giovedì 30 marzo 2017

Manifesto degli Stati Generali della Cultura del Cuneese





Siamo lieti di invitarvi all’evento di presentazione del Manifesto degli Stati Generali della Cultura del Cuneese, il frutto di un lavoro condiviso iniziato a luglio 2016 e a cui hanno preso parte circa 80 operatori del settore della Cultura del territorio di Cuneo.
 
Siete dunque invitati presso il Centro Documentazione Territoriale in largo Barale 11-13 a Cuneo il 7 aprile, alle 17.30, per la presentazione del Manifesto degli Stati Generali della Cultura del Cuneese.
 
Saranno presenti l’Assessore Regionale alla Cultura e Turismo Antonella Parigi, la Dirigente Regionale per la Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport della Regione Piemonte dott.ssa Paola Casagrande, il Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte Luca Dal Pozzolo, insieme agli operatori culturali che hanno partecipato alla scrittura del Manifesto.
 
A partire dal momento della conferenza stampa tutti gli operatori del settore culturale che lo desiderano potranno scaricare e sottoscrivere il manifesto sul sito www.fondazioneartea.org.

È gradita la registrazione alla conferenza di presentazione entro il 4 aprile, inviando una mail all’indirizzo: info@fondazioneartea.org


Il coordinamento degli Stati Generali della Cultura del Cuneese

Cell. 348 4120611

domenica 26 marzo 2017

Il Futuro sui Piatti





Si è inaugurato sabato 25 marzo la mostra "Il Futuro sui Piatti", che vede esposta nella sala dedicata alla tecnica del transfer print, la collezione di Piero Gondolo della Riva, consistente in ben 95 pezzi originali ispirati all'idea di futuro.

Questa straordinaria raccolta di piatti  nasce da una passione che ha inizio nella sua infanzia.

Il conte Piero Gondolo della Riva, di origine cuneese, è infatti cultore della vita e delle opere di Jules Verne a partire dall'età di 13 anni. Adolescente, quindi, inizia a raccogliere libri e oggetti sul celebre scrittore francese, andando negli anni a costituire un patrimonio unico nel suo genere, con migliaia di pezzi, che verrà acquistato dalla città di Amiens nel 2000.

Al Museo della Ceramica di Mondovì, però, non saranno esposti cimeli generici, bensì 95 pezzi ceramici legati all'idea del futuro immaginario.

Spiega a questo proposito Gondolo della Riva: "L’inizio della mia collezione dedicata a questo tema è legata al fatto che, per molti decenni, mi sono occupato dello scrittore francese Jules Verne, costituendo una delle più importanti raccolte private esistenti a lui relative. Essa era formata da prime edizioni, manoscritti, manifesti, fotografie antiche, documenti d'archivio, cartoline, figurine, giochi nonché di una rara serie di 12 piatti francesi ispirata al Tour du monde en 80 jours. Nel 1994 venni incaricato dalla casa editrice Hachette di curare la prima edizione del romanzo avveniristico di Jules Verne intitolato Paris au XXe siècle, rimasto inedito sino ad allora. Occorreva, perciò, documentarsi su ciò che tanti altri scrittori avessero immaginato circa il futuro. Ebbe inizio così una collezione che consta di centinaia di documenti : libri che descrivono l’avvenire e la conquista dello spazio, innanzi tutto, ma anche vecchi giornali e riviste, stampe, manifesti, cartoline, figurine, giochi di società, giocattoli e, ovviamente, piatti".

La collocazione espositiva all'interno del Museo della Ceramica di questi veri e propri cimeli ceramici è la sala dedicata alla tecnica del transfer print, proprio quella utilizzata per i "piatti del futuro".

L’invenzione e l’utilizzo del metodo di decorazione della ceramica detto transfer print portò alla produzione  di migliaia di piatti, prevalentemente da dessert, dedicati a un tema specifico ( come la caccia, le elezioni, il servizio militare e così via). Fra questi temi è presente anche il futuro immaginario, visioni, cioè, di un fantastico avvenire nel quale si supponeva dovessero realizzarsi nuove forme di vita. L’interesse per il tema del futuro si sviluppò soprattutto tra la metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento nei più svariati campi, dai libri agli articoli di giornale, dalle cartoline alle figurine, dalle stampe … ai piatti. Ciò avvenne perché si aveva la sensazione che il passaggio al XX secolo significasse il passaggio al secolo che avrebbe condotto l’umanità al fatidico anno 2000. La tecnica doveva trasformare il mondo: automobili, sottomarini, aeroplani, autobus volanti, nuove macchine da guerra e così via.  Anche la società sarebbe cambiata con il trionfo del femminismo (donne magistrato, vigile urbano o  palombaro e uomini lasciati a casa ad occuparsi dei bambini e delle cure domestiche).

L'esposizione "Il Futuro sui Piatti" rimarrà aperta fino al 29 maggio.

