cerezo e quella dipinta da Domenico Carpinoni, variante di quella esposta nell’isola di Malta.

START si conferma anche in questa edizione come positivo modello di sviluppo e motore di energie positive: Ceramica Solelò, fra i protagonisti della Mostra Nazionale dell'Artigianato è stata selezionata tra i 10 finalisti del concorso “Artigianato del Cuore”, promosso dalla Fondazione Cologni per i Maestri d’Arte di Milano. Il vincitore, votato dal pubblico attraverso un like, avrà la possibilità di ricevere una somma di denaro da reinvestire nell’ampliamento della propria attività. Tra gli obiettivi di Ceramica Solelò il progetto di riuscire a realizzare corsi e workshop non convenzionali, in collaborazione con altre piccole realtà per ridare vita alle botteghe e per contribuire alla candidatura della sua città, Saluzzo, come Capitale Italiana della Cultura nel 2024.

Il fine settimana a Saluzzo sarà anche l'occasione per due interessanti appuntamenti di formazione: il primo, online e in presenza venerdì 11 giugno dalle 14.30 al Cinema Teatro Magda Olivero, è dedicato a "Saluzzo città storica e di paesaggio" con particolare attenzione al Piano di Manutenzione delle superfici di facciata del centro storico. Il giorno dopo, in modalità online dal Cinema Teatro Magda Olivero a partire dalle ore 10, l'Ordine dei Giornalisti del Piemonte propone un incontro di formazione intitolato "Un anno di arte, spettacoli, teatro, concerti, eventi cancellati". 

Neive, "Nella tua voce"

  


Una nuova opera per la Torre civica di Neive

A un anno dall’inizio del progetto, oggi, venerdì 11 giugno 2021, inaugura Nella tua voce, un’opera sonora di Elena Pugliese. Frutto del coinvolgimento di un’intera comunità e di un lavoro di ascolto e dialogo durato molti mesi, Nella tua voce è un’opera immateriale e invisibile. Destinata all’ascolto individuale tramite audio cuffie, l’opera è disponibile per chi, turista o abitante, sceglierà di scoprirla e farne esperienza, salendo sulla Torre civica. Nel ripensare al ruolo storico della Torre, come simbolo della centralità e dell’unità del paese e a ciò che significa oggi, l’artista ha voluto “riempirla” con la presenza dei suoi abitanti, quelli che vivono lì da sempre e i nuovi arrivati, quelli di “Neive bassa” e di “Neive alta”.

Il progetto nasce infatti dalla proposta dell’artista agli abitanti di Neive di realizzare un’azione comune, salire sulla Torre e lasciare una propria testimonianza vocale: una raccomandazione che si sono sempre sentiti fare. Nel corso di alcuni mesi, durante l’estate 2020, Elena Pugliese ha incontrato le persone in luoghi e contesti diversi, dalla biblioteca alla bocciofila, alla chiesa ortodossa, invitandole a partecipare a questa azione collettiva che si è svolta in due giorni, il 7 e 8 ottobre 2020, quando dall’alba a notte fonde oltre 400 neivesi sono saliti alla Torre per registrare il proprio messaggio.

La raccomandazione è un messaggio di natura particolare, frutto di un legame affettivo, di relazioni famigliari, che implica l’auspicio di un “ritorno”. È proprio il ritorno al quale l’artista ha pensato, immergendo lo sguardo, dall’alto della Torre, nelle “lontananze” evocate dal paesaggio. “Le voci che ascoltiamo - spiega la curatrice Francesca Comisso - raccontano qualcosa che ciascuna persona si è sentita dire e che, a sua volta, consegna all’ascolto di altre. Questa specie di staffetta rende chi ascolta destinatario della raccomandazione, trasformando la salita alla torre in un rito di appartenenza: chi ascolta fa esperienza di un’inclusione nella rete dei legami che le parole evocano. Quest’opera non celebra il valore astratto di cittadinanza, di cui la Torre è uno storico simbolo, ma il valore politico della sfera degli affetti e dei legami nel contesto di un’idea di comunità aperta, che prende forma e si rinnova in quel rito di passaggio”.

