martedì 22 giugno 2021

Péire que préiquen


 L’inizio di un percorso di riscoperta e valorizzazione di un luogo di comunità. Un’opera multidisciplinare site specific restituita al pubblico sotto forma di performance live. Land art, sound design e narrazione dialogano tra loro e con il territorio.

La residenza verrà raccontata da una mostra fotografica di Progetto HAR, che nel 2020 ha realizzato un reportage delle cave e di alcuni momenti della residenza. L’esposizione, curata da Ober Bondi, presidente di Progetto HAR, sarà visitabile presso il primo piano del Museo Terra del Castelmagno di San Pietro di Monterosso Grana da sabato 12 giugno a domenica 12 settembre. L’allestimento sarà visitabile sempre il sabato e la domenica in orario 15-18 previo acquisto del biglietto d’ingresso al Museo (€ 4/ ridotto € 3/ gratuito under 3).

La mostra sarà articolata in tre sezioni: la prima, dal titolo Le cave, cosa resta, sarà dedicata alla memoria, con quindici scatti in bianco e nero che riportano il visitatore al tempo in cui le cave erano attive; la seconda, I colori del buio, proporrà sedici fotografie a colori che permetteranno di compiere un viaggio tra i colori delle cave. La terza, infine, intitolata La residenza | reportage, racconterà la residenza d’artista Pèire que préiquen attraverso nove scatti in bianco e nero. 

Le fotografie esposte sono state realizzate dai fotografi di Progetto HAR Roberta Barale, Monica Barbero, Ober Bondi, Ugo Canavese, Alice Faletto, Silvia Fea e Roberto Olivero.


Le Laouziere di San Pietro Monterosso è un sito di cave di ardesia che tra il XVII e il XX secolo hanno rappresentato un nucleo fondamentale nella vita lavorativa e sociale della Valle Grana. In oltre tre secoli diedero lavoro a intere famiglie e materiale per la costruzione delle strutture tradizionali dell’architettura alpina sud-occidentale. La fine della loro attività arrivò nel 1984.

Da allora, silenziose, incidono il costone della montagna e conservano nei dintorni le tracce dell’attività estrattiva passata, come i binari e resti della teleferica che serviva per il trasporto del materiale a valle. Non lontano, attraverso un sentiero nel bosco, si arriva alle borgate in pietra, oggi per lo più abbandonate, un tempo abitate dai minatori delle cave. Le lastre di ardesia sono il mezzo attraverso cui l’uomo ha modellato il paesaggio: muri di contenimento e selciati che collegano le cave alla valle sono realizzati con gli scarti di produzione. La matrice paesaggistica è prettamente naturale: la natura, di anno in anno, sta lentamente riassorbendo l’intero complesso.

Dal 2007, l’Ecomuseo Terra del Castelmagno tutela e valorizza la “Terra” in cui nasce: la Valle Grana. Terra come paesaggio, superficie, territorio geografico lavorato dall’uomo ma anche come luogo caratterizzato da una cultura specifica, da stili e abitudini di vita, da una e tante comunità.

All’interno di questo mondo, sempre con un occhio puntato all’universo circostante, l’Ecomuseo intende realizzare una residenza d’artista, ovvero un processo di scambio artistico e di valorizzazione di un sito fortemente connotato per la sua essenza materica ed emozionale: le Laouziere, antiche cave di pietra di San Pietro Monterosso. Da luogo di lavoro e attività produttiva, le antiche cave diverranno oggetto di ricerca e sperimentazione, proiettate verso uno scenario futuro in cui saranno luogo di fruizione turistica e produzione artistica, nei principi della sostenibilità e della tutela del paesaggio e del territorio.  

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