Per informazioni:


Museo della Ceramica di Mondovì
+39 0174 481519 - 0174 330358

mercoledì 22 marzo 2017

Prandoni. Il disegno della montagna



La città di Cuneo celebra l’estro e l’impegno professionale di Carlo Prandoni attraverso un’esposizione originale che apre i battenti a Palazzo Samone (via Amedeo Rossi 4), sabato 1 aprile alle 17.30 e raccoglie alcun dei suoi lavori migliori.

Torinese di nascita, cuneese di adozione, sia come grafico all’avanguardia che come pioniere nello scialpinismo, è un esempio per le nuove generazioni per la volontà indefessa che, come scritto dal figlio Silvio, è nobilissima “arte di arrangiarsi” superando guerra e miseria … Talmente “consumata” in quanto arte da diventare eccellenza professionale, a cui vengono commissionati lavori indelebili nella memoria collettiva cuneese, dalle immagini pubblicitarie per i cartelloni degli impianti sciistici di Limone a quelli della storica pasticceria Arione.

La mostra Il disegno della montagna, curata dalla sezione cuneese del CAI e realizzata grazie alla collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Cuneo e del Comune di Cuneo, e con il sostegno della Fondazione CRC, rappresenta un gesto doveroso di stima, di riconoscenza e di affetto per un uomo che nella sua lunga e operosa vita ha testimoniato una passione e una conoscenza straordinaria delle nostre montagne.

Per realizzare la mostra e il volume che l’accompagna, sono state ordinate testimonianze e redatti brevi studi sulle multiformi attività di Carlo Prandoni, grafico, pittore, fotografo e – su tutto – alpinista (per lo più sci-alpinista). Un lavoro che da un osservatorio locale si proietta ben aldilà dei limiti della provincia. Ha ragione, il Professore del Politecnico di Torino Antonio De Rossi, a sottolineare che Prandoni “è stato uno dei grandi interpreti della moderna rappresentazione del paesaggio alpino sviluppatasi nei decenni a cavallo delle metà del novecento”.


Prandoni. Il disegno della montagna | Mostra

Palazzo Samone, via Amedeo Rossi 4, Cuneo 
1-30 aprile 2017
Inaugurazione sabato 1 aprile alle ore 17.30
venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 16 alle 19

Ingresso libero
Per informazioni: CAI – Sezione di Cuneo | info(at)caicuneo.it | 0171 67998

















Neverwhere



Neverwhere è un monumento all'utopia con il quale Cosimo Veneziano fa riemergere ad Alba le tracce della città nomade di Constant e Gallizio. 


L’artista ne parla, in dialogo con Francesca Comisso, venerdì 24 marzo, alle ore 15.30, nella Sala Beppe Fenoglio del Cortile della Maddalena di Alba. 

info@centrostudibeppefenoglio.it 
Con il contributo della Fondazione Crc

martedì 21 marzo 2017

Here 2017 - Chiamata alle arti




Chiamata internazionale alle arti per artisti e curatori

Mostra / Residenza



19 - 28 maggio 2017


Cavallerizza Reale Torino



Nel 2016 con la prima edizione di HERE 200 artisti hanno esposto in 130 stanze del complesso della Cavallerizza Reale di Torino. L'evento ha avuto un grande impatto sulla città accogliendo più di 9.000 visitatori in soli 10 giorni, con una notevole attenzione da parte dei media e l’inserimento di Cavallerizza nella mappa internazionale dei luoghi d'arte indipendenti a cura del MAXXI (Museo d'arte contemporanea di Roma):

www.theindependentproject.it/it/places/italy/piemonte/torino/organization/artivisive-cavallerizza/.


La seconda edizione di Here, che si terrà da venerdì 19 a domenica 28 maggio 2017, sarà organizzata dal gruppo Arti Visive, parte del collettivo Cavallerizza, composto unicamente da volontari, come tutti gli altri gruppi attivi (Arti Sceniche, Arti Musicali, Polo Letterario, ecc.).

L’evento sarà autogestito ed autofinanziato.

Per informazioni di carattere generale e ulteriore documentazione visita la pagina:


https://artivisive.cavallerizzareale.org/here.html





 La Cavallerizza Reale di Torino è un’opera architettonica iscritta dal 1997 tra i beni patrimonio UNESCO. Nel maggio 2014, un gruppo di cittadini, di fronte ad una nuova ipotesi del Comune di Torino di vendita dell’immobile, ha occupato la Cavallerizza per restituirla alla comunità. Questo gruppo di cittadini si è identificato con il nome di Assemblea Cavallerizza 14:45.

In questi due anni e mezzo un luogo abbandonato ha ripreso vita favorendo la nascita spontanea di una comunità aperta che, attraverso l’auto-organizzazione e lo sviluppo di un modello di accesso pubblico innovativo, ha generato produzione culturale senza costi per l’amministrazione.