“Quando mi chiedono lo scopo di un progetto come questo - racconta l’artista - rispondo che per me il senso è creare le condizioni affinché ciascuno, se vuole, possa fare esperienza di sé lasciando una traccia di sé, nella totale libertà di scegliere se e come partecipare, esserci o non esserci. la partecipazione è un appuntamento con sé e con gli altri. Creare le condizioni per me significa creare spazi di ascolto e di presenza, … in questo modo le cose possono accadere. Per chiamare a raccolta tutto un paese è importante ricordarsi che sono i singoli ad agire, a decidere”.

L’idea è nata quando, terminati i lavori di restauro, la Torre era pronta ad aprire le porte al pubblico. Come racconta la sindaca Annalisa Ghella, “Quando per la prima volta si è potuto salire in cima, simbolicamente ci era sembrato un buon segnale di ripartenza. Un nuovo punto di vista da cui guardare, un baluardo di appartenenza. Abbiamo pensato che un progetto artistico potesse aiutare a rafforzare la coscienza storica di questo luogo”.

Dopo i lunghi mesi di isolamento imposti dal primo lockdown, l’opera di Elena Pugliese “ha messo al centro tutti gli abitanti di Neive, sollecitando la coesione sociale”.

 

Dove: Neive (CN)

Press Tour: venerdì 11 giugno 2021, ore 11

Inaugurazione: venerdì 11 giugno 2021, ore 17

 

Nella tua voce è un'opera che resta permanente nella Torre di Neive.

 

Sarà fruibile dal venerdì al martedì dalle ore 14 alle ore 15

Prenotazione obbligatoria: neive@tourbante.com | 3397734987

www.incomingpiemonte.com/tour/neive_nella_tua_voce_it

 

 


 

Biografia dell’artista

Elena Pugliese è drammaturga e artista. Il suo lavoro di scrittura e ricerca trova espressione in forme e contesti diversi e ruota attorno a temi quali i lasciti materiali e immateriali, la memoria, la narrazione del sé e la poetica del quotidiano, gli archivi come risorse per il contemporaneo. Conduce laboratori di scrittura autobiografica e pratiche esperienziali, anche interdisciplinari, al fine di sviluppare focus di ricerca e promuovere partecipazione collettiva. E' parte del gruppo di lavoro TRA | Tavolo della Ricerca Artistica all'interno della Lavanderia a vapore - Centro di Residenza per la danza di Collegno.

Tra i suoi progetti più recenti, Nella tua voce 2021, opera sonora partecipata realizzata per il Comune di Neive con il coinvolgimento attivo degli abitanti del paese; Archivio Sonoro Partecipato 2019, realizzato con studenti migranti e cittadinanza di Torino per Biennale Democrazia e l'intervento sonoro context-specific Hai lasciato la luce accesa 2018 all’interno del palazzo abbandonato antonelliano Casa Bossi a Novara. Dal 2013 al 2017 ha sviluppato il progetto partecipativo Cosa vorresti lasciare di te – Archivio in progress di Testamenti poetici, presentato in diversi ambiti. Con l'installazione sonora Canto libero continua la sua collaborazione con Marzia Migliora (Francesca Comisso di a.titolo, per Telefono Rosa, 2019 Torino). Nel 2017 lavora con KolarAparna e Beatrice Catanzaro per You are butyou art not, prodotto da Lungomare, Bolzano. 

giovedì 10 giugno 2021

Alberto Burri alla Fondazione Ferrero di Alba



 Per il prossimo autunno la Fondazione Ferrero proporrà la mostra «Burri. La poesia della materia».

L'evento si svolgerà dal 9 ottobre al 30 gennaio 2022, una grande mostra sull'artista Alberto Burri (1915-1995), fra le figure più note del panorama mondiale dell'arte moderna. 





Il progetto è realizzato con la collaborazione di Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini «Collezione Burri» di Città di Castello.

A questo link la presentazione svoltasi lo scorso 9/06/2021














domenica 6 giugno 2021

La Ricerca dei Sogni


CS

“La Ricerca dei Sogni” è un progetto che nasce dalla pluriennale amicizia tra l’Ordine dei Cavalieri delle Langhe e il grande maestro emiliano, Gianni Del Bue.


Omaggio doveroso in un luogo esclusivo per celebrare l’arte di un grande artista contemporaneo potragonista dell'arte italiana degli ultimi cinquant'anni.

Abbiamo accuratamente selezionato, in collaborazione con l’artista, circa 50 opere, di varie dimensioni, realizzate con la tecnica ad olio e acrilico. La scelta dell'opere si è basata sull’evoluzione del percorso artistico di Del Bue nel corso degli anni, dagli esordi astrattisti negli anni '70 al ritorno alla pittura figurativa con quella capacità tutta sua di rappresentare una realtà onirica.

Il nostro obiettivo è stato fin dall'inizio quello di allestire un’esposizione che fosse in grado di suscitare sensazioni profonde nell’animo dei visitatori, che introducesse delicatamente nel suo universo magico fatto di paesaggi sospesi e luoghi dello spirito, verso un’altra dimensione: la realtà trasognata e senza tempo di Gianni.

La rassegna punta, oltre ad omaggiare la carriera di un grandissimo interprete della nostra contemporaneità, anche ad incentivare la scoperta delle bellezze paesaggistiche, culturali ed architettoniche di Alba e dei paesi delle Langhe, al fine di promuovere l'afflusso turistico di qualità. Come è consuetudine fin dalla nostra costituzione associativa, elaboriamo progetti in cui la cultura deve essere la protagonista della scena ma non esclusiva. C’è sempre nei nostri progetti una tensione propositiva affinché la cultura sia accessibile a tutti e che al contempo possa costituire un volano per promuovere le eccellenze del nostro territorio.


Orari:
martedì - venerdì
10,00-12,00 | 15,30-18,30
sabato - domenica
10,00-12,00 | 15,00 - 19,00
Ingresso libero

A cura di:
Ausilia Battaglia
Andrea Vero
Testo critico e lectio di presentazione
prof. Francesco Poli
Organizzazione:
Ordine dei Cavalieri delle Langhe APS
Associazione Insieme
Contatti:
Ausilia Battaglia 347 80 46 768
segreteria@cavalieridellelanghe.it

venerdì 4 giugno 2021

Anselm Kiefer a Mondovì con la Fondazione CRC

 


A Mondovì arrivare una nuova esposizione dedicata a un grande artista internazionale: Anselm Kiefer.

L'evento avrà corso dal prossimo Giovedì 10 giugno, quando alle 11 in diretta dalla pagina Facebook della Fondazione CRC, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione della mostra “Fragilità resistente. Anselm Kiefer dalla collezione Terrae Motus di Caserta”, allestita presso il Museo della Ceramica (Palazzo Fauzone di Germagnano, Piazza Maggiore 1) e che aprirà al pubblico venerdì 11 giugno alle ore 15.
Interverranno Ezio Raviola (Vice Presidente della Fondazione CRC), Stefano Trucco (Presidente della Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”), Andreina d’Agliano (Presidentessa della Fondazione Museo della Ceramica di Mondovì) e, in collegamento online, Tiziana Maffei (Direttore della Reggia di Caserta).
La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CRC, il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" , il Museo della Ceramica di Mondovì e la Città di Mondovì ed è incentrata sull’esposizione di “Et la terre tremble encore, d’avoir vu la fuite des géants”, opera in tecnica mista, olio e argilla su tela, dell’artista tedesco Anselm Kiefer.

Vi Vi ora ..

“Vi Vi ora” è il titolo della mostra di Valeria Vagliano, artista cuneese che propone nelle sale di Palazzo Samone –via Amedeo Rossi 4 -, con il patrocinio del Comune di Cuneo, il suo percorso pittorico, dagli esordi fino ad oggi, dove il cambiamento nello stile e nell'uso dei colori risulta essere evidente agli occhi di chi guarda.

Cosa spinge l'artista a creare e a compiere determinate scelte sia nell'uso dei materiali che nelle forme della sua produzione?


E cosa spinge il pubblico ad osservare le sue opere?


Difficile trovare una risposta che vada bene per tutti, perché non tutti credono che l'artista è guidato e non è responsabile delle sue creazioni.


Lo studio e l'allenamento possono servire, ma se l'artista non è ispirato, non produce nulla. E se è ispirato, quello che produce non è merito suo.


La consapevolezza di quanto detto si manifesta in maniera preponderante nelle opere più recenti della pittrice esposte nelle ultime sale.

La mostra si terrà nel mese di giugno 2021, nei giorni 13, 19 e 20, 26 e 27, negli orari 10.30 – 13.00 e 16.00 – 19.00.
L'ingresso è gratuito e saranno rispettate le vigenti norme sanitarie: contingentamento degli ingressi, distanziamento, uso della mascherina e igienizzazione delle mani.