Per maggiori informazioni sulla realtà della Cavallerizza Reale di Torino potete visitare il sito:
https://www.cavallerizzareale.org


La Cavallerizza è organizzata in gruppi di lavoro tematici la cui partecipazione è aperta a tutti i cittadini che vogliano avvicinarsi a questa realtà. Il gruppo di lavoro Artivisive_Cavallerizza, parte del collettivo Cavallerizza, si è costituito nel corso del 2016 su iniziativa di alcuni artisti torinesi e non. 

E' composto unicamente da volontari, come tutti gli altri gruppi attivi in Cavallerizza (Arti Sceniche, Arti Musicali, Polo Letterario, ecc.), si inserisce nel programma culturale avviato tre anni fa con l’occupazione e liberazione di Cavallerizza Reale; porta avanti collaborazioni con gli altri gruppi di lavoro in uno stato di interscambio continuo e si occupa di organizzare le attività e gli eventi legati alle arti visive.


La sperimentazione è ciò che dà vita ad una città dell’Arte


 E’ un progetto ideato dagli artisti Anna Ippolito e Marzio Zorio, sviluppato all'interno del gruppo Arti Visive di Cavallerizza in particolare Valentina Addabbo, Viola Gesmundo, Jacopo Mandich, Tonichina, Primavera e Michele Di Erre, rivolto ad artisti e curatori nazionali ed internazionali, per dare l’opportunità di creare opere site specific, di carattere monumentale, all’interno degli spazi di Cavallerizza Reale di Torino.

Cavallerizza Reale è un’opera architettonica di 22.000 mq iscritta dal 1997 tra i beni patrimonio UNESCO nel centro storico di Torino. Dal maggio 2014 parte della struttura è stata occupata per salvaguardare il patrimonio architettonico dalla vendita a privati da parte del comune di Torino ed e' cominciata un'autogestione di artisti e cittadini impegnati in diverse attività.

In tale contesto e' venuto a crearsi il collettivo Arti Visive che ha dato vita ad HERE, una manifestazione artistica di grande risonanza.


Ad oggi, il collettivo Arti Visive, porta avanti una visione di sperimentazione costituita da laboratori, residenze, workshop, restituzioni con il coinvolgimento del pubblico, progetti espositivi.

Tra questi ultimi è nato GPL, un'iniziativa che vuole dare l’opportunità di poter creare una GRANDE OPERA MONUMENTALE in uno spazio storico di grande importanza culturale, collocato nel cuore del centro cittadino.


Per informazioni di carattere generale e ulteriore documentazione visita la pagina:
https://artivisive.cavallerizzareale.org/gpl.html




Lekythos: Michelangelo Tallone esplora la classicità dei profumi




La pittura è collegata all’occhio, la musica alla sfera acustica, la scultura al tatto, la gastronomia è connessa al gusto. Il profumo raccoglie in sé tutti questi elementi.La fragranza è prima di tutto un viaggio. Quello di Michelangelo Tallone è nella ceramica. Unendo questi due elementi nasce “Lekythos”: una serie di profumatori che evocano la classicità rivista in chiave contemporanea. Si tratta della nuova produzione del noto scultore Michelangelo Tallone, realizzata in occasione della prima edizione della Giornata Nazionale del Profumo, che si celebra da quest’anno il 21 marzo: piccoli profumatori da ambiente realizzati in argilla o in bucchero, cifra distintiva e caratteristica della produzione di Tallone; oggetti destinati ad appagare l’emozione olfattiva oltre a quella estetica. Queste creazioni, vere e proprie piccole sculture dalle caratteristiche forme classiche, vengono realizzate con supporti metallici che ne consentono la collocazione ovunque: l’essenza viene inserita all’interno del profumatore e, per saturazione, si diffonde nell’ambiente circostante. 

Poiché a Cherasco, città nel cui prestigioso Palazzo Salmatoris Tallone ha esposto - primo scultore - qualche anno fa, è attiva Acqua di Cherasco, importante realtà nell’ambito della creazione di profumi per ambienti, è stato realizzato un particolare profumatore a forma di goccia in collaborazione con la dr.ssa Stefania Rossi di Acqua di Cherasco: esso viene proposto in abbinamento al profumo che lo ha ispirato. È possibile vedere e acquistare tutti i profumatori a Paesana presso la bottega dell’artista, via Barge 22; il contenitore a forma di goccia con l’Acqua di Cherasco è proposto in esclusiva presso la Parafarmacia della dr.ssa Rossi, in via Vittorio Emanuele 55 a Cherasco. Parallelamente prosegue la ricerca artistica di Tallone, che ultimamente si è dedicato alla creazione delle “Putrelle”, sculture in bucchero che sfruttano la somiglianza di questo materiale ceramico con il metallo: le putrelle di Tallone, robusti sostegni usati in edilizia, sono piegate e contorte, come trasformate da una forza oscura che rappresenta il bisogno, l’istinto, il desiderio di ogni essere umano. Info e contatti: Culturando Insieme tel. 347.9651703; www.michelangelotallone.it