Per informazioni telefonare al numero 339/6182956








Cuneo zone di confine, scatti di Alberto Lagomaggiore

 


Sabato 12 giugno 2021 alle ore 17.30 nel Salone d’Onore del Municipio di Cuneo si presenta il volume “CUNEO ZONE DI CONFINE”, catalogo della mostra omonima del fotografo milanese Alberto Lagomaggiore. La mostra, allestita nelle sale di Palazzo Santa Croce con il patrocino del Comune di Cuneo, sarà inaugurata a seguire alle ore 18,30. La mostra sarà visitabile dal 13 giugno al 27 giugno 2021.

Primo passo di un più ampio progetto sulla memoria visiva della città a cura di Giorgio Olivero, la mostra presenta gli scatti in bianconero eseguiti da Alberto Lagomaggiore con fotocamere analogiche di grande formato. Il percorso espositivo affronta il tema delle zone di confine con immagini lontane dai canoni vedutistici di quelle prospettive che quotidianamente attraversiamo per accedere alla città. La mostra si struttura sull’accostamento di due serie di immagini: la prima é costituita da stampe in formato 50x75 cm rappresentanti le zone di confine secondo il rigore della fotografia di architettura; la seconda, a contrasto, è costituita da stampe in formato 30x30 cm ottenute sovrapponendo coppie di negativi, con un effetto scardinante quella visione rigorosa, spezzando e sovrapponendo ritagli di realtà, spesso completando la visione del luogo, introducendo l’imperfezione, la presenza umana e la vertigine dei luoghi quotidiani.
Le stampe in mostra sono state eseguite con processo digitale da Andrea Scarzello da scansioni dell’autore dei negativi analogici.

Alberto Lagomaggiore vive a Milano, ma è nato nel 1964 a Genova e in questa città, dopo il diploma di Maturità Classica, si è laureato alla Facoltà di Architettura con una tesi su Urbanistica e Fotografia. Alberto Lagomaggiore alterna la sua attività di fotografo di architettura, con all’attivo più di trenta pubblicazioni editoriali, campagne fotografiche ed incarichi da parte di enti pubblici e privati, con l’insegnamento della Fotografia nelle Scuole Secondarie Statali come docente di ruolo di Linguaggio fotografico e cinetelevisivo.
Il suo legame con la città di Cuneo è l’amicizia e la collaborazione professionale con il fotografo cuneese Giorgio Olivero.
Dice l’autore a proposito del suo lavoro esposto in mostra: “In questa idea di ascolto, di appropriazione e di restituzione del territorio tramite lo strumento fotografico, si inserisce la mia ricerca sulle ZONE DI CONFINE a Cuneo. La fotografia ancora una volta riflette una volontà di analisi e di riconciliazione delle forme urbane in aree “fragili” e allo stesso tempo fondamentali per la città.
Per me, straniero, il lavoro di ricognizione fotografica diventa uno spazio di ascolto della città, ancora apparentemente estranea, forse anche il limite di una rappresentazione del paesaggio urbano che mi ha sempre affascinato: dare visibilità ai luoghi di cerniera e di passaggio tra presente e passato, tra realtà e immaginario personale e collettivo”.
Aggiunge l’architetto Luigi Mosconi, introducendo la mostra nel testo del catalogo: “Le ZONE della Città di CUNEO, fotografate in un rigoroso bianco e nero da Alberto Lagomaggiore sono luoghi di transito e di raccordo, luoghi di confine caratterizzati per lo più dalla presenza di elementi edilizi di diversa tipologia ed epoca. Infrastrutture ed elementi segnaletici tipici del “caos” della nostra società antropizzata diventano lo spunto primario per un parallelismo geometrico con le forme architettoniche del costruito che si vuole rappresentare; una “cinta urbana dinamica” costituita da elementi diversi ma interagenti - contemporanea e storica al contempo - alla quale lo scatto del fotografo restituisce una precisa identità, da leggere come spazio connettivo ed in potenziale divenire a servizio ed in contrasto con la città storica pianificata ed ormai consolidata”.