Biografia dell'artistaNato nel 1964 a Saluzzo, Michelangelo Tallone diventa ceramista di professione nel 1986 dedicandosi all’artigianato artistico. Verso la fine degli anni Ottanta recupera l’antica tecnica del “bucchero” – risalente al VII secolo a.C. e molto utilizzata dagli Etruschi – che diventa il suo personalissimo “marchio di fabbrica” per pannelli, sculture, bassorilievi. Nel 1994 inizia la sua attività espositiva con una collettiva; è dell'anno successivo la sua prima personale. Nel 1999 si aggiudica il “Premio Saccarello” per la scultura. Nel 2002 espone a Cuneo per la rassegna “Incontri d’Arte”. Sempre nel 2002 approda a Roma con l’importante mostra “Quattro artisti per la pace” nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nel 2013 è il primo scultore ammesso ad esporre in una sede prestigiosa ma solitamente riservata alla pittura, quella di Palazzo Salmatoris a Cherasco. Nella primavera del 2014 ha esposto presso il Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, e al prestigioso Palazzo Callas di Sirmione. Negli ultimi anni ha sperimentato tecniche e materiali diversi (dal legno al bronzo, dall’acciaio al marmo). Lavora a Paesana, nella valle del Po, a due passi dall’amato Monviso.Per saperne di piùIl bucchero è una tecnica di origine etrusca che si distingue per il colore nero e brillante delle superfici, che non è dovuto a una vernice, ma al particolare procedimento di realizzazione. Viene infatti cotto in assenza d’aria: l’atmosfera che si crea nel forno permette la “riduzione” degli ossidi di ferro, che si trasformano in magnetite di colore nero provocando la colorazione nera dell’opera conferendogli un aspetto molto simile al metallo. Il termine bucchero significa “Terra odorosa” e veniva usata, soprattutto nel '600, sotto forma di pastiglie, per profumare le stanze e, più spesso, per fare i vasi dove tener fresca e leggermente profumata l'acqua (detti anch'essi buccheri). Acqua di Cherasco è un percorso nel misterioso mondo dei sensi che unisce la sintesi chimica all’arte, al Sentimento e alla Ragione. È un viaggio che ha le radici nella storia della città raccontata attraverso l’olfatto. Eventi storici, riflessioni, passioni, emozioni diventano essenze che comunicano e che fissano attraverso l’olfatto, ricordi e sensazioni impossibili da raccontare soltanto con le parole. Ricordi dietro i quali, misconosciuti, si celano immagini tutte da raccontare: episodi della storia e della cultura, della tradizione locale che diventano i «sogni e le fantasie intime» delle essenze. Cherasco è un luogo, una comunità dall’esistenza precisa che, attraverso la magica acqua chiara

Museo diffuso del Cuneese - I luoghi del sacro



Presentazione del progetto MUSEO DIFFUSO DEL CUNEESE  |  LUOGHI DEL SACRO
Martedì 21 marzo, ore 18.00  - Salone d’onore del Municipio di Cuneo

Il territorio cuneese sta sempre più sviluppando una vocazione turistica, anche internazionale, accanto ai suoi tradizionali punti di forza agricoli e industriali. L’attività turistica, economia basilare per la nostra provincia, verrà sicuramente incrementata da una offerta artistica e culturale di qualità con una conseguente ricaduta positiva sull’occupazione.




Il Progetto “Museo diffuso” è stato ideato dalla Fondazione San Michele di Cuneo e dal Rotary Club di Cuneo, in collaborazione con i Rotary Club di Cuneo Alpi del Mare, Bra, Canale Roero, Mondovì, Barcellonette; l’obiettivo dell’iniziativa è quello di mettere a sistema le chiese e altri monumenti del territorio attraverso la realizzazione di un portale web in tre lingue, raggiungibile attraverso l’utilizzo di QR CODE appositamente creati. La collaborazione di una squadra di professionisti del settore culturale, video e web ha portato alla stesura di audio guide trilingue con testi, voce e immagini per ogni sito. Si tratta di un approccio moderno per preparare la visita, fruire di un bene in loco o ancora visitare virtualmente un sito poco accessibile.

La collaborazione tra il Rotary Club Cuneo e la Fondazione San Michele – che già in passato avevano interagito per attività di restauro e valorizzazione – si arricchisce ora del sostegno del Comune di Cuneo per una promozione coordinata del territorio. Il progetto, avviato nel 2012, conta ora 11 località dotate di video-guida in italiano, inglese e francese e sono in programma altri due siti sul monregalese.



Il progetto nel suo complesso verrà presentato martedì 21 marzo 2017 alle ore 18.00 nel Salone d’Onore del Municipio di Cuneo. Interverranno i rappresentanti degli enti promotori, le autorità, i delegati della promozione turistica del territorio e i professionisti incaricati dello svolgimento del progetto, che illustreranno il funzionamento del portale e le potenzialità in chiave di accoglienza turistica.
PER INFORMAZIONI
Segreteria Rotary Club CUNEO
Tel 0171 690878 (mart. merc. ven. 8.30 – 12.30)
Rotary Cuneo [info@rotarycuneo.it]

lunedì 20 marzo 2017

Collettiva fotografica a Camo


SIG.RA KRUNZ LA SMETTA 

DI GIOCARE CON QUEI FIORI

Collettiva fotografica


a cura di Claudio Lorenzoni  
testo: Francesca Marica 


25 marzo - 25 aprile 2017
Inaugurazione 25 marzo 2017 h. 17.30 


Pinacoteca Civica di Camo (Cuneo)




comune.camo@libero.it








[comunicato stampa]



Sono una donna
e celebro ogni piega del mio corpo
ogni piccolo atomo che mi forma
dove navigano i miei dubbi e le mie speranze
Tutte le contraddizioni sono meravigliose
perché mi appartengono
Sono una donna e accolgo con favore ogni arteria
dove imprigiono i segreti della mia stirpe
e tutte le parole degli uomini sono nella mia bocca
e tutta la saggezza delle donne è nella mia saliva.

[Mikeas Sànchez, Uno, da Mojk’jäyä-Mokaya]


Ho intonacato i quattro muri in bianco
attorno ci ho messo uno schianto
di fiori, un sussurro di piante.
All’interno velluti
odore arso di arance.
E, appena finita la casa,
ne sono sgusciata da un fianco.

[Daria Menicanti, Casalinga, Ma, da Poesie per un passante]


Il mio potere di donna consiste nel definire me stessa e non farmi definire dall’esterno – Audre Lorde [così rispondeva ad una giornalista che le chiedeva di definirsi].
[…] Non mostratemi rane e serpenti
Aspettandovi che io urli
Se mi spavento
Lo faccio solo nei miei sogni
Ho un incantesimo
Nascosto nella manica,
Posso camminare sul fondo del mare
Senza bisogno di respirare
La vita non mi spaventa per niente
Per niente. Per niente
La vita non mi spaventa per niente

[Maya Angelou, da La vita non mi spaventa per niente]



Una premessa poetica per introdurre questa collettiva tutta al femminile. I versi delle quattro poetesse scelte si legano in qualche modo alla sensibilità delle artiste esposte. Alla poesia l’arduo compito di introdurre dunque il progetto, raccontando sì, ma, senza svelare troppo. Perché la poesia è sempre una buona bussola per orientarsi nel mondo. E dentro le mura di questo progetto fotografico la poesia respira profondamente e prende dimora in ogni singolo scatto.


Comincio col dire che è un progetto fotografico a cui non si può rimanere indifferenti questo. È un progetto che smuove, che si infiltra, che si appropria di ogni anelito. È un progetto che parla.


Non aspettatevi nessun manuale di istruzioni per l’uso, però. Non sarei in grado di elaborarne uno credibile e valido. Non credo di essere la persona giusta per quel tipo di compito. Non aspettatevi nessun manuale per orientarvi tra gli scatti delle otto artiste selezionate. L’orientamento del resto non è neanche detto che in casi come questo serva. Sono convinta che l’arte non vada spiegata ma respirata, percepita, sedimentata, introitata. E ognuno lo deve fare con i suoi tempi, i suoi modi, la sua sensibilità, la sua consapevolezza. Niente istruzioni quindi ma solo qualche spunto di partenza su cui riflettere insieme.

Come in un allestimento teatrale minimo e essenziale, in questa collettiva, al centro di un ideale palcoscenico, si collocano otto donne che coraggiosamente hanno accettato la sfida di raccontare e raccontarsi, scavandosi dentro, talvolta anche dolorosamente, fino a vomitare fuori la loro essenza più vera. Otto donne, e cioè: Federica, Anna, Trish, Elisabetta, Irene, Nicoletta, Birgit e Francesca.

8 donne diverse per età e ricerca visiva.
8 donne anche geograficamente distanti.
8 donne con un bagaglio di vita non necessariamente simile ma con una stessa attitudine, uno stesso sguardo sul mondo, uno stesso modo di sentire.
volti. metamorfosi. mondi.
sublimazioni.
8 sogni.
8 cuori che hanno usato la fotografia per disegnare la geografia del loro (e del nostro) presente, rivisitando il passato e guardando al futuro.
8 storie fatte di scambi, appartenenze, bivi e incroci.
8 partenze, 8 ritorni e 8 flashback.
8 caratteri (artistici) incondizionati. 8 vite [e ognuna con una precisa cifra dello stare nel mondo].
8 temi e nessun tema.
8 orizzonti designati. 8 temperamenti.
immaginari in prospettiva. 8 mondi in divenire.

Otto donne. Ma farne una questione (solo) di genere sarebbe troppo semplice, troppo riduttivo e anche troppo (e profondamente) ingiusto.