In ottemperanza alla vigente normativa in materia di emergenza sanitaria la visita alla mostra è contingentata nel rispetto delle misure anti-covid ed è consigliata la prenotazione. La partecipazione alla presentazione nel Salone d’Onore del Municipio è limitata a trentotto persone ed è necessaria la prenotazione.
La mostra è aperta dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00, domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

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CUNEO ZONE DI CONFINE
Mostra fotografica di Alberto Lagomaggiore
A cura di Giorgio Olivero

Cuneo, Palazzo Santa Croce
Via Santa Croce 6
Dal 13 giugno al 27 giugno 2021
dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.00
domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.00
Ingresso libero – consigliata la prenotazione

Per prenotazioni, info e catalogo: 3358422892 - giorgio561(at)me.com












giovedì 3 giugno 2021

Letizia Cariello al Filatoio di Caraglio

Letizia Cariello

Il tuo cielo è verde

a cura di Olga Gambari


12 giugno - 12 settembre 2021

opening venerdì 11 giugno alle ore 18 e sabato 12 giugno dalle ore 14.30 alle ore 19


Filatoio di Caraglio

via Giacomo Matteotti, 40 - Caraglio (Cuneo)








[dal comunicato stampa]

Gli spazi del Filatoio di Caraglio sono il naturale scenario e interlocutore per Letizia Cariello, artista cui è dedicata una mostra personale che aprirà i battenti il 12 giugno prossimo (opening 11 e 12 giugno) e che è stata curata da Olga Gambari. 
I temi del legame intimo e profondo con le materie più sottili e invisibili, così come il tema del tempo e quello del confine, del limite sono centrali nella personale di Letizia che da anni lavora con la pratica del ricamo e della tessitura, del filo inteso come una linea continua ideale, che cuce, unisce, cura e ripara, riflette, attraversa il tempo.

Temi che sono particolarmente rafforzati dal luogo stesso e dalla sua storia, così come dal suo territorio. Un genius loci che sviluppa un dialogo nelle sale attraverso cui si snoda il percorso espositivo della mostra.  Le opere si susseguono nelle sale, singole o in gruppi. Un’installazione, costituita da due vecchie grate di finestre, intitolata “Cancello”, può essere presa a simbolo della straordinaria condizione umana vissuta con il lungo lockdown.  L’artista ha recuperato le grate da una cascina nella zona di Casale Monferrato, durante i mesi del “confinamento”, e le ha trasformate in telai. Una trama realizzata in orizzontale, creando un movimento ottico avanti-indietro che ricorda il gesto stesso della pratica della tessitura, pratica richiamata nella sala da un vecchio telaio in legno appartenente alle collezioni del Filatoio.

Caratteristiche espressioni del percorso artistico di Letizia sono poi i Gates e i Calendari dalle diverse sagome geometriche, tondi e ipnotici. Con la loro lunga sequenza di numeri e lettere rappresentano una forma di meditazione sul tempo, un tentativo di dare corporeità alla sua natura intangibile. Un tempo attraverso cui si viaggia mediante i Gate, finestre riempite di un intreccio di lana a formare una grata, porte visionarie e spirituali. Servono a ricostruire delle connessioni perse. Creando passaggi, rimarginano dei legami.

E si viaggia anche attraverso i Velluti (realizzati con i preziosi tessuti della celebre azienda veneziana Rubelli), puri monocromi di pittura astratta, opere vive per la loro superficie sensibile al tatto.  I Velluti formano una vera e propria quadreria insieme alle Fotografie Ricamate, un’altra serie di lavori accomunati dalle medesime strutture a cornice in legno naturale, dove la realtà è fissata attraverso punti di ricamo rossi. 

Lo stesso filo rosso che lega Fratellini e Sorelline e Red thread, porcellane e ceramiche, oggetti che arrivano dal passato.

La mostra accoglie il visitatore, nel primo cortile del Filatoio, con una monumentale gabbia d’oro, un’installazione realizzata in collaborazione con la Galleria Massimo Minini, da Om Project di Torino, dal titolo Thinkerbell, oggetto magico ed enigmatico, da cui proviene una musica (l’Aria iniziale delle Variazioni Goldberg di Bach). Un brano eseguito dalla pianista Gile Bae, che darà anche vita a una speciale performance il giorno del finissage della mostra, domenica 12 settembre.
A chiudere il percorso espositivo c’è invece un video, che dà il titolo alla mostra stessa: Il tuo cielo è verde. È la ripresa di un campo di grano ancora verde, attorno a Casale Monferrato, luogo familiare dell’artista, che l’ha visto crescere durante il lockdown, ogni giorno nelle sue passeggiate. Un mare verdissimo che un pomeriggio si è animato mosso da una folata di vento. Ne è nata una sequenza emozionante che si ricollega ai campi di Caraglio, anch’essi una volta verdissimi perché intensamente coltivati sia con i gelsi sia con la canapa.

Il progetto della mostra si avvale anche del supporto e della collaborazione di GSE nella realizzazione di un catalogo in via di realizzazione.

Rittana Arte 2021 con David Ruff

 

Returning Spring, 1970 ca., olio su tela, cm 145 x 178


Anche quest'anno il Comune di Rittana avvia le sue proposte culturali per la stagione estiva con un ricco programma di eventi.  Una bella mostra dell'artista David Ruff, il progetto Mountagnes 3, terza e ultima edizione della rassegna degli artisti cuneesi del ‘900 curata da Carlo Morra; e un aggiornamento del progetto 20x20 con oltre 100 nuovi lavori. 

Il Comune di Rittana inaugura il 12 giugno la propria stagione artistica estiva riproponendo, secondo un filone ormai consolidato, artisti di rilievo internazionale la cui opera è strettamente collegata ai pressanti temi che investono il mondo contemporaneo. Dopo le riflessioni socio-ecologiche di Piero Gilardi (Etica ed estetica della natura, 2019) e la toccante testimonianza sulla tragedia dei migranti di Ugo Nespolo (Alla ricerca di un approdo, 2020), quest’anno si presenta l’opera di David Ruff (New York 1925 - Torino 2007), artista cosmopolita che per tanti anni ha vissuto in Italia.

La sua è una “pittura di colore e luce che crea e comunica bellezza” e dunque può per noi essere un incoraggiamento, uno stimolo a guardare avanti con la fiducia di cui abbiamo tutti estremamente bisogno: un poetico contributo per “ridare colore alla vita”.

***

Apertura della mostra: sabato 12 giugno alle ore 16.30.

Orario delle visite: sabato e domenica dalle ore 16.00 alle ore 19.00

o su prenotazione telefonando a 0171 72991 – 335 83 86 669

***

David Ruff racconta i cieli, i colori dei campi e il trascorrere delle stagioni sugli alberi. Il muoversi leggero delle foglie, la luce e l’azzurro delle belle giornate. La nostalgia del tempo che passa e il miracolo della vita. La sua visione è astratta, ma parte sempre dalla natura. E alla natura ritorna.

Nei suoi dipinti, lascia allo spettatore totale libertà di guardare e interpretare. Vede, chi ha occhi per vedere. Non c’è imposizione nella sua arte, come non c’è disegno preciso, né linee rette. E’ una pittura di colore e luce che crea e comunica bellezza. Sogno, realtà e memoria si mischiano. Natura, poesia e musica. Tutto è mutevole ed eterno allo stesso tempo.

Non c’è presente nei dipinti di David Ruff, non c’è mai una città, nessuna violenza, né aggressività. Ed è strano perché, nato negli Stati Uniti nel 1925, ha vissuto la sua giovinezza nell’America degli anni ’50, tra New York, San Francisco, e Woodstock. Come se il mondo capitalista d’oltreoceano gli fosse estraneo, si trasferisce in Europa, affascinato dall’arte e dalla cultura e nel 1971 decide di venire a vivere in Piemonte, in campagna. Con una scelta all’avanguardia, più vicina ai nostri giorni, decide di vivere nella natura e di rinunciare a ciò che non è necessario. Le sue priorità diventano la pittura e il bisogno di dipingere. La narrazione e la fantasia. Il bello. Le relazioni con le persone, gli sguardi e i sentimenti. Tra i suoi compagni di viaggio le poesie di Keats, Shakespeare, Rilke, Dylan Thomas e la musica di Dizzy Gillespie, Bill Evans, Coltrane e Bach.

I suoi dipinti, a partire dagli anni ’70, hanno la luce dell’Italia e i colori dell’estate. E’ come chiudere gli occhi abbagliati dal sole e perdersi nell’azzurro, nel giallo, nei toni di arancio e nei verdi. L’impasto del colore è morbido, tanto che a volte l’olio sembra mischiarsi al pastello.

Un maestro americano di origine giapponese, Yasuo Kuniyoshi, è stato suo insegnante di pittura per un breve periodo all’Art Students’ League di Manhattan. Qualcosa è rimasto. David Ruff sa ridurre all’essenza la sua arte ed esprime concetti precisi e limpidi. Niente è superfluo nei suoi dipinti. La sua pittura è intima e pura. Libera e aperta all’infinito.