In principio, doveva essere l'importanza delle piccole cose. La collettiva fotografica doveva parlare di quello.
Poi un incontro casuale del curatore con il libro di Leonetta Bentivoglio su Pippo Delbono e i suoi corpi senza menzogna. I/corpi/senza/menzogna: ovvero, un amore e una folgorazione a prima vista. E in un attimo, tutte le carte in tavola sono state scompaginate e il pensiero ha rincorso un’ideale signora Krunz ([…] sig.ra Krunz/ la smetta di giocare/ con quei fiori […]).

Come spesso accade, ciò che doveva essere non è stato ma si è evoluto, trasformato, arricchito. L’importanza delle contaminazioni e delle folgorazioni guidate dal caso – direbbe qualcuno.

Alle otto artiste invitate al progetto fotografico è stato quindi chiesto, non senza una dose di spregiudicata imprudenza, di mettersi a nudo. Di spogliarsi e raccontarsi mettendo al centro del loro monologo, il proprio corpo.
Un corpo il più possibile destrutturato: non sorretto da maschere, non alimentato da pudori, non ingabbiato dentro inutili e anacronistiche ipocrisie. Alle artiste è stato chiesto di essere quanto di più lontano possibile dalla signora Krunz, insomma. Alle artiste è stato chiesto di prestare orecchio per potersi ascoltare meglio. E loro lo hanno fatto. Indubitabilmente.

Il corpo, è l’Io narrante di questa mostra.
Come un moderno Virgilio, il corpo di ciascuna delle otto artiste, ci prende per mano fino a mostrarci dove la carne finisce per incontrare lo spirito. Otto artiste. Otto corpi. Otto storie.

Negli scatti non troverete mai due volte lo stesso corpo. Ci sono corpi che danzano. Corpi che ammutoliscono, e talvolta restano immobili. Corpi che gemono. Corpi feriti, morti ma inaspettatamente resuscitati. Corpi ribelli che scalpitano ma non si piegano. Corpi che pongono domande e spesso non sanno rispondere se non attraverso i perchè. Corpi alienati. Corpi abusati. Corpi rifugio. Corpi che abbracciano. Corpi che accarezzano. Corpi che seducono. Corpi erotici. Corpi delusi. Corpi oltraggiati. Corpi (di)svelati.

Ognuna delle otto artiste ha portato in scena il proprio mondo.

Federica, la più giovane delle artiste selezionate, a dispetto dell’età tradisce una maturità non comune. Le piace Vivian Maier, la bambinaia fotografa a sua insaputa. E come Vivian, lei è accuditiva e pronta a farsi carico del benessere di chi la circonda, proteggendo chi ama. Un rapporto speciale con gli specchi il suo. E un amore incondizionato per la sorella e il nonno, spesso protagonisti delle sue inquadrature.

Anna, è passione e dolore. Puro travaglio interiore. Tutto diventa quasi votivo e sacrificale nei suoi scatti. Spesso si rimane spiazzati davanti alla evidente commistione tra sacro e profano con cui si fa portatrice di una critica aspra e pungente verso una società sorda al dolore dei più indifesi. Lei vuole scuotere, e anche scandalizzare se questo può essere utile per aprire il velo di indifferenza delle nostre addormentate coscienze. Il corpo, il mare, le bambole: la sua narrazione spesso si articola attraverso questi tre elementi solo all’apparenza distanti e disomogenei.

Trish, è femmina che seduce. Ha un viso da bambola, una dolcezza antica nei lineamenti e una luce che arriva da lontano. C’è un dolore in lei. E le persone che portano addosso un dolore vanno avvicinate con prudenza come scriveva l’adorata Emily Dickinson in uno dei suoi più noti sonetti “Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l'arduo privilegio d'avere altrettanto sofferto”.

Elisabetta ha occhi che sanno scrutare a fondo. Specializzata in ritratti, è nell’incontro con l’altro che riesce a dare il meglio di sé.
Teatrale, scenica. I suoi scatti mi hanno fatto pensare a una frase del grande Jeanloup Sieff, sono fotogeniche le persone abitate, quelle vuote non lo sono (e lei questo segreto del grande Maestro lo deve aver compreso già da molto tempo). Presenta un progetto in cui la natura e l’uomo non hanno un rapporto di potere/dominazione ma interagiscono in armonia con forme e intensità poetiche. I suoi sono scatti analogici senza alcun ritocco digitale, che segnano un ritorno all’essenziale, alla purezza.

Irene è femmina di denuncia sociale, capace di imbastire la tela di un racconto partendo da un attento sguardo sulla sofferenza del mondo. Attenta ai dettagli, alle fessure tra le cose, agli spazi apparentemente vuoti e dimenticati. Lei sa che esiste una bellezza particolare nella polvere che il tempo disperde. Perché il tempo può anche sfuggire ma il segno del tempo rimane. Sempre.
La sua ricerca è rivolta principalmente al tema dell’identità e i suoi progetti seguono spesso lunghi processi d’indagine anche attraverso progetti comunitari sul territorio (Sri Lanka, Senegal e Bosnia tra le altri).

Nicoletta, l’artista anagraficamente più matura, è pura potenza espressiva. Passione che scalpita. A tratti metafisica, essenziale asciutta. A tratti sontuosa e quasi barocca. Racconta all’interno di questo progetto un momento particolare della propria vita e testimonia col proprio lavoro che spesso è proprio dalle crepe dell’esistenza che riesce a filtrare una nuova luce che tutto illumina. Brandendo nell’aria il dito indice sembra volerci ammonire: Mettetevelo bene in testa, un nuovo inizio, una nuova consapevolezza sono sempre possibili.

Birgit, è femmina di rottura. Divisa tra fotografia e pittura, si presenta onirica e gotica insieme. Sfugge alle catalogazioni. Apparentemente schiva, anche negli scatti si lascia avvicinare con riserva. Scrive con le immagini la propria autobiografia, affrontando temi considerati cari al genere femminile. Ma lo fa in maniera mai banale, sposando un punto di vista insolito e inconsueto ma sempre coraggioso e coerente con le premesse da cui muove.

E poi c’è Francesca che ama la fotografia in modo alternativo: ovvero la taglia, la spezzetta, la assembla fino a crearne collage. Lei presenta un progetto dedicato al mondo dei Giovani Adulti (The Young Adult). Un progetto molto intimo e femminile, che narra la rappresentazione di sogni e l’appartenenza a mondi, scambi, volti. Al centro della sua narrazione: la memoria. Attraverso il recupero di vecchie fotografie di quando aveva vent’anni (e voleva fare la fotografa), l’artista ci introduce nell’affascinante mondo dei Giovani/che stanno per diventare/Adulti illustrandoci la complessità e la bellezza di quell’età di cambiamento e confine.

Otto donne e otto mondi quindi. Otto percezioni. Otto sentimenti. Otto storie da ascoltare e fare proprie.

Ringraziare le artiste per il lavoro e il tempo dedicato al progetto è un atto dovuto. Ma anche fortemente VOLUTO.
Sono state capaci di dare vita ad un progetto sincero, schietto, intellettualmente e artisticamente onesto. Un progetto forse non sempre rassicurante, è vero, ma un progetto che è andato al di là di ogni possibile previsione e per questo si presenta ancora più emozionante e affascinante.

Non abbiate paura di farvi prendere per mano e perdervi, dunque.

Non sono brava a concludere ma visto che sono obbligata a farlo, vi lascio con un consiglio che ha la forma e le sembianze di un augurio: Siate capaci di abbandonarVi alla vita, alla scoperta, al gioco. Sempre. Nella peggiore delle ipotesi conserverete in Voi il ricordo di un bellissimo viaggio contromano. Ad maiora.



I premiati del concorso "Impronte d'arte"


Concorso "Impronte d'arte"





[Dal comunicato stampa

Giovedì 16 marzo si è chiusa la mostra concorso  "IMPRONTE D'ARTE" ideata da Art en Ciel e svoltasi presso la sala mostre della  provincia  a Cuneo. Grande soddisfazione del direttivo per il grande interesse suscitato  nel numerosissimo  pubblico, che merita un ringraziamento speciale per l'entusiasmo e la collaborazione che ci ha dato, facendosi carico della responsabilità  di decretare le impronte d'arte  più gradite.
Riteniamo di aver toccato un grande traguardo, coinvolgendo oltre millecinquecento votanti,
tutte le opere sono state osservate ed  apprezzate.
Tutti i voti sono stati contati e controllati con serietà  da apposita commissione, e tutto si è svolto (come da regolamento annunciato: sono stati annullati voti anonimi, o duplicati). Un dovuto ringraziamento va  alla provincia che ci ha permesso di realizzare questo  particolare evento e ci ha concesso il suo patrocinio, a tutti gli Artisti che sportivamente si sono messi in gioco accettando   la difficile  sfida del parere popolare, accettando di buon grado i risultati ottenuti.

L'estrazione  del cesto di prodotti tipici,  destinato  a coloro che, hanno lasciato il loro recapito, dando la loro preferenza  ad una opera, è stato vinto dalla signora: M. Maddalena Canavese, residente a Torino

L'opera più votata  in assoluto  è stata  un magnifico lavoro di intarsio, "Ballando il tango" eseguito con grande maestria, dall'artista argentino Gustavo Orellano al quale è stata assegnata la targa di merito del "Primo classificato"

Secondo posto  con equivalente targa premio, se lo è aggiudicato il meraviglioso acquerello di Lorena Massa, un romantico profilo di donna dal titolo "The  butterfly 's fairy"  con cui l'artista esterna la sua bellezza e delicatezza d'animo.