I suoi quadri sono molto piccoli o molto grandi, non importa. A volte dipinge su un piccolo foglio di carta, altre su una grande tela, ma sempre si ritrova la stessa intensità e la stessa emozione. Quello che conta è la pittura e la narrazione intima dell’artista. (Chiara Massimello)

La pittura di David Ruff ha la capacità di trasmettere un profondo senso di gioia e il desiderio di empatia verso quello che ci circonda. Per questo, si è scelto di esporre una selezione della sua opera proprio questa estate qui a Rittana. Dopo più di un anno di pandemia, dopo un lungo periodo di inquietudine, per molti di sofferenza e dolore, la sua pittura vuole essere un

incoraggiamento, uno stimolo a guardare avanti con la fiducia di cui abbiamo tutti estremamente bisogno, vuole essere un contributo a ridare colore alla vita.

Ma la sua visione di luce e colore, l’intento di rendere la vita un po’ più pulita, più pura, come diceva lui stesso a proposito del proprio lavoro, ci suggerisce una ulteriore riflessione.

L’epidemia che ci ha investito ha colpito simultaneamente tutto il mondo: nessuno può ritenersi immune e tantomeno pensare di isolarsi per considerarsi al sicuro. Quello che ci ha svelato, e ciò a cui ci ha messo di fronte, è che siamo tutti accomunati dallo stesso destino e che il nostro dipende da quello degli altri. I problemi del mondo – dalle crisi ambientali alle emergenze sociali, e per ultima quella sanitaria - che rischiano di travolgerci, non possiamo soltanto relegarli fuori dai confini del nostro cortile ma dobbiamo saperli affrontare tutti insieme con una profonda capacità di immedesimazione degli uni con gli altri. Rendere la vita un po’ più pulita, più pura è dunque un imperativo che deve accomunarci tutti e solo in questo modo, ripensando a quello che diceva David, potremo farcela.  (Giacomo Doglio)


Artista: David Ruff
Titolo Mostra: La forma del cielo
Luogo: Ex Canonica del Comune di Rittana (CN)
Date: 12 giugno – 3 ottobre 2021
Patrocinio: Regione Piemonte | Provincia di Cuneo
Promotori: Comune di Rittana - Associazioni GrandArte e L’Era Granda
Ideazione e coordinamento: Giacomo Doglio
A cura di: Chiara Massimello e Susan Finnel Ruff
Catalogo: Grafica, Matteo Enrici e Sabina Sordello. Fotografie, Andrea Scarzello  

mercoledì 2 giugno 2021

Les Dieux Changeants




Il video  "Les Dieux Changeants" dell'artista cuneese Lucio Arese sta raccogliendo positivi riscontri in diversi eventi internazionali come i tanti festival cinematografici, con la recente vincita di due premi all'Anatolia International Film Festival, Best Low Budget Film e Best Art Design.

"Les Dieux Changeants" è un cortometraggio in CGI che descrive la distruzione e il crollo di antiche statue greche e romane. L'atto di distruzione è rappresentato allegoricamente come un processo incerto che oscilla tra l'annientamento negativo e la creatività positiva. Il significato del film è filosofico e aperto all'interpretazione, con una citazione finale emblematica dal libro di Nietzsche "Così parlò Zarathustra". 

Il creativo Lucio Arese, si muove fra percorsi musicali e produzioni visive, che sviluppa nelle sue opere per iderare una relazione fra immagini, movimento e musica.

Ha collaborato con artisti, etichette e brand come Ametsub, Yu Miyashita, Suguru Goto, Jimmy Edgar, Bianco, Mille Plateaux, Armando Testa, MPTBOX, Lovestone Films, Onitsuka Tiger, Asics, Karhu, Jacuzzi, De Longhi.
 
I suoi lavori sono stati proiettati in tutto il mondo nei più importanti festival dedicati alle arti digitali come onedotzero Adventures in Motion, Ars Electronica, Ciclope, ArtFutura, SIGGRAPH e molti altri, nonché trasmessi e presentati in diverse reti TV e riviste come MTV, Bayerischer Rundfunk , IAMAG, Fubiz, IdN Magazine.
 
È stato uno dei 19 registi selezionati per il Saatchi New Directors Showcase 2013, tenutosi al Cannes Lions Festival.