La targa premio del Terzo posto, è stata vinta da un suggestivo ritratto di bimba dal titolo "Luce negli occhi" eseguito  su tela juta, da Carol De Lucia,  tecnica complessa  con cui  esprime al meglio  la sua sensibilità artistica










domenica 19 marzo 2017

Prima vera regia a Camo


PRIMA VERA REGIA 2017

artisti vari


a cura di Claudio Lorenzoni

25-26 marzo 2017 dalle ore 17,30


Camo (CN) Spazi Civici 








[comunicato stampa]


Nel primo giorno di primavera si celebra l’arte poetica come trasmissione fondante della memoria. 
 
La Giornata Mondiale della Poesia è stata celebrata per la prima volta il 21 marzo del 2000. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. 
Il Museo di Camo, che ha alla base tutti questi principi, ha voluto allargare il concetto di poesia e traducendolo come atto generico di “creazione” in questi tre anni si è fatto mediatore di incontri tra le diverse forme della creatività.
Per la Giornata Mondiale di quest’anno, il Museo a Cielo Aperto di Camo torna con la IV° edizione della rassegna PRIMA VERA REGIA. Artisti e poeti ci racconteranno, ciascuno con la propria arte, una storia, una poesia. Inizieremo sabato 25 marzo alle 17,30 in Pinacoteca con una collettiva fotografica: Francesca BELGIOJOSO / Federica BELLONI / Trish KOROUS / Anna MARCONI / Nicoletta NICOSIA / Elisabetta VALENTINI / Irene RUBIANO alias BEAFELI / Birgit ZARTL // (La mostra sarà visibile sino al 25/04)

A seguire, dalle 19.30,presso il salone polifunzionale un’apericena artistico dove, in un clima informale, si potrà assistere alla proiezione del video/fumetto Cronica Regia / Onde Net a cura di Marco Testa e Perla Giraudo e alle esposizioni dei giovani artisti Sara Benincasa, Paolo Pera e Alberto Selvestrel.

Alle ore 21,00 la presentazione del libro "Northadammass", scritto da Fabrizio Griffa. Non sarà la classica presentazione, ma piuttosto uno spettacolo con un reading del viaggio che gli emigrati italiani facevano sul finire dell’Ottocento, accompagnato da canzoni dell’epoca, suonate dal vivo da Monica Pipino al piano, e dalla proiezione di immagini del tempo. 
Domenica 26/3 a partire dalle h. 9.00 in piazza del municipio durante la colazione a cielo aperto laboratori artistici, musica, visita guidata al museo e la presentazione del progetto “AbbanDONO un libro per te” a cura di Andrea Gentilin, Loren Bozza, Hilary Rigato ed Eliana Littarru. Si invitano tutti i visitatori di partecipare portandosi un libro da casa.

Per tutto il weekend performance live dello street artist milanese Ale Puro che realizzerà un’opera su lamiera 400x200 cm che verrà poi installata sui muri del centro di Camo.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.

per informazioni:

MUSEO A CIELO APERTO DI CAMO – PIAZZA MUNICIPIO 1 CAMO (CN)
Tel/fax. 0141840100 – comune.camo@libero.it – info@museoacieloapertodicamo.it






venerdì 17 marzo 2017

Incontro dedicato a Lalla Romano



Lunedì 20 marzo 2017 ore 18
al Centro Studi Piemontesi
via Ottavio Revel 15 – Torino
per i 
Colloqui del Lunedì

Incontro con
Ezio Quarantelli – Antonio Ria- Giovanni Tesio
Lalla Romano:
il ritorno di una grande scrittrice
in collaborazione con le Edizioni Lindau
e l’Associazione Amici di Lalla Romano

«Ci sono ritorni e ritorni, ma per una maestra di ritorni come Lalla Romano, il ritorno a Torino di alcuni suoi romanzi assume un significato plurimo. È stato l’Editore Lindau a cogliere l’occasione e ad assumersi il compito di rimettere in circolo qualche titolo che mancava da tempo.
I titoli pubblicati finora sono L’ospite e Inseparabile, ma già si prepara la riproposta del gioiello di Pralève e in prospettiva la pubblicazione del dittico Un caso di coscienza e Ho sognato l’Ospedale, prima di passare all’impegnativa pubblicazione dell’intera opera poetica. Questi i titoli programmati. Questo il progetto. In ogni caso e comunque stiano le cose, la domanda che ci siamo posti è: perché Lalla Romano? A cui possiamo rispondere molto semplicemente: perché Lalla Romano (1906-2001) è una delle più importanti figure del nostro secondo Novecento letterario.
Che sia prosa, che sia poesia, a fare stile è sempre un moto costante di passione lucidamente in cerca della parola che (con spietata e anche umoristica pietà) trasfigura le cose in emblemi e poeticamente converte ogni cosa che la scrittrice incontra in un classico “altrove” in cui siamo trasportati dalla sua scrittura».

Ezio Quarantelli: Direttore editoriale Edizioni Lindau 
Antonio Ria: Presidente Centro Studi Lalla Romano, Vicepresidente Associazione Amici di Lalla Romano
Giovanni Tesio: Filologo e critico letterario, Